Comunismo e foibe, Bernini (Fi): Oggi la ricorrenza del treno della Vergogna

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(Sesto Potere) – Bologna – 18 febbraio 2020 – “Oggi è la ricorrenza del treno della Vergogna, quel treno che il 18 febbraio del 1947 trasportava da Pola, stipati in un treno merci tra paglia e valigie di cartone, centinaia di profughi dalmati e istriani. Erano italiani che scappavano dalle barbarie comuniste, in cerca di accoglienza e solidarietà. Una solidarietà che avrebbero dovuto trovare nella mia Bologna, visto che la Pontificia Opera di Assistenza e la Croce Rossa Italiana avevano preparato dei pasti caldi, da servire ai numerosi bambini e anziani presenti”: commenta in una nota Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia eletta in Emilia-Romagna.

“I disgraziati profughi però non potevano sapere che l’odio comunista da cui scappavano li aveva accompagnati e li aspettava proprio alla stazione successiva, quella di Bologna. In prossimità dell’arrivo in stazione, infatti, i ferrovieri aderenti alla CGIL ed iscritti al PCI, minacciarono lo sciopero se il treno si fosse fermato. Ai loro occhi non erano profughi disperati, ma “fascisti” e nemici del comunismo”: aggiunge Anna Maria Bernini.

Anna Maria Bernini

“Così non appena il treno entrò in stazione, venne preso a sassate da giovani che sventolavano la bandiera rossa, i ferrovieri si accalcarono per lanciare pomodori e sputare sui propri connazionali, mentre altri rovesciarono sulle rotaie il latte destinato ai bambini e buttarono le vettovaglie nella spazzatura. Nuovamente vittima della furia e dell’odio comunista, il treno e i suoi viaggiatori proseguirono la corsa alla volta di Parma, dove nel frattempo l’esercito aveva trasportato il cibo”: ricorda Anna Maria Bernini.

“Qui si fermarono e vennero assistiti: una sosta che potè rafforzare il loro corpo ma non il loro spirito. Certe ferite, infatti, non si rimarginano mai.
Quella del treno della vergogna è una storia agghiacciante e ancora poco conosciuta, ma con cui molti ancora dovrebbero fare i conti. L’odio non ha nazione, spesso però ha un’ideologia ben chiara”: conclude la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini.

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