(Sesto Potere) – Bologna, 14 settembre – Vietare il cellulare a scuola: giusto o sbagliato? Sulle notizie relative a divieti di utilizzare il telefonino in alcuni istituti del territorio regionale durante tutta la permanenza a scuola degli alunni – intervalli compresi – l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna spiega che «ciò che è importante è il percorso psicoeducativo che l’istituto ha elaborato sull’utilizzo consapevole del dispositivo».

Il commento segue la decisione presa al Liceo Malpighi di Bologna, che vede coinvolti 530 studenti: dovranno fare a meno dei loro smartphone per tutte e sei le ore di lezione. E non è l’unico caso: la prassi è già collaudata al Majorana ed anche all’Istituto dei Salesiani di Castel de’ Britti, frazione nel comune di San Lazzaro di Savena.

Gabriele Raimondi

Come riportato da alcuni media: il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha detto di approvare l’iniziativa ed il provveditore agli studi avrebbe riferito di rifarsi all’autonomia di ogni istituto scolastico. 

«Se si pensa di delegare a un divieto la corretta educazione all’uso del cellulare e del digitale in generale, la proibizione sarà fallimentare – spiega il presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna Gabriele Raimondi -. Se invece la decisione si inserisce in un percorso più ampio di educazione alla consapevolezza, la questione cambia».

«Fondamentale, dunque, sarebbe la strategia educativa, che non riguarda solo la scuola ma anche le famiglie.

Un uso consapevole del cellulare, continua Raimondi, non è un tema che riguarda solo i ragazzi ma anche gli adulti, a scuola e fuori. «Anche attraverso l’esempio quotidiano possiamo guidare i nostri figli», spiega il presidente dell’Ordine regionale degli Psicologi.

«Gli psicologi scolastici all’interno degli istituti possono aiutare la scuola, gli adulti e i ragazzi nell’elaborazione di una strategia condivisa – continua Raimondi – ; importante è infatti parlarne e prendere decisioni congiunte».

L’intervento di specialisti preparati può aiutare nella «gestione di una comunità che non subisce imposizioni date dall’alto, ma si dà regole condivise»: conclude l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna.