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	<title>Web &#8211; Sestopotere</title>
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	<description>Online dal 1999</description>
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	<title>Web &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Ecco l&#8217;dentikit di chi cerca lavoro online: adulti, diplomati e orientati ai mestieri operativi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 16 giugno 2026 &#8211; Nel momento in cui le imprese italiane continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale, l’identikit di chi cerca lavoro online racconta un mercato più ampio e meno stereotipato di quanto spesso si immagini. Non solo giovani, non solo profili digitali, non solo laureati: nei canali online [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 16 giugno 2026 &#8211; Nel momento in cui le imprese italiane continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale, l’identikit di chi cerca lavoro online racconta un mercato più ampio e meno stereotipato di quanto spesso si immagini. Non solo giovani, non solo profili digitali, non solo laureati: nei canali online di recruiting si muove una platea composta soprattutto da lavoratori adulti, con titolo di studio medio e orientamento verso professioni operative, commerciali e di servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, a maggio le imprese programmano oltre 544mila contratti e circa 1,7 milioni nel trimestre maggio-luglio, ma il mismatch resta elevato: il 42,9% dei profili ricercati risulta ancora di difficile reperimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, l’osservatorio di AppLavoro.it, piattaforma digitale italiana dedicata all’incontro tra aziende e candidati, ha analizzato il profilo degli utenti attivi nel periodo <strong>2 gennaio 2025 &#8211; 18 maggio 2026</strong>, restituendo una fotografia concreta di chi utilizza il web per cercare nuove opportunità professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato anagrafico mostra una presenza rilevante di lavoratori adulti: il&nbsp;<strong>68,4% dei candidati ha più di 35 anni</strong>. La fascia più rappresentata è quella tra&nbsp;<strong>45 e 54 anni</strong>, pari al&nbsp;<strong>28,7%</strong>, seguita dalla fascia&nbsp;<strong>35-44 anni</strong>, al&nbsp;<strong>26,9%</strong>. I candidati tra&nbsp;<strong>25 e 34 anni</strong>&nbsp;rappresentano il&nbsp;<strong>19,8%</strong>, mentre gli under 25 si attestano all’<strong>11,9%</strong>. La fascia&nbsp;<strong>55-65 anni</strong>&nbsp;pesa per il&nbsp;<strong>12,4%</strong>, mentre gli over 65 rappresentano una quota residuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il livello di istruzione restituisce un’immagine lontana dagli stereotipi. Il&nbsp;<strong>51,1%</strong>&nbsp;dei candidati possiede un&nbsp;<strong>diploma di maturità</strong>, il&nbsp;<strong>35,2%</strong>&nbsp;ha completato la&nbsp;<strong>scuola dell’obbligo</strong>, l’<strong>11,8%</strong>&nbsp;è laureato e l’<strong>1,9%</strong>&nbsp;possiede un master. Complessivamente, il&nbsp;<strong>64,8%</strong>&nbsp;del campione possiede almeno un diploma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista del genere, la componente maschile rappresenta il&nbsp;<strong>53,5%</strong>&nbsp;dei candidati, mentre quella femminile raggiunge il&nbsp;<strong>46,5%</strong>, confermando una presenza piuttosto equilibrata tra uomini e donne nella ricerca attiva di lavoro online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aree professionali più rappresentate confermano il peso dei mestieri concreti e delle professioni operative. La categoria&nbsp;<strong>artigiani-produzione-operai</strong>&nbsp;è la più presente, con il&nbsp;<strong>21,6%</strong>&nbsp;del campione. Seguono&nbsp;<strong>commercio-negozi</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>13,0%</strong>,&nbsp;<strong>ristorazione</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>12,6%</strong>,&nbsp;<strong>amministrazione-segreteria</strong>&nbsp;con l’<strong>11,1%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>acquisti-logistica-trasporti</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>9,4%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le professioni specifiche più indicate dai candidati emergono&nbsp;<strong>commessi e addetti alle vendite</strong>&nbsp;con l’<strong>8,5%</strong>,&nbsp;<strong>impiegati</strong>con l’<strong>8,1%</strong>,&nbsp;<strong>operai specializzati</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>6,5%</strong>,&nbsp;<strong>magazzinieri</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,4%</strong>,&nbsp;<strong>colf e addetti alle pulizie</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,3%</strong>,&nbsp;<strong>operai generici</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>4,6%</strong>,&nbsp;<strong>chef e cuochi</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,6%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>camerieri</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,2%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello territoriale, tra le province con maggiore presenza di candidati attivi emergono&nbsp;<strong>Torino</strong>, con il&nbsp;<strong>6,2%</strong>,&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,5%</strong>,&nbsp;<strong>Milano</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>4,4%</strong>,&nbsp;<strong>Bergamo</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,4%</strong>,&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,2%</strong>,&nbsp;<strong>Brescia</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>2,9%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bari</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>2,5%</strong>. Tra le località italiane più rappresentate compaiono invece&nbsp;<strong>Roma</strong>,&nbsp;<strong>Torino</strong>,&nbsp;<strong>Milano</strong>,&nbsp;<strong>Palermo</strong>,&nbsp;<strong>Napoli</strong>,&nbsp;<strong>Genova</strong>,&nbsp;<strong>Bari</strong>,&nbsp;<strong>Catania</strong>,&nbsp;<strong>Verona</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bologna</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questi dati aiutano a leggere meglio il mercato del lavoro digitale: chi cerca occupazione online non è soltanto giovane, laureato o legato alle nuove professioni tecnologiche. Vediamo una platea molto concreta, composta da lavoratori adulti, spesso diplomati, che si candidano soprattutto per ruoli operativi, commerciali, logistici, amministrativi e di servizio. Il problema, però, non riguarda solo i candidati: molte aziende, soprattutto piccole e medie imprese, non utilizzano ancora in modo strutturato gli strumenti digitali di recruiting. Questo rende più difficile intercettare profili già disponibili e finisce per ampliare il divario tra domanda e offerta di lavoro”, afferma Marco Contemi, founder di AppLavoro.it.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fotografia che emerge dall’osservatorio suggerisce quindi una lettura chiara: il recruiting digitale non è più un canale riservato a profili altamente qualificati o a fasce giovani della popolazione. Al contrario, rappresenta sempre più uno spazio trasversale in cui si muovono lavoratori adulti, diplomati e con competenze spendibili nei settori dove la domanda delle imprese resta elevata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, il mismatch non può essere letto solo come mancanza di lavoratori disponibili. Una parte del problema riguarda anche la capacità delle imprese di rendere visibili le proprie offerte, presidiare i canali digitali e utilizzare strumenti in grado di migliorare l’incontro tra competenze richieste e profili effettivamente presenti sul mercato.</p>
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		<title>Denunce online: attivo il nuovo servizio della Polizia di Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 15 giugno 2026 &#8211; A partire da oggi, 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”. Il portale, raggiungibile all’indirizzo&#160;https://denunceonline.poliziadistato.it/, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 15 giugno 2026 &#8211; A partire da oggi, 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il portale, raggiungibile all’indirizzo&nbsp;<a href="http:/?cn=ministerointerno" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://denunceonline.poliziadistato.it/</a>, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il servizio di prenotazione, sempre sulla stessa piattaforma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento, il nuovo sistema di denunce online è attivo, per la fase di sperimentazione, presso la questura di Rieti, la questura di Frosinone ed i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Lazio e le sezioni dipendenti di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina, il Compartimento Polizia ferroviaria Lazio e i dipendenti posti di Frosinone, Orte, Roma Ciampino, Roma Termini e la sottosezione di Roma Tiburtina e, infine, presso il Compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e le sezioni di Frosinone e Rieti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fattispecie per le quali è possibile presentare una pre-denuncia sono: furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento, diffamazione online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È invece<strong> operativo, in tutta Italia</strong>, sempre a partire da oggi, il sistema di denunce online per la segnalazione di smarrimento di beni personali come: cellulare, tablet, computer portatile, chiavi, denaro, passi di accesso al veicolo, carta d’identità cartacea o elettronica, contrassegno parcheggio invalidi, libretto o tessera postale, targa, bancomat e carta di credito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi, è sufficiente effettuare la segnalazione di smarrimento online , sul portale, senza doversi presentare presso l&#8217;ufficio di Polizia per la formalizzazione della stessa. Il verbale protocollato sarà poi disponibile, entro 96 ore dall&#8217;invio, all&#8217;interno dell’area personale del portale “Denunce Online”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento, scaricato dalla piattaforma, sarà valido per la successiva richiesta di rilascio di una copia, per l’emissione di un nuovo documento o per altre eventuali richieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il link al portale &#8220;Denunce Online&#8221; è infine disponibile anche nell&#8217;app IO nella sezione &#8220;Servizi&#8221; del Ministero dell&#8217;Interno &#8211; Dipartimento della pubblica sicurezza.</p>
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		<title>Contro streaming illegale e pirateria audiovisiva maxi operazione della Finanza: 4 persone denunciate e 650mila euro di beni sequestrati</title>
		<link>https://sestopotere.com/contro-streaming-illegale-e-pirateria-audiovisiva-maxi-operazione-della-finanza-4-persone-denunciate-e-650mila-euro-di-beni-sequestrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Crotone &#8211; 12 giugno 2026 &#8211; Importante operazione di contrasto della pirateria audiovisiva digitale ad opera dei finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi – Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma. I [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Crotone &#8211; 12 giugno 2026 &#8211; Importante operazione di contrasto della pirateria audiovisiva digitale ad opera dei finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi – Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I finanzieri hanno individuato 3 centrali di smistamento illegale del segnale IPTV – cosiddetto “Pezzotto”, tutte dislocate nella città pitagorica e gestite da quattro cittadini di nazionalità italiana, attraverso le quali sono stati illecitamente distribuiti abbonamenti “pirata”, in favore di <strong>migliaia di clienti</strong> <strong>in tutta Italia</strong>, attraverso cui è stato reso possibile l’accesso ai contenuti audiovisivi a pagamento offerti dalle più note piattaforme digitali e satellitari (Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’individuazione dei centri di distribuzione illecita è stata ottenuta grazie al meticoloso approfondimento di diverse segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dal Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, che ha dato avvio ad una vasta indagine finanziaria grazie alla quale è stato possibile disvelare l’esistenza dell’imponente ed articolato schema di frode perpetrato nel settore dell’audiovisual piracy, con specifico riguardo alla diffusione illegale di contenuti tutelati dal diritto d’autore, un&#8217;attività che si era sviluppata anche in previsione degli imminenti mondiali di calcio FIFA 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto dell’indagine condotta, l’attenzione investigativa è stata catturata dalle causali esplicite dei diversi bonifici attenzionati, riportanti la dicitura “IBO PLAYER PRO”, un software compatibile con la riproduzione di flussi streaming illeciti, installabile su vari dispositivi di riproduzione quali smartphone, smart-tv, computer etc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base della descritta architettura telematica, sono stati individuati i vari livelli del sistema criminale: al vertice della filiera illecita, i fornitori principali noti come “head-provider”, che gestiscono l’architettura dei server sorgente, a metà, i soggetti intermedi denominati “reseller”, diffusi<strong> su tutto il territorio nazionale</strong>, che rivendono gli abbonamenti ad una <strong>platea indiscriminata di utenti finali</strong> <strong>in tutta Italia</strong>, posti al termine della catena di distribuzione, che fruiscono del servizio illegale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azione sinergica sviluppata dai diversi Reparti del Corpo della Guardia di Finanza – appartenenti alle diverse componenti specialistiche e territoriale &#8211; ha reso possibile estendere gli <strong>accertamenti su tutto il territorio nazionale</strong> pervenendo all’esatta ricostruzione dell’intera filiera che alimentava il sistema illecito disarticolato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività investigativa ha infatti permesso di cristallizzare la distribuzione illecita dei contenuti digitali in favore di<strong> almeno 2.769 clienti, tutti identificati e residenti in 43 province del territorio italiano</strong>, quantificando in circa 650.000 euro il valore dei proventi illecitamente accumulati che, per come appurato dalle articolate indagini bancarie, sono stati reinvestiti nel circuito dell’economia legale e nell’acquisto di moneta virtuale, in modo da occultarne l’illecita provenienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il costo degli abbonamenti “pirata” variava da 10 a 40 euro a seconda dei “pacchetti” selezionati, a fronte del quale era garantito anche un “servizio di assistenza clienti” nei casi di difficoltà alla visione, al pari delle piattaforme legali erogatrici dei servizi digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei confronti dei <strong>2.769 utilizzatori finali</strong>, nei prossimi giorni, saranno notificate le prescritte sanzioni amministrative con importo variabile da 154 sino a 5.000 euro a persona, previsti per le forme più gravi di recidiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine delle attività, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Crotone – dott. Domenico Guarascio, hanno denunciato i 4 responsabili per gravi violazioni del copyright, della proprietà intellettuale e per il reato di autoriciclaggio, pervenendo al sequestro di beni – in esecuzione di specifico decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza – del valore complessivo di circa 650mila euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>
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		<title>Password: 8,7 mln di italiani hanno subito una violazione, a rischio profili social, account bancari e smartphone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 06:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 9 giugno 2026 &#8211; Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research (*), sono 8,7 milioni gli italiani che hanno subito una violazione informatica nell’ultimo anno. Il caso più frequente è l’accesso abusivo a profili social (5 milioni), seguito da quello agli account bancari (1,8 milioni) o allo smartphone (890.000). Se dietro alle violazioni si nascondono stratagemmi sofisticati studiati appositamente per sottarci le [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere)  &#8211; Roma &#8211; 9 giugno 2026 &#8211; Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a <em>mUp Research</em> (*), sono 8,7 milioni gli italiani che hanno subito una violazione informatica nell’ultimo anno. Il caso più frequente è l’accesso abusivo a profili social (5 milioni), seguito da quello agli account bancari (1,8 milioni) o allo smartphone (890.000).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se dietro alle violazioni si nascondono stratagemmi sofisticati studiati appositamente per sottarci le credenziali, va detto che spesso siamo noi ad agevolare i malintenzionati con&nbsp;<strong>comportamenti rischiosi</strong>&nbsp;che, secondo l’indagine, sono stati adottati da ben&nbsp;<strong>9,9 milioni di italiani</strong>; password ovvie o troppo semplici, ma non solo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli errori da evitare</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Una per tutti</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di chiavi di sicurezza, sono spesso le nostre scelte a metterci in pericolo. Ad esempio, sorprende vedere come&nbsp;<strong>4,6 milioni di italiani utilizzino per tutti i siti la</strong>&nbsp;<strong>stessa password</strong>, atteggiamento che espone a rischi evidenti, ma che è particolarmente diffuso tra i rispondenti con età compresa tra i 25-34enni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Mai mischiare sicurezza e affetti</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuando a scorrere i dati dell’indagine, si legge che&nbsp;<strong>1,5 milioni di italiani</strong>&nbsp;(in particolare i 55-64enni) utilizzano come password per accedere ai servizi online il&nbsp;<strong>nome del figlio/a o del partner,</strong>&nbsp;senza nemmeno avere la premura di arricchirlo con caratteri speciali (es.&nbsp;<em>!£?$%$&amp;).</em>&nbsp;Ci sono metodi meno rischiosi per dimostrare affetto ai propri cari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La sequenza sbagliata</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se scegliere una&nbsp;<strong>sequenza alfanumerica</strong>&nbsp;potrebbe essere un’ottima idea, servirsi di&nbsp;<strong>combinazioni troppo semplici</strong>&nbsp;o ovvie (ad esempio&nbsp;<em>1234</em>) vanifica l’effetto di protezione. Questo comportamento sbagliato (e pericoloso) è messo in atto da almeno&nbsp;<strong>2,7 milioni di persone</strong>, che scelgono sequenze progressive, mentre sono circa 1,2 milioni quelli che usano una ripetizione continua della stessa lettera o numero (es.