(Sesto Potere) – Bologna – 18 gennaio 2023 – Confartigianato Imprese ha pubblicato una previsione economica per l’anno 2023. E Confartigianato Emilia-Romagna pubblica una sintesi dei dati principali.

“Possiamo ormai considerare il 2022 come un anno contrastato per tutti i settori economici – evidenzia l’associazione -. Se da una parte vi è una crisi energetica drammatica, soprattutto dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, dall’altra assistiamo ad una crescita dell’Italia che è stata superiore a quella di Cina, Stati Uniti, Giappone, Francia e Germania, grazie alla sostenuta dinamica degli investimenti. Tra gli elementi positivi vi è la manifattura che mantiene una robusta domanda di lavoro, con gli occupati che nel terzo trimestre del 2022 salgono dell’1,2% rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente. Tra le principali regioni manifatturiere, la locomotiva è il Veneto con un aumento del 3,8%, seguito dalla Lombardia con un +1,8% mentre è stabile l’Emilia-Romagna”.

“Tuttavia – si legge nella nota di Confartigianato Emilia-Romagna – persiste una elevata difficoltà di reperimento della manodopera.  Unioncamere e Anpal, a gennaio 2023, hanno rilevato il 55,8% delle assunzioni previste di operai specializzati e conduttori di impianti e macchine” e rimangono “numerosi i fattori di incertezza che pesano sulle decisioni delle imprese”. Ovvero? “L’evoluzione del conflitto in Ucraina, le tendenze dei salari e la velocità di rientro dell’inflazione, una recrudescenza dei contagi su scala mondiale e i ritardi di attuazione del Pnrr, per il quale nel 2023 vanno raggiunti 96 obiettivi”.

bombardamento in Ucraina

“A questi – aggiunge Confartigianato Emilia-Romagna – si aggiunge il rischio della stag-flazione indotta da una politica deflazionistica che riduce eccessivamente la domanda. Infatti, secondo le ultime valutazioni del Fondo monetario internazionale, metà dell’Unione europea sarà in recessione. L’Italia, insieme con l’Eurozona, è già entrata in recessione tecnica. Due i cali consecutivi del Pil, nel terzo trimestre del 2022 e nel primo del 2023”.

Per saperne di più Confartigianato nazionale ha pubblicato un quadro completo della previsione economica 2023.

Fra i dati da segnalare: “La crisi energetica che sta colpendo i settori manifatturieri più energy intensive e, proprio in questi settori, sale la domanda di credito per poter sostenere gli esborsi per le bollette, con costi dei prestiti crescenti a causa della stretta monetaria operata dalla Bce, che da luglio a dicembre ha aumentato i tassi di 250 punti base”.
E si delinea anche un rallentamento del commercio internazionale: “e le esportazioni, dopo aver registrato un aumento del 10,4% nel 2022, decelerano vistosamente, segnando nel 2023 un +1,8%, mentre le importazioni salgono del 4,3%. Le imprese affrontano il nuovo anno segnando il secondo rialzo consecutivo del clima di fiducia, che a dicembre migliora in tutti i comparti ad eccezione delle imprese della manifattura”.
Proprio le imprese del made in Italy vivono le incertezze maggiori: “La manifattura inizia il 2023 all’insegna dell’incertezza. Oltre un terzo (36,8%) delle micro e piccole imprese (MPI) manifatturiere ritiene difficile da prevedere l’andamento futuro dei propri affari (era il 29,4% un anno prima) e il 45,2% lo ritiene abbastanza difficile da prevedere (47,1% un anno prima)”.