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	<title>Web &#8211; Sestopotere</title>
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	<description>Online dal 1999</description>
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	<title>Web &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Telefonia: 3,2 milioni gli italiani truffati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:42:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 17 settembre 2026 &#8211; Nell’ultimo anno sono stati oltre 3,2 milioni gli italiani vittime di truffa o di un tentativo di frode nell’ambito della telefonia fissa o mobile. Il dato arriva da un’indagine condotta per Facile.it dall’istituto di ricerca mUp Research che ha definito in 731 milioni di euro la stima del danno complessivo. I canali più usati dai truffatori [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 17 settembre 2026 &#8211; Nell’ultimo anno sono stati oltre 3,2 milioni gli italiani vittime di truffa o di un tentativo di frode nell’ambito della telefonia fissa o mobile. Il dato arriva da un’indagine condotta per Facile.it dall’istituto di ricerca <em>mUp Research</em> che ha definito in 731 milioni di euro la stima del danno complessivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I canali più usati dai truffatori e le, poche, denunce</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Continuando a scorrere i dati dell’indagine si legge che i canali più utilizzati dai truffatori sono stati, sia per la telefonia fissa che quella mobile, i finti call center (67% fissa vs 44,2% mobile), le false email (33% fissa vs 32,6% mobile) e gli SMS (16,5% fissa vs 25,6% mobile). Per la telefonia mobile, in quasi 1 caso su 4, la truffa o il tentativo di frode sono avvenuti tramite le più moderne app di messaggistica istantanea. Nel caso della telefonia fissa il danno medio è stato pari a 209 euro, 176 per la mobile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, più di 1 truffato su 2 (59,4%) non ha denunciato quanto accaduto. Le motivazioni addotte sono state “perché il danno economico era troppo basso” (45,7%), per il sentirsi ingenui (10,1%) e per il fatto che non si voleva rendere noto a familiari e amici quanto avvenuto (7,8%).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Identikit dei truffati</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Contrariamente a quanto si possa pensare, a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode nell’ambito della telefonia mobile, sono i più giovani e non gli anziani; a fronte di una media nazionale del 6%, la percentuale raggiunge l’8,7% nella fascia 25-34 anni e arriva addirittura al 10,7% tra i 18-24enni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la telefonia fissa, invece, i più colpiti risultano essere i consumatori con età compresa tra i 35 e i 44 anni (5,1% vs 3,2% a livello nazionale).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro dato interessante emerge analizzando il grado di istruzione delle vittime; fra chi ha un titolo di studio universitario, l’incidenza è pari a più del doppio rispetto alla media. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riconoscere le truffe e come difendersi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per aiutare i consumatori a riconoscere le truffe e sventarle, <strong>Facile.it</strong> ha redatto un utile <strong>vademecum in 5 punti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I consigli sono: mai cedere denaro contante a tecnici (veri o finti!); se un misterioso operatore telefonico vi contatta sostenendo che risultano diverse bollette non pagate, ma voi siete certi del contrario, probabilmente si tratta di una truffa;  mettersi in guardia nel caso di un finto consulente che chiede di concordare un incontro di persona, mai accettare incontri di questo tipo, le compagnie telefoniche prediligono sempre il canale a distanza; un&#8217;altra truffa molto diffusa è legata alle chiamate ricevute da numeri sconosciuti a cui non rispondiamo,  con  chi mette in atto la frode che  spinge la preda a richiamare; Attenzione anche ai messaggi sms o che arrivano nella casella di posta elettronica e ci invitano a cliccare su un link per inserire dati privati o di pagamento; infine, in generale, attenzione anche a verificare attentamente il contratto prima di sottoscrivere l’offerta: ci possono essere dei costi nascosti che non sono stati esplicitati <em>(tra cui i</em> costi di invio o noleggio del modem o, ancora, l’attivazione di servizi a pagamento) e occhio a controllare la velocità dichiarata, quella minima garantita e la velocità effettiva. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodologia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">(<em>*) Indagine mUp Research &#8211; Norstat svolta tra il 18 dicembre 2025 ed il 3 gennaio 2026 attraverso la somministrazione di n.1.878 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.</em></p>
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		<title>Commercio, Confesercenti: le piattaforme online hanno delocalizzato 16,7 miliardi di consumi in 6 anni</title>
		<link>https://sestopotere.com/commercio-confesercenti-le-piattaforme-online-hanno-delocalizzato-167-miliardi-di-consumi-in-6-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 13:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 7 settembre 2026 &#8211; Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali di eCommerce hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di euro di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211;  7 settembre 2026 &#8211; Meno negozi, meno ricchezza che resta sul territorio. Tra il 2019 e il 2025, la riduzione dei punti vendita fisici e l’aumento delle quote di mercato delle <strong><em>grandi piattaforme internazionali di eCommerce</em></strong> hanno sottratto valore ai circuiti economici locali, “delocalizzando” circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dalle elaborazioni Confesercenti sulla dinamica delle imprese e sugli effetti della desertificazione commerciale, che in sei anni ha visto scomparire oltre 111mila imprese dal commercio al dettaglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’arretramento della rete commerciale non ha solo ridotto l’accesso dei residenti a beni e servizi, ma ha indebolito i sistemi territoriali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo spostamento degli acquisti dai negozi sotto casa alle <strong><em>piattaforme internazionali del commercio (siti web o marketplace digitali globali) </em></strong>non è infatti neutro per le economie locali: secondo le stime Confesercenti, per ogni 100 euro spesi nei negozi fisici circa 70 restano nel circuito economico locale, attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando invece la stessa spesa si sposta sui grandi marketplace online internazionali, circa 70 euro escono dal territorio. Meno acquisti nella rete fisica significano