&nbsp;<em>AAAA</em>&nbsp;oppure&nbsp;<em>55555</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione, inoltre, ad utilizzare come parola di sicurezza solo la propria&nbsp;<strong>data di nascita</strong>; lo fanno ancora in molti, troppi, circa&nbsp;<strong>2,3 milioni di persone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Non sempre l’evidenza è il migliore dei nascondigli</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sorprende vedere che ci siano ancora così tanti italiani, circa&nbsp;<strong>935mila</strong>, che scelgono la parola “<strong>Password</strong>” come password, mentre&nbsp;<strong>850mila</strong>&nbsp;usano come chiave di sicurezza per accedere al sito… il&nbsp;<strong>nome del sito stesso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà se alcuni di loro avranno cambiato idea dopo il rocambolesco furto dei gioielli avvenuto a Louvre; anche in quel caso la password per disattivare l’allarme era: Louvre. A conti fatti, non un’ottima idea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra cattiva abitudine quella dichiarata dal 2% dei rispondenti (pari a 380.000 individui) che ha detto di usare la parola “<strong>QWERTY</strong>, ovvero le prime 5 lettere consecutive della tastiera del computer, per proteggere la propria privacy informatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La squadra del cuore</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rientra nella lista delle cattive abitudini in materia di credenziali di accesso anche una tipicamente maschile: utilizzare come chiave di sicurezza il&nbsp;<strong>nome della squadra del cuore</strong>: lo fanno&nbsp;<strong>470mila.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ogni quanto le cambiamo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Altra nota dolente è rappresentata dalla&nbsp;<strong>frequenza con cui aggiorniamo le nostre password</strong>; l’indagine ha messo in luce che quasi un utente su due la&nbsp;<strong>cambia meno di una volta l’anno</strong>&nbsp;se non, addirittura, solo se espressamente richiesto dal sito (43%). All’estremo opposto, il 4,8% dei rispondenti che ha dichiarato di farlo ogni settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli&nbsp;<strong>uomini</strong>&nbsp;aggiornano le password principali&nbsp;<strong>6 volte l&#8217;anno</strong>, mentre il campione femminile lo fa 4,5 volte; viene da chiedersi se sia effettivamente un atteggiamento di maggior prudenza o se, invece, sia solo dovuto al fatto che si dimentichi la password e si sia costretti a resettarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dove le custodiamo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine realizzata per Facile.it ha messo in luce che quasi&nbsp;<strong>un italiano su tre</strong>&nbsp;(30%) le annota su&nbsp;<strong>un&#8217;agenda o su un altro supporto cartaceo</strong>, pratica particolarmente diffusa tra il campione femminile (35%) e tra gli over 55 (39,7%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 14,5% salva le chiavi di accesso sullo&nbsp;<strong>smartphone</strong>&nbsp;(con una percentuale che arriva al 31% tra gli under 24), mentre il 9% le memorizza in un documento salvato sul PC (in questo caso lo fanno in misura maggiore gli uomini (13%). Circa&nbsp;<strong>5 milioni</strong>, invece, si affidano ad&nbsp;<strong>apposite app</strong>&nbsp;o servizi nati per salvare e tenere al sicuro le password.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà se dicono il vero quei&nbsp;<strong>10,4 milioni</strong>&nbsp;(27% del campione) che sostengono di&nbsp;<strong>ricordarle tutte a memoria</strong>; di certo non mentono i 212mila che dichiarano apertamente di fare affidamento alla memoria di figli o partner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ultimo una curiosità: <strong>1 milione di italiani</strong> usano una <strong>parolaccia</strong> come password o come base di partenza per creare una chiave di sicurezza efficace; una buona strategia per ricordarla e, al contempo, sfogarci prima di fare login. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Info/Metodologia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">(<em>*) Indagine demoscopica condotta da mUp Research su un campione di n.1001 individui, rappresentativo della popolazione italiana adulta, in età compresa fra 18 e 74 anni. Le interviste sono state condotte dal 16 al 19 marzo 2026.</em></p>
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		<title>Denunciata influencer di OnlyFans evasore totale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 05:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Rovigo &#8211; 5 giugno 2026 &#8211; Nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale e di controllo economico del territorio, i finanzieri della Tenenza di Lendinara hanno concluso un’attività ispettiva nei confronti di una influencer evasore totale residente nell’alto polesine, operante sulla nota piattaforma OnlyFans. L’attività delle Fiamme Gialle ha permesso di ricostruire [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Rovigo &#8211; 5 giugno 2026 &#8211; Nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale e di controllo economico del territorio, i finanzieri della Tenenza di Lendinara hanno concluso un’attività ispettiva nei confronti di una influencer evasore totale residente nell’alto polesine, operante sulla nota piattaforma OnlyFans.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività delle Fiamme Gialle ha permesso di ricostruire in capo alla predetta oltre 270.000 euro di guadagni non dichiarati derivanti dalla vendita di “contenuti per adulti” sul web, 120.000 euro dei quali &#8211; dopo l’avvio del controllo fiscale &#8211; sono stati regolarizzati dalla content creator attraverso la presentazione tardiva della dichiarazione dei redditi e quindi recuperati a tassa-zione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto emerso dagli accertamenti di polizia economico-finanziaria, la giovane avrebbe attuato una condotta di totale evasione fiscale per gli anni dal 2021 al 2023, non segnalando al fisco i proventi derivanti dai canoni di abbonamento pagati dai propri follower sulla predetta piattaforma. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I militari della Guardia di Finanza hanno quindi proceduto alle contestazioni per violazioni in materia di imposte dirette e IVA, contestando anche la cosiddetta “tassa etica” ovvero un’addizionale introdotta nel 2006 che prevede un aumento del 25% delle imposte sui redditi per chi produce, distribuisce o vende materiale pornografico, anche se questa attività non è svolta in modo esclusivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro investigativo si è ulteriormente aggravato quando gli accertamenti hanno rivelato che la influencer, mentre incassava “in nero” i proventi della sua attività online, percepiva indebitamente l’indennità di disoccupazione (NASpI) per circa € 16.000,00. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Conseguentemente le Fiamme Gialle hanno denunciato la content creator alla Procura della Repubblica di Rovigo per il reato – secondo l’ipotesi accusatoria – di “indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato”, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni, oltre alla revoca del beneficio e la restituzione delle somme già percepite. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La Guardia di Finanza ricorda che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e la condotta dell’indagata è ancora al vaglio della citata Autorità Giudiziaria. Vige ovviamente la sua presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.</p>
