(Sesto Potere) – Cesena – 13 dicembre 2021 – Domani, martedì 14 dicembre, in mattinata (alle 10), il sindaco di Cesena, Enzo Lattuca, è invitato a presentarsi in veste di indagato, in Tribunale a Forlì, udienza in camera di consiglio, per decreto del giudice Giorgio Di Giorgio, procedimento penale per l’art 323 del codice di procedura: ‘abuso di ufficio’, nell’accezione di un abuso: ‘commesso da un funzionario pubblico nello svolgimento delle funzioni o del servizio ai danni di un terzo soggetto con conseguente danno’.

A citare il sindaco Lattuca a giudizio è stato il sindacato confederale Ugl tutelato nella procedura dall’avvocato Francesco Minutillo.

“Abbiamo portato prove documentali e testimoniali per sostenere il triplo danno (di immagine, oggettivo e materiale) patito dall’ Ugl, visto l’esito della lunga trafila che portò il Comune di Cesena a realizzare e poi approvare in nostra assenza il Patto Comunale per l’economia e il lavoro. Nell’arco di un anno siamo stati invitati dal sindaco Lattuca a partecipare alle riunioni pubbliche e faccia-a-faccia per la stesura del documento, con nostra partecipazione attiva e relative spese sostenute, ed alla fine, all’atto della sottoscrizione (il 29 luglio del 2020, vedi foto in alto) siamo stati esclusi arbitrariamente. Lattuca dovrà spiegare al magistrato i motivi di questa decisione unilaterale che, viste alcune sue dichiarazioni alla stampa presumiamo sia unicamente ideologica, ma comunque non compatibile con il ruolo super partes che deve svolgere un sindaco. Sindaco di una città intera e non di un partito come il Pd o di una coalizione quale quella di centrosinistra che sostiene Lattuca attualmente. Si tratta delle basi della democrazia”: spiega Filippo Lo Giudice, segretario territoriale di Ugl Romagna.

“Il Patto Comunale per l’economia e il lavoro di Cesena è stato firmato l’estate scorsa dagli altri sindacati e a loro è concessa l’opportunità di partecipare a tutta la fase di applicazione del protocollo, per ultimo con una riunione poche settimane fa (il 21ottobre) alla presenza di tutti i soggetti istituzionali, sociali, datoriali e sindacali, gli Ordini professionali, l’Università, l’Ufficio scolastico provinciale, la Camera di Commercio della Romagna ed il Forum del terzo settore. Unico escluso? L’Ugl. Come possiamo spiegare la nostra esclusione agli interlocutori con cui ci relazioniamo quotidianamente? Vorremmo ricordare a Lattuca che siamo un soggetto sindacale confederale pienamente riconosciuto da governo, ministeri, enti locali e Regioni. Per prima l’Emilia-Romagna che attraverso il governatore Bonaccini ha sempre individuato l’Ugl come soggetto rappresentativo, tanto da averlo accolto tra i fondatori del Patto regionale per il lavoro e il clima firmato due volte nell’arco di due mandati”: puntualizza Filippo Lo Giudice.

“Il ricorso alla magistratura è stata l‘extrema ratio per difendere un principio e riconoscere l’esistenza di un torto subito. Un torto oltretutto ‘in corso e in itinere’: vista l’esclusione dalle riunioni svolte e in programma per l’attuazione del Patto comunale del lavoro. Fino all’ultimo abbiamo atteso un atto di riparazione da parte del sindaco Lattuca. Ma non è mai arrivato. Decideranno i giudici se un sindaco possa nelle sue funzioni pubbliche e rappresentative prima coinvolgere e poi ingiustamente respingere negli atti che incideranno nella governance cittadina un soggetto che nella propria missione ha – come si propone lo stesso Patto comunale per il lavoro – il benessere del territorio, l’inclusione sociale, l’incremento dell’occupazione e la qualità del lavoro”: conclude il segretario territoriale di Ugl Romagna, Filippo Lo Giudice.