Cesena, in biblioteca Malatestiana i Quaderni di Gramsci

(Sesto Potere) – Cesena – 17 gennaio 2019 – Un’intera collezione di riviste politiche e letterarie lette in gioventù da Antonio Gramsci è stata ritrovata ad inizio 2018 nella soffitta della casa di Ghilarza (Oristano) abitata fino alla morte da Teresina Gramsci Paulesu, sorella prediletta del fondatore del Partito Comunista Italiano.

Biblioteca_Malatestiana_interno

Da questa scoperta è nata l’idea della mostra Gramsci. I quaderni del carcere e le riviste ritrovate, realizzata dalla Fondazione Gramsci e dall’Associazione MetaMorfosi, con il patrocinio  della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Cesena, in collaborazione con la Fondazione Antonio Gramsci onlus e la Fondazione Radici della Sinistra di Cesena. Oggi pomeriggio l’inaugurazione presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena dove sarà presente, fra gli altri, l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti.

La mostra resterà aperta fino al 31 gennaio.

La mostra

La mostra dei Quaderni del carcere di Antonio Gramsci è andata arricchendosi nel tempo e nei passaggi da una città all’altra. In questa edizione, ai trentatré quaderni scritti fra il 1929 e il 1935 si aggiungono i due ricevuti a Turi nel 1933 lasciati in bianco – mai esposti in precedenza – e alcune riviste recentemente ritrovate a Ghilarza. Un’ulteriore integrazione è costituita dai libri provenienti dalla biblioteca che Gramsci aveva messo insieme da giovane e da alcuni dei foglietti superstiti di un ampio schedario bibliografico che aveva compilato negli anni del liceo e dell’università.

I collegamenti che si possono stabilire fra manoscritti del carcere, riviste, libri e schede retrodatano agli anni trascorsi in Sardegna la

antonio-gramsci

conquista di una già significativa maturità culturale.

I Quaderni

Gramsci ottenne il permesso di scrivere nel gennaio del 1929, mentre era recluso nel carcere di Turi dove sconta la condanna a oltre vent’anni inflittagli il 4 giugno 1928 dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Inaugurò il primo quaderno già l’8 febbraio 1929 e, sino al novembre 1933, quando lascerà Turi per una clinica di Formia, compilerà 21 dei 33 quaderni di annotazioni, traduzioni, appunti miscellanei. Ad essi consegna le riflessioni sulle cause che avevano condotto alla vittoria del fascismo e su una lunga serie di «quistioni» filosofiche, storiografiche e politiche che toccano aspetti fondamentali della modernità: l’apogeo e la crisi dello Stato-nazione, l’industrialismo, il rapporto dirigenti e diretti, la funzione degli intellettuali, le tensioni derivanti dall’unificazione internazionale dei mercati a fronte di una politica chiusa nei confini nazionali, la guerra mondiale e la nascita della società di massa, la funzione dei partiti e l’emancipazione delle classi subalterne.

Alla sua morte i quaderni sono inviati a Mosca dalla cognata Tatiana Schucht e tornano in Italia nel marzo del 1945.

Le riviste ritrovateQuaderni dal carcere

Le riviste ritrovate ad inizio del 2018 sono circa 280 di sette diverse testate (“Il Marzocco”, “Le Cronache letterarie”, “La Lupa”, “Piemonte”, “La Voce”, “Patria. Giornale dell’idea liberale”, “L’Unità. Problemi della vita italiana”) risalenti al periodo compreso fra il 1907 e il 1914. Sono periodici ai quali Gramsci era abbonato negli anni in cui frequentava il Ginnasio di Santu Lussurgiu, il Liceo Dettori di Cagliari e la Facoltà di Lettere dell’Università di Torino, e facevano parte della biblioteca personale che egli venne formando nella casa paterna e che continuò ad arricchire nel corso degli anni successivi con l’invio a Ghilarza di volumi e periodici. Assieme ad alcuni fascicoli delle riviste ritrovate, sono esposti dei libri provenienti dalla biblioteca di Ghilarza e alcune schede bibliografiche autografe redatte da Gramsci mentre frequentava il liceo e l’università.

I documenti in digitale

All’emozione di vedere i quaderni e i libri appartenuti a Gramsci si unirà la possibilità di sfogliare e ingrandire le pagine dei manoscritti attraverso schermi touch screen; anche le riviste, i libri e le schede bibliografiche saranno riproposti in formato digitale.

Si potrà ammirare la particolare grafia di Gramsci che, sebbene minutissima, risulta di facile lettura grazie alla sua regolarità e all’assenza

Biblioteca_Malatestiana

di segni di ripensamento; si potranno confrontare le note di prima stesura – barrate dall’autore, ma sempre leggibili – con quelle ricopiate e rielaborate nei quaderni in cui volle trattare estesamente alcuni argomenti: il pensiero di Niccolò Machiavelli, la filosofia di Benedetto Croce, il Risorgimento italiano, l’americanismo e il fordismo, il folclore, la critica letteraria, il giornalismo, la storia e la funzione degli intellettuali italiani.

Le immagini dei libri saranno affiancate da giudizi tratti da scritti di Gramsci.

Info: Gramsci. I Quaderni del carcere e le riviste ritrovate

Cesena Biblioteca Malatestiana, dal 17 gennaio al 31 marzo 2019

Orari: lunedì 14 – 16; da martedì a sabato 9 – 16; domenica e festivi 10 – 16 Info: I.A.T. Comune di Cesena, Piazza del popolo 9; tel. 0547 356327 [email protected]

Il catalogo della mostra è pubblicato da Metamorfosi edizioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *