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	<title>Top News &#8211; Sestopotere</title>
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	<description>Online dal 1999</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Jul 2026 08:15:26 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Top News &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Incidenti stradali dei fine settimana 2026. Asaps &#8211; Sapidata: mortalità alta e in crescita gravità dei sinistri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 08:15:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; I fine settimana continuano a rappresentare uno dei punti più critici della  sicurezza stradale italiana.Le 72 ore che vanno dalla mezzanotte del venerdì alla mezzanotte della domenica concentrano da sempre una quota rilevante della mortalità, e il primo semestre del 2026 non fa eccezione.Il confronto con il 2025 [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; I fine settimana continuano a rappresentare uno dei punti più critici della  sicurezza stradale italiana.<br>Le 72 ore che vanno dalla mezzanotte del venerdì alla mezzanotte della domenica concentrano da sempre una quota rilevante della mortalità, e il primo semestre del 2026 non fa eccezione.<br>Il confronto con il 2025 mostra infatti che gli auspicati miglioramenti non si sono verificati: le vittime sono aumentate da <strong>643</strong> a <strong>658</strong>, pari a<strong> +15</strong> decessi (<strong>+2,3%</strong>).Un incremento contenuto, ma significativo, perché avviene in un contesto in cui il numero degli  incidenti mortali è praticamente identico: <strong>605</strong> nel 2025, <strong>604</strong> nel 2026. Questo significa che la mortalità cresce non per una maggiore frequenza dei sinistri, ma per la loro maggiore severità: più incidenti plurimortali, più impatti che non lasciano scampo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati dell’Osservatorio ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, con sede a Forlì)– SAPIDATA continuano a offrire una lettura limpida: la sinistrosità del fine settimana rimane un fenomeno complesso, influenzato da comportamenti, flussi di traffico, condizioni ambientali e tipologie di  veicoli coinvolti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un semestre altalenante, ma con una tendenza chiara</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei primi cinque mesi dell’anno il divario rispetto al 2025 era più marcato: <strong>+29</strong> vittime.<br>Giugno ha attenuato parzialmente questo scarto, portandolo a <strong>+15</strong>, ma il segno resta positivo e conferma una criticità strutturale dei week‑end italiani. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento fondamentale sulla qualità della fonte.<br>L’Osservatorio degli Incidenti del fine settimana ASAPS – SAPIDATA è una fonte completa e in tempo reale, perché raccoglie e registra tutti gli incidenti mortali, compresi quelli rilevati dalle Polizie Locali, che – lo ricordiamo – intervengono nel 66% dei sinistri.<br>Questo garantisce una copertura informativa che nessun’altra banca dati nazionale possiede con pari tempestività e dettaglio, rendendo l’analisi dei week‑end particolarmente affidabile e rappresentativa.<br> <br><strong>Chi perde la vita nei week‑end: le categorie più colpite (Confronto 2026 vs 2025)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>• Automobilist</strong>i <strong>&#8211; 258</strong> vittime, <strong>+6</strong> (<strong>+2,4%</strong>)<br><strong>• Motociclisti  &#8211; 249</strong> vittime, <strong>+26</strong> (<strong>+11,6%</strong>)<br><strong>• Ciclisti </strong>&#8211; <strong>46</strong> vittime, <strong>–23</strong> (<strong>–36,7%</strong>)<br><strong>• Pedoni</strong> <strong>&#8211; 84</strong> vittime, <strong>+11 </strong>(<strong>+15%</strong>)<br><strong>• Veicoli pesanti</strong> &#8211;  <strong>30</strong> vittime, <strong>+4</strong> (<strong>+15,4%</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato più preoccupante riguarda i motociclisti, che registrano un incremento a doppia cifra.<br>Una conferma di quanto la mobilità su due ruote resti vulnerabile, soprattutto nelle ore serali e notturne del fine settimana, quando velocità, distrazione e condizioni del manto stradale possono diventare fattori determinanti.<br>In controtendenza, la mortalità dei ciclisti mostra una diminuzione molto significativa.<br>Un dato che merita approfondimenti: condizioni meteo favorevoli? Minori flussi? Maggiore attenzione degli automobilisti?<br>La riduzione è importante, ma non sufficiente a compensare l’aumento registrato nelle altre categorie. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Incidenti stabili, vittime in aumento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro complessivo del semestre è chiaro:<br>2025 – incidenti del fine settimana: <strong>605</strong><br>vittime: <strong>643</strong><br>2026 – incidenti del fine settimana: <strong>604</strong> vittime:<strong> 658</strong> (<strong>+15</strong>, <strong>+2,3%</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sostanziale stabilità del numero degli incidenti mortali, accompagnata da un aumento delle vittime, indica che la gravità degli impatti è cresciuta. Più sinistri plurimortali, più collisioni che coinvolgono motocicli e pedoni, più dinamiche ad alta energia.<br>È un segnale che non può essere ignorato.<br> <br><strong>Il commento ASAPS:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A parere di : &#8220;Serve una strategia mirata.  Il primo semestre del 2026 conferma che i week‑end restano un terreno delicato, dove si intrecciano mobilità ricreativa, spostamenti brevi, traffico turistico e comportamenti a rischio&#8221;. ASAPS richiama l’attenzione su alcuni punti chiave: &#8220;rafforzare i controlli della velocità, anche nelle fasce serali; intensificare il contrasto alla guida in stato di alterazione;<br>avviare campagne mirate per i motociclisti, la categoria più colpita; monitorare i tratti extraurbani più critici, dove si concentra una parte rilevante della mortalità; e promuovere una cultura della prudenza nei week‑end, quando la percezione del rischio tende ad abbassarsi&#8221;.<br>&#8220;La riduzione della mortalità dei ciclisti (per ora solo nei fine settimana) è un segnale incoraggiante, ma non deve distogliere l’attenzione dalle altre categorie che mostrano incrementi significativi&#8221;: nota l&#8217;ASAPS che annuncia che continuerà: &#8220;a monitorare con puntualità l’evoluzione dei dati, offrendo alle all’opinione pubblica e alle istituzioni strumenti di lettura chiari, tempestivi e indipendenti&#8221;.</p>
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		<title>Asaps: 39 bambini investiti e uccisi dal 2015 ad oggi. 31  investiti nei cortili di casa dai genitori, nonni e parenti</title>
		<link>https://sestopotere.com/asaps-39-bambini-investiti-e-uccisi-dal-2015-ad-oggi-31-investiti-nei-cortili-di-casa-dai-genitori-nonni-e-parenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 08:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; &#8220;Già un  incidente stradale che toglie la vita a un bambino è una tragedia enorme, ma se l’incidente e la morte del bambino è causato dal papà, da una mamma, da un nonno, da uno zio o parente è un evento straziante&#8221;: afferma Giordano Biserni, (nella foto), presidente [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; &#8220;Già un  incidente stradale che toglie la vita a un bambino è una tragedia enorme, ma se l’incidente e la morte del bambino è causato dal papà, da una mamma, da un nonno, da uno zio o parente è un evento straziante&#8221;: afferma Giordano Biserni, (<em>nella foto</em>), presidente ASAPS, Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, con sede a Forlì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Osservatorio ASAPS sugli  incidenti ai bambini ha estrapolato il dato dei bimbi travolti e uccisi da genitori, nonni e parenti durante le manovre con auto o trattori agricoli nei cortili o aie negli ultimi undici anni.<br>Dal 2015 a maggio 2026 secondo l’osservatorio sono stati <strong>39</strong> i piccoli travolti e uccisi: <strong>4</strong> nel 2015, <strong>6</strong> nel 2016, <strong>2</strong> nel 2017, <strong>2</strong> nel 2018, <strong>1</strong> nel 2019, <strong>4</strong> nel 2020, <strong>1</strong> nel 2021, <strong>3</strong> nel 2022, <strong>1</strong> nel 2023, <strong>6</strong> nel 2024, <strong>2</strong> nel 2025<strong>, 7 </strong>nel 2026<strong>. 29</strong> bambini sono stati travolti e uccisi da un’auto, <strong>9 </strong>trattori agricoli, <strong>1</strong> da un muletto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stati <strong>20</strong> i bimbi travolti e uccisi dal papà o dalla mamma, <strong>7 </strong>dai nonni, <strong>4</strong> da un parente e <strong>8 </strong>da un estraneo o amico della famiglia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dei <strong>39</strong> bimbi <strong>28</strong> erano maschi e <strong>11 </strong>le femmine. Probabilmente incide in queste percentuali la maggior vivacità e intraprendenza dei maschi. Di questi cinque bimbi erano di origine straniera.<br>Fra le piccole vittime <strong>1</strong> aveva 3 mesi, <strong>5</strong> avevano un anno, <strong>4 </strong>un anno e mezzo, <strong>16</strong> avevano due anni, <strong>4 </strong>avevano tre  anni, <strong>2</strong> quattro anni, <strong>1 </strong>cinque anni<strong>, 1 </strong>sei anni,<strong> 1</strong> sette anni e <strong>4</strong> otto anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Questa serie di tragedie, sollecita un appello ai genitori e parenti alla massima prudenza durante le manovre in cortili con le auto e nelle aie anche con trattori agricoli. Per le vetture è auspicabile la generalizzata installazione dell’allarme acustico nelle manovra in retromarcia sui  veicoli di produzione o addirittura telecamere come avviene da qualche anno negli Stati Uniti. Comunque gli adulti alla guida devono sempre avere in visione i bambini che giocano nei cortili, piazzali, aie. Questa sequela di piccole vittime uccise per disattenzione deve essere azzerata&#8221;: conclude  Giordano Biserni, presidente ASAPS.</p>
