(Sesto Potere) – Bologna – 30 novembre 2021 – Gli Stati Generali di Confartigianato Emilia-Romagna si sono svolti giovedì a Bologna. Molti gli ospiti che sono intervenuti, per un dialogo sul futuro dell’artigianato e delle micro, piccole e medie imprese rappresentate dalla Federazione regionale di Confartigianato. Il convegno è stato aperto dalla Maestra Elisa Tremamunno, che ha eseguito l’Inno nazionale al violino.

Il saluto di Amilcare Renzi

“Confartigianato rappresenta 42 mila imprese, abbiamo 3.087 funzionari, donne e uomini che stanno nei territori, o meglio nei quartieri, anche quelli più difficili, così come nei borghi più impegnativi, svolgendo quella funzione di ascolto e portando le istanze e i bisogni della comunità a livello istituzionale”, ha spiegato Amilcare Renzi, segretario regionale di Confartigianato, nel suo saluto iniziale alla platea degli Stati Generali.

“E assieme alla politica, quella più alta e nobile, ricerchiamo la migliore soluzione per garantire quella coesione sociale che da sempre caratterizza la nostra regione. D’altra parte la nostra è una terra vivace, una terra nata povera, che grazie alla laboriosità, grazie all’impegno di quel 98% di imprese che hanno meno di 15 dipendenti, nel corso degli anni è diventata una terra che svolge una funzione di guida nell’ambito del Paese. Una terra di cui noi abbiamo ereditato i valori dai nostri padri, e noi abbiamo il dovere di proseguire in questo impegno straordinario. Ed è per questa ragione che noi oggi siamo qui, per gli Stati generali di Confartigianato, e vogliamo portare nei territori il lavoro che è stato fatto in sede nazionale con le 12 tesi”.

Stati Generali Confartigianato-E-R

Stati Generali 2021, il dibattito del mattino

Nella mattinata degli Stati Generali si è tenuto il dibattito fra Marco Granelli, presidente nazionale di Confartigianato Imprese Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, Mauro Magatti, professore di sociologia all’Università Cattolica di Milano, Giuseppe Lucibello, già direttore dell’Inail, e Andrea Orlando, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. L’incontro è stato moderato da Andrea Brambilla, direttore di QN (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Il Telegrafo).

Marco Granelli: “Il valore artigiano è il nostro green pass”

“Il nostro green pass è il valore artigianato: l’estro, le competenze, le capacità con cui tutto il nostro mondo è stato sempre capace di affrontare tutte le difficoltà con qualità e sicurezza”, ha spiegato il presidente di Confartigianato Imprese, Marco Granelli, durante il suo intervento agli Stati Generali. “Stiamo vivendo una fase molto importante che punta a dare all’artigiano un ruolo che non ha mai avuto prima. La richiesta che facciamo alla politica è quella di coinvolgerci sempre di più. Nei prossimi mesi dovremo dimostrare come Paese di essere capaci di spendere le risorse che arriveranno e, guardando al passato, qualche dubbio può sorgere. Noi siamo disponibili a dare tutto il nostro contributo per evitare gli errori del passato e per procedere con quelle riforme che potranno incidere su questa fase di ripartenza.

Andrea Orlando: “Dobbiamo dare un segnale molto chiaro con la riduzione del cuneo fiscale”

“L’obiettivo oggi è quello di poter vivere un Natale in libertà: vanno in questo senso le misure assunte anche in queste ore dal Governo. Abbiamo lavorato bene nei mesi scorsi, ora dobbiamo continuare a combattere il virus in prima linea, a partire dai luoghi di lavoro, creando aziende covid free. Quindi la vittoria sul virus è il presupposto per qualsiasi politica di carattere economico. Le Pmi hanno sofferto particolarmente ed oggi dobbiamo dare un segnale molto chiaro con la riduzione del cuneo fiscale, il grosso delle risorse deve andare alle piccole imprese e nelle buste paga dei lavoratori”. Con queste parole è iniziato l’intervento in videoconferenza di Andrea Orlando, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, agli Stati Generali 2021.

