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	<title>Parma &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Parma &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Nel Nord Italia avere figli è diventato un problema di sistema. Scarto preoccupante tra bisogni e accesso reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 11:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Milano, 13 maggio 2026 – La genitorialità nel Nord Italia è ostacolata non solo da fattori economici, ma da un insieme di condizioni materiali, organizzative e territoriali che rendono la scelta di avere figli un &#8220;progetto ad alta intensità di risorse&#8221;.  È quanto emerge dall&#8217;Indagine Genitorialità e Infanzia realizzata dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell&#8217;Amore per Fondazione Cariplo, nell&#8217;ambito della Sfida di Mandato &#8220;Anita &#8211; [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Milano, 13 maggio 2026 – La genitorialità nel Nord Italia è ostacolata non solo da fattori economici, ma da un insieme di condizioni materiali, organizzative e territoriali che rendono la scelta di avere figli un &#8220;progetto ad alta intensità di risorse&#8221;. </p>



<p>È quanto emerge dall&#8217;<strong>Indagine Genitorialità e Infanzia</strong> realizzata <strong>dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell&#8217;Amore</strong> per <strong>Fondazione Cariplo</strong>, nell&#8217;ambito della Sfida di Mandato <strong>&#8220;Anita &#8211; L&#8217;infanzia prima&#8221;</strong>. </p>



<p>Lo studio – pubblicato nella collana “<strong>Quaderni Fondazione Cariplo”</strong> – ha coinvolto circa <strong>1.700 cittadini e cittadine in età fertile (18-49 anni)</strong> residenti nel <strong>territorio di riferimento della Fondazione Cariplo </strong>(Lombardia e province piemontesi di Novara e Verbano-Cusio-Ossola) e nelle <strong>province limitrofe</strong> (Vercelli, Alessandria, Biella,<strong> Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara</strong>, Rovigo, Verona e Trento), <strong>analizzando percezioni, priorità e ostacoli alla genitorialità</strong>: dall’accompagnamento nel post-partum all&#8217;accesso ai servizi educativi e culturali fino alla rappresentazione dell&#8217;infanzia sui media.</p>



<p>Il quadro che emerge è chiaro: il <strong>calo della natalità va letto come un fenomeno sistemico</strong>, che non dipende da scelte individuali isolate, ma riflette il <strong>funzionamento complessivo dell&#8217;ecosistema di supporto alla prima infanzia</strong>. </p>



<p>Tra i principali disincentivi alla scelta di avere figli c’è la <strong>mancanza di sicurezza economica </strong>(90,8% nel territorio Fondazione Cariplo, 88,5% nelle province limitrofe), seguito dall&#8217;<strong>incertezza sul futuro </strong>(87,4% nel territorio Fondazione Cariplo, 85,2% nelle province limitrofe), dai <strong>problemi legati al lavoro </strong>(85,7% nel territorio Fondazione Cariplo, 81,6% nelle province limitrofe)<strong> </strong>e dalla <strong>situazione abitativa inadeguata </strong>(81,5% nel territorio Fondazione Cariplo, 72,8% nelle province limitrofe). </p>



<p>Ma il dato più significativo è lo <strong>scarto sistematico tra importanza riconosciuta ai servizi e accesso reale</strong>: ciò che manca non è solo l&#8217;offerta, ma la possibilità concreta di fruirne. Dati che, nella Giornata Internazionale della Famiglia istituita dall’ONU (15 maggio), ricorda quanto il sostegno alle famiglie non sia solo una questione affettiva, ma una priorità sociale e civile ancora lontana dall’essere compiuta.</p>



<p><strong>Lombardia e Piemonte orientale: i servizi ci sono, ma costano troppo</strong></p>



