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	<title>Web &#8211; Sestopotere</title>
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	<description>Online dal 1999</description>
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	<title>Web &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Nuova truffa false assicurazioni on-line: denunciato sedicente Broker</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:28:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Reggio Calabria &#8211; 16 aprile 2026 &#8211; Un’articolata e incisiva attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di San Luca (Reggio Calabria) ha consentito di fare luce su una sofisticata truffa online ai danni di un cittadino del comprensorio aspromontano, culminata con la denuncia alla Procura della Repubblica di Locri di un [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Reggio Calabria  &#8211; 16 aprile 2026 &#8211; Un’articolata e incisiva attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di San Luca (Reggio Calabria) ha consentito di fare luce su una sofisticata truffa online ai danni di un cittadino del comprensorio aspromontano, culminata con la denuncia alla Procura della Repubblica di Locri di un giovane, residente in provincia di Crotone. </p>



<p>L’indagine trae origine da una denuncia-querela presentata dalla vittima nel marzo 2024. </p>



<p>L’uomo, alla ricerca di un’offerta vantaggiosa per il rinnovo della polizza assicurativa della propria autovettura, veniva agganciato da un sedicente intermediario assicurativo che, con modi convincenti e un’apparente professionalità, riusciva a instaurare un rapporto di fiducia. </p>



<p>Dietro quella facciata, però, si celava un raggiro ben congegnato: il falso broker induceva la vittima a effettuare due bonifici bancari, per un importo complessivo di quasi 1200 euro, salvo poi dileguarsi nel nulla immediatamente dopo aver incassato la somma. </p>



<p>Determinante si è rivelata la meticolosa attività investigativa dei Carabinieri, sviluppata attraverso un accurato lavoro di analisi e incrocio dei dati telematici e dei flussi finanziari, che ha permesso di risalire all’identità del presunto responsabile e di deferirlo all’Autorità Giudiziaria di Locri. </p>



<p>L’operazione si inserisce nel costante e capillare impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alle truffe online, fenomeno in continua espansione che colpisce sempre più spesso cittadini ignari, e nelle parallele attività di prevenzione e sensibilizzazione volte a rafforzare la consapevolezza e la sicurezza della collettività.  </p>
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		<title>Vertice con esperti delle dogane UE per fare il punto sulle minacce derivanti dall’e-commerce</title>
		<link>https://sestopotere.com/vertice-esperti-delle-dogane-ue-per-fare-il-punto-sulle-minacce-derivanti-dalle-commerce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 07:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Milano, 15 aprile 2026 – Si è tenuta a Milano la riunione del gruppo di esperti “Air &#38; Post”, nell’ambito del progetto di cooperazione doganale europea “EU Customs Alliance for Borders”. L’incontro si è svolto in due sessioni: l’8 aprile, presso la Direzione territoriale Lombardia dell&#8217;ADM-Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Milano, 15 aprile 2026 – Si è tenuta a Milano la riunione del gruppo di esperti “Air &amp; Post”, nell’ambito del progetto di cooperazione doganale europea “EU Customs Alliance for Borders”. <br>L’incontro si è svolto in due sessioni: l’8 aprile, presso la Direzione territoriale Lombardia dell&#8217;ADM-Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a Milano, e il giorno successivo all’Aeroporto di Malpensa, con visite operative e momenti di confronto tecnico.<br>È stata un’importante occasione per fare il punto sui lavori e sulle analisi condotte a livello europeo sul fenomeno dell’e-commerce in ambito doganale, alla luce dei più recenti sviluppi normativi e operativi.<br>ADM ha illustrato le best practice italiane in materia di analisi dei rischi e-commerce, con particolare riferimento ai modelli di targeting e ai controlli effettuati tramite scanner tomografici di ultima generazione e altre tecnologie avanzate di ispezione. <br>Spazio è stato dedicato anche alle semplificazioni procedurali attuate in base all’accordo tra l’Agenzia e AICAI, l’Associazione Italiana dei Corrieri Aerei Internazionali.<br>Al gruppo di lavoro, ADM partecipa con due proprie esperte, una delle quali riveste il ruolo di vice-coordinatrice del gruppo.<br>L’Agenzia conferma il proprio impegno per la cooperazione doganale europea, quale strumento per contribuire al rafforzamento della sicurezza delle frontiere esterne dell’UE e allo sviluppo di approcci condivisi per la gestione dei flussi postali e aerei legati al commercio elettronico. <br>Il  fenomeno, infatti, rappresenta una sfida senza precedenti per le dogane, a causa dell’elevato volume di pacchi da processare e ai rischi di natura fiscale (come la sotto-valutazione) ed extratributaria, di cui la contraffazione è un esempio nel vasto panorama dei traffici illeciti in<br>continua evoluzione che, oltre a incidere negativamente nelle casse dei singoli Stati, mirano a distorcere il mercato e a ledere gli interessi delle imprese e dei consumatori.</p>
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		<title>Operazione della GdF: oscurato sito web di e-commerce con prodotti contraffatti</title>
		<link>https://sestopotere.com/operazione-della-gdf-oscurato-sito-web-di-e-commerce-con-prodotti-contraffatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:14:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Latina &#8211; 14 aprile 2026 &#8211; I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Latina, a seguito di attività di monitoraggio e analisi dei canali di intermediazione per la vendita di beni e servizi tramite piattaforme on-line, per il contrasto degli illeciti in materia di proprietà industriale e per la [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Latina &#8211; 14 aprile 2026 &#8211; I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Latina, a seguito di attività di monitoraggio e analisi dei canali di intermediazione per la vendita di beni e servizi tramite piattaforme on-line, per il contrasto degli illeciti in materia di proprietà industriale e per la tutela del made in Italy, hanno individuato e sequestrato un sito internet che commercializzava prodotti contraffatti, tra cui sciarpe, cravatte e foulard che riproducevano la foggia e i segni distintivi registrati dal noto marchio “E.Marinella”.</p>



<p>In particolare, personale della Compagnia di Terracina, nell’ambito della permanente azione di monitoraggio del web, ha focalizzato l’attenzione operativa su un sito di e-commerce utilizzato come vetrina virtuale per la vendita di capi d’abbigliamento e accessori riproducenti marchi e segni distintivi del noto brand, a prezzi notevolmente inferiori a quelli di mercato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="466" height="304" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png" alt="" class="wp-image-302553" style="aspect-ratio:1.532922127987664;width:430px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-3.png 466w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/image-3-300x196.png 300w" sizes="(max-width: 466px) 100vw, 466px" /></figure>
</div>