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		<title>Caldo estremo, alluvioni e terremoti, Crif: un terzo delle Pmi italiane è esposto a livelli di rischio fisico alti o molto alti</title>
		<link>https://sestopotere.com/caldo-estremo-alluvioni-e-terremoti-crif-un-terzo-delle-pmi-italiane-e-esposto-a-livelli-di-rischio-fisico-alti-o-molto-alti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; Il sistema imprenditoriale italiano continua a fare i conti con una crescente esposizione ai rischi fisici legati al cambiamento climatico. È quanto emerge dal focus tematico dell’ESG Outlook 2026 di CRIF (*), l’osservatorio annuale sulla sostenibilità giunto alla quarta edizione. L’analisi copre 315.000 PMI e oltre 600 [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 13 luglio 2026 &#8211;   Il sistema imprenditoriale italiano continua a fare i conti con una crescente esposizione ai rischi fisici legati al cambiamento climatico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dal focus tematico dell’<strong>ESG Outlook 2026 di CRIF</strong> (*), l’osservatorio annuale sulla sostenibilità giunto alla quarta edizione. L’analisi copre <strong>315.000 PMI e oltre 600 grandi aziende italiane</strong>, con dati provenienti dal Data Lake ESG di CRIF e aggiornati a dicembre 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il commento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Oltre un terzo delle PMI nel nostro Paese è purtroppo esposto a livelli di rischio fisico alti o molto alti: un dato di dimensioni rilevanti che non si può ignorare. I rischi fisici legati al verificarsi di fenomeni naturali estremi non sono più uno scenario futuro ma una variabile presente, misurabile e sempre più rilevante nelle decisioni di credito e di investimento. In quest’ottica, CRIF ha sviluppato strumenti analitici di elevata granularità proprio per consentire a banche e imprese di valutare e gestire questa esposizione in modo consapevole e strutturato</em>”, commenta&nbsp;<strong>Marco Macellari, CEO di CRIF Synesgy Ratings</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il profilo di rischio fisico delle PMI italiane</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La metodologia di valutazione del rischio fisico, frutto della partnership tra <strong>CRIF e RED (Risk Engineering and Development) s.p.a., </strong>stima l’esposizione di ciascuna impresa attraverso <strong>modelli</strong> di pericolosità <strong>ad alta risoluzione</strong>, considerando 18 fattori di rischio (acuto, cronico e sismico) su tre dimensioni: pericolosità geografica (1), vulnerabilità (2) ed esposizione (3). Le previsioni si estendono fino al 2049, generando uno score da 1 (rischio basso) a 5 (rischio molto alto).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro complessivo per il 2025 è di <strong>sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente</strong>, ma con una contenuta ricomposizione verso le classi di rischio più elevate. La classe di <strong>rischio</strong> <strong>Medio</strong> rimane la più rappresentata, con il <strong>39,5%</strong> delle PMI. Le classi <strong>Alto e Molto Alto</strong> interessano complessivamente il <strong>36,6% delle imprese</strong> (30,0% e 6,6% rispettivamente), in lieve aumento rispetto al 36,3% del 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal lato dell’esposizione creditizia, il <strong>34,3% dei finanziamenti erogati a PMI risulta associato alle classi di rischio più alte </strong>(era il 33,4% nel 2024), rendendo più rilevante la capacità di misurare e monitorare questa esposizione con strumenti adeguati.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I fattori di rischio più rilevanti: alte temperature, alluvioni e terremoti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i 18 fattori di rischio considerati dall’analisi, in termini di esposizione a un rischio almeno “moderato” (PEAR &#8211; Potential Exposure At Risk),&nbsp;<strong>stress da alte temperature e ondate di calore&nbsp;</strong>continuano a rappresentare i fattori più rilevanti. Le&nbsp;<strong>alluvioni</strong>&nbsp;registrano invece la variazione più evidente rispetto al 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con riferimento all’esposizione a un rischio almeno “alto” (PESAR &#8211; Potential Exposure Seriously At Risk), il&nbsp;<strong>terremoto</strong>&nbsp;si conferma il fattore con i valori più elevati, stabile nel tempo in quanto indipendente dalle variazioni climatiche. Le variazioni più significative rispetto all’anno precedente riguardano&nbsp;<strong>alluvioni e frane</strong>, coerentemente con l’aggiornamento dei rispettivi modelli di stima.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La distribuzione territoriale del rischio fisico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La distribuzione territoriale conferma una significativa eterogeneità regionale, sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Sicilia, Calabria ed Emilia-Romagna si collocano ai vertici della classifica registrando livelli di rischio più elevati, mentre Piemonte, Molise, Lombardia e Toscana presentano valori più contenuti. A livello di PESAR regionale, i valori più elevati si registrano in Valle d’Aosta, Calabria e Sicilia<strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le conclusioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il profilo di rischio fisico delle PMI italiane si mantiene sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma la contenuta ricomposizione verso le classi più elevate ci ricorda che si tratta di un fenomeno strutturale, non congiunturale. L’eterogeneità geografica che emerge dall’analisi sottolinea la necessità di valutazioni dettagliate e georeferenziate: solo misurando il rischio con precisi strumenti analitici è possibile gestirlo in modo efficace, sia nelle decisioni di credito sia nelle strategie aziendali. L’obiettivo dell’ESG Outlook è supportare istituzioni finanziarie, imprese e policy maker nella comprensione delle dinamiche ESG, fornendo dati concreti per orientare le scelte strategiche e operative verso una transizione sostenibile. La sostenibilità d’altronde oggi non è più un elemento accessorio ma una leva strutturale per la gestione del rischio e la creazione di valore a lungo termine</em>”, conclude Marco Macellari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Info</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">(1) Pericolosità geografica: la probabilità di accadimento di un certo evento naturale in funzione della posizione geografica dell’impresa. <br>(2) Vulnerabilità: stima degli impatti economici che il verificarsi di un certo evento naturale può determinare sull’impresa, in funzione del settore economico in cui opera. <br>(3) Esposizione: valore degli asset e della produzione dell’azienda su cui possono incidere negativamente gli eventi naturali.<br>(*) <strong>CRIF</strong> è un’azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information, analytics, servizi di outsourcing e processing, nonché in avanzate soluzioni in ambito digitale e open banking per lo sviluppo del business. Nel 2025 ha avuto ricavi per 900 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Sette lettori su 10 nel tempo libero leggono esclusivamente libri cartacei</title>
		<link>https://sestopotere.com/sette-lettori-su-10-nel-tempo-libero-leggono-esclusivamente-libri-cartacei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; Secondo l’Indagine “I cittadini e il tempo libero” realizzata nel 2024 e pubblicata in questi giorni dall&#8217;Istat, è pari al 57,1% la percentuale di persone di sei anni e più che dichiarano di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (nel tempo libero, per [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; Secondo l’Indagine “I cittadini e il tempo libero” realizzata nel 2024 e pubblicata in questi giorni dall&#8217;Istat, è pari al 57,1% la percentuale di persone di sei anni e più che dichiarano di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (nel tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici o per altri motivi), quota in lieve diminuzione rispetto al 2015 (59,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i bambini fino a cinque anni, il 51,9% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, secondo l’Indagine “Aspetti della vita quotidiana”, il 14,9% delle persone di sei anni e più si è recata in biblioteca almeno una volta, dato stabile rispetto a 10 anni fa (15,1%).