Cisl Emilia-Romagna: “Il patto per il lavoro ha funzionato”

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(Sesto Potere) – Bologna, 18 dicembre 2019 – “Il Patto per il lavoro ha funzionato, ora i risultati raggiunti ci impongono un rilancio per i prossimi cinque anni, naturalmente adeguandolo alle nuove sfide che il cambiamento ci impone: qualità del lavoro e sostenibilità ambientale e sociale in primis“. E’ quanto ha dichiarato il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna Filippo Pieri, questa mattina nella veste di presidente del Consiglio regionale Unipol (CRU), durante la conferenza stampa in cui è stata presentata un’indagine realizzata dalla socita’ di ricerca Rete urbana delle rappresentanze proprio su commissione dello stesso CRU.

Le conferme arrivano dalla ricerca: il tasso di occupazione della popolazione tra i 20 e i 64 anni è salito al 74,% (più di Lombardia e Veneto), il tasso di disoccupazione è sceso al 4,8%, la disoccupazione giovanile dal 2014 al 2018 è passata dal 34,9% al 17,8%, la dispersione scolastica è scesa all’11%. Il grande merito va alla ‘grande alleanza’ tra le forze sociali che ha permesso di traghettare l’Emilia-Romagna fuori dalle secche della crisi e l’ha messa in condizione di crescere a ritmi più veloci rispetto al resto del Paese e alle altre regioni del Nord.

E per il prossimo futuro il presidente del Gruppo Unipol, Pierluigi Stefanini, indica alcuni snodi cruciali.

Il primo, forse il più urgente, riguarda la “polarizzazione” del mercato del lavoro, “la divaricazione tra la lavoro povero e precario e lavoro strutturato, tutelato, stabile”, che rischia di fratturare un tessuto sociale che funziona perchè “plurale, equilibrato” e coeso. “C’e’ un urgenza di un patto per il lavoro per i giovani a livello nazionale“, scandisce Stefanini che immagina per la Regione un ruolo di faro per il resto del Paese. Ma nella lista dei cinque temi su cui rafforzare l’azione del patto Stefanini mette anche il digitale, il welfare di comunità (“Su questo punto il patto per il lavoro ha segnato il passo: c’erano degli spunti che non c’e’ stato modo di portare avanti”), difesa del suolo, infrastrutture sociali, “che non sono meno importanti di quelle viarie”.

“Oggi il problema chiave riguarda le connessioni dell’Emilia-Romagna, una regione inserita nel triangolo industriale del Nord che dialoga più con la Germania che con il resto del Paese”, sottolinea l’assessore regionale al lavoro, Patrizio Bianchi. C’e’ una tendenza alla divaricazione nel Paese. Spesso parliamo due lingue diverse. Allora bisogna uscire dalla trappola della buona pratica, l’Emilia-Romagna deve diventare la pietra angolare del Paese a cui gli altri devono attaccarsi per ricostruire il sistema Italia. Il nuovo patto per il lavoro non deve essere solo per l’Emilia-Romagna, ma deve essere una spinta per tutto il resto del Paese”, conclude Bianchi.

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