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	<title>Piacenza &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Piacenza &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Fuga dei cervelli all&#8217;estero, Bevilacqua (Ugl E-R): “Sì a fondi regionali per attrazione e valorizzazione dei talenti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:15:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 12 agosto 2026 &#8211; “Accogliamo con favore il finanziamento regionale di 400mila euro ai 12 progetti per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti che permetterà alle studentesse e agli studenti delle quattro Università dell’Emilia-Romagna di sviluppare prototipi destinati a competizioni nazionali e internazionali. Ed è un apprezzamento coerente con la [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 12 agosto 2026 &#8211;  “Accogliamo con favore il finanziamento regionale di 400mila euro ai 12 progetti per l’attrazione e la valorizzazione dei talenti che permetterà alle studentesse e agli studenti delle quattro Università dell’Emilia-Romagna di sviluppare prototipi destinati a competizioni nazionali e internazionali. Ed è un apprezzamento coerente con la nostra condivisione della legge regionale del 2023 che mira ad attrarre, trattenere e valorizzare persone ad elevata specializzazione, come per esempio: studenti, ricercatori, professionisti, offrendo lavoro, spazi di ricerca e percorsi di alta formazione in collaborazione con le università e imprese del territorio. Si tratta di un antidoto contro la cosiddetta “fuga dei cervelli all&#8217;estero”, un fenomeno che purtroppo interessa anche la nostra regione”:</p>



<p class="wp-block-paragraph">afferma in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna, a commento <strong><em><a href="https://sestopotere.com/emilia-romagna-legge-regionale-sullattrattivita-dei-talenti-12-progetti-finanziati-per-400mila-euro/" data-type="link" data-id="https://sestopotere.com/emilia-romagna-legge-regionale-sullattrattivita-dei-talenti-12-progetti-finanziati-per-400mila-euro/">della graduatoria approvata dalla giunta regionale il 3 agosto scorso e sulla scia della presentazione dei progetti illustrati ieri dal vicepresidente Colla.</a></em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno della fuga dei cervelli all&#8217;estero, ovvero l&#8217;emigrazione di giovani qualificati e talenti ad alta specializzazione. ha registrato nel 2024 un picco con oltre 100.000 espatri netti. E tra il 2011 e il 2024 ben 650.000 giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato il Paese. Con una perdita di capitale umano che costa all&#8217;Italia tra i 5 e i 15 miliardi di euro all&#8217;anno in termini di produttività e formazione sprecata</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L&#8217;Emilia-Romagna è al 5° posto assoluto in Italia nella classifica delle regioni per numero di giovani e laureati che scelgono di trasferirsi all&#8217;estero per mancanza di opportunità lavorative nel nostro Paese”: ricorda ancora il segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Tuttavia, se analizziamo i dati Istat e Cnel ci accorgiamo che da un lato la regione subisce un&#8217;importante emorragia di talenti verso l&#8217;estero, ma dall&#8217;altro si conferma tra le regioni più attrattive d&#8217;Italia per i flussi migratori interni. Il punto, allora, è stabilizzare le eccellenze nel nostro territorio e regolare – laddove consentito dalla legge – i processi produttivi in aree interne, evitando le delocalizzazioni all&#8217;estero o in mercati stranieri con maggiori vantaggi fiscali, burocratici e del costo del lavoro”: è la proposta di Tullia Bevilacqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“E a questo riguardo credo sia utile tenere alta la guardia sull&#8217;attuazione della legge che offre incentivi alle imprese che restano o investono in Italia. E pubblicizzare ulteriormente le norme che prevedono sia agevolazioni fiscali per chi mantiene o riporta la produzione nel Paese, come la detassazione parziale degli utili o la detassazione per il rimpatrio, sia vincoli e sanzioni severi per chi riceve fondi pubblici e poi delocalizza all&#8217;estero”: propone e conclude il segretario regionale di Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua.</p>
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		<title>“Premio Animali in Città” di Legambiente: ai primi posti San Giovanni in Persiceto, Modena e Piacenza</title>
		<link>https://sestopotere.com/premio-animali-in-citta-di-legambiente-ai-primi-posti-san-giovanni-in-persiceto-modena-e-piacenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 17:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 agosto 2026 &#8211; In Italia nel 2025 oltre due cani su dieci (circa 3mila), di quelli che sono entrati nei canili rifugio di 221 comuni mappati da Legambiente, non sono stati né adottati, né restituiti ai proprietari, né adottati dalla comunità come cani di quartiere. Parliamo di incroci di diverse razze che rischiano di vivere per lungo tempo e/o a vita in queste strutture.  Legambiente, partendo dal dato ricevuto direttamente dai Comuni, stima che, a livello nazionale, possano essere oltre [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 agosto 2026 &#8211; In Italia nel 2025 oltre due cani su dieci (circa 3mila), di quelli che sono entrati nei canili rifugio di 221 comuni mappati da Legambiente, non sono stati né adottati, né restituiti ai proprietari, né adottati dalla comunità come cani di quartiere. Parliamo di incroci di diverse razze che rischiano di vivere per lungo tempo e/o a vita in queste strutture. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Legambiente, partendo dal dato ricevuto direttamente dai Comuni, stima che, a livello nazionale, possano essere oltre 14mila i cani che, nel 2025 e ad ora, rischiano questa sorte. Tra le cause principali e più frequenti che fanno riempire i canili rifugio, più dell’abbandono estivo, ci sono le cucciolate casalinghe incontrollate, le conseguenze del crescente mercato online, la mancata iscrizione all’anagrafe (con cani che restano invisibili al sistema finché non finiscono vaganti in un canile) insieme ad una diffusa mancata formazione di base da parte di chi vuole avere un animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Tutto ciò costa molto caro non solo agli animali ma anche alla collettività. Mantenere un cane in canile rifugio per un anno costa intorno ai 1.900 euro (tra 1.300 e 2.550 secondo la retta applicata), e per un animale divenuto inadottabile quella cifra si ripete ogni anno. Insegnare, invece, al proprietario a prendersi cura del proprio cane costa, una sola volta, tra 100 e 250 euro: da otto a diciannove volte di meno. Un’azione preventiva che riduce moltissimo le rinunce alle prime difficoltà di gestione e aumenta di molto il benessere degli animali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A scattare questa fotografia, è il XV rapporto nazionale Animali in Città di Legambiente dal titolo <em>“Il Costo dell’inazione. Prendersi cura prima: animali, persone e comunità nelle politiche di prevenzione</em>”, presentato  a Roma  pochi giorni prima della Giornata internazionale del cane randagio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, stando ai dati del report di Legambiente, la spesa pubblica di settore è scesa <strong>a 193,6 milioni di euro, il 22% in meno rispetto all’anno precedente</strong>, e vale appena il 3,65% di un mercato degli animali da compagnia da 5,3 miliardi, di cui 4,2 miliardi per i soli alimenti, in crescita a un tasso medio annuo del 6,9%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preoccupano anche i dati della Corte dei conti che a fine 2024 ha certificato 1.001 Comuni in crisi finanziaria. Un campanello d’allarme importante che ha ricadute anche sulla tutela degli animali e la loro gestione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove l’ente locale non riesce a garantire i servizi or­dinari vengono a mancare le sterilizzazioni, i controlli e la gestione dei canili, e in quel vuoto il randagismo si radica con più facilità. Non è un caso che le regioni con la più alta concentrazione di Comuni in crisi finanziaria certificata dalla Corte dei conti, ovvero Sicilia, Calabria e Campania, sono le stesse in cui il randagismo raggiunge i livelli più elevati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella classifica di Legambiente il premio ai Comuni ha visto al primo posto <strong>San Giovanni in Persiceto (BO)</strong>, unico insieme a <strong>Modena </strong>a raggiungere il livello eccellente, seguite da <strong>Piacenza </strong>e Bolzano, nuove new entry, e tra le grandi città si conferma  Napoli. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le Aziende sanitarie si conferma al top della classifica ASL Napoli 1 Centro, davanti alle agenzie lombarde di Brescia, Bergamo e della Montagna e le aziende toscane. Novità di quest’anno il nuovo premio alla collaborazione istituzionale, legato all’indice ICU, va al territorio in cui Comune e Azienda sanitaria ottengono insieme i risultati migliori e si ritira congiuntamente: in questa edizione il riferimento più alto è Napoli con l’ASL Napoli 1 Centro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I premi al progresso, di pari rilievo, vanno a Grignasco (NO) tra i Comuni (+3 livelli di performance in un anno) e all’ATS Val Padana, competente per Cremona e Mantova, tra le Aziende sanitarie (da sufficiente a ottima).</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Tre attestati valorizzano poi la partecipazione: 57 Comuni e 6 Aziende sanitarie al debutto, 220 Comuni e 13 Aziende come partner fedeli, 104 Comuni e 11 Aziende per la lunga fedeltà.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il report completo su&nbsp;<a href="https://www.legambiente.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.legambiente.it</a></p>
