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	<title>Web &#8211; Sestopotere</title>
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	<description>Online dal 1999</description>
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	<title>Web &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Maxioperazione dei Nas: controlli su vendita on line di pet food. Su 275 ispezioni irregolarità nel 21% dei casi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 22 luglio 2026 &#8211; Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha concluso la campagna nazionale di controllo sulla commercializzazione, anche attraverso il web e i social network, degli alimenti destinati agli animali da compagnia. L&#8217;attività, svolta dal 23 marzo al 30 giugno [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 22 luglio 2026 &#8211; Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha concluso <strong>la campagna nazionale </strong>di controllo sulla commercializzazione, anche attraverso il web e i social network, degli alimenti destinati agli animali da compagnia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività, svolta dal 23 marzo al 30 giugno 2026, ha interessato<strong> l&#8217;intero territorio nazionale</strong> e ha visto impegnati i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS) in una mirata azione di vigilanza sul settore del pet food, con particolare attenzione alla vendita online, all&#8217;etichettatura dei prodotti, alla tracciabilità delle materie prime, ai requisiti igienico-sanitari degli stabilimenti e alla regolarità delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;operazione ha consentito di eseguire 275 ispezioni, delle quali 58 hanno evidenziato irregolarità, pari a circa il 21% dei controlli effettuati.<br>Complessivamente sono state 56 persone segnalate alle Autorità amministrative e sanitarie; 4 violazioni penali accertate, riconducibili prevalentemente a frode nell&#8217;esercizio del commercio e falsità documentali; 88 violazioni amministrative contestate; elevate sanzioni amministrative per complessivi 129.773 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano cautelare sono stati inoltre sequestrati oltre 60.800 chilogrammi di alimenti destinati agli animali da compagnia; sottoposte a blocco 200.790 confezioni di pet food; sequestrati anche 15 medicinali veterinari; sospese 2 attività produttive per gravi carenze igienico-strutturali e autorizzative.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="300" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2021/03/cc-nas-siti-web.png" alt="" class="wp-image-163648" style="width:447px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2021/03/cc-nas-siti-web.png 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2021/03/cc-nas-siti-web-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il valore economico complessivo dei sequestri e delle attività sospese ammonta a circa 1,7 milioni di euro, di cui oltre 934 mila euro riferiti ai prodotti sequestrati e circa 700 mila euro alle strutture interessate dai provvedimenti di sospensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le verifiche hanno evidenziato criticità diffuse<strong> lungo tutta la filiera produttiva e commerciale nazionale del settore</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le violazioni più ricorrenti hanno riguardato 32 casi di irregolarità nell&#8217;etichettatura dei mangimi; 17 violazioni relative a carenze igienico-strutturali e all&#8217;inosservanza delle procedure di autocontrollo; 15 violazioni concernenti la mancata notifica alle Autorità competenti, carenze igieniche e procedure di autocontrollo; numerose irregolarità nella gestione dei sottoprodotti di origine animale (SOA) e nei relativi processi di trasformazione; 4 episodi riconducibili a frodi alimentari e falsità; 3 violazioni riguardanti l&#8217;identificazione degli animali da compagnia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La campagna conferma come il comparto della vendita online di prodotti destinati agli animali da compagnia rappresenti un settore che richiede un costante presidio ispettivo, anche in considerazione della crescente diffusione dell&#8217;e-commerce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività svolte dai Carabinieri NAS hanno consentito di intercettare condotte illecite che spaziano dalle irregolarità amministrative alle frodi commerciali, fino a situazioni potenzialmente idonee a compromettere la salute animale e la sicurezza dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;azione di controllo dei  Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS) proseguirà anche nei prossimi mesi attraverso il monitoraggio dei siti internet, delle piattaforme di vendita online e dei social network, con<strong> verifiche mirate in ambito nazionale</strong> di produttori, distributori e punti vendita, al fine di garantire il rispetto della normativa, assicurare la tracciabilità degli alimenti destinati agli animali da compagnia e contrastare ogni forma di illecito nella filiera del pet food.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I N.A.S., Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell&#8217;Arma, sono stati istituiti il <strong>15 ottobre 1962</strong>, nel momento in cui si è presa coscienza del fenomeno delle sofisticazioni alimentari, che tanto allarme cominciava a destare nell&#8217;opinione pubblica. Inizialmente la &#8220;forza&#8221; era costituita da un Ufficiale Superiore, distaccato presso il Gabinetto dell&#8217;allora Ministero della Sanità, e da 40 sottufficiali dislocati nelle città di <strong>Milano</strong>, <strong>Padova</strong>, <strong>Bologna</strong>, <strong>Roma</strong>, <strong>Napoli</strong> e <strong>Palermo</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tempo, anche in relazione ai consistenti risultati conseguiti, la presenza sul territorio degli uomini dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità (N.A.S.) è notevolmente aumentata, fino al momento in cui il reparto, acquisita l&#8217;attuale denominazione di <strong>Comando Carabinieri per la Tutela della Salute</strong>, ha assunto una nuova fisionomia ordinativa. E oggi esso dispone di circa 900 unità specializzate, ripartite su: una struttura centrale composta da Comandante, Vice Comandante, Ufficio Comando e Reparto Operativo; 3 Gruppi Carabinieri per la Tutela della Salute (Milano, Roma e Napoli); e 38 Nuclei Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità, presenti sull’intero territorio nazionale, con competenza regionale o interprovinciale. </p>
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		<title>Falsi biglietti per il concerto di Ultimo, oscurato sito web &#8216;clone&#8217;: intervento della Guardia di Finanza</title>
