(Sesto Potere) – Forlì – 13 gennaio 2022 – “La proposta di legge al nostro esame prevede che, a partire dall’anno scolastico 2022-2023, prenda l’avvio una sperimentazione nazionale, per una durata triennale, finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive nei percorsi delle scuole di ogni ordine e grado ed è importante che si sottolinei la necessità di attenzione su queste competenze che supportano abilità indispensabili per far fronte alle richieste e alle sfide della vita”: lo ha affermato la deputata di Coraggio Italia Simona Vietina, nel corso delle dichiarazioni di voto in aula sulla proposta di legge sull’introduzione delle competenze non cognitive nel metodo didattico.

Un testo approvato dalla Camera che prevede l’avvio a partire dal prossimo anno scolastico di una sperimentazione di attività finalizzate allo sviluppo delle competenze non cognitive nei percorsi delle scuole di ogni ordine e grado, contemporanea ad un’attività di formazione dei docenti.

Si tratta di incrementare dei ‘life skills’, quelle abilità che portano a comportamenti positivi e di adattamento, che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni. Tra questi, la capacità di gestire le emozioni, la gestione dello stress, la comunicazione efficace, l’empatia, il pensiero creativo e quello critico, la capacità di prendere decisioni e quella di risolvere problemi.

“La scuola- aggiunge la deputata di Coraggio Italia – può avere un ruolo centrale per ridurre le disuguaglianze agendo sull’apprendimento anche di queste competenze, ma per farlo necessita di tempo, fondi e di personale specializzato”.

Vietina sottolinea inoltre che “la formazione degli insegnanti è decisa dalla singola scuola attraverso il collegio dei docenti, creando inevitabilmente disparità, mancano anche incentivi individuali e questo potrebbe rendere difficile assicurarsi che le competenze per trasmettere soft skills siano distribuite in modo uniforme. La scuola può e deve essere il luogo adatto per assicurare uguali opportunità e risorse a tutti gli studenti, incluse le competenze trasversali. Questo però non deve rimanere solo un buon proposito. Questa opportunità deve essere resa concreta e ugualmente accessibile in ogni scuola”.