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	<title>Top News &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Top News &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Post alluvione, interventi di ripristino degli acquedotti rurali a Brisighella, Casola Valsenio, Modigliana e Tredozio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 17:16:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Brisighella/Modigliana  &#8211; 7 aprile 2026 &#8211; A seguito degli eventi alluvionali del maggio 2023, che hanno duramente colpito l’Appennino romagnolo compromettendo infrastrutture idriche e viabilità, proseguono senza sosta gli interventi di ripristino degli acquedotti rurali nei comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Modigliana e Tredozio,da parte del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale. Le opere rientrano nel programma di [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Brisighella/Modigliana  &#8211; 7 aprile 2026 &#8211; A seguito degli eventi alluvionali del maggio 2023, che hanno duramente colpito l’Appennino romagnolo compromettendo infrastrutture idriche e viabilità, proseguono senza sosta gli interventi di ripristino degli acquedotti rurali nei comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Modigliana e Tredozio,da parte del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale.</p>



<p> Le opere rientrano nel programma di ricostruzione previsto dall’Ordinanza Commissariale n. 8/2023 per le aree collinari e montane.</p>



<p>Gli interventi in corso e quelli futuri hanno l’obiettivo di ricostruire in modo sostenibile e sicuro le infrastrutture rurali danneggiate, per garantire acqua potabile a residenti e agricoltori. Oltre al ripristino delle reti idriche, il programma mira a rafforzare la resilienza del territorio, prevenendo futuri rischi idrogeologici e garantendo una gestione efficiente delle risorse idriche in aree strategiche per l’agricoltura e la vita rurale.</p>



<p> Le operazioni di ripristino hanno visto una stretta collaborazione tra il Consorzio e le comunità locali.</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="893" height="400" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Renzuno-Casola8-400x533-1.jpg" alt="" class="wp-image-302080" style="aspect-ratio:2.232635362137667;width:1049px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Renzuno-Casola8-400x533-1.jpg 893w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Renzuno-Casola8-400x533-1-300x134.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Renzuno-Casola8-400x533-1-768x344.jpg 768w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Renzuno-Casola8-400x533-1-696x312.jpg 696w" sizes="(max-width: 893px) 100vw, 893px" /></figure>
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<p>Nel comune di <strong>Brisighella</strong>, l’intervento ha riguardato gli <strong>Acquedotti Purocielo</strong>, <strong>Palazza e S.Eufemia</strong>. Le frane e gli smottamenti causati dalle alluvioni hanno danneggiato condotte e manufatti, rendendo necessari gli interventi per garantire la continuità del servizio. </p>



<p>Sono stati stanziati <strong>190.000 euro</strong> per la <strong>sostituzione delle tubazioni compromesse</strong> e la <strong>messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti</strong>.</p>



<p>Nel territorio di <strong>Casola Valsenio</strong>, i lavori di ripristino riguardanogli <strong>Acquedotti Renzuno, Fontanelle e Sassuolo-Pagnano.</strong></p>



<p> L’intervento, del valore di <strong>508.000 euro,</strong> su un finanziamento complessivo sul territorio comunale di <strong>1.330.000 euro</strong>, prevede la <strong>sostituzione delle condotte</strong>, la <strong>riattivazione dei serbatoi di accumulo</strong>, la <strong>messa in sicurezza delle strutture</strong> e il <strong>ripristino delle vie di accesso</strong>.</p>



<p>Anche a&nbsp;<strong>Modigliana e Tredozio&nbsp;</strong>sono in corso interventi significativi, tra cui il&nbsp;<strong>ripristino dell’acquedotto rurale Zappagrano, Godenza e Borgomano,</strong>&nbsp;parte di un programma da&nbsp;<strong>300.800 euro&nbsp;</strong>rivolto ai diversi acquedotti nei comuni.</p>



<p>Le opere comprendono la&nbsp;<strong>messa in sicurezza immediata dei serbatoi e delle vasche di accumulo e di decantazione</strong>, la&nbsp;<strong>riapertura delle strade di servizio</strong>, la&nbsp;<strong>sostituzione delle condotte in PEAD (polietilene ad alta densità)</strong>&nbsp;e, prossimamente, con un altro intervento verranno&nbsp;<strong>rinnovate le elettropompe danneggiate.</strong></p>
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		<title>Lavoro, Inail: in aumento gli infortuni (+2,4%) e in calo  i decessi (-27,8%). I dati regione per regione</title>
		<link>https://sestopotere.com/lavoro-inail-in-aumento-gli-infortuni-24-e-in-calo-i-decessi-278/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 7 aprile 2026 &#8212; Le denunce mensili di infortunio sul lavoro, in complesso e con esito mortale, sono analizzate separatamente per modalità di accadimento – in occasione di lavoro e in itinere – con esclusione dei casi occorsi agli studenti, a cui è dedicata un’apposita sezione. A seguito dell’estensione della [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 7 aprile 2026 &#8212; Le denunce mensili di infortunio sul lavoro, in complesso e con esito mortale, sono analizzate separatamente per modalità di accadimento – in occasione di lavoro e in itinere – con esclusione dei casi occorsi agli studenti, a cui è dedicata un’apposita sezione. A seguito dell’estensione della tutela Inail agli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, si è ritenuto infatti opportuno dedicare un focus specifico all’analisi degli infortuni avvenuti in questo ambito. </p>



<p>Allo stesso modo la distinzione tra gli infortuni occorsi in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, e quelli avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno casa-lavoro, pur nella provvisorietà dei numeri, consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, nel primo caso connessa all’attività lavorativa e nel secondo ai pericoli della circolazione stradale.&nbsp;</p>



