Commercio e turismo: 33% imprese teme di chiudere definitivamente

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(Sesto Potere) – Roma – 20 aprile 2020 – Il 32% delle piccole e medie imprese di commercio e turismo ritiene che il lungo lockdown, anche se in esaurimento, potrebbe comunque averle messe a rischio di chiudere definitivamente. E un ulteriore 35% teme di chiudere se l’emergenza dovesse protrarsi ancora. Il 57% degli imprenditori dei due settori è più preoccupato per la recessione economica che dei contagi. 

È quanto emerge dalle elaborazioni condotte da Confesercenti sulla base dei dati disponibili e di survey agli imprenditori somministrati con sondaggio SWG.

Anche con una ripartenza graduale a partire dal 4 maggio, infatti, l’economia del lockdown costerà alle imprese nel 2020 oltre 30 miliardi di euro fatturato: fino ad un terzo di quello annuale per pubblici esercizi (-29,4%), attività ricettive (-31%) e ambulanti (-32,9%), settore quest’ultimo in stato precario ormai da anni.

Ad oggi cancellato, in media, anche il 19,4% dei ricavi annuali delle imprese del commercio non alimentare. E arriva a perdere il 25,7% del fatturato l’abbigliamento, che dopo un decennio di crisi rischia il baratro con la perdita dell’intera stagione primaverile, la merce giacente ed i pagamenti che scadono.  

E le prospettive di ripresa non sono semplici: l’onda lunga dell’emergenza dovrebbe durare fino a dicembre, in parte per le restrizioni che resteranno comunque in vigore, in parte per un probabile comportamento di spesa delle famiglie ancora condizionato dall’emergenza.

Per far fronte alla caduta di fatturato oltre la metà delle imprese valuta di utilizzare la possibilità di chiedere una linea di credito aggiuntiva pari al 25% del fatturato dell’anno precedente: il 23% ha intenzione di farlo subito, mentre il 30% è ancora indeciso. Ma gli interventi di sostegno messi in campo vengono bocciati dalle imprese: il 73% li ritiene “poco” o “per niente adeguati”.

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