		<link>https://sestopotere.com/falsi-biglietti-per-il-concerto-di-ultimo-oscurato-sito-web-clone-intervento-della-guardia-di-finanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 06:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 3 luglio 2026 &#8211; I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Roma &#8211; Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, con il quale è stato disposto, per il reato di truffa, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 3 luglio 2026 &#8211; I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Roma &#8211; Sezione dei Giudici per le Indagini Preliminari, con il quale è stato disposto, per il reato di truffa, l’oscuramento di un sito web registrato presso provider esteri che proponeva in vendita falsi biglietti riferibili all’evento spettacolistico “La favola per sempre” del noto artista Ultimo, in programma a Roma -Tor Vergata il prossimo 4 luglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività scaturisce dalla costante e capillare attività di monitoraggio e analisi della rete internet condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma che hanno individuato un sito “esca” utilizzato, strumentalmente, come falsa vetrina virtuale per la rivendita di titoli di accesso &#8211; non disponibili da oltre un anno &#8211; per uno degli eventi live più importanti del 2026, con lo scopo di ingannare i potenziali acquirenti e poter così captare, illecitamente, dati sensibili degli strumenti di pagamento a loro riconducibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risultanze investigative acquisite hanno consentito di interessare immediatamente l’Autorità giudiziaria che, per interrompere la prosecuzione delle condotte illecite e tutelare gli “avventori”, ha disposto il provvedimento di oscuramento del sito “clone”, mediante notifica dell’inibizione all’accesso a tutti gli Internet Service Provider italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azione di servizio testimonia il costante presidio della Guardia di Finanza nell’ambito del consolidato piano di prevenzione e repressione dei delitti contro il patrimonio, spesso realizzati da hacker specializzati nella creazione di siti cloni progettati, unicamente, per frodare gli utenti convinti di “navigare” in un ambiente sicuro per acquistare biglietti per noti eventi pubblici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura cautelare è stata adottata nella fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e in attesa di giudizio definitivo, nei confronti degli indagati vige la presunzione di non colpevolezza.</p>
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		<title>C&#8217;è crisi, gli italiani ricorrono ai prestiti per le vacanze estive: già erogati 170 milioni di euro</title>
		<link>https://sestopotere.com/ce-crisi-gli-italiani-ricorrono-ai-prestiti-per-le-vacanze-estivi-gia-erogati-170-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 luglio 2026 &#8211; Più di 28 milioni di italiani, nonostante il clima generale di incertezza, hanno intenzione di concedersi una vacanza quest’anno e non mancano le famiglie che, per far pesare il meno possibile sui budget mensili il costo del viaggio, scelgono di ricorrere ad un prestito personale. Secondo le stime del portale  Facile.it, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 luglio 2026 &#8211; Più di 28 milioni di italiani, nonostante il clima generale di incertezza, hanno intenzione di concedersi una vacanza quest’anno e non mancano le famiglie che, per far pesare il meno possibile sui budget mensili il costo del viaggio, scelgono di ricorrere ad un prestito personale. Secondo le stime del portale  Facile.it, nei primi cinque mesi del 2026, per questa finalità sono stati erogati finanziamenti per un valore totale che arriva a circa 170 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’importo &#8211; si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 400.000 richieste di prestito personale &#8211; risulta però in calo rispetto allo scorso anno, quando nello stesso periodo, era superiore ai 200 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato va letto alla luce dello scenario internazionale, che sta inevitabilmente influenzando le scelte di chi partirà, <strong>spiegano gli esperti di Facile.it</strong>. Il conflitto in Iran, l’aumento del costi della vita e la paura che i voli vengano cancellati a causa della scarsità del carburante hanno spinto molti italiani se non a rinunciare del tutto alla vacanza, quantomeno a preferire una destinazione più vicina abbandonando mete a lungo raggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questo, il costo di un viaggio si conferma comunque non trascurabile; secondo l’indagine * commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca <em>EMG</em>, gli italiani hanno dichiarato che per le vacanze estive quest’anno spenderanno, <strong>solo per trasporto e alloggi</strong>, in media <strong>939 euro a testa</strong>, valore che spiega come mai in tanti abbiano scelto di ricorrere ad un prestito personale per far pesare il meno possibile questa uscita sul budget familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>prestiti per le vacanze</strong>&nbsp;stanno cominciando ad&nbsp;<strong>assumere una discreta rilevanza in Italia</strong>&nbsp;e, ormai, rappresentano oltre l’1% delle richieste totali di prestiti personali; basti pensare che la quota di questi prestiti è&nbsp;<strong>salita del 42%</strong>&nbsp;dal 2019 ad oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Identikit del richiedente</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi, nei primi cinque mesi del 2026, si è rivolto ad una società di credito per un&nbsp;<strong>prestito personale da destinare alle spese di viaggio</strong>&nbsp;ha puntato ad ottenere, in media,&nbsp;<strong>5.400 euro</strong>&nbsp;da restituire in&nbsp;<strong>50 rate mensili</strong>&nbsp;del valore di 132 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al profilo dei richiedenti emerge che questa tipologia di finanziamento è&nbsp;<strong>particolarmente diffusa tra i giovani</strong>. Se, in generale, chi si rivolge ad una società di credito in Italia ha, in media, più di 46 anni, quando si tratta di prestiti per le vacanze l’età dei richiedenti scende a&nbsp;<strong>38 anni</strong>. Un valore su cui hanno un ruolo determinante la fascia con età compresa tra i&nbsp;<strong>25 e i 30 anni</strong>, ai quali fa capo più del&nbsp;<strong>20% della domanda</strong>&nbsp;di prestiti per viaggi. Il dato si spiega anche con il fatto che sovente si ricorra ad un finanziamento di questo tipo per viaggi di nozze o simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A presentare richiesta è stato nel <strong>69% dei casi un uomo c</strong>he ha puntato ad ottenere 5.626 euro, vale a dire il 15% in più rispetto al campione femminile. Un dato che va letto anche alla luce dello stipendio medio dichiarato dai richiedenti, che per gli uomini è pari a 2.338 euro, il 36% più altro rispetto alle donne. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il commento</strong>            </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«La consapevolezza degli italiani verso le opportunità offerte dal credito al consumo sta aumentando e questo è un dato positivo. Se una volta il prestito veniva vissuto come soluzione per affrontare costi altrimenti insostenibili, oggi tanti consumatori lo utilizzano come strategia per far pesare il meno possibile sul budget mensile alcune spese, ad esempio una vacanza, e per non intaccare i propri risparmi</em>», spiegano gli esperti di Facile.it. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nota metodologica</strong>            </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Analisi sui prestiti condotta da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 400.000 richieste di prestiti personali raccolte online da gennaio a maggio 2025 e 2026.</em> <em>Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.</em><br><a href="https://www.facile.it/"><em>https://www.facile.it/</em></a></p>
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		<item>
		<title>Vacanze, Codacons: boom di truffe basate sull’intelligenza artificiale, +3.000% dal 2022, valgono 22 miliardi di euro</title>
		<link>https://sestopotere.com/vacanze-codacons-boom-di-truffe-basate-sullintelligenza-artificiale-3-000-dal-2022-valgono-22-miliardi-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 29 giugno 2026 &#8211; Boom di truffe nel settore dei viaggi realizzate tramite l’intelligenza artificiale, un fenomeno che sta letteralmente esplodendo nell’ultimo periodo in concomitanza con l’arrivo del periodo estivo e le maggiori partenze degli italiani. Lo denuncia il Codacons, che mette in guardia i cittadini da annunci che possono [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 29 giugno 2026 &#8211; Boom di truffe nel settore dei viaggi realizzate tramite l’intelligenza artificiale, un fenomeno che sta letteralmente esplodendo nell’ultimo periodo in concomitanza con l’arrivo del periodo estivo e le maggiori partenze degli italiani. Lo denuncia il Codacons, che mette in guardia i cittadini da annunci che possono provocare perdite economiche non indifferenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le stime di settore indicano che dal 2022 i tentativi di truffe basate su sistemi di intelligenza artificiale siano aumentati del +3.000%, con una crescita esponenziale dei cittadini caduti in trappola: spiega il Codacons.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> A livello globale solo le truffe legate al settore dei viaggi valgono 22 miliardi di euro annui, e in Italia più di 4 milioni di cittadini sono oggetto di tentativi di raggiri legati al comparto delle vacanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Truffe che, proprio perché basate sull’AI, sono sempre più precise, sofisticate e difficili da individuare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">CASE FANTASMA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i raggiri più diffusi troviamo le case vacanze “fantasma”: annunci che compaiono su finti siti web specializzati proponendo alloggi a prezzi estremamente competitivi, e che sfruttano l’intelligenza artificiale per creare immagini di esterni ed interni molto precise e attendibili. Annunci che vengono sponsorizzati anche attraverso video deepfake con fantomatici host che presentano la struttura, rendendo quasi impossibile per l’utente medio riconoscere la truffa. Una volta effettuato il pagamento, che generalmente viene richiesto attraverso bonifico, la vittima che si reca presso l’alloggio o non trova la casa vacanza perché di fatto inesistente, oppure la trova occupata da altri ospiti che hanno effettuato la prenotazione attraverso canali regolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">SITI CLONATI</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra truffa frequente nel settore dei viaggi è quella perpetrata attraverso la clonazione di piattaforme di prenotazione molto note, con i cybercriminali che, ricorrendo all’AI, creano siti fasulli utilizzando loghi, grafica e nomi di società conosciuti al pubblico in modo da carpire la fiducia degli utenti e sottrarre loro denaro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BIGLIETTI AEREI E AUTO A NOLEGGIO</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso modo mediante l’utilizzo dell’AI vengono diffusi specie attraverso i social media messaggi sempre più credibili dove si propongono al pubblico biglietti aerei per mete esotiche a prezzi stracciati o auto a noleggio a tariffe estremamente convenienti. In questi casi per spingere gli utenti ad acquistare subito i biglietti e fermare l’auto a noleggio si utilizzano formule che fanno credere che l’offerta sia a tempo e scada magari dopo pochi minuti, o che siano rimasti solo pochi biglietti a quella tariffa scontata. Così facendo si punta sulla fretta per impedire ai cittadini di valutare attentamente la proposta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">FINTA VERIFICA SU WHATSAPP</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora più sofisticata la truffa realizzata tramite WhatsApp e che sfrutta le reali prenotazioni effettuate dagli utenti attraverso le piattaforme ufficiali. In questo caso i criminali riescono ad accedere alle informazioni circa hotel e strutture prenotate e mediante un messaggio inviato su Whatsapp in cui si spacciano per l’amministrazione del resort, dell’albergo o della struttura scelta, chiedono all’ospite la verifica del numero di carta di credito per confermare la prenotazione attraverso un finto link creato con l’AI. Chi cade nella trappola si vedrà inevitabilmente sottrarre somme di denaro dal proprio conto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">RECENSIONI FASULLE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per rendere gli annunci più credibili e carpire la fiducia dei consumatori, i truffatori creano con l’AI finte recensioni di clienti che hanno già pernottato presso una struttura nella realtà inesistente, in modo da rendere sempre più difficile per l’utente medio individuare la truffa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">GUIDE DI VIAGGIO INESISTENTI</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui siti di e-commerce sono spuntate guide turistiche interamente scritte con l’AI da autori inesistenti. Spesso contengono informazioni non solo errate ma totalmente inventate, e indicazioni circa luoghi che nella realtà non esistono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I CONSIGLI CODACONS SU COME DIFENDERSI</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima regola è diffidare da annunci che propongono case vacanza, biglietti aerei, auto a noleggio, pacchetti viaggio, ecc. a prezzi troppo bassi per essere veri. Per appartamenti, ville, ecc. è possibile utilizzare Google maps o altri servizi simili per verificare la reale esistenza delle strutture all’indirizzo indicato, e la corrispondenza con le immagini pubblicate. Mai pagare attraverso bonifici, carte prepagate o trasferimenti su fondi esteri e ignorare messaggi ricevuti su Whataspp o social network che chiedono dati bancari per confermare le prenotazioni o propongono sconti esclusivi. Verificare sempre il profilo e le recensioni di un host e affidarsi solo a siti ufficiali per le proprie prenotazioni.</p>
