Chiude in positivo il bilancio 2020 di Start Romagna

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(Sesto Potere) – Forlì –  8 luglio 2021 – Si è svolta oggi all’Ippodromo di Cesena l’Assemblea dei Soci di Start Romagna, tanti i temi importanti all’ordine del giorno, oltre al Bilancio Consuntivo 2020, il Piano Industriale e il Bilancio di Sostenibilità. L’Azienda svolge il servizio di trasporto pubblico locale nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, un’area di 6.380 kmq con 71 comuni serviti. Presenti: Roberto Sacchetti, Presidente Start Romagna, e Giampaolo Rossi, Direttore Generale Start Romagna.

Sul risultato di bilancio comunque positivo pari a 40.277 € si specchiano i risparmi nei costi operativi, passati da 77,5 a 72,1 mln di euro. Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) è pari ad 8,1 mln di euro (+0,6 mln rispetto al 2019).

Dati positivi, con al loro interno quanto generato dalla pandemia che ha chiesto uno straordinario sforzo di adeguamento per rispondere alla domanda di servizio e a quella di sicurezza del viaggio, tenendo conto dei vari limiti di capienza susseguitisi nel corso dei mesi e del ricorso alla collaborazione delle aziende private per incrementare la flotta.

Complessivamente il totale del valore della produzione è stato di 81,5 mln di euro, in calo di 4,9 milioni rispetto al 2019. I ricavi nel 2020 sono stati di 64,2 milioni (70,8 milioni nel 2019).

L’impatto dell’emergenza sanitaria ha colpito tutte le principali categorie dei ricavi di Start Romagna, in maniera più significativa i ricavi da traffico scesi di circa 8,4 milioni, imputabili totalmente ai lockdown e al minor utilizzo dei mezzi a seguito della pandemia.

Per i titoli occasionali, la riduzione dei passeggeri è frutto esclusivamente della flessione nella vendita di biglietti e carnet, che si è attestata a -52%.

Per compensare la riduzione dei ricavi tariffari subita dalle aziende del trasporto pubblico locale a causa dell’emergenza sanitaria è stato istituito un fondo nazionale. Per Start Romagna il contributo ad indennizzo dei minori ricavi si attesta in circa 4,3 mln di euro.

A fine 2020 Start Romagna conta 954 dipendenti (età media di 47,7 anni), 909 dei quali con contratto a tempo indeterminato. 711 sono gli autisti, gli stessi del 2019 e dieci in più del 2018. Sono aumentate le ore medie di formazione, 21 pro capite, sostanzialmente quasi raddoppiate agli anni precedenti.

Nel 2020, 561 mezzi di Start Romagna hanno compiuto 18.929.137 km, due milioni in meno del 2019; 31,3 milioni i passeggeri trasportati (sono 48 milioni nell’attività a regime nei due anni precedenti).

Nel 2020 si sono registrate diverse variazioni sia di km sia di tipologie di servizi. Dal 24 febbraio 2020 al 6 giugno 2020 il servizio è stato ridotto notevolmente, passando da un servizio scolastico a un servizio non scolastico e/o festivo a seguito del lock-down stabilito dal governo.

Tutti i servizi nel periodo estivo, dal 7 giugno al 13 settembre 2020, sono stati svolti in misura ridotta, senza i normali potenziamenti previsti nei mesi di luglio e agosto.

Dal 14 settembre 2020, data in cui è iniziato il nuovo anno scolastico, a seguito della riduzione della capienza dei mezzi al 80% dei posti totali, sono stati inseriti dei mezzi da noleggio con conducente dei vettori privati per sopperire alla riduzione di carico dovendo trasportare il 100% degli studenti.

Il nuovo Piano Industriale, reso necessario per effetto della Pandemia, si caratterizza per una forte spinta verso la digitalizzazione, sia per la pianificazione dei servizi sia per dare risposte più efficienti ai passeggeri.

Il nuovo Piano 2021-2024 conferma l’impegno per una progressiva riduzione dell’impatto ambientale. La strategia per gli investimenti relativi alla flotta dei mezzi prevede l’acquisto di 228 bus, per un investimento complessivo di 68 mi­lioni di cui 19,2 milioni in autofinanziamento, orientandosi su mezzi con alimentazione a basso impatto ambientale.

Infine il secondo Bilancio di Sostenibilità nella storia di Start Romagna dà una fotografia di una realtà aziendale dinamica attenta all’ambiente e alla sicurezza sia dei passeggeri che del proprio personale.

L’età media dei bus è di 10,76 anni (10,53 nel 2019, 11,24 nel 2018). Nel dettaglio il 2020, nel rallentamento del ringiovanimento della flotta a causa del Covid, ha visto l’acquisto di 28 nuovi bus, 20 sono stati dismessi.

Gli investimenti realizzati nel quadriennio 2017-2020 hanno consentito di ridurre in misura sostanziale i mezzi Euro 1, arrivando al loro quasi totale azzeramento, col raggiungimento di obiettivi di efficienza e miglioramento della qualità, con un impatto positivo sul servizio e connotando i servizi in particolare nel periodo estivo, quando milioni di persone frequentano la Riviera Romagnola. La quota mezzi a minore impatto ambientale (EEV – Euro 6 – ZEV) è ora del 56%.

Il Bilancio di Sostenibilità riporta anche dati sulla soddisfazione dei clienti. Nel 2020, la tradizionale rilevazione compiuta da AMR – causa pandemia – ha modificato la modalità di rilevazione con interviste in presenza, passando a un’indagine telefonica con modalità “CATI” con 3.600 interviste ad utilizzatori del servizio di TPL. I risultati confermano l’alto livello di qualità dell’offerta pur in una situazione di criticità; in qualche caso si rileva addirittura un miglioramento degli indicatori. Interessante l’approfondimento sulla percezione, da parte degli utenti, dei servizi di trasporto pubblico in epoca di pandemia globale. Il 63,2% degli utilizzatori sostiene di non aver cambiato frequenza di utilizzo del trasporto pubblico a seguito del lockdown della primavera 2020. Gli utilizzatori che invece denunciano un minor uso dei mezzi pubblici, nel 72,7% dei casi lo motivano con le cambiate esigenze di mobilità (es. smartworking, didattica a distanza, minori occasioni di spostamento, etc.).

La percezione della sicurezza a bordo e alle fermate è considerata positivamente, con un voto medio pari a 6,7 (scala 1-10), equamente valutata tra servizi Urbani ed Extraurbani dei tre diversi bacini provinciali. Rispetto alle scelte future, si osserva una marcata fiducia verso il trasporto pubblico: quasi il 90% degli utenti del servizio conferma l’intenzione di voler utilizzare i servizi come nel periodo antecedente la pandemia.