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		<title>Truffe digitali: operazione dei carabinieri, 44 denunce e 1 milione di euro recuperato</title>
		<link>https://sestopotere.com/truffe-digitali-operazione-dei-carabinieri-44-denunce-e-1-milione-di-euro-recuperato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 08:14:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 4 giugno 2026 &#8211; Sono ben 44 le persone denunciate dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro nell&#8217;ambito di una vasta operazione di contrasto alle truffe digitali ai danni di ignari cittadini che sono stati raggirati sfruttando la tecnica dello spoofing, che permette ai criminali di falsificare il mittente di SMS [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 4 giugno 2026 &#8211; Sono ben 44 le persone denunciate dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro nell&#8217;ambito di una vasta operazione di contrasto alle truffe digitali ai danni di ignari cittadini che sono stati raggirati sfruttando la tecnica dello spoofing, che permette ai criminali di falsificare il mittente di SMS o chiamate, facendo apparire sul display del telefono della vittima il numero reale della propria banca o di uffici di Carabinieri o Polizia.<br>Attuando  la manipolazione psicologica della vittima per indurla ad agire, viene segnalata una situazione di emergenza (ad es. clonazione della carta di credito, sottrazione o perdita di fondi) che richiede una reazione immediata.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;urgenza e la paura sono le armi usate dai truffatori per non dare il tempo di riflettere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Carabinieri hanno infatti individuato i presunti responsabili di 39 episodi, tra truffe consumate e tentate, commessi negli ultimi sei mesi (tra novembre 2025 e maggio 2026) ai danni di cittadini potenzialmente vulnerabili ma non solo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le indagini sono scaturite dalle denunce delle vittime che hanno permesso ai Carabinieri di incrociare accertamenti bancari su carte e conti correnti e di eseguire una serie di analisi di tabulati telefonici, di immagini delle telecamere di videosorveglianza, di banche dati e profili&nbsp;<em>social media</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività investigativa dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro ha permesso inoltre di ricostruire il <em>modus operandi</em> degli indagati: dal falso contatto, con i truffatori inviavano sms o telefonavano alle vittime spacciandosi per operatori bancari o appartenenti alle Forze dell&#8217;Ordine, all’uso della tecnologia, con l’utilizzo dello <em>spoofing</em> telefonico per camuffare il numero del chiamante e di software di intelligenza artificiale per clonare la voce di parenti.<br>Fino alla pressione psicologica, con gli indagati che paventavano finti pericoli per i risparmi o finti incidenti stradali occorsi a figli o nipoti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle azioni delittuose, le vittime venivano indotte a eseguire bonifici urgenti o ricariche su carte di pagamento intestate ai complici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;operazione ha consentito ai Carabinieri di recuperare e sequestrare parte della refurtiva, composta da oro, gioielli e denaro contante, per un valore stimato di oltre 900.000 euro.</p>
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		<title>Operazione Adm e Nas per il contrasto al traffico illecito di farmaci anche sul web: sequestrati 20.000 prodotti</title>
		<link>https://sestopotere.com/operazione-adm-e-nas-per-il-contrasto-al-traffico-illecito-di-farmaci-anche-sul-web-sequestrati-20-000-prodotti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 08:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma, 27 maggio 2026 &#8211; Si è svolta nei giorni scorsi la XVIII edizione di &#8220;Pangea&#8221;, l’operazione internazionale finalizzata a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute, come dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche, ricercando le condotte di reato inerenti a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione delle [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma, 27 maggio 2026 &#8211; Si è svolta nei giorni scorsi la XVIII edizione di &#8220;Pangea&#8221;, l’operazione internazionale finalizzata a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute, come dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche, ricercando le condotte di reato inerenti a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione delle imposte, cattiva conservazione e furti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione, coordinata a livello mondiale da Interpol, ha visto la partecipazione di novanta Paesi, che si sono concentrati sulla sorveglianza del canale web (marketplace, social media, app di messaggistica e dark web), ispezione fisica a farmacie sospettate di vendita illecita di farmaci e tracking di pacchi sospetti.<br>Lo sforzo congiunto di autorità doganali, autorità regolatorie e forze di polizia ha portato a livello mondiale al sequestro di oltre 6 milioni di unità posologiche di farmaci contraffatti per un valore di oltre 15 milioni di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le forze di polizia hanno avviato 392 attività investigative, eseguito 269 arresti e smantellato 66 gruppi criminali, nonché chiuso 5.700 siti web illegali, pagine di social media e canali utilizzati per il commercio dei prodotti illegali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le attività di controllo in Italia sono state effettuate presso i maggiori hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste</strong>, in ragione dell’elevato numero di spedizioni di cui questi sono destinatari. Presso questi hub sono state condotte verifiche congiunte da parte di “team misti” composti da militari dei Nuclei dei Carabinieri Tutela Salute (NAS), personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), degli uffici USMAF e della Guardia di Finanza, coadiuvati dal Nucleo Carabinieri Agenzia Italiana del Farmaco e dall’Ufficio Investigazioni della Direzione Antifrode ADM, sulla base degli schemi di valutazione già condivisi con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie all’intensificazione dei controlli, tra le spedizioni dirette in Italia sono state individuate e sequestrate nel corso dei giorni di attività quasi 20.000 unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di oltre 20.000 euro.