<p>I dati esposti di seguito non sono quindi immediatamente confrontabili con quelli presenti nella sezione Open data, che continuerà a rendere disponibili dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto e le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (febbraio 2025 vs febbraio 2026) e “di periodo” (gennaio-febbraio 2025 vs gennaio-febbraio 2026) che, pur comprendendo i casi occorsi agli studenti, non ne rendono fruibili le informazioni di dettaglio.&nbsp;</p>



<p>I dati mensili diffusi sono provvisori e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Il confronto effettuato su un singolo bimestre, inoltre, potrebbe rivelarsi poco attendibile rispetto alla tendenza che si delineerà nei prossimi mesi. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2026, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.&nbsp;</p>



<p>Nel numero complessivo delle denunce di infortunio sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie, effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.</p>



<p><strong>DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO</strong></p>



<p>Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail entro il mese di febbraio 2026 sono state 63.112, in aumento del 2,4% rispetto alle 61.641 del pari periodo 2025 e dello 0,9% sul 2023, e in diminuzione del 3,0% rispetto al 2024, del 38,8% sul 2022, del 9,5% sul 2021, dell’8,1% sul 2020 e dell’11,2% sul 2019.</p>



<p>Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento febbraio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 309 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di febbraio 2019 alle 261 del 2026, con un calo del 15,5%. Rispetto a febbraio 2025 si registra un aumento del 2,4% (da 255 a 261).</p>



<p>L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’83,8% del 2019 all’82,7% del 2026 (è stata dell’83,5% nel 2025).</p>



<p>A febbraio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un +2,8% nella gestione Industria e servizi (dai 54.766 casi del 2025 ai 56.293 del 2026), un -8,0% in Agricoltura (da 3.370 a 3.099) e un +6,1% nel Conto Stato (da 3.505 a 3.720).&nbsp;</p>



<p>Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le attività dei Servizi di alloggio e di ristorazione (+4,3%) e la Fornitura di acqua &#8211; reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (+1,4%), e per i decrementi la Sanità e assistenza sociale (-5,3%), il comparto Manifatturiero (-3,7%), i Servizi di supporto alle imprese (-3,5%), il Trasporto e magazzinaggio (-2,0%), le Costruzioni (-1,5%) e il Commercio (-1,4%).</p>



<p>L’analisi territoriale evidenzia un<strong> calo delle denunce nel Nord-Est (-1,0%) </strong>e aumenti al Centro (+6,4%), nelle Isole (+4,8%), nel Nord-Ovest (+3,0%) e al Sud (+2,3%). </p>



<p>Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (-7,4%), il Molise (-6,9%), la Sardegna (-4,4%) e il Friuli-Venezia Giulia (-3,8%), mentre per gli incrementi il Lazio (+22,0%), la Sicilia (+9,7%), la Valle d’Aosta (+9,3%) e la Campania (+7,1%). </p>



<p>L’aumento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente maschile, che registra un +1,5% (da 40.878 a 41.478 casi), sia a quella femminile, con un +4,2% (da 20.763 a 21.634). Crescono le denunce dei lavoratori italiani (+1,4%) e degli stranieri (+5,7%).</p>



<p>L’analisi per classi di età mostra incrementi significativi nelle fasce che vanno dai 60 ai 69 anni (+8,0%) e dai 15 ai 39 anni (+5,2%), e cali per i 55-59enni (-1,8%) e 40-49enni (-1,5%).&nbsp;</p>



<p>Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di febbraio 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 70, 27 in meno rispetto alle 97 registrate nel 2025, 12 in meno rispetto al 2019 (-5 sul 2020, -15 sul 2021 e 2022, -3 sul 2023 e -21 sul 2024).&nbsp;</p>



<p>Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 0,36 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di febbraio 2019 a 0,29 del 2026 (-19,4%), rispetto a febbraio 2025 il calo è del 27,5% (da 0,40 a 0,29).</p>



<p>L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 67,8% del 2019 al 70,7% del 2026 (è stata del 72,9% nel 2025).</p>



<p>La riduzione ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 82 a 63 denunce mortali) e l’Agricoltura (da 14 a 5), mentre il Conto Stato passa da uno a due decessi.&nbsp;</p>



<p>Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi il Trasporto e magazzinaggio (da 12 a 13 decessi denunciati) e i Servizi di supporto alle imprese (da 2 a 4), per i decrementi le Attività manifatturiere (da 12 a 9), le Costruzioni (da 11 a 9) e il Commercio (da 7 a 5).</p>



<p>Dall’analisi territoriale emergono cali al Sud (da 24 a 13), <strong>cali anche nel Nord-Est (da 21 a 11)</strong>, nel Nord-Ovest (da 28 a 22) e al Centro (da 21 a 18), e incrementi nelle Isole (da 3 a 6).</p>



<p> Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la Puglia (-6), l’Umbria, la provincia autonoma di Bolzano, il Veneto e la Lombardia (-4 ciascuna), mentre aumenti si verificano in Sicilia (+4), Campania (+2), Molise, Friuli-Venezia Giulia e Toscana (+1 ciascuna).</p>



<p>Il calo rilevato nel confronto dei bimestri gennaio-febbraio 2025-2026 è legato sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 91 a 65 sia a quella femminile (da 6 a 5). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 76 a 50) e stranieri (da 21 a 20).</p>



<p>L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali solo tra i 20-24enni (da 2 a 4 casi), i 35-39enni (da 4 a 6), i 65-69enni (da 3 a 8) e gli over 75enni (da 1 a 2), e riduzioni in particolare tra i 25-34enni (da 9 a 4) e i 40-64enni (da 75 a 45).</p>



<p><strong>DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE</strong></p>



<p>Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di febbraio 2026 sono stati 13.217, in aumento dell’8,5% rispetto ai 12.181 del 2025, del 6,2% rispetto al 2024, del 17,5% sul 2023, del 35,5% sul 2022, del 69,8% sul 2021 e del 7,3% sul 2020, e in calo invece del 3,9% rispetto al 2019.</p>



