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	<title>Reggio Emilia &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Reggio Emilia &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Salone del Restauro di Ferrara 2026: protagonista il settore del Patrimonio culturale dell&#8217;Emilia-Romagna</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:29:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Ferrara &#8211; 12 maggio 2026 &#8212; ‘Restauro’. Basta una sola parola per identificare il Salone internazionale dei Beni culturali e ambientali che riapre i battenti a Ferrara dal 12 al 14 maggio, dedicato al mondo della conservazione, del recupero e della tutela. In questa vetrina internazionale, giunta alla XXXI edizione, dove saperi antichi e tecnologie emergenti [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Ferrara &#8211; 12 maggio 2026 &#8212; ‘<strong>Restauro’</strong>. Basta una sola parola per identificare il <strong>Salone internazionale dei Beni culturali e ambientali </strong>che riapre i battent<strong>i a Ferrara dal 12 al 14 maggio</strong>, dedicato al mondo<strong> della </strong>conservazione, del recupero e della tutela.</p>



<p>In questa vetrina internazionale, giunta alla XXXI edizione, dove saperi antichi e tecnologie emergenti si incontrano, il&nbsp;<strong>Settore Patrimonio culturale della Regione&nbsp;</strong>sarà protagonista negli spazi di&nbsp;<strong>Ferrara Expo</strong>&nbsp;(padiglione 3 B5) con un ricco programma che va dalla&nbsp;<strong>conservazione e restauro</strong>, alla&nbsp;<strong>catalogazione digitale</strong>&nbsp;&#8211; con il rinnovato&nbsp;<strong>portale PatER</strong>&nbsp;&#8211; fino alle&nbsp;<strong>reti museali</strong>&nbsp;e alle&nbsp;<strong>pratiche partecipative</strong>&nbsp;di conoscenza e fruizione del patrimonio culturale e naturalistico che coinvolgono comunità e territori.</p>



<p>Nello spazio espositivo un pannello e un video metteranno in mostra alcuni dei principali restauri promossi dalla Regione: dalla&nbsp;<strong>Reggia di Colorno&nbsp;</strong>alla<strong>&nbsp;Camera di San Paolo</strong>&nbsp;a Parma, dall&#8217;<strong>antico casello del formaggio di Calerno</strong>&nbsp;(Re), alla&nbsp;<strong>Delizia Estense del Verginese</strong>&nbsp;in provincia di Ferrara. Anche le esperienze di fruizione del patrimonio saranno protagoniste: è il caso delle&nbsp;<strong>Passeggiate Patrimoniali</strong>, tra natura e cultura, realizzate ogni anno nel nostro territorio.</p>



<p>“La presenza della Regione a Restauro, ormai consolidata negli anni, si inserisce in modo organico nell’alto livello qualitativo della manifestazione- afferma l’assessora regionale alla Cultura,&nbsp;<strong>Gessica Allegni</strong>-. Non solo esposizione, ma laboratorio di idee e pratiche dove il patrimonio culturale viene interpretato come risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile, la coesione sociale e la costruzione del futuro. In questa vetrina internazionale presentiamo progetti innovativi su infrastrutture verdi e blu, servizi museali, digitalizzazione del patrimonio culturale e tanto altro.Vogliamo ragionare di un modello in cui paesaggio, cultura e tecnologia dialogano in modo sempre più integrato. Il nostro obiettivo è rendere il patrimonio accessibile, sicuro e capace di guardare al futuro”.</p>



<p>Cuore della presenza regionale sarà il&nbsp;<strong>convegno del 13 maggio</strong>, dal titolo “Dalla città spugna alle Digital Humanities: progetti in corso per paesaggio, musei e patrimonio culturale” (dalle 10 alle 13.30, nella Sala Rossetti). Con un focus sulle progettazioni delle cosiddette ‘città spugna’e la realizzazione delle infrastrutture verdi e blu: parchi fluviali, giardini della pioggia, boschi urbani e corridoi ecologici. Un percorso articolato, finanziato dal&nbsp;<strong>Programma regionale di fondi europei</strong>&nbsp;<strong>Fesr 2021-2027</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>Pnrr,</strong>&nbsp;che restituisce una mappa concreta delle azioni in corso come&nbsp;<strong>risposta sostenibile alle sfide climatiche</strong>.</p>



<p>Si parlerà poi del <strong>restauro dell’orto botanico</strong> e dei <strong>giardini di via Filippo Re</strong> a Bologna, e sempre nell’ambito del<strong> Fesr 2021-2027</strong> troveranno spazio i contributi relativi ad alcuni progetti frutto di veri e propri percorsi di esplorazione e innovazione del patrimonio culturale nel campo della digitalizzazione del patrimonio, le cosiddette<strong> Digital Humanitas.</strong> </p>



<p>Verranno presentati i <strong>progetti dell’Unione della Romagna Faentina</strong>, <strong>dei Musei Civici di Carpi</strong> edel <strong>Comune di Bagnacavallo</strong>. </p>



<p>Il convegno proseguirà con le <strong>esperienze del Pnrr</strong>, come il progetto pilota ‘Da Campolo l’arte fa Scola’, e con le azioni dedicate alla qualità dei dati e dei servizi museali, fino al progetto ‘Egida Psem’, che introduce una nuova cultura della sicurezza attraverso l’innovazione digitale nella gestione delle collezioni.</p>



<p>Nel pomeriggio dello stesso giorno, dalle 14 alle 16.30, il Patrimonio regionale sarà inoltre protagonista dell’incontro promosso da Clust-ER Build&nbsp;<strong>‘Un futuro necessario. AI, cultura e creatività: visioni condivise, processi ed ecosistemi in evoluzione’</strong>&nbsp;dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi culturali e creativi.</p>



<p>A questo link il programma in dettaglio <a href="https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/novita/notizie/in-evidenza/il-settore-patrimonio-culturale-al-salone-del-restauro-2026" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Settore Patrimonio culturale al Salone del Restauro 2026 &#8211; Patrimonio culturale</a></p>



<p><em>In alto foto della conservazione, restauro e valorizzazione della Reggia di Colorno</em> </p>
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		<title>Sanità pubblica e Sanità privata accreditata in Emilia-Romagna: convegno a Reggio Emilia</title>
		<link>https://sestopotere.com/sanita-pubblica-e-sanita-privata-accreditata-in-emilia-romagna-convegno-a-reggio-emilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 12 maggio 2026 &#8211; La sanità italiana si è sempre caratterizzata per la forte collaborazione tra sistema pubblico e privato accreditato per garantire, a parità di condizioni, cure, prestazioni e assistenza a tutela della salute dei cittadini. I dati parlano chiaro: la sanità privata accreditata assicura a livello nazionale [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 12 maggio 2026 &#8211; La sanità italiana si è sempre caratterizzata per la forte collaborazione tra sistema pubblico e privato accreditato per garantire, a parità di condizioni, cure, prestazioni e assistenza a tutela della salute dei cittadini. I dati parlano chiaro: la sanità privata accreditata assicura a livello nazionale il 28% di tutti i ricoveri ospedalieri e il 36% di prestazioni ambulatoriali.</p>



<p>In Emilia-Romagna la sanità privata accreditata eroga ai cittadini il 20,5% dei ricoveri ospedalieri e il 4,6% di prestazioni ambulatoriali.</p>



<p>In uno scenario sanitario di sfide e crescenti complessità economiche e sociali, quale sarà quindi il futuro <strong>dell’integrazione del privato accreditato nel Servizio Sanitario dell’Emilia-Romagna per il bene dei cittadini?</strong></p>



<p>Questa è la domanda al centro del convegno, aperto al pubblico, che si terrà <strong>giovedì 14 maggio dalle ore 9.30, presso i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia</strong> (via Emilia San Pietro, 44/c), al quale interverranno l’assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna <strong>Massimo Fabi</strong> (<em>nella foto</em>), e <strong>Gabriele Pelissero,</strong> presidente nazionale Aiop, l’associazione che rappresenta le strutture ospedaliere, socio sanitarie e territoriali di diritto privato del Servizio sanitario nazionale (SSN), nonché le realtà operanti nel campo del privato.</p>



<p>L’incontro, introdotto dal presidente provinciale di Aiop Reggio Emilia <strong>Fabrizio Franzini</strong>, dai saluti della vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia <strong>Francesca Bedogni</strong> e del vicesindaco del Comune capoluogo <strong>Lanfranco De Franco</strong>, prende spunto da una ricerca del professor <strong>Paolo Belardinelli</strong>, fellow Istituto Bruno Leoni e assistant professor Indiana University, che analizza l’incidenza del contributo del privato accreditato al Servizio sanitario della Regione Emilia-Romagna.</p>



<p>Una collaborazione significativa per capacità di erogazione di prestazioni, sostenibilità economica del sistema e tutela della salute pubblica: soltanto in Emilia-Romagna, infatti, Aiop associa 52 strutture (42 ospedali accreditati, 2 ospedali non accreditati, 8 RSA) con 5.931 posti letto di cui 5.860 accreditati e 8486 addetti diretti (2970 medici, 3361 infermieri, 1392 personale tecnico e 763 operatori di supporto).</p>



<p>I lavori proseguiranno con una tavola rotonda, coordinata dalla giornalista economica <strong>Ilaria Vesentini</strong>, che metterà a confronto il direttore generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna <strong>Lorenzo Broccoli</strong>, il direttore generale di Confindustria Emilia-Romagna <strong>Gian Luca Rusconi</strong>, <strong>Americo Cicchetti</strong>, professore ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia dell&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore dell&#8217;Alta Scuola di Economia e management dei sistemi sanitari (ALTEMS), e il presidente di Aiop Emilia-Romagna <strong>Cesare Salvi</strong>, al quale sono affidate anche le conclusioni.</p>



<p>L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Clinica Città di Parma, Val Parma Hospital e Villa Verde.</p>
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		<item>
		<title>Agricoltura: CAI Agromec celebra 80 anni</title>
		<link>https://sestopotere.com/agricoltura-cai-agromec-celebra-80-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:34:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 11 maggio 2026 &#8211; Ottant’anni di storia, di evoluzione del lavoro agricolo e di rappresentanza di una categoria centrale per la modernizzazione delle campagne italiane. Si è svolta a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, l’80ª Assemblea nazionale di CAI Agromec, occasione per ripercorrere il cammino dell’organizzazione nata nel secondo dopoguerra e [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 11 maggio 2026 &#8211; Ottant’anni di storia, di evoluzione del lavoro agricolo e di rappresentanza di una categoria centrale per la modernizzazione delle campagne italiane. </p>