<br>L’attività ha riportato un incremento dell’importazione illecita di medicinali antiparassitari del tipo ivermectina e fenbendazolo, quest’ultimo autorizzato solo per uso veterinario, tornati ora all’attenzione dopo il periodo pandemico a causa della loro promozione come asseritamente utili per la terapia del cancro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimane inoltre rilevante l’importazione illecita di farmaci e sostanze con caratteristiche dopanti, nonché prodotti “life style saving” quali farmaci per la disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil) e per la perdita di peso (semaglutide e inibitori GLP-1). </p>



<p class="wp-block-paragraph">I sequestri eseguiti nel corso della fase operativa hanno inoltre permesso di innescare alcune attività investigative congiunte da parte di ADM e Carabinieri Tutela Salute, tutt’ora in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle attività congiunte, i Reparti Carabinieri Tutela Salute sul territorio, in relazione alle specifiche competenze in materia di salute pubblica, hanno intensificato le attività ispettive degli esercizi farmaceutici e degli eventuali siti web autorizzati alla vendita di farmaci, la vigilanza sulle vendite illegali di farmaci da parte di soggetti non autorizzati, nonché il controllo dei siti web illegali di vendita di medicinali e altri prodotti correlati alla salute. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso, sono state avviate ventiquattro nuove attività investigative, che hanno portato a evidenziare vendite illegali di farmaci presso esercizi non autorizzati (negozi etnici), irregolarità di alcuni <strong>siti web di vendita di farmaci e parafarmaci, siti web di vendita illegali </strong>con registrar location all’estero. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le attività sono state sequestrate oltre 13.000 unità posologiche di farmaci illegali e intercettati trentadue siti web illegali di vendita di farmaci, oggetto di proposta di oscuramento al Ministero della Salute per impedirne l’accesso agli utenti sul territorio nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I controlli dei Reparti territoriali della Guardia di Finanza, basati anche sull’analisi del rischio svolta dal Nucleo Speciale Beni e Servizi, hanno originato alcuni significativi sequestri <strong>da Nord</strong> a Sud specie negli spazi doganali, in particolare presso gli scali aeroportuali di Napoli Capodichino, Roma Ciampino, Roma Fiumicino, Pisa,  e<strong> l&#8217;Aeroporto internazionale di Venezia-Marco Polo, anche conosciuto come Aeroporto di Venezia-Tessera</strong>, con il rinvenimento, tra l’altro, di sostanze dopanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Reparti Speciali del Corpo sono intervenuti anche nell’oscuramento di ulteriori dieci siti web illegali di origine estera, grazie al più intenso monitoraggio della rete internet assicurato nel corso dell’Operazione da parte del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione ha consentito di raccogliere spunti investigativi relativi al traffico internazionale di farmaci di vario genere, anche con azione dopante, intercettando nuovi trend nei consumi legati al mercato illegale e rafforzando la collaborazione tra le istituzioni coinvolte nel contrasto al fenomeno criminale.</p>
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		<title>Cibo, la pizza amata dall’82% degli italiani, poi pasta  (65%) e lasagne (43%): rapporto TheFork</title>
		<link>https://sestopotere.com/cibo-la-pizza-amata-dall82-degli-italiani-poi-pasta-65-e-lasagne-43-rapporto-thefork/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 05:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Milano, 12 maggio 2026 – In vista della Giornata della ristorazione, in programma il 16 maggio, TheFork – piattaforma leader nelle prenotazioni online di ristoranti e nei gestionali per la ristorazione con TheFork Manager (*) – presenta una fotografia aggiornata del rapporto tra italiani, tavola e ristoranti. Secondo i dati TheFork, nel 2025 le prenotazioni [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Milano, 12 maggio 2026 – In vista della <em>Giornata della ristorazione</em>, in programma il 16 maggio, TheFork – piattaforma leader nelle prenotazioni online di ristoranti e nei gestionali per la ristorazione con <em>TheFork Manager</em> (*) – presenta una fotografia aggiornata del rapporto tra italiani, tavola e ristoranti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati TheFork, nel 2025 le prenotazioni nei ristoranti di cucina italiana sono cresciute del +27% anno su anno, mentre le pizzerie segnano un +24%, sopra la media generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno della grande famiglia “italiana” spiccano alcune cucine regionali che interpretano al meglio il piacere di stare a tavola e che hanno registrato picchi di crescita anno su anno particolarmente elevati: pugliese (+32% YoY), veneziana (+28% YoY) e toscana (+20% YoY).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine, realizzata in collaborazione con YouGov su un campione rappresentativo di 1.018 italiani over 24 anni, ha l’obiettivo di capire quali siano oggi i piatti simbolo della tradizione e come vengano scelte le esperienze a tavola fuori casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla ricerca emerge che la&nbsp;<strong>pizza</strong>&nbsp;si conferma il piatto simbolo della tradizione italiana, indicato come uno dei piatti “più amati in assoluto dagli italiani” dall’<strong>82%&nbsp;</strong>degli intervistati (89% tra le donne). Subito dietro si collocano la&nbsp;<strong>pasta</strong>&nbsp;(<strong>65%</strong>) e le&nbsp;<strong>lasagne</strong>&nbsp;(<strong>43%</strong>), a completare un podio di classici intramontabili che parlano a tutte le generazioni e raccontano l’identità gastronomica del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tavola resta anche uno dei principali luoghi di socialità: per molte persone la cena fuori rappresenta il momento privilegiato per