Sul fronte delle politiche attive il ministro ha sottolineato come siano stati investiti “circa 5 miliardi di euro a livello nazionale. Noi dobbiamo utilizzare quelle risorse in stretto rapporto con le imprese, costruendo dei patti territoriali perché le misure siano tarate sui bisogni delle imprese. Servono azioni che favoriscano percorsi duali, forme di apprendistato con formazione, formazione precedente o in parallelo all’ingresso nel mercato del lavoro, costruite sulle domande delle imprese, in un momento in cui c’è difficoltà a reperire manodopera e ciò frena la ripartenza”.

Stefano Bonaccini: “Spendere bene le risorse del Pnrr”

“Tante risorse come quelle del Pnrr non le avremo mai più. Dobbiamo essere capaci di utilizzarle e di farlo bene e velocemente – ha affermato nel suo intervento Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna -. Presupposto però è di vincere la battaglia con la pandemia. E’ gusto che vi siano delle corsie preferenziale per chi si è vaccinato, per chi ha scelto di proteggere sé stesso e gli altri. Se teniamo a bada la pandemia abbiamo prospettive di crescita molto interessanti. Dopo l’esperienza recente del Bando sulla digitalizzazione del mondo artigianale, come Regione abbiamo intenzione di replicarlo ad inizio 2022. Investire sulla formazione e sulla conoscenza perché questa terra vincerà solo se scommette sui cervelli. Stiamo pensando ad una legge regionale, la prima in Italia, per attrarre talenti dall’estero, ma soprattutto per trattenere i migliori tecnici e laureati italiani”.

Mauro Magatti: “La strada della ripresa non è scontata”

“Viviamo un tempo strano, c’è molta confusione, ma nello stesso tempo ci sono grandi opportunità. Il mondo sta cambiando alla velocità della luce, temi come la sostenibilità, la digitalizzazione sono diventati prioritari, davanti a noi possiamo immaginare un tempo migliore, ma bisogna sapere che ci sono anche dei pericoli, in particolare rischi di verticalizzazione ed esclusione – ha aggiunto il prof. Mauro Magatti, dipartimento di Sociologia, università Cattolica -. Bisogna fare in modo che le risorse non siano aspirate da processi di centralizzazione rilevante e che non producano esclusioni e marginalizzazioni di gruppi sociali”.

Stati Generali Confartigianato-E-R

“E’ finito il tempo dell’espansione illimitata. Siamo in un tempo in cui per generare valore e inclusione bisogna mettersi insieme, da soli non si va da nessuna parte, soprattutto se si è piccoli. Il mondo dell’artigianato deve essere attore nella costruzione di ecosistemi di sociali che generano un nuovo modello di solidarietà capace di creare valore e di evitare esclusioni e marginalizzazioni. Dobbiamo farci carico di ridare motivazioni a quel mondo di oltre 2 milioni di giovani che non hanno più fiducia e che sono persi nel mondo che li circonda”, ha concluso il professor Magatti.

Gli incontri del pomeriggio

Il lavori del pomeriggio degli Stati Generali sono cominciati con il collegamento in videoconferenza per l’incontro fra Fabiana Dadone, ministra per le Politiche giovanili, con il Gruppo Giovani imprenditori di Confartigianato Emilia-Romagna, dal titolo “I giovani costruttori di futuro. Favorire il rinnovamento generazionale delle imprese per accrescere il patrimonio culturale, economico e sociale del paese”. A seguire si è svolto il dialogo fra Vincenzo Colla, assessore regionale allo Sviluppo economico e Green economy, Stefano Zamagni, economista e presidente della Pontificia accademia delle scienze sociali, e Giuseppe Lucibello. Angelo Mellone, vice direttore di Rai1, ha moderato entrambi gli incontri.