<p>L’attività è stata sviluppata dai Finanzieri che, dopo aver verificato che i venditori operavano in assenza di autorizzazioni rilasciate dalla società detentrice dei diritti di proprietà industriale, hanno altresì appurato, sulla base dei successivi riscontri peritali eseguiti in collaborazione con la stessa aziende, che si trattava di prodotti contraffatti in quanto recanti marchio “E. Marinella” illecitamente riprodotto e con una veste grafica idonea a trarre in inganno i consumatori.</p>



<p>Al termine delle indagini, i militari della Compagnia di Terracina hanno, quindi, dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo, richiesto dalla Procura della Repubblica di Latina ed emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale del capoluogo pontino, con il quale è stato disposto l’oscuramento del sito internet, risultato essere registrato presso provider esteri, www.emarinella.sa.com, per le ipotesi dei reati di contraffazione, fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà intellettuale, falsificazione e alterazione del contenuto di comunicazioni e truffa.</p>



<p>Al fine di tutelare i consumatori, l’inibizione all’accesso è stata notificata a tutti gli Internet Service Provider italiani.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Presentato AI Sicura, il progetto per comprendere e governare la sicurezza dell’AI in Italia</title>
		<link>https://sestopotere.com/presentato-ai-sicura-il-progetto-per-comprendere-e-governare-la-sicurezza-dellai-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:43:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma/Milano &#8211; 10 aprile 2026 &#8211; L’intelligenza artificiale non è più soltanto una frontiera tecnologica: è già una questione di sicurezza, equilibrio democratico e capacità di governo. È in questa cornice che, oggi, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, è stato presentato AI SICURA, progetto del Centro Studi della Cyber Security [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma/Milano &#8211; 10 aprile 2026 &#8211; L’intelligenza artificiale non è più soltanto una frontiera tecnologica: è già una questione di sicurezza, equilibrio democratico e capacità di governo. </p>



<p>È in questa cornice che, oggi, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, è stato presentato AI SICURA, progetto del Centro Studi della Cyber Security Foundation, la prima fondazione non profit in Italia sul mondo cibernetico, nato per porre al centro del dibattito pubblico e istituzionale il tema della sicurezza dell’intelligenza artificiale in Italia. </p>



<p>L’iniziativa, patrocinata dalla Camera dei Deputati, è stata promossa dall’on. Alessandro Colucci (Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla Sicurezza Informatica e Tecnologica), che ha anche aperto l’incontro.<br><br>L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo della sicurezza cibernetica, della ricerca e di realtà strategiche pubbliche e private, in un confronto dedicato a uno dei nodi più rilevanti del presente: comprendere come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo il perimetro della sicurezza e quali strumenti siano necessari per governarne l’evoluzione nel contesto italiano.<br><br>“L’intelligenza artificiale &#8211; ha evidenziato Colucci &#8211; è una leva straordinaria di sviluppo, ma proprio per questo non può restare in una zona grigia, sospesa tra innovazione e assenza di governo. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche crescenti, competizione tecnologica e minacce sempre più ibride, il tema riguarda direttamente la sicurezza nazionale, la protezione delle infrastrutture strategiche, la qualità delle decisioni pubbliche e la tenuta democratica delle nostre società. La politica ha il dovere di assumersi fino in fondo questa responsabilità: non limitarsi a osservare il cambiamento, ma accompagnarlo con regole, visione e consapevolezza istituzionale. La sicurezza dell’intelligenza artificiale si conferma una questione che riguarda istituzioni, imprese, amministrazioni e cittadini, e occasioni di confronto come questa aiutano a mettere in dialogo competenze diverse e ad accompagnare con maggiore consapevolezza l’evoluzione tecnologica del Paese”.<br><br>Sono seguiti poi gli interventi del sen. Alessio Butti (Sottosegretario di Stato all’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale), e dell’on. Salvatore Deidda (Presidente della IX Commissione – Trasporti, poste e telecomunicazioni).<br><br>“La sicurezza è una delle sfide più complesse e decisive della tecnologia, soprattutto in questa fase storica. Parlare di intelligenza artificiale sicura non significa scegliere tra velocità e prudenza, ma comprendere che senza sicurezza non può esserci neppure vera velocità. Oggi l’intelligenza artificiale entra nei processi produttivi, nella sanità, nella pubblica amministrazione e nella sicurezza: ed è proprio per questo che la domanda da porci non è soltanto se un modello funziona, ma se funziona in modo sicuro e trasparente, anche sotto pressione. La nostra strategia non mette in contrapposizione diffusione e sicurezza dell’intelligenza artificiale: le considera, al contrario, le due gambe della stessa politica industriale e istituzionale. Un Paese competitivo non adotta più in fretta di altri qualsiasi tecnologia, ma impara a distinguere tra accelerazione e improvvisazione. Ed è per questo che usare bene l’intelligenza artificiale, oggi, significa prima di tutto usarla in modo sicuro”: ha dichiarato il Sottosegretario Butti.<br><br>“Incontri come quello odierno &#8211; ha ricordato l’on Deidda &#8211; rappresentano occasioni preziose, perché ci consentono di mettere a fuoco criticità, ritardi e, al tempo stesso, i passi avanti compiuti in questa legislatura per favorire la trasformazione digitale. Un percorso reso possibile anche dal lavoro del Dipartimento per la trasformazione digitale, del governo Meloni e del Parlamento. In questo dialogo rientra anche l’esame degli atti che l’Unione Europea intende adottare o sta già adottando: proprio in queste settimane affronteremo provvedimenti rilevanti sul digitale e sulla sovranità della filiera. Su questo terreno occorre grande attenzione, per evitare che misure ispirate dal nobile obiettivo di rafforzare la sovranità digitale finiscano per mettere in difficoltà le imprese italiane ed europee. L’Europa, su questi temi, sconta ancora un ritardo, ma l’Italia si è fatta trovare pronta”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="600" height="429" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/present3.jpg" alt="" class="wp-image-302341" style="aspect-ratio:1.398652340193043;width:496px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/present3.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/present3-300x215.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/present3-587x420.jpg 587w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>