quindi una quota maggiore di consumi che non alimenta più l’economia locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A livello di macro-regioni </strong>subire la maggior perdita di ricchezza è il Centro, dove la quota di consumi uscita dal circuito dell’economia locale tra il 2019 e il 2025 è stimata in oltre 5,3 miliardi di euro. Seguono il Sud, con circa 4 miliardi, il Nord-Ovest con quasi 3,2 miliardi, il Nord-Est con circa 2,6 miliardi e le Isole con oltre 1,6 miliardi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A livello regionale</strong> è invece il Lazio a registrare l’impatto maggiore, con circa 3,2 miliardi di euro di spesa delle famiglie non più trattenuta dal circuito economico locale. Seguono la Lombardia, con oltre 1,7 miliardi, e la Campania, con circa 1,6 miliardi. Superano il miliardo anche il Veneto, con circa 1,2 miliardi, la Toscana, anch’essa intorno a 1,2 miliardi, e la Sicilia, con poco più di 1 miliardo di euro. In Piemonte l’impatto sfiora invece il miliardo di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I 16,7 miliardi totali di spesa dirottata rappresentano però soltanto la componente economicamente quantificabile della desertificazione. Restano fuori dal conto la minore disponibilità di beni e servizi e gli effetti su presidio urbano, sicurezza, coesione sociale e qualità della vita: elementi difficili da tradurre in euro, ma fondamentali per le comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il commercio di prossimità agisce infatti come una vera e propria infrastruttura territoriale. Attorno a ogni attività si muovono occupazione diffusa, redditi, immobili attivi, servizi professionali, manutenzioni, tributi locali e una rete di beni e servizi accessibili, cui si aggiungono presidio degli spazi urbani, sicurezza e coesione sociale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La progressiva riduzione delle attività commerciali fisiche, insieme al cambiamento delle abitudini di acquisto, modifica profondamente questo equilibrio. L’e-commerce rappresenta un’opportunità, soprattutto quando si integra con la rete dei negozi e consente anche alle piccole imprese di raggiungere nuovi mercati. Diverso è l’effetto quando gli acquisti si spostano sulle grandi piattaforme marketplace internazionali, perché una quota significativa del valore della vendita si allontana dalla residenza dell’acquirente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fermare la desertificazione commerciale è l’obiettivo della proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, promossa da Confesercenti e a cui hanno aderito centinaia di amministratori locali, tra sindaci, assessori e consiglieri comunali e regionali, dai borghi ai capoluoghi. E che ha già raccolto quasi 40mila firme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> L’associazione ha organizzato, per il 9 e 10 settembre, “Confesercenti presenta i conti: la contabilità territoriale del processo di desertificazione”, con iniziative di raccolta firme in tutta Italia per raggiungere le 50mila sottoscrizioni necessarie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’elenco completo degli appuntamenti è consultabile sul sito di Confesercenti (<a href="https://www.confesercenti.it/confesercenti-conti-piazza/">www.confesercenti.it/confesercenti-conti-piazza</a>).<br><strong>In Emilia-Romagna appuntamenti a Forlì, Cesena, Rimini, Ravenna, Modena, Lugo e Solarolo.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il 9 e 10 settembre le Confesercenti territoriali presenteranno i conti, città per città, dell’impatto del processo di desertificazione e della delocalizzazione delle vendite di commercio e servizi. Un modo per spiegare perché chiediamo anche ai cittadini di sostenere la nostra proposta di legge di iniziativa popolare, il cui obiettivo è proprio invertire questo trend, valorizzando le economie dei territori e riportando imprese e servizi nei nostri centri urbani, rendendoli più vivibili per tutti. Occorre rimettere al centro dello sviluppo economico l’impresa diffusa, che ha contribuito a rendere le nostre città e strade tra le più belle e vivibili del mondo. Un patrimonio che rischiamo di perdere”, le parole del Presidente di Confesercenti Nico Gronchi.</p>
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		<title>Telefonia mobile, il traffico dati esplode d&#8217;estate. Segugio.it: ecco quanto consumano gli italiani in vacanza</title>
		<link>https://sestopotere.com/telefonia-mobile-il-traffico-dati-esplode-destate-segugio-it-ecco-quanto-consumano-gli-italiani-in-vacanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 09:50:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 21 agosto 2026 &#8211; In vacanza lo smartphone diventa navigatore, macchina fotografica, televisore, radio e hotspot. Tra mappe, social, video, musica e sport in streaming il traffico dati può crescere rapidamente, soprattutto quando il Wi-Fi non è disponibile o viene condiviso con altri dispositivi. La crescita non riguarda solo l’estate. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 21 agosto 2026 &#8211;  In vacanza lo smartphone diventa navigatore, macchina fotografica, televisore, radio e hotspot. Tra mappe, social, video, musica e sport in streaming il traffico dati può crescere rapidamente, soprattutto quando il Wi-Fi non è disponibile o viene condiviso con altri dispositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita non riguarda solo l’estate. Secondo AGCOM, a fine 2025 il consumo medio unitario delle SIM che generano traffico dati ha raggiunto <strong>1,02 GB al giorno</strong>, con un incremento del <strong>17,1% su base annua</strong>. Su un mese intero significa oltre <strong>31 GB per SIM</strong>, prima ancora di considerare un utilizzo più intenso durante le ferie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per misurare quanto può servire davvero in viaggio, l<strong>’Osservatorio Tariffe di Segugio.it</strong> ha combinato i dati di consumo disponibili con una simulazione su <strong>14 giorni di vacanza</strong> e ha analizzato <strong>90 offerte di telefonia mobile ricaricabili di 17 operatori</strong> attivabili a luglio 2026, verificandone Giga inclusi, tecnologia e canone mensile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In vacanza i consumi possono quadruplicare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Usando il <strong>consumo medio nazionale</strong> come base per navigazione, mappe, chat e social, due settimane richiedono circa <strong>14 GB</strong>. Un’ora al giorno di musica in qualità alta aggiunge circa 1 GB nell’intero periodo. Le mappe però possono incidere ancora meno se vengono scaricate prima della partenza e utilizzate offline.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="400" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2019/02/giovane-e-smartphone.jpg" alt="" class="wp-image-115773" style="width:482px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2019/02/giovane-e-smartphone.