Cesena, inaugurato anno accademico Alma Mater. Studentessa cita le “sardine” anti-Salvini

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(Sesto Potere) – Cesena – 16 novembre 2019 –  Quest’anno la tradizionale cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020 dell’Università di Bologna  si è svolta il 15 novembre contemporaneamente nei Campus di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. Nel pomeriggio, in particolare,  nell’Aula Magna del nuovo Campus di Cesena la cerimonia principale (qui il video) , con il  corteo rettorale ed alle  16.00 l’intervento del Rettore,  Francesco Ubertini, del rappresentante degli studenti e del personale tecnico amministrativo. Ha preso poi la parola l’Alumna Valentina Ercolani. Infine spazio all’ospite, l’autore e conduttore radiofonico Marino Sinibaldi per una Lectio su “Le avventure dell’ingegno”.  Le altre sedi hanno seguito in video-collegamento l’evento   per poi procedere con una propria cerimonia con cortei di togati, ospiti e lezioni magistrali.
“Si tratta di un anno speciale in cui ricorre un anniversario importante (il trentennale, ndr) per il nostro insediamento in Romagna. Una scelta lungimirante di cui raccogliamo i frutti ma che molto potrà ancora dare in futuro: oggi infatti è ancora più chiaro quanto la competitività dei territori sia legata alla diffusione della conoscenza”, ha detto il rettore Francesco Ubertini. “Mi auguro che la rottura di una tradizione possa a sua volta diventare una tradizione e che in futuro questa nuova formula possa essere ripresa portando con periodicità la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico nei campus della Romagna”.

Ed il Presidente del Campus di Cesena Massimo Cicognani  ha aggiuto: “Viene riconosciuta la qualità del progetto università in Romagna. In un contesto dove la forma è sostanza nessun rettore mai aprirebbe l’anno accademico in una semplice sede decentrata. Quello che si è realizzato in questi trent’anni non è infatti il decongestionamento dell’Università di Bologna. L’università ha cambiato le città romagnole in città universitarie vive e dinamiche e la Romagna ha cambiato l’università in un vero e proprio ateneo regionale”.

Presenti le autorità  civili, socio-economiche, politiche, militari e religiose e tra questi anche il sindaco di Cesena , Lattuca, che ha dichiarato: “La città di Cesena è orgogliosa e onorata per aver ospitato oggi l’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Alma Mater Studiorum. L’avvio in Romagna dei corsi di Laurea dell’Università di Bologna, il primo proprio a Cesena trent’anni fa, è senza dubbio l’avvenimento storico più importante per questa terra dopo la liberazione. L’università ha cambiato il volto della nostra città che oggi è più aperta, più inclusiva, più europea”.

E’ intervenuta anche la rappresentante degli studenti e delle studentesse Anna Zanoli studentessa di matematica,che ha ricordato tra l’altro cosa significhi a suo parere “essere studenti oggi” , perché “studiare significa anche porsi domande nuove, e non sempre queste risposte possono venire dai canali tradizionali dell’informazione, tra cui va annoverato ormai anche Internet” ed ha ripercorso fatti storici come:  la caduta del muro di Berlino, le marce studentesche contro la guerra nel Vietnam, quelle per contrastare  i cambiamenti climatici, le mobilitazioni su questi temi , quella che ha definito: “la necessità di mettere all’indice ogni indifferenza verso ogni forma di ingiustizia

la studentessa Anna Zanoli

sociale e la consapevolezza di  una necessaria presa di posizione”; ha elencato gli obiettivi dell’agenda Onu sull’offerta formativa; “è semplice mistificare la realtà, nell’epoca della post verità”; necessario: “pretendere di avere i fatti separati dalle opinioni. Attivare uno spirito critico, sempre più importante nella società odierna”.

Ha parlato delle ultime elezioni studentesche con un dato basso (il 12,7%) di partecipazione. E poi   ha fatto un cenno ad un fatto di cronaca recentissimo, citando Antonio Gramsci: “agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo”, e permettetemi di aggiungere: lo stesso entusiasmo che ha portato ieri sera più di 12.000 “sardine” a stringersi in piazza Maggiore”:

riferendosi alla manifestazione organizzata a Bologna dagli studenti e dai centri sociali contro le politiche sovraniste di Matteo Salvini, in contemporanea con l’apertura della campagna elettorale del centrodestra per le regionali del 26 gennaio 2020.

Una frase che ha innescato un applauso scrosciante della platea.

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