<p>La giornata di lavori è stata introdotta da Marco Gabriele Proietti (Presidente e fondatore di Cyber Security Foundation), che ha sottolineato come “con &#8216;AI SICURA&#8217; abbiamo voluto creare uno spazio di confronto strutturato su una delle sfide più decisive per il Paese, affrontandola con un approccio che mettesse al centro la consapevolezza: la sicurezza dell&#8217;intelligenza artificiale non è un tema riservato ai tecnici, riguarda istituzioni, imprese e cittadini. Non basta innovare: occorre farlo sapendo governare i rischi. Per questo l&#8217;iniziativa ha puntato su una riflessione concreta e multidisciplinare, mettendo attorno allo stesso tavolo chi le tecnologie le sviluppa, chi le governa e chi le utilizza, con l&#8217;obiettivo di costruire formazione, sensibilizzazione e strumenti condivisi per un sistema Italia più preparato”.<br><br>Nel corso dell’evento, moderati dalla giornalista Rai Barbara Carfagna, si sono confrontato il Generale Paolo Aceto (Gen. D. Capo del III Rep. Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri), Ivano Gabrielli (Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica), Giovanna Capilli (Avvocato, Professoressa di Diritto Privato e Ricercatrice AI SICURA), Giovanni Ciminari (CISO Sogei), Alessandro Marzi (CISO Azienda Trasporti Milanese), Francesco Morelli (Head of Cyber &amp; Information Security Gruppo Ferrovie dello Stato), Carmine Andrea Piscopo (Direttore generale per l’innovazione e l’organizzazione digitale, la statistica e la ricerca del Ministero del Lavoro), Ettore Sala (Direttore Divisione Cyber Security LazioCrea), Francesco Seminaroti (Country Manager Palo Alto Networks), Mattia Siciliano (Professore Luiss Business School e Ricercatore AI SICURA), Nicola Sotira (Head of CERT Poste Italiane) e Fabio Battelli (Responsabile progetto AI SICURA &#8211; Cyber Security Foundation), AI SICURA è dedicato allo studio approfondito e interdisciplinare della sicurezza dell&#8217;intelligenza artificiale in Italia. </p>



<p>Fondato su un&#8217;alleanza pubblico-privato che coinvolge Pubblica Amministrazione, imprese, accademia e comunità di esperti, il progetto monitora lo stato della sicurezza AI nel Paese, propone soluzioni concrete e favorisce l&#8217;adozione di tecnologie affidabili.</p>



<p> Attraverso attività di ricerca, indagini scientifiche e il confronto tra stakeholder, AI SICURA produrrà il Rapporto sulla Sicurezza dell&#8217;AI in Italia, corredato da un indice di maturità, raccomandazioni strategiche e strumenti pratici, destinato a diventare un benchmark nazionale per i diversi settori produttivi.<br><br>&#8220;Con AI SICURA non ci siamo limitati a descrivere il problema: abbiamo costruito uno strumento per misurarlo. Per la prima volta, l&#8217;Italia avrà una fotografia reale e sistematica della propria preparazione in materia di sicurezza dell&#8217;intelligenza artificiale, costruita con il contributo diretto di chi ogni giorno protegge le organizzazioni e le infrastrutture del Paese. È il punto di partenza di un percorso che intendiamo rendere permanente: una piattaforma a disposizione della community dei CISO e degli esperti di sicurezza italiani, con cui monitorare i progressi settore per settore e accedere all&#8217;evoluzione delle migliori pratiche di protezione&#8221;, ha spiegato Battelli.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="605" height="404" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/present2.jpg" alt="" class="wp-image-302342" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/present2.jpg 605w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/present2-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /></figure>
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		<title>Pasqua: il sondaggio sugli italiani all’estero smentisce i pregiudizi</title>
		<link>https://sestopotere.com/pasqua-il-sondaggio-sugli-italiani-allestero-smentisce-i-pregiudizi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 14:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) – Roma – 3 aprile 2026 – In vista della Pasqua, momento simbolo della convivialità italiana, emerge un dato chiaro: agli italiani all’estero manca soprattutto la dimensione sociale della tavola, più che il cibo in sé. È quanto rileva un sondaggio condotto da Vico Food Box&#160;(portale di e-commerce specializzato nella vendita e spedizione [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) – Roma – 3 aprile 2026 – In vista della Pasqua, momento simbolo della convivialità italiana, emerge un dato chiaro: agli italiani all’estero manca soprattutto la dimensione sociale della tavola, più che il cibo in sé.</p>



<p>È quanto rileva un sondaggio condotto da Vico Food Box&nbsp;<em>(portale di e-commerce specializzato nella vendita e spedizione di&nbsp;prodotti alimentari italiani in tutta Europa e nel Regno Unito</em>) tra italiani residenti in Europa, chiamati a rispondere alla domanda “Cosa ti manca di più dell’Italia?”, con possibilità di esprimere fino a tre preferenze.</p>



<p>I risultati raccontano una nostalgia molto meno scontata di quanto si pensi:</p>



<p>Le cene in famiglia – 29,2%<br>Il clima – 26%<br>Il bidet – 19,1%<br>La pizza – 15,3%<br>La TV italiana – 4,6%<br>Caffè moka da giorno – 3,2%<br>Il ritmo di lavoro – 2,5%.</p>



<p><strong>Manca la tavola, non il cibo in sé</strong><br>Il dato più rilevante riguarda proprio il primo posto: le cene in famiglia. Non si tratta solo di cibo, ma del contesto in cui viene consumato. Un elemento che, soprattutto in occasione delle festività, assume un valore ancora più forte.<br>Interpretando i dati, Debora Celentano, CMO di Vico Food Box, osserva che:<br>“La Pasqua è forse il momento dell’anno in cui questo dato pesa di più. Non è solo una ricorrenza, ma un rito collettivo. E quando sei lontano, quello che manca non è il piatto, ma la tavola condivisa”.</p>



<p>Anche la posizione della pizza contribuisce a ridimensionare uno dei principali stereotipi legati all’identità italiana. Pur restando uno dei simboli più riconoscibili della cultura gastronomica del Paese, si colloca al quarto posto, superata non solo dalla dimensione relazionale e dal clima, ma anche da un elemento molto concreto e decisamente meno prevedibile.</p>



<p><strong>I dati che non ti aspetti</strong><br>Tra i dati più curiosi del sondaggio spicca infatti il bidet, che conquista il terzo posto con il 19,1% delle preferenze. Un risultato che, oltre all’aspetto pratico, riflette una differenza culturale reale tra Italia e resto d’Europa, e che mostra come la nostalgia possa passare anche da abitudini quotidiane tanto semplici quanto identitarie.<br>Chiude la classifica il ritmo di lavoro italiano (2,5%), un dato che contribuisce a sfatare un altro luogo comune: quello degli italiani come lavoratori “rilassati”. Secondo gli expat, infatti, il sistema lavorativo italiano non è percepito come particolarmente desiderabile, né come qualcosa di cui si sente la mancanza.</p>



<p>Nel complesso, il sondaggio restituisce un’immagine chiara: la nostalgia degli italiani all’estero non è guidata principalmente dai prodotti, ma dalle relazioni, dai rituali e dalle abitudini quotidiane.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="819" height="430" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/tabella.png" alt="" class="wp-image-301921" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/tabella.png 819w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/tabella-300x158.png 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/tabella-768x403.png 768w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/tabella-800x420.png 800w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/tabella-696x365.png 696w" sizes="auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px" /></figure>
</div>