<p>L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 16,2% del 2019 al 17,3% del 2026 (è stata del 16,5% nel 2025).</p>



<p>A febbraio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +8,2% nella gestione Industria e servizi (dai 10.698 casi del 2025 agli 11.577 del 2026), un -8,2% in Agricoltura (da 159 a 146) e un +12,8% nel Conto Stato (da 1.324 a 1.494).</p>



<p>L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce al Sud (+20,5%), <strong>aumentano anche nel Nord-Est (+19,4%)</strong>, nel Nord-Ovest (+7,7%), stabilità nelle Isole e un calo al Centro (-6,2%). </p>



<p>Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano il Molise (+41,9%),<strong> l’Emilia-Romagna (+38,0%)</strong>, la Calabria (+36,4%) e l’Abruzzo (+34,5%), mentre per i decrementi il Lazio (-10,6%), la Basilicata (-7,4%), il Friuli-Venezia Giulia (-3,8%) e la provincia autonoma di Trento (-3,1%).</p>



<p>L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legata sia alla componente femminile, che registra un +7,7% (da 6.240 a 6.723 casi), sia a quella maschile, con un +9,3% (da 5.941 a 6.494). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+14,6%) e quelle degli italiani (+7,0%). L’analisi per classi di età mostra incrementi in quasi tutte le fasce, in particolare per i 65-69enni (+36,4%), per i 20-24enni (+13,4%) e i 30-34enni (+11,2%), e cali solo per gli under 20 (-3,0%).</p>



<p>Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 29, sette in meno rispetto alle 36 del 2025.&nbsp;</p>



<p>L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 32,2% del 2019 al 29,3% del 2026 (è stata del 27,1% nel 2025).&nbsp;</p>



<p>Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi, che passa da 34 a 29 denunce mortali, e l’Agricoltura (da 2 a 0), mentre il Conto Stato non presenta nessun decesso in entrambi i periodi.&nbsp;</p>



<p>Dall’analisi territoriale emergono incrementi al Sud (da 3 a 6) e nelle Isole (da 3 a 5), e cali nel Nord-Ovest (da 13 a 7) e <strong>cali anche  nel Nord-Est (da 10 a 4)</strong>, con il Centro che ha registrato sette casi in entrambi i periodi. </p>



<p>Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da sette a due, quelle dei lavoratori da 29 a 27. Calano le denunce dei lavoratori italiani (da 27 a 20), nove i decessi per gli stranieri in entrambi i periodi.</p>



<p><strong>DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI</strong></p>



<p>Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di febbraio 2026 sono state 15.583, in calo dell’1,0% rispetto alle 15.734 del primo bimestre 2025.</p>



<p>Delle oltre 15mila denunce di infortunio, 151 hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro”, in riduzione del 57% rispetto a febbraio 2025.&nbsp;</p>



<p>L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 17% del totale delle denunce registrate a febbraio 2026. Il 43% interessa le studentesse (-0,1% il calo tra il 2025 e il 2026), il 57% gli studenti (-1,6%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.&nbsp;</p>



<p>La Lombardia è la regione che presenta più denunce (24% del totale nazionale; +2,1% sul 2025), seguita da<strong> Emilia-Romagna (13% del totale nazionale; con aumneto delle denunce di +16,1%  sul 2025)</strong>, Veneto (12%; -5,5%) e Piemonte (11%; -5,1%).</p>



<p>Il 95% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 5% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.</p>



<p>Tre i casi mortali denunciati all’Inail entro il mese di febbraio 2026 (5 nel 2025).</p>



<p>Inail ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni avvenuti nei percorsi “formazione scuola-lavoro” oltre a quelli con esito mortale, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.</p>



<p>Le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail entro il mese di febbraio 2026 sono state 91.912, in aumento del 2,6% rispetto alle 89.556 di gennaio-febbraio 2025. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 102 contro 138 (-26,1%).</p>



<p><strong>DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI</strong></p>



<p>Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo bimestre del 2026 sono state 17.036, +2.119 casi rispetto al pari periodo 2025 (+14,2%). Si registrano aumenti generalizzati rispetto al primo bimestre degli anni precedenti.</p>



<p>I dati rilevati a febbraio di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+14,6%, da 12.403 a 14.209 casi), Agricoltura (+11,7%, da 2.416 a 2.699) e Conto Stato (+30,46%, da 98 a 128).&nbsp;</p>



<p>L’aumento interessa il Centro (+20,0%), il Nord-Ovest (+19,7%), le Isole (+13,8%), il Sud (+10,4%)<strong> ed anche  il Nord-Est (+6,9%).</strong></p>



<p>In ottica di genere si rilevano 1.542 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 11.181 a 12.723 (+13,8%), e 577 in più per le lavoratrici, da 3.736 a 4.313 (+15,4%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 13.545 a 15.490 (+14,4%), sia quelle degli stranieri, da 1.372 a 1.546 (+12,7%).&nbsp;</p>



<p>Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo bimestre del 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.</p>
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		<item>
		<title>Modena, controlli della Polizia locale sull’uso corretto di monopattini, bici e e-bike: 71 violazioni accertate</title>
		<link>https://sestopotere.com/modena-controlli-della-polizia-locale-sulluso-corretto-di-monopattini-bici-e-e-bike-71-violazioni-accertate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:44:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 7 aprile 2026 &#8211; Si è conclusa la campagna di controlli della Polizia locale di Modena dedicata alla mobilità sostenibile, un’attività che nel mese di marzo ha affiancato l’azione di informazione e sensibilizzazione con una presenza capillare sul territorio. L’obiettivo è stato duplice: rafforzare la sicurezza stradale e promuovere un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 7 aprile  2026 &#8211; Si è conclusa la campagna di controlli della Polizia locale di Modena dedicata alla mobilità sostenibile, un’attività che nel mese di marzo ha affiancato l’azione di informazione e sensibilizzazione con una presenza capillare sul territorio.</p>



