(Sesto Potere) – Cesena – 17 dicembre 2022 – In occasione della messa di Natale che il vescovo monsignor Douglas Regattieri ha celebrato nella sede in Confartigianato cesenate è stata donata alla guida pastorale diocesana la statua del presepe 2022 raffigurante un’imprenditrice simbolo delle aziende che operano nella cura e manutenzione del verde da parte di Confartigianato e Coldiretti territoriale.
Si tratta di una iniziativa nazionale collegata ai territori e  presso la sede della Conferenza episcopale italiana è stata consegnata anche al
presidente dei vescovi italiani cardinal Matteo Maria Zuppi. 

“Obiettivo dell’iniziativa – spiegano i promotori _ promossa nell’ambito del Manifesto di Assisi, è quello di aggiungere ogni anno al presepe figure che  parlino del presente ma anche del futuro. Nel 2020 fu un’infermiera a ricordare il debito che ci lega in tempo di Covid a tutti coloro che operano nella sanità. Lo scorso anno è stato l’imprenditore che, cogliendo le opportunità della digitalizzazione, ha affrontato le
difficoltà della pandemia per continuare a garantire servizi e prodotti ai cittadini nonostante le limitazioni e il lockdown. La statuina per il
Presepe 2022 vuole raffigurare l’impegno per uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Inserire questa “nuova” figura,
una florovivaista simbolo delle imprese impegnate nella cura e manutenzione del nostro patrimonio verde e della biodiversità, è un’idea
inedita per parlare di un’agricoltura plurale e differenziata, che produce cibo e insieme, beni immateriali indispensabili per la qualità della vita”.

Le statuine verranno consegnate ai vescovi delle 226 diocesi italiane.

“Quest’anno – sottolinea  Confartigianato cesenate – portiamo nel Presepe un simbolo della sostenibilità espressa dagli artigiani e dalle
piccole imprese e declinata su tre fronti: economico, sociale, ambientale. A livello economico, la piccola impresa, l’artigiano offrono
prodotti e servizi belli, ben fatti, durevoli, a basso impatto ambientale, unici e distintivi. E sono anche baluardo della sostenibilità sociale, poiché ben radicati nei territori di appartenenza dove intrattengono rapporti e relazioni di scambio cruciali per il benessere delle comunità locali. Lo stretto legame con la propria terra alimenta, di conseguenza, un rapporto virtuoso con l’ambiente circostante improntato alla cura e al rispetto del contesto in cui si è collocati”.

“Il florovivaismo è un comparto strategico del Made in Italy che coinvolge imprese impegnate nel garantire bellezza e a migliorare la
qualità della vita con il contrasto ai cambiamenti climatici, all’inquinamento dell’aria e al dissesto del territorio – mette in luce  Coldiretti  territoriale -. Si tratta dell’espressione di una agricoltura multifunzionale capace di generare esternalità positive per il bene della comunità e dell’ambiente, nonostante i rincari e le grandi difficoltà economiche”.

Nella foto la consegna della statua al vescovo da parte dei rappresentanti di Confartigianato e Coldiretti territoriali.