<p><strong>Nota metodologica</strong><br>Il sondaggio è stato condotto tra il 26 marzo e il 2 aprile 2026 su italiani residenti in Europa. Hanno partecipato 400 utenti, per un totale di 687 voti validi. Ogni partecipante poteva selezionare fino a un massimo di tre risposte.<br>Per la validazione del campione sono state applicate tecnologie antiduplicazione; inoltre, sono stati considerati non validi i voti espressi dall’Italia.</p>



<p><strong>Informazioni su Vico Food Box</strong><br>Vico Food Box (<a href="https://vicofoodbox.com/it/">vicofoodbox.com</a>) è il ponte tra la cultura culinaria italiana e l’estero: un ecosistema di servizi nato attorno a una community di italiani all’estero e pensato per portare fuori confine i prodotti alimentari italiani e, con essi, i rituali e l’immaginario dell’Italia quotidiana. L’attività di ascolto e analisi di Vico Food Box parte proprio dalla sua community, grazie a cui realizza iniziative data-driven per raccontare, con uno sguardo “da expat”, come cambiano gusti, preferenze e percezione dell’italianità nel mondo.<br>Oggi Vico Food Box serve 25 Paesi in Europa e il Regno Unito.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-table aligncenter"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td></td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><a href="https://email.tmg.vrfy.email/c/eJxEj7GO4yAURb8GSsR7ECAFRRqKzSppVtkywvDsoDWLhZ2Mkq8fZaTRtLe455zsk0aynDxYu0MwO6k51Vjm67pQLq_S_pOHCGgdQEKmZV0ng6JSLjHnTusqysZv3g0wQjRjNuCcG90QdTbJWYURYQTkxaNEI7VUABq0FoOi_aDIDMkkdHLPtNzqJB59fIovBT7727YtK1MHhoFhyL08SEytTTOJ1Or3xDDcGQbFMIxtztRXhgHo4-xO9Xj_dayXAx0u-VmX339P-t_xEs6vP5V3X2NPbSnUW2JaTm_o-5f_tF9L9mjVHi3fPH94_AwAAP__dARffg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a></td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Investimenti: 1,2 milioni di italiani truffati nell’ultimo anno</title>
		<link>https://sestopotere.com/investimenti-12-milioni-di-italiani-truffati-nellultimo-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 08:28:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 17 marzo 2026 &#8211; Sono più di 1,2 milioni nel solo 2025 gli italiani vittime di una truffa o un tentativo di frode nell’ambito degli investimenti, con un danno medio pari a 1.770 euro. Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, che ha acceso un faro sulle frodi ai danni degli investitori i [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 17 marzo 2026 &#8211;  Sono più di <strong>1,2 milioni</strong> nel solo 2025 gli italiani <strong>vittime di una truffa</strong> o un tentativo di frode nell’ambito degli <strong>investimenti</strong>, con un <strong>danno medio pari a 1.770 euro</strong>. Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine commissionata da <a href="https://www.facile.it/"><strong>Facile.it</strong></a> agli istituti <em>mUp Research</em> e <em>Norstat</em>, che ha acceso un faro sulle frodi ai danni degli investitori i quali, secondo le stime, in soli 12 mesi hanno subito perdite complessive per un controvalore superiore agli <strong>1,8 miliardi di euro</strong>.</p>



<p><strong>Identikit dei truffati</strong></p>



<p>Analizzando i risultati dell’indagine – realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta – e guardando all’identikit di chi è stato vittima di una truffa in ambito finanziario, emergono dati interessanti. Il primo è che il fenomeno colpisce maggiormente il&nbsp;<strong>campione maschile</strong>&nbsp;rispetto a quello femminile. Dal punto di vista anagrafico, invece, è significativo il fatto che siano i&nbsp;<strong>più giovani</strong>&nbsp;ad essere presi di mira dai malfattori, in primis i rispondenti con età compresa tra&nbsp;<strong>i 18 e i 24 anni</strong>.</p>



<p>La prospettiva di profitti facili e senza rischio, l’illusione di poter guadagnare tanto anche investendo piccole somme, unite all’eccessiva fiducia nelle proprie capacità e, spesso, all’assenza di esperienza, sono tra le ragioni principali per cui questo tipo di truffe fa presa in modo particolare tra i più giovani: spiegano gli esperti di Facile.it.</p>



<p>A conferma di ciò anche il dato relativo al livello di istruzione delle vittime, che evidenzia chiaramente come le persone&nbsp;<strong>più istruite</strong>&nbsp;risultino maggiormente esposte rispetto alla media nazionale.</p>



<p><strong>I canali più utilizzati dai malfattori</strong></p>



<p>Quando si parla di truffe in ambito finanziario o di investimenti, le minacce arrivano più frequentemente tramite&nbsp;<strong>messaggi su smartphone</strong>&nbsp;(1 volta su 4), attraverso sia i tradizionali SMS, sia le più moderne app di&nbsp;<strong>messaggistica istantanea</strong>, spesso usate dai malfattori per creare&nbsp;<strong>gruppi di conversazione esclusivi</strong>&nbsp;dove sedicenti guru condividono con “pochi eletti” i segreti per diventare ricchi investendo denaro.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>21%</strong>&nbsp;delle truffe passa da finti&nbsp;<strong>call center</strong>, il&nbsp;<strong>19%</strong>&nbsp;tramite&nbsp;<strong>siti web</strong>, mentre le email di phishing sono usate nel 17,5% dei casi.</p>



<p>Anche i&nbsp;<strong>social network</strong>&nbsp;sono ormai terreno fertile per i malfattori, che sempre più spesso utilizzano queste piattaforme per fare proseliti e raccogliere potenziali vittime (12%).</p>



<p><strong>Due su tre non denunciano</strong></p>



<p>Se notoriamente gli italiani sono restii a denunciare i truffatori quando cadono vittima di una truffa, nel momento in cui si parla di frodi in ambito finanziario la percentuale di chi preferisce non dire nulla è&nbsp;<strong>addirittura più elevata e arriva al 67%</strong>. Le ragioni dietro questo comportamento sono sia di natura psicologica, la vergogna di essere cascati in trappola, sia di natura economica e in particolare l’idea di non riuscire a recuperare i soldi persi.&nbsp;</p>



<p><strong>Il commento</strong></p>



<p><em>«Denunciare la truffa è un passo fondamentale non solo per agevolare l’intervento delle Autorità, ma anche per tutelare sé stessi. Le truffe in ambito finanziario spesso comportano la sottrazione di dati personali che possono essere utilizzati dai malfattori in un secondo momento per compiere altri illeciti»</em>, spiegano gli esperti di Facile.it.&nbsp;<em>«Poter contare sul documento di denuncia qualora ci trovassimo in questa situazione ci permetterebbe di dimostrare la nostra estraneità ai fatti o, anche, evitare eventuali conseguenze derivanti dall’uso improprio della nostra identità da parte di terzi»</em>.</p>