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		<title>Terrorismo, inneggiavano online alla causa jihadista, intervento dei carabinieri: un arresto</title>
		<link>https://sestopotere.com/terrorismo-inneggiavano-online-alla-causa-jihadista-intervento-dei-carabinieri-un-arresto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 06:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Lecce &#8211; 19 giugno 2026 &#8211; Il 18 giugno 2026 il Raggruppamento Operativo Speciale &#8211; supportato in fase esecutiva dal Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, nonché da militari del G.I.S., del VI Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Tito  &#8211; ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Lecce  &#8211; 19 giugno 2026 &#8211; Il 18 giugno 2026 il Raggruppamento Operativo Speciale &#8211; supportato in fase esecutiva dal Comando Provinciale Carabinieri di Brindisi, nonché da militari del G.I.S., del VI Nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari e del Nucleo Carabinieri Cinofili di Tito  &#8211; ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo nei confronti di un trentenne straniero, residente nella provincia di Brindisi, gravemente indiziato del reato di istigazione a commettere delitti, aggravati dall’utilizzo di sistemi informativi e telematici e dall’essere tali delitti di natura terroristica. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Contestualmente, è stata data esecuzione ad un decreto di perquisizione domiciliare nei confronti di un connazionale, venticinquenne, indagato in stato di libertà per la medesima fattispecie di reato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività investigativa del ROS &#8211; diretta dalla citata Procura Distrettuale, sotto il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo – si è fondata sulla costante attività di monitoraggio e <em>web patrolling</em> condotta dalle articolazioni dell’Arma dei Carabinieri, sino ai minori livelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso di specie, infatti, nell’aprile 2025, da una Stazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, è partita la segnalazione all’Autorità Giudiziaria circa l’esistenza di un profilo su una nota piattaforma social, riconducibile ad uno degli indagati, al cui interno erano pubblicati foto, video e commenti inerenti al conflitto israelo-palestinese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, lo sviluppo investigativo successivamente condotto dal ROS ha consentito non solo di ricostruire la rete relazionale virtuale degli indagati ma anche, specialmente, di documentare un progressivo processo di radicalizzazione dell’odierno arrestato, registrando, in proposito, uno scivolamento da una posizione di generica solidarietà verso la causa palestinese ad espressioni di crescente adesione alla retorica jihadista, con manifestazioni di apprezzamento/apologia verso le azioni di terrorismo e il martirio quale forma suprema di devozione religiosa, fino a dichiarazioni di aperto sostegno ideologico ad intraprendere azioni dirette. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tutto si traduceva nella quotidiana pubblicazione e diffusione, attraverso le più note piattaforme digitali, di contenuti mediatici connotati dalla inequivocabile valenza istigatoria, nei quali si glorificano il martirio e la jihad, si esalta l’attacco armato anche contro obiettivi civili e si legittima teologicamente l’uso della violenza indiscriminata contro gli infedeli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È opportuno evidenziare che gli elementi probatori raccolti nel corso delle indagini non consentono di attestare l’appartenenza formale degli indagati ad organizzazioni terroristiche strutturate quanto, di contro, di validarne la loro adesione ad una rete di coordinamento informale, ispirata all’ideologia jihadista e caratterizzata proprio da una sistematica attività propagandistica nel mondo virtuale. <br></p>
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		<title>Nel 2025 il 26% degli italiani ha effettuato la maggior parte dei propri acquisti online o con pagamenti digitali</title>
		<link>https://sestopotere.com/nel-2025-il-26-degli-italiani-ha-effettuato-la-maggior-parte-dei-propri-acquisti-online-o-con-pagamenti-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:23:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 17 giugno 2026 &#8211; I pagamenti digitali sono ormai una scelta abituale per gli italiani. Dalla ricerca “La sfida della fiducia nel commercio digitale“, realizzata dalla società bolognese Nomisma per Visa, emerge che nel 2025 il 26% di loro ha effettuato la maggior parte dei propri acquisti online e un ulteriore 29% acquista in egual [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 17 giugno 2026 &#8211;  I pagamenti digitali sono ormai una scelta abituale per gli italiani. Dalla ricerca <em>“La sfida della fiducia nel commercio digitale“,</em> realizzata dalla società bolognese <strong>Nomisma </strong>per Visa, emerge che nel 2025 il 26% di loro ha effettuato la maggior parte dei propri acquisti online e un ulteriore 29% acquista in egual misura tra canale fisico e digitale, con il 35% degli under 29 che compra online almeno una volta alla settimana. La crescita di consumi stimata, entro il 2030, potrebbe portare la spesa delle famiglie italiane fino ai 796 miliardi di euro, con una crescita del 18%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al tempo stesso, la ricerca evidenzia come la crescente digitalizzazione comporti un aumento della complessità nella gestione della sicurezza, legata alla moltiplicazione dei canali di contatto, dei dati condivisi e delle credenziali utilizzate dai consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, la tecnologia – e in particolare l’intelligenza artificiale – assume un ruolo sempre più centrale nel ridefinire l’esperienza d’acquisto, contribuendo a semplificare i processi, aumentare la personalizzazione e favorire l’accesso a informazioni e servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il digitale come opportunità di futuro</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al 2030, la ricerca delinea una trasformazione storica per il commercio italiano: secondo il modello elaborato, per la prima volta i consumi online potrebbero superare quelli fisici, con la quota digitale destinata a salire fino al 43% del totale, dal 33% attuale<a href="https://www.nomisma.it/press-area/studio-visa-nomisma-commercio-digitale-italiano/#_ftn2">[2]</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>I pagamenti digitali rappresentano per gli italiani una modalità d’acquisto consolidata, sempre più centrale nelle abitudini quotidiane dei consumatori.