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2019/02/giovane-e-smartphone-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">giovane e smartphone</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">È invece il video a cambiare radicalmente il fabbisogno. <strong>Netflix</strong> indica un consumo fino a <strong>3 GB l’ora in HD e 7 GB l’ora in 4K</strong>. Aggiungendo <strong>un’ora di streaming</strong> al giorno all’uso medio, una vacanza di 14 giorni arriva a circa <strong>56 GB in HD</strong> e <strong>112 GB in 4K</strong>: rispettivamente circa quattro e otto volte il consumo quotidiano medio rilevato da AGCOM.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Famiglie e hotspot: si superano facilmente i 150 GB</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fabbisogno cresce ancora quando la <strong>connessione viene condivisa</strong>. In una famiglia di tre persone, ipotizzando per ciascuno l’uso medio quotidiano e un’ora di streaming HD al giorno, il consumo può raggiungere circa <strong>169 GB in due settimane</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sport ed eventi live hanno un impatto simile agli altri contenuti video ad alta definizione, ma concentrano il traffico in poche ore. A questo si aggiungono <strong>aggiornamenti delle app, backup automatici di foto e video e l’uso del telefono</strong> come <strong>hotspot per tablet, PC e smart TV</strong>: con più schermi collegati, superare i <strong>200 GB</strong> nel periodo di vacanza diventa realistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta dell’offerta dovrebbe quindi partire dal profilo d’uso: una dotazione sotto i 100 GB è sufficiente per un singolo utente senza streaming intensivo; tra <strong>100 e 200 GB</strong> si copre un utilizzo quotidiano con video HD; per famiglie, hotspot frequente o più dispositivi è preferibile puntare su <strong>200-300 GB o sul traffico illimitato</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le tariffe più adatte: il 5G è ormai quasi standard</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Delle 90 offerte analizzate, <strong>69 includono il 5G</strong>, pari al 77% del campione. Le offerte con Giga illimitati sono 7, mentre 24 tariffe, circa il 27%, sono riservate a chi proviene da operatori selezionati. La provenienza del numero resta quindi una variabile decisiva per ottenere il prezzo più basso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso, le offerte con traffico finito includono in media <strong>226 GB per 9,22 euro al mese</strong>. Limitando l’analisi ai piani 5G si sale a <strong>257 GB per 9,80 euro</strong>: appena 58 centesimi in più. Le offerte con traffico illimitato costano mediamente <strong>14,69 euro al mese</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le fasce intermedie risultano accessibili: i piani da 100 a 199 GB costano in media <strong>7,52 euro</strong>, quelli da 200 a 299 GB <strong>9,85 euro</strong> e quelli da 300 a 499 GB <strong>11,36 euro</strong>. Per la maggior parte dei vacanzieri non serve quindi pagare per l’illimitato: basta scegliere una soglia coerente con streaming e numero di dispositivi.</p>
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		<title>Maxioperazione dei Nas: controlli su vendita on line di pet food. Su 275 ispezioni irregolarità nel 21% dei casi</title>
		<link>https://sestopotere.com/maxioperazione-dei-nas-controlli-su-vendita-on-line-di-pet-food-su-275-ispezioni-irregolarita-nel-21-dei-casi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 22 luglio 2026 &#8211; Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha concluso la campagna nazionale di controllo sulla commercializzazione, anche attraverso il web e i social network, degli alimenti destinati agli animali da compagnia. L&#8217;attività, svolta dal 23 marzo al 30 giugno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 22 luglio 2026 &#8211; Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha concluso <strong>la campagna nazionale </strong>di controllo sulla commercializzazione, anche attraverso il web e i social network, degli alimenti destinati agli animali da compagnia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività, svolta dal 23 marzo al 30 giugno 2026, ha interessato<strong> l&#8217;intero territorio nazionale</strong> e ha visto impegnati i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS) in una mirata azione di vigilanza sul settore del pet food, con particolare attenzione alla vendita online, all&#8217;etichettatura dei prodotti, alla tracciabilità delle materie prime, ai requisiti igienico-sanitari degli stabilimenti e alla regolarità delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;operazione ha consentito di eseguire 275 ispezioni, delle quali 58 hanno evidenziato irregolarità, pari a circa il 21% dei controlli effettuati.<br>Complessivamente sono state 56 persone segnalate alle Autorità amministrative e sanitarie; 4 violazioni penali accertate, riconducibili prevalentemente a frode nell&#8217;esercizio del commercio e falsità documentali; 88 violazioni amministrative contestate; elevate sanzioni amministrative per complessivi 129.773 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano cautelare sono stati inoltre sequestrati oltre 60.800 chilogrammi di alimenti destinati agli animali da compagnia; sottoposte a blocco 200.790 confezioni di pet food; sequestrati anche 15 medicinali veterinari; sospese 2 attività produttive per gravi carenze igienico-strutturali e autorizzative.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="300" height="300" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2021/03/cc-nas-siti-web.png" alt="" class="wp-image-163648" style="width:447px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2021/03/cc-nas-siti-web.png 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2021/03/cc-nas-siti-web-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il valore economico complessivo dei sequestri e delle attività sospese ammonta a circa 1,7 milioni di euro, di cui oltre 934 mila euro riferiti ai prodotti sequestrati e circa 700 mila euro alle strutture interessate dai provvedimenti di sospensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le verifiche hanno evidenziato criticità diffuse<strong> lungo tutta la filiera produttiva e commerciale nazionale del settore</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le violazioni più ricorrenti hanno riguardato 32 casi di irregolarità nell&#8217;etichettatura dei mangimi; 17 violazioni relative a carenze igienico-strutturali e all&#8217;inosservanza delle procedure di autocontrollo; 15 violazioni concernenti la mancata notifica alle Autorità competenti, carenze igieniche e procedure di autocontrollo; numerose irregolarità nella gestione dei sottoprodotti di origine animale (SOA) e nei relativi processi di trasformazione; 4 episodi