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		<title>Siccità, Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po: la condizione peggiora, condizione di “Severità Alta”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 14:42:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parma &#8211; 31 luglio 2026 &#8211;  Una decisione unanime quella presa oggi dall’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (ADBPO), con una condizione di severità idrica che passa ad “ALTA” per l’intero Distretto.  In base all’analisi dei dati idrologici e climatici e alle proiezioni modellistiche per le prossime settimane analizzati nella seduta odierna, tutti i membri [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Parma &#8211; 31 luglio 2026 &#8211;  Una decisione unanime quella presa oggi dall’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (ADBPO), con una condizione di severità idrica che passa ad “ALTA” per l’intero Distretto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In base all’analisi dei dati idrologici e climatici e alle proiezioni modellistiche per le prossime settimane analizzati nella seduta odierna, tutti i membri dell’Osservatorio (Ministeri, Regioni, istituti di ricerca, associazioni di categoria, multiutility) hanno condiviso la necessità di innalzare ulteriormente la condizione di severità idrica per l’intero distretto padano. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei prossimi giorni <strong>la Segreteria Tecnica dell’Autorità di Distretto, per conto dell’Osservatorio</strong> e conformemente a quanto previsto dalla legge (art. 63bis, comma 3, del D.lgs. 152/06) provvederà ad inviare al <strong>Dipartimento Nazionale per la Protezione Civile</strong> una relazione per informare sulle condizioni generali di disponibilità idrica nel Distretto evidenziando le principali criticità con particolare riferimento al settore delle forniture idropotabili.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente <strong>sono oltre 100 i comuni tra Piemonte e Lombardia in cui si registrano criticità nell’ambito degli approvvigionamenti. In diversi di questi, già da diversi giorni si sta facendo ricorso all’uso di autobotti e autocisterne per rifornire i serbatoi degli acquedotti al fine di garantire continuità di servizio alle popolazioni </strong><em>(fonte: Utilitalia)</em>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte di questi comuni, tra l’altro,<strong> ha già provveduto ad adottare ordinanze locali per un utilizzo il più possibile oculato dell’acqua.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong> </strong>Nei prossimi giorni, complice la riduzione degli afflussi e delle portate nelle principali sezioni del fiume Po ci si aspetta anche una ripresa del fenomeno dell’intrusione salina nel Delta, con <strong>un possibile interessamento anche centrale di potabilizzazione di Ponte Molo,</strong> nel territorio di Taglio di Po (Rovigo). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, le proiezioni modellistiche non lasciano presagire possibilità di miglioramenti significativi nella disponibilità idrica, come confermato dal Segretario Generale dell’ADBPO, <strong>Alessandro Delpiano:</strong> <em>“La situazione è peggiorata, non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture a cominciare dal riso”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Di seguito il dettaglio della situazione in Emilia-Romagna dove il fiume Po attraversa o lambisce le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In <strong>Emilia-Romagna</strong> giù in picchiata le percentuali di riempimento degli invasi di <strong>Mignano (24,8%)</strong> e <strong>Molato (15,5%);</strong> migliore invece la situazione nel Bolognese, dove <strong>Suviana (92%), Brasimone (67%) </strong>e<strong> Renovivo (78%)</strong> consentono di soddisfare i bisogni del territorio. Bene anche per le dighe di Ridracoli (Forlì-Cesena) e del bacino del  Conca (Rimini).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi i valori registrati nelle stazioni di riferimento al 19 luglio: <strong>Piacenza 186 metri cubi al secondo; Cremona 210 m3/s; Boretto (RE) 238 m3/s; Borgoforte (MN) 258 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 303 m3/s </strong>(confermata in lenta, progressiva discesa).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla luce delle condizioni osservate e dei modelli previsionali elaborati, la severità idrica a scala distrettuale passa dunque ad <strong>“alta”.</strong> L’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 6 agosto. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte notizia e foto Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po &#8211; adbpo.it</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Intervento del Soccorso Alpino per assistere un gruppo scout sul monte Materano</title>
		<link>https://sestopotere.com/intervento-del-soccorso-alpino-per-assistere-un-gruppo-scout-sul-monte-materano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Piacenza &#8211; 31 luglio 2026 &#8211; Lungo intervento notturno del Soccorso Alpino per assistere un gruppo scout sul monte Materano. Si è concluso nelle prime ore della notte il lungo intervento che, nella serata di mercoledì 29 luglio, ha visto impegnati i tecnici della stazione monte Alfeo del Soccorso Alpino e Speleologico [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Piacenza  &#8211; 31 luglio 2026 &#8211; Lungo intervento notturno del Soccorso Alpino per assistere un gruppo scout sul monte Materano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è concluso nelle prime ore della notte il lungo intervento che, nella serata di mercoledì 29 luglio, ha visto impegnati i tecnici della stazione monte Alfeo del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna nei pressi del monte Materano, nel comune di Bobbio (PC).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attivazione è giunta dalla Centrale Operativa 118 Emilia Est intorno alle ore 22:50 per prestare assistenza ad un gruppo scout lungo il sentiero 163 (in località Gavi) dove una minorenne era stata colta da una crisi d’ansia che le ha impedito di proseguire nel tragitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una squadra del SAER ha quindi raggiunto il gruppo: dopo aver effettuato una prima valutazione sanitaria e rilevato parametri vitali (valutati buoni) si è deciso di trasportare la giovane in barella fino all’abitato di Caminata Boselli, dove ad attenderla era presente un’ambulanza per gli accertamenti del caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contestualmente il resto del gruppo è stato accompagnato in sicurezza fino all’abitato di Arelli, dove erano state lasciate le loro auto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento si è concluso dopo quasi quattro ore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul posto erano presenti anche i Vigili del Fuoco di Bobbio.</p>
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		<item>
		<title>Sicurezza e Stazioni Ferroviarie, da Regione 20 milioni di euro ai Comuni capoluogo per riqualificare il dentro e fuori</title>
