Chiusura viadotto E45: ora emergenza traffico dei Mandrioli

(Sesto Potere) – Arezzo – 7 febbraio 2019 – “Da un’emergenza ad un’altra: il tratto della E45 chiuso al traffico per il viadotto posto sotto sequestro – 13 chilometri fondamentali per la viabilità tra Toscana e  Romagna, specie dei mezzi pesanti – rischia di innescare una reazione a catena sulle strade alternative” si esprime in questi termini Tommaso Ausilio, Presidente CNA Casentino il cui pensiero va all’arteria di fondovalle del Casentino ed al passo dei Mandrioli.

foto e 45

“Lamentiamo da anni per la nostra vallata un sistema viario inadeguato ed una carenza infrastrutturale che incide pesantemente sul sistema imprenditoriale del Casentino: se non si trovano in tempi brevi soluzioni adeguate al blocco della E45, si rischia di mandare in tilt le altre reti di collegamento con la Romagna già oggi ampiamente trafficate e coi disagi che conosciamo da anni. La Umbro-Casentinese ed i Mandrioli rischiano il collasso con l’aumento della circolazione dei mezzi pesanti, tanto più d’inverno dove la situazione può cambiare in poche ore in caso di precipitazioni nevose che , come è noto , fanno scattare subito il divieto di transito sul passo”: nota Tommaso Ausilio.

Il risultato?

“Un pezzo di economia delle zone appenniniche si troverebbe in ginocchio: basti pensare al movimento generato da Cesena, uno dei più grossi centri ortofrutticoli d’Italia. Il Casentino è una vallata pesantemente colpita dalla crisi con incerte prospettive di crescita e sviluppo: le aziende artigiane sono scese poco oltre la soglia delle 1000 imprese, segnale di un’emorragia di attività e posti di lavoro che non è destinata ad arrestarsi. Già oggi chi per lavoro è

e45 verghereto

costretto a percorrere i Mandrioli deve fare i conti con le difficoltà specie del tratto romagnolo e con una circolazione di mezzi che definirei non intensa bensì spropositata”: commenta il Presidente CNA Casentino.

“Mi chiedo allora perché non si è intervenuti sulla frana a ridosso del ponte Puleto che staziona da anni ed impedisce la circolazione: quella poteva essere oggi l’arteria alternativa per far fronte all’emergenza e verso la quale concentrare il traffico dei pendolari e dei veicoli commerciali. Nessuno pretende opere faraoniche, ma adeguate opere di manutenzione viste le capacità di intervento e gli strumenti oggi a disposizione. Le infrastrutture – si sa – chiamano in causa risorse, costi che in Italia sono tra i più alti d’Europa, volontà politica, coordinamento tra gli enti coinvolti. C’è da augurarsi che l’Anas fornisca in tempi brevi le analisi effettuate sul ponte così da poter valutare – in condizioni di assoluta sicurezza – la riapertura del ponte magari a senso alternato”: conclude la nota  di Tommaso Ausilio.

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