<p>Si è svolta a <strong>Casalgrande</strong>, in provincia di <strong>Reggio Emilia</strong>, <strong>l’80ª Assemblea nazionale di CAI Agromec</strong>, occasione per ripercorrere il cammino dell’organizzazione nata nel secondo dopoguerra e per rilanciare le principali sfide che oggi interessano il <strong>comparto agromeccanico italiano</strong>.</p>



<p>Nel corso dell’assemblea, il&nbsp;<strong>presidente di Federacma Andrea Borio e il segretario generale Gianni Di Nardo</strong>&nbsp;hanno portato il saluto della Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, sottolineando il&nbsp;<strong>rapporto di collaborazione costruito negli anni con CAI Agromec sui principali dossier della meccanica agricola.</strong><strong>&nbsp;</strong></p>



<p><em>“Pensare che già nel 1946 esistesse una confederazione degli agromeccanici significa riconoscere quanto questa categoria fosse avanti rispetto ai tempi –&nbsp;</em><strong>ha dichiarato Borio</strong><em>&nbsp;–. Oggi CAI Agromec continua a portare avanti battaglie fondamentali per il settore e una delle più importanti riguarda proprio il pieno riconoscimento della figura dell’agromeccanico. Non è più rinviabile dare dignità e identità a una professione strategica per l’agricoltura italiana”.</em></p>



<p>Nel suo intervento, Borio ha richiamato anche le&nbsp;<strong>forti difficoltà che stanno attraversando le imprese agricole, i concessionari, i riparatori e i costruttori di macchine agricole</strong>, soffermandosi in particolare sull’incertezza normativa che sta interessando gli incentivi legati alla Transizione 4.0 e 5.0.</p>



<p><em>“Alle imprese non basta sentirsi promettere misure –&nbsp;</em><strong>ha spiegato</strong><em>&nbsp;–. Serve certezza. Oggi il problema più grande è proprio l’incertezza: agricoltori, concessionari e costruttori non sanno se gli investimenti programmati potranno realmente beneficiare delle agevolazioni annunciate. Questo clima sta bloccando la filiera, rallenta gli acquisti, ferma le consegne e rischia di avere conseguenze occupazionali pesanti anche sull’industria della meccanica agricola”.</em></p>



<p>Il presidente di Federacma ha poi evidenziato come il&nbsp;<strong>rallentamento degli investimenti</strong>&nbsp;finisca per produrre effetti negativi anche per lo Stato. “<em>Quando si fermano le vendite, si ferma la produzione, si riduce il gettito IVA e aumentano le difficoltà per le imprese. È necessario dare stabilità alle misure e chiarezza operativa agli operatori</em>”.</p>



<p>Ampio spazio anche al tema della&nbsp;<strong>revisione dei mezzi agricoli</strong>,&nbsp;<strong>su cui Federacma e CAI Agromec stanno lavorando insieme nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.</strong></p>



<p>“<em>Si parla di scadenze e obblighi</em>&nbsp;–&nbsp;<strong>ha sottolineato Borio</strong>&nbsp;–&nbsp;<em>ma mancano ancora strumenti concreti per consentire agli operatori di adempiere. Agricoltori e contoterzisti hanno trattori da revisionare ma non sanno dove poter effettuare le revisioni. È una situazione assurda che va risolta rapidamente</em>”.</p>



<p>È stato inoltre ricordato il&nbsp;<strong>lavoro comune che Federacma e CAI Agromec portano avanti anche sul fronte della formazione e del ricambio generazionale</strong>&nbsp;attraverso&nbsp;<strong>Mech@griJOBS</strong>, i workshop dedicati agli studenti degli istituti tecnici e agrari italiani, organizzati per far conoscere ai giovani le opportunità professionali del settore della meccanica agraria. Un&nbsp;<strong>format consolidato che mette in dialogo scuola e impresa</strong>, valorizzando le professioni della meccanica agricola e contribuendo a costruire nuove competenze per il futuro del comparto.</p>



<p>Nel corso dell’assemblea,&nbsp;<strong>Federacma ha consegnato una targa celebrativa al presidente di CAI Agromec Gianni Dalla Bernardina</strong>&nbsp;“<em>con gratitudine per la collaborazione e l’impegno condiviso</em>” e con l’auspicio di “<em>continuare a lavorare affiancati per la crescita e il futuro del settore agromeccanico</em>”.</p>



<p>L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo, dei consorzi territoriali e delle organizzazioni della filiera, confermando il ruolo sempre più centrale dell’agromeccanica nei processi di innovazione, sostenibilità e competitività dell’agricoltura italiana.</p>



<p><em>Didascalia foto in alto: da sinistra  Andrea Borio (presidente Federacma), Gianni Dalla Bernardina (presidente CAI Agromec), Gianni Di Nardo (segretario generale Federacma)</em></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Reggio Emilia, convegno con Simona Dalla Chiesa aperto agli studenti di alcuni istituti scolastici della città</title>
		<link>https://sestopotere.com/reggio-emilia-convegno-con-simona-dalla-chiesa-aperto-agli-studenti-di-alcuni-istituti-scolastici-della-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 7 maggio 2026 &#8211; Un incontro formativo sul tema dei diritti, doveri e legalità dedicato ai giovani studenti degli istituti di istruzione superiore della città è andato in scenanei giorni scorsi al Centro Internazionale Malaguzzi a Reggio Emilia, organizzato dal Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 7 maggio 2026 &#8211; Un incontro formativo sul tema dei diritti, doveri e legalità dedicato ai giovani studenti degli istituti di istruzione superiore della città è andato in scenanei giorni scorsi al Centro Internazionale Malaguzzi a Reggio Emilia, organizzato dal Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore, in collaborazione con Provincia e Comune di Reggio Emilia.</p>



<p>Accanto agli studenti, tanti cittadini e le autorità hanno accolto in un abbraccio affettuoso <strong>Simona Dalla Chiesa, scrittrice, giornalista ed ex parlamentare, figlia del generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa</strong> – simbolo della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, caduto vittima di un attentato mafioso nel 1982 a Palermo – impegnata da anni con associazioni e istituzioni scolastiche per diffondere la cultura della legalità<strong>.</strong></p>



<p>L’incontro, moderato dalla giornalista <strong>Serena Arbizzi</strong>, era volto a sensibilizzare i giovani al rispetto di leggi e regole, consapevoli di partecipare con il proprio impegno di cittadini&nbsp;attivi e responsabili alla costruzione di una comunità più giusta e democratica.</p>



<p>La mattinata di lavori si è aperta con l’Inno nazionale cantato dal primo soprano della Corale Verdi di Parma, <strong>Anna Bartoli Federici,</strong> per poi lasciare spazio ai saluti istituzionali del viceprefetto vicario dottoressa <strong>Caterina Minutoli</strong>, del questore dottor <strong>Carmine Soriente</strong>, del comandante provinciale dei Carabinieri <strong>Colonnello Orlando Hiromi Narducci, </strong>dell’assessore alle Politiche educative del Comune di Reggio Emilia <strong>Marwa Mahmoud </strong>e del presidente del Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore <strong>Massimo Buizza</strong>.</p>



<p><strong>Teresa Filippini</strong>, governatore del Distretto 108tb, è intervenuta per sottolineare che parlare di legalità significa parlare di responsabilità, di educazione civica, di rispetto reciproco: “i diritti non possono esistere senza i doveri e la libertà trova il suo senso più alto quando si accompagna alla giustizia e alla tutela delle comunità” ha detto Filippini che ha poi incoraggiato i giovani “a continuare insieme a promuovere la cultura della legalità, quale fondamento di una società più giusta, più sicura, più umana”.</p>


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<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="661" height="400" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Linno-nazionale-cantato-dal-primo-soprano-della-Corale-Verdi-di-Parma-Anna-Bartoli-Federici.jpg" alt="" class="wp-image-304456" style="aspect-ratio:1.6525900460973513;width:593px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Linno-nazionale-cantato-dal-primo-soprano-della-Corale-Verdi-di-Parma-Anna-Bartoli-Federici.jpg 661w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Linno-nazionale-cantato-dal-primo-soprano-della-Corale-Verdi-di-Parma-Anna-Bartoli-Federici-300x182.jpg 300w" sizes="(max-width: 661px) 100vw, 661px" /></figure>
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<p><strong>Simona Dalla Chiesa </strong>ha quindi rivoltoai ragazzi alcuni importanti spunti di riflessione:“<em>Ci sono parole che, al di là del loro significato letterale, si prestano ad una interpretazione più ampia, interrogano la coscienza civile e allo stesso tempo trasmettono emozioni profonde. Legalità, Diritti e Doveri sono le parole di cui oggi parliamo, ed è evidente come non possano essere ristrette nei confini di un vocabolario, ma si intreccino tra loro, arricchendosi di significati, per offrirci alla fine il senso di una società davvero democratica. Non può esistere legalità senza un contestuale rispetto dei diritti e doveri dei cittadini. Seguire le regole è fondamentale, ma io vorrei alzare l’asticella, e chiedere a ognuno di noi di vivere la legalità non come atto individuale fine a se stesso, ma come impegno di responsabilità che ci coinvolga in un circuito virtuoso di solidarietà, di accoglienza, di rispetto, di educazione”.</em> <strong>Ha poi ricordato Don Ciotti, </strong>il quale diceva<em> “avere le mani pulite, e tenerle in tasca, non basta!”. “In questo senso la legalità non è più solo un insieme di comportamenti corretti, ma si riempie di valori sociali e democratici – </em><strong>ha sottolineato Dalla Chiesa</strong><em> – E così possiamo dire, seguendo il titolo di questo incontro, che “la Legalità conviene”, perché riempie di speranza il mondo che affidiamo a questi giovani</em>”.</p>