		<link>https://sestopotere.com/sicurezza-e-stazioni-ferroviarie-da-regione-20-milioni-di-euro-ai-comuni-capoluogo-per-riqualificare-il-dentro-e-fuori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 29 luglio 2026 &#8211; Bologna – Sono le porte di accesso alle città. Luoghi di passaggio, ma anche spazi in cui si concentrano servizi, relazioni e vita urbana. Le aree delle stazioni ferroviarie sono molto più che infrastrutture per la mobilità: rappresentano uno dei principali luoghi pubblici, dove si intrecciano trasporti, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 29 luglio 2026 &#8211; Bologna – Sono le <strong>porte di accesso alle città</strong>. Luoghi di passaggio, ma anche spazi in cui si concentrano servizi, relazioni e vita urbana. Le aree delle stazioni ferroviarie sono molto più che infrastrutture per la mobilità: rappresentano uno dei principali luoghi pubblici, dove si intrecciano trasporti, commercio e vita quotidiana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È da qui che prende avvio il <strong>nuovo Piano della Regione Emilia-Romagna</strong>, che individua nella loro <strong>riqualificazione</strong> il punto di partenza di una strategia più ampia per <strong>rafforzare la sicurezza delle città</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una strategia sostenuta, in questo primo passo, da <strong>20 milioni di euro di risorse regionali</strong> destinati ai <strong>Comuni capoluogo</strong> (<strong>Bologna</strong>, <strong>Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio nell&#8217;Emilia e Rimini</strong>) per realizzare interventi migliorativi dentro e fuori gli scali ferroviariper rafforzarne <strong>sicurezza</strong>, <strong>vivibilità</strong>, <strong>accessibilità</strong> e <strong>integrazione con il tessuto urbano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Favorendo l&#8217;insediamento di <strong>servizi</strong>, anche pubblici, <strong>attività economiche</strong>, <strong>culturali</strong> e <strong>sociali</strong>, la riqualificazione dei percorsi pedonali, il potenziamento dell&#8217;illuminazione e della <strong>videosorveglianza</strong>, il recupero degli immobili inutilizzati per nuove funzioni di interesse pubblico e il <strong>presidio del territorio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piano&nbsp;è affiancato dagli interventi già programmati da&nbsp;<strong>Fer – Ferrovie Emilia-Romagna</strong>&nbsp;sulle stazioni e sulle fermate della rete ferroviaria regionale:&nbsp;<strong>oltre 4 milioni di euro di risorse regionali</strong>, distribuiti tra il 2026 e il 2028, destinati alla manutenzione straordinaria, al decoro, all&#8217;accessibilità e al potenziamento della sicurezza, anche attraverso il&nbsp;<strong>programma &#8220;Stazioni Sicure&#8221;</strong>, che prevede nuovi sistemi di illuminazione, videosorveglianza intelligente e tecnologie per la gestione della sicurezza. Interventi che completano la strategia regionale, affiancando alla riqualificazione urbana delle aree esterne il miglioramento delle infrastrutture ferroviarie e dei sistemi tecnologici dedicati alla sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A presentare il nuovo Piano, il presidente della Regione Emilia-Romagna, <strong>Michele de Pascale</strong>, e l&#8217;assessora regionale a Mobilità e Trasporti, <strong>Irene Priolo</strong>. Presenti la sottosegretaria alla Presidenza, <strong>Manuela Rontini</strong>, sindache e sindaci dei Comuni capoluogo (<em>nella foto in alto</em>).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="399" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/02/polfer-bologna.jpg" alt="" class="wp-image-211483" style="aspect-ratio:1.503818288623458;width:531px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/02/polfer-bologna.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/02/polfer-bologna-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La sicurezza è uno dei diritti fondamentali delle persone e richiede un approccio integrato, che affianchi al controllo del territorio interventi sulla qualità dello spazio pubblico e sulla rigenerazione urbana- afferma il presidente della Regione,&nbsp;<strong>Michele de Pascale</strong>-. Per questo abbiamo scelto di partire dalle stazioni ferroviarie nelle città più grandi dell’Emilia-Romagna, luoghi attraversati ogni giorno da migliaia di cittadine e cittadini e vere porte di accesso ai nostri capoluoghi. Dobbiamo affrontare il tema della sicurezza in modo organico, mettendo insieme il lavoro delle Forze dell&#8217;ordine, la riqualificazione urbana, la qualità dei servizi ferroviari e gli investimenti sulle stazioni. Con questo Piano sosteniamo i Comuni nella realizzazione di interventi necessari a rendere questi spazi ancora più accessibili, vivi e sicuri, rafforzando la presenza di servizi, attività economiche, culturali e sociali e favorendo una maggiore frequentazione da parte delle persone. Perché città più curate, vissute e accessibili sono anche città più sicure”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A questo investimento si affianca il lavoro già avviato da Fer sulle stazioni e sulle fermate della rete ferroviaria regionale, con un programma pluriennale di manutenzione, accessibilità, decoro e innovazione tecnologica che consentirà di intervenire concretamente anche sulle infrastrutture ferroviarie- aggiunge l&#8217;assessora regionale a Mobilità e Trasporti,&nbsp;<strong>Irene Priolo</strong>-. Vogliamo restituire alle stazioni il ruolo che meritano: essere il primo volto delle nostre città, luoghi accoglienti, inclusivi e funzionali, capaci di migliorare la qualità della vita dei quartieri e di rendere il trasporto pubblico una scelta sempre più semplice, sicura e attrattiva per tutte e tutti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nuovo Piano regionale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Venti milioni di euro per sostenere i Comuni capoluogo nella realizzazione di interventi integrati di riqualificazione delle aree delle stazioni ferroviarie, attraverso progetti capaci di tenere insieme sicurezza urbana, rigenerazione dello spazio pubblico e mobilità. Le risorse finanzieranno progetti per&nbsp;<strong>migliorare la qualità e accessibilità degli spazi pubblici</strong>, dalla riqualificazione di piazze, percorsi pedonali, fermate del trasporto pubblico, aree verdi e spazi di sosta al potenziamento dell&#8217;illuminazione, della visibilità e dell&#8217;accessibilità, fino all&#8217;eliminazione delle&nbsp;<strong>barriere architettoniche&nbsp;</strong>e al recupero di&nbsp;<strong>immobili inutilizzati</strong>&nbsp;da destinare a&nbsp;<strong>servizi</strong>,&nbsp;<strong>attività economiche</strong>,&nbsp;<strong>culturali e sociali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è rafforzare il ruolo delle aree intorno alle stazioni come spazi vissuti e pienamente integrati con il tessuto urbano, favorendo l&#8217;insediamento di nuove funzioni e una presenza più continua di persone durante tutto l&#8217;arco della giornata, così da migliorarne sicurezza, qualità urbana e attrattività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piano offre ai&nbsp;<strong>Comuni</strong>&nbsp;un&nbsp;<strong>quadro strategico e operativo</strong>&nbsp;per sviluppare questi interventi insieme agli&nbsp;<strong>operatori ferroviari</strong>, alle&nbsp;<strong>attività economiche</strong>, alle&nbsp;<strong>associazioni</strong>&nbsp;e alle&nbsp;<strong>comunità locali</strong>, integrando gli interventi con gli strumenti regionali di pianificazione e sviluppo già disponibili, a partire dalle&nbsp;<strong>Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (Atuss)</strong>&nbsp;e dalle&nbsp;<strong>leggi regionali sulla rigenerazione e la sicurezza urbana</strong>. L&#8217;obiettivo è favorire&nbsp;<strong>progetti condivisi e coordinati</strong>, capaci di migliorare in modo stabile la qualità delle aree ferroviarie e di rafforzarne il ruolo di porte di accesso alle città, attraverso interventi che tengano insieme sicurezza, sviluppo urbano, mobilità e inclusione sociale.</p>
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		<title>Patto per il lavoro E-R. Bevilacqua (Ugl): “Accolte molte nostre proposte, aprire anche su infrastrutture e nucleare”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 11:29:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 28 luglio 2026 &#8211; In sede di riunione e presentazione del Patto per il Lavoro, il clima e l’economia sociale, che s&#8217;è svolta questa mattina nella sala polivalente Guido Fanti della Regione, che ha visto la partecipazione delle parti che hanno concorso alla realizzazione del documento, presenti tra gli altri il governatore de [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 28 luglio 2026 &#8211; In sede di<strong><em><a href="https://sestopotere.com/presentato-il-nuovo-patto-per-il-lavoro-il-clima-e-leconomia-sociale-dellemilia-romagna/" data-type="link" data-id="https://sestopotere.com/presentato-il-nuovo-patto-per-il-lavoro-il-clima-e-leconomia-sociale-dellemilia-romagna/"> riunione e presentazione del Patto per il Lavoro, il clima e l’economia sociale, che s&#8217;è svolta questa mattina nella sala polivalente Guido Fanti della Regione, che ha visto la partecipazione delle parti che hanno concorso alla realizzazione del documento, presenti tra gli altri il governatore de Pascale e il vicepresidente Colla</a></em></strong>, ha partecipato ed è intervenuta anche Tullia Bevilacqua, segretario regionale Ugl Emilia-Romagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Come sindacato abbiamo partecipato concretamente e idealmente alla stesura di questo nuovo testo che eredita l&#8217;accordo quadro del 2015 e il rinnovo 2020. Oggi con lo spirito di chi vuole rilanciare occupazione, investimenti e welfare dopo le ultime crisi economiche aggiornati alle sfide globali e nazionali che ci attendono”: ha affermato Tullia Bevilacqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Nei mesi scorsi abbiamo presentato un pacchetto di proposte e integrazioni e dobbiamo riconoscere che molti temi a noi cari sono stati