Chiesa di Castellaccio (Villa Rotta, Forlì): benedizione riproduzione Annunciazione di Palmezzano

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(Sesto Potere) – Forlì – 22 ottobre 2020 – Domani venerdì 23 ottobre, alle ore 19.30, nella Chiesa di S. Maria Madre di Dio in Castellaccio , Via Castello 91, Villa Rotta di Forlì (al confine con Ravenna), sarà benedetta la riproduzione ad affresco del dipinto più celebre di Marco Palmezzano seguirà la S. Messa in Latino. In precedenza, alle 19.00 vi sarà la recitazione del S. Rosario e Confessioni (in basso la locandina).

Minutillo e Casi ph Blaco

Com’è noto, l’opera originale su tavola è conservata nella Pinacoteca dei Musei San Domenico, mentre una copia dipinta si trova all’interno della grande ancona in legno dorato, sopra il coro della Chiesa del Carmine di Forlì per la quale il più illustre pittore forlivese la realizzò nel corso del XV° sec. e che purtroppo resterà chiusura sine die a causa di grave degrado strutturale.  

A benedire l’opera sarà il nuovo Priore del Priorato Madonna di Loreto di Rimini – sede romagnola della Fraternità Sacerdotale San Pio X (fondata dall’Arcivescovo mons. Marcel Lefebvre) don Gabriele D’Avino che, a seguire, celebrerà la S. Messa di Sempre, in latino, con organo e canti. 

A chiarire il contorno della Celebrazione di Venerdì è Daniele Casi, Presidente della Associazione Amici della Tradizione Cattolica,  che afferma: “La Chiesa del Castellaccio è tornata, sottratta al degrado ed all’abbandono da alcuni mesi, ad essere officiata dai sacerdoti della Fraternità San Pio X secondo un progetto di rifunzionalizzazione liturgica ed artistica, oltre al recupero di arredi e decorazioni depredate o disperse, verrà progressivamente ridecorata internamente ricorrendo anche alle moderne tecnologie. Una tappa importante di questo lavoro è l’intervento appena concluso di decorazione della parete di fondo dell’area presbiterale. Sopra l’altare maggiore in marmi policromi, donato alla chiesa dal celebre tenore Angelo Masini e dalla consorte, è stata, infatti, fedelmente riprodotta, con una particolare tecnica di realizzazione ad affresco, la grande pala dell’Annunciazione di Marco Palmezzano, inserita in un coerente apparato architettonico e decorativo di chiara impronta rinascimentale”.

“Abbiamo fortemente desiderato partire da Marco Palmezzano” chiarisce l’avvocato Francesco Minutillo, amministratore del complesso: “innanzitutto perché la sua magnifica opera mariana meritava di tornare ad assistere, dopo troppo tempo ed in una chiesa dedicata a Maria, alla magnifica S. Messa della tradizione cattolica Vetus Ordo. Le opere d’arte in questi tempi di dispersione dell’unica vera Fede, ovvero quella cattolica, devono tornare a svolgere il ruolo per cui venivano ideate dal genio dell’umanità nei secoli scorsi: ispirare le anime alla preghiera. In secondo luogo poi il Palmezzano è allievo del Melozzo da Forlì di cui la nostra città conserva solo le spoglie mortali ma nessuna delle sue opere. Il progetto è quello di riprodurre all’interno della Chiesa tutte le opere del Melozzo sparse in Italia e nel mondo, compresi gli affreschi perduti della Cappella Feo, distrutta dal bombardamento inglese nell’ultima guerra,  in modo che proprio a Forlì possa tornare a vivere la straordinaria bellezza artistica e religiosa di quel momento storico della nostra città”. 

“Sotto il profilo tecnico il risultato del lavoro si è rivelato straordinario: a tutti gli  effetti la copia è più originale dell’originale” commenta e conclude Minutillo, che poi spiega i dettagli tecnici dell’intervento:  “L’opera è stata realizzata da Loredana De Marchi, artista milanese che con la Demart Interior Design vanta una grande esperienza internazionale in questo tipo di lavori. Le misure sono fedeli al millimetro ed i colori sono scientificamente e chimicamente identici. Si tratta di un vero e proprio affresco realizzato digitalmente su apposite pellicole e poi collocato a mano e battuto palmo a palmo secondo una tecnologia che consente di trasferire il colore all’intonaco del muro. Il tutto partendo da materiale fotografico ad altissima definizione appositamente realizzato al San Domenico, con l’opera originale,  proprio per quest’intervento”.