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lettura di libri, prelettura e fruizione delle biblioteche</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La lettura di libri, la familiarizzazione con la lettura dei bambini in età prescolare (prelettura) e la frequentazione delle biblioteche costituiscono aspetti fondamentali delle pratiche culturali della popolazione. Negli ultimi anni le modalità di fruizione hanno subito profonde trasformazioni, influenzate anche dalla diffusione di Internet e delle tecnologie digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Indagini Multiscopo sulle Famiglie “I cittadini e il tempo libero” (CTL) e “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) approfondiscono anche i comportamenti e gli atteggiamenti legati al tempo libero e alla partecipazione culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali temi oggetto di analisi rientrano le modalità con cui le persone accedono ai contenuti culturali, considerando sia i mezzi tradizionali sia quelli digitali. Ciò consente di cogliere all’interno dell’evoluzione dei comportamenti e degli stili di consumo culturale il ruolo sempre più rilevante delle nuove tecnologie, ormai componente significativa della vita quotidiana e nei processi di accesso all’informazione e all’intrattenimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quasi sei persone su 10 hanno letto almeno un libro nell’anno</strong><s></s></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, secondo l’indagine CTL, è del 57,1% la quota di persone di sei anni e più che dichiarano di avere letto almeno un libro nel corso dell’anno durante il tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici (non considerando i libri di testo obbligatori) o per altri motivi, per un totale di circa 32 milioni di persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi per età evidenzia come la lettura sia particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, fascia in cui si registra il valore più elevato (78,9%) mentre con l’avanzare dell’età tale abitudine tende progressivamente a diminuire (37,5% tra gli individui di 75 anni e più).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lettura di libri, inoltre, presenta una marcata differenza di genere: le donne mostrano una maggiore propensione rispetto agli uomini: il 62,6% contro il 51,2%. Il divario interessa tutte le classi di età, cresce progressivamente dall’adolescenza fino all’età adulta, raggiungendo il massimo tra i 45 e i 54 anni (+17,4 punti percentuali), per poi ridursi nelle età successive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’andamento nel tempo evidenzia una progressiva diminuzione della quota complessiva di lettori di libri, che passa dal 60,0% nel 2000 al 57,1% nel 2024. Il calo ha interessato sia gli uomini sia le donne (tra gli uomini la quota di lettori passa dal 54,9% al 51,2%, tra le donne dal 64,9% al 62,6%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emergono forti disuguaglianze territoriali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione contro il 47% del Mezzogiorno. Anche istruzione e reddito influenzano significativamente le abitudini di lettura: le persone con titolo di studio elevato leggono molto più di chi possiede un basso livello di istruzione, con un rapporto di 3 a 1. Analogamente, considerando i quinti di reddito, i lettori passano dal 43,9% nelle famiglie più povere al 72,5% in quelle economicamente più agiate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quattro lettori nel tempo libero su 10 leggono con frequenza settimanale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, il 37,4% dei lettori nel tempo libero legge generalmente con frequenza settimanale, il 42,4% con frequenza più sporadica (mensilmente o più raramente), mentre meno di due persone su 10 leggono tutti i giorni (17,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La frequenza con cui si legge varia sensibilmente con l’età. Bambini e ragazzi, infatti, leggono prevalentemente una o più volte a settimana (tra i 6 e i 10 anni questa quota raggiunge il 47,0%) o con una frequenza più sporadica, mentre la lettura quotidiana aumenta progressivamente nelle età adulte e anziane, arrivando al 27,8% tra i 65-74enni e al 29,9% tra gli over 75enni, sebbene in questa fascia d’età, come già indicato, si riduca il numero di lettori. Le donne registrano frequenze dedicate alla lettura più elevate: leggono più frequentemente tutti i giorni (19,1% contro 15,5%) e meno sporadicamente (20,9% contro 25,0%) rispetto agli uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando il numero di libri letti nel tempo libero, emerge come la maggior parte dei lettori rientri nella categoria dei “lettori deboli”, ossia persone che leggono da uno a tre libri all’anno (42,8%). I “lettori forti”, che leggono tra 13 e 30 libri annui, rappresentano circa il 10% della popolazione, mentre i “lettori fortissimi”, che superano i 30 libri all’anno, sono soltanto il 3,2%. Oltre a essere più spesso dedite alla lettura degli uomini, le donne si caratterizzano per essere maggiormente lettrici forti e fortissime; il 10,6% legge da 13 a 30 libri l’anno e il 3,7% supera i 30 libri contro, rispettivamente, il 9,3% e il 2,5% degli uomini. Gli uomini risultano invece più concentrati tra coloro che leggono da uno a tre libri all’anno (47,3% contro il 39,6% delle donne).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il tempo medio dedicato alla lettura, prevale la lettura compresa tra mezz’ora e un’ora (32,0%), soprattutto tra gli uomini (34,1% contro 30,4%). Gli uomini dedicano, inoltre, più frequentemente meno di mezz’ora alla lettura (18,3% contro il 12,6% delle donne). Le quote di chi legge oltre due ore rimangono più contenute tra i più giovani, ma aumentano nelle età anziane (arrivando al 16,0% tra gli ultra 75enni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una parte consistente dei lettori dichiara di dedicare più tempo alla lettura in particolari momenti della settimana o dell’anno, come nel fine settimana o durante le vacanze. Questa abitudine riguarda oltre la metà delle donne (55,1%) e quasi un uomo su due (48,5%), con valori particolarmente elevati nelle età adulte e centrali della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un lettore su due nel tempo libero legge romanzi e racconti di autori italiani</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, considerando il totale dei lettori nel tempo libero, i generi più scelti sono romanzi, racconti, poesie e testi teatrali di autori italiani (48,1%), seguiti dai romanzi e racconti di autori stranieri (37,0%), dai gialli/<em>noir</em>&nbsp;(30,6%), dai libri di scienze sociali, filosofia e politica (22,3%) e dai libri di&nbsp;<em>fantasy</em>&nbsp;e fantascienza (21,1%). Quote elevate si registrano anche per le guide turistiche, i libri per bambini e ragazzi (17,9%) e i romanzi e libri a fumetti (17,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne scelgono più frequentemente narrativa italiana (55,5% contro 37,9% degli uomini), narrativa straniera (42,5% contro 29,3%), libri rosa (20,1% contro 1,8%) e libri per la casa (19,3% contro 6,6%). Gli uomini si orientano invece maggiormente verso&nbsp;<em>fantasy</em>&nbsp;e fantascienza (28,2% contro 16,0%), romanzi e libri a fumetti (23,0% contro 13,1%), libri scientifici e tecnici (13,0% contro 4,5%) e libri di scienze sociali o umane (26,2% contro 19,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’età incide fortemente sulle preferenze di lettura. Tra bambini e adolescenti prevalgono&nbsp;<em>fantasy</em>, fumetti e libri per ragazzi: tra i maschi di 6-10 anni i libri per bambini e ragazzi raggiungono l’80,8% e i romanzi e libri a fumetti il 55,2%, mentre tra le femmine della stessa età i libri per bambini e ragazzi arrivano al 78,4%. Tra le ragazze di 15-17 anni emerge inoltre una forte diffusione dei libri rosa (31,2%), mentre tra i coetanei maschi risultano particolarmente diffusi&nbsp;<em>fantasy</em>&nbsp;e fantascienza (48,6%) e fumetti (37,1%). Nelle età adulte aumentano soprattutto la narrativa (italiana e straniera), i gialli e i libri di attualità. Tra le donne di 45-54 anni la narrativa italiana raggiunge il 57,6% e i gialli/<em>noi</em>r il 33,2%, mentre tra gli uomini della stessa età i gialli/<em>noir</em>&nbsp;arrivano al 37,3%. Tra gli anziani si mantiene elevata la lettura di narrativa e libri per la casa, soprattutto tra le donne, che mantengono livelli elevati di lettura narrativa anche nelle età più avanzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso, la ragione principale che spinge alla lettura è il piacere o la passione personale, indicata dal 66,3% dei lettori, seguita dal desiderio di rilassarsi o distrarsi (33,6%), il passare il tempo (28,9%) e il desiderio di imparare nuove cose o approfondire temi di interesse (26,0%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne dichiarano molto più frequentemente degli uomini di leggere per piacere o passione (70,0% contro 61,2%) e per rilassarsi o distrarsi (37,9% contro 27,7%). Gli uomini mostrano invece quote più elevate nella lettura finalizzata ad apprendere nuove cose o approfondire temi specifici (30,9% contro 22,5%) e leggono più spesso per il piacere della scoperta (18,1% contro 15,8%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’età influisce notevolmente sulle motivazioni della lettura. Tra i giovani sono più elevate le motivazioni legate allo studio, all’obbligo o alla scoperta: tra gli 11 e i 14 anni il 17,2% dichiara di leggere perché deve farlo, quota che scende progressivamente nelle età adulte. Nelle fasce adulte prevale invece una lettura legata al piacere personale e al relax: tra i 45 e i 64 anni il 71,5% legge per piacere e il 38,0% per rilassarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sette lettori su 10 nel tempo libero leggono esclusivamente libri cartacei</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni anche in Italia si è diffusa la lettura in formato digitale, ma il libro cartaceo continua a mantenere un ruolo predominante. Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, i lettori di libri cartacei sono oltre 20 milioni, pari al 36,9% della popolazione di 6 anni e più e all’88,7% dei lettori nel tempo libero. Quasi 6 milioni di persone hanno invece letto&nbsp;<em>e-book</em>&nbsp;o libri&nbsp;<em>online</em>&nbsp;(10,7% della popolazione e 25,7% dei lettori), mentre gli audiolibri, pur in forte crescita rispetto al 2018, coinvolgono ancora una quota limitata: circa 1 milione 400mila persone, pari al 2,5% della popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la graduale diffusione dei formati digitali, le abitudini di lettura restano fortemente associate alla carta. Dopo il lieve aumento registrato durante il periodo pandemico, dal 2022 si osserva una flessione della lettura digitale. Nel 2025 oltre sette lettori su 10 (71,5%) leggono esclusivamente libri cartacei, contro il 10,2% che utilizza solo&nbsp;<em>e-book</em>&nbsp;o libri&nbsp;<em>online</em>&nbsp;e appena lo 0,6% che ascolta esclusivamente audiolibri. Cresce invece, seppur lentamente, la quota di lettori “ibridi”, che alternano diversi supporti (17,6%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’utilizzo del digitale, esclusivo o combinato con il cartaceo, è più diffuso tra i ragazzi e i giovani adulti (15-44 anni soprattutto), mentre diminuisce nelle età più avanzate. La lettura esclusivamente cartacea resta invece predominante sia tra i bambini fino a 10 anni (90,8%) sia tra gli over 65enni (83,6%). Tuttavia, anche tra gli over 65enni la quota di lettori esclusivamente in digitale è più che raddoppiata dal 2018 al 2025, passando dall’1,8% al 5,5%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emergono, inoltre, differenze significative a livello di genere, territorio e istruzione. Le donne leggono più spesso libri in formato esclusivamente cartaceo (73,3% contro il 69,2% degli uomini), viceversa gli uomini utilizzano maggiormente gli&nbsp;<em>e-book</em>/libri&nbsp;<em>online</em>&nbsp;in modalità esclusiva (13,0% contro 8,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lettura digitale è più diffusa nel Nord (11,9%) e nel Centro (11,1%) rispetto al Mezzogiorno (8,7%). Ancora più marcato è il divario legato al titolo di studio: legge in formato digitale il 23,4% delle persone di 25 anni e più con livelli di istruzione elevati, contro appena l’1,3% di chi possiede al massimo la licenza elementare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La preferenza per il formato cartaceo si conferma anche nella lettura per motivi professionali e/o scolastici: nel 2024, il 59,0% dei lettori dichiara infatti di utilizzare esclusivamente libri cartacei. Il 31,7% combina invece supporti cartacei e digitali, mentre solo il 7,3% legge esclusivamente in formato digitale (fonte CTL 2024).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione della lettura digitale ha favorito anche nuove forme di condivisione culturale. Il cosiddetto&nbsp;<em>social reading</em>&nbsp;permette ai lettori di commentare libri, scambiare opinioni e pubblicare recensioni attraverso piattaforme&nbsp;<em>online</em>&nbsp;come, ad esempio,&nbsp;<em>Wattpad</em>&nbsp;o&nbsp;<em>aNobii</em>. Sebbene questa pratica coinvolga ancora una minoranza della popolazione (nel 2024 è pari al 2,3% della popolazione di 6 anni e più, fonte CTL 2024) risulta più diffusa tra le donne (2,9% contro 1,6%) e tra i giovani (tra 11 e 17 anni è pari al 5,2%).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una persona che non legge su tre riferisce noia o disinteresse</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, oltre 23 milioni di persone di sei anni e più dichiarano di non aver letto nessun libro nell’ultimo anno. I non lettori sono soprattutto uomini (il 46,8% rispetto al 35,7% delle donne) e adulti (oltre il 42% nella popolazione di 55 anni e più, con un picco del 59,8% tra gli anziani di 75 anni e più); prevalgono tra le persone con basso titolo di studio (il 72,1% delle persone di 25 anni e più che possiedono la licenza elementare o nessun titolo non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista contro il 17,9% dei laureati) e tra chi risiede nel Mezzogiorno (il 50,2% contro il 35,8% del Nord).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 24,7% dei non lettori (pari a circa 5 milioni e 680mila persone) dichiara di essere stato lettore in passato ma di aver successivamente smesso di leggere. Il fenomeno interessa soprattutto le donne, che rappresentano il 30,5% rispetto al 19,9% degli uomini. Una quota significativa di abbandono della lettura si registra già tra gli 11 e i 17 anni, dove il 13,7% dei non lettori afferma di averci rinunciato. La percentuale cresce progressivamente con l’età, raggiungendo il 28,5% tra i non lettori di 65 anni e più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noia e mancanza di interesse sono le motivazioni principali (35,0%) dichiarate tra chi non legge; seguono la mancanza di tempo libero (26,3%), il preferire altri svaghi (17,1%), altre forme di comunicazione (15,1%, tra cui TV, radio, cinema,&nbsp;<em>social media</em>), i problemi di vista o di salute uniti all’età anziana (12,4%), il costo di acquisto dei libri (8,3%). Una quota residuale dei non lettori (pari al 3,5%, poco più di 800mila persone) dichiara come motivazione della “non lettura” il non saper leggere o il leggere male; in particolare, questa motivazione raggiunge il massimo tra i bambini da 6 a 10 anni (19,6%), si riduce notevolmente nelle fasce di età successive e risale tra gli anziani di 75 anni e più raggiungendo il 5,6%. Rispetto al passato si riduce molto questa motivazione della non lettura, nel 2006 riguardava l’8,3% dei non lettori e raggiungeva il 16,1% tra la popolazione di 75 anni e più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La graduatoria delle motivazioni della “non lettura” è simile tra uomini e donne ma, mentre primi indicano più il fatto di annoiarsi (38,5% contro 30,6%), di preferire altri svaghi (19,6% rispetto al 14,1% delle donne) o altre forme di comunicazione (16,4% dei maschi rispetto al 13,4% delle femmine), le seconde segnalano maggiormente i motivi di salute e l’età anziana come impedimento alla lettura (17,2% contro l’8,5% degli uomini).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi per età evidenzia che tra i ragazzi prevale soprattutto il disinteresse verso la lettura: il 52,5% degli 11-14enni e il 52% dei 15-17enni dichiara che leggere lo annoia o non lo appassiona. In queste fasce di età incidono anche la preferenza per altri svaghi (22,9%) e per altre forme di comunicazione (14,0%). Tra i giovani adulti di 18-34 anni emerge anche la mancanza di tempo libero, indicata dal 29,8%, ma resta alta anche la quota di chi si annoia leggendo (42,8%) e di chi preferisce altre forme di svago (19,9%). Nelle età adulte (35-64 anni) diventa preponderante il peso degli altri impegni: il 39,2% dichiara di avere poco tempo libero e il 9,4% si dice troppo stanco dopo il lavoro o le faccende domestiche. Infine, tra gli over 65enni assumono peso rilevante le difficoltà legate all’età, come i problemi di vista o salute, segnalate dal 13,6% dei 65-74enni e dal 49,1% degli over 75enni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Più di un bambino di 0-5 anni su due legge o sfoglia libri ogni giorno</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il coinvolgimento dei bambini in attività legate alla lettura fin dalla prima infanzia rappresenta un elemento fondamentale per favorire lo sviluppo dell’interesse verso i libri e consolidare future abitudini di lettura. Nel 2024, il 51,9% dei bambini tra 0 e 5 anni dichiara di leggere, colorare o sfogliare libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico: si tratta di 1 milione e 266mila bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emergono differenze significative di genere: le bambine risultano maggiormente coinvolte rispetto ai bambini, con una percentuale pari al 54,8% contro il 49,2% dei maschi. Sul piano del territorio le percentuali più elevate di bambini dediti alla lettura si registrano nel Centro (59,6%) e nel Nord (52,3%), mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 47,3%, evidenziando un divario territoriale ancora marcato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ruolo centrale è svolto dai genitori nell’incentivare i figli alla lettura. Il 39,3% dei bambini svolge quotidianamente attività legate alla lettura insieme alla madre, mentre il 25,4% lo fa con il padre. Accanto ai genitori, anche altre figure contribuiscono frequentemente a queste attività: il 22,1% dei bambini legge o sfoglia libri ogni giorno insieme ad altri bambini, mentre il 18,5% lo fa con altri adulti (come nonni, zii,&nbsp;<em>babysitter</em>, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto familiare e culturale influenza le abitudini di lettura dei bambini. In particolare, la frequenza delle pratiche legate alla lettura risulta strettamente connessa al livello di istruzione dei genitori: svolge attività di lettura quotidiane il 56,0% dei bambini che vivono in famiglie con un alto titolo di studio, contro il 43,7% di quelli appartenenti a famiglie con un basso livello di istruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I generi più diffusi tra i bambini sono i libri e gli albi di fiabe e favole, scelti dal 69% dei più piccoli, con una preferenza particolarmente marcata tra le femmine (74,1%) rispetto ai maschi (64%). Seguono i libri che raccontano storie con poche parole e molte immagini, letti dal 51% dei bambini e anche in questo caso più diffusi tra le bambine (il 54,4% contro il 47,7%). Molto apprezzati risultano i libri dedicati alla natura e agli animali, scelti dal 50,8% dei bambini, con percentuali quasi uguali tra maschi e femmine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ampia diffusione hanno i libri pensati per favorire l’apprendimento di concetti e abilità quotidiane, come numeri, parole o semplici regole di comportamento (vestirsi, attraversare la strada, ecc.), che coinvolgono il 45,8% dei bambini.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quasi un terzo dei giovani fino a 24 anni è un utente delle biblioteche</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le biblioteche rappresentano un importante presidio culturale e sociale che offre spazi per lo studio, la lettura, la ricerca e la partecipazione ad attività culturali. Secondo l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane (ICCU), in Italia nel 2024 il numero di biblioteche è risultato pari a 13.636.