Con il Covid aumento della mortalità: +188% in Lombardia, +71% in Emilia-Romagna e +69,5% Trentino

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(Sesto Potere) – Roma – 3 luglio 2020 – Quali sono stati gli effetti dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità in Italia? Risponde a questa domanda un dossier – il Rapporto annuale – pubblicato oggi dall’Istat. L’Italia è uno dei Paesi più precocemente e intensamente coinvolti dalla pandemia, i contagi registrati sono stati quasi 240mila e hanno causato poco meno di 35mila decessi. Il numero di casi Covid-19 segnalati in Italia è massimo a marzo (113.011), con il picco registrato il 20 del mese, e poi inizia a diminuire; ad aprile i casi segnalati sono 94.257. Il calo è proseguito ancora più marcatamente nei mesi di maggio e giugno.

La diffusione del Covid-19, piuttosto limitata nelle regioni del Sud e delle Isole anche grazie alle misure di contenimento adottate, è stata in media più marcata in alcune aree del Centro (soprattutto nelle Marche) e molto elevata in alcune province del Nord, soprattutto in quelle lombarde, che sono anche i primi territori a essere stati coinvolti. In Lombardia è infatti segnalato il primo caso italiano di Covid-19 (20 febbraio).

Una delle conseguenze più drammatiche dell’epidemia è l’incremento complessivo della mortalità. Dal 20 febbraio al 30 aprile 2020 sono stati oltre 28.500 i decessi di persone positive al Covid-19; il 53% (15.114) è deceduto entro il mese di marzo, il restante 47% nel mese di aprile (13.447). Tuttavia, si tratta di dati ancora parziali, in quanto riferiti ai soli casi di deceduti dopo una diagnosi microbiologica di positività al virus.

I decessi totali subiscono un rapido e drammatico incremento nel mese di marzo (+48,6% rispetto alla media 2015-2019) arrivando a 80.623 (26.350 in più in valore assoluto). Nel mese di aprile i deceduti per il complesso delle cause sono 64.693, ancora superiori di un terzo alla media del 2015-2019 (+16.283).

L’incremento più marcato dei decessi nel mese di marzo è stato registrato in Lombardia (+188% rispetto alla media nello stesso mese del periodo 2015-2019); seguono l’Emilia-Romagna, con un aumento del 71%, il Trentino Alto-Adige (+69,5%) e la Valle d’Aosta (+60,9%).

A livello locale i decessi nel mese di marzo 2020 aumentano di quasi 6 volte nella provincia di Bergamo (+571%), di circa 4 volte nelle province di Cremona (+401%) e Lodi (+377%), triplicano o quasi a Brescia (+292%) e Piacenza (+271%), sono più che raddoppiati a Parma (+209%), Lecco (+184%), Pavia (+136%), Pesaro e Urbino (+125%) e Mantova (+123%).

La mortalità complessiva inizia a ridursi a partire dalla fine del mese: i decessi passano dai 24.893 di marzo ai 16.190 di aprile e l’eccesso rispetto alla media degli stessi mesi del periodo 2015-2019 scende da +188,1% a +107,5%. Bergamo e Lodi sono le aree in cui il calo della mortalità è stato più accentuato: da +571% di marzo a +123% di aprile a Bergamo e da +377% a +79,9% a Lodi.

L’eccesso di mortalità più consistente si riscontra per gli uomini di 70-79 e di 80-89 anni, per i quali i decessi cumulati dal primo gennaio al 30 aprile 2020 aumentano di oltre il 52% rispetto alla media del periodo 2015-2019; segue la classe di età 90 e più, con un incremento del 48%. Per gli uomini più giovani (50-59 anni) l’eccesso di mortalità è del 26%.

Per le donne l’incremento è più contenuto in tutte le classi di età; nel periodo gennaio-aprile segna il 42% in più della media degli anni 2015-2019 per la classe di età 90 e oltre, che risulta la più colpita. Seguono la classe 80-89 anni, con un incremento del 35%, e la 70-79 (31%). Per le donne più giovani (50-59 anni) i decessi sono aumentati del 12%.

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