condividere ricorrenze e occasioni speciali. In occasione di San Valentino, ad esempio, tra chi lo festeggia (72% degli italiani over 24), il 56% considera la cena il cuore della ricorrenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, la qualità del cibo (65%) e l’atmosfera del locale (56%) si confermano gli elementi più importanti nella scelta del ristorante, mentre il prezzo si colloca in ultima posizione (34%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si tratta di scegliere dove mangiare, il percorso passa sempre più spesso dal digitale: circa 8 italiani su 10 over 24 (80%) dichiarano di consultare almeno un sito o una piattaforma online prima di scegliere un ristorante e, tra questi, il 94% legge le recensioni prima di prendere la decisione finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento dell’ordine, gli italiani continuano a seguire criteri molto concreti: i driver principali nella scelta di un piatto sono la qualità degli ingredienti (65%) e la freschezza (62%), soprattutto tra gli over 55, insieme al prezzo (56%). Fattori come l’origine locale o sostenibile degli ingredienti (33%), la porzione abbondante (24%) o la velocità di preparazione (11%) risultano invece meno centrali nelle decisioni, pur contribuendo a completare l’esperienza al tavolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> (*) <strong>A proposito di TheFork </strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">TheFork, brand di Tripadvisor®, è la principale piattaforma per le prenotazioni online di ristoranti in Europa. In prima linea nel sostenere e promuovere la cultura della ristorazione, TheFork utilizza la tecnologia per favorire le connessioni reali tra clienti e ristoratori e per avviare questi ultimi al successo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Con una rete di circa 55.000 ristoranti partner in 14 Paesi, quasi 40 milioni di download dell&#8217;app e più di 20 milioni di recensioni verificate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">TheFork emerge come la piattaforma percepita come più coerente, con il 97% degli utenti che la giudica “molto” o “abbastanza” coerente rispetto all’esperienza reale, e come quella che ispira il maggior livello di fiducia tra le principali piattaforme considerate (93% di fiducia “molta” o “abbastanza” tra chi la utilizza).</p>
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		<title>Banche online più economiche e sempre più complete rispetto alle tradizionali: Osservatorio conti di Segugio.it</title>
		<link>https://sestopotere.com/banche-online-piu-economiche-e-sempre-piu-complete-i-dati-dell-osservatorio-conti-di-segugio-it/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 04:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 12 maggio 2026 – La trasformazione del mercato bancario italiano segue due tendenze principali. Il primo è rappresentato dalla forte crescita delle banche online, che offrono un servizio sempre più completo tramite piattaforme di Internet banking in costante evoluzione. Il secondo, invece, è quello della desertificazione bancaria, con tanti istituti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 12 maggio 2026 – La trasformazione del mercato bancario italiano segue due tendenze principali. Il primo è rappresentato dalla forte crescita delle banche online, che offrono un servizio sempre più completo tramite piattaforme di Internet banking in costante evoluzione. Il secondo, invece, è quello della desertificazione bancaria, con tanti istituti “tradizionali” che stanno riducendo il numero di filiali e con il 43,3% dei comuni italiani che non ha nemmeno uno sportello (dati dell’<em>Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl</em>), costringendo i residenti a spostamenti per poter accedere a servizi bancari di persona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quersto emerge dai nuovi dati dell&#8217; <em>&#8220;Osservatorio Conti&#8221; di Segugio.it</em> dedicato al confronto tra banche online e banche tradizionali in Italia (*). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nuova indagine dell’Osservatorio Conti di Segugio.it si concentra proprio su queste due tendenze e sul confronto tra banche online e banche tradizionali</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per molti risparmiatori, infatti, oggi è sempre più conveniente scegliere un istituto che opera solo online, ignorando completamente la presenza di una filiale. Per contrastare la fuga di clienti verso gli istituti online, però, le banche tradizionali si stanno trasformando e, pur riducendo il numero di sportelli, puntano a digitalizzare sempre di più i propri servizi, con l’obiettivo di eliminare le differenze con gli istituti che operano principalmente o esclusivamente tramite canali digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I costi fissi: con le banche online si risparmiano 50 euro all’anno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto tra banche online e banche tradizionali passa soprattutto da una comparazione tra costi e servizi. Per quanto riguarda i costi di mantenimento di un conto corrente, ad esempio, la differenza è evidente. Considerando infatti un campione composto dai principali istituti bancari attivi in Italia (10 online e 10 tradizionali), una rapida analisi dell’offerta commerciale mette in mostra la differenza nel costo di mantenimento, inteso come la somma del canone periodico e del canone della carta di debito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un conto con una banca online è quasi sempre a canone zero (con un dato medio pari ad appena 0,99 euro all’anno). In alcuni casi, questi istituti includono la possibilità dipassare a conti premium, con un costo mensile e servizi extra inclusi. Lo scenario cambia completamente analizzando le proposte degli istituti tradizionali: infatti in questo caso il costo di mantenimento è in media di 50,88 euro all’anno Tutte le banche considerate propongono dei sistemi per ridurre o azzerare il canone (accredito stipendio/pensione, saldo minimo sul conto, attivazione di altri servizi etc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le differenze per prelievi e bonifici</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro elemento da confrontare è il costo delle operazioni principali: le banche online, pur non avendo sportelli, hanno commissioni ridotte per il prelievo, con ogni prelievo che costa in media 0,26 euro </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono alcune limitazioni da considerare, come un limite di importo ad operazione, oppure mensile