<p>Sono quindi intervenuti il consigliere per Legalità, Cultura della legalità e partecipazione della Provincia di Reggio Emilia <strong>Cecilia Barilli,</strong> che ha affrontato il tema dei diritti e della legalità; l’esperta di sicurezza e legalità del Comune di Reggio Emilia<strong> Sara Di Antonio, </strong>si è rivolta ai giovani invitandoli ad andare oltre le regole per adottare la legalità come stile di vita; il tema del Codice Antimafia è stato trattato dall’avvocato nonché amministratore giudiziario di beni confiscati, componente per la “Consulta per la Legalità” di Reggio Emilia <strong>Rosario Di Legami; </strong>la dirigente dell’Istituto Comprensivo Antonio Ligabue di Reggio Emilia <strong>Francesca Spadoni</strong> ha descritto il percorso di cittadinanza attiva della Scuola secondaria di primo grado C.A. Dalla Chiesa imbastito con gli studenti e le famiglie, mentre il vice presidente del Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore <strong>Stefano Ferri</strong> ha articolato il suo intervento sulla Costituzione, anticipando alla platea, nel suo ruolo di assessore a Bilancio e Tributi del Comune di Montecchio, che nel mese di aprile verrà restituito alla comunità proprio un immobile confiscato alle organizzazioni malavitose.</p>



<p>Nel corso della mattinata è stata proiettato anche “<strong>Mal-esseRE &#8211; Video inchiesta sulla violenza giovanile a Reggio Emilia</strong>” (<a href="https://youtu.be/aQot9AjevKI?si=VKR4UpDEd47gd-En">https://youtu.be/aQot9AjevKI?si=VKR4UpDEd47gd-En</a>), realizzato dagli studenti della classe 4D Servizi sociali dell’Istituto Galvani Iodi, con il supporto dei docenti <strong>Salvatore Corcione e Laura Spallanzani</strong>. Il report, dedicato al disagio giovanile che sfocia nella violenza, individuale e di branco, <strong>nel 2025 si è aggiudicato il Premio Pina e Libero Grassi</strong>.</p>



<p>All’iniziativa, a cui ha partecipato anche il presidente della Fondazione Manodori <strong>Leonello Guidetti, </strong>sono intervenuti gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore Zanelli-Secchi, Istituto tecnico economico Scaruffi Levi Tricolore, Istituto Galvani Iodi, Liceo artistico Chierici, Istituto d’istruzione superiore Nobili, Istituto di istruzione superiore Pascal, Istituto comprensivo Antonio Ligabue.</p>



<p><strong>Dichiarazioni</strong></p>



<p><strong>Cecilia Barilli</strong>, <em>consigliere per Legalità, Cultura della legalità e partecipazione della Provincia di Reggio Emilia</em></p>



<p>“Ringrazio il Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore, nella persona del presidente Massimo Buizza, per l’invito a partecipare al convegno. Il Lions Reggio Emilia Host ha voluto coinvolgere la Provincia e riconoscere il ruolo fondamentale dell’istituzione che rappresento nella diffusione della cultura della legalità. Educare alla legalità significa formare cittadini attivi e responsabili. Cittadini onesti, capaci di esercitare i propri diritti e di adempiere ai propri doveri con la consapevolezza di partecipare alla costruzione del bene della collettività. Alla base di tutto questo vi è il rispetto di leggi e regole, intese non come divieti, ma scelta etica di altruismo in grado di garantire la libertà e la dignità di tutti. La legalità conviene perché laddove c’è partecipazione, buona cittadinanza, diritti, regole, non ci può essere criminalità. Educare alla legalità significa prima di tutto parlare ai giovani con strumenti e linguaggi che sentono vicini. Giornate come queste sono fondamentali per diffondere cultura della legalità e conoscenza della legalità nel tessuto civile tra i giovani”.</p>



<p><strong>Sara Di Antonio</strong>, <em>esperta di sicurezza e legalità del Comune di Reggio Emilia</em></p>



<p>“Ai giovani è necessario parlare con autenticità, senza formalismi e senza distanza. La legalità, infatti, non è solo un concetto da studiare o un insieme di norme da conoscere: è un modo di stare al mondo, una scelta di campo che si rinnova ogni giorno. È fatta di piccoli gesti, di responsabilità condivise, di attenzione verso gli altri e verso la comunità in cui viviamo. L’Amministrazione comunale crede profondamente che per accompagnare ragazze e ragazzi a scegliere la legalità servano esempi concreti, testimonianze vive, azioni che rendano visibile ciò che spesso rimane astratto. La legalità si impara praticandola, osservandola, riconoscendola nei comportamenti quotidiani. Parlare ai giovani mostrando che il rispetto delle regole non è un limite, ma una forma di libertà e di coraggio, per raccontare che la legalità può essere un percorso appassionante, un modo per costruire relazioni più forti, una città più giusta e un futuro davvero condiviso. L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: fare in modo che ogni ragazza e ogni ragazzo possano sentire la legalità non come un peso, ma come una possibilità. Una scelta che li valorizza, li protegge e li rende protagonisti del cambiamento, soprattutto in questo momento in cui la nostra città sta vivendo importanti trasformazioni che rendono la vita quotidiana più complessa, ma anche più appassionante”.</p>



<p><strong>Rosario Di Legami, </strong><em>avvocato, amministratore giudiziario di beni confiscati e componente per la “Consulta per la Legalità” di Reggio Emilia</em></p>


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<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="693" height="400" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Le-autorita-intervenute-al-convegno.jpg" alt="" class="wp-image-304457" style="aspect-ratio:1.7325962965856707;width:594px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Le-autorita-intervenute-al-convegno.jpg 693w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Le-autorita-intervenute-al-convegno-300x173.jpg 300w" sizes="(max-width: 693px) 100vw, 693px" /></figure>
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<p>“Qui muore la speranza dei palermitani onesti”. Così un cartello scritto da un anonimo, asciutto ma potentissimo, campeggiava il giorno dopo l’eccidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Io ero lì, a Palermo e sentii dentro di me quella sensazione di sfiducia che noi giovani di allora provammo nel sapere che avevamo smarrito l’anelito di legalità che aveva informato la vita del generale Dalla Chiesa. Ma proprio il suo insegnamento ha fatto rivivere e crescere nel tempo i principi di legalità, che si declinano nel fare valere come comunità i propri diritti nel contrasto contro la criminalità organizzata, rafforzando al contempo il dovere di ciascuno di noi &#8211; a qualsiasi livello &#8211; di rispettare le regole del convivere civile, evitando facili e pericolose scorciatoie e tenendo a mente che in ogni caso la legalità conviene sempre. E’ questo il faro e l’insegnamento che il convegno si è prefissato di raggiungere, a mio parere riuscendoci”.</p>



<p><strong>Francesca Spadoni</strong>, <em>dirigente dell’Istituto Comprensivo Antonio Ligabue di Reggio Emilia</em></p>



<p>“Oggi abbiamo presentato i risultati del progetto “<em>Legalità e Libertà: sulle tracce di Carlo Alberto Dalla Chiesa</em>”, l&#8217;iniziativa che ha coinvolto gli studenti della scuola secondaria in un percorso formativo partito dalle aule — con il supporto di Officina Educativa, esperti legali e l’Arma dei Carabinieri — e culminato in un &#8220;pellegrinaggio civile&#8221; a Palermo. I ragazzi hanno visitato i luoghi simbolo della lotta alla mafia, da Cinisi a Capaci, fino alla caserma intitolata al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, trasformando concetti astratti in un&#8217;esperienza emotiva e concreta. L&#8217;obiettivo è stato formare “sentinelle della legalità”, capaci di scegliere ogni giorno la responsabilità personale anziché la convenienza. Il progetto si conclude con l’acquisizione, da parte degli studenti, di una nuova consapevolezza, chiamati a onorare l’eredità del generale Dalla Chiesa attraverso l&#8217;impegno civile quotidiano”.</p>



<p><strong>Stefano Ferri</strong>, <em>vice presidente del Lions Club Reggio Emilia Host Città del Tricolore e assessore a Bilancio e Tributi del Comune di Montecchio</em></p>



<p>“Nella giornata della Legalità non si può prescindere dalla Carta Costituzionale, sempre attuale, che delinea i valori fondamentali della nostra comunità. In particolare, è importante che i giovani comprendano pienamente e condividano il valore dell’art. 25 che garantisce il principio di legalità, tutela i cittadini da arbitrii giudiziari e legislativi, assicurando che la giustizia sia imparziale e prevedibile. Il caso dell’attribuzione di immobile sequestrato al patrimonio indisponibile del Comune di Montecchio Emilia, che ho seguito in prima persona in qualità di assessore, è servito per spiegare ai ragazzi anche le norme del codice antimafia che regolano l’assegnazione dei beni sequestrati”.</p>
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		<title>Il 42% dei 50-70enni non conosce l&#8217;impatto economico del pensionamento sul proprio tenore di vita, il 64% sogna la pensione a breve</title>
		<link>https://sestopotere.com/il-42-dei-50-70enni-non-conosce-i-limpatto-economico-del-pensionamento-sul-proprio-tenore-di-vita-il-64-sogna-la-pensione-a-breve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 09:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 7 maggio 2026 &#8211; Al via il nuovo progetto di Credem e ALMED (Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) indagine statistica su “Longevità e informazione” con l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei “Longennials” (termine che unisce longevità e millennials per definire [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 7 maggio 2026 &#8211; Al via il nuovo progetto di Credem e ALMED (Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) indagine statistica su “Longevità e informazione” con l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei “Longennials” (termine che unisce longevità e millennials per definire i nuovi over 50 attivi) (*).  </p>



<p>L’<strong>81%</strong> degli over 50 intervistati considera fondamentale il benessere mentale e psicofisico, <strong>il 60% </strong>di chi ha figli<strong> </strong>dichiara di sentirne il peso della responsabilità, il <strong>42%</strong> dei soggetti afferma di provare ansia guardando al futuro, il <strong>74%</strong> dichiara di essere molto  informato, il <strong>42% </strong>dei lavoratori over 50 ignora quale sarà la reale differenza tra ultimo stipendio e pensione e il <strong>44%</strong> del campione riterrebbe utile una consulenza sulla pianificazione finanziaria per il proprio domani. </p>



<p>Per approfondire questi temi, spesso sottostimati, <strong>Credem </strong>all’interno dell’<strong>Osservatorio Opinion Leader 4 Future</strong>, progetto sull’informazione consapevole nato dalla collaborazione tra <strong>Credem </strong>e <strong>ALMED </strong>(Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>, sede centrale a Milano)<strong>, </strong>lancia una nuova iniziativa dedicata ad indagare le sfide, le opportunità e gli stati d’animo legati alla <strong>longevità </strong>in Italia che prende il via dai dati della nuova ricerca* dell’Osservatorio.</p>



