Confartigianato Emilia-Romagna: +21,1% fatturato nei primi 4 mesi 2021 rispetto al 2020

0
232
emilia-romagna

(Sesto Potere) – Bologna – 10 agosto 2021 – Pubblicata l’analisi regionale del 14° report Covid-19 elaborato dal centro studi di Confartigianato Emilia-Romagna. Accanto a una forte ripresa del fatturato si osservano meccanismi di rallentamento: l’incerta situazione sanitaria, i prezzi delle materie prime e la manodopera qualificata irreperibile. La riduzione della domanda, esterna ed interna, durante il periodo della pandemia ha comportato per il tessuto produttivo una consistente riduzione dei ricavi. I dati della fatturazione elettronica ci permettono di cogliere il trend dell’imponibile IVA del 2020, rispetto al 2019, pari in Emilia-Romagna al -11,8%. Nei primi quattro mesi 2021, rispetto al medesimo periodo 2020, si osserva tuttavia un incremento diffuso del fatturato che in Emilia-Romagna si attesta al +21,1%.

EXPORT – Al I trimestre 2021 l’export di prodotti manifatturieri dell’Emilia-Romagna risulta in ripresa del +2,7% rispetto allo stesso periodo pre pandemia (I trimestre 2019), recupero più marcato rispetto al dato nazionale (+0,7%). Tra i prodotti emiliano-romagnoli maggiormente esportati oltre confine rimangono al disotto dei livelli pre Covid-19 solamente 4 settori: Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) (-11,1%), Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili (-9%), Prodotti della metallurgia (-4,8%) e Macchinari e apparecchiature n.c.a. (-3,6%).

Tra le 9 province emiliano-romagnole 3 registrano dinamiche negative: Rimini (-7,1%), Ferrara (-6%)
e Reggio Emilia (-1,4%). Al contrario le altre 6, che contribuiscono al 76,5% dell’export manifatturiero emiliano-romagnolo, mostrano dinamiche in recupero: Parma (+11,6%) – 5^ provincia nel rank nazionale, risultato determinato dalla performance positiva dell’export di prodotti alimentari e farmaceutici – Bologna (+6,1%), Piacenza (+2,1%), Modena (+2%), Forlì-Cesena (+1,9%) e Ravenna (+0,6%).

artigianato

Il valore delle vendite sui mercati esteri dei prodotti realizzati dalle imprese emiliano-romagnole dei settori a maggior concentrazione di MPI – moda, legno-arredo, metalli, alimentari e altra manifattura – sale dello 0,3% (cala del -2,8% a livello nazionale). Tale risultato è conseguenza della contrazione delle vendite estere della moda (-10,4%), compensate dai trend in crescita per la domanda di legno-arredo (+19,2%), prodotti alimentari (+11,5%), metalli (+2,4%) e altra manifattura (+0,2%). A livello provinciale presentano performance negative Rimini (-23,9%), Ferrara (-17,2%), Reggio Emilia (-13,9%) e Forlì-Cesena (-1,9%). In controtendenza superano i
valori pre crisi le province di Ravenna (+32,3%), Parma (+20,3%), Modena (+3,9%), Piacenza (+2,6%) e Bologna (+0,4%).

MOBILITÀ DELLE PERSONE – L’analisi dell’indice di mobilità di Google – che misura gli spostamenti delle persone in negozi e luoghi di ricreazione – proxy della domanda interna, indica che negli ultimi 30 giorni in Emilia-Romagna gli spostamenti in attività commerciali risultano ancora lievemente inferiori del -0,4% rispetto al periodo pre pandemico – da inizio gennaio (3/01/2020) a inizio febbraio (6/02/2020) – contrazione inferiore a quella nazionale del -1,9%. Nel dettaglio provinciale, hanno recuperato e superato i livelli di mobilità di inizio 2020 le
provincie costiere di Rimini (+46,1%), Ravenna (+22,8%), Forlì-Cesena (+7,8%) e Ferrara (+5,2%) anche grazie all’avvio della stagione estiva.

TREND DEL FATTURATO – La riduzione della domanda, esterna ed interna, durante il periodo della pandemia ha comportato per il tessuto produttivo una consistente riduzione dei ricavi. I dati della fatturazione elettronica ci permettono di cogliere il trend dell’imponibile IVA del 2020, rispetto al 2019, pari in Emilia-Romagna al -11,8%. Nei primi quattro mesi 2021, rispetto ai primi quattro mesi dell’anno pandemico (2020), si osserva tuttavia un incremento diffuso del fatturato, in 19 regioni su 20, che in Emilia-Romagna si attesta al +21,1%.

CREDITO – Conseguentemente alla riduzione dei ricavi, è cresciuto il fabbisogno di liquidità da parte delle imprese, a cui il Governo ha risposto introducendo misure di sostegno, quali moratorie e garanzie pubbliche. Tali misure oggi sono le principali promotrici della crescita dei finanziamenti concessi alle imprese, in particolare a quelle più piccole: a marzo 2021 in Emilia-Romagna il credito alle piccole imprese sale del 6,9%, dinamica superiore a quella complessiva (+5,2%) e migliore di quella del trimestre precedente (+5,7%) e di quella rilevata nello stesso periodo dell’anno precedente (marzo 2020) (-2,1%).