<p><strong>I rischi più diffusi e i consigli per non cadere in trappola.</strong></p>



<p>Dalla promessa di guadagni facili ai finti guru della finanza, dai&nbsp;<em>relationship investment</em>&nbsp;agli “schemi Ponzi”, da criptovalute spacciate come assolutamente sicure e profittevoli fino alle tecniche più sofisticate come quella del “pump&amp;dump”; le metodologie utilizzate dai malfattori sono molteplici, ma difendersi è possibile se si riconoscono alcuni campanelli di allarme. Ecco a cosa fare attenzione.</p>



<p><strong>1) Schema Ponzi</strong>. È uno dei metodi più classici, e antichi, per le truffe in ambito finanziario. Questo sistema attira investitori con la promessa di rendimenti sicuri ed elevati; i membri che per primi entrano nello schema iniziano a ricevere interessi, ma in realtà non sono altro che le quote versate da coloro che si uniscono successivamente. Ciò crea una sorta di castello di carta che, ad un certo punto, si piega su sé stesso. A cosa fare attenzione: queste truffe si basano spesso sul passaparola; se il tuo guadagno dipende più dal portare nuovi amici che dall&#8217;investimento stesso, allora sei finito in una struttura piramidale destinata a crollare. È solo questione di tempo.</p>



<p><strong>2) I Bitcoin dimenticati:</strong>&nbsp;la truffa parte con una telefonata o un’email che informa il malcapitato di essere titolare di un vecchio portafoglio digitale (il cosiddetto wallet) “dimenticato” e contenente migliaia di euro in criptovaluta. Per sbloccarlo, però, viene richiesto il pagamento di un costo, una commissione, o, peggio, viene chiesto di seguire una procedura che dà ai malfattori il controllo del PC della vittima, con il rischio che vengano svuotati i conti bancari (questa volta reali!). Un consiglio: prendetevi il tempo per riflettere a mente lucida e chiedetevi se può essere vero che abbiate aperto in passato un wallet digitale di cui avete dimenticato l’esistenza. Nel 99,9% dei casi la risposta sarà “no”.</p>



<p><strong>3) Pump&amp;dump (Gonfia e sgonfia)</strong>. Si tratta di una frode sofisticata che fa leva sulla cosiddetta “FOMO” (in inglese Fear Of Missing Out, ovvero la paura di perdere l&#8217;occasione). I truffatori acquistano in massa azioni o criptovalute poco conosciute e di basso valore così da gonfiarne artificialmente il prezzo, per poi proporre “l’affare del secolo” alle potenziali vittime che, spinte appunto dalla paura di perdere l&#8217;occasione, investono nel titolo; ma a questo punto è troppo tardi perché i truffatori vendono tutto in blocco realizzando enormi profitti, mentre agli investitori resta in mano un asset che non vale più nulla. Un consiglio: non esistono investimenti ad altissimo rendimento e rischio nullo; chi promette questo, con grande probabilità sta cercando di truffarvi.</p>



<p><strong>4) Truffa sentimentale</strong>: in questo caso il malfattore crea prima un legame affettivo con la vittima, poi, dopo aver guadagnato la sua fiducia, lo convince ad investire denaro su piattaforme false, per poi sparire con i soldi. Al danno economico, si aggiunge anche la beffa di aver perso una persona con cui si credeva di aver creato un legame speciale. Un suggerimento? Evitate di affidare i vostri soldi, ma anche l’affetto, ad una persona che non conoscete dal vivo, che non avete mai incontrato e con la quale, magari, intrattenete solo una corrispondenza tramite messaggi. Insomma, se il principe o la principessa dei sogni si presentano con un SMS promettendovi amore eterno e soldi infiniti, potete stare certi che si tratta di una truffa.</p>



<p><strong>5) Finti guru:</strong>&nbsp;il web è pieno di persone che si spacciano per maghi della finanza, esperti trader, investitori illuminati, partiti con pochi euro e ora diventati milionari. E, guarda un po’, sono pronti a condividere con voi i segreti del loro successo… con un corso a pagamento da migliaia di euro. Inutile dire che il valore di quei corsi è spesso pari a zero e che difficilmente servirà a farvi diventare ricchi, ma solo ad ingrassare il conto del sedicente guru. Un consiglio: prima di acquistare un corso da qualcuno che si presenta come un guru, verificate le sue reali credenziali e poi chiedetevi:&nbsp;<em>“se ha in mano la formula per diventare milionari, perché vende corsi a pagamento, e, soprattutto, perché dovrebbe condividerla con me?”</em></p>
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		<title>Vittime di phishing 89 persone. Maxioperazione di cc e gdf in tutta Italia: 68 indagati e 1.500.000 euro sequestrati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:39:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Salerno &#8211; 11 marzo 2026 &#8211; I Carabinieri della Compagnia di Battipaglia e i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno, hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza applicativa di misure cautelari reali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta di questa Procura, con cui è stato disposto il sequestro [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Salerno &#8211; 11 marzo 2026 &#8211; I Carabinieri della Compagnia di Battipaglia e i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno, hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza applicativa di misure cautelari reali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, su richiesta di questa Procura, con cui è stato disposto il sequestro di conti correnti e rapporti finanziari, finalizzato al recupero delle somme indebitamente percepite. <br>Il fascicolo è iscritto a carico di 68 persone indagate per riciclaggio.<br>L&#8217;indagine trae origine dalla denuncia di un cittadino, presso la Stazione Carabinieri di Giffoni Valle Piana, in  provincia di Salerno,  relativa all&#8217;apertura fraudolenta di rapporti finanziari a suo nome. Gli accertamenti, condotti in sinergia tra l&#8217;Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza di Salerno, hanno permesso di individuare i soggetti che, spacciandosi per operatori bancari, inducevano le vittime a inserire i propri dati su siti internet contraffatti e appositamente creati, accessibili da un link inviatogli.<br>In tal modo gli indagati erano in grado di versare su conti correnti appena aperti da prestanome il denaro presente nei conti delle vittime. Per rendere complessa la localizzazione dei fondi, il denaro veniva poco dopo monetizzato attraverso prelievo contante o convertito in criptovalute presso exchange esteri.<br>L&#8217;attività d&#8217;indagine ha interessato un raggio d&#8217;azione vastissimo, coinvolgendo, numerose province italiane (tra cui Salerno, Napoli, Caserta, Potenza, Lecce, Taranto, Roma e Macerata). <br>I volumi finanziari &#8211; sottratti a 89 vittime &#8211; ammontano a oltre 1.500.000 euro, somma oggetto del provvedimento di sequestro eseguito in data odierna su conti correnti e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.<br>Il provvedimento cautelare eseguito non importa alcun giudizio di responsabilità definitivo e le accuse, così come formulate, saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle fasi ulteriori del procedimento.</p>
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		<title>Phishing, hanno svuotavano conti correnti di 38 ignare vittime. Sgominata organizzazione criminale camorristica</title>
		<link>https://sestopotere.com/phishing-hanno-svuotavano-conti-correnti-di-38-ignare-vittime-sgominata-organizzazione-criminale-camorristica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 09:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Napoli &#8211; 10 marzo 2026 &#8211; Nell’ambito di attività di indagine dirette da questa Procura della Repubblica – D.D.A., i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei Finanzieri del Comando Provinciale di Caserta e Milano, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Napoli &#8211; 10 marzo 2026 &#8211; Nell’ambito di attività di indagine dirette da questa Procura della Repubblica – D.D.A., i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei Finanzieri del Comando Provinciale di Caserta e Milano, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P del Tribunale di Napoli, nei confronti di  2 persone, indagate per i reati di associazione per delinquere e autoriciclaggio con l’aggravante di agevolare il clan dei Casalesi.</p>