<p>Più in dettaglio, il progetto ha l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei “<strong>Longennials</strong>” (termine che unisce longevità e millennials per definire i nuovi over 50 attivi), segnata da incertezza e pressione dell’assistenza (caregiving), per trasformarla in un percorso di consapevolezza informativa. L&#8217;iniziativa<strong> </strong>parte da un <strong>approfondito lavoro di ricerca </strong>,<strong> </strong>condotta nelle scorse settimane dai ricercatori dell’Università Cattolica e in collaborazione con l’istituto di ricerca <strong>Bilendi,</strong> di cui oggi è rilasciata parte dei risultati e che continuerà con iniziative all’interno di <strong>tre incontri</strong> presso la sede <strong>dell&#8217;Ateneo</strong>, tra aprile e novembre 2026, dove docenti e studiosi analizzano le diverse dimensioni della longevità.</p>



<p><strong>LA RICERCA</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img decoding="async" width="400" height="599" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Giglioli-Condirettore-Centrale-di-Credem.jpg" alt="" class="wp-image-304405" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Giglioli-Condirettore-Centrale-di-Credem.jpg 400w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Giglioli-Condirettore-Centrale-di-Credem-200x300.jpg 200w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Giglioli-Condirettore-Centrale-di-Credem-280x420.jpg 280w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>
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<p>Il “day by day” degli over 50 intervistati dai ricercatori è caratterizzato da una <strong>forte centralità delle relazioni e della cura</strong>. In particolare, l&#8217;82% degli intervistati giudica positivamente i rapporti familiari e il 73% quelli amicali, tuttavia, il <strong>60% degli intervistati con figli sente il peso della responsabilità verso di loro e il 66% verso i genitori anziani</strong>. Quest’ultimo aspetto è avvertito maggiormente nelle fasce di popolazione con redditi medio-alti, dove la preoccupazione per i genitori in vita tocca il <strong>78%.</strong></p>



<p>In questo scenario, i pilastri del benessere individuale si spostano verso una dimensione più consapevole e salutista: l’<strong>alimentazione sana</strong> è un valore guida per l&#8217;<strong>85%</strong> del campione, seguita dalla ricerca dell’<strong>equilibrio psicofisico (81%)</strong> e dalla coltivazione di <strong>hobby e passioni (76%)</strong>. Per quanto riguarda la gestione del tempo libero, a fronte di una generale soddisfazione per lo spazio dedicato agli affetti (71%), circa <strong>quattro intervistati su dieci (38%)</strong> esprimono il <strong>desiderio di dedicare maggior tempo per i consumi culturali</strong> <strong>e mediali</strong>. Tale esigenza colpisce soprattutto le <strong>donne </strong>(<strong>45%</strong>) e chi è impegnato nella cura dei genitori (43%).</p>



<p>Sulla <strong>visione del futuro</strong> gli over 50 sono divisi tra curiosità (40%) e ansia (42%), con il 36% preoccupato dalla prospettiva di vivere oltre gli 85 anni. Mentre per i <strong>bisogni informativi</strong> i Longennials si autodichiarano come soggetti attenti all’informazione (74%) e si muovono con facilità tra canali digitali e tradizionali: il 35% predilige i canali tradizionali, il 36% quelli digitali e il 35% non esprime una preferenza, utilizzandoli in egual misura. </p>



<p>Per quanto riguarda le <strong>aspettative sulla pensione</strong> si evidenzia una forte differenza tra il desiderio di andare in pensione (64% vorrebbe il ritiro entro 5 anni) e la possibilità di farlo (30% potrà farlo).</p>



<p>Inoltre, dalla ricerca emerge che il 42% dei lavoratori over 50 ignora quale sarà l’effettiva differenza tra l&#8217;ultimo stipendio percepito e l&#8217;importo della futura pensione, tema che alimenta il timore per il 31% del campione che l&#8217;assegno pensionistico non sia sufficiente a coprire i propri progetti di vita. </p>



<p>In questo scenario, la pianificazione finanziaria diventa una priorità: circa il 60% dei Longennials esprime il bisogno di ricevere maggiori e migliori informazioni su investimenti e previdenza integrativa, cercando strumenti per tutelare il proprio tenore di vita futuro. Per orientarsi in queste scelte, il 47% del campione riconosce nel consulente della propria banca la figura di riferimento, preferendo per il 60% dei casi una consulenza guidata e di persona rispetto alle soluzioni interamente digitali. </p>



<p><strong>I COMMENTI</strong></p>



<p>“<em>Oltre</em> <em>20 anni è l’aspettativa media di vita dopo il pensionamento anche se spesso si sottovaluta l&#8217;impatto che una vita più lunga può avere sulle abitudini e sulle necessità del presente e anche del futuro</em>”, ha dichiarato <strong>Maurizio Giglioli</strong>, Condirettore Centrale di Credem. <em>“L’evidenza che il 42% dei Longennials guardi al domani con ansia, e che altrettanti non abbiano piena consapevolezza di quanto la riduzione del reddito al momento del pensionamento possa incidere sulla sostenibilità del proprio stile di vita, ci ha spinto a riflettere sull’importanza di una corretta informazione e sul ruolo consulenziale che la nostra banca deve mettere in campo a favore dei propri clienti. La ricerca conferma il bisogno rilevante delle persone&nbsp; essere&nbsp; orientati su questi temi e avvalora il percorso intrapreso da Credem: alzare la cifra della relazione “human” penetrando a fondo nelle dinamiche familiari, confermarsi guida nelle scelte previdenziali e finanziarie dei clienti, favorire il benessere personale e finanziario nel lungo periodo, in totale coerenza con la nostra promessa di Wellbanking”, </em>ha concluso Giglioli<em>.&nbsp;</em></p>



<p><em>“Prestare attenzione ai Longennials significa riconoscere una generazione che porta sulle spalle un forte carico emotivo, economico e organizzativo. Sono adulti ancora nel pieno della vita lavorativa, spesso con figli ancora giovani e genitori che iniziano ad aver bisogno di supporto costante. Questa doppia responsabilità li espone a stress, difficoltà finanziarie e una costante mancanza di tempo per sé. Ignorare questa realtà significa trascurare un segmento cruciale della società che tiene insieme famiglie, comunità e spesso anche pezzi di welfare informale. In questo scenario l’informazione ha un ruolo decisivo. Senza informazioni chiare, accessibili e affidabili, i Longennials rischiano di affrontare da soli un labirinto di burocrazia, scelte sanitarie, decisioni economiche e gestione emotiva. Con l’informazione giusta, invece, possono trasformare il peso in competenza, il caos in organizzazione, la solitudine in network e possibilità di collaborazione”, </em>ha dichiarato <strong>Sara Sampietro</strong><em>, </em>coordinatrice Osservatorio Opinion Leader 4 Future, Credem e Università Cattolica.</p>



<p>Queste evidenze sono state alla base di un incontro organizzato dall’Osservatorio il 30 aprile 2026 presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Largo Gemelli 1 a Milano. In particolare l&#8217;iniziativa, attraverso i contributi di esperti e docenti, ha approfondito il fenomeno dei “Longennials” analizzando come l’informazione consapevole e il benessere psicofisico siano elementi correlati in grado di trasformare le sfide dell&#8217;invecchiamento in opportunità di crescita individuale e sociale.&nbsp;</p>



<p>(*) <strong>NOTA METODOLOGICA </strong></p>



<p><em>Survey online CAWI (Computer Aided Web Interview), primo trimestre 2026, su panel proprietario Bilendi: 800 soggetti rappresentativi della popolazione italiana 50-70enne per genere, età e zona di residenza.</em></p>



<p><strong>DIDASCALIA</strong></p>



<p><em>Nella</em> <em> foto a lato  Maurizio Giglioli, Condirettore Centrale di Credem</em></p>
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		<item>
		<title>Castelli del Ducato: presentato il Bilancio Sociale del circuito no profit più esperienziale d&#8217;Italia</title>
		<link>https://sestopotere.com/castelli-del-ducato-presentato-il-bilancio-sociale-del-circuito-no-profit-piu-esperienziale-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 09:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Piacenza]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Parma / Piacenza / Guastalla / Pontremoli – 6 maggio 2026 &#8211; Castelli da visitare, pubblici e privati aperti al pubblico, ma soprattutto un ampio sistema culturale vivo, capace di generare valore economico, sociale e identitario per un intero territorio, promosso e narrato a marca d&#8217;area. L’Associazione Castelli del Ducato di Parma, Piacenza, [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Parma / Piacenza / Guastalla / Pontremoli – 6 maggio 2026 &#8211; Castelli da visitare, pubblici e privati aperti al pubblico, ma soprattutto un ampio sistema culturale vivo, capace di generare valore economico, sociale e identitario per un intero territorio, promosso e narrato a marca d&#8217;area. L’Associazione Castelli del Ducato di Parma, Piacenza, Guastalla e Pontremoli ha redatto il proprio <strong>Bilancio Sociale</strong>, uno strumento strategico che restituisce in modo trasparente e misurabile l’impatto prodotto dalla rete nel 2024, a venticinque anni dalla sua fondazione, con alcune note 2025 e anticipazioni sul futuro.</p>



<p>Il documento – il secondo nella storia dell’Associazione dopo quello pubblicato dieci anni fa – rappresenta una vera e propria&nbsp;<strong>narrazione verificabile del valore pubblico generato</strong>: dai flussi turistici alla didattica, dalle collaborazioni istituzionali alle buone pratiche di sostenibilità, fino alla solidità economico-finanziaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una rete culturale che produce economia reale</h3>



<p>I numeri raccontano un sistema maturo e strutturato. Nel 2024 i Castelli del Ducato hanno registrato&nbsp;<strong>circa 660.000 visitatori</strong>, con&nbsp;<strong>oltre 28.000 pernottamenti</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>più di 200 matrimoni</strong>&nbsp;ospitati nei manieri della rete. Applicando i dati di spesa media regionale per il turismo culturale (79 euro al giorno), l’impatto economico complessivo stimato sul territorio raggiunge&nbsp;<strong>circa 52 milioni di euro</strong>, con ricadute dirette su ristorazione, accoglienza, commercio locale, servizi culturali e filiere turistiche.</p>