<p>Nel territorio della Fondazione Cariplo – caratterizzato da ricchezza superiore alla media nazionale e ampia disponibilità di servizi – le famiglie incontrano comunque difficoltà di accesso: i servizi per l&#8217;infanzia esistono, ma l&#8217;accesso è un&#8217;impresa. Il&nbsp;<strong>92% ritiene fondamentale</strong>&nbsp;disporre di servizi educativi 0-3 anni, ma&nbsp;4 famiglie su 10 non li hanno mai utilizzati. Il 42% dei rispondenti si affida ad un&nbsp;<strong>servizio privato ma il problema non è solo il costo diretto</strong>&nbsp;in quanto sono i&nbsp;<strong>costi cumulativi</strong>&nbsp;a pesare: rette, trasporti, attività extra. A questo si aggiungono&nbsp;<strong>liste d&#8217;attesa, orari incompatibili con il lavoro, tempi di spostamento elevati</strong>&nbsp;e una generale complessità organizzativa che scoraggia anche le famiglie con redditi medi.</p>



<p><strong>Province Limitrofe: servizi insufficienti, il gap lo colmano le famiglie</strong></p>



<p>Nelle province limitrofe (Vercelli, Alessandria, Biella, Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Rovigo, Verona e Trento) emerge un quadro diverso: qui il problema è la&nbsp;<strong>disponibilità fisica dei servizi</strong>. Il&nbsp;<strong>32,3%</strong>&nbsp;delle famiglie non ha iscritto i figli al nido perché&nbsp;<strong>il servizio non era disponibile</strong>&nbsp;(contro il 21,5% del territorio di Fondazione Cariplo). La&nbsp;<strong>lontananza dai luoghi</strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>difficoltà di spostamento</strong>&nbsp;pesano più che altrove. Molte famiglie si affidano a&nbsp;<strong>reti informali di cura</strong>&nbsp;(nonni, parenti, vicini), ma queste non sempre garantiscono equità di accesso e benessere nel lungo periodo, soprattutto per le famiglie più fragili o meno integrate.</p>



<p><strong>La differenza tra chi ha figli e chi non ne ha</strong></p>



<p>Un altro elemento interessante riguarda la diversa rilevanza di alcuni fattori tra chi ha figli e chi non ne ha. Tra&nbsp;<strong>chi non ha figli</strong>&nbsp;(44,4% del totale degli intervistati), la “responsabilità genitoriale” tende a pesare di più come barriera percepita: in assenza di esperienza diretta,&nbsp;<strong>l’impegno e i carichi della cura possono essere immaginati come particolarmente gravosi e scoraggianti</strong>. Tra&nbsp;<strong>chi ha figli</strong>&nbsp;(55,6%), invece, emerge più frequentemente la&nbsp;<strong>dimensione dell’età</strong>: l’esperienza concreta della genitorialità rende più evidente il tema dei tempi (energia disponibile, sostenibilità nel medio periodo, vincoli biologici e organizzativi) e quindi la percezione che ‘arrivare tardi’ possa aumentare la difficoltà complessiva. In sintesi, nei non-genitori prevalgono barriere simboliche/anticipate, mentre nei genitori emergono vincoli più legati all’esperienza e alla logistica e organizzazione famigliare.</p>



<p><strong>Lo scarto tra importanza e accesso: un pattern ricorrente</strong></p>



