(Sesto Potere) – Cesena – 10 dicembre 2021 – Il Popolo della Famiglia di Cesena – con una nota pubblicata dal circolo locale – informa di condividere “pienamente” le preoccupazioni contenute nella nota del Consiglio Pastorale Diocesano e del Consiglio delle aggregazioni laicali di Cesena in merito all’adesione del Comune di Cesena (qui nella foto il sindaco Lattuca) alla Rete Re.a.dy. 

il sindaco Lattuca

“A chiunque non si limiti alla semplice lettura delle dichiarazioni di principio della rete, infatti, è evidente che lo scopo precipuo, neanche tanto nascosto, è quello della promozione della cultura Lgbt, così come correttamente evidenziato nella nota. Il Popolo della Famiglia è da sempre impegnato nell’affermare la verità antropologica sull’uomo e la centralità della famiglia composta da uomo e donna, dunque si trova perfettamente in linea con il forte richiamo a “fare chiarezza su chi sia l’uomo” che la Diocesi ha voluto rivolgere ai politici che si dicono cattolici. Non possiamo però non sottolineare con amarezza che troppe volte il mondo cattolico si è presentato diviso nella difesa dei valori antropologici fondamentali, incapace di considerare i prevedibili sviluppi di un’eccessiva apertura di credito alla sinistra, che ha ormai sostituito i diritti sociali con i nuovi diritti arcobaleno”: scrive il Popolo della Famiglia di Cesena.

“Il vero grande disagio dovrebbe essere quello di chi siede in consiglio comunale intestandosi la rappresentanza del mondo cattolico, ma contribuendo con il suo voto a questa biasimevole delibera. Né valgono le giustificazioni di Italia Viva, che anzi aggiungono solo imbarazzo quando negano l’esistenza di un collegamento tra la rete Re.a.dy e il ddl Zan apertamente dichiarato, invece, nei comunicati stampa dello scorso mese di agosto da Articolo 1 Mdp. Ricordiamo che la nota della Diocesi cita anche l’eutanasia come tema nevralgico di interesse per il mondo cattolico. Anche su questo fronte il Popolo della Famiglia è pronto e auspica finalmente una vera unione di intenti e di forze non più procrastinabile”: conclude il Circolo Popolo della Famiglia di Cesena.