acquisiti. Per esempio, apprezziamo che nel documento del Patto si enuncia la volontà di migliorare gli outcome clinici, innovando e riorganizzando l’offerta ospedaliera-territoriale e investendo per assicurare un miglioramento della risposta, al cittadino. Molto positiva è per ultima l&#8217;inaugurazione pochi giorni fa dell&#8217;ospedale di Bobbio, con gli ambienti riqualificati della Radiologia e del Cau. Per noi è un segno positivo il sostegno alla sanità ed ai servizi socio-sanitari delle cosiddette aree periferiche e montane”: spiega Tullia Bevilacqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Siamo pienamente soddisfatti, inoltre, che sia stata recepita la nostra proposta di risolvere l’emergenza abitativa attraverso una collaborazione strutturata tra pubblico e privato, capace di mobilitare risorse, competenze e capitali pubblici e privati, E approviamo l&#8217;attivazione di un Piano Casa regionale, che possa innovare in profondità le politiche abitative. Soddisfatti anche che si rinnovi l&#8217;esperienza del Tavolo regionale di salvaguardia occupazionale che fino ad oggi ha svolto un ruolo fondamentale gestendo oltre cento crisi aziendali e salvaguardando migliaia di posti di lavoro. Siamo favorevoli anche all’istituzione di un apposito Centro di ricerca sulle crisi di impresa. E valutiamo positivamente il proposito di rafforzare l’Agenzia Regionale per il Lavoro e il sistema integrato pubblico-privato, qualificando i servizi e le politiche attive rivolte alle persone con disabilità e a rischio di esclusione sociale; ai giovani; a chi ha perso e rischia di perdere il lavoro, anche attraverso programmi di formazione, a partire dalle donne. Bene anche l&#8217;intensificazione dei controlli contro lavoro nero e grigio, fenomeno purtroppo presente in Emilia-Romagna”: elenca&nbsp;il&nbsp;segretario regionale dell&#8217;Ugl.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Apprezziamo inoltre la volontà di sostenere nel nuovo Patto per il lavoro la difesa del territorio dopo gli effetti anche tragici e distruttivi degli ultimi eventi climatici – come terremoti e alluvioni – e l&#8217;impegno a sostenere i singoli distretti produttivi territoriali. Detto questo, continueremo ad indicare alcune tematiche a noi care e come sindacato essenziali per un ammodernamento del sistema Emilia-Romagna”: puntualizza Tullia Bevilacqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Energia, reti e infrastrutture sono versanti su cui insistere. A nostro parere. In materia energetica, avevamo chiesto e lo facciamo ancora di ragionare sulle possibilità offerte dall&#8217;energia nucleare di nuova generazione. Necessario estendere la rete stradale in bassa Romagna e nei collegamenti da e per Ravenna, per il valore che questa città ha in campo turistico e produttivo. Si ragioni – con una tavolo ad hoc – anche sulla proposta di Confindustria Romagna di attivare una stazione alta velocità in Romagna pensata per collegare in modo rapido il territorio con Milano e il resto d&#8217;Italia. Il dibattito attuale coinvolge vari comuni della zona, tra cui Forlì, Cesena e Ravenna, che discutono sulla posizione migliore per l&#8217;infrastruttura. Toccherà poi alla Regione interagire anche con risorse economiche per le infrastrutture di servizio alla realizzazione del progetto”: conclude il segretario regionale Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua, che rimanda ai protocolli attuativi ed alla firma definitiva del Patto attesa a settembre.</p>
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		<title>Presentato il nuovo “Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale” dell’Emilia-Romagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 11:24:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 28 luglio 2026 &#8211; Generare nuovo sviluppo sostenibile, nuovo lavoro e nuove imprese di qualità, accompagnando l’Emilia-Romagna nella transizione ecologica e digitale, riducendo le fratture economiche, sociali, ambientali e territoriali. In un contesto in cui i divari non sembrano arretrare, l’Emilia-Romagna delinea la sua strategia con l’obiettivo di&#160;superare il conflitto tra sviluppo e ambiente, valorizzando tutte le potenzialità e gli spazi che [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 28 luglio 2026 &#8211;  Generare nuovo sviluppo sostenibile, nuovo lavoro e nuove imprese di qualità, accompagnando l’Emilia-Romagna nella transizione ecologica e digitale, riducendo le fratture economiche, sociali, ambientali e territoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un contesto in cui i divari non sembrano arretrare, l’Emilia-Romagna delinea la sua strategia con l’obiettivo di&nbsp;<strong>superare il conflitto tra sviluppo e ambiente</strong>, valorizzando tutte le potenzialità e gli spazi che il cambiamento offre al territorio e alle nuove generazioni. Una sfida che la Regione affronta investendo in maniera decisa anche nell’<strong>economia sociale&nbsp;</strong>per mettere sempre più al centro le persone, i territori e le comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo <strong>Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale</strong> è stato presentato questa mattina a tutti i firmatari economico-sociali-sindacali dal presidente della Regione, <strong>Michele de Pascale</strong>, e dal vicepresidente, <strong>Vincenzo Colla</strong>, in viale Aldo Moro a Bologna, in attesa della firma ufficiale prevista <strong>a settembre, </strong>conclusi i percorsi interni alle organizzazioni firmatarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo Patto conferma le priorità e gli obiettivi strategici dei documenti precedenti, aggiornandoli alla luce del contesto attuale. Se nel 2015 il primo Patto per il lavoro era stato sottoscritto all’indomani di una lunga crisi economica internazionale che assegnava priorità assoluta al lavoro, nel 2020 il Patto sottoscritto in piena pandemia dava priorità a lavoro e clima, cioè allo sviluppo sostenibile. Ora nel 2026 il Patto aggiorna il progetto di futuro dell’Emilia-Romagna guardando anche all’<strong>economia sociale</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="600" height="450" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_Patto_dePascale.jpg" alt="" class="wp-image-311134" style="aspect-ratio:1.3333473066443093;width:531px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_Patto_dePascale.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_Patto_dePascale-300x225.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_Patto_dePascale-560x420.jpg 560w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_Patto_dePascale-80x60.jpg 80w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo rimane dunque quello di generare sviluppo sostenibile, lavoro e imprese di qualità, accompagnarelatransizione ecologica e contrastare le disuguaglianze economiche, sociali, di genere, generazionali e territoriali,attraverso un attento lavoro di ricucitura tra centri e periferie, tra territori di pianura e montagna, tra persone, generi e generazioni quale precondizione per lo sviluppo e la coesione dell’Emilia-Romagna, investendo in un’economiache mette al centro la comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un lungo e proficuo confronto con le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali, il nuovo Patto aggiorna il progetto di futuro dell’Emilia-Romagna a quanto è accaduto e sta accadendo a livello locale e globale. In particolare, la necessità divenuta improrogabile di tutelare la&nbsp;<strong>sanità pubblica</strong>&nbsp;come garanzia democratica di tutela della salute, diritto fondamentale dell&#8217;individuo e interesse della collettività. Le conseguenze sempre più estreme della&nbsp;<strong>crisi climatica&nbsp;</strong>comportanol’urgenza di investire nella&nbsp;<strong>sicurezza del territorio</strong>, che ha messo in evidenza tutte le sue fragilità. L’i<strong>nstabilità economica&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>occupazionale,</strong>&nbsp;derivante dai conflitti in corso e dalle trasformazioni dello scenario internazionale, aggravata dai dazi e dal rapido aumento dei costi dell’energia, che richiede un impegno comune per la competitività delle filiere produttive territoriali. L’i<strong>nflazione</strong>&nbsp;che ha impoverito una parte del ceto medio, mettendo troppe persone in difficoltà nell’accesso ai beni primari, in primis la<strong>&nbsp;casa</strong>.