<p>L’obiettivo è stato duplice: rafforzare la sicurezza stradale e promuovere un uso corretto e consapevole di monopattini elettrici, biciclette ed e-bike.</p>



<p>In particolare, nel periodo compreso tra il 16 e il 31 marzo, i controlli sono stati intensificati, con numerosi posti di verifica distribuiti in diversi punti della città. L’attenzione degli agenti si è concentrata in particolare sui comportamenti di guida e sul rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla normativa per i mezzi elettrici.</p>



<p>Complessivamente sono stati controllati 204 veicoli tra monopattini, biciclette e e-bike, ai quali si aggiungono 49 veicoli a motore. Le verifiche hanno portato all’accertamento di 71 violazioni legate alla mobilità sostenibile e di ulteriori 31 infrazioni a carico di conducenti di altri veicoli.<br>Il dato più significativo riguarda il mancato utilizzo del casco da parte dei conducenti di monopattini elettrici: una violazione riscontrata in ben 67 casi.</p>



<p>Tra gli episodi emersi durante la campagna, uno in particolare ha richiesto approfondimenti tecnici. Si tratta di una bicicletta a pedalata assistita che, di fatto, non rispondeva alle caratteristiche previste dal Codice della strada: il mezzo era privo della catena di trasmissione e poteva essere condotto esclusivamente tramite acceleratore. La perizia tecnica ha evidenziato una velocità massima di 42 chilometri orari senza l’uso dei pedali e una potenza nominale di 750 watt, parametri che lo collocano al di fuori della categoria delle biciclette. Per questo motivo, oltre alle sanzioni amministrative per un importo complessivo di 924 euro, è stato disposto il sequestro del veicolo ai fini della confisca.</p>



<p>La campagna si inserisce in un percorso più ampio di monitoraggio e regolazione della mobilità elettrica in ambito urbano. In questo contesto, la Polizia locale ricorda che a partire dal prossimo 18 maggio entreranno in vigore nuove disposizioni relative ai monopattini elettrici, con l’introduzione di obblighi riguardanti il contrassegno identificativo e la copertura assicurativa.</p>



<p></p>
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		<title>Gli emiliano-romagnoli e la AI. Ottimismo &#8220;migliorerà la qualità della vita&#8221; e paura &#8220;influenzerà i posti di lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:26:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna – 7 aprile 2026 &#8211; L’intelligenza artificiale? Gli emiliano-romagnoli la vorrebbero applicare principalmente al campo della sicurezza, della medicina e dell’istruzione. Pensano che potrà contribuire alla qualità della vita e alla semplificazione quotidiana, ma sono prudenti rispetto agli effetti che porterà su occupazione e previdenza sociale, prevedendo rischi di precarizzazione. Uno strumento di cui colgono sia le opportunità, sia i rischi e sul quale chiedono regole certe, in [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna – 7 aprile 2026 &#8211; L’intelligenza artificiale? Gli emiliano-romagnoli la vorrebbero applicare principalmente al campo della sicurezza, della medicina e dell’istruzione. Pensano che potrà contribuire alla qualità della vita e alla semplificazione quotidiana, ma sono prudenti rispetto agli effetti che porterà su occupazione e previdenza sociale, prevedendo rischi di precarizzazione. Uno strumento di cui colgono sia le opportunità, sia i rischi e sul quale chiedono regole certe, in particolare per contrastare gli effetti che può produrre in termini di disinformazione e fake news, auspicando investimenti per promuovere competenze digitali diffuse che permettano di arrivare a un livello di competenza per il suo utilizzo sempre più consapevole.</p>



<p>Sono solo alcuni tra i punti rilevanti della ricerca&nbsp;<strong>“Emilia-Romagna e l’Intelligenza Artificiale: percezioni, preoccupazioni e aspettative dei cittadini”&nbsp;</strong>che il coordinamento dell’Agenda Digitale della Regione Emilia-Romagna e Lepida hanno affidato al Centro studi Observa &#8211; Science in society, un centro di ricerca indipendente.</p>



<p>La ricerca è stata condotta su un&nbsp;<strong>campione rappresentativo</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>500 persone</strong>&nbsp;ed è stata presentata oggi ai rappresentanti dei Comuni dell’Emilia-Romagna nel corso di un evento online con l’assessora regionale all’Agenda digitale,&nbsp;<strong>Elena Mazzoni</strong>, cui è intervenuto, tra gli altri, il ricercatore in sociologia presso l’Università di Ferrara e membro del direttivo di ricerca di Observa &#8211; Science in society,&nbsp;<strong>Andrea Rubin</strong>.</p>



<p><strong>La ricerca in sintesi</strong></p>



<p><strong>Tre le direttrici</strong>&nbsp;analizzate dalla ricerca: come l’intelligenza artificiale viene&nbsp;<strong>percepita</strong>&nbsp;dagli emiliano-romagnoli; quale&nbsp;<strong>grado di informazione</strong>&nbsp;hanno sul tema; quali sono le pratiche d’<strong>uso&nbsp;</strong>degli strumenti basati su IA.</p>