<p>Un risultato che evidenzia come il turismo culturale ed enogastronomico, se organizzato in rete e governato con visione, possa essere una&nbsp;<strong>leva economica strutturale</strong>, non episodica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="605" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18.jpg" alt="" class="wp-image-304331" style="aspect-ratio:0.9917212518195051;width:453px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18-298x300.jpg 298w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18-150x150.jpg 150w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18-417x420.jpg 417w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>


<p>«Il Bilancio Sociale non è un documento contabile, ma la traduzione concreta della nostra capacità di fare rete dal 1999, la capacità di cambiare così come evolvono i tempi, ampliare e strutturare sempre più il circuito», sottolinea il presidente&nbsp;<strong>Orazio Zanardi Landi</strong>. «Mostra come la collaborazione continua ed importante tra soggetti pubblici e privati produca ricadute economiche, occupazionali e culturali tangibili per le comunità locali, nel rispetto di ogni ruolo e con il riconoscimento del valore che ciascuno apporta per peculiarità e particolarità».</p>



<p>«La cultura ed il turismo generano ricchezza. Il bilancio sociale dei Castelli del Ducato ce lo ricorda mettendo in fila numeri importanti: 660mila visitatori nel 2024 e 52 milioni di euro di impatto positivo sul territorio &#8211; commenta&nbsp;<strong>Alessandro Fadda</strong>, presidente della Provincia di Parma -. Ma, soprattutto, il bilancio sociale ci ricorda che cultura e turismo generano ricchezza quando le attività di promozione e di valorizzazione dei territori sono inserite in una rete di relazioni così come avviene grazie ai Castelli del Ducato, da oltre 25 anni. Far vivere un castello, una rocca, un borgo non è solo un’opportunità economica, ma anche il primo modo, efficace, per preservare un bene e valorizzarlo. Nel contesto, già ben strutturato, dei Castelli del Ducato, la Provincia di Parma conferma il proprio ruolo di facilitatore e promotore della crescita di quelle fondamentali relazioni tra Bassa ed Appennino, valore culturale ed artistico, impegno pubblico e privato che sono state la carta vincente in questi oltre 25 anni di attività”.</p>



<p><strong>Lorenzo Lavagetto</strong>, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Parma e Vice Presidente di Destinazione Turistica Emilia ha evidenziato come &#8220;la forza di un singolo stia propria nella rete di insieme, così come una città d&#8217;arte abbia attorno il contesto significativo della sua provincia ed in questo i Castelli del Ducato siano i grandi attrattori&#8221;.</p>



<p><strong>Christian Fiazza</strong>, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Piacenza, ha elogiato &#8220;il lavoro svolto sul website dei Castelli del Ducato con i tre milioni e mezzo di visualizzazioni e la crescita dei social, soprattutto Instagram che conferma l&#8217;interesse per le nuove generazioni verso il prodotto culturale Castelli e Borghi&#8221;.</p>



<p>Il Bilancio Sociale è stato redatto da&nbsp;<strong>Sistema Susio srl</strong>&nbsp;&#8211; consulenti di management.</p>



<p><strong>Bruno Susio</strong>, Amministratore Unico ed&nbsp;<strong>Emanuele Barbagallo</strong>– Socio e Responsabile di Progetto, nell’illustrare il Bilancio Sociale 2025, ne evidenziano «le caratteristiche di strumento strategico e di responsabilità condivisa, finalizzato a facilitare la conoscenza delle attività e delle iniziative realizzate dall’Associazione, del valore prodotto e del loro contributo per la&nbsp;<strong>competitività del territorio</strong>. Elemento centrale del documento è l’identificazione del&nbsp;<strong>valore pubblico prodotto dall’Associazione</strong>, che è stato declinato -in coerenza con la mission e le attività svolte- secondo tre prospettive</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Finanziario verso soci e sostenitori (Castelli e altri luoghi), creando quindi un benessere economico “diretto”</li>



<li>Finanziario verso le Comunità e i territori del circuito – creando un benessere economico “indiretto”</li>



<li>Didattico e culturale verso le Comunità e i territori del circuito – creano benessere sociale e culturale.</li>
</ul>



<p>Per condividere la strategia di sviluppo con Soci e sostenitori e farla conoscere a nuovi potenziali stakeholder, il bilancio non è stato inteso solo come documento di rendicontazione ma anche di&nbsp;<strong>visione</strong>, comunicando le iniziative previste e le attività che l’Associazione intende mettere in campo nei prossimi mesi».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cultura,&nbsp;formazione,&nbsp;comunità:&nbsp;il&nbsp;valore che spesso resta invisibile</h3>



<p>Accanto ai dati economici, il Bilancio Sociale mette in luce ciò che difficilmente entra nelle statistiche tradizionali e fa la vera differenza apprezzata dai visitatori e dai turisti: Castelli del Ducato con oltre mille eventi è un circuito esperienziale dove una pleiade di eventi ed iniziative animano ogni weekend le roccaforti e i borghi, ed evolve anche la proposta infrasettimanale per i visitatori di prossimità.</p>



<p>Inoltre, solo 2024, i Castelli del Ducato hanno ospitato&nbsp;<strong>oltre 600 convegni</strong>, con circa&nbsp;<strong>7.000 partecipanti</strong>, e&nbsp;<strong>più di 200 attività didattiche</strong>, coinvolgendo&nbsp;<strong>42.000 studenti e studentesse</strong>.</p>



<p>Un patrimonio educativo che trasforma i castelli in&nbsp;<strong>luoghi di apprendimento attivo</strong>, ricerca, inclusione e cittadinanza culturale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="599" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Castello-Rivalta-AI-personaggi-calendario-2026.jpg" alt="" class="wp-image-304332" style="aspect-ratio:0.6677970523020739;width:452px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Castello-Rivalta-AI-personaggi-calendario-2026.jpg 400w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Castello-Rivalta-AI-personaggi-calendario-2026-200x300.jpg 200w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Castello-Rivalta-AI-personaggi-calendario-2026-280x420.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>
</div>


<p>«L’obiettivo è rendere visibile quanto spesso resta invisibile», spiegano il Presidente Orazio Zanardi Landi ed il direttore&nbsp;<strong>Maurizio Pavesi</strong>. «Ci siamo saputi distinguere per la capacità di non inseguire mai “mero marketing” ma abbiamo saputo dare attenzione alla cultura, al valore pubblico delle relazioni, dei processi, delle competenze condivise. Il Bilancio Sociale diventa così uno strumento vivo, utile per consolidare la fiducia degli stakeholder e migliorare continuamente».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un modello riconosciuto e replicabile</h3>



<p>Fondata nel 1999 e con sede nella Rocca Sanvitale di Fontanellato, l’Associazione Castelli del Ducato riunisce oggi&nbsp;<strong>37 castelli e luoghi storici</strong>&nbsp;come soci e sostenitori, affiancati da&nbsp;<strong>enti pubblici e privati</strong>, per un totale che la rende la&nbsp;<strong>più grande rete di castelli dell’Emilia-Romagna e del nord Italia, così strutturata</strong><strong>.</strong></p>



<p>Il modello di gestione integrata e promozione condivisa ha ispirato la nascita del portale&nbsp;<strong>Castelli Emilia-Romagna</strong>, che oggi collega 85 manieri, e Castelli del Ducato è stato riconosciuto altresì dal&nbsp;<strong>Touring Club Italiano</strong>&nbsp;come best practice nazionale. Non mancano collaborazioni e scambi con altri territori italiani ed europei, a conferma della&nbsp;<strong>replicabilità del sistema e risulta molto significativo il legame con la Regione Emilia Romagna, Apt Servizi &#8211; Regione Emilia Romagna e Destinazione Turistica Emilia.</strong></p>



<p><strong>Tutto questo promosso e raccontato su un website in crescita continua che regista in primavera 2026 il 6,7% sul 2025.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità e inclusione: dai principi alle pratiche</h3>



<p>Il Bilancio Sociale documenta anche l’allineamento dell’Associazione agli&nbsp;<strong>Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU</strong>, con progetti concreti su educazione, accessibilità, turismo lento, mobilità sostenibile e riduzione dell’impatto ambientale.</p>



<p>Dai laboratori didattici inclusivi ai percorsi multisensoriali per persone con disabilità, dalla certificazione&nbsp;<strong>Bandiera Lilla</strong>&nbsp;di Fontanellato – sede ufficiale del circuito &#8211; alle ciclovie tematiche e agli eventi ecofriendly, i castelli diventano&nbsp;<strong>laboratori di sostenibilità applicata</strong>, capaci di parlare a pubblici diversi.</p>



<p>Soci e sostenitori dell’Associazione condividono e promuovono la Carta di Qualità, un impegno formale a garantire precisi e determinati standard di accoglienza, manutenzione, informazioni e iniziative culturali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’Associazione solida, con lo sguardo al futuro</h3>



<p>“Le prospettive delineate guardano a itinerari tematici transregionali, esperienze immersive, collaborazioni internazionali e a un ruolo sempre più centrale di Castelli e Borghi, Piazze e Luoghi d&#8217;Arte in rete – tutti con pari dignità &#8211; come&nbsp;<strong>cerniere vive tra storia e contemporaneità” conclude il presidente Orazio Zanardi Landi</strong>.</p>



<p>Il Bilancio Sociale dei Castelli del Ducato si chiude con una visione che va oltre i numeri: castelli e borghi come luoghi da abitare culturalmente, non solo da visitare. Spazi in cui la bellezza diventa strumento di coesione, sviluppo e futuro condiviso.</p>



<p>Perché, come ricorda l’Associazione,&nbsp;<strong>ogni castello custodisce una storia che merita di essere raccontata e vissuta, oggi e domani</strong>.</p>



<p><a href="http://www.castellidelducato.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.castellidelducato.it</a></p>
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		<title>Confcooperative Sanità Emilia Romagna, Maurizio Gozzi eletto alla presidenza</title>
		<link>https://sestopotere.com/confcooperative-sanita-emilia-romagna-maurizio-gozzi-eletto-alla-presidenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 14:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna, 5 maggio 2026 – Maurizio Gozzi è il nuovo presidente di Confcooperative Sanità Emilia Romagna. L’elezione è avvenuta al termine dell’assemblea regionale della Federazione svoltasi questa mattina al Palazzo della Cooperazione di Bologna, momento di confronto sui cambiamenti in atto e sulle prospettive future del sistema sanitario e sociosanitario. Gozzi succede al presidente uscente Euro Grassi. Confcooperative Sanità [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna, 5 maggio 2026 – Maurizio Gozzi è il nuovo presidente di Confcooperative Sanità Emilia Romagna. L’elezione è avvenuta al termine dell’assemblea regionale della Federazione svoltasi questa mattina al Palazzo della Cooperazione di Bologna, momento di confronto sui cambiamenti in atto e sulle prospettive future del sistema sanitario e sociosanitario. Gozzi succede al presidente uscente Euro Grassi.</p>



