Cesena, la Malatestiana antica sempre più digitalizzata

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(Sesto Potere) – Cesena – 31 gennaio 2020 – Quasi 50 mila foto visibili e ricercabili online, fino a 40 mila visualizzazioni al mese su Pinterest e due mostre virtuali, con altre due esposizioni in lavorazione. Cuore della cultura della Romagna, punto di riferimento a livello nazionale e Memoria del Mondo per l’Unesco, la Biblioteca Malatestiana prosegue senza sosta il percorso di digitalizzazione di tutti i contenuti custoditi, non è un caso infatti che tutti i suoi Codici siano sfogliabili online.

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Recentissima inoltre la registrazione dell’Archivio fotografico della Malatestiana nel “Censimento Fotografia”, banca dati delle raccolte fotografiche italiane. 

“Il lavoro di digitalizzazione e di riordino dei file già disponibili – commenta l’Assessore alla Cultura Carlo Verona – procede pressoché quotidianamente, insieme a molteplici nuovi progetti pensati per diffondere in modi differenti e innovativi il patrimonio della nostra Biblioteca con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio, renderlo sempre più accessibile e affiancare gli utenti nella ricerca.

Una conferma è data dalle due mostre virtuali già accessibili dal sito: “Saluti da…” con la quale sono presentate le cartoline inedite del fondo Comandini insieme a foto, depliant e opuscoli sul tema del viaggio, e la mostra sull’archivio fotografico di Giuseppe Ambrosini, direttore di corsa del Giro d’Italia ai tempi di Coppi e Bartali.

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L’interesse suscitato dalle due mostre digitali, anche al di fuori di Cesena, ha portato la Biblioteca a continuare su questa strada e siamo ora a lavoro con altre due esposizioni digitali, una sugli spazi della Malatestiana e un’altra su un fondo fotografico di recente acquisizione”. 

La Biblioteca Malatestiana segue dunque il passo dei tempi sempre più caratterizzati da un’utenza 4.0, per questa ragione non ha mai smesso di accrescere la sua presenza online per sfruttare i nuovi mezzi di comunicazione per promuovere il proprio patrimonio.
Il progetto più prestigioso è il “Catalogo aperto dei manoscritti malatestiani”, da progetto pilota del 2003 a punta di diamante della Biblioteca, che permette di sfogliare online tutti i codici della Malatestiana, della Piana e i corali del Duomo e del Bessarione; il catalogo online “Scoprirete” invece è stato costantemente implementato con la catalogazione libraria ma anche fotografica e mostra ora quasi 50 mila fotografie digitalizzate e ricercabili con parole chiave.

In continuo arricchimento poi anche le notizie presenti su Manus Online, dove è in corso la catalogazione delle schede dei manoscritti ottocenteschi. 

“Tutte le iniziative di digitalizzazione del patrimonio iconografico e storico – prosegue l’Assessore Verona – sono gestite dalla sezione antica della Biblioteca, che vede il suo cuore nella sala manoscritti e rari situata al primo piano. La sala è dedicata alla consultazione di materiale storico, ma si conferma un punto di riferimento per qualsiasi ricerca: infatti le richieste che giungono sono le più varie, spaziando da quelle bibliografiche o informative su eventi, territori e personaggi dei secoli passati alle richieste dei ruolini di partite di calcio degli anni ’80”.

Tra i materiali consultati più frequentemente troviamo i “manoscritti cesenati”, ovvero le cronache ottocentesche che sono una fonte imprescindibile per qualsiasi studio di storia locale, che abbia per  tema un avvenimento, una persona o un edificio. 

In merito al patrimonio fotografico, il 2019 è stato un anno particolarmente ricco: sono state oltre 2000 le fotografie selezionate, sui temi più vari: i palazzi storici di Cesena, l’Ippodromo, i primi mezzi di trasporto, vecchi cantieri edili, paesi del circondario, ma anche legature di Codici della Piana, opere di pittura e particolari architettonici della Biblioteca stessa.

Sempre nel corso dell’ultimo anno le attività nell’Archivio si sono concentrate sull’inventariazione, condizionamento e digitalizzazione delle ultime raccolte approdate in Biblioteca: tra questi, i fondi di Vittorio Calbucci e di Romolo Savoia.

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