(Sesto Potere) – Ravenna – 2 novembre 2022 – Con la fiducia al governo Meloni del parlamento crescono anche le probabilità di un ritorno alle estrazioni di gas nazionale, in Adriatico e non. Il presidente del Consiglio lo ha annunciato durante il suo discorso alla Camera,

Parole che riaccendono la speranza dei lavoratori del comparto “Oil & gas”, che nel Ravennate occupa circa 3mila persone.

Annunci rispetto ai quali però, adesso, si attendono risposte concrete: «Abbiamo varie volte ascoltato discorsi in cui si aprivano spiragli per una ripartenza delle estrazioni del gas nazionale – spiega il segretario della Femca Cisl Romagna, Emanuele Scerra sulle pagine del Corriere Romagna -. Siamo stanchi di annunci, ora vogliamo i fatti».

Scerra si riallaccia alle parole da lui pronunciate durante la presentazione pubblica del progetto sul rigassificatore:  «Penso di aver dettagliato il perché la politica dei no ha fatto così male al nostro Paese – prosegue il ragionamento il sindacalista -. Il guaio è che adesso ne stiamo pagando tutti le conseguenze».

Da parte del rappresentante dei lavoratori della chimica e dell’up stream rimane il fatto che «le tematiche toccate dal presidente del consiglio mi trovano d’accordo. L’auspicio è che si faccia strada la consapevolezza per cui oggi più di ieri è necessario diversificare l’approvvigionamento energetico. Quindi – è la richiesta di Scerra – si avanzi con tutta la velocità possibile sulle rinnovabili, ma si riprenda subito ad estrarre gas».

Questo perché a soffrire dei rincari è soprattutto l’Emilia-Romagna: «Come avevamo annunciato anni fa, fermare le trivelle non sarebbe stato un problema solo per i lavoratori del settore upstream – conclude il segretario della Femca -. Sta fermandosi tutto il nostro manifatturiero, dalla metalmeccanica alla chimica, passando per le lavorazioni legate all’agroalimentare. E’ un quadro che ci spinge alla recessione. Spero davvero che la presidente Meloni abbia imparato, come ha affermato, la lezione di Enrico Mattei».