<p>Confcooperative Sanità Emilia Romagna è la Federazione regionale che riunisce le cooperative di medici, infermieri, farmacisti, operatori del settore sanitario e società di mutuo soccorso; rappresenta una realtà articolata che riunisce 34 realtà cooperative, con 35.544 soci e aderenti e oltre 1.000 occupati, per un valore complessivo della produzione pari a circa 72 milioni di euro. Durante l’ultimo quadriennio il numero degli occupati è cresciuto del 26%, a conferma di un sistema in espansione che contribuisce in modo significativo alla tenuta e allo sviluppo dei servizi sanitari e sociosanitari sul territorio regionale.</p>



<p>“Lo scenario sanitario è coinvolto in una trasformazione vorticosa, che richiede organizzazione e armonia tra i diversi livelli istituzionali – ha dichiarato Maurizio Gozzi –. In questo contesto c’è sempre più bisogno di una nuova pianificazione e, ancora prima, di una visione strategica complessiva capace di orientare il sistema”.</p>



<p>Reggiano, 51 anni, Maurizio Gozzi è&nbsp;<strong>amministratore delegato della cooperativa 3C Salute di Reggio Emilia.&nbsp;</strong>Gozzi, di formazione ingegneristica, opera&nbsp;da oltre vent’anni&nbsp;nel sistema della cooperazione sociale&nbsp;e sanitaria, dove ha maturato una solida esperienza nella progettazione, gestione e sviluppo di servizi sanitari e socio-assistenziali, con particolare attenzione a contesti di fragilità, tra cui salute mentale, ambito penitenziario e percorsi di reinserimento. Dal 2012, su incarico del Consorzio Oscar Romero, ha curato la progettazione e l’avvio di 3C Salute Società Cooperativa Sociale Impresa Sociale, di cui è AD fin dalla fondazione. Oggi la cooperativa gestisce poliambulatori con&nbsp;servizi medico-specialistici e odontoiatrici in tre sedi tra Reggio Emilia e Guastalla.</p>


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<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="409" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/La-sala-piena.jpg" alt="" class="wp-image-304265" style="aspect-ratio:1.4670487106017192;width:542px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/La-sala-piena.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/La-sala-piena-300x205.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/La-sala-piena-218x150.jpg 218w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<p>“Come cooperazione sanitaria possiamo giocare una specificità importante: quella di operatori che, pur nella pluralità delle&nbsp;esperienze, convergono verso l’interesse generale della comunità – ha aggiunto Gozzi –. Un impegno che richiede oggi ancora più capacità di dialogo, anche all’interno del sistema Confcooperative, per costruire risposte integrate ai bisogni delle persone”.</p>



<p>L’assemblea, dal titolo “<strong><em>Sostenere, pensare, curare la sanità. Cooperazione sanitaria elemento chiave</em></strong>”, è stata aperta dal saluto del presidente di Confcooperative Emilia Romagna&nbsp;<strong>Francesco Milza</strong>&nbsp;e dell’assessore alle Politiche per la salute della&nbsp;<strong>Regione Emilia-Romagna</strong><strong>Massimo Fabi</strong>, intervenuto in videocollegamento. Dopo la relazione della presidenza, si è svolto un momento di dialogo con&nbsp;<strong>Anna Prenestini</strong>, professoressa associata di Economia aziendale e presidente del corso di laurea magistrale in Management delle aziende sanitarie e del settore salute dell’Università di Milano, e&nbsp;<strong>Mattia Altini</strong>, direttore generale dell’Azienda sanitaria di Modena.</p>



<p>“Quando parliamo di sostenibilità del sistema sanitario non possiamo limitarci alla dimensione economico-finanziaria: è necessario considerare anche la sostenibilità sociale, culturale e organizzativa, a partire dall’accessibilità ai servizi e dalla capacità di costruire connessioni tra professionisti e comunità – ha dichiarato l&#8217;assessore regionale Fabi –. Il cambiamento in atto è profondo e trova nel DM 77/2022 un riferimento importante, perché introduce un modello basato su stratificazione dei bisogni, presa in carico delle persone e integrazione tra sanitario e sociale. In questo percorso il contributo del mondo cooperativo è particolarmente rilevante, perché porta con sé valori come partecipazione, condivisione e orientamento al bene comune, fondamentali anche nella&nbsp;costruzione del nuovo piano sociale e sanitario regionale”.</p>



<p>Nel corso della mattinata è emersa la necessità di rafforzare il ruolo della cooperazione sanitaria all’interno dei processi di trasformazione del sistema, in un contesto segnato da cambiamenti profondi, dall’aumento dei bisogni e dalla necessità di garantire sostenibilità e accesso ai servizi, valorizzando sempre più l’integrazione tra ambito sanitario e sociale.</p>



<p>A concludere i lavori è stato il presidente nazionale di&nbsp;<strong>Confcooperative Sanità</strong>,&nbsp;<strong>Giuseppe Maria Milanese</strong>.</p>



<p>“La cooperazione sanitaria è nata per costruire risposte sui territori e oggi più che mai è chiamata a fare un passo in più: contribuire a ripensare il sistema, superando modelli frammentati e mettendo davvero al centro le persone e i loro bisogni – ha sottolineato&nbsp;Milanese –. Senza un rafforzamento dell’assistenza territoriale e una reale integrazione tra sanitario, sociosanitario e sociale, il sistema non è in grado di reggere le sfide che abbiamo di fronte. Il valore distintivo della cooperazione sta nella mutualità: siamo imprese che non hanno come fine sé stesse, ma il beneficio della comunità. Questo ci consente di essere un soggetto sussidiario credibile, capace non solo di gestire servizi, ma di proporre soluzioni per affrontare fragilità, cronicità e disuguaglianze, accompagnando in modo responsabile i processi di cambiamento del sistema sanitario”.</p>
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		<title>Analisi dei test di accesso alle università: calo generalizzato, report  su  scelte e interessi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:18:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 5 maggio 2026 &#8211; “Una dialettica da conoscere e da capire”. È così che il professor Giovanni Betta, presidente CISIA (il Consorzio universitario che cura e gestisce i test di accesso all&#8217;università) definisce il rapporto fra studenti e conoscenze di base. L&#8217;occasione è quella della presentazione dello studio “I risultati [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 5 maggio 2026 &#8211; “Una dialettica da conoscere e da capire”. È così che il professor Giovanni Betta, presidente CISIA (il Consorzio universitario che cura e gestisce i test di accesso all&#8217;università) definisce il rapporto fra studenti e conoscenze di base. L&#8217;occasione è quella della presentazione dello studio “I risultati delle prove TOLC 2025”, che analizza a fondo i test di accesso all&#8217;università dello scorso anno, rilevando alcune criticità su cui l&#8217;intero sistema dell&#8217;istruzione è chiamato a riflettere.<br> Le università che aderiscono al Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l&#8217;Accesso (che da oltre 15 anni guarda al futuro) sono 63, tra queste Bologna, Parma, Ferrara e Modena-Reggio Emilia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I campanelli d&#8217;allarme: competenze linguistiche e matematica</strong></h2>



<p>I punteggi medi in comprensione del testo (italiano) e matematica segnano il calo più rilevante. Andando a fondo nei dati si nota che nel TOLC-SU, quello che serve per i corsi di laurea umanistica, la comprensione del testo registra un -2,2% nel triennio 2023-25; nel TOLC-E (corsi di economia, statistica e scienze sociali) è la matematica a diminuire in modo più sensibile: -3%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conoscenze di base: un calo generalizzato</strong></h2>



<p>Rispetto al 2024 quasi tutti i TOLC evidenziano un calo del punteggio medio: -1.2 punti nel TOLC-LP, -1.1 nel TOLC-F, -0.6 nel TOLC-AV, -0.4 nel TOLC-PSI e TOLC-SU, -0.2 nel TOLC-E, nessuna variazione nel TOLC-I e nel TOLC-B.</p>



<p>In prospettiva pluriennale la diminuzione dei punteggi appare ancora più significativa:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>TEST</strong></td><td><strong>2025 vs 2024</strong></td><td><strong>2025 vs 2023</strong></td><td><strong>2025 vs 2022</strong></td><td><strong>Punteggio medio 2025/punteggio max</strong></td></tr><tr><td>TOLC-AV</td><td>-0.6</td><td>-0.9</td><td>-1.7</td><td>17.8 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-B</td><td>0</td><td>-0.2</td><td>-1.7</td><td>17.9 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-E</td><td>-0.2</td><td>-0.8</td><td>-1.3</td><td>15.2 / 36</td></tr><tr><td>TOLC-F</td><td>-1.1</td><td>-2.3</td><td>-4.8</td><td>22.6 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-I</td><td>0</td><td>-0.3</td><td>-1.1</td><td>22.2 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-LP</td><td>-1.2</td><td>-3.2</td><td>non erogato</td><td>12.5 / 30</td></tr><tr><td>TOLC-PSI</td><td>-0.4</td><td>-0.6</td><td>-0.8</td><td>22.0 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-S</td><td>+0.5*</td><td>-0.2*</td><td>-0.7*</td><td>20.9 / 55</td></tr><tr><td>TOLC-SPS</td><td>+0.2</td><td>non erogato</td><td>non erogato</td><td>18.1 / 40</td></tr><tr><td>TOLC-SU</td><td>-0.4</td><td>-0.6</td><td>-1.7</td><td>25.9 / 50</td></tr></tbody></table></figure>



<p>* il TOLC-S è stato aggiornato nel 2025 con una nuova struttura, per questo motivo i dati non sono comparabili con quelli degli anni precedenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il confronto fra i tipi di scuola</strong></h2>