<p>Le attività di indagine coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno consentito di individuare un articolato sistema illecito, realizzato da un’<strong>organizzazione criminale operante tra l’Italia e la Spagna</strong>, finalizzato a “svuotare” i conti correnti di ignari soggetti attraverso l’accesso abusivo a sistemi informatici e il furto di dati sensibili realizzato via mail (<em>phishing</em>), mediante l’invio di sms (<em>smishing)</em> e tramite comunicazioni telefoniche (<em>vishing</em>).</p>



<p>Nel dettaglio, le indagini, svolte anche attivando i canali di cooperazione internazionale di polizia, hanno riguardato 24 soggetti e si sono concentrate su <strong>38 episodi di truffa perpetrate ai danni di altrettante vittime italiane</strong> a cui sarebbero stati <strong>sottratti circa 800mila euro,</strong> somme confluite – almeno in parte &#8211; nelle casse del clan dei Casalesi.</p>



<p>In particolare, la truffa veniva realizzata con diverse modalità. Un primo schema, il più comune, consisteva nell’inviare alla vittima un messaggio SMS o una mail, proveniente &#8211; solo apparentemente &#8211; dall’istituto di credito dove il soggetto aveva aperto un rapporto di conto corrente, con i quali veniva comunicata l’avvenuta esecuzione di bonifici o di altre disposizioni di addebito. Successivamente il truffatore, spacciandosi per un dipendente della Banca addetto al sistema antifrode, induceva la vittima a eseguire un bonifico istantaneo verso un altro conto corrente, riconducibile al sodalizio criminale.</p>



<p>Un secondo schema consisteva nella fraudolenta attivazione di una copia della SIM telefonica in uso alla vittima e associata al conto corrente. In tal modo, era possibile accedere all’<em>home banking</em> e, una volta ricevuta la <em>password </em>temporanea (codice OTP) via SMS, trasferire con bonifici istantanei le somme esistenti sui conti correnti verso rapporti bancari riconducibili all’organizzazione.</p>



<p>I fondi così ricevuti sarebbero stati velocemente inviati su altri conti correnti, anche esteri, prelevati “per contanti” e consegnati, in gran parte, a esponenti del clan dei casalesi. </p>



<p>In alcune circostanze, poi, i proventi illeciti sarebbero stati impiegati anche per l’acquisto di valute virtuali, ritenute un investimento “sicuro” in considerazione dell’oggettiva difficoltà di identificare i titolari dei relativi portafogli virtuali (criptowallets). </p>



<p>Alla luce delle risultanze investigative emerse, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha disposto nei confronti dei due indagati principali, imprenditori casertani operanti nel settore del commercio di automobili e domiciliati tra l’Italia e la Spagna, la misura degli arresti in carcere.</p>



<p> Per gli altri indagati, il G.I.P. ha  comunque ritenuto sussistente un quadro indiziario idoneo a dimostrare che hanno fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla frode informatica, al riciclaggio e all’autoriciclaggio, con l’aggravante, per sei soggetti, della finalità di agevolare il clan dei Casalesi.</p>



<p>In particolare, gran parte dei proventi illeciti, pari a circa il 40%, veniva consegnato, per contanti, ad esponenti del clan camorristico al fine di finanziarne l’operatività e provvedere al mantenimento di svariate famiglie di detenuti del clan stesso, rafforzando la presenza camorristica sul territorio.</p>



<p>Per acquisire ulteriori elementi di prova, sono state effettuate n. 21 perquisizioni presso abitazioni e attività commerciali situate nelle Province di Napoli, Caserta, Benevento, Potenza, Isernia e <strong>Modena</strong>.  </p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Doping, maxi operazione internazionale dei Nas: oscurati siti web e sequestrati farmaci illegali. Individuati 5 laboratori e 10 centri di assemblaggio clandestini</title>
		<link>https://sestopotere.com/doping-maxi-operazione-internazionale-dei-nas-oscurati-siti-web-e-sequestrati-farmaci-illegali-individuati-5-laboratori-e-10-centri-di-assemblaggio-clandestini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 12:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 3 marzo 2026 &#8211; Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno concluso una vasta operazione internazionale finalizzata al contrasto della criminalità farmaceutica e alla tutela della salute denominata “SHIELD VI”, acronimo di Safe Health Implementation, Enforcement and Legal Development. L’attività [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 3 marzo 2026 &#8211; Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno concluso una vasta operazione internazionale finalizzata al contrasto della criminalità farmaceutica e alla tutela della salute denominata “SHIELD VI”, acronimo di Safe Health Implementation, Enforcement and Legal Development. </p>



<p>L’attività investigativa, coordinata da Europol, ha visto la partecipazione di forze di polizia, agenzie delle dogane, organizzazioni antidoping nazionali e personalità del mondo giudiziario di 30 Paesi, ed ha ricevuto il supporto di diverse organizzazioni internazionali, tra cui l’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), l’Ufficio Europeo Antifrode (OLAF), l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), Frontex e Interpol. </p>



<p>Per l’Italia, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, unica forza di polizia nazionale, ha assunto un ruolo decisivo con l’incarico di co-leader di EUROPOL, posizione di primaria responsabilità che ha consentito la partecipazione al processo decisionale prendendo posto nella “cabina di regia” (composta anche dalla Gendarmeria Nazionale Francese, dalla Polizia Greca e dalla Guardia Civil Spagnola) che ha pianificato le attività, nonché diretto e coordinato i Paesi aderenti nei vari settori d’intervento.</p>