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, il 15,1% della popolazione di tre anni e più si è recato in biblioteca almeno una volta nell’anno. Superata la pandemia, le cui costrizioni alla mobilità avevano fatto scendere la quota di frequentatori al 7,4% nel 2021, oggi si è tornati a un livello analogo a quello del 2019 (15,3%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne frequentano le biblioteche più degli uomini (17,4% contro 12,6%). In base all’età emerge come siano i giovani fino ai 24 anni gli utenti più assidui, con una quota pari al 30,9%, più del doppio rispetto alla media nazionale. In particolare, tra i bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni una persona su tre si reca in biblioteca almeno una volta all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si osservano forti differenze territoriali: il Nord registra i livelli più alti di frequentazione (20,3%) seguito dal Centro (13,0%), mentre il Mezzogiorno presenta valori molto più bassi. Le biblioteche sono maggiormente frequentate da persone con titolo di studio elevato: la quota degli utenti è pari al 22,8% tra i laureati di 25 anni e più e si attesta appena al 2,8% tra chi possiede al massimo la licenza elementare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi utilizza le biblioteche tende a farlo con una certa regolarità. In media gli utenti vi si recano<br>circa nove volte all’anno; il 41,5% frequenta la biblioteca almeno sei volte e il 30,7% 10 o più volte nel corso dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le principali attività svolte sono il prestito di libri (50,9%), la lettura e lo studio (36,0%) e la ricerca di informazioni (21,2%). I giovani tra i 15 e i 24 anni utilizzano soprattutto la biblioteca come luogo di studio, con percentuali che superano l’80% tra i 20-24enni, mentre bambini e anziani la frequentano prevalentemente per prendere libri in prestito. Tra i più giovani emerge anche una funzione sociale e aggregativa: il 19,8% dei giovani di 11-24 anni frequenta la biblioteca anche per incontrare amici. Inoltre, in questa fascia di età circa il 10% si reca in biblioteca per partecipare a lezioni o corsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando i ragazzi di 6-16 anni, nel 2024, secondo l’Indagine CTL circa sei su 10 dichiarano di frequentare scuole dotate di una biblioteca o di uno spazio dedicato alla lettura, dove è possibile consultare o prendere libri e svolgere attività legate ai libri. Emergono forti differenze territoriali, in linea con il più generale divario nella diffusione delle biblioteche: la presenza di questi spazi viene infatti riferita maggiormente dai ragazzi residenti nelle regioni del Nord (66,0%) e nel Centro (63,2%) rispetto a chi vive nel Mezzogiorno (54,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più della metà dei ragazzi (il 55,4%) che dichiarano di avere a disposizione una biblioteca scolastica afferma di utilizzarla. A usufruire maggiormente di questa opportunità sono soprattutto le ragazze (il 58,7% contro il 52,4% dei ragazzi) e i bambini di 6-10 anni, dove la quota raggiunge il 66,6%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un utente su sei accede alle biblioteche anche in modalità&nbsp;<em>online</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla fruizione tradizionale, negli ultimi anni si è sviluppato anche l’accesso&nbsp;<em>online</em>&nbsp;ai servizi bibliotecari. Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, la quota di utenti di sei anni o più che hanno usufruito di servizi bibliotecari&nbsp;<em>online</em>&nbsp;(per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro) è del 6,6% (per un totale di 3 milioni 683mila utenti). Tra questi, il 2,8% ha avuto un accesso esclusivamente&nbsp;<em>online</em>, mentre il 3,8% ha avuto una frequentazione mista sia&nbsp;<em>online</em>&nbsp;sia con accesso fisico. Considerando congiuntamente l’accesso fisico e quello&nbsp;<em>online</em>&nbsp;a una biblioteca, la quota di utenti si è attestata nel 2025 al 17,7%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La quota di chi si collega&nbsp;<em>online</em>&nbsp;è più bassa tra i bambini di 6-10 anni (3,7%) e tra le persone anziane di 75 anni e più (1,5%), mentre è più diffusa tra i ragazzi di 11-19 anni (9,1%) e tra i giovani adulti di 25-34 anni (10,8%). Le differenze di genere sono in linea con quanto riscontrato per la fruizione in presenza: tra gli uomini la quota di utenti&nbsp;<em>online</em>&nbsp;è del 5,8% mentre tra le donne è del 7,2%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per l’accesso&nbsp;<em>online</em>&nbsp;alle biblioteche si osservano livelli più elevati al Centro-Nord rispetto al Mezzogiorno (7,4% contro 4,9%). Tuttavia, se si considera solo l’accesso in modalità esclusivamente virtuale, si osserva come i livelli siano equidistribuiti su tutto il territorio, suggerendo quanto l’accesso digitale riesca a superare le barriere strutturali e territoriali che limitano la partecipazione fisica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un volano alla fruizione&nbsp;<em>online</em>&nbsp;dei servizi bibliotecari è stato esercitato dalla pandemia da Covid-19. Durante il periodo di emergenza sanitaria l’accesso&nbsp;<em>online</em>&nbsp;alle biblioteche ha posto rimedio valido alle difficoltà di fruizione in presenza. Nel 2021, ad esempio, la quota di persone di 6 anni e più che ha effettuato un accesso “in presenza” o “virtuale” alle biblioteche è stata dell’11,7%. Di queste persone, il 6,8% ha effettuato almeno un accesso&nbsp;<em>online</em>&nbsp;collegandosi a un sito Internet per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro, mentre il restante 4,8% ha usufruito dei servizi bibliotecari recandosi fisicamente nella struttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022, con il più ampio ripristino della possibilità di accedere fisicamente alle biblioteche, l’accesso complessivo ha registrato un aumento di 1,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente, attestandosi al 13,5%. Ad aumentare nel 2022 sono stati gli accessi fisici, passati dal 4,8% del 2021 al 7,2% del 2022 mentre la quota di coloro che hanno usufruito di servizi bibliotecari&nbsp;<em>online</em>, pari al 6,4%, è rimasta stabile. Anche negli anni successivi, fino al dato più recente del 2025, si osserva una situazione analoga, con un aumento progressivo dell’accesso esclusivamente fisico che nel 2025 sale all’11,1% e una complessiva stabilità dell’accesso&nbsp;<em>online</em>.</p>
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		<title>Cresce la ricchezza delle famiglie italiane: 6.500 miliardi (+35%), in aumento investimenti e assicurazioni. Rapporto Fabi</title>
		<link>https://sestopotere.com/cresce-la-ricchezza-delle-famiglie-italiane-6-500-miliardi-35-in-aumento-investimenti-e-assicurazioni-rapporto-fabi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 06:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; Oltre 1.600 miliardi di euro di ricchezza finanziaria in più in sei anni. Le famiglie italiane portano il patrimonio complessivo a quasi 6.500 miliardi di euro, con una crescita del 35% rispetto al 2020. Un incremento che conferma la straordinaria solidità del risparmio privato italiano e [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; Oltre 1.600 miliardi di euro di ricchezza finanziaria in più in sei anni. Le famiglie italiane portano il patrimonio complessivo a quasi 6.500 miliardi di euro, con una crescita del 35% rispetto al 2020. Un incremento che conferma la straordinaria solidità del risparmio privato italiano e porta il patrimonio delle famiglie ai livelli più elevati mai raggiunti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma i numeri raccontano anche un’evoluzione altrettanto significativa: non cresce soltanto la ricchezza, cambia anche il modo di risparmiare. La liquidità resta tra i principali punti di riferimento, ma aumenta anche il peso degli investimenti finanziari e degli strumenti assicurativi, delineando un patrimonio più ampio e maggiormente diversificato rispetto al 2020. Il valore delle azioni detenute dalle famiglie passa da 973,9 miliardi a 2.077,2 miliardi, con un incremento di 1.103,3 miliardi (+113%). Crescono anche i titoli, che aumentano da 247,6 miliardi a 523,6 miliardi (+275,9 miliardi; +111%), e i fondi comuni, che salgono da 689,1 miliardi a 901,9 miliardi (+212,8 miliardi; +30,8%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Si tratta di consistenze patrimoniali che riflettono non soltanto gli investimenti effettuati dalle famiglie nel periodo, ma anche l’andamento dei mercati finanziari, che ha contribuito alla valorizzazione delle attività già presenti nei portafogli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo emerge dall&#8217;ultimo rapporto  stilato dalla <strong>FABI-Federazione autonoma bancari italiani </strong>dedicato al patrimonio finanziario delle famiglie italiane.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="719" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/image-7-1024x719.png" alt="" class="wp-image-309891" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/image-7-1024x719.png 1024w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/image-7-300x211.png 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/image-7-768x539.png 768w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/image-7-599x420.png 599w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/image-7-696x488.png 696w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/image-7-1068x749.png 1068w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/image-7.