per poter prelevare senza costi, ma in linea di massima è possibile prelevare con costi ridotti. Infine, per quanto riguarda i bonifici, si tratta di un’operazione sempre senza commissioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le banche tradizionali, il costo del prelievo è quasi sempre nullo se l’operazione viene effettuata da un ATM del proprio istituto, mentre da ATM di altri istituti è previsto un costo medio di 1,99 euro per operazione. Per i bonifici, la commissione è di 0,65 euro se l’operazione viene effettuata online in autonomia. Allo sportello i costi aumentano sensibilmente, rendendo un semplice trasferimento di denaro un’operazione più costosa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Osservatorio Conti di Segugio.it ricorda comunque che, come da prassi consolidata nel mercato, gli istituti con filiali sul territorio tra quelli considerati dall’indagine offrono l’accesso a una piattaforma online di “home banking” per effettuare operazioni di questo tipo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Servizi aggiuntivi: le differenze si riducono</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le banche online stanno diventando sempre più complete e offrono diversi servizi accessori per eliminare il gap con gli istituti tradizionali. Infatti, negli ultimi anni, molti risparmiatori hanno preferito non puntare su un istituto online proprio per via dell’assenza di servizi accessori, spesso limitandosi a scegliere una di queste banche solo come secondo conto.Le differenze si stanno però riducendo sempre di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le banche tradizionali propongono la possibilità di richiedere la carta di credito, con un costo di47,75 euro all’anno, e l’accesso a un conto titoli per poter investire. Nel 40% dei casi, è inoltre possibile accedere anche a soluzioni di risparmio (remunerazione del saldo, conto deposito etc.) per incrementare il valore della propria liquidità, con un tasso promozionale medio del 2,25% valido solo per un breve periodo (6-12 mesi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">È evidente come le banche online stiano cercando di arricchire la propria offerta: nel 70% dei casi, ad esempio, è possibile richiedere una carta di credito, con un canone annuo pari a 16,5 euro, mentre nel 70% dei casi è possibile accedere a una soluzione di risparmio, con un tasso promozionale medio del 2,46%, peròsolo il 40% degli istituti considerati permette la possibilità di sfruttare un conto titoli.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><br></td><td><strong>BANCHE ONLINE</strong></td><td><strong>BANCHE TRADIZIONALI</strong></td></tr><tr><td><strong>Costo di mantenimento (canone conto + canone carta di debito)</strong></td><td>0,99 €/anno</td><td>50,88 €/anno</td></tr><tr><td><strong>Commissione prelievi ATM altra banca</strong></td><td>0,26 €/operazione</td><td>1,99 €/operazione</td></tr><tr><td><strong>Commissioni bonifici online</strong></td><td>0 €/operazione</td><td>0,65 €/operazione</td></tr><tr><td><strong>Carta di credito</strong></td><td>70% delle banche</td><td>100% delle banche</td></tr><tr><td><strong>Canone carta di credito</strong></td><td>16,50 €/anno</td><td>47,75 €/anno</td></tr><tr><td><strong>Conto deposito / remunerato</strong></td><td>70% delle banche</td><td>40% delle banche</td></tr><tr><td><strong>Tasso promozionale per nuovi clienti (primi 6-12 mesi)</strong></td><td>2,46%</td><td>2,25%</td></tr><tr><td><strong>Conto titoli</strong></td><td>40% delle banche</td><td>100% delle banche</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Info</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">(*) <em>Rilevazioni Segugio.it su un campione di 20 banche (10 online e 10 tradizionali). Dati aggiornati al 21/04/2026<br>Segugio.it è il portale leader nel mercato italiano nella comparazione tramite internet di prodotti assicurativi, utilities e prodotti di credito ed è nato nel 2012 dall’esperienza nel settore della comparazione di Moltiply Group S.p.A, holding quotata presso il Segmento STAR di Borsa Italiana (sito istituzionale: https://www.moltiplygroup.com/).</em></p>
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		<title>Contro le minacce informatiche accordo tra Guardia di finanza e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato</title>
		<link>https://sestopotere.com/contro-le-minacce-informatiche-accordo-tra-guardia-di-finanza-e-istituto-poligrafico-e-zecca-dello-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sestopotere.com/?p=304302</guid>

					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 6 maggio 2026 &#8211; È stato siglato l’accordo di collaborazione tra l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e la Guardia di finanza in materia di cybersicurezza. L’obiettivo è quello di rafforzare l’efficacia delle azioni di prevenzione e protezione dagli attacchi informatici, valorizzando le competenze e le capacità delle due istituzioni. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 6 maggio 2026 &#8211; È stato siglato l’accordo di collaborazione tra l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e la Guardia di finanza in materia di cybersicurezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è quello di rafforzare l’efficacia delle azioni di prevenzione e protezione dagli attacchi informatici, valorizzando le competenze e le capacità delle due istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’accordo – sottoscritto dall’Amministratore delegato di IPZS, Michele Sciscioli, e dal Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di finanza, Gen. D. Giuseppe Arbore – prevede lo scambio di informazioni finalizzate a prevenire e contrastare incidenti informatici che riguardano gli ambiti di interesse delle rispettive Istituzioni, anche attraverso la definizione di campagne di sensibilizzazione sulle tematiche di cybersecurity.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intesa prevede la condivisione di report informativi relativi a tecnologie di prevenzione e protezione dalle minacce cyber. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È altresì prevista la partecipazione di rappresentanti di ciascuna Istituzione alle attività formative e agli eventi di reciproco interesse, finalizzati allo sviluppo di competenze specialistiche in materia di evoluzione dei rischi informatici e delle connesse attività di difesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte notizia e foto: Comunicati stampa Guardia di Finanza.it</em></p>
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