riconducibili a frodi alimentari e falsità; 3 violazioni riguardanti l&#8217;identificazione degli animali da compagnia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna conferma come il comparto della vendita online di prodotti destinati agli animali da compagnia rappresenti un settore che richiede un costante presidio ispettivo, anche in considerazione della crescente diffusione dell&#8217;e-commerce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività svolte dai Carabinieri NAS hanno consentito di intercettare condotte illecite che spaziano dalle irregolarità amministrative alle frodi commerciali, fino a situazioni potenzialmente idonee a compromettere la salute animale e la sicurezza dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azione di controllo dei  Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS) proseguirà anche nei prossimi mesi attraverso il monitoraggio dei siti internet, delle piattaforme di vendita online e dei social network, con<strong> verifiche mirate in ambito nazionale</strong> di produttori, distributori e punti vendita, al fine di garantire il rispetto della normativa, assicurare la tracciabilità degli alimenti destinati agli animali da compagnia e contrastare ogni forma di illecito nella filiera del pet food.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I N.A.S., Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell&#8217;Arma, sono stati istituiti il <strong>15 ottobre 1962</strong>, nel momento in cui si è presa coscienza del fenomeno delle sofisticazioni alimentari, che tanto allarme cominciava a destare nell&#8217;opinione pubblica. Inizialmente la &#8220;forza&#8221; era costituita da un Ufficiale Superiore, distaccato presso il Gabinetto dell&#8217;allora Ministero della Sanità, e da 40 sottufficiali dislocati nelle città di <strong>Milano</strong>, <strong>Padova</strong>, <strong>Bologna</strong>, <strong>Roma</strong>, <strong>Napoli</strong> e <strong>Palermo</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tempo, anche in relazione ai consistenti risultati conseguiti, la presenza sul territorio degli uomini dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.) è notevolmente aumentata, fino al momento in cui il reparto, acquisita l&#8217;attuale denominazione di <strong>Comando Carabinieri per la Tutela della Salute</strong>, ha assunto una nuova fisionomia ordinativa. E oggi esso dispone di circa 900 unità specializzate, ripartite su: una struttura centrale composta da Comandante, Vice Comandante, Ufficio Comando e Reparto Operativo; 3 Gruppi Carabinieri per la Tutela della Salute (Milano, Roma e Napoli); e 38 Nuclei Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità, presenti sull’intero territorio nazionale, con competenza regionale o interprovinciale. </p>
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		<title>Falsi biglietti per il concerto di Ultimo, oscurato sito web &#8216;clone&#8217;: intervento della Guardia di Finanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 06:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 3 luglio 2026 &#8211; I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Roma &#8211; Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, con il quale è stato disposto, per il reato di truffa, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 3 luglio 2026 &#8211; I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Roma &#8211; Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, con il quale è stato disposto, per il reato di truffa, l’oscuramento di un sito web registrato presso provider esteri che proponeva in vendita falsi biglietti riferibili all’evento spettacolistico “La favola per sempre” del noto artista Ultimo, in programma a Roma -Tor Vergata il prossimo 4 luglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività scaturisce dalla costante e capillare attività di monitoraggio e analisi della rete internet condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma che hanno individuato un sito “esca” utilizzato, strumentalmente, come falsa vetrina virtuale per la rivendita di titoli di accesso &#8211; non disponibili da oltre un anno &#8211; per uno degli eventi live più importanti del 2026, con lo scopo di ingannare i potenziali acquirenti e poter così captare, illecitamente, dati sensibili degli strumenti di pagamento a loro riconducibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risultanze investigative acquisite hanno consentito di interessare immediatamente l’Autorità giudiziaria che, per interrompere la prosecuzione delle condotte illecite e tutelare gli “avventori”, ha disposto il provvedimento di oscuramento del sito “clone”, mediante notifica dell’inibizione all’accesso a tutti gli Internet Service Provider italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azione di servizio testimonia il costante presidio della Guardia di Finanza nell’ambito del consolidato piano di prevenzione e repressione dei delitti contro il patrimonio, spesso realizzati da hacker specializzati nella creazione di siti cloni progettati, unicamente, per frodare gli utenti convinti di “navigare” in un ambiente sicuro per acquistare biglietti per noti eventi pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura cautelare è stata adottata nella fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e in attesa di giudizio definitivo, nei confronti degli indagati vige la presunzione di non colpevolezza.</p>
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		<title>C&#8217;è crisi, gli italiani ricorrono ai prestiti per le vacanze estive: già erogati 170 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 luglio 2026 &#8211; Più di 28 milioni di italiani, nonostante il clima generale di incertezza, hanno intenzione di concedersi una vacanza quest’anno e non mancano le famiglie che, per far pesare il meno possibile sui budget mensili il costo del viaggio, scelgono di ricorrere ad un prestito personale. Secondo le stime del portale  Facile.it, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 luglio 2026 &#8211; Più di 28 milioni di italiani, nonostante il clima generale di incertezza, hanno intenzione di concedersi una vacanza quest’anno e non mancano le famiglie che, per far pesare il meno possibile sui budget mensili il costo del viaggio, scelgono di ricorrere ad un prestito personale. Secondo le stime del portale  Facile.it, nei primi cinque mesi del 2026, per questa finalità sono stati erogati finanziamenti per un valore totale che arriva a circa 170 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’importo &#8211; si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 400.000 richieste di prestito personale &#8211; risulta però in calo rispetto allo scorso anno, quando nello stesso periodo, era superiore ai 200 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato va letto alla luce dello scenario internazionale, che sta inevitabilmente influenzando le scelte di chi