(Sesto Potere) – Cesena – 22 novembre 2022 – “Serve un terreno più propizio agli investimenti della transizione ecologica per la nascita di comunità energetiche e l’incremento dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, che le piccole imprese si stanno orientando a prendere in considerazione non solo perché indotti dagli spaventosi aumenti dei costi energetici, ma come responsabile pratica virtuosa orientata al risparmio dei consumi e alla necessità di contrastare il cambiamento climatico. Ma le imprese debbono essere messe nelle condizioni di poterlo fare agevolmente”.

Se ne è parlato alla tavola rotonda promossa da Confartigianato Cesena con gli attori del sistema territoriale: imprenditori, rappresentanti di
comuni, Hera, Camera di Commercio della Romagna, che ha analizzato in particolare le comunità energetiche, soggetto giuridico senza scopo di lucro per produrre e condividere energia attraverso impianti da fonti rinnovabili in forma collettiva, che possono avere fino a un mw di potenza ciascuno, sottesi ad una cabina primaria.

“Con le comunità energetiche – ha sottolineato Daniela Pedduzza del Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena (nella foto a lato), moderatrice dell’incontro – si è aperto uno scenario di potenziali opportunità per aumentare la produzione di energie rinnovabili e l’autoconsumo degli aderenti, attraverso incentivi sull’energia condivisa. Bisogna fare squadra per avere un ambiente favorevole alla loro creazione”.

Stefano Ruffilli, Daniela Pedduzza e Marcello Grassi

Hanno portato il proprio contributo Claudio Alessandrini, imprenditore, titolare di Alpha progetti Srl, e presidente del Comitato Giovani imprenditori di Confartigianato Cesena; Francesca Lucchi, assessora alla sostenibilità ambientale del comune di Cesena;  Enrico Cangini, sindaco di Sarsina; Federico Ceroni, dirigente di Heracomm e Giulia Bubbolini della Camera di Commercio della Romagna.

La prima necessità, è emerso dal confronto, è di avere un quadro normativo certo: mancano infatti ancora i decreti attuativi governativi e la relativa delibera di Arera, l’autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, strumenti indispensabili per individuare le misure d’incentivazione e risolvere i dubbi di tipo tecnico, gestionale ed organizzativo.

Un altro problema emerso è la difficoltà di allacciamento alle reti di bassa-media tensione afferenti alla singola cabina primaria, soprattutto nelle aree di montagna. Nella valle del Savio è presente una sola cabina primaria a Quarto, ed è fondamentale una stretta collaborazione tra i diversi comuni di vallata.

In Italia non è un caso che siano solo una quindicina le comunità energetiche operanti, la stragrande maggioranza in condomini, ma è più
complesso costituirle nelle aree di insediamenti produttivi e dove si intende  produrre fotovoltaico a terra. Gli amministratori comunali
hanno evidenziato che l’impegno degli enti locali può articolarsi in quattro direttrici: partecipare alle comunità, produrre direttamente
energia rinnovabile a vantaggio dei cittadini, promuovere project-Financing mirati, mettere a disposizione tetti pubblici per consentire la loro nascita, ma vista la delicata situazione della finanza pubblica la possibilità più concreta è di favorire le condizioni di nascita delle comunità energetiche da parte dei privati.

Debbono tuttavia essere individuati modelli gestionali, buone pratiche operative gestibili, semplificazioni dei procedimenti autorizzativi, da
divulgare in opportuni vademecum. Sulla sinergia più efficace da realizzare tra pubblico e privato hanno convenuto anche Camera di
Commercio della Romagna e Hera, per semplificare il compito a coloro che intendono intraprendere la realizzazione della comunità energetica.

La proposta finale di Confartigianato, e dei partecipanti alla tavola rotonda, è stata di attivare un gruppo di lavoro tra istituzioni e associazioni e realizzare vademecum specifici in attesa dei chiarimenti normativi.

Nella foto in alto i partecipanti alla tavola rotonda sulle comunità energetiche alla sala presidenza di Confartigianato Cesena nella sede di via Alpi.