</em>” spiega&nbsp;<strong>Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia</strong>: “<em>Oggi, la prospettiva di raggiungere un equilibrio tra commercio fisico e digitale entro il 2030 è concreta &nbsp;e&nbsp; questa trasformazione costituisce un’opportunità strategica soprattutto per le imprese italiane, chiamate ad accelerare i propri percorsi di digitalizzazione per restare competitive. In questo contesto, Visa ha già abilitato oltre 1 milione di PMI negli ultimi tre anni, contribuendo inoltre a rendere il sistema dei pagamenti sempre più accessibile e sicuro.&nbsp;</em>“</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’intelligenza artificiale apre una nuova fase del commercio</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel quadro di crescente digitalizzazione che emerge dallo studio, l’AI gioca un ruolo importante. I dati forniti dagli intervistati mostrano infatti come stia entrando rapidamente nella vita quotidiana degli italiani: il 47% degli interpellati la utilizza già per attività lavorative e il 75% nella vita privata, con picchi del 73% e 94% rispettivamente tra gli under 29.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se parliamo di acquisti, l’intelligenza artificiale viene impiegata principalmente per ricercare informazioni su prodotti e servizi (41%), confrontare alternative (33%) e richiedere consigli (23%). I benefici percepiti sono concreti: riduzione del tempo dedicato ad attività ripetitive (44%) e semplificazione delle operazioni quotidiane (40%). Il trend è destinato a intensificarsi. Il 56% degli italiani interpellati dichiara che aumenterà la frequenza di utilizzo dell’AI per gli acquisti entro il 2030, mentre tra gli over 65, il 10% inizierà a utilizzarla entro lo stesso periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se da un lato l’intelligenza artificiale semplifica l’esperienza di acquisto, dall’altro introduce fattori che potenzialmente influenzano la fiducia degli italiani, infatti al crescere della familiarità con gli strumenti digitali aumentano anche la consapevolezza e la percezione dei rischi associati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fiducia e sicurezza: le condizioni per la crescita</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">I fattori che influenzeranno la traiettoria futura del commercio digitale — inclusa la capacità dell’AI di renderlo più semplice e più efficace — potranno quindi avere un potenziale impatto sulla crescita economica. Lo studio indica che questa non si giocherà soltanto sulla tecnologia o sull’adozione di nuovi strumenti di pagamento, ma sulla capacità dell’intero ecosistema di costruire e mantenere la fiducia dei consumatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tal senso, la risposta che emerge dalla ricerca indica una direzione precisa: la necessità di un livello di sicurezza efficace e percepibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dallo studio emerge che quando gli italiani giudicano affidabile un metodo di pagamento, lo fanno soprattutto in presenza di strumenti di autenticazione adeguati (citati dal 63% degli intervistati), di notifiche in tempo reale tramite push, SMS o e-mail (52%) e a fronte di un uso frequente senza esperienze negative (44%).</p>
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		<title>Ecco l&#8217;dentikit di chi cerca lavoro online: adulti, diplomati e orientati ai mestieri operativi</title>
		<link>https://sestopotere.com/ecco-ldentikit-di-chi-cerca-lavoro-online-adulti-diplomati-e-orientati-ai-mestieri-operativi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 17:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 16 giugno 2026 &#8211; Nel momento in cui le imprese italiane continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale, l’identikit di chi cerca lavoro online racconta un mercato più ampio e meno stereotipato di quanto spesso si immagini. Non solo giovani, non solo profili digitali, non solo laureati: nei canali online [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 16 giugno 2026 &#8211; Nel momento in cui le imprese italiane continuano a segnalare difficoltà nel reperire personale, l’identikit di chi cerca lavoro online racconta un mercato più ampio e meno stereotipato di quanto spesso si immagini. Non solo giovani, non solo profili digitali, non solo laureati: nei canali online di recruiting si muove una platea composta soprattutto da lavoratori adulti, con titolo di studio medio e orientamento verso professioni operative, commerciali e di servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, a maggio le imprese programmano oltre 544mila contratti e circa 1,7 milioni nel trimestre maggio-luglio, ma il mismatch resta elevato: il 42,9% dei profili ricercati risulta ancora di difficile reperimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, l’osservatorio di AppLavoro.it, piattaforma digitale italiana dedicata all’incontro tra aziende e candidati, ha analizzato il profilo degli utenti attivi nel periodo <strong>2 gennaio 2025 &#8211; 18 maggio 2026</strong>, restituendo una fotografia concreta di chi utilizza il web per cercare nuove opportunità professionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato anagrafico mostra una presenza rilevante di lavoratori adulti: il&nbsp;<strong>68,4% dei candidati ha più di 35 anni</strong>. La fascia più rappresentata è quella tra&nbsp;<strong>45 e 54 anni</strong>, pari al&nbsp;<strong>28,7%</strong>, seguita dalla fascia&nbsp;<strong>35-44 anni</strong>, al&nbsp;<strong>26,9%</strong>. I candidati tra&nbsp;<strong>25 e 34 anni</strong>&nbsp;rappresentano il&nbsp;<strong>19,8%</strong>, mentre gli under 25 si attestano all’<strong>11,9%</strong>. La fascia&nbsp;<strong>55-65 anni</strong>&nbsp;pesa per il&nbsp;<strong>12,4%</strong>, mentre gli over 65 rappresentano una quota residuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il livello di istruzione restituisce un’immagine lontana dagli stereotipi. Il&nbsp;<strong>51,1%</strong>&nbsp;dei candidati possiede un&nbsp;<strong>diploma di maturità</strong>, il&nbsp;<strong>35,2%</strong>&nbsp;ha completato la&nbsp;<strong>scuola dell’obbligo</strong>, l’<strong>11,8%</strong>&nbsp;è laureato e l’<strong>1,9%</strong>&nbsp;possiede un master. Complessivamente, il&nbsp;<strong>64,8%</strong>&nbsp;del campione possiede almeno un diploma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal punto di vista del genere, la componente maschile rappresenta il&nbsp;<strong>53,5%</strong>&nbsp;dei candidati, mentre quella femminile raggiunge il&nbsp;<strong>46,5%</strong>, confermando una