partirà, <strong>spiegano gli esperti di Facile.it</strong>. Il conflitto in Iran, l’aumento del costi della vita e la paura che i voli vengano cancellati a causa della scarsità del carburante hanno spinto molti italiani se non a rinunciare del tutto alla vacanza, quantomeno a preferire una destinazione più vicina abbandonando mete a lungo raggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questo, il costo di un viaggio si conferma comunque non trascurabile; secondo l’indagine * commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca <em>EMG</em>, gli italiani hanno dichiarato che per le vacanze estive quest’anno spenderanno, <strong>solo per trasporto e alloggi</strong>, in media <strong>939 euro a testa</strong>, valore che spiega come mai in tanti abbiano scelto di ricorrere ad un prestito personale per far pesare il meno possibile questa uscita sul budget familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>prestiti per le vacanze</strong>&nbsp;stanno cominciando ad&nbsp;<strong>assumere una discreta rilevanza in Italia</strong>&nbsp;e, ormai, rappresentano oltre l’1% delle richieste totali di prestiti personali; basti pensare che la quota di questi prestiti è&nbsp;<strong>salita del 42%</strong>&nbsp;dal 2019 ad oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Identikit del richiedente</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi, nei primi cinque mesi del 2026, si è rivolto ad una società di credito per un&nbsp;<strong>prestito personale da destinare alle spese di viaggio</strong>&nbsp;ha puntato ad ottenere, in media,&nbsp;<strong>5.400 euro</strong>&nbsp;da restituire in&nbsp;<strong>50 rate mensili</strong>&nbsp;del valore di 132 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al profilo dei richiedenti emerge che questa tipologia di finanziamento è&nbsp;<strong>particolarmente diffusa tra i giovani</strong>. Se, in generale, chi si rivolge ad una società di credito in Italia ha, in media, più di 46 anni, quando si tratta di prestiti per le vacanze l’età dei richiedenti scende a&nbsp;<strong>38 anni</strong>. Un valore su cui hanno un ruolo determinante la fascia con età compresa tra i&nbsp;<strong>25 e i 30 anni</strong>, ai quali fa capo più del&nbsp;<strong>20% della domanda</strong>&nbsp;di prestiti per viaggi. Il dato si spiega anche con il fatto che sovente si ricorra ad un finanziamento di questo tipo per viaggi di nozze o simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A presentare richiesta è stato nel <strong>69% dei casi un uomo c</strong>he ha puntato ad ottenere 5.626 euro, vale a dire il 15% in più rispetto al campione femminile. Un dato che va letto anche alla luce dello stipendio medio dichiarato dai richiedenti, che per gli uomini è pari a 2.338 euro, il 36% più altro rispetto alle donne. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il commento</strong>            </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«La consapevolezza degli italiani verso le opportunità offerte dal credito al consumo sta aumentando e questo è un dato positivo. Se una volta il prestito veniva vissuto come soluzione per affrontare costi altrimenti insostenibili, oggi tanti consumatori lo utilizzano come strategia per far pesare il meno possibile sul budget mensile alcune spese, ad esempio una vacanza, e per non intaccare i propri risparmi</em>», spiegano gli esperti di Facile.it. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nota metodologica</strong>            </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Analisi sui prestiti condotta da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 400.000 richieste di prestiti personali raccolte online da gennaio a maggio 2025 e 2026.</em> <em>Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.</em><br><a href="https://www.facile.it/"><em>https://www.facile.it/</em></a></p>
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		<title>Vacanze, Codacons: boom di truffe basate sull’intelligenza artificiale, +3.000% dal 2022, valgono 22 miliardi di euro</title>
		<link>https://sestopotere.com/vacanze-codacons-boom-di-truffe-basate-sullintelligenza-artificiale-3-000-dal-2022-valgono-22-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 29 giugno 2026 &#8211; Boom di truffe nel settore dei viaggi realizzate tramite l’intelligenza artificiale, un fenomeno che sta letteralmente esplodendo nell’ultimo periodo in concomitanza con l’arrivo del periodo estivo e le maggiori partenze degli italiani. Lo denuncia il Codacons, che mette in guardia i cittadini da annunci che possono [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 29 giugno 2026 &#8211; Boom di truffe nel settore dei viaggi realizzate tramite l’intelligenza artificiale, un fenomeno che sta letteralmente esplodendo nell’ultimo periodo in concomitanza con l’arrivo del periodo estivo e le maggiori partenze degli italiani. Lo denuncia il Codacons, che mette in guardia i cittadini da annunci che possono provocare perdite economiche non indifferenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le stime di settore indicano che dal 2022 i tentativi di truffe basate su sistemi di intelligenza artificiale siano aumentati del +3.000%, con una crescita esponenziale dei cittadini caduti in trappola: spiega il Codacons.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> A livello globale solo le truffe legate al settore dei viaggi valgono 22 miliardi di euro annui, e in Italia più di 4 milioni di cittadini sono oggetto di tentativi di raggiri legati al comparto delle vacanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Truffe che, proprio perché basate sull’AI, sono sempre più precise, sofisticate e difficili da individuare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CASE FANTASMA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i raggiri più diffusi troviamo le case vacanze “fantasma”: annunci che compaiono su finti siti web specializzati proponendo alloggi a prezzi estremamente competitivi, e che sfruttano l’intelligenza artificiale per creare immagini di esterni ed interni molto precise e attendibili. Annunci che vengono sponsorizzati anche attraverso video deepfake con fantomatici host che presentano la struttura, rendendo quasi impossibile per l’utente medio riconoscere la truffa. Una volta effettuato il pagamento, che generalmente viene richiesto attraverso bonifico, la vittima che si reca presso l’alloggio o non trova la casa vacanza perché di fatto inesistente, oppure la trova occupata da altri ospiti che hanno effettuato la prenotazione attraverso canali regolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SITI CLONATI</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra truffa frequente nel settore dei viaggi è quella perpetrata attraverso la clonazione di piattaforme di prenotazione molto note, con i cybercriminali che, ricorrendo all’AI, creano siti fasulli utilizzando loghi, grafica e nomi di società conosciuti al pubblico in