Fabiana Dadone: “Con il Pnrr l’obiettivo è di mantenere i giovani in Italia”

“Nel Pnrr non c’è un indirizzo specifico per le giovani generazioni perché puntiamo su azioni trasversali. L’obiettivo è di mantenere i giovani in Italia, occorre evitare che siano costretti ad andare all’estero. Quindi, per fare un esempio, abbiamo inserito una clausola nei bandi del Pnrr per la quale le aziende che li vinceranno dovranno assumere una percentuale stabilita di giovani e di donne”, così Fabiana Dadone, ministra per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, durante il suo intervento nel pomeriggio del 25 novembre nell’ambito degli Stati Generali di Confartigianato Emilia-Romagna.

Nel rispondere alle domande dei giovani imprenditori, la ministra si è soffermata sul tema dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro. “È uno dei più complessi. Chiama in causa il rapporto tra mondo scuola e mondo del lavoro, il collegamento dei sistemi della formazione con il mondo del lavoro, partendo anche dalle singole predisposizioni dei ragazzi. E’ necessario capire quali sono le nuove attività che vengono richieste e quelle che hanno un maggiore futuro occupazionale”.

E su questo fronte, come ministero, “abbiamo avviato dei percorsi con le imprese nei quali imprenditori, professionisti, uomini d’azienda raccontano ai giovani studenti l’evolversi delle professioni, le necessità che hanno oggi le imprese. Credo che questo sia un modo molto interessante per fare capire quali possono essere le prospettive future e quali, quindi, i percorsi di formazione necessari. Quindi serve un orientamento che sia efficace e una formazione che colleghi la crescita personale con la praticità di avere uno sbocco occupazionale. E’ comunque importante esserci accorti che ci sono tanti giovani che hanno bisogno di supporto formativo. E uno dei temi che dovremo affrontare è quello della staffetta generazionale, ovvero la permanenza in servizio del personale più anziano deve essere vincolata al passaggio di competenze alle nuove generazioni”.

Stefano Zamagni: “L’artigiano è un virtuoso, deve però imparare a valorizzare le sue radici”

“L’artigianato deve uscire da quel complesso di inferiorità nel quale è stato collocato nei decenni precedenti. Dovete smetterla di sentirvi figli di un dio minore”. Questo l’appello di Stefano Zamagni agli artigiani durante il dibattito svoltosi nell’ambito degli Stati Generali di Confartigianato. “L’artigiano è un virtuoso, deve però imparare a valorizzare le sue radici che affondano nel lontano 1400, ancor prima che fosse coniato il termine impresa. Quindi l’artigianato è nato prima dell’impresa. Nel tempo con il prevalere della cultura taylorista l’artigianato è stato marginalizzato. Ma il tempo è galantuomo, si può reprimere un’idea ma non farla sparire, quando è vera prima o poi riemerge. Oggi il futuro va nella direzione dell’artigianato e lo sviluppo passa attraverso i luoghi”.

In secondo luogo “la quarta rivoluzione industriale, quella dell’intelligenza artificiale, ha fatto giustizia di vecchi preconcetti, il principale quello secondo cui se non sei di grande dimensione non puoi fare innovazione, oggi sappiamo che non è assolutamente vero, queste nuove tecnologie possono essere applicate anche dalla bottega artigiana. Siamo, quindi, di fronte ad una sorte di nuovo risorgimento dell’artigianato. Dobbiamo rendere esplicito il concetto di biodiversità economica. La piccola e media impresa ha lo stesso diritto di cittadinanza delle grandi imprese. Dovete solo crederci, dovete smetterla di sentirvi inferiori, e per uscire da questo complesso complesso occorre investire di più in cultura – ha concluso Zamagni -. Dovete stabilire un rapporto di alleanza ad alto livello, con il sistema universitario regionale, perché questa è la strada per riprendere in mano il vostro destino”.