<p> Allo svolgimento e riuscita dell’Operazione ha fornito decisivo contributo la partecipazione dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli che ha reso disponibili le proprie articolazioni territoriali con le specifiche conoscenze tecniche, i dati presenti nei propri database di profilazione e i laboratori analitici specializzati anche nell’esame delle sostanze farmaceutiche.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="649" height="409" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/nas1-1.jpg" alt="" class="wp-image-299261" style="aspect-ratio:1.5868194842406877;width:475px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/nas1-1.jpg 649w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/nas1-1-300x189.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 649px) 100vw, 649px" /></figure>
</div>


<p>La fase operativa, svolta da aprile a novembre 2025, si è concentrata sul contrasto al traffico di farmaci contraffatti, anche con proprietà dopanti, realizzato altresì in modalità virtuale, contemplando anche i farmaci presentati come integratori alimentari e dispositivi medici illegali. </p>



<p>I risultati conseguiti dalle varie articolazioni dei<strong> Reparti della Tutela Salute sul territorio nazionale comprendenti i 38 NAS</strong> (*) e il Reparto operativo e Nucleo Carabinieri presso l’Agenzia Italiana del Farmaco,  hanno consentito l’apertura di 91 attività investigative, per un totale di 265 oggetti segnalati all’Autorità Giudiziaria e 3 arresti; la scoperta di 2 laboratori clandestini e di 2 strutture illegali di assemblaggio di principi attivi, e la disarticolazione di 12 gruppi criminali. </p>



<p>Durante le attività sono state sequestrate circa 2.800 confezioni e 18.000 unità posologiche (compresse, capsule, fiale…) di farmaci, contenenti principi attivi di varia indicazione terapeutica (dimagranti, antibiotici, antinfiammatori, farmaci per la disfunzione erettile, botulino…), nonché 1.800 confezioni e 4.500 unità posologiche di prodotti farmaceutici con azione dopante, destinati all’utilizzo negli sportivi. Il valore commerciale di tutti i sequestri raggiunge la cifra di oltre 550.000 euro.</p>



<p>L’analisi dei dati operativi ha consentito di evidenziare un traffico illecito di farmaci che coinvolge diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Corea, Cina, nonché di confermare la presenza, tra i farmaci oggetto di traffico illegale, di preparati contenenti il farmaco analgesico oppioide ossicodone, circostanza legata anche a un rilevato importante traffico di prescrizioni farmaceutiche falsificate, nonché prodotti contenenti semaglutide e botulino, spesso destinati all’uso in centri estetici non autorizzati. </p>



<p>L’occasione operativa è stata proficua per confermare e consolidare i rapporti di cooperazione istituzionale tra il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Da segnalare, in particolare, che le attività congiunte con l’Agenzia hanno portato al sequestro di oltre 120.000 unità di farmaci (compresse, capsule, fiale, ecc..), anche ad azione dopante, presso i maggiori hub di smistamento poste e corrieri sul territorio italiano. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2020/12/nas-anti-doping.png" alt="" class="wp-image-157399" style="width:300px;height:auto"/></figure>
</div>


<p>Peculiare settore di indagine riguarda la lotta al fenomeno del doping nell’ambito delle attività sportive sia amatoriali che professionali. Gli ispettori investigativi antidoping, presenti in<strong> tutti i NAS dislocati sull’intero territorio nazionale</strong> e appositamente formati per la specifica attività, hanno eseguito 49 verifiche antidoping durante attività sportive, controllando 145 atleti di cui 3 sono risultati positivi. </p>



<p>Sono stati inoltre controllati 10 atleti durante verifiche “out of competition” rilevando 4 positività all’uso di sostanze dopanti. </p>



<p>L’attività si è avvalsa della consolidata collaborazione di NADO ITALIA, l&#8217;Organizzazione nazionale antidoping, ovvero l&#8217;organismo indipendente&nbsp;dell&#8217;ordinamento sportivo italiano per la prevenzione del&nbsp;doping&nbsp;e delle violazioni sulle norme sportive&nbsp;antidoping, alla luce dell’intesa sottoscritta con il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute.</p>



<p> Rilevante è anche il risultato dell’attività di vigilanza delle vendite on line di farmaci: è stata data esecuzione a quasi 100 provvedimenti di oscuramento emessi dal Ministero della Salute a carico di siti web che proponevano la vendita illegale di farmaci, individuati grazie all’intensa attività di sorveglianza telematica effettuata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute anche tramite la specifica unità istituita per gli aspetti di cyber-crime.</p>



<p>Complessivamente l’Operazione “SHIELD VI”, condotta nei territori dei vari Paesi aderenti, ha permesso di individuare 5 laboratori clandestini e 10 centri di assemblaggio illegali, condurre indagini su 43 organizzazioni criminali, sequestrare migliaia di medicinali, materie prime e prodotti dopanti di vario genere, per un totale di oltre 10 milioni di unità di farmaci e preparati dopanti, in varie forme farmaceutiche, nonché dispositivi medici e integratori alimentari per un valore commerciale complessivo di circa 33 milioni di euro, nonché deferire alle competenti autorità giudiziarie 3354 soggetti. </p>



<p>L’attività antidoping si è, invece, concretizzata in circa 11.000 controlli ad atleti, tra “in” e “out” competition.</p>



<p>(*<em>) I NAS dell&#8217;Arma dei Carabinieri operano su tutto il territorio nazionale con 38 unità, organizzate in tre gruppi principali (Milano, Roma, Napoli).&nbsp;Le sedi includono i capoluoghi regionali e principali città come Genova, Torino, Firenze, Bologna, Bari, Palermo, Cagliari, e altre, oprendo capillarmente le competenze regionali o interprovinciali. Nel Gruppo NAS del Centro Italia  foigurano Bologna e Parma.  </em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="651" height="300" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/nas2.jpg" alt="" class="wp-image-299263" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/nas2.jpg 651w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/nas2-300x138.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px" /></figure>
</div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La pirateria nell&#8217;editoria libraria ai tempi dell&#8217;IA sottrae un terzo del mercato: IV indagine Ipsos Doxa per Aie</title>
		<link>https://sestopotere.com/la-pirateria-nelleditoria-libraria-ai-tempi-dellia-sottrae-un-terzo-del-mercato-iv-indagine-ipsos-doxa-per-aie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 16:21:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). A questo numero va però aggiunto quello, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti [&#8230;]]]></description>
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<p>La pirateria nel mondo del libro continua ad attestarsi a livelli drammatici, sottraendo agli editori circa un terzo del mercato (il 30%, pari a 722 milioni di euro, in crescita rispetto ai 687 milioni di due anni fa). A questo numero va però aggiunto quello, difficilmente quantificabile, delle vendite perse a causa dell’utilizzo di riassunti e compendi generati dall’Intelligenza Artificiale, che sono molto diffusi. I riassunti generati dall’IA sono utilizzati dal 12% della popolazione sopra i 15 anni per i libri di lettura, dal 58% degli studenti universitari, dal 22% dei liberi professionisti.</p>