modo da carpire la fiducia degli utenti e sottrarre loro denaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BIGLIETTI AEREI E AUTO A NOLEGGIO</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo mediante l’utilizzo dell’AI vengono diffusi specie attraverso i social media messaggi sempre più credibili dove si propongono al pubblico biglietti aerei per mete esotiche a prezzi stracciati o auto a noleggio a tariffe estremamente convenienti. In questi casi per spingere gli utenti ad acquistare subito i biglietti e fermare l’auto a noleggio si utilizzano formule che fanno credere che l’offerta sia a tempo e scada magari dopo pochi minuti, o che siano rimasti solo pochi biglietti a quella tariffa scontata. Così facendo si punta sulla fretta per impedire ai cittadini di valutare attentamente la proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">FINTA VERIFICA SU WHATSAPP</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora più sofisticata la truffa realizzata tramite WhatsApp e che sfrutta le reali prenotazioni effettuate dagli utenti attraverso le piattaforme ufficiali. In questo caso i criminali riescono ad accedere alle informazioni circa hotel e strutture prenotate e mediante un messaggio inviato su Whatsapp in cui si spacciano per l’amministrazione del resort, dell’albergo o della struttura scelta, chiedono all’ospite la verifica del numero di carta di credito per confermare la prenotazione attraverso un finto link creato con l’AI. Chi cade nella trappola si vedrà inevitabilmente sottrarre somme di denaro dal proprio conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">RECENSIONI FASULLE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rendere gli annunci più credibili e carpire la fiducia dei consumatori, i truffatori creano con l’AI finte recensioni di clienti che hanno già pernottato presso una struttura nella realtà inesistente, in modo da rendere sempre più difficile per l’utente medio individuare la truffa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">GUIDE DI VIAGGIO INESISTENTI</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui siti di e-commerce sono spuntate guide turistiche interamente scritte con l’AI da autori inesistenti. Spesso contengono informazioni non solo errate ma totalmente inventate, e indicazioni circa luoghi che nella realtà non esistono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I CONSIGLI CODACONS SU COME DIFENDERSI</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima regola è diffidare da annunci che propongono case vacanza, biglietti aerei, auto a noleggio, pacchetti viaggio, ecc. a prezzi troppo bassi per essere veri. Per appartamenti, ville, ecc. è possibile utilizzare Google maps o altri servizi simili per verificare la reale esistenza delle strutture all’indirizzo indicato, e la corrispondenza con le immagini pubblicate. Mai pagare attraverso bonifici, carte prepagate o trasferimenti su fondi esteri e ignorare messaggi ricevuti su Whataspp o social network che chiedono dati bancari per confermare le prenotazioni o propongono sconti esclusivi. Verificare sempre il profilo e le recensioni di un host e affidarsi solo a siti ufficiali per le proprie prenotazioni.</p>
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		<title>Terrorismo, inneggiavano online alla causa jihadista, intervento dei carabinieri: un arresto</title>
		<link>https://sestopotere.com/terrorismo-inneggiavano-online-alla-causa-jihadista-intervento-dei-carabinieri-un-arresto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Lecce &#8211; 19 giugno 2026 &#8211; Il 18 giugno 2026 il Raggruppamento Operativo Speciale &#8211; supportato in fase esecutiva dal Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, nonché da militari del G.I.S., del VI Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Tito  &#8211; ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Lecce  &#8211; 19 giugno 2026 &#8211; Il 18 giugno 2026 il Raggruppamento Operativo Speciale &#8211; supportato in fase esecutiva dal Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, nonché da militari del G.I.S., del VI Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Tito  &#8211; ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo nei confronti di un trentenne straniero, residente nella provincia di Brindisi, gravemente indiziato del reato di istigazione a commettere delitti, aggravati dall’utilizzo di sistemi informativi e telematici e dall’essere tali delitti di natura terroristica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Contestualmente, è stata data esecuzione ad un decreto di perquisizione domiciliare nei confronti di un connazionale, venticinquenne, indagato in stato di libertà per la medesima fattispecie di reato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività investigativa del ROS &#8211; diretta dalla citata Procura Distrettuale, sotto il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo – si è fondata sulla costante attività di monitoraggio e <em>web patrolling</em> condotta dalle articolazioni dell’Arma dei Carabinieri, sino ai minori livelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di specie, infatti, nell’aprile 2025, da una Stazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, è partita la segnalazione all’Autorità Giudiziaria circa l’esistenza di un profilo su una nota piattaforma social, riconducibile ad uno degli indagati, al cui interno erano pubblicati foto, video e commenti inerenti al conflitto israelo-palestinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, lo sviluppo investigativo successivamente condotto dal ROS ha consentito non solo di ricostruire la rete relazionale virtuale degli indagati ma anche, specialmente, di documentare un progressivo processo di radicalizzazione dell’odierno arrestato, registrando, in proposito, uno scivolamento da una posizione di generica solidarietà verso la causa palestinese ad espressioni di crescente adesione alla retorica jihadista, con manifestazioni di apprezzamento/apologia verso le azioni di terrorismo e il martirio quale forma suprema di devozione religiosa, fino a dichiarazioni di aperto sostegno ideologico ad intraprendere azioni dirette. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto si traduceva nella quotidiana pubblicazione e diffusione, attraverso le più note piattaforme digitali, di contenuti mediatici connotati dalla inequivocabile valenza istigatoria, nei quali si glorificano il martirio e la jihad, si esalta l’attacco armato anche contro obiettivi civili e si legittima teologicamente l’uso della violenza indiscriminata contro gli infedeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È opportuno evidenziare che gli elementi probatori raccolti nel corso delle indagini non consentono di attestare l’appartenenza formale degli indagati ad organizzazioni terroristiche strutturate quanto, di contro, di validarne la loro adesione ad una rete di coordinamento informale, ispirata all’ideologia jihadista e caratterizzata proprio da una sistematica attività propagandistica nel mondo virtuale. <br></p>