<p>Rispetto al primo punto, emerge in maniera chiara che&nbsp;<strong>sta scomparendo l’immagine dei robot</strong>&nbsp;dalle fattezze umane quando si pensa all’intelligenza artificiale. Le persone, infatti<strong>, associano l’IA</strong>&nbsp;a strumenti come&nbsp;<strong>chatbot&nbsp;</strong>(39%),&nbsp;<strong>assistenti vocali</strong>&nbsp;(21%) e solo successivamente a&nbsp;<strong>robot umanoidi</strong>&nbsp;(19%). &nbsp;Passando al secondo punto, la ricerca fa notare che nonostante la crescente familiarità con strumenti quali ChatGpt, Claude e Gemini – solo per citare alcuni tra i più noti &#8211;&nbsp;<strong>solo il 41,5%</strong>&nbsp;dichiara di sentirsi&nbsp;<strong>abbastanza</strong>&nbsp;o molto&nbsp;<strong>informato</strong>, contro un&nbsp;<strong>48,7%</strong>&nbsp;<strong>poco&nbsp;</strong>informato. Le&nbsp;<strong>differenze</strong>&nbsp;si fanno sentire tra i&nbsp;<strong>generi</strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>fasce d’età</strong>: gli&nbsp;<strong>uomini</strong>&nbsp;si dichiarano in media&nbsp;<strong>più informati</strong>, mentre tra le&nbsp;<strong>donne</strong>&nbsp;la quota di chi non si sente affatto competente resta più alta. Inoltre, i&nbsp;<strong>giovani</strong>&nbsp;tra i 18 e i 24 anni mostrano&nbsp;<strong>maggiore curiosità</strong>&nbsp;e apertura, ma&nbsp;<strong>dopo i 55 anni</strong>&nbsp;il livello di conoscenza tende a&nbsp;<strong>calare</strong>&nbsp;significativamente. L’<strong>istruzione&nbsp;</strong>continua a essere un&nbsp;<strong>fattore decisivo</strong>: chi ha un titolo&nbsp;<strong>universitario</strong>&nbsp;ha più probabilità di dichiararsi informato e di&nbsp;<strong>fidarsi</strong>&nbsp;delle potenzialità dell’IA. Allo stesso tempo, cresce la correlazione tra&nbsp;<strong>alfabetismo scientifico</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>atteggiamenti emotivi:&nbsp;</strong>chi conosce meglio l’IA tende a provare&nbsp;<strong>fiducia</strong>&nbsp;e attesa, mentre chi ne sa meno manifesta soprattutto preoccupazione e&nbsp;<strong>sospetto</strong>.</p>



<p>Facendo riferimento al 2025, la ricerca evidenzia poi che la&nbsp;<strong>televisione</strong>&nbsp;resta la&nbsp;<strong>fonte principale</strong>&nbsp;attraverso cui gli emiliano-romagnoli sentono parlare di intelligenza artificiale (<strong>69%</strong>), seguita dai&nbsp;<strong>social network</strong>&nbsp;(56%) e dalla&nbsp;<strong>stampa cartacea e web</strong>&nbsp;(44%). Rispetto alla media nazionale, però, l’Emilia-Romagna si distingue per un dato curioso:&nbsp;<strong>il ruolo di parenti e amici come canale informativo è più alto</strong>. In altre parole, l’IA non è più un tema lontano, se ne parla a tavola, tra colleghi o nei gruppi familiari, segno che la tecnologia ha iniziato a entrare davvero nelle conversazioni ordinarie.</p>



<p>Dalla ricerca di Observa Science in Society, emerge inoltre un atteggiamento prevalente di&nbsp;<strong>cauto ottimismo</strong>. Ben il 73% accetta l’uso dei grandi modelli linguistici (come ChatGpt) a condizione che siano&nbsp;<strong>fortemente regolamentati</strong>, mentre solo una minoranza &#8211; tra il 12 e il 14% &#8211; li incoraggerebbe o, al contrario, li rifiuterebbe del tutto. Il consenso aumenta quando si parla di applicazioni specifiche: il&nbsp;<strong>72%</strong>&nbsp;degli emiliano-romagnoli si dice favorevole all’uso dell’IA per migliorare la&nbsp;<strong>sicurezza</strong>, ad esempio con algoritmi di&nbsp;<strong>riconoscimento facciale</strong>, e il&nbsp;<strong>70%</strong>&nbsp;nel campo della&nbsp;<strong>medicina</strong>. Anche l’<strong>istruzione</strong>&nbsp;(50%) ottiene una buona quota di consenso.</p>



<p>Guardando al futuro, all’<strong>impatto che l’intelligenza artificiale avrà sulla società</strong>, le cittadine e i cittadini intervistati mostrano una visione nel complesso positiva, ma prudente. &nbsp;Circa un intervistato su quattro si aspetta&nbsp;<strong>effetti prevalentemente positivi</strong>, mentre il 25% prevede conseguenze negative. La&nbsp;<strong>maggioranza</strong>, però, si colloca in una zona intermedia,&nbsp;<strong>sospesa tra entusiasmo e cautela</strong>: il 42% ritiene che gli effetti saranno ‘allo stesso tempo positivi e negativi’.</p>



<p>La ricerca evidenzia che prevale la fiducia nel <strong>contributo dell’IA alla qualità della vita</strong> e alla semplificazione quotidiana, ma emergono <strong>dubbi</strong> dei reali effetti sul <strong>lavoro</strong> e sulla <strong>previdenza sociale</strong>. Meno della metà dei rispondenti (31%), infatti, ritiene che <strong>l’impatto sull’occupazione</strong> sarà misto, con potenziali benefici, ma anche rischi di sostituzione e precarizzazione. Infine, viene attribuita grande importanza al <strong>ruolo degli enti pubblici</strong> nel governare questa transizione digitale. Più che la promessa di nuove tecnologie, ciò che si chiede è una <strong>governance</strong> <strong>capace di</strong> <strong>regolare</strong>, <strong>informare</strong> e <strong>tutelare</strong>. Tra le priorità indicate spiccano la lotta alla <strong>disinformazione</strong> e alle <strong>fake news</strong> (59%) e la promozione di competenze digitali diffuse.</p>



