Commercio, Confesercenti: “+8,8% credito al consumo, +7,2 mld in un anno”

(Sesto Potere) – Roma – 29 luglio 2019 – Non si ferma la corsa del credito al consumo. A fine 2018 lo stock relativo di prestiti delle famiglie ha raggiunto quota 96 miliardi di euro, con una crescita di 7,2 miliardi rispetto all’anno precedente. Nel complesso, il mercato del credito al consumo ha segnato nel 2018 un’accelerazione dell’8,8% sull’anno precedente, un ritmo appena più contenuto rispetto al +9,3% messo a segno nel 2017.

pagamento in euro

È quanto emerge da un’analisi condotta da Confesercenti sui dati creditizi messi a disposizione da Banca d’Italia.

A livello di macro-aree, i migliori andamenti riguardano il Nord Ovest (+10,3%), seguito da Nord Est e Centro (+9,8% e +9,6%). Più lenta, ma comunque sostenuta, l’evoluzione nelle regioni del Sud e nelle Isole (+7,3%).

Passando all’analisi regionale, è la Lombardia che vede la crescita maggiore dello stock di credito al consumo in termini assoluti: +1,4 miliardi in un anno, quasi il 20% dell’incremento totale nazionale. Al secondo posto c’è il Lazio (+810 milioni di euro) seguito, a distanza, dal Veneto (+591 milioni). Le variazioni minori si rilevano invece in Valle d’Aosta (+17 milioni di euro) Molise (+27) e nelle Province autonome di Trento e Bolzano (+98 milioni).

banconote euro

“Un’evoluzione significativa – sottolinea Nico Gronchi, vicepresidente nazionale di Confesercenti – che conferma come le famiglie italiane vedano ancora nel credito al consumo uno strumento valido per realizzare un progetto di acquisto, preferendolo ad altre forme di finanziamento”.

“La crescita del credito al consumo appare ormai inarrestabile”, conclude Nico Gronchi, “si tratta di un fronte con cui le imprese del commercio dovranno sempre di più fare i conti. Si stanno diffondendo strumenti per favorire acquisti dilazionati anche per importi relativamente bassi, in particolare in centri estetici o palestre o anche negozi di abbigliamento o calzature, che potrebbero avere un’efficacia per rilanciare le vendite in una fase ancora difficile per il commercio”.

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