presenza piuttosto equilibrata tra uomini e donne nella ricerca attiva di lavoro online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le aree professionali più rappresentate confermano il peso dei mestieri concreti e delle professioni operative. La categoria&nbsp;<strong>artigiani-produzione-operai</strong>&nbsp;è la più presente, con il&nbsp;<strong>21,6%</strong>&nbsp;del campione. Seguono&nbsp;<strong>commercio-negozi</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>13,0%</strong>,&nbsp;<strong>ristorazione</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>12,6%</strong>,&nbsp;<strong>amministrazione-segreteria</strong>&nbsp;con l’<strong>11,1%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>acquisti-logistica-trasporti</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>9,4%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le professioni specifiche più indicate dai candidati emergono&nbsp;<strong>commessi e addetti alle vendite</strong>&nbsp;con l’<strong>8,5%</strong>,&nbsp;<strong>impiegati</strong>con l’<strong>8,1%</strong>,&nbsp;<strong>operai specializzati</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>6,5%</strong>,&nbsp;<strong>magazzinieri</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,4%</strong>,&nbsp;<strong>colf e addetti alle pulizie</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,3%</strong>,&nbsp;<strong>operai generici</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>4,6%</strong>,&nbsp;<strong>chef e cuochi</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,6%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>camerieri</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,2%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello territoriale, tra le province con maggiore presenza di candidati attivi emergono&nbsp;<strong>Torino</strong>, con il&nbsp;<strong>6,2%</strong>,&nbsp;<strong>Roma</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>5,5%</strong>,&nbsp;<strong>Milano</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>4,4%</strong>,&nbsp;<strong>Bergamo</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,4%</strong>,&nbsp;<strong>Napoli</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>3,2%</strong>,&nbsp;<strong>Brescia</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>2,9%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bari</strong>&nbsp;con il&nbsp;<strong>2,5%</strong>. Tra le località italiane più rappresentate compaiono invece&nbsp;<strong>Roma</strong>,&nbsp;<strong>Torino</strong>,&nbsp;<strong>Milano</strong>,&nbsp;<strong>Palermo</strong>,&nbsp;<strong>Napoli</strong>,&nbsp;<strong>Genova</strong>,&nbsp;<strong>Bari</strong>,&nbsp;<strong>Catania</strong>,&nbsp;<strong>Verona</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Bologna</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questi dati aiutano a leggere meglio il mercato del lavoro digitale: chi cerca occupazione online non è soltanto giovane, laureato o legato alle nuove professioni tecnologiche. Vediamo una platea molto concreta, composta da lavoratori adulti, spesso diplomati, che si candidano soprattutto per ruoli operativi, commerciali, logistici, amministrativi e di servizio. Il problema, però, non riguarda solo i candidati: molte aziende, soprattutto piccole e medie imprese, non utilizzano ancora in modo strutturato gli strumenti digitali di recruiting. Questo rende più difficile intercettare profili già disponibili e finisce per ampliare il divario tra domanda e offerta di lavoro”, afferma Marco Contemi, founder di AppLavoro.it.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fotografia che emerge dall’osservatorio suggerisce quindi una lettura chiara: il recruiting digitale non è più un canale riservato a profili altamente qualificati o a fasce giovani della popolazione. Al contrario, rappresenta sempre più uno spazio trasversale in cui si muovono lavoratori adulti, diplomati e con competenze spendibili nei settori dove la domanda delle imprese resta elevata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stesso tempo, il mismatch non può essere letto solo come mancanza di lavoratori disponibili. Una parte del problema riguarda anche la capacità delle imprese di rendere visibili le proprie offerte, presidiare i canali digitali e utilizzare strumenti in grado di migliorare l’incontro tra competenze richieste e profili effettivamente presenti sul mercato.</p>
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		<title>Denunce online: attivo il nuovo servizio della Polizia di Stato</title>
		<link>https://sestopotere.com/denunce-online-attivo-il-nuovo-servizio-della-polizia-di-stato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 15 giugno 2026 &#8211; A partire da oggi, 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”. Il portale, raggiungibile all’indirizzo&#160;https://denunceonline.poliziadistato.it/, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 15 giugno 2026 &#8211; A partire da oggi, 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio della Polizia di Stato “Denunce online”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il portale, raggiungibile all’indirizzo&nbsp;<a href="http:/?cn=ministerointerno" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://denunceonline.poliziadistato.it/</a>, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il servizio di prenotazione, sempre sulla stessa piattaforma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento, il nuovo sistema di denunce online è attivo, per la fase di sperimentazione, presso la questura di Rieti, la questura di Frosinone ed i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Lazio e le sezioni dipendenti di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina, il Compartimento Polizia ferroviaria Lazio e i dipendenti posti di Frosinone, Orte, Roma Ciampino, Roma Termini e la sottosezione di Roma Tiburtina e, infine, presso il Compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e le sezioni di Frosinone e Rieti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fattispecie per le quali è possibile presentare una pre-denuncia sono: furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento, diffamazione online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È invece<strong> operativo, in tutta Italia</strong>, sempre a partire da oggi, il sistema di denunce online per la segnalazione di smarrimento di beni personali come: cellulare, tablet, computer portatile, chiavi, denaro, passi di accesso al veicolo, carta d’identità cartacea o elettronica, contrassegno parcheggio invalidi, libretto o tessera postale, targa, bancomat e carta di credito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi, è sufficiente effettuare la segnalazione di smarrimento online , sul portale, senza doversi presentare presso l&#8217;ufficio di Polizia per la formalizzazione della stessa. Il verbale protocollato sarà poi disponibile, entro 96 ore dall&#8217;invio, all&#8217;interno dell’area personale del portale “Denunce Online”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento, scaricato dalla piattaforma, sarà valido per la successiva richiesta di rilascio di una copia, per l’emissione di un nuovo documento o per altre eventuali richieste.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il link al portale &#8220;Denunce Online&#8221; è infine disponibile anche nell&#8217;app IO nella sezione &#8220;Servizi&#8221; del Ministero dell&#8217;Interno &#8211; Dipartimento della pubblica sicurezza.</p>