<p>Chi ha frequentato i licei scientifico e classico ottiene performance migliori, anche se a seconda del tipo di test le cose variano. Questi i dati puntuali relativi al 2025:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>TEST</strong></td><td><strong>Scuola di provenienza con punteggio più alto</strong></td><td><strong>Punteggio</strong></td><td><strong>Scuola di provenienza con secondo punteggio più alto</strong></td><td><strong>Punteggio</strong></td></tr><tr><td>TOLC-AV</td><td>Liceo scientifico</td><td>22.2</td><td>Liceo classico</td><td>19.8</td></tr><tr><td>TOLC-B</td><td>Liceo scientifico</td><td>21.7</td><td>Liceo tecnico o tecnologico</td><td>17.1</td></tr><tr><td>TOLC-E</td><td>Liceo scientifico</td><td>18.7</td><td>Liceo classico</td><td>16.1</td></tr><tr><td>TOLC-F</td><td>Liceo scientifico</td><td>25.2</td><td>Liceo classico</td><td>23.2</td></tr><tr><td>TOLC-I</td><td>Liceo scientifico</td><td>26.2</td><td>Liceo classico</td><td>22.1</td></tr><tr><td>TOLC-LP</td><td>Liceo scientifico</td><td>14.8</td><td>Liceo classico</td><td>14.3</td></tr><tr><td>TOLC-PSI</td><td>Liceo scientifico</td><td>26.6</td><td>Liceo classico</td><td>23.8</td></tr><tr><td>TOLC-S</td><td>Liceo scientifico</td><td>27.9</td><td>Liceo classico</td><td>20.1</td></tr><tr><td>TOLC-SPS</td><td>Liceo scientifico</td><td>21.3</td><td>Liceo classico</td><td>20.9</td></tr><tr><td>TOLC-SU</td><td>Liceo classico</td><td>31.8</td><td>Liceo scientifico</td><td>29.7</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Nord a Sud, risultati e tendenze</strong></h2>



<p>I punteggi non si distribuiscono in maniera uniforme per area di provenienza: chi frequenta una scuola del Nord-Est o Nord-Ovest ottiene punteggi mediamente più alti rispetto a chi ha studiato nel resto d’Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I TOLC: caratteristiche, funzione e numeri</strong></h2>



<p>Il TOLC si fa via computer, nelle aule universitarie oppure a casa, e consiste in una serie di domande a cui si deve rispondere entro un tempo stabilito. Le domande sono raggruppate per materia e ricalcano i cosiddetti “sillabi”, vale a dire le conoscenze di base richieste da ciascun corso di laurea.</p>



<p>Le università usano i TOLC per verificare le conoscenze di base ed eventualmente assegnare gli OFA (Obblighi di Formazione Aggiuntivi), le attività di recupero da seguire durante l’anno per mettersi in pari. In alcuni casi, nei corsi ad accesso programmato, i TOLC sono test di selezione.</p>



<p>Già al penultimo anno delle superiori è possibile fare un TOLC e comprendere punti di forza e aree su cui è possibile migliorare. Il TOLC è quindi uno strumento “diagnostico” per gli studenti, che possono avere una fotografia dettagliata delle proprie conoscenze di base. Il test, in questo senso, è uno straordinario tool di orientamento, sempre più usato per comprendere le attitudini e progettare il futuro.</p>



<p>Durante lo scorso anno 1.199 corsi (quasi la metà del totale) hanno adottato un TOLC; 234.596 persone, di cui l’8,4% dall’estero, ne hanno fatto almeno uno, per un totale di 324.026 test erogati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il sondaggio orientarsi dopo la scuola</strong></h2>



<p>CISIA, che è molto attiva anche per l’orientamento, come negli scorsi anni ha realizzato “Orientarsi dopo la scuola”, sondaggio per capire le dinamiche della scelta universitaria. Al questionario di quest’anno hanno risposto oltre 3.500 persone fra iscritti a un corso di laurea, iscritti a scuola e diplomati non iscritti all’università.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come e quando si sceglie l’università?</strong></h2>



<p>La grande maggioranza di chi si iscrive all’università, il 71%, decide a quale corso iscriversi durante l’ultimo anno di scuola; quasi la metà di questi lo fa dopo la maturità. Il 17.8% decide, invece, prima del penultimo anno.</p>



<p>Al primo posto, per distacco, fra i motivi per cui si sceglie un determinato corso c’è l’amore per ciò che si studia; questa tendenza “vocazionale” si conferma anche con la voce che figura in seconda posizione: “Per poter fare il lavoro de miei sogni”.</p>



<p>Chi non si iscrive lo fa principalmente perché non ha rispettato i requisiti previsti dal bando universitario, al secondo posto la scelta di rimandare la decisione seguita dalla decisione di lavorare e dalla constatazione di non potersi permettere gli studi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi influenza la scelta universitaria?</strong></h2>



<p>Podio assoluto per famiglia e amicizie. Il peso dei docenti di scuola è meno rilevante. Chi non si iscrive afferma, invece, di decidere in autonomia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una volta all’università, cosa succede?</strong></h2>



<p>Il sondaggio rivela che gli aspetti relazionali, anche il rapporto con i docenti, sono fra le cose più facili da gestire una volta immatricolati. Passare al nuovo metodo di studio, comprendere la burocrazia e gestire gli appelli le cose più problematiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’orientamento: cosa e quando si fa</strong></h2>



<p>L’orientamento avviene in oltre il 90% dei casi durante l’anno scolastico. Le principali attività sono gli open-day degli atenei, gli incontri sulle alternative all’università e le lezioni in aula. Gli studenti dimostrano di gradire ma ritengono scarsamente efficaci le lezioni in aula, mentre vorrebbero vivere una giornata in università, simulando la vita accademica.</p>



<p>La scuola, specie grazie ai docenti delle materie scientifiche, è al primo posto per far conoscere le attività di orientamento, e quando non organizza alcuna attività, gli studenti non fanno orientamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’orientamento serve davvero?</strong></h2>



<p>Sì, a giudicare dalla soddisfazione di chi si è iscritto, in particolare quella di chi ha considerato il TOLC anche come strumento di orientamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conoscenze di base, orientamento e futuro universitario: le conclusioni</strong></h2>



<p>Affinché la dialettica (come l’ha definita il presidente CISIA) fra generazione Z e conoscenze di base, possa portare a un’evoluzione positiva, è necessario studiare a fondo i ragazzi e le ragazze di oggi, i loro stili cognitivi, le loro esigenze formative. Ruolo strategico, in questo senso, è quello dell’orientamento, che deve passare da attività di fine scuola a progetto continuo che accompagna chi studia già dai primi anni e lo segue anche dopo l’inizio dell’università.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>CISIA: cosa farà il consorzio nei prossimi anni</strong></h2>



<p>“<em>Ci aspetta un futuro in cui dobbiamo consolidare il ruolo dell’orientamento, ritenuto sempre più strategico dai vari attori in gioco; per farlo sarà necessario sviluppare in modo ancor più organico gli studi che raccordano esito dei test di ingresso e carriera universitaria</em>”, afferma <strong>il professor Betta,</strong> che precisa: “<em>Altro grande scenario da sviluppare è quello di chi, dall’estero, vuole iscriversi all’università italiana, fronte su cui amplieremo in maniera significativa i servizi</em>”.</p>



<p>“<em>Guardare al futuro è la nostra ragion d’essere, lo facciamo da oltre 15 anni assieme alle università e a chi studia. Nei prossimi anni, ma già da oggi, punteremo sul dialogo fra i soggetti che animano il sistema-istruzione e sulle innovazioni. Contribuire in maniera concreta a rendere più consapevoli i progetti di futuro delle nuove generazioni, è il ruolo che ci assegnano gli atenei e che vogliamo fare al meglio delle nostre possibilità</em>” suggella <strong>l’ingegner Giuseppe Forte, direttore CISIA</strong>.</p>
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		<title>Carabinieri sequestrano in Emilia 91 tonnellate di cereali e legumi conservate tra topi e senza tracciabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 10:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 5 maggio 2026 &#8211; I Carabinieri del Reparto per la Tutela Agroalimentare di Parma, nell’ambito di un’articolata attività di controllo dedicata alla tutela del consumatore e alla protezione della filiera “Cerealicola &#8211; Ortofrutticola”, coadiuvati da personale della locale AUSL, hanno portato a termine un importante intervento a Reggiolo, volto [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 5 maggio 2026 &#8211; I Carabinieri del Reparto per la Tutela Agroalimentare di Parma, nell’ambito di un’articolata attività di controllo dedicata alla tutela del consumatore e alla protezione della filiera “Cerealicola &#8211; Ortofrutticola”, coadiuvati da personale della locale AUSL, hanno portato a termine un importante intervento a Reggiolo, volto a contrastare gravi illeciti nel settore agroalimentare e a salvaguardia del “Made in Italy”. </p>



<p>L&#8217;operazione ha portato al deferimento in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria del titolare di una società alimentare locale, ritenuto responsabile di gravi violazioni alle norme sulla sicurezza e conservazione dei cibi. Durante l&#8217;ispezione presso i magazzini dell&#8217;unità locale, i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro penale 90.895 kg di cereali e legumi, per un valore commerciale stimato in circa 200.000 euro. </p>



<p>La merce, proveniente dal Sud America, pronta per essere immessa sul mercato, è risultata stoccata in condizioni ambientali del tutto inadeguate: i prodotti e i locali di deposito erano infatti invasi da roditori vivi ed escrementi, rendendo gli alimenti insalubri e pericolosi per la salute pubblica. </p>



<p>Contestualmente, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo ulteriori 2.000 kg di prodotti, del valore di 5.000 euro. Le irregolarità riscontrate in questo caso riguardano la mancanza della documentazione necessaria a garantire la tracciabilità della merce e l’esecuzione di operazioni di confezionamento senza la prevista notifica sanitaria alla competente ASL. </p>



<p> L’ingente quantitativo di merce è stato affidato in custodia giudiziale in attesa dei provvedimenti dell&#8217;Autorità Giudiziaria e sanitaria. Le indagini hanno avuto origine da riscontri emersi nell’ambito di specifici e mirati controlli svolti nel quadro delle linee d’azione operative concordate in seno alla Cabina di Regia (organo di coordinamento costituito in seno al Ministero dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste).   Q</p>