<p><strong>Il commento </strong></p>



<p>“Per governare il cambiamento legato alle innovazioni digitali, di cui l’intelligenza artificiale è uno dei punti-cardine, è fondamentale partire dalle persone- l’assessora<strong> Mazzoni</strong>-. Capire come le cittadine e i cittadini percepiscono queste tecnologie, quali aspettative hanno, quali timori esprimono, quanto si sentono informati. L’indagine che abbiamo presentato oggi va esattamente in questa direzione e ci spiega anche che non c’è un rifiuto pregiudiziale dell’innovazione, ma la richiesta di poterla comprendere e governare. Ed è proprio questo il ruolo delle istituzioni: accompagnare la transizione digitale, rafforzare le competenze, garantire i diritti, fare in modo che nessuno resti indietro. Per noi, l’innovazione digitale – e l’intelligenza artificiale in particolare – deve essere uno strumento per migliorare concretamente la vita delle persone: nei servizi pubblici, nella sanità, nell’istruzione, nella sicurezza, nel lavoro”.</p>
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		<title>Bologna, operazione della GdF: rinvenuti 200.000 prodotti non sicuri e 46 lavoratori in nero</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 7 aprile 2026 &#8211; Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bologna, in occasione della fiera “Cosmoprof Worldwide 2026”, evento leader mondiale per l’industria della bellezza che ha richiamato nel capoluogo felsineo 250.000 visitatori e oltre 3.000 espositori, ha attuato un piano straordinario di contrasto agli illeciti economico-finanziari. L’operazione, [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 7 aprile 2026 &#8211; Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bologna, in occasione della fiera “Cosmoprof Worldwide 2026”, evento leader mondiale per l’industria della bellezza che ha richiamato nel capoluogo felsineo 250.000 visitatori e oltre 3.000 espositori, ha attuato un piano straordinario di contrasto agli illeciti economico-finanziari.</p>



<p>L’operazione, condotta dai militari del Nucleo Operativo Metropolitano, è il risultato di un’accurata attività di intelligence e dell’incrocio dei dati tra le banche dati e i rilevamenti sul campo, che hanno permesso di colpire in modo mirato soggetti e obiettivi critici.</p>



<p>Il settore della sicurezza prodotti è stato al centro dell’attività delle Fiamme Gialle. Gli interventi, che hanno riguardato aziende italiane, comunitarie, americane e asiatiche, hanno portato al sequestro amministrativo di 212.401 prodotti (tra cui creme, trucchi e confezioni per la bellezza del corpo). La merce è risultata non conforme alle normative del Codice del Consumo. Per le violazioni riscontrate, sono previste sanzioni pecuniarie che vanno da un minimo di 516 a un massimo di 25.823 euro.</p>



<p>Sul fronte del contrasto allo sfruttamento della manodopera, i controlli hanno permesso di individuare 46 lavoratori “in nero” impiegati da società italiane in mansioni di vendita e stoccaggio magazzino. I datori di lavoro sono stati segnalati all’Ispettorato d’Area Metropolitana di Bologna per l’applicazione della &#8220;maxi-sanzione&#8221; e la conseguente sospensione dell’attività commerciale.</p>



<p>Inoltre, in chiave trasversale, i Finanzieri hanno dapprima effettato una mirata attività “antibagarinaggio” in collaborazione con l’Ente Fiera, che ha consentito l’individuazione di numerosi soggetti coinvolti nell’accaparramento indebito di biglietti di ingresso e il ritiro dal commercio di circa 24 titoli di accesso all’evento, e, in un secondo tempo, provveduto ad accertare 97 violazioni per mancata emissione di scontrini e di omessa installazione del misuratore fiscale.</p>



<p>L’intervento sottolinea ancora una volta l’importanza che la tutela della legalità e della sicurezza dei consumatori ricopre per la Guardia di Finanza, anche durante eventi di risonanza internazionale e di massiva rilevanza economica come le manifestazioni fieristiche che si svolgono periodicamente nel capoluogo felsineo.</p>



<p><em>Fonte notizia e foto: Comando Generale della Guardia di finanza Comunicati stampa &#8211; www.gdf.gov.it</em></p>
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		<title>Santa Sofia (FC), trovato in buone condizioni il biker che si era smarrito nel Parco delle Foreste Casentinesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 06:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Santa Sofia (FC) &#8211; 7 aprile 2026 &#8211; È stato trovato in buone condizioni il biker che aveva smarrito il sentiero nella zona Le Valli sul monte Pezzolo, nel Parco delle Foreste Casentinesi, comune di Santa Sofia (FC). Il 51enne era a fare un escursione in MTB quando ha perso l’orientamento e [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211;  Santa Sofia (FC) &#8211; 7 aprile 2026 &#8211; È stato trovato in buone condizioni il biker che aveva smarrito il sentiero nella zona Le Valli sul monte Pezzolo, nel Parco delle Foreste Casentinesi, comune di Santa Sofia (FC). Il 51enne era a fare un escursione in MTB quando ha perso l’orientamento e non riusciva più a ritornare sul sentiero: dopo più tentativi, ed esausto per il vagare, ha contattato i soccorsi. Una squadra di tecnici della stazione territoriale monte Falco, dopo aver ricevuto le sue coordinate, si sono messi in marcia per raggiungerlo. Una volta arrivati sul luogo , e aver constatato che non avesse riportato problematiche sanitarie ma solo affaticamento dovuto al girovagare, hanno percorso per circa mezz’ora il sentiero fino al raggiungimento del mezzo fuoristrada per riportarlo in sicurezza al punto di partenza. L’intervento si è concluso senza problematiche.</p>



<p><em>Foto di repertorio</em></p>
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		<title>Guerra in Iran, limitazioni di carburante per i voli all&#8217;aeroporto di Bologna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 14:07:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; Sono scattate, all&#8217;aeroporto di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia le prime limitazioni di carburante per i voli. Air Bp Italia, che gestisce lo stoccaggio e l&#8217;erogazione di carburante in decine di aeroporti italiani, ha emesso un avviso che interessa la navigazione di aeromobili ed elicotteri [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; Sono scattate, all&#8217;aeroporto di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia le prime limitazioni di carburante per i voli. </p>



