Comitato alberi Forlì denuncia taglio di 5 pini in via Piancastelli: “Vogliamo vederci chiaro, perizie discordanti”

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(Sesto Potere) – Forlì – 27 luglio 2020 – Il Comitato per gli Alberi di Forlì denuncia con un comunicato stampa l’abbattimento imminente di cinque pini  in via Piancastelli a Forlì: “Per motivi imperscrutabili da una vita il Comune di Forlì ha l’obiettivo di radere al suolo tutti  i bellissimi pini di Via Piancastelli. Ne ha fatte di tutti i colori per raggiungere questo scopo. Adesso altri 5 cadono sotto le motoseghe del Comune di Forlì“. Gli ambientalisti avrebbero voluto vedere le carte, conoscere nel dettaglio i risultati delle prove e vedere la relazione che le accompagna.

“Il Comune nella sua furia demolitrice ha cercato il conforto con tecnici che ha cambia a ripetizione evidentemente cercando qualcuno che ne assecondasse  i desiderata. Si cambiano i tecnici ma nello stesso tempo  cambiano a ripetizione le loro valutazioni.  In 2 anni addirittura il Comune ha fatto fare 3 perizie distinte a 3 tecnici. Tre perizie in una sola strada! Tanto paga Pantalone! … Non si tratta certamente di scrupolosa  attenzione nei confronti delle alberature ! Perizie che hanno dato responsi diversi e contraddittori. La penultima verifica dichiarava che gli alberi assolutamente da abbattere indicati dalla prima verifica stavano benissimo tanto che il tecnico assunse su di sè la responsabilità della loro stabilità per 5 anni, assicurandoli anche personalmente”: si legge nella nota del Comitato per gli Alberi di Forlì

“Non contenti in Comune hanno chiamato i tecnici che stanno valutando tutte le alberature della città e hanno chiesto loro di fare le cosiddette “prove di trazione” su tutti gli alberi di via Piancastelli.  Le “prove di trazione” a detta dei soliti tecnici sono il massimo per valutare la stabilità degli alberi. Ma lo è anche la VTA (la valutazione visiva dell’albero, ndr), sempre a detta loro.  Così come lo sono la tomografia ultrasonica al colletto per la sanità del legno interno e la tomografia radicale per l’espansione delle radici con funzioni statiche nonché lo sarebbero anche le prove dinamiche. Dobbiamo fidarci ? i precedenti dicono di no.  E’ successo infatti che se i risultati sono anche all’interno del range che fissa i parametri per stabilire che l’albero è sicuro questi vengono tranquillamente tenuti in scarsa considerazione secondo motivazioni imperscrutabili.Per evitare fraintendimenti facciamo riferimento esplicitamente con quanto scritto, per il pino di Via Piancastelli, scheda n.33,  nonchè in quelle di  alcuni alberi di via Gramsci”: continua la lunga nota del Comitato per gli Alberi di Forlì

“Questa volta, oplà, sono saltati fuori altri 5 alberi che la prime volte stavano benissimo e che invece in questa circostanza sono da buttare giù, subito subito.  Possiamo onestamente riporre una qualunque fiducia in tutto ciò ?  Soprattutto se si pensa che nel frattempo, nel silenzio connivente di una categoria che pretende di essere l’unica ad avere diritto di parola a proposito di alberi, un membro della citata categoria ha massacrato molti di quei pini facendo segare branche di oltre 40 cm. di diametro e causando danni irreparabili. Zitti tutti gli altri autorevoli tecnici, i soli depositari della verità scientifica, ma quel che è più grave zitto e inerte il Comune che di quegli alberi sarebbe il proprietario, tenuto alla loro conservazione e cura”: afferma il Comitato per gli Alberi di Forlì.

“Vogliamo vederci chiaro, non basta un cartellino applicato ad un albero a certificare la sua pericolosità. Avremmo voluto vedere prima le carte, conoscere nel dettaglio i risultati delle prove e vedere la relazione che le accompagna. Ma come sempre, a fine luglio, appena dopo avere appeso i cartelli hanno dato il via agli abbattimenti. Ci sarebbe stato tutto il tempo, quegli alberi da un centinaio di anni adornano quella strada che vogliamo ricordarlo fu realizzata per collegare il villaggio Baia del Re,  intitolato all’impresa di Amundsen e Nobile che col dirigibile Norge ( costruito in Italia ) sorvolarono per la prima volta il Polo Nord”: conclude la nota del Comitato per gli Alberi di Forlì.

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