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		<item>
		<title>Contro streaming illegale e pirateria audiovisiva maxi operazione della Finanza: 4 persone denunciate e 650mila euro di beni sequestrati</title>
		<link>https://sestopotere.com/contro-streaming-illegale-e-pirateria-audiovisiva-maxi-operazione-della-finanza-4-persone-denunciate-e-650mila-euro-di-beni-sequestrati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Crotone &#8211; 12 giugno 2026 &#8211; Importante operazione di contrasto della pirateria audiovisiva digitale ad opera dei finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi – Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma. I [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Crotone &#8211; 12 giugno 2026 &#8211; Importante operazione di contrasto della pirateria audiovisiva digitale ad opera dei finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi – Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I finanzieri hanno individuato 3 centrali di smistamento illegale del segnale IPTV – cosiddetto “Pezzotto”, tutte dislocate nella città pitagorica e gestite da quattro cittadini di nazionalità italiana, attraverso le quali sono stati illecitamente distribuiti abbonamenti “pirata”, in favore di <strong>migliaia di clienti</strong> <strong>in tutta Italia</strong>, attraverso cui è stato reso possibile l’accesso ai contenuti audiovisivi a pagamento offerti dalle più note piattaforme digitali e satellitari (Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’individuazione dei centri di distribuzione illecita è stata ottenuta grazie al meticoloso approfondimento di diverse segnalazioni di operazioni sospette, trasmesse dal Nucleo speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, che ha dato avvio ad una vasta indagine finanziaria grazie alla quale è stato possibile disvelare l’esistenza dell’imponente ed articolato schema di frode perpetrato nel settore dell’audiovisual piracy, con specifico riguardo alla diffusione illegale di contenuti tutelati dal diritto d’autore, un&#8217;attività che si era sviluppata anche in previsione degli imminenti mondiali di calcio FIFA 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel contesto dell’indagine condotta, l’attenzione investigativa è stata catturata dalle causali esplicite dei diversi bonifici attenzionati, riportanti la dicitura “IBO PLAYER PRO”, un software compatibile con la riproduzione di flussi streaming illeciti, installabile su vari dispositivi di riproduzione quali smartphone, smart-tv, computer etc.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base della descritta architettura telematica, sono stati individuati i vari livelli del sistema criminale: al vertice della filiera illecita, i fornitori principali noti come “head-provider”, che gestiscono l’architettura dei server sorgente, a metà, i soggetti intermedi denominati “reseller”, diffusi<strong> su tutto il territorio nazionale</strong>, che rivendono gli abbonamenti ad una <strong>platea indiscriminata di utenti finali</strong> <strong>in tutta Italia</strong>, posti al termine della catena di distribuzione, che fruiscono del servizio illegale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’azione sinergica sviluppata dai diversi Reparti del Corpo della Guardia di Finanza – appartenenti alle diverse componenti specialistiche e territoriale &#8211; ha reso possibile estendere gli <strong>accertamenti su tutto il territorio nazionale</strong> pervenendo all’esatta ricostruzione dell’intera filiera che alimentava il sistema illecito disarticolato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività investigativa ha infatti permesso di cristallizzare la distribuzione illecita dei contenuti digitali in favore di<strong> almeno 2.769 clienti, tutti identificati e residenti in 43 province del territorio italiano</strong>, quantificando in circa 650.000 euro il valore dei proventi illecitamente accumulati che, per come appurato dalle articolate indagini bancarie, sono stati reinvestiti nel circuito dell’economia legale e nell’acquisto di moneta virtuale, in modo da occultarne l’illecita provenienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il costo degli abbonamenti “pirata” variava da 10 a 40 euro a seconda dei “pacchetti” selezionati, a fronte del quale era garantito anche un “servizio di assistenza clienti” nei casi di difficoltà alla visione, al pari delle piattaforme legali erogatrici dei servizi digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei confronti dei <strong>2.769 utilizzatori finali</strong>, nei prossimi giorni, saranno notificate le prescritte sanzioni amministrative con importo variabile da 154 sino a 5.000 euro a persona, previsti per le forme più gravi di recidiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine delle attività, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Crotone – dott. Domenico Guarascio, hanno denunciato i 4 responsabili per gravi violazioni del copyright, della proprietà intellettuale e per il reato di autoriciclaggio, pervenendo al sequestro di beni – in esecuzione di specifico decreto di sequestro preventivo emesso in via d’urgenza – del valore complessivo di circa 650mila euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>
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		<item>
		<title>Password: 8,7 mln di italiani hanno subito una violazione, a rischio profili social, account bancari e smartphone</title>