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"> La liquidità continua, comunque, a rappresentare una componente fondamentale del patrimonio delle famiglie. Tra il 2020 e il 2025 i biglietti e i depositi aumentano complessivamente da 1.556,3 miliardi a 1.603,0 miliardi, con una crescita di 46,7 miliardi (+3%). L’aumento è riconducibile soprattutto ai conti correnti, cresciuti di 53,7 miliardi (+4,8%), mentre gli altri depositi diminuiscono di 7 miliardi (-1,6%). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur restando la principale componente del patrimonio finanziario, la liquidità cresce quindi con un’intensità inferiore rispetto agli altri strumenti. Nel complesso, il confronto tra il 2020 e il 2025 restituisce la fotografia di un patrimonio non soltanto più consistente, ma anche più articolato nella sua composizione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La crescita interessa infatti, con intensità differenti, quasi tutte le principali componenti della ricchezza finanziaria delle famiglie, evidenziando una maggiore diversificazione del patrimonio tra liquidità, strumenti di investimento e comparto assicurativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il  confronto tra il 2024 e il 2025 conferma la crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane anche nell’ultimo anno, che aumenta di 446,3 miliardi di euro, passando da 6.041,4 miliardi a 6.487,7 miliardi (+7%). Le azioni registrano la crescita più consistente, aumentando di 292,9 miliardi di euro (+16,4%) e raggiungendo quota 2.077,2 miliardi. Seguono i fondi comuni, che crescono di 58,1 miliardi (+6,9%) fino a 901,9 miliardi, le polizze assicurative, in aumento di 46 miliardi (+4,1%) a 1.174,4 miliardi, e i titoli, che salgono di 27,7 miliardi (+5,6%) fino a 523,6 miliardi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Più contenuta, invece, la crescita della liquidità. Conti correnti e depositi aumentano di 23,5 miliardi di euro (+1,5%), raggiungendo complessivamente 1.603,2 miliardi. L’incremento è determinato esclusivamente dai conti correnti (+34,8 miliardi), mentre gli altri depositi registrano una flessione di circa 11,4 miliardi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La diversa intensità delle crescite evidenzia come, nel corso del 2025, l’aumento della ricchezza finanziaria abbia interessato soprattutto le componenti diverse dalla liquidità, contribuendo a una composizione del patrimonio più articolata rispetto all’anno precedente in cui prudenza e ricerca del rendimento convivono senza contrapporsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LA LIQUIDITÀ RESTA UN PILASTRO DEL RISPARMIO</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la crescita più contenuta rispetto alle altre componenti del patrimonio, la liquidità continua a rappresentare una quota rilevante della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane. Conti correnti e depositi raggiungono complessivamente oltre 1.600 miliardi di euro, confermando come sicurezza e disponibilità immediata continuino a essere una priorità. L’analisi delle singole componenti evidenzia però un cambiamento nelle modalità di gestione della ricchezza complessiva. I conti correnti crescono di circa 35 miliardi, mentre i depositi vincolati si riducono di oltre 11 miliardi, segnalando una preferenza per strumenti immediatamente disponibili piuttosto che per forme di risparmio immobilizzate nel tempo. Il dato evidenzia dunque che la liquidità continua a svolgere una funzione di stabilità e di protezione del patrimonio, ma non assorbe più la gran parte della nuova ricchezza prodotta. Una quota crescente del risparmio viene infatti indirizzata verso strumenti di investimento caratterizzati da maggiori prospettive di rendimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le componenti più dinamiche del patrimonio risultano quelle legate agli investimenti finanziari. I titoli di Stato e le altre obbligazioni passano da 495,9 miliardi a 523,6 miliardi, con un incremento di quasi 28 miliardi, confermando il ruolo assunto negli ultimi anni dagli strumenti obbligazionari. I fondi comuni crescono da 843,8 miliardi a 901,9 miliardi, con un aumento di circa 58 miliardi, consolidando la loro funzione di diversificazione del patrimonio. Ancora più marcata la crescita della componente azionaria, che sale da 1.784,3 miliardi a 2.077,2 miliardi, registrando un incremento di quasi 293 miliardi. È la voce che contribuisce maggiormente all’aumento complessivo della ricchezza finanziaria. L’evoluzione osservata suggerisce una crescente attenzione verso il rendimento, favorita dal contesto finanziario del 2025. La ricerca di performance migliori non sostituisce però la prudenza, ma si inserisce all’interno di una strategia di maggiore diversificazione del patrimonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le componenti che registrano un incremento significativo figurano anche le polizze assicurative, che aumentano da 1.128,4 miliardi a 1.174,4 miliardi, con una crescita di circa 46 miliardi (+4,1%) in un solo anno. Il comparto consolida così il recupero avviato negli ultimi anni e rafforza il proprio ruolo nella pianificazione patrimoniale delle famiglie. La crescita delle polizze assume un significato particolare perché riguarda strumenti che, oltre a rappresentare una forma di investimento, svolgono una funzione di protezione del capitale e garanzia sul futuro. Il rafforzamento degli investimenti assicurativi indica dunque, accanto alla ricerca di rendimento, attenzione verso la tutela del patrimonio e la pianificazione finanziaria. Due esigenze che sembrano convivere sempre più spesso nelle scelte dei risparmiatori italiani.</p>
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		<title>Turismo, la spesa degli stranieri in Italia vola a 56,7 miliardi, studio CST per Confesercenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 08:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Firenze &#8211; 11 luglio 2026 &#8211; Il turismo estero continua a spingere i consumi. Nel 2025, la spesa totale dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese è stata di poco più di 56,7 miliardi, 2,5 miliardi in più rispetto al 2024 (+4,6%). Una crescita che dovrebbe continuare, con una variazione attesa per il [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Firenze &#8211; 11 luglio 2026 &#8211; Il turismo estero continua a spingere i consumi. Nel 2025, la spesa totale dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese è stata di poco più di 56,7 miliardi, 2,5 miliardi in più rispetto al 2024 (+4,6%). Una crescita che dovrebbe continuare, con una variazione attesa per il 2026 del +3,9% sull’anno, raggiungendo i 58,9 miliardi (+2,2 miliardi). </p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge dalle stime e dalle elaborazioni condotte da<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> CST – Centro Studi Turistici di Firenze</mark></strong> per <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Confesercenti</mark></strong> su dati Banca d’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le voci di spesa.</strong>&nbsp;La quota principale di spesa dei turisti stranieri è stata destinata all’ospitalità (45,2%), seguita dalla ristorazione (23%) e dagli acquisti di beni presso la rete commerciale (15,2%). Il resto della spesa è stato destinato al trasporto interno (9,5%) e agli “altri servizi” (7,2%). Nel 2025 rispetto al 2024 il turismo internazionale ha generato 2.510 milioni di euro in più (+4,6%). Tuttavia, la crescita non si è distribuita in modo uniforme, ma è stata trainata quasi interamente da alloggio (+1.101 milioni di €, +4,5%) e ristorazione (+955 milioni di €, +7,9%), spinta dal crescente interesse nella tradizione gastronomica italiana. Gli acquisti di beni nei negozi hanno registrato invece una crescita contenuta (+164 milioni di €, +1,9%), mentre calano le spese per il trasporto interno, unica voce in rosso, che perde 261 milioni di euro (-4,6%) rispetto al 2024.&nbsp;Pur rappresentando una quota minore in termini assoluti (+551 milioni di €), la categoria altri servizi ha registrato la crescita percentuale più alta in assoluto (+15,7%). In questa voce convergono le visite guidate, escursioni, ingressi ai musei, concerti, esperienze personalizzate e servizi di benessere, a dimostrazione di una domanda estera sempre più orientata al “turismo d’esperienza”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La classifica delle Regioni per spesa turistica. </strong>Le prime quattro regioni per spesa &#8211; sempre secondo lo studio <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> CST – Centro Studi Turistici di Firenze</mark></strong>  &#8211; assorbono quasi il 56% dei consumi dei visitatori stranieri: Lazio (10,2 miliardi, il 18,1%), Lombardia (9,9 miliardi circa, il 17,6%) e Veneto (6,3 miliardi, pari all’11,1%) e Toscana (5,3 miliardi, per il 9,4%).  Tra le altre regioni emergono Campania con 3.390 milioni di € (6,0% del totale) e Trentino-Alto Adige con 3.069 milioni di € (5,4% del totale). Le regioni con il minor impatto di spesa da parte di viaggiatori stranieri sono invece la Basilicata (60 milioni di €) e il Molise (37 milioni di €). Di contro, il Friuli-Venezia Giulia mostra una struttura di spesa unica nel suo genere, dove i turisti stranieri spendono più per lo shopping (36,5%) che per l’alloggio (27,2%). In Trentino-Alto Adige si registra invece la percentuale più alta d’Italia dedicata all’alloggio, che assorbe ben il 54,1% del budget totale dei viaggiatori nella regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La spesa in base alla motivazione del viaggio. </strong>I dati relativi alle sole vacanze (esclusi tutti gli altri motivi del viaggio come il business) sono intorno ai 38 miliardi di € sui 56,7 miliardi complessivi, ed evidenziano come i diversi prodotti turistici originino economie e comportamenti differenti. Il turismo culturale e nelle Città d’Arte è il motore trainante della domanda straniera: genera 21.639 milioni di €, cioè il 56,8% di tutta la spesa per vacanze in Italia. La vacanza al mare è al secondo posto con 8.232 milioni di € (21,6% del totale vacanze). La vacanza in montagna genera invece 3.588 milioni di € (9,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il commento.