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		<title>Nel 2025 il 26% degli italiani ha effettuato la maggior parte dei propri acquisti online o con pagamenti digitali</title>
		<link>https://sestopotere.com/nel-2025-il-26-degli-italiani-ha-effettuato-la-maggior-parte-dei-propri-acquisti-online-o-con-pagamenti-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:23:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 17 giugno 2026 &#8211; I pagamenti digitali sono ormai una scelta abituale per gli italiani. Dalla ricerca “La sfida della fiducia nel commercio digitale“, realizzata dalla società bolognese Nomisma per Visa, emerge che nel 2025 il 26% di loro ha effettuato la maggior parte dei propri acquisti online e un ulteriore 29% acquista in egual [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 17 giugno 2026 &#8211;  I pagamenti digitali sono ormai una scelta abituale per gli italiani. Dalla ricerca <em>“La sfida della fiducia nel commercio digitale“,</em> realizzata dalla società bolognese <strong>Nomisma </strong>per Visa, emerge che nel 2025 il 26% di loro ha effettuato la maggior parte dei propri acquisti online e un ulteriore 29% acquista in egual misura tra canale fisico e digitale, con il 35% degli under 29 che compra online almeno una volta alla settimana. La crescita di consumi stimata, entro il 2030, potrebbe portare la spesa delle famiglie italiane fino ai 796 miliardi di euro, con una crescita del 18%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al tempo stesso, la ricerca evidenzia come la crescente digitalizzazione comporti un aumento della complessità nella gestione della sicurezza, legata alla moltiplicazione dei canali di contatto, dei dati condivisi e delle credenziali utilizzate dai consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, la tecnologia – e in particolare l’intelligenza artificiale – assume un ruolo sempre più centrale nel ridefinire l’esperienza d’acquisto, contribuendo a semplificare i processi, aumentare la personalizzazione e favorire l’accesso a informazioni e servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il digitale come opportunità di futuro</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al 2030, la ricerca delinea una trasformazione storica per il commercio italiano: secondo il modello elaborato, per la prima volta i consumi online potrebbero superare quelli fisici, con la quota digitale destinata a salire fino al 43% del totale, dal 33% attuale<a href="https://www.nomisma.it/press-area/studio-visa-nomisma-commercio-digitale-italiano/#_ftn2">[2]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>I pagamenti digitali rappresentano per gli italiani una modalità d’acquisto consolidata, sempre più centrale nelle abitudini quotidiane dei consumatori.</em>” spiega&nbsp;<strong>Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia</strong>: “<em>Oggi, la prospettiva di raggiungere un equilibrio tra commercio fisico e digitale entro il 2030 è concreta &nbsp;e&nbsp; questa trasformazione costituisce un’opportunità strategica soprattutto per le imprese italiane, chiamate ad accelerare i propri percorsi di digitalizzazione per restare competitive. In questo contesto, Visa ha già abilitato oltre 1 milione di PMI negli ultimi tre anni, contribuendo inoltre a rendere il sistema dei pagamenti sempre più accessibile e sicuro.&nbsp;</em>“</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’intelligenza artificiale apre una nuova fase del commercio</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel quadro di crescente digitalizzazione che emerge dallo studio, l’AI gioca un ruolo importante. I dati forniti dagli intervistati mostrano infatti come stia entrando rapidamente nella vita quotidiana degli italiani: il 47% degli interpellati la utilizza già per attività lavorative e il 75% nella vita privata, con picchi del 73% e 94% rispettivamente tra gli under 29.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se parliamo di acquisti, l’intelligenza artificiale viene impiegata principalmente per ricercare informazioni su prodotti e servizi (41%), confrontare alternative (33%) e richiedere consigli (23%). I benefici percepiti sono concreti: riduzione del tempo dedicato ad attività ripetitive (44%) e semplificazione delle operazioni quotidiane (40%). Il trend è destinato a intensificarsi. Il 56% degli italiani interpellati dichiara che aumenterà la frequenza di utilizzo dell’AI per gli acquisti entro il 2030, mentre tra gli over 65, il 10% inizierà a utilizzarla entro lo stesso periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se da un lato l’intelligenza artificiale semplifica l’esperienza di acquisto, dall’altro introduce fattori che potenzialmente influenzano la fiducia degli italiani, infatti al crescere della familiarità con gli strumenti digitali aumentano anche la consapevolezza e la percezione dei rischi associati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fiducia e sicurezza: le condizioni per la crescita</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I fattori che influenzeranno la traiettoria futura del commercio digitale — inclusa la capacità dell’AI di renderlo più semplice e più efficace — potranno quindi avere un potenziale impatto sulla crescita economica. Lo studio indica che questa non si giocherà soltanto sulla tecnologia o sull’adozione di nuovi strumenti di pagamento, ma sulla capacità dell’intero ecosistema di costruire e mantenere la fiducia dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso, la risposta che emerge dalla ricerca indica una direzione precisa: la necessità di un livello di sicurezza efficace e percepibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dallo studio emerge che quando gli italiani giudicano affidabile un metodo di pagamento, lo fanno soprattutto in presenza di strumenti di autenticazione adeguati (citati dal 63% degli intervistati), di notifiche in tempo reale tramite push, SMS o e-mail (52%) e a fronte di un uso frequente senza esperienze negative (44%).</p>
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		<title>Ecco l&#8217;dentikit di chi cerca lavoro online: adulti, diplomati e orientati ai mestieri operativi</title>