MERCATO DEL LAVORO – Il rimbalzo produttivo ha comportato un aumento del numero di entrate preventivate dalle imprese emiliano-romagnole nel periodo luglio-settembre 2021 rispetto agli stessi tre mesi del 2019, che sale del 18,7%, indirizzando la ricerca principalmente verso queste 10 figure: Cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici (con 9.540 entrate previste, pari al 20,8% del totale), Personale non qualificato nei servizi di pulizia e in altri servizi alle persone (con 3.880 entrate, pari all’8,5% del totale), Operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche (con 2.710 entrate, pari al 5,9% del totale), Operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori (2.530 entrate, pari al 5,5% del totale), Conduttori di mezzi di trasporto (con 2.400 entrate, pari al 5,2% del totale), Operai specializzati e conduttori di impianti nell’industria
alimentare (2.380 entrate, pari al 5,2% del totale), Operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione degli edifici (con 1.970 entrate, pari al 4,3% del totale), Tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (con 1.920 entrate, pari al 4,2% del totale), Personale di amministrazione, di segreteria e dei servizi generali (con 1.740 entrate, pari al 3,8% del totale), Commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso (con 1.690 entrate, pari al 3,7% del totale).

artigianato

A livello provinciale si rileva un incremento maggiore della ricerca di personale per il periodo luglio-settembre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019 a Rimini (+57,9%), Forlì-Cesena (+33,6%) e Piacenza (+27,5%). Permane anche nel periodo estivo la difficoltà di reperimento di figure professionali di cui il mercato necessita per recuperare quanto perso e tornare a crescere: le entrate difficili da reperire secondo le imprese emiliano-romagnole a luglio 2021 sono il 35,6%, quota di 5,3 punti superiore alle 30,3% di entrate difficili da trovare segnalate a luglio 2019. Tra le figure professionali maggiormente ricercate dalle imprese quelle più difficili da reperire sono Operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici (con il 58,4% di entrate difficili da reperire), Tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (57,4%) e Conduttori di mezzi di trasporto (54,3%).

Le entrate previste nel mondo del lavoro per il periodo luglio-settembre 2021 sono per oltre due terzi (il 69%) concentrate in imprese dei servizi, in aumento del 24,1% rispetto allo stesso periodo del 2019, mentre un ulteriore quarto (il 25,5%) è assorbito dal manifatturiero allargato, che cresce dell’11,9% rispetto a luglio-settembre 2019. L’incremento di entrate previste è trainato dalla domanda di lavoratori in MPI in tutte le province, con Rimini in testa, che vede crescere del 75,4% la previsione di assunzione delle MPI nel periodo considerato (si ferma ad un più contenuto +19,6% nelle medie e grandi imprese).
Per contro sono infatti più del 35% le figure professionali in entrata difficili da reperire secondo le imprese emiliano-romagnole a luglio 2021. 

E-COMMERCE – Il 2020, anno della pandemia, sarà ricordato anche come quello del boom del commercio elettronico. Nell’ultimo anno a livello nazionale le vendite di e-commerce sono salite del 34,6%, arrivando a raddoppiare nell’arco degli ultimi quattro anni: nel 2020 l’indice del valore delle vendite di e-commerce è aumentato del 104,8% rispetto al livello del 2016, con una accelerazione della crescita nell’ultimo triennio: con il tasso di incremento che passa dal +12,1% del 2018 al 18,3% del 2019 fino al 34,6% dello scorso anno.
L’escalation dell’e-commerce, se da un lato ha determinato lo spiazzamento di vendite sui canali tradizionali, dall’altro ha stimolato la reattività di un’ampia quota di piccole imprese che hanno diversificato i canali di vendita, intensificando l’uso di quello digitale.
Nel corso dell’emergenza sanitaria, raddoppiano le imprese dell’Emilia-Romagna che vendono in Rete: le imprese che fanno vendite di e-commerce tramite il proprio sito web passano dall’8,4% di prima dell’emergenza
all’attuale 15,7%, con un aumento di +7,3 punti percentuali che include le unità che hanno adottato miglioramenti a seguito dell’emergenza, hanno introdotto per la prima volta lo strumento o prevedono di implementarlo nei processi aziendali il prossimo anno, mentre quelle che vendono in Rete mediante comunicazioni dirette come e-mail, moduli online e social network, salgono dal 14,9% pre emergenza, all’attuale 27,3% (+12,4 punti). La straordinaria intensificazione delle vendite tramite la Rete traina la distribuzione delle imprese che gestiscono vendite on line con consegne in proprio, quota che passa dal 6,2% pre emergenza ad un 15,7% (+9,6 punti)