</strong> <em>“Il turismo internazionale si conferma un motore economico insostituibile per il nostro Paese, con ricadute positive non solo sulle imprese dell’alloggio, ma anche della ristorazione, del commercio e dei servizi”,</em> dichiara il Presidente di <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Confesercenti</mark></strong> Nico Gronchi. “<em>Non basta però intercettare la domanda: bisogna governarla. Con quasi il 56% della spesa concentrato in quattro regioni, stiamo chiedendo a poche mete di sostenere da sole il peso di flussi che potrebbero, e dovrebbero, essere distribuiti su tutto il Paese. Un problema doppio: da una parte il rischio di sovraffollamento e perdita di vivibilità nelle mete più visibili; dall’altra territori con un enorme potenziale turistico, enogastronomico e culturale che restano ai margini della crescita. Per questo chiediamo alle Istituzioni, a partire dall’Esecutivo, di mettere il governo del turismo sul territorio al centro dell’agenda: una regia nazionale che coordini Regioni e Comuni, strumenti di destagionalizzazione dei flussi, investimenti infrastrutturali verso le aree interne e minori, e incentivi mirati alle imprese che scelgono di investire fuori dalle rotte più battute. Anche perché la domanda internazionale è destinata a crescere ancora, con l’affacciarsi di nuovi grandi mercati emergenti, a partire da quello indiano. La sfida del futuro del turismo italiano sarà proprio questa: intercettare e gestire i flussi sul territorio, per trasformare questi numeri in uno sviluppo diffuso in tutto il Paese”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E in Emilia-Romagna?</strong> Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> Regione Emilia-Romagna</mark></strong> il turismo internazionale in Emilia-Romagna è in forte espansione, con oltre 4,1 milioni di arrivi e 14,1 milioni di presenze estere. I visitatori stranieri prediligono la ristorazione (assorbe circa il 20% della spesa) e gli acquisti alimentari (16%), seguiti da abbigliamento e alberghi.  Come  provenienza geografica la Germania guida la classifica della spesa turistica regionale con il 17,7% del totale, seguita da Svizzera (10,5%), Paesi Bassi (7%) e Regno Unito (6,7%). I turisti svizzeri spendono in media circa $57 per scontrino/transazione, seguiti dai tedeschi ($46,8) e dagli statunitensi ($41,4). E il soggiorno medio? Il pernottamento in hotel registra lo scontrino medio più elevato, raggiungendo circa $142,8 per transazione.   <br>Questi dati evidenziano come l&#8217;enogastronomia e l&#8217;ospitalità rappresentino il principale motore di attrazione e spesa per i visitatori stranieri che raggiungono l&#8217;Emilia-Romagna.</p>
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		<title>Multe per eccesso di velocità, più sanzioni a Bologna, Ravenna e Modena</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 08:22:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 11 luglio 2026 &#8211; Fra tutte le sanzioni elevate per violazione del Codice della Strada in Italia, più di una su tre è legata all’eccesso di velocità e, secondo i dati dell’analisi realizzata da Facile.it sui rendiconti pubblicati dai Comuni italiani (*), nel 2025 sono oltre 284 milioni di euro i proventi complessivi dichiarati come derivanti delle [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 11 luglio 2026 &#8211;  Fra tutte le sanzioni elevate per violazione del Codice della Strada in Italia, più di una su tre è legata all’eccesso di velocità e, secondo i dati dell’analisi realizzata da Facile.it sui rendiconti pubblicati dai Comuni italiani (*), nel 2025 sono oltre 284 milioni di euro i proventi complessivi dichiarati come derivanti delle multe di questo tipo, con l&#8217;articolo 142 del Codice della Strada che disciplina i limiti di velocità massimi consentiti sulle diverse tipologie di strade in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Limitando l’analisi ai capoluoghi di provincia, le prime posizioni sono occupate da&nbsp;<strong>Firenze</strong>,&nbsp;<strong>Bologna</strong>,&nbsp;<strong>Milano</strong>,&nbsp;<strong>Padova</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Genova</strong>, che tra autovelox fissi e mobili, tutor e altri dispositivi di rilevazione hanno registrato proventi per oltre&nbsp;<strong>46 milioni di euro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La geografia degli incassi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Analizzando la classifica, al primo posto si trova&nbsp;<strong>Firenze</strong>, che lo scorso anno ha incassato un importo pari a&nbsp;<strong>19.718.932</strong>&nbsp;euro. Seguono&nbsp;<strong>Bologna</strong>, con 9.214.556 euro e&nbsp;<strong>Milano</strong>, con 6.948.884 euro. Ai piedi del podio si trova&nbsp;<strong>Padova</strong>&nbsp;(5.725.268 euro), seguita da&nbsp;<strong>Genova</strong>&nbsp;(4.883.831 euro),&nbsp;<strong>Palermo</strong>&nbsp;(4.226.650 euro) e&nbsp;<strong>Ravenna</strong>&nbsp;(3.984.320 euro).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="601" height="400" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/11/blocco-del-traffico.jpg" alt="" class="wp-image-231512" style="aspect-ratio:1.5025783264317525;width:489px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/11/blocco-del-traffico.jpg 601w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/11/blocco-del-traffico-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Chiudono la classifica dei primi 10 Comuni&nbsp;<strong>Modena</strong>&nbsp;(3.382.592 euro),&nbsp;<strong>Treviso</strong>&nbsp;(2.888.105 euro) e&nbsp;<strong>Venezia</strong>&nbsp;(2.660.520 euro).&nbsp;<strong>Roma</strong>, curiosamente, si posiziona solo al dodicesimo posto tra le città capoluogo di provincia, con un importo incassato pari a 2.308.276 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Estendendo l’analisi anche ai comuni non capoluogo, nelle prime posizioni si trovano&nbsp;<strong>Villapiana</strong>, in provincia di Cosenza, che nel 2025 ha dichiarato proventi per ben 6.990.889 euro,&nbsp;<strong>Fiumicino</strong>&nbsp;in provincia di Roma (6.977.786 euro),&nbsp;<strong>Galatina</strong>&nbsp;in provincia di Lecce (5.365.680 euro) e&nbsp;<strong>Cittadella</strong>&nbsp;in provincia di Padova (3.453.711 euro).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In estate boom di sinistri</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;estate, secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto <em>EMG</em> (*), più di <strong>15 milioni di italiani</strong> <strong>utilizzeranno l’automobile</strong> per raggiungere la meta delle proprie vacanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri così alti spiegano come mai proprio il periodo estivo sia uno dei più critici dal punto di vista della sicurezza stradale. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili (*), nei mesi di giugno, luglio e agosto dell&#8217;ultimo anno di riferimento, si sono verificati più di <strong>48.000 incidenti stradali</strong> con lesioni a persone, vale a dire il <strong>28% del totale</strong>, con un picco a luglio quando si sono verificati più di 17.000 sinistri. E proprio l’eccessiva velocità, purtroppo, è spesso la causa dei sinistri. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nota metodologica</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">(*) <em>Dati sui proventi: elaborazione Facile.it su Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992 pubblicati dai comuni &#8211; Direzione Centrale della Finanza Locale.</em> <br><em>Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.</em> <br><em>Dati su sinistri stradali con lesioni alle persone: Istat (2025, periodo analisi 2024).</em></p>
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		<title>Dal ministero delle Infrastrutture 84 milioni di euro in Romagna per interventi e investimenti nel settore idrico</title>
