(Sesto Potere) – Forlì – 17 gennaio – Il tempo delle iscrizioni scolastiche sino a fine gennaio anche nel nostro territorio cesenate suggerisce una riflessione sul ruolo della scuola per i processi di crescita produttiva.

“Il valore artigiano del made in Italy e il patrimonio manifatturiero  – mette in luce il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena (Daniela Pedduzza, Marcello Grassi e Stefano Ruffilli)  – hanno necessità di avere il sostegno e il rilancio dell’istruzione. Nel nostro paese, rileva l’Ufficio studi di Confartigianato, la spesa pubblica destinata al sistema formativo è inferiore di 1,1 punti percentuali rispetto alla media dell’Ocse.

La quota di giovani under 30 che studiano, o sono in formazione, e che lavorano è pari ad appena il 3,8% del totale ed è sensibilmente inferiore alla media Ue del 13,5%. La quota sale al 24,7% in Germania, grazie alla sua lunga tradizione del modello di formazione duale, che alterna scuola e lavoro. In particolare, nel 2021, i giovani tra 15 e 29 anni non occupati né impegnati in percorsi di istruzione o attività formativa sono stati il 23% del totale, quasi dieci punti in più del 13,7% della media Ue”.

lavoro

“Il risultato – prosegue il Gruppo di Presidenza  – è che le imprese faticano a trovare manodopera qualificata e i giovani non trovano lavoro. Sono proprio le micro e piccole imprese a richiedere competenze digitali e di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici nonché la  capacità di gestire soluzioni innovative nell’ambito di ‘impresa 4.0’, applicando tecnologie robotiche, big data analytics, internet of things ai processi aziendali.

Fondamentale è inoltre sostenere gli istituti professionali e gli istituti tecnici per la formazione del personale richiesto dalle imprese e di difficile reperimento. Altrettanto indispensabile è investire sugli istituti tecnici superiori, che nel nostro territorio godono di ottima reputazione, i quali possono rappresentare un laboratorio per la formazione di nuove competenze e profili professionali di livello superiore adeguati a rispondere alla sempre maggiore richiesta di competenze digitali”.

“A monte – conclude il gruppo di Presidenza  – occorre superare gli stereotipi e i pregiudizi che considerano di serie b il lavoro manuale e le nozioni tecniche perseguendo una sintesi alta tra scuola e lavoro facendo in modo che i giovani ricevano una formazione completa e siano avviati alla cultura del lavoro superando la separazione tra lavorare e studiare”.