Clima, “faccia a faccia” Zattini e Friday for future Forlì

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(Sesto Potere) – Forlì – 28 ottobre 2019 – Venerdì scorso il sindaco di Forlì,  Gian Luca Zattini ,  insieme all’assessore comunale all’Ambiente , Giuseppe Petetta , ha incontrato una delegazione di ragazzi che rappresentano in città il movimento “Friday for future” (vedi foto)
“È stato un momento di dialogo costruttivo che ci ha permesso di confrontarci sulle tematiche ambientali e soprattutto su ciò che il Comune può realmente fare a sostegno del clima e dell’ambiente”: ha detto il sindaco, che al contempo, ha ringraziato i ragazzi per “il loro  impegno e per le iniziative e i suggerimenti volti al contrasto del cambiamento climatico nel nostro territorio”.

Da parte loro i ragazzi di “Friday for future” – con un comunicato stampa – hanno evidenziato i temi su cui ancora non c’è convergenza.

Per esempio sulla prossima apertura dell’Aeroporto di Forlì. Trattandosi di uno dei punti cardine della campagna elettorale, il Sindaco ha affermato che si farà e non c’è possibilità di tornare indietro.

Viceversa il gruppo FFF Forlì ha annunciato: “Che continuerà il suo impegno nel sensibilizzare i cittadini sull’impatto climatico dell’aereo, che essendo il mezzo di trasporto più inquinante che esista, andrebbe limitato ai soli casi di estrema necessità. Secondo l’ultimo rapporto dell’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza aerea, nel 2017 il traffico aereo solo in Europa ha emesso  163 milioni di tonnellate di CO2 nell’atmosfera, e si prevede che nel 2040 saranno oltre 200 milioni. Si tratta di un danno enorme che va a colpire il pianeta e la salute dei cittadini”. Fridays For Future ha ricordato  si batte “per un sistema economico basato su merci sempre più a km0, per evitare di far volare anch’esse, ed in generale per una carbon tax che riequilibri il prezzo delle diverse attività e abitudini”

Per quanto riguarda la questione mobilità in centro storico, come è noto c’è sul tappeto una verifica della possibilità di nuovi accessi di auto e bus in centro storico, piazza Saffi inclusa.

“L’impressione avuta durante l’incontro – nota Friday for future –  è che ci sia ancora poca chiarezza sulle soluzioni da adottare, anche in conseguenza delle polemiche che sono emerse nelle ultime settimane e degli incontri con i portatori di interesse che si svolgeranno”.

Condivisione invece sulle linee strategiche del trasporto pubblico.

“È positivo che sia stata stanziata una somma cospicua da investire nei trasporti pubblici, nel bike sharing, nel miglioramento dei collegamenti piazza-stazione”: ha detto Fridays for Future che comunque è contrario all’acquisto di nuovi autobus a metano “perchè è molto inquinante”, mentre è favorevole all’acquisto di nuovi autobus elettrici.

FFF ha proposto di creare un sistema che renda il mezzo pubblico preferibile rispetto a quello privato, e per fare questo si potrebbe rendere gratuiti i trasporti pubblici per qualche mese e parallelamente disincentivare l’uso dell’auto, agendo magari sui parcheggi del centro: “Rendere i trasporti gratuiti farebbe risparmiare circa 150€ al mese ai cittadini che non utilizzano l’auto”.

foto: auto in piazza Saffi negli anni Sessanta
foto: auto in piazza Saffi negli anni Sessanta

Il sindaco Zattini e l’assessore Petetta hanno dichiarato di comprendere l’emergenza climatica, non ne hanno mai messo in dubbio la veridicità e capiscono l’urgenza del dover ottenere subito misure per cambiare la rotta e con l’approvazione all’unanimità della mozione “Riconoscimento della crisi climatica ed ambientale” il sindaco e la giunta si sono impegnati “ad assegnare la massima priorità al contrasto al cambiamento climatico nell’agenda dell’Amministrazione comunale, tenendo presente gli effetti che questa comporterà sul clima”.

Ma secondo Friday for future : “Finora pare che questa priorità venga concessa solo se c’è del margine a livello di programma elettorale, il che fa presagire purtroppo che l’emergenza climatica in atto non verrà ancora trattata come tale, nonostante i migliaia di forlivesi che sono scesi in piazza in occasione degli scioperi globali per il clima”.

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