		<link>https://sestopotere.com/dal-ministero-delle-infrastrutture-84-milioni-di-euro-per-interventi-e-investimenti-nel-settore-idrico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 07:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 11 luglio 2026 &#8211; Pioggia di milioni in Romagna dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal ministro Matteo Salvini, per investimenti nel settore idrico. A comunicarlo il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna: “si tratta di una cifra che supera gli 84 milioni di euro (84.370.000, ndr) [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Forlì &#8211; 11 luglio 2026 &#8211;  Pioggia di milioni in Romagna dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal ministro <strong>Matteo Salvini</strong>, per investimenti nel settore idrico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A comunicarlo il deputato <strong>Jacopo Morrone</strong>, segretario della Lega Romagna: “si tratta di una cifra che supera gli 84 milioni di euro (<em>84.370.000, ndr</em>) destinati a Hera, al Consorzio di bonifica della Romagna e a quello della Romagna occidentale, a Romagna Acque e al Comune di Mondaino&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Appare sempre più evidente  &#8211; spiega <strong>Morrone</strong> &#8211;  la massima attenzione del ministro, con la ‘cabina di regia sulla crisi idrica’, per la gestione dell’acqua, frutto di una visione che supera l’emergenza per impostare un’attività di programmazione di lungo periodo che ha già dato i suoi frutti con oltre 6 miliardi di euro investiti in 733 progetti in tutto il Paese e un ulteriore finanziamento in arrivo di circa 1,7 miliardi di euro nel settore idrico potabile e per uso irriguo. Si tratta del piano di investimenti più cospicuo di sempre nel settore idrico cruciale per l’Italia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi previsti in Romagna con i fondi del ministero:  la sicurezza sismica della Diga di Ridracoli (1.300.000,00 di euro),  la sicurezza sismica della Diga di Conca (125.000,00 euro), manutenzione straordinaria impianti della Diga di Mondaino (1.000.000,00 di euro), il 1° stralcio dei lavori per il recupero di bacini di ex cava in destra idraulica del Fiume Marecchia, con funzione di stoccaggio per soccorso e distribuzione irrigua sulla Bassa Valmarecchia, laminazione delle piene ed uso ambientale (15.000.000,00 di euro) e altri interventi nel territorio forlivese, ravennate (Castel Bolognese, Bagnacavallo e Cotignola) e in provincia di Rimini. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="600" height="489" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2024/11/morrone-e-salvini.jpg" alt="" class="wp-image-260100" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2024/11/morrone-e-salvini.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2024/11/morrone-e-salvini-300x245.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2024/11/morrone-e-salvini-515x420.jpg 515w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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		<title>Doppio intervento del Soccorso alpino e speleologico in provincia di Parma, messe in salvo due persone</title>
		<link>https://sestopotere.com/doppio-intervento-del-soccorso-alpino-e-speleologico-in-provincia-di-parma-messe-in-salvo-due-persone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 06:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Parma &#8211; 11 luglio 2026 &#8211; Gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna &#8211; CNSAS della stazione Monte Orsaro sono stati attivati nel corso della giornata di ieri per due interventi rispettivamente al Monte Caio  nell&#8217;appennino parmense e nel comune di Lesignano de Bagni (in provincia di Parma). Una comitiva, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Parma &#8211; 11 luglio 2026 &#8211; Gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna &#8211; CNSAS della stazione Monte Orsaro sono stati attivati nel corso della giornata di ieri per due interventi rispettivamente al Monte Caio  nell&#8217;appennino parmense e nel comune di Lesignano de Bagni (in provincia di Parma).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una comitiva, dove erano presenti minorenni, si trovava in gita sul Monte Caio quando un quattordicenne è caduto da circa due metri da un Faggio, riportando un sospetto trauma ad una caviglia. <br>Per l’evacuazione, oltre al Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna, è stato attivato anche EliPavullo che è giunto sul posto prima dei tecnici SAER ed ha evacuato in autonomia il ferito portandolo all’ospedale Maggiore di Parma per i controlli del caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo intervento si è svolto in località Faviano (sempre in provincia di Parma) dove un 40enne stava svolgendo lavori agricoli quando la motozappa, con cui stava svolgendo lavori, lo ha travolto. <br>Anche in questo caso i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna sono stati attivati, mentre per l’evacuazione è giunto sul posto l&#8217;eli-soccorso di Pavullo,  punto di riferimento per il soccorso sanitario e tecnico in ambiente montano con base a Pavullo nel Frignano ( in provincia di Modena), che con un doppio giro di verricello ha calato a terra prima l’equipaggio sanitario e successivamente il Tecnico di Elisoccorso  del CNSAS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto erano presenti i Vigili del Fuoco che hanno estratto dal mezzo agricolo il ferito e consegnato all’equipaggio tecnico-sanitario. Questi ultimi hanno provveduto celermente a immobilizzare e posizionare su barella l’uomo che è stato quindi consegnato all’ambulanza che lo ha trasportato all’elisoccorso per portarlo al Maggiore di Parma.</p>
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		<title>Premio nazionale &#8216;Piccolo Comune Amico 2026&#8217;, ecco la lista dei vincitori. C&#8217;è anche l&#8217;Emilia-Romagna</title>
		<link>https://sestopotere.com/premio-nazionale-piccolo-comune-amico-2026-ecco-la-lista-dei-vincitori-ce-anche-lemilia-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:35:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 10 luglio 2026 &#8211; Il Codacons ha premiato il 9 luglio i piccoli Comuni con meno di 5mila abitanti che, nell’ultimo anno, si sono impegnati per valorizzare il territorio e i prodotti locali, incentivando il turismo.Presso Palazzo Rospigliosi a Roma si è tenuto l’evento “Piccolo Comune amico” – progetto realizzato [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 10 luglio 2026 &#8211; Il Codacons ha premiato il 9 luglio i piccoli Comuni con meno di 5mila abitanti che, nell’ultimo anno, si sono impegnati per valorizzare il territorio e i prodotti locali, incentivando il turismo.<br>Presso Palazzo Rospigliosi a Roma si è tenuto l’evento<strong> “Piccolo Comune amico”</strong> – progetto realizzato da Codacons in collaborazione con Coldiretti e sostenuto da Autostrade per l’Italia, Intesa Sanpaolo, Fit, Touring Club Italiano, Symbola e il patrocinio di Aci, Anci, Uncem – con la consegna del riconoscimento ai sindaci dei comuni risultati vincitori nelle varie categorie del concorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Comuni che, assieme ai prodotti locali e alla storia del territorio, potranno contare su un sito internet interamente dedicato e su una mappa interattiva delle realtà in gara, con gli eventi e le eccellenze delle varie categorie selezionate. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è ampiamente promosso sui maggiori canali mediatici, come Facebook e Instagram, dando visibilità alle bellezze delle realtà comunali vincitrici nelle varie categorie, e vedrà campagne promozionali gratuite sui social e sulla stampa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla premiazione hanno preso parte Gianni Ippoliti, Patrizia Mirigliani, Miss Italia e le Miss regionali dei comuni premiati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito i comuni premiati nelle varie categorie:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Categoria Innovazione sociale</mark></strong><br>OSTANA (Cuneo) – CASTIGLIONE MESSER MARINO (Chieti) – ROCCAGLORIOSA (Salerno)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Categoria Artigianato</mark></strong><br>COLLESANO (Palermo) – MARANZANA (Asti) – BOSCONERO (Torino)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Categoria Agroalimentare</mark></strong><br>PALAZZUOLO SUL SENIO (Firenze) – MURIALDO (Savona) – GERACI SICULO (Palermo)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Categoria Cultura, Arte, Storia</mark></strong><br>ORVINIO (Rieti) – SANT’ANGELO LIMOSANO (Campobasso) – MONTIERI (Grosseto)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Premio speciale “Aria, Acqua, Terra”</mark></strong><br>TARANTA PELIGNA (Chieti)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Premio speciale “Comuni contro il caro-bollette”</mark></strong><br>San Possidonio, comune italiano di 3 595 abitanti della provincia di Modena.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Premio speciale “Comuni per l’apicoltura”</mark></strong><br>GESSOPALENA (Chieti)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Premio speciale “Comuni per l’accessibilità”</mark></strong><br>PETRALIA SOTTANA (Palermo)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Premio speciale “Il borgo in una foto” consegnato dalla fotografa Tiziana Luxardo</mark></strong><br>COMELICO SUPERIORE (Belluno) – IRSINA (Matera) – PONT SAINT MARTIN (Aosta)</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Menzione speciale</mark></strong><br>CANNALONGA (Salerno).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il premio <strong>&#8220;Piccolo Comune Amico&#8221;</strong> è un&#8217;iniziativa promossa dal Codacons in collaborazione con Coldiretti e con il patrocinio di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani). L&#8217;obiettivo è valorizzare i comuni italiani con meno di 5.000 abitanti, premiando le eccellenze locali, l&#8217;enogastronomia, l&#8217;artigianato e l&#8217;innovazione per contrastare lo spopolamento.  Il concorso si articola in diverse categorie (tra cui agroalimentare, cultura, economia circolare e inclusione) e prevede la consegna di riconoscimenti ufficiali ai sindaci dei borghi vincitori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè saranno circa 22 milioni gli   italiani che visiteranno i piccoli borghi italiani nell’estate 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della cerimonia di consegna dei riconoscimenti di <strong>“Piccolo Comune Amico”</strong> Coldiretti Giovani Impresa ha premiato  le idee vincenti degli agricoltori under 30 che, nelle aree interne, creano sviluppo e lavoro con l’obiettivo di invertire una tendenza allo spopolamento che negli ultimi venti anni ha visto “sparire” circa un quarto dei giovani. Tra le esperienze di successo da Nord a Sud progetti che riguardano: turismo d’alpeggio, escursioni green in mezzo a mandorleti e uliveti, passeggiate a cavallo tra girasoli e tulipani, orzo da birra a km zero e tecniche di coltivazione innovative.</p>
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