<p>uesta operazione testimonia il costante impegno delle forze dell&#8217;ordine nel monitorare la filiera alimentare, impedendo che prodotti conservati in condizioni degradate possano raggiungere la grande distribuzione e le tavole dei consumatori, danneggiando al contempo l’immagine delle produzioni nazionali. </p>
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		<title>Giornata della Famiglia: nel Nord Italia avere figli è diventato un problema di sistema</title>
		<link>https://sestopotere.com/giornata-della-famiglia-nel-nord-italia-avere-figli-e-diventato-un-problema-di-sistema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 10:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Milano, 4 maggio 2026 – La  genitorialità nel Nord Italia è ostacolata non solo da fattori economici, ma da un insieme di condizioni materiali, organizzative e territoriali che rendono la scelta di avere figli un &#8220;progetto ad alta intensità di risorse&#8220;.  È quanto emerge dall&#8217;Indagine Genitorialità e Infanzia realizzata dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell&#8217;Amore per Fondazione Cariplo, nell&#8217;ambito della Sfida di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Milano, 4 maggio 2026 – La  genitorialità   nel Nord Italia è ostacolata non solo da <strong>fattori economici</strong>, ma da un insieme di <strong>condizioni materiali</strong>, <strong>organizzative</strong> e <strong>territoriali</strong> che rendono la scelta di avere figli un &#8220;<strong>progetto ad alta intensità di risorse</strong>&#8220;.</p>



<p> È quanto emerge dall&#8217;<strong>Indagine Genitorialità e Infanzia</strong> realizzata <strong>dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell&#8217;Amore</strong> per <strong>Fondazione Cariplo</strong>, nell&#8217;ambito della Sfida di Mandato <strong>&#8220;Anita &#8211; L&#8217;infanzia prima&#8221;</strong>.</p>



<p> Lo studio – pubblicato nella collana “<strong>Quaderni Fondazione Cariplo”</strong> – ha coinvolto circa <strong>1.700 cittadini e cittadine in età fertile (18-49 anni)</strong> residenti nel <strong>territorio di riferimento della Fondazione Cariplo </strong>(Lombardia e province piemontesi di Novara e Verbano-Cusio-Ossola) e nelle <strong>province limitrofe</strong> (Vercelli, Alessandria, Biella, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Rovigo, Verona e Trento), <strong>analizzando percezioni, priorità e ostacoli alla genitorialità</strong>: dall’accompagnamento nel post-partum all&#8217;accesso ai servizi educativi e culturali fino alla rappresentazione dell&#8217;infanzia sui media.</p>



<p>Il quadro che emerge è chiaro: il <strong>calo della natalità va letto come un fenomeno sistemico</strong>, che non dipende da scelte individuali isolate, ma riflette il <strong>funzionamento complessivo dell&#8217;ecosistema di supporto alla prima infanzia</strong>. </p>



<p>Tra i principali disincentivi alla scelta di avere figli c’è la <strong>mancanza di sicurezza economica </strong>(90,8% nel territorio Fondazione Cariplo, 88,5% nelle province limitrofe), seguito dall&#8217;<strong>incertezza sul futuro </strong>(87,4% nel territorio Fondazione Cariplo, 85,2% nelle province limitrofe), dai <strong>problemi legati al lavoro </strong>(85,7% nel territorio Fondazione Cariplo, 81,6% nelle province limitrofe)<strong> </strong>e dalla <strong>situazione abitativa inadeguata </strong>(81,5% nel territorio Fondazione Cariplo, 72,8% nelle province limitrofe). </p>



<p>Ma il dato più significativo è lo <strong>scarto sistematico tra importanza riconosciuta ai servizi e accesso reale</strong>: ciò che manca non è solo l&#8217;offerta, ma la possibilità concreta di fruirne. Dati che, nella Giornata Internazionale della Famiglia istituita dall’ONU (15 maggio), ricorda quanto il sostegno alle famiglie non sia solo una questione affettiva, ma una priorità sociale e civile ancora lontana dall’essere compiuta.</p>



<p><strong>Lombardia e Piemonte orientale: i servizi ci sono, ma costano troppo</strong></p>



<p>Nel territorio della Fondazione Cariplo – caratterizzato da ricchezza superiore alla media nazionale e ampia disponibilità di servizi – le famiglie incontrano comunque difficoltà di accesso: i servizi per l&#8217;infanzia esistono, ma l&#8217;accesso è un&#8217;impresa. Il&nbsp;<strong>92% ritiene fondamentale</strong>&nbsp;disporre di servizi educativi 0-3 anni, ma&nbsp;4 famiglie su 10 non li hanno mai utilizzati. Il 42% dei rispondenti si affida ad un&nbsp;<strong>servizio privato ma il problema non è solo il costo diretto</strong>&nbsp;in quanto sono i&nbsp;<strong>costi cumulativi</strong>&nbsp;a pesare: rette, trasporti, attività extra. A questo si aggiungono&nbsp;<strong>liste d&#8217;attesa, orari incompatibili con il lavoro, tempi di spostamento elevati</strong>&nbsp;e una generale complessità organizzativa che scoraggia anche le famiglie con redditi medi.</p>



<p><strong>Province Limitrofe: servizi insufficienti, il gap lo colmano le famiglie</strong></p>



<p>Nelle province limitrofe (Vercelli, Alessandria, Biella, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Rovigo, Verona e Trento) emerge un quadro diverso: qui il problema è la&nbsp;<strong>disponibilità fisica dei servizi</strong>. Il&nbsp;<strong>32,3%</strong>&nbsp;delle famiglie non ha iscritto i figli al nido perché&nbsp;<strong>il servizio non era disponibile</strong>&nbsp;(contro il 21,5% del territorio di Fondazione Cariplo). La&nbsp;<strong>lontananza dai luoghi</strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>difficoltà di spostamento</strong>&nbsp;pesano più che altrove. Molte famiglie si affidano a&nbsp;<strong>reti informali di cura</strong>&nbsp;(nonni, parenti, vicini), ma queste non sempre garantiscono equità di accesso e benessere nel lungo periodo, soprattutto per le famiglie più fragili o meno integrate.</p>



<p><strong>La</strong> <strong>differenza tra chi ha figli e chi non ne ha</strong></p>



<p>Un altro elemento interessante riguarda la diversa rilevanza di alcuni fattori tra chi ha figli e chi non ne ha. Tra&nbsp;<strong>chi non ha figli</strong>&nbsp;(44,4% del totale degli intervistati), la “responsabilità genitoriale” tende a pesare di più come barriera percepita: in assenza di esperienza diretta,&nbsp;<strong>l’impegno e i carichi della cura possono essere immaginati come particolarmente gravosi e scoraggianti</strong>. Tra&nbsp;<strong>chi ha figli</strong>&nbsp;(55,6%), invece, emerge più frequentemente la&nbsp;<strong>dimensione dell’età</strong>: l’esperienza concreta della genitorialità rende più evidente il tema dei tempi (energia disponibile, sostenibilità nel medio periodo, vincoli biologici e organizzativi) e quindi la percezione che ‘arrivare tardi’ possa aumentare la difficoltà complessiva. In sintesi, nei non-genitori prevalgono barriere simboliche/anticipate, mentre nei genitori emergono vincoli più legati all’esperienza e alla logistica e organizzazione famigliare.</p>



<p><strong>Lo scarto tra importanza e accesso: un pattern ricorrente</strong></p>



<p>Uno dei dati più critici emersi dall&#8217;indagine è lo <strong>scarto sistematico tra l&#8217;importanza riconosciuta ai servizi e la loro effettiva fruizione</strong>. Per esempio, l’<strong>accompagnamento nel peri parto </strong>è fondamentale per l&#8217;<strong>87,2%</strong>, ma solo il <strong>35%</strong> ne ha effettivamente beneficiato. Il momento della nascita e i primi anni di vita rappresentano vere e proprie finestre di opportunità: un supporto adeguato in queste fasi può prevenire fragilità future e rafforzare la fiducia delle famiglie. Anche le <strong>attività culturali per l&#8217;infanzia </strong>sono considerate prioritarie da circa il <strong>90%</strong>, ma gli ostacoli alla fruizione restano alti: i <strong>costi elevati dell&#8217;offerta</strong> (particolarmente a Milano), la <strong>mancanza di tempo a disposizione</strong> dell&#8217;adulto, <strong>la lontananza dai luoghi</strong> (soprattutto in provincia). Pare quindi normale che le <strong>biblioteche, gli spazi gioco e gli oratori</strong> risultano i luoghi più frequentati rispetto a <strong>musei</strong>, <strong>teatri</strong>, <strong>cinema</strong> e <strong>concerti</strong>, che richiedono invece maggiore organizzazione, tempi dedicati e, spesso, costi più elevati.</p>



<p><strong>La rappresentazione mediatica: lontana dalla realtà</strong></p>



<p>Solo il&nbsp;<strong>54,1%</strong>&nbsp;degli intervistati ritiene che il racconto della genitorialità sui media sia adeguato e rispettoso. La narrazione pubblica dell&#8217;infanzia e della cura appare spesso&nbsp;<strong>idealizzata o allarmistica</strong>, lontana dalla complessità quotidiana delle famiglie.&nbsp;<strong>Il lavoro quotidiano di cura – fatto di tempo, fatica e responsabilità – resta sullo sfondo</strong>, contribuendo a rendere le difficoltà un problema vissuto come privato, più che come una questione collettiva. I mezzi più credibili risultano&nbsp;<strong>TV (62,6%) e cinema (61,7%):&nbsp;</strong>solo il 56% considera il adeguato e rispettoso il racconto dell’infanzia e della cura, contribuendo a costruire un clima culturale dentro a cui si collocano le scelte di genitoriali.&nbsp;<strong>&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Conclusioni: i servizi devono essere resi accessibili e devono essere attivati gli attori territoriali</strong></p>



<p>I risultati dell&#8217;indagine indicano che favorire la&nbsp;<strong>genitorialità richiede politiche integrate</strong>: non basta aumentare l&#8217;offerta di servizi, serve renderli&nbsp;<strong>realmente accessibili</strong>,&nbsp;<strong>accompagnare le famiglie</strong>&nbsp;nei momenti chiave e&nbsp;<strong>ridurre le disuguaglianze territoriali</strong>. I servizi socio-sanitari ed educativi, le attività culturali e le rappresentazioni mediatiche dell’infanzia sono ambiti che incidono sulla qualità dell’esperienza genitoriale, sulla riduzione dell’isolamento e sulla costruzione di un clima socio culturale più favorevole alla genitorialità, contribuendo a legittimare il bisogno di supporto e a rendere visibile il lavoro di cura.</p>



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