<p>Air Bp Italia, che gestisce lo stoccaggio e l&#8217;erogazione di carburante in decine di aeroporti italiani, ha emesso un avviso che interessa la navigazione di aeromobili ed elicotteri per informare le compagnie aere che per i prossimi giorni e fino al prossimo 9 aprile,  ci saranno  limitazioni per il carburante nei voli in decollo dagli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia.</p>



<p>In particolare, sarà disposta una distribuzione contingentata del carburante per i voli con durata inferiore alle tre ore. <br>Il rifornimento sarà assicurato, invece, ai voli sanitari in aero-ambulanza, ai voli di Stato e ai voli di durata superiore alle tre ore. </p>



<p>Questo è il primo effetto nel settore dell&#8217;aviazione civile in Italia dall&#8217;inizio  della guerra Iran e in Medio Oriente e della chiusura dello Stretto di Hormuz, il cruciale  snodo marittimo da cui passa buona parte dell’energia venduta in tutto il mondo.</p>
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		<title>Guerra in Iran, Bankitalia: l’inflazione aumenterà al 2,6%. Codacons: In arrivo stangata da 860 euro annui a famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 13:34:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; Gli esperti della Banca d’Italia hanno elaborato le ultime proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026-28. In base allo studio di stima che il PIL dell’Italia aumenti dello 0,5 per cento sia quest’anno sia il prossimo e dello 0,8 per cento nel 2028. L’ attività economica [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; Gli esperti della Banca d’Italia hanno  elaborato le ultime proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026-28. In base allo studio di stima  che il PIL dell’Italia aumenti dello 0,5 per cento sia quest’anno sia il prossimo e dello 0,8 per cento nel 2028. </p>



<p>L’ attività economica risente soprattutto quest’anno dell’indebolimento della domanda interna, frenata dal repentino rincaro dell’energia, dall’ulteriore aumento dell’incertezza e dal deterioramento della fiducia; essa tornerebbe a rafforzarsi gradualmente nel prossimo biennio.</p>



<p>L’inflazione al consumo aumenterà al 2,6 per cento nel 2026, principalmente per effetto del brusco rialzo dei prezzi delle materie prime, per poi tornare poco al di sotto del 2,0 per cento nel biennio 2027-28.</p>



<p>I consumi risentiranno dell’erosione del reddito reale connessa con la maggiore inflazione e del peggioramento della fiducia, in un contesto di accentuata incertezza; si stima che la crescita della spesa delle famiglie rimanga debole quest’anno e il prossimo, per recuperare vigore nel 2028.</p>



<p>Più nel dettaglio l’incremento dell’inflazione nell’anno in corso è in larga misura riconducibile alla componente energetica, che risente del brusco rialzo delle quotazioni delle materie prime. La trasmissione dei rincari energetici ai salari e ai prezzi degli altri beni e dei servizi è graduale, anche per via della ridotta quota di contratti di lavoro in attesa di rinnovo: al netto delle componenti alimentare ed energetica, l’inflazione aumenta solo leggermente nella media dell’anno in corso, al 2,0 per cento, per riportarsi all’1,8 per cento nel biennio 2027-28.<br>Rispetto alle previsioni pubblicate in dicembre, l’inflazione è rivista al rialzo, in misura più significativa quest’anno.</p>



<p>L’andamento dell’attività economica e dell’inflazione dipenderà in misura cruciale dalla durata del conflitto in Medio Oriente e dalle conseguenze sulla produzione e sui flussi di trasporto delle materie prime.</p>



<p>&#8220;Una inflazione al 2,6% equivarrebbe, a parità di consumi, ad una stangata da +860 euro annui a famiglia&#8221;:  afferma il Codacons, commentando l’allarme lanciato da Bankitalia.</p>



<p>&#8220;Anche la Banca d’Italia conferma le nostre stime secondo cui i rincari dei prodotti energetici rischiano di far balzare al rialzo l’inflazione, con effetti a cascata sui listini al dettaglio di una moltitudine di beni e servizi&#8221;: spiega il Codacons.<br>&#8220;Nello specifico un tasso di inflazione al 2,6% come quello previsto da Bankitalia equivarrebbe ad una maggiore spesa da +860 euro annui per la famiglia “tipo” dell’Istat, conto che salirebbe in media a +1.187 euro annui per un nucleo con due figli. Ma ricadute negative si registrerebbero anche sul fronte dei consumi: un eventuale balzo dell’inflazione e un rincaro generalizzato di prezzi e tariffe spingerebbe le famiglie a contrarre la spesa, con danni enormi per l’economia nazionale&#8221;: conclude il Codacons.</p>
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		<title>Guerra in Iran, a Modena controlli sui distributori di carburante da parte di ADM e GDF</title>
		<link>https://sestopotere.com/modena-controlli-sui-distributori-di-carburante-da-parte-di-adm-e-gdf/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 13:25:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; Modena, 3 aprile 2026 – I finanzieri del Comando Provinciale di Modena, seguendo le linee guidafissate dal Comando Generale della Guardia di Finanza, e il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno rafforzato l’azione di controllo a garanzia dell’intera filiera distributiva dei prodotti energetici. Una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; Modena, 3 aprile 2026 – I finanzieri del Comando Provinciale di Modena, seguendo le linee guida<br>fissate dal Comando Generale della Guardia di Finanza, e il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno rafforzato l’azione di controllo a garanzia dell’intera filiera distributiva dei prodotti energetici.</p>



<p>Una misura resa necessaria dall’andamento del mercato nazionale dei carburanti, che sta registrando marcate oscillazioni dei prezzi al consumo con potenziali ripercussioni sul potere di acquisto delle famiglie, non escludendo il ricorso a canali illeciti di approvvigionamento.<br>I controlli si sono concentrati sia sulla corretta erogazione dei prodotti energetici presso le stazioni di servizio sia sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti praticati al consumo, su tutta la provincia di Modena, con particolare riferimento alle rotabili più trafficate.</p>