		<link>https://sestopotere.com/ecco-ldentikit-di-chi-cerca-lavoro-online-adulti-diplomati-e-orientati-ai-mestieri-operativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 16 giugno 2026 &#8211; Nel momento in cui le imprese italiane continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale, l’identikit di chi cerca lavoro online racconta un mercato più ampio e meno stereotipato di quanto spesso si immagini. Non solo giovani, non solo profili digitali, non solo laureati: nei canali online [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 16 giugno 2026 &#8211; Nel momento in cui le imprese italiane continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale, l’identikit di chi cerca lavoro online racconta un mercato più ampio e meno stereotipato di quanto spesso si immagini. Non solo giovani, non solo profili digitali, non solo laureati: nei canali online di recruiting si muove una platea composta soprattutto da lavoratori adulti, con titolo di studio medio e orientamento verso professioni operative, commerciali e di servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, a maggio le imprese programmano oltre 544mila contratti e circa 1,7 milioni nel trimestre maggio-luglio, ma il mismatch resta elevato: il 42,9% dei profili ricercati risulta ancora di difficile reperimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, l’osservatorio di AppLavoro.it, piattaforma digitale italiana dedicata all’incontro tra aziende e candidati, ha analizzato il profilo degli utenti attivi nel periodo <strong>2 gennaio 2025 &#8211; 18 maggio 2026</strong>, restituendo una fotografia concreta di chi utilizza il web per cercare nuove opportunità professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato anagrafico mostra una presenza rilevante di lavoratori adulti: il&nbsp;<strong>68,4% dei candidati ha più di 35 anni</strong>. La fascia più rappresentata è quella tra&nbsp;<strong>45 e 54 anni</strong>, pari al&nbsp;<strong>28,7%</strong>, seguita dalla fascia&nbsp;<strong>35-44 anni</strong>, al&nbsp;<strong>26,9%</strong>. I candidati tra&nbsp;<strong>25 e 34 anni</strong>&nbsp;rappresentano il&nbsp;<strong>19,8%</strong>, mentre gli under 25 si attestano all’<strong>11,9%</strong>. La fascia&nbsp;<strong>55-65 anni</strong>&nbsp;pesa per il&nbsp;<strong>12,4%</strong>, mentre gli over 65 rappresentano una quota residuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il livello di istruzione restituisce un’immagine lontana dagli stereotipi. Il&nbsp;<strong>51,1%</strong>&nbsp;dei candidati possiede un&nbsp;<strong>diploma di maturità</strong>, il&nbsp;<strong>35,2%</strong>&nbsp;ha completato la&nbsp;<strong>scuola dell’obbligo</strong>, l’<strong>11,8%</strong>&nbsp;è laureato e l’<strong>1,9%</strong>&nbsp;possiede un master. Complessivamente, il&nbsp;<strong>64,8%</strong>&nbsp;del campione possiede almeno un diploma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista del genere, la componente maschile rappresenta il&nbsp;<strong>53,5%</strong>&nbsp;dei candidati, mentre quella femminile raggiunge il&nbsp;<strong>46,5%</strong>, confermando una presenza piuttosto equilibrata tra uomini e donne nella ricerca attiva di lavoro online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aree professionali più rappresentate confermano il peso dei mestieri concreti e delle professioni operative. La categoria&nbsp;<strong>artigiani-produzione-operai</strong>&nbsp;è la più presente, con il&nbsp;<strong>21,6%</strong>&nbsp;del campione. Seguono&nbsp;<strong>commercio-negozi</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>13,0%</strong>,&nbsp;<strong>ristorazione</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>12,6%</strong>,&nbsp;<strong>amministrazione-segreteria</strong>&nbsp;con l’<strong>11,1%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>acquisti-logistica-trasporti</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>9,4%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le professioni specifiche più indicate dai candidati emergono&nbsp;<strong>commessi e addetti alle vendite</strong>&nbsp;con l’<strong>8,5%</strong>,&nbsp;<strong>impiegati</strong>con l’<strong>8,1%</strong>,&nbsp;<strong>operai specializzati</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>6,5%</strong>,&nbsp;<strong>magazzinieri</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,4%</strong>,&nbsp;<strong>colf e addetti alle pulizie</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,3%</strong>,&nbsp;<strong>operai generici</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>4,6%</strong>,&nbsp;<strong>chef e cuochi</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,6%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>camerieri</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,2%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello territoriale, tra le province con maggiore presenza di candidati attivi emergono&nbsp;<strong>Torino</strong>, con il&nbsp;<strong>6,2%</strong>,&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,5%</strong>,&nbsp;<strong>Milano</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>4,4%</strong>,&nbsp;<strong>Bergamo</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,4%</strong>,&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,2%</strong>,&nbsp;<strong>Brescia</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>2,9%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bari</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>2,5%</strong>. Tra le località italiane più rappresentate compaiono invece&nbsp;<strong>Roma</strong>,&nbsp;<strong>Torino</strong>,&nbsp;<strong>Milano</strong>,&nbsp;<strong>Palermo</strong>,&nbsp;<strong>Napoli</strong>,&nbsp;<strong>Genova</strong>,&nbsp;<strong>Bari</strong>,&nbsp;<strong>Catania</strong>,&nbsp;<strong>Verona</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bologna</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questi dati aiutano a leggere meglio il mercato del lavoro digitale: chi cerca occupazione online non è soltanto giovane, laureato o legato alle nuove professioni tecnologiche. Vediamo una platea molto concreta, composta da lavoratori adulti, spesso diplomati, che si candidano soprattutto per ruoli operativi, commerciali, logistici, amministrativi e di servizio. Il problema, però, non riguarda solo i candidati: molte aziende, soprattutto piccole e medie imprese, non utilizzano ancora in modo strutturato gli strumenti digitali di recruiting. Questo rende più difficile intercettare profili già disponibili e finisce per ampliare il divario tra domanda e offerta di lavoro”, afferma Marco Contemi, founder di AppLavoro.it.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fotografia che emerge dall’osservatorio suggerisce quindi una lettura chiara: il recruiting digitale non è più un canale riservato a profili altamente qualificati o a fasce giovani della popolazione. Al contrario, rappresenta sempre più uno spazio trasversale in cui si muovono lavoratori adulti, diplomati e con competenze spendibili nei settori dove la domanda delle imprese resta elevata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, il mismatch non può essere letto solo come mancanza di lavoratori disponibili. Una parte del problema riguarda anche la capacità delle imprese di rendere visibili le proprie offerte, presidiare i canali digitali e utilizzare strumenti in grado di migliorare l’incontro tra competenze richieste e profili effettivamente presenti sul mercato.</p>
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