Con lockdown e zone rosse crollo del 40% dei consumi di gelato

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(Sesto Potere) – Roma – 26 marzo 2021 – L’emergenza Covid scioglie coni e coppette con un crollo in Italia del 40% dei consumi di gelato artigianale per effetto delle chiusure forzate, dei limiti agli spostamenti e della paralisi del turismo nazionale e soprattutto straniero. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione del “Gelato day”, l’unica giornata che il Parlamento Europeo abbia mai dedicato a un alimento nata per promuovere l`arte gelatiera nel vecchio continente.

Un appuntamento che in molti Paesi – sottolinea la Coldiretti – non potrà essere festeggiato fisicamente in gelateria per i lockdown che hanno tuttavia favorito il ritorno della produzione di gelato casalinga ma anche un boom della food delivery che nel 2020 ha registrato una crescita del 113% rispetto al 2019 secondo l`ultimo report dell`Osservatorio “Gelato-Delivery”.

La “Giornata Europea del Gelato Artigianale” quest’anno è fortemente segnata dalla pandemia che – sottolinea la Coldiretti ha condizionato le abitudini di consumo in tutto il mondo penalizzando fortemente le39mila gelaterie nazionali che danno lavoro a 75 mila persone.

A pesare – precisa la Coldiretti – è stata sicuramente l’assenza nel 2020 di 57 milioni di turisti stranieri che sono tradizionalmente i piu’ entusiasti consumatori del gelato Made in Italy.

In controtendenza – continua la Coldiretti – il boom delle consegne a domicilio che tuttavia non riesce certamente a compensare il forte calo del consumi al tavolo e da asporto.

Una situazione di difficoltà che si ripercuote a cascata sull’intera filiera poiché nelle gelaterie italiane vengono utilizzati – sostiene la Coldiretti – ben 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zuccheri, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti durante l’anno con un evidente impatto sulle imprese fornitrici impegnate a garantire ingredienti di qualità.