		<link>https://sestopotere.com/password-87-mln-di-italiani-hanno-subito-una-violazione-a-rischio-profili-social-account-bancari-e-smartphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 06:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 9 giugno 2026 &#8211; Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research (*), sono 8,7 milioni gli italiani che hanno subito una violazione informatica nell’ultimo anno. Il caso più frequente è l’accesso abusivo a profili social (5 milioni), seguito da quello agli account bancari (1,8 milioni) o allo smartphone (890.000). Se dietro alle violazioni si nascondono stratagemmi sofisticati studiati appositamente per sottarci le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere)  &#8211; Roma &#8211; 9 giugno 2026 &#8211; Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a <em>mUp Research</em> (*), sono 8,7 milioni gli italiani che hanno subito una violazione informatica nell’ultimo anno. Il caso più frequente è l’accesso abusivo a profili social (5 milioni), seguito da quello agli account bancari (1,8 milioni) o allo smartphone (890.000).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se dietro alle violazioni si nascondono stratagemmi sofisticati studiati appositamente per sottarci le credenziali, va detto che spesso siamo noi ad agevolare i malintenzionati con&nbsp;<strong>comportamenti rischiosi</strong>&nbsp;che, secondo l’indagine, sono stati adottati da ben&nbsp;<strong>9,9 milioni di italiani</strong>; password ovvie o troppo semplici, ma non solo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli errori da evitare</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Una per tutti</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di chiavi di sicurezza, sono spesso le nostre scelte a metterci in pericolo. Ad esempio, sorprende vedere come&nbsp;<strong>4,6 milioni di italiani utilizzino per tutti i siti la</strong>&nbsp;<strong>stessa password</strong>, atteggiamento che espone a rischi evidenti, ma che è particolarmente diffuso tra i rispondenti con età compresa tra i 25-34enni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Mai mischiare sicurezza e affetti</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Continuando a scorrere i dati dell’indagine, si legge che&nbsp;<strong>1,5 milioni di italiani</strong>&nbsp;(in particolare i 55-64enni) utilizzano come password per accedere ai servizi online il&nbsp;<strong>nome del figlio/a o del partner,</strong>&nbsp;senza nemmeno avere la premura di arricchirlo con caratteri speciali (es.&nbsp;<em>!£?$%$&amp;).</em>&nbsp;Ci sono metodi meno rischiosi per dimostrare affetto ai propri cari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La sequenza sbagliata</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se scegliere una&nbsp;<strong>sequenza alfanumerica</strong>&nbsp;potrebbe essere un’ottima idea, servirsi di&nbsp;<strong>combinazioni troppo semplici</strong>&nbsp;o ovvie (ad esempio&nbsp;<em>1234</em>) vanifica l’effetto di protezione. Questo comportamento sbagliato (e pericoloso) è messo in atto da almeno&nbsp;<strong>2,7 milioni di persone</strong>, che scelgono sequenze progressive, mentre sono circa 1,2 milioni quelli che usano una ripetizione continua della stessa lettera o numero (es.&nbsp;<em>AAAA</em>&nbsp;oppure&nbsp;<em>55555</em>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione, inoltre, ad utilizzare come parola di sicurezza solo la propria&nbsp;<strong>data di nascita</strong>; lo fanno ancora in molti, troppi, circa&nbsp;<strong>2,3 milioni di persone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Non sempre l’evidenza è il migliore dei nascondigli</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sorprende vedere che ci siano ancora così tanti italiani, circa&nbsp;<strong>935mila</strong>, che scelgono la parola “<strong>Password</strong>” come password, mentre&nbsp;<strong>850mila</strong>&nbsp;usano come chiave di sicurezza per accedere al sito… il&nbsp;<strong>nome del sito stesso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà se alcuni di loro avranno cambiato idea dopo il rocambolesco furto dei gioielli avvenuto a Louvre; anche in quel caso la password per disattivare l’allarme era: Louvre. A conti fatti, non un’ottima idea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra cattiva abitudine quella dichiarata dal 2% dei rispondenti (pari a 380.000 individui) che ha detto di usare la parola “<strong>QWERTY</strong>, ovvero le prime 5 lettere consecutive della tastiera del computer, per proteggere la propria privacy informatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La squadra del cuore</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Rientra nella lista delle cattive abitudini in materia di credenziali di accesso anche una tipicamente maschile: utilizzare come chiave di sicurezza il&nbsp;<strong>nome della squadra del cuore</strong>: lo fanno&nbsp;<strong>470mila.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ogni quanto le cambiamo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Altra nota dolente è rappresentata dalla&nbsp;<strong>frequenza con cui aggiorniamo le nostre password</strong>; l’indagine ha messo in luce che quasi un utente su due la&nbsp;<strong>cambia meno di una volta l’anno</strong>&nbsp;se non, addirittura, solo se espressamente richiesto dal sito (43%). All’estremo opposto, il 4,8% dei rispondenti che ha dichiarato di farlo ogni settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli&nbsp;<strong>uomini</strong>&nbsp;aggiornano le password principali&nbsp;<strong>6 volte l&#8217;anno</strong>, mentre il campione femminile lo fa 4,5 volte; viene da chiedersi se sia effettivamente un atteggiamento di maggior prudenza o se, invece, sia solo dovuto al fatto che si dimentichi la password e si sia costretti a resettarla.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dove le custodiamo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine realizzata per Facile.it ha messo in luce che quasi&nbsp;<strong>un italiano su tre</strong>&nbsp;(30%) le annota su&nbsp;<strong>un&#8217;agenda o su un altro supporto cartaceo</strong>, pratica particolarmente diffusa tra il campione femminile (35%) e tra gli over 55 (39,7%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 14,5% salva le chiavi di accesso sullo&nbsp;<strong>smartphone</strong>&nbsp;(con una percentuale che arriva al 31% tra gli under 24), mentre il 9% le memorizza in un documento salvato sul PC (in questo caso lo fanno in misura maggiore gli uomini (13%). Circa&nbsp;<strong>5 milioni</strong>, invece, si affidano ad&nbsp;<strong>apposite app</strong>&nbsp;o servizi nati per salvare e tenere al sicuro le password.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chissà se dicono il vero quei&nbsp;<strong>10,4 milioni</strong>&nbsp;(27% del campione) che sostengono di&nbsp;<strong>ricordarle tutte a memoria</strong>; di certo non mentono i 212mila che dichiarano apertamente di fare affidamento alla memoria di figli o partner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ultimo una curiosità: <strong>1 milione di italiani</strong> usano una <strong>parolaccia</strong> come password o come base di partenza per creare una chiave di sicurezza efficace; una buona strategia per ricordarla e, al contempo, sfogarci prima di fare login. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Info/Metodologia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">(<em>*) Indagine demoscopica condotta da mUp Research su un campione di n.1001 individui, rappresentativo della popolazione italiana adulta, in età compresa fra 18 e 74 anni. Le interviste sono state condotte dal 16 al 19 marzo 2026.</em></p>
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