<p>Questo emerge nella prima rilevazione compiuta in questo senso nella quarta analisi dell’istituto di ricerca Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Editori (AIE) sulla pirateria nel mondo del libro.</p>



<p>Le rielaborazioni di libri ottenute tramite l’IA, oltre a essere molto diffuse, sono conservate nel 45% dei casi (60% tra gli studenti universitari) e spesso (con percentuali tra il 20% e il 36%) condivise con conoscenti e amici, o tramite sistemi di comunicazione elettronici. </p>



<p>La ricerca evidenzia inoltre come sia in crescita, dal 30% al 40%, la percentuale di chi ritiene probabile essere scoperto e sanzionato per reati riconducibili alla pirateria. Ma, per contro, solo il 34% della popolazione di più di 15 anni è consapevole che è illegale caricare sui sistemi di IA materiali coperti dal diritto d’autore senza averne l’autorizzazione.</p>



<p><strong>La presentazione della ricerca. </strong>La ricerca è stata presentata oggi a Roma dal presidente di Ipsos Doxa Nando Pagnoncelli durante un incontro organizzato da <em>Gli Editori</em>, l’accordo di consultazione tra AIE e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Moderati dal direttore di Ansa Luigi Contu, dopo i saluti istituzionali, l’intervento del Senatore e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini e quelli dei presidenti di AIE e di FIEG, Innocenzo Cipolletta e Andrea Riffeser Monti, ne hanno dibattuto Massimiliano Capitanio, commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Crescenzo Sciaraffa, Generale di Brigata della Guardia di Finanza, Maria Letizia Bixio, docente all’Università Europea di Roma e Mauro Tosca, responsabile antipirateria AIE. A seguire, l’intervento della scrittrice Felicia Kingsley e le conclusioni di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati.</p>



<p><strong>Pirata libri a stampa, digitali e banche dati </strong>il 36% della popolazione sopra i 15 anni, il 76% degli studenti universitari, il 48% dei liberi professionisti (commercialisti, medici, avvocati, notai, architetti, geometri, ingegneri, consulenti del lavoro e altri). La conseguenza è una perdita di posti di lavoro per il settore editoriale pari a 4.500 unità, che diventano 11.500 conteggiando anche l’indotto. In termini economici, la perdita per il sistema Paese è di quasi 2 miliardi (1,95 miliardi di euro per la precisione) di fatturato e 313 milioni di mancate entrate per il fisco.</p>



<p><strong>Innocenzo Cipolletta</strong>, presidente di AIE, ha commentato: “Accanto al contrasto alla pirateria tradizionale e all’educazione alla legalità, un percorso che vede impegnate le istituzioni, che ringraziamo, e che chiediamo di rafforzare e perfezionare ancora, è il momento di affrontare l’elefante nella stanza, ovvero l’impatto dell’Intelligenza Artificiale. La diffusione di riassunti e rielaborazioni ottenute tramite l’IA alternative al libro, ci dice questa ricerca, è già oggi molto diffusa e questo ci pone due ordini di problemi. Il primo afferisce alla qualità dello studio nelle università italiane e nei percorsi di formazione, che deve essere preservata. Dall’altra c’è il danno che già oggi la filiera del libro subisce in maniera importante, sebbene non sia ancora possibile arrivare a una quantificazione certa. Le IA devono essere sviluppate e utilizzate nel rispetto delle leggi a tutela del diritto d’autore, perché senza rispetto del diritto d’autore non c’è industria culturale e creativa e senza industria culturale e creativa non esisterebbero nemmeno i sistemi di IA, che sono nati e si sono sviluppati sui contenuti editoriali, spesso ottenuti e utilizzati in maniera illecita. Per questo è necessario, da una parte, che siano portate avanti campagne di informazione per far crescere la consapevolezza degli utenti italiani rispetto ai temi della pirateria in relazione all’Intelligenza Artificiale e che, dall’altra, le big tech siano chiamate a rispettare le norme europee contenute nell’AI Act, a partire dalla trasparenza sull’utilizzo delle fonti per l’addestramento degli algoritmi, trasparenza che oggi è un grande buco nero. Su questo il governo può fare ancora di più”.</p>



<p><strong>Andrea Riffeser Monti</strong>, presidente di FIEG, ha aggiunto: “Senza una chiara percezione sociale della pirateria come reato, ogni intervento normativo rischia di essere inefficace. Per questo l’informazione deve essere utilizzata come strumento di prevenzione, attraverso campagne di comunicazione mirate che spieghino ai cittadini che l’uso illecito dei contenuti comporta sanzioni e che la certezza della pena è condizione essenziale per tutelare l’informazione professionale. Il danno prodotto dalla pirateria non è, infatti, solo economico. È un danno democratico. Un sistema informativo fragile espone i cittadini a contenuti non verificati, riduce la qualità del dibattito pubblico e indebolisce la fiducia nelle istituzioni. A questa complessità si aggiunge oggi il tema dell’Intelligenza Artificiale. Mai come ora la questione della fonte dell’informazione diventa centrale. L’IA si alimenta di grandi quantità di dati e contenuti: se tali contenuti non sono verificati, attendibili e riconducibili a fonti giornalistiche qualificate, il rischio è che la tecnologia amplifichi la pirateria, la disinformazione e la perdita di qualità informativa. La tutela dell’informazione professionale è, dunque, condizione essenziale per uno sviluppo responsabile dell’IA. Per questo, il contrasto alla pirateria deve essere parte integrante delle politiche pubbliche per la tutela della libertà di stampa, la valorizzazione dei contenuti editoriali, la regolazione delle piattaforme digitali e la promozione di una cittadinanza digitale consapevole”.</p>



<p><strong>Metodologia</strong>, <em>La ricerca Ipsos Doxa per AIE è stata svolta a ottobre del 2025 su un campione complessivo di 3800 individui intervistati online (CAWI) che hanno permesso di raccogliere evidenze su tre target; 2700 adulti (più di 15 anni) rappresentativi per genere, età, area geografica, ampiezza centro, professione e titolo di studio, 805 studenti universitari rappresentativi per genere, età e area geografica e 785 liberi professionisti rappresentativi per area geografica.</em></p>
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