&nbsp; La&nbsp;<strong>demografia,</strong>&nbsp;che in Emilia- Romagna registra una dinamica positiva solo grazie alla capacità attrattiva del territorio che bilancia ormai da diversi anni un saldo naturale strutturalmente negativo. Sfide complesse che hanno reso necessario definire un nuovo Patto che guardi all’intera società regionale per comprenderne i nuovi bisogni, interpretarne le aspettative e soddisfarne le ambizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il commento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Viviamo in una fase storica segnata da una complessità sempre crescente, in cui le trasformazioni economiche, ecologiche e sociali viaggiano a una velocità mai vista prima- affermano il presidente <strong>de Pascale</strong> e il vicepresidente <strong>Colla</strong>-. L’Emilia-Romagna non intende subire questi cambiamenti, ma governarli con coraggio, visione strategica e intelligenza collettiva, facendo sintesi per il bene comune. Le sfide che abbiamo di fronte &#8211; dalle conseguenze sempre più evidenti della crisi climatica all’instabilità geopolitica, dall’impatto dell’inflazione sulle famiglie alla necessità di difendere la sanità pubblica e i salari &#8211; superano i confini regionali, ma richiedono risposte territoriali immediate e concrete. Con l’integrazione dell’Economia sociale nel nuovo Patto, vogliamo dimostrare, insieme a tutti i firmatari, che sviluppo economico, tutela dell’ambiente e coesione sociale possono convivere e convergere. La vera competitività si costruisce insieme mettendo al centro la comunità, riducendo i divari tra centri e periferie, sostenendo il lavoro di qualità e offrendo protagonismo e prospettive reali alle nuove generazioni. Questa strategia è l’esito di un percorso condiviso e ambizioso: insieme a tutte le forze sociali ed economiche del territorio, lavoriamo per confermare l’Emilia-Romagna come punto di riferimento internazionale per innovazione, sostenibilità e coesione sociale. Una Regione globale, orientata a sviluppare sempre nuove relazioni di alta qualità e a continuare ad attrarre investimenti, talenti e competenze”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli obiettivi strategici del nuovo Patto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Crescere</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Patto promuove lo sviluppo di cittadine cittadini liberi e consapevoli, capaci di governare l&#8217;evoluzione sociale ed economica. Il diritto all’istruzione universale e inclusiva è &nbsp;ritenuto pilastro essenziale di democrazia e giustizia sociale, e le priorità strategiche includono il contrasto alla dispersione scolastica e al fenomeno dei Neet, aumentando le persone con un titolo di studio terziario, come la laurea e i diplomi degli Istituti tecnici superiori di alta formazione o specializzazione tecnica, allineandosi ai target europei. Ruolo prioritario riservato a ricerca e innovazione, con un obiettivo di spesa al 3% del Pil entro il 2030, e alla cultura, ambiti che trainano la coesione territoriale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi il contrasto al calo demografico da attuare tramite investimenti su natalità e genitorialità e giovani generazioni, oltre che su politiche migratorie attive e attrazione, trattenimento e valorizzazione di studentesse, studenti, laureati, ricercatori e lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stare bene insieme</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documento persegue l&#8217;<strong>equità</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>coesione</strong>&nbsp;contrastando ogni forma di disuguaglianza, garantendo parità di accesso ai beni pubblici.<br>La priorità assoluta è il&nbsp;<strong>rilancio del Servizio sanitario regionale</strong>&nbsp;e il potenziamento del&nbsp;<strong>welfare</strong>&nbsp;per la non autosufficienza.<br>Aggredendo subito l&#8217;<strong>emergenza abitativa</strong>&nbsp;attraverso una sinergia pubblico-privato volta a dimezzare le richieste di case a canone calmierato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il diritto al&nbsp;<strong>lavoro</strong>&nbsp;è riconosciuto come il fattore decisivo nel promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone nella società e nel determinare il benessere e la coesione della comunità. Nel Patto è stata condivisa la necessità di mettere a punto una strategia per combattere la povertà retributiva e riconoscere a tutte e tutti, a partire dalle nuove generazioni, il valore del proprio lavoro. Confermato il massimo impegno per&nbsp;<strong>salvaguardare i posti di lavoro</strong>&nbsp;e sostenere l’applicazione dei&nbsp;<strong>contratti collettivi di lavoro nazionali</strong>&nbsp;firmati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, anche prevedendo l’istituzione di&nbsp;<strong>tavoli regionali permanenti di settore e/o filiera e/o&nbsp;</strong><strong>distretto</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>tavoli provinciali di salvaguardia</strong>&nbsp;per le attività e i territori particolarmente esposti.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="608" height="406" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_PattoLuglio26.jpg" alt="" class="wp-image-311135" style="aspect-ratio:1.4975560943693953;width:523px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_PattoLuglio26.jpg 608w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_PattoLuglio26-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 608px) 100vw, 608px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Anche la&nbsp;<strong>sicurezza sul lavoro</strong>&nbsp;è un diritto inalienabile: l’impegno è dare piena attuazione all’Accordo per la “<strong>Tutela della salute e sicurezza sul lavoro”</strong>&nbsp;del 2022 e rafforzare le attività di prevenzione e controllo, anche attraverso l’incremento degli stanziamenti destinate ai servizi delle Ausl.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contrastare le diseguaglianze significa anche garantire pienosostegno ai percorsi di inclusione sociale delle<strong>&nbsp;cittadine&nbsp;</strong>e dei<strong>&nbsp;cittadini stranieri</strong>, in particolare delle persone e dei minori in condizioni vulnerabili, garantendo loro&nbsp;<strong>buona accoglienza</strong>,&nbsp;<strong>concreta integrazione&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>piena partecipazione</strong>&nbsp;alla vita democratica, civile e produttiva. E significa anche impegnarsi per garantire a tutte e tutti, ovunque, gli stessi diritti e le stesse opportunità. Per questo il Patto si impegna a valorizzare l’enorme potenziale della<strong>&nbsp;montagna</strong>, delle&nbsp;<strong>aree interne</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>periferiche</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Generare lavoro e sviluppo di qualità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Una regione aperta e dinamica che, nella nuova globalizzazione, sostiene le vocazioni territoriali, investe in sostenibilità, competenze e innovazione, incorpora nuovo valore nella manifattura, nei servizi e nelle attività professionali, genera nuove imprese e nuovo lavoro, attrae imprese e talenti e professionalità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La principale priorità è dunque presidiare il ruolo dell’Emilia-Romagna quale grande&nbsp;<strong>regione manifatturiera</strong>&nbsp;e intercettare le nuove traiettorie di crescita, sostenendo l’internazionalizzazione delle imprese, favorendo la diversificazione dei mercati e il presidio delle filiere critiche, insieme alla loro decarbonizzazione e alla riduzione delle dipendenze strategiche come strumenti di competitività. Per rilanciare politiche industriali e sostenere l’innovazione e la competitività dei distretti e delle filiere strategiche è prevista l’approvazione di una “<strong>Strategia regionale per le politiche industriali e la giusta transizione”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla manifattura, il Patto riconosce il ruolo chiave delle<strong>&nbsp;filiere agricole e agroalimentari</strong>, puntando su un’agricoltura sostenibile e innovativa, che sia rispettosa delle tradizioni locali ma orientata al futuro, sostenendo la qualità e la distintività dei prodotti e dei processi, insieme a una buona occupazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ruolo altrettanto strategico è affidato allo sviluppo del&nbsp;<strong>turismo</strong>, investendo su sostenibilità dell’offerta, innovazione delle imprese, qualità del lavoro, diversificando le proposte per incrociare pubblici diversi ed estendendo l’attrattività a tutte le aree del territorio regionale. Il Patto riserva, inoltre, attenzione alla&nbsp;<strong>logistica&nbsp;</strong>con l’istituzione di un&nbsp;<strong>tavolo permanente sulla logistica sostenibile</strong>, allo sviluppo delle&nbsp;<strong>professioni&nbsp;</strong>e del&nbsp;<strong>lavoro autonomo</strong>&nbsp;e, più in generale, del&nbsp;<strong>settore terziario</strong>, sempre più strategico per supportare investimenti e processi di innovazione delle filiere produttive, della pubblica amministrazione e delle città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Essere sostenibili</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Accelerare la transizione ecologica per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e produrre entro il 2035 energia da fonte rinnovabile pari al 100% dei consumi elettrici, coniugando produttività, equità e sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lotta al cambiamento climatico, sfida globale straordinariamente complessa ma ineludibile, impone di costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Tale sfida vede nella&nbsp;<strong>neutralità carbonica&nbsp;</strong>al&nbsp;<strong>2050</strong>&nbsp;<strong>e nella produzioneentro il 2035 di energia da fonte rinnovabile pari al 100% dei consumi elettrici&nbsp;</strong>due obiettivi prioritari del Patto, imponendo all’Emilia-Romagna di mettersi alla guida della transizione, facendone il motore di un nuovo e diverso sviluppo. Indispensabile imprimere un’ulteriore accelerazione agli interventi di&nbsp;<strong>mitigazione</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>adattamento</strong>, adottando un approccio unitario nell’impiego di strumenti, fondi e incentivi. Vanno in questa direzione sia la riorganizzazione dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, sia il raddoppio delle risorse regionali dedicate al contrasto al&nbsp;<strong>dissesto</strong>&nbsp;e alla realizzazione di un programma di forte&nbsp;<strong>manutenzione</strong>&nbsp;di tutti i corsi d&#8217;acqua, confermando che la messa in sicurezza del territorio è una priorità strutturale e continuativa, sostenuta da una programmazione pluriennale certa e coordinata. Un’attenzione specifica va garantita all’<strong>Appennino</strong>, anzitutto attraverso il contrasto del fenomeno dell’abbandono e dello spopolamento. Le aree interne sono preziose e vanno difese e rilanciate con uno sforzo straordinario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non meno sfidante è l’obiettivo di&nbsp;<strong>rigenerare le città</strong>, curando le periferie, investendo in mobilità sostenibile, creando nuovi spazi pubblici e nuove infrastrutture verdi e blu, adeguando le infrastrutture di rete per renderle più resilienti agli eventi estremi.Gli obiettivi di rigenerazione e di recupero del patrimonio esistente, nonché quelli di risparmio di suolo, sono dettati dalla&nbsp;<strong>legge regionale 24/2017</strong>. A ormai otto anni dalla sua attuazione, è necessario un monitoraggio e una verifica per individuare elementi di miglioramento volti a rafforzare il contrasto al consumo di suolo. A tal fine sarà istituito un tavolo dedicato che coinvolga i firmatari del Patto in una discussione preventiva rispetto alle decisioni da assumere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>crisi energetica</strong>&nbsp;ha imposto e imporrà sempre più una diversificazione degli approvvigionamenti, un investimento sull’autonomia, l’autoproduzione e l’autoconsumo, un forte orientamento alla sostenibilità e alla progressiva decarbonizzazione. Per un sistema territoriale profondamente manifatturiero come quello dell’Emilia-Romagna, la capacità di accelerare lungo queste direttrici, già resa improrogabile dalla necessità di contrastare i cambiamenti climatici e migliorare la salute pubblica, è divenuta precondizione rispetto alla possibilità di generare nuovo sviluppo. Pertanto, partendo dai&nbsp;<strong>9 TWh</strong>&nbsp;prodotti nel 2024, l’obiettivo al&nbsp;<strong>2035 è quadruplicare la quota di energia generata da fonti rinnovabili fino a coprire il 100% dei consumi elettrici arrivando a 41 TWh di produzione elettrica</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="620" height="465" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_PattoLuglio2026_2.jpg" alt="" class="wp-image-311136" style="width:516px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_PattoLuglio2026_2.jpg 620w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_PattoLuglio2026_2-300x225.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_PattoLuglio2026_2-560x420.jpg 560w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/Foto_PattoLuglio2026_2-80x60.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Prioritario è accompagnare la transizione delle imprese di ogni dimensione, incentivandone gli investimenti verso le energie rinnovabili e verso processi e prodotti a minor impatto ambientale. Un ruolo di primo piano è svolto in questo ambito dall’<strong>agricoltura</strong>, ottimizzando l’utilizzo dei nutrienti, riducendo gli apporti chimici e minimizzando dispersioni ed emissioni, proseguendo e rafforzando le politiche già avviate. Per questo è necessario promuovere investimenti volti all’adozione di sistemi irrigui di precisione, all’efficientamento delle reti irrigue, all’applicazione di soluzioni a impatto ambientale basso o positivo. È altrettanto fondamentale promuovere l&#8217;approccio agroecologico, supportando il ruolo dei distretti biologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Patto impegna il sistema territoriale nella transizione da un modello economico lineare a uno&nbsp;<strong>circolare</strong>. Negli ultimi dieci anni, si è registrato un incremento di oltre il 20% nella raccolta differenziata, che ha raggiunto l’<strong>80%.&nbsp;</strong>L’Emilia-Romagna intende ora puntare alla qualità delle frazioni raccolte, iniziando il monitoraggio puntuale delle quantità di materia avviate a riciclaggio in ciascun bacino di affidamento, promuovendo una cultura del &#8220;pensiero circolare&#8221; e investendo nel potenziamento delle filiere di riciclo e riutilizzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La crisi climatica impone una sempre maggiore attenzione alla&nbsp;<strong>qualità&nbsp;</strong>dell<strong>&#8216;acqua&nbsp;</strong>e dell’<strong>aria</strong>. È pertanto decisivo portare avanti, sulla base del documento strategico approvato nello scorso mandato, il nuovo&nbsp;<strong>Piano di tutela delle acque</strong>. Sul fronte qualità dell’aria, l’impegno collettivo deve essere congiunto a quello del Governo chiamato a sostenere attivamente politiche regionali trasformative per l’agricoltura, le imprese, le abitazioni e la mobilità<em>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>mobilità&nbsp;</strong>è un diritto, garantirla in modo sostenibile è un dovere. In coerenza con gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti e di miglioramento della qualità dell’aria sarà condiviso l’iter di approvazione del nuovo&nbsp;<strong>Piano regionale integrato dei trasporti&nbsp;</strong>(Prit).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Patto richiama anche l’impegno della Regione nell’evoluzione del sistema del&nbsp;<strong>Trasporto pubblico locale&nbsp;</strong>e il modello dell’azienda unica regionale, capace di realizzare economie di scala, efficienza, integrazione territoriale e massa critica negli investimenti.</p>
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		<title>Bologna tra le province più sportive d’Italia e Rimini protagonista dei grandi eventi, la classifica de Il Sole 24 Ore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:03:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 28 luglio 2026 &#8211; É Milano la provincia più sportiva d’Italia nella classifica elaborata da Pts Sport per Il Sole 24 Ore, secondo un indice, giunto alla sua 20esima edizione, calcolato su 32 indicatori suddivisi in quattro categorie. Milano spicca per grandi eventi, atleti tesserati e società sportive. Il capoluogo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 28 luglio 2026 &#8211; É Milano la provincia più sportiva d’Italia nella classifica elaborata da Pts Sport per Il Sole 24 Ore, secondo un indice, giunto alla sua 20esima edizione, calcolato su 32 indicatori suddivisi in quattro categorie.  Milano spicca per grandi eventi, atleti tesserati e società sportive. Il capoluogo lombardo e la sua provincia confermano la leadership già ottenuta nel 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Seguono nella top ten di questa classifica Trento, che conferma leader nel gruppo “Sport individuali”, Bolzano e <strong>Bologna al quarto posto, ai piedi del podio  guadagnando una posizione (da quinta a quarta) dall&#8217;anno scorso.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"> E poi, ancora, in classifica: Firenze, Bergamo, Belluno, Torino, Sondrio, e Vicenza. La provincia di <strong>Rimini</strong> è protagonista quest&#8217;anno nei grandi eventi sportivi e motoristici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A completare il quadro anche i risultati delle altre province dell&#8217;<strong>Emilia-Romagna</strong> ai vertici delle singole classifiche dell&#8217;Indice. <strong>Parma</strong> si distingue con il secondo posto nazionale negli altri sport di squadra per media dei punteggi più elevati conseguiti dal 2007 al 2026, e quinta, preceduta da <strong>Reggio Emilia</strong>, per il 2026, mentre <strong>Piacenza</strong> e <strong>Modena</strong> confermano la tradizione della <strong>pallavolo</strong> regionale, classificandosi rispettivamente <strong>terza</strong> e <strong>quinta</strong> nella classifica relativa ai territori con la media dei punteggi più elevati conseguiti dal 2007 al 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le province in top 10  tra le prime dieci nell’Indice di sportività nell&#8217;arco di tempo dal 2007 al 2026 figurano, oltre a <strong>Bologna</strong>, anche <strong>Parma</strong>, <strong>Rimini</strong>, <strong>Modena</strong>, <strong>Ravenna</strong>, <strong>Piacenza </strong>e <strong>Forlì-Cesena</strong>. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="601" height="406" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/06/pista-di-misano.jpg" alt="" class="wp-image-218666" style="aspect-ratio:1.4803140514952084;width:469px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/06/pista-di-misano.jpg 601w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/06/pista-di-misano-300x203.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 601px) 100vw, 601px" /><figcaption class="wp-element-caption">pista di misano</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Indice di sportività  (che misura qualità e diffusione dello sport a livello provinciale), nella classifica elaborata da Pts Sport per Il Sole 24 Ore, giunta quest&#8217;anno alla 20ª edizione, si basa quest’anno su 32 indicatori suddivisi in quattro categorie: struttura e organizzazione del sistema sportivo (tesserati, enti di promozione sportiva, attrattività eventi sportivi, praticabilità sportiva, investimenti nello sport e Olimpiadi Milano-Cortina 2026), sport di squadra, discipline individuali e relazioni dello sport con l’economia (imprese, turismo, media, ecc.) e la realtà sociale (bambini, donne, amatori, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">A commentare questi dati è  l&#8217;assessora regionale a Turismo, Commercio e Sport, Roberta Frisoni, che afferma:  “La forza dell&#8217;<strong>Emilia-Romagna</strong> è un sistema sportivo diffuso, che unisce grandi eventi e pratica di base. Essere ancora una volta tra i territori più sportivi d&#8217;Italia è un riconoscimento importante per la nostra regione e per il lavoro che ogni giorno svolgono società sportive, federazioni, volontari, amministrazioni locali e operatori del settore. Le classifiche fotografano un momento e rappresentano sempre uno stimolo a migliorare, ma confermano anche la solidità del sistema sportivo emiliano-romagnolo”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il quarto posto di<strong> Bologna</strong> conferma una tradizione sportiva che continua a essere un punto di riferimento nazionale e che trova nel basket uno dei suoi simboli più riconosciuti, come dimostra anche la leadership storica del capoluogo emiliano in questa disciplina nell&#8217;Indice di Sportività- prosegue l&#8217;assessora regionale -. Allo stesso modo, il primato di <strong>Rimini </strong>nel motorsport e nelle imprese dello sport, insieme ai risultati raggiunti nell&#8217;attrattività dei grandi eventi e nello sport outdoor, evidenzia come lo sport sia anche un motore di sviluppo economico, turismo e crescita dei territori. È anche grazie a questa capacità che la Riviera continua a rafforzare la propria attrattività turistica durante tutto l&#8217;anno, facendo dei grandi eventi sportivi uno dei propri principali punti di forza. Non è un caso che quattro delle prime cinque province italiane nel motorsport appartengano all&#8217;<strong>Emilia-Romagna</strong>, ovvero <strong>Rimini</strong>, <strong>Bologna</strong>, <strong>Ravenna</strong> e <strong>Modena</strong>: è il risultato di un lavoro di squadra che abbiamo costruito insieme ai territori, ai circuiti, alle federazioni e agli organizzatori dei grandi eventi e che continuiamo a rafforzare con investimenti e scelte concrete, come la partnership triennale con la Federazione motociclistica italiana, il rinnovo degli accordi per MotoGP e Superbike a<strong> Misano</strong> e la valorizzazione dell&#8217;intera Motor Valley”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Come Regione investiamo con continuità nello sport di base, nell&#8217;impiantistica, nel sostegno alle società sportive e nell&#8217;organizzazione di grandi manifestazioni nazionali e internazionali, perché crediamo che lo sport sia molto più di una competizione: è salute, inclusione, qualità della vita, educazione e anche una leva straordinaria di attrattività turistica e sviluppo economico- conclude l&#8217;assessora Frisoni-. I risultati dell&#8217;Indice confermano che questa è la strada giusta. L&#8217;<strong>Emilia-Romagna</strong> ospita ogni anno appuntamenti di rilievo internazionale e continua a rafforzare la propria capacità di accogliere eventi che generano valore per i territori e opportunità per le imprese. Continueremo a investire in questa direzione, rafforzando un modello che rappresenta oggi un riferimento a livello nazionale e che contribuisce a rendere la nostra regione sempre più attrattiva e competitiva”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Immigrazione, espulso ed accompagnato con volo verso Tunisi straniero appena scarcerato a Piacenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Piacenza]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Piacenza &#8211; 27 luglio 2026 &#8211; Nella giornata di sabato 25 luglio scorso, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Piacenza ha trattato ed espulso dal territorio nazionale un immigrato straniero irregolare sul territorio nazionale, di 21 anni. Il giovane è stato scarcerato dalla casa circondariale di Piacenza per applicazione dell’art. 16 comma 5 [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Piacenza &#8211; 27 luglio 2026 &#8211; Nella giornata di sabato 25 luglio scorso, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Piacenza ha trattato ed espulso dal territorio nazionale un immigrato straniero irregolare sul territorio nazionale, di 21 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giovane è stato scarcerato dalla casa circondariale di Piacenza per applicazione dell’art. 16 comma 5 del Testo Unico sull&#8217; Immigrazione (espulsione in alternativa alla detenzione), condannato ad un anno, 9 mesi  e 10 giorni, per rapina improria e con diversi precedenti penali per furto, lesioni personali, percosse, stalking e resistenza a Pubblico Ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scarcerato è stato immediatamente accompagnato presso l’aeroporto di Milano Malpensa dove personale della Questura di Piacenza unitamente ad altro personale della Polizia di Stato abilitato, lo ha scortato nel Paese di Origine, tramite volo di linea, direzione Tunisi.</p>
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		<title>Edilizia sanitaria, dalla Conferenza Stato-Regioni 667 mln di euro per l&#8217;Emilia-Romagna: ecco tutti gli interventi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 08:51:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna – 25 luglio 2026 &#8211; Oltre 667 milioni di euro nel piano degli investimenti Inail destinati all’edilizia sanitaria in Emilia-Romagna. La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera all&#8217;intesa sullo schema di decreto nell&#8217;ambito del Programma di investimento per iniziative urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell&#8217;edilizia sanitaria, valutabili dall&#8217;Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna – 25 luglio 2026 &#8211; Oltre 667 milioni di euro nel piano degli investimenti Inail destinati all’edilizia sanitaria in Emilia-Romagna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Conferenza Stato-Regioni</strong> ha dato il via libera all&#8217;intesa sullo schema di decreto nell&#8217;ambito del Programma di investimento per iniziative urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell&#8217;edilizia sanitaria, valutabili dall&#8217;Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento, per oltre 6,9 miliardi di euro,&nbsp;<strong>assegna risorse aggiuntive e ne conferma di attese</strong>, sottoforma di investimenti, ad alcune Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, alla quale sono destinati interventi per 667,2 milioni di euro per il&nbsp;<strong>potenziamento e l&#8217;ammodernamento della rete ospedaliera e dei servizi regionale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il commento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“La sanità pubblica- sottolineano il presidente della Regione,&nbsp;<strong>Michele de Pascale</strong>, e l’assessore alle Politiche per la Salute,&nbsp;<strong>Massimo Fabi</strong>&#8211; deve poter contare anche su strutture moderne e tecnologicamente avanzate. Grazie a questo piano di interventi nell’edilizia sanitaria il miglioramento di ospedali e altre strutture sanitarie compie un ulteriore passo avanti. Un ottimo risultato che premia la capacità di programmazione e la qualità della progettazione presentata dalle nostre aziende sanitarie e un investimento prezioso sulla salute delle nostre comunità. Un potenziamento fondamentale dei servizi sul territorio e della ricerca scientifica e per le cittadine e i cittadini dell’Emilia-Romagna la garanzia di luoghi di cura più sicuri, moderni ed efficienti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli interventi nel dettaglio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel Piacentino</strong>, confermato lo stanziamento di&nbsp;<strong>10,370 milioni di euro</strong>&nbsp;all’Ausl di Piacenza per il&nbsp;<strong>Centro Paralimpico di Villanova d&#8217;Arda</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel Parmense</strong>, per il <strong>nuovo ospedale di Borgotaro</strong> (Ausl Parma, <strong>70 milioni di euro</strong>) si tratta della realizzazione di un’opera ad alta innovazione tecnologica che comprende anche la riorganizzazione completa delle aree di degenza, delle sale operatorie e dei servizi d&#8217;emergenza, garantendo continuità assistenziale avanzata per le aree interne della Val di Taro e Val Ceno e con potenziale integrazione alle regioni limitrofe (Liguria e Toscana). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A Parma</strong> il <strong>Polo dei laboratori</strong> (Aou Parma, <strong>36,5 milioni</strong>) è un progetto che mira a riunire in un nuovo edificio le attività laboratoriali attualmente distribuite in diversi padiglioni ospedalieri. Le dimensioni del nuovo edificio si basano sull&#8217;analisi degli spazi esistenti e sulle nuove esigenze di potenziamento delle attività diagnostiche e di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In provincia di Reggio Emilia</strong>, il progetto relativo al&nbsp;<strong>servizio psichiatrico di diagnosi e cura all&#8217;Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia</strong>&nbsp;(Ausl Reggio Emilia,&nbsp;<strong>7,8 milioni</strong>) prevede la realizzazione di un edificio di 1.500 metri quadrati che ospiterà una Residenza sanitaria psichiatrica di 20 posti letto, afferente al Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, oggi situata all’interno dell’ospedale di Correggio. La prossimità del fabbricato all’ospedale consentirà di attivare efficaci sinergie con le altre unità operative, in particolare con il Pronto soccorso nella gestione di urgenze sopravvenienti o concomitanti durante la degenza psichiatrica. Il progetto prevede, inoltre, l’integrazione degli spazi interni con quelli esterni mediante cortili e connessioni con l’area verde circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In provincia di Modena</strong>, confermati fondi per&nbsp;<strong>1,470 milioni</strong>&nbsp;di euro per il&nbsp;<strong>nuovo Ospedale di comunità (Osco) di Medolla</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel Bolognese</strong>, all’<strong>ospedale Maggiore di Bologna</strong>&nbsp;saranno realizzati il&nbsp;<strong>Polo Laboratori e Morgue</strong>&nbsp;(Ausl Bologna,&nbsp;<strong>57,540 milioni</strong>): è il primo passo del Piano direttore e prevede la realizzazione del nuovo edificio in un’area oggi occupata da un vecchio prefabbricato monopiano. L’edificio accoglierà la morgue (compreso il luogo di culto) e l’anatomia patologica, i laboratori metropolitani e regionali quali: Trasfusionale unico metropolitano, Banca delle cornee e altri. Oltre a questi, gli spazi di servizio, i depositi e i locali tecnici. Con la nuova sede sarà possibile disporre di spazi più ampi, sismicamente adeguati e tecnologicamente più avanzati, con un assetto che migliorerà anche la logistica dei suddetti servizi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tre gli interventi previsti all’<strong>ospedale Policlinico Sant’Orsola di Bologna</strong>&nbsp;(Aou Bologna):&nbsp;<strong>Edificio 6N Polo imaging</strong>&nbsp;(<strong>46,209 milioni</strong>),&nbsp;<strong>Edificio 8N Nuovo Polo Oncologico</strong>&nbsp;(<strong>43,675 milioni</strong>),&nbsp;<strong>Pad. 24N – Laboratori</strong>&nbsp;(<strong>18,4 milioni</strong>). L’Edificio 6N Imaging center sarà destinato ad accogliere funzioni di imaging center, anche per esterni. Oltre alle funzioni di diagnostica si prevede la realizzazione di un’area a direzionale e di un parcheggio interrato. L’edificio sarà costituito da 5 livelli di cui 3 fuori terra, per una superficie stimata di circa 9.100 metri quadrati. Il Nuovo Polo oncologico 8N prevede la demolizione della parte più datata del Padiglione 8 per costruire un nuovo edificio tecnologicamente adeguato, che manterrà continuità con la parte da conservare dell’esistente Padiglione 8 – Ematologia e Istituto Seragnoli. All’interno della nuova costruzione saranno ubicate degenze e ambulatoriali, connessi alle patologie oncologiche. L’edificio prevede in totale di 8 livelli di cui 7 fuori terra (compreso il livello tecnico), per una superficie stimata di circa 8.300 metri quadrati. Il Padiglione 24N “Ampliamento del Polo dei Laboratori” consentirà la creazione di spazi per laboratori e di supporto, in prossimità del padiglione 20 già interamente dedicato ai laboratori. Il corpo di nuova edificazione avrà 3 livelli fuori terra ed un livello interrato per una superficie stimata di circa 3mila metri quadrati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre all’Aou di Bologna, confermati&nbsp;<strong>2,5 milioni</strong>&nbsp;di euro per la realizzazione della&nbsp;<strong>Casa di accoglienza del Sant’Orsola</strong>, per i pazienti trapiantati o sottoposti a particolari terapie, per garantire la possibilità di soggiornare, prima e dopo il ricovero, in un ambiente sicuro, protetto e vicino all’ospedale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre l’<strong>Istituto Ortopedico Rizzoli</strong>&nbsp;ristrutturerà due edifici collocati nell’area dell’ospedale storico provvedendo a un adeguamento edilizio e impiantistico (<strong>ristrutturazione Edificio studi preclinici</strong>,&nbsp;<strong>4,735 milioni</strong>;&nbsp;<strong>ristrutturazione Edificio Ex Centro Elaborazione Dati</strong>,&nbsp;<strong>2,694 milioni</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A Imola</strong>&nbsp;(Ausl,&nbsp;<strong>12,765 milioni</strong>) il progetto prevede&nbsp;<strong>la riorganizzazione e la ricollocazione delle attività ambulatoriali della Ausl</strong>. Il nuovo edificio, di circa 3.000 metri quadrati, si svilupperà su più livelli e sarà collegato direttamente all’ospedale esistente. Ospiterà spazi ambulatoriali, servizi di accoglienza e supporto, locali per il personale e aree dedicate alle attività sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel Ferrarese</strong>,&nbsp;<strong>Casa della Comunità Cittadella S. Rocco di Ferrar</strong><strong>a</strong>. Ristrutturazione padiglione n. 25 (Aou Ferrara,&nbsp;<strong>13,205 milioni</strong>) è il progetto che prevede la ristrutturazione di un fabbricato storico del vecchio ospedale Sant&#8217;Anna collocato all’interno della Casa della Comunità “Cittadella san Rocco”. Della superficie di circa 4mila metri quadrati, il progetto prevede l&#8217;integrale riqualificazione dello stabile per realizzarvi servizi delle Aziende sanitarie ferraresi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In Romagna</strong>, sono tre gli interventi per l’<strong>Ausl della Romagna</strong>:&nbsp;<strong>nuovo Polo logistico e dei servizi</strong>&nbsp;(<strong>85 milioni</strong>),&nbsp;<strong>sede definitiva Centrale operativa “NEA 116117&#8243;</strong>&nbsp;(<strong>14,8 milioni</strong>),&nbsp;<strong>nuovo Ospedale di Cesena</strong>&nbsp;(<strong>38 milioni</strong>). Il Nuovo Polo logistico è la struttura essenziale per dare continuità al percorso di accentramento e miglioramento tecnologico delle attività di supporto alle attività sanitarie in Romagna a partire dai 13 ospedali sino alle sedi più periferiche: ospiterà nuovi laboratori, centrali di sterilizzazione, anatomia patologica, cucine ed altro; questa opportunità che sarà realizzata a Villachiaviche di Cesena consentirà di migliorare l&#8217;integrazione dei servizi anche con il previsto nuovo Ospedale di Cesena, oltre al superamento delle attuali sedi in locazione. Per quanto riguarda la sede definitiva Centrale Operativa “NEA116117” si rende necessario dare attuazione allo sviluppo e ampliamento della Centrale Operativa riferita al numero europeo armonizzato NEA 116117 e della centrale emergenza della Romagna 118, oggi collocati all’interno del Presidio ospedaliero di Ravenna, attraverso la realizzazione di un immobile di superficie di almeno 2.500 metri quadrati, oltre ad una area esterna per posti auto e per la viabilità interna di collegamento. Viene, inoltre, prevista una quota integrativa (i 38 milioni) per il nuovo Ospedale di Cesena a superamento delle criticità finanziarie derivanti dall&#8217;aumento dei prezzi in edilizia degli ultimi anni, consentendo così di prevedere l&#8217;avvio della gara di appalto per la realizzazione entro il 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora, per il <strong>nuovo Ospedale di Cesena</strong> (nella foto in alto una ricostruzione digitale) confermati <strong>170,2 milioni</strong> di euro per la <strong>realizzazione del Blocco 2 aree intensive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A Ravenna</strong>&nbsp;viene confermato il&nbsp;<strong>nuovo edificio Materno-Pediatrico</strong>&nbsp;(<strong>31,300 milioni</strong>), di 9.500 metri quadrati, da realizzarsi all&#8217;interno del P.O. di Ravenna per far fronte ai cambiamenti dei fabbisogni di cura ed assistenza materno pediatrica, con attenzione alle esigenze dal punto di vista tecnologico e strutturale.</p>
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