<p>Il personale dell’UADM Emilia 4, sede di Modena, e del Laboratorio di Bologna, con il Gruppo di Modena, a seguito di un accesso congiunto presso un impianto di distribuzione carburanti a uso pubblico, finalizzato alla verifica della corretta applicazione delle disposizioni in materia di deposito e distribuzione di prodotti energetici assoggettati ad accise, ha effettuato, altresì, controlli di natura tecnica sulla qualità del gasolio per autotrazione erogato alla clientela.<br>L’esito delle analisi sui campioni prelevati ha consentito di accertare come il carburante fosse non conforme agli standard qualitativi previsti relativamente al punto di infiammabilità (inferiore al limite previsto) e al contenuto dello zolfo (superiore rispetto a quello stabilito dalle norme unionali e nazionali).</p>



<p>La commercializzazione di carburante con un basso punto di infiammabilità può comportare un alto rischio di incendio durante la movimentazione, a causa della maggiore volatilità del prodotto che rilascia facilmente vapori infiammabili, oltre a pregiudicare il funzionamento e la durata dei motori, dovuta a una combustione irregolare che ne determina un’usura più consistente.<br>In aggiunta, il contenuto di zolfo più alto del limite normativamente previsto può portare a conseguenze dal punto di vista ambientale, come maggiori emissioni inquinanti e un peggioramento della qualità dell’aria, oltre a determinare una maggiore formazione di depositi nelle parti interne dei motori diesel e un danneggiamento dei sistemi di post-trattamento delle emissioni.</p>



<p>All’esito del controllo, gli operanti hanno inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena una comunicazione di notizia di reato nei confronti dei due soci amministratori della società per il delitto di frode nell’esercizio del commercio.<br> <br>Nel corso di ulteriori ispezioni sono state individuate situazioni di irregolarità amministrativa nei confronti di altri 4 distributori stradali per l’omessa comunicazione dei prezzi praticati per ogni tipologia di prodotto energetico: gli impianti di distribuzione di carburante, ai sensi dell’articolo 51 della Legge 99/2009, attraverso il portale “Osservaprezzi carburanti” del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), hanno l’obbligo di effettuare le prescritte comunicazioni con cadenza almeno settimanale, ciò al fine di poter monitorare i prezzi praticati.</p>



<p>Dalle verifiche è emerso che i gestori, complessivamente, avevano omesso 12 volte di comunicare, tramite il citato portale, le variazioni dei prezzi applicati per la vendita del carburante al pubblico, tenendo in tal modo un comportamento opaco, con la finalità di avere un vantaggio<br>competitivo sugli altri distributori locali.<br>Lo sforzo congiunto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza ha permesso così di elevare sanzioni amministrative pecuniarie per circa 50.000 euro.</p>
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		<title>È morto lo scrittore cattolico Vittorio Messori, messaggi di cordoglio</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 13:05:08 +0000</pubDate>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; A 84 anni <strong>Vittorio Messori</strong> è scomparso, ieri sera, Venerdì Santo, nella sua casa di Desenzano del Garda. Scrittore cattolico, autore di interviste esclusive a <strong>Ratzinger</strong> e a papa Giovanni Paolo II, era nato a Sassuolo, in provincia di Modena, nel 1941. Lasciò l’Emilia per andare a studiare a Torino, prima il liceo classico, poi la facoltà di Scienze politiche e la laurea in Storia del Risorgimento, la sua fu una formazione in ambiente laico. </p>



<p>La svolta arrivò dopo un’intensa lettura dei Vangeli, che  portò <strong>Vittorio Messori</strong>  a pubblicare nel 1976 “Ipotesi su Gesù”, fenomeno editoriale in Italia e nel mondo. Seguirono grandi successi giornalistici con l&#8217;intervista all&#8217;allora cardinale <strong>Joseph Ratzinger</strong> nel 1985, e nel 1994, il libro-intervista scritto a quattro mani con<strong> Karol Wojtyła</strong>, ovvero Papa <strong>Giovanni Paolo II</strong>, divenuto best seller. In “Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX” indagò il delicato caso di<strong> Edgardo Mortara</strong>, che nella Bologna papale del 1858 fu sottratto alla famiglia e condotto in un collegio cattolico a Roma.</p>



<p>Lo ricordano così il presidente della Regione Emilia-Romagna,&nbsp;<strong>Michele de Pascale</strong>, e l’assessora alla Cultura,&nbsp;<strong>Gessica Allegn</strong>i: “Ritenuto lo scrittore cattolico più famoso, capace di portare il cristianesimo al centro del dibattito culturale internazionale,&nbsp;<strong>Vittorio Messori</strong>&nbsp;lascia un’importante eredità culturale e spirituale e un encomiabile esempio di dedizione allo studio, alla ricerca e all’approfondimento dei grandi temi della vita e dell’universo cattolico”.</p>



<p>“A nome della comunità regionale, esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa di un intellettuale di altissimo profilo– concludono&nbsp;<strong>de Pascale</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Allegni</strong>&#8211; che ha dedicato la sua vita, dopo una profonda conversione al cattolicesimo, a interrogarsi e indagare il rapporto tra ragione e verità della fede cristiana. Riflessioni e approfondimenti che oggi restano ad aiutarci a cercare risposte a grandi domande”.</p>



<p>“Ci lascia Vittorio Messori, fra i più competenti e appassionati studiosi del mondo cattolico. Ha  saputo raccogliere e restituire la fisionomia del cristianesimo nella modernità con cognizione della tradizione e con notevole consapevolezza. Il mio cordoglio alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene”:  dichiara il Ministro della Cultura<strong> Alessandro Giuli</strong>. </p>
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