Città insicure per 4 italiani su 10. Due su 10 temono aggressioni fisiche

(Sesto Potere) – Roma – 31 gennaio 2019 – Quattro italiani su dieci (39%) ritengono di vivere in città “poco” (33,1%) o “per niente” (5,9%) sicure. Al contrario, il 47,5% crede che il luogo dove vive sia “abbastanza” (39,4%) o “molto” (,8,1%) sicuro.

rapina a mano armata

Negli ultimi tre anni, la paura di subire reati è rimasta invariata per la maggior parte dei cittadini (59,1%); parallelamente, rispetto al 2017, sono diminuiti coloro che hanno più paura (dal 34% al 30%), in favore di coloro che ritengono la loro paura sia diminuita (dal 7,8% al 10,9%). Gli italiani si sentono minacciati in primo luogo dal furto in abitazione (25,4%), segue il timore di subire un’aggressione fisica (20,8%, +3,8% rispetto al 2009).

Uno su due non si sente sicuro nemmeno a casa propria. Disagio sociale e pene poco severe e immigrati: considerate le principali cause

In crescita il numero di quanti dicono di sentirsi poco o per niente sicuri di uscire da soli nella zona in cui vivono di giorno: dal 27,8% del 2017 al 44% del 2019 (+16,2%). Consistente il timore di uscire soli di notte nella zona in cui si vive, passato dal 35,3% del 2017 al 42,4% del 2019 (+7,2%). Anche restare soli in casa fa più paura che in passato: non sentirsi sicuri sono ben il 46,3% degli italiani, erano appena il 27,9% nel 2017 (+18,4%).

Le principali cause della diffusione dei fenomeni criminali sono: il disagio sociale (17,8%), le pene poco severe/le scarcerazioni facili (12,6%), l’eccessiva presenza degli immigrati (11,4%). Seguono la difficile situazione economica

migranti

(10,9%), il potere delle organizzazioni criminali (9,8%), l’insufficiente presenza delle Istituzioni dello Stato (9,2%), la mancanza di lavoro (8,4%), la mancanza di una cultura della legalità (8%), le scarse risorse a disposizione delle Forze dell’ordine (7%) e l’impunità legata alla lentezza dei processi (4,9%).

Il 22,5% degli italiani crede che per risolvere il problema della criminalità bisognerebbe garantire la certezza della pena, il 18,1% che sarebbe necessario rafforzare il dispiegamento delle Forze dell’ordine, il 17,8% vede la soluzione nell’inasprimento delle pene.

Quasi un cittadino su quattro pensa che legittimare il possesso di armi serva a difendersi e in un terzo dei casi sarebbero disposti ad acquistare una

La maggior parte degli italiani (68,6%) non è d’accordo con il recente provvedimento che consente ai “tiratori sportivi” di acquistare armi semiautomatiche tipo Kalashnikov fucili Ar15, e la possibilità di denunciare via e-mail il possesso di un’arma. Al contrario, per il 31,4% si tratta di un provvedimento giusto. Per il 39,7% dei cittadini la legittimazione del possesso di armi da fuoco è un pericolo perché le armi possono finire nelle mani sbagliate; tuttavia, per uno su quattro (24,2%) offre la possibilità a chiunque di difendersi dai malintenzionati e per il 22,3% è un diritto da riservare solo a categorie particolarmente esposte a rischi. Gli italiani rispondono nel 67,2% dei casi che non acquisterebbero un’arma per autodifesa mentre il 32,8% la comprerebbe.

Tutto questo emerge nel Rapporto Italia 2019 dell’Eurispes, giunto quest’anno alla 31a edizione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *