(Sesto Potere) – Bologna – 26 luglio 2022 – La Moda è il settore manifatturiero che nel corso del 2022 mostra il più forte rimbalzo della produzione, pur confermando i dati di maggiore impatto della crisi provocata dalla pandemia.

Questo è quanto emerge dalla ricerca compiuta dall’apposita indagine elaborata dal Centro studi di Confartigianato Imprese (i dati si possono scaricare cliccando qui Tendenze comparto moda estate 2022).

Comparto Moda, il dettaglio del primo quadrimestre 2022

Nei primi quattro mesi 2022 la produzione del settore cresce dell’11,2% in un anno. Migliora in modo netto sia rispetto al +2,0% del Manifatturiero sia al +8,2% del settore nella media Ue a 27. Nel 2022 la produzione del settore rimane del 18,4%, sotto il livello pre-crisi del 2019, con un maggiore ritardo per l’Abbigliamento (-34,7%), mentre per la Pelle il calo è importante ma inferiore e pari al -14,3% e il Tessile si ferma sul -5,2%.

L’export del comparto Moda

Per quanto riguarda le esportazioni, nei primi quattro mesi del 2022 le vendite della Moda crescono del 20,1% in un anno. Dai in linea con il +20,4% del Manifatturiero e rappresentandone il 10,7% dell’aumento assoluto annuale. Il dato annualizzato ad aprile 2022 vede la Moda superare del +1,4% il valore del 2019, la peggior performance tra i comparti. Per il Manifatturiero le vendite all’estero superano del 13,6% il livello del 2019. Sul ritardo pesa il calo dell’export in Russia: le vendite del settore verso il paese nei primi quattro mesi 2022 sono in calo del 21,8% in un anno e il dato annualizzato ad aprile 2022 è del 10,8% sotto il livello del 2019.

La buone performance dell’export in valore sottende un dinamismo anche in volume. Questo a fronte di una dinamica meno accentuata dei prezzi alla produzione: ad aprile 2022 per la Moda crescono, infatti, del 5,7%, quasi un terzo del +13,8% del Manifatturiero no energy.

sfilata di moda ph d’archivio

Prezzi e carenza di materie prime

Sui mercati internazionali, a maggio 2022 il prezzo del cotone, valutato in euro raddoppia in un anno, avvicinandosi al massimo storico di marzo 2011. Sempre sul fronte degli scambi lungo le filiere globali, va segnata una crescente difficoltà per le imprese della moda determinata dalla insufficienza dei materiali, più accentuata nel Tessile. Inoltre, il costo dei container per trasporti via mare a giugno del 2022 è più che quadruplicato rispetto a due anni prima.

Il mercato del lavoro del comparto

Nonostante le criticità nell’arco degli ultimi due anni, la Moda lamenta una cronica mancanza di lavoratori soprattutto specializzati: a giugno 2022 le imprese segnalano difficoltà di reperimento di operai specializzati della Moda per il 44,3% delle entrate previste, di oltre cinque punti superiore al 39,2% del totale entrate.

Il made in Italy della Moda nel territorio

Gli ultimi dati disponibili relativi al valore annualizzato del I trimestre 2022 indicano che tra le principali regioni – ognuna con oltre l’1% dell’export della Moda – recuperano il livello del 2019 il Lazio del 37,7%, seguito a distanza dalla Lombardia con l’8,0%, dal Veneto con il +2,5%, dalla Puglia con il +0,2% e la Toscana è sostanzialmente stabile: in queste cinque regioni si concentra quasi poco meno di tre quarti (73,7%) dell’export Moda. 

In Emilia-Romagna sono presenti 6.960 imprese del comparto moda e di queste l’artigianato ne rappresenta il 63,7%.

Su scala nazionale, tra le principali province sono dieci a superare il livello del 2019 e concentrano la metà esatta (50,0%) delle vendite all’estero del settore: Varese (+32,2%), Roma (+24,4%), Verona (+22,2%), Milano (+19,8%), Vercelli (+13,3%), Bergamo (+9,4%), Padova (+7,6%), Modena (+4,6%), Firenze (+3,9%) e Prato (+2,9%).