<p>Uno dei dati più critici emersi dall&#8217;indagine è lo&nbsp;<strong>scarto sistematico tra l&#8217;importanza riconosciuta ai servizi e la loro effettiva fruizione</strong>. Per esempio, l’<strong>accompagnamento nel peri parto&nbsp;</strong>è fondamentale per l&#8217;<strong>87,2%</strong>, ma solo il&nbsp;<strong>35%</strong>&nbsp;ne ha effettivamente beneficiato. Il momento della nascita e i primi anni di vita rappresentano vere e proprie finestre di opportunità: un supporto adeguato in queste fasi può prevenire fragilità future e rafforzare la fiducia delle famiglie. Anche le&nbsp;<strong>attività culturali per l&#8217;infanzia&nbsp;</strong>sono considerate prioritarie da circa il&nbsp;<strong>90%</strong>, ma gli ostacoli alla fruizione restano alti: i&nbsp;<strong>costi elevati dell&#8217;offerta</strong>&nbsp;(particolarmente a Milano), la&nbsp;<strong>mancanza di tempo a disposizione</strong>&nbsp;dell&#8217;adulto,&nbsp;<strong>la lontananza dai luoghi</strong>&nbsp;(soprattutto in provincia). Pare quindi normale che le&nbsp;<strong>biblioteche, gli spazi gioco e gli oratori</strong>&nbsp;risultano i luoghi più frequentati rispetto a&nbsp;<strong>musei</strong>,&nbsp;<strong>teatri</strong>,&nbsp;<strong>cinema</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>concerti</strong>, che richiedono invece maggiore organizzazione, tempi dedicati e, spesso, costi più elevati.</p>



<p><strong>La rappresentazione mediatica: lontana dalla realtà</strong></p>



<p>Solo il&nbsp;<strong>54,1%</strong>&nbsp;degli intervistati ritiene che il racconto della genitorialità sui media sia adeguato e rispettoso. La narrazione pubblica dell&#8217;infanzia e della cura appare spesso&nbsp;<strong>idealizzata o allarmistica</strong>, lontana dalla complessità quotidiana delle famiglie.&nbsp;<strong>Il lavoro quotidiano di cura – fatto di tempo, fatica e responsabilità – resta sullo sfondo</strong>, contribuendo a rendere le difficoltà un problema vissuto come privato, più che come una questione collettiva. I mezzi più credibili risultano&nbsp;<strong>TV (62,6%) e cinema (61,7%):&nbsp;</strong>solo il 56% considera il adeguato e rispettoso il racconto dell’infanzia e della cura, contribuendo a costruire un clima culturale dentro a cui si collocano le scelte di genitoriali.&nbsp;<strong>&nbsp;</strong></p>



<p><strong>Conclusioni: i servizi devono essere resi accessibili e devono essere attivati gli attori territoriali</strong></p>



<p>I risultati dell&#8217;indagine indicano che favorire la&nbsp;<strong>genitorialità richiede politiche integrate</strong>: non basta aumentare l&#8217;offerta di servizi, serve renderli&nbsp;<strong>realmente accessibili</strong>,&nbsp;<strong>accompagnare le famiglie</strong>&nbsp;nei momenti chiave e&nbsp;<strong>ridurre le disuguaglianze territoriali</strong>. I servizi socio-sanitari ed educativi, le attività culturali e le rappresentazioni mediatiche dell’infanzia sono ambiti che incidono sulla qualità dell’esperienza genitoriale, sulla riduzione dell’isolamento e sulla costruzione di un clima socio culturale più favorevole alla genitorialità, contribuendo a legittimare il bisogno di supporto e a rendere visibile il lavoro di cura.</p>



<p><strong>&#8220;Anita &#8211; L&#8217;infanzia prima&#8221;: dalla diagnosi all&#8217;azione.</strong></p>



<p>L&#8217;indagine si inserisce nella&nbsp;<strong>Sfida di Mandato &#8220;Anita &#8211; L&#8217;infanzia prima&#8221;</strong>, con cui Fondazione Cariplo ha scelto di investire sull&#8217;infanzia come leva di cambiamento sociale. Non si tratta di un semplice progetto, ma di una sfida che mette al centro le necessità dei bambini e delle bambine attraverso quattro ambiti prioritari:&nbsp;<strong>orientamento e sostegno ai neogenitori</strong>&nbsp;(a partire dal peri parto),&nbsp;<strong>rafforzamento della rete dei servizi educativi 0-6, qualità degli spazi</strong>&nbsp;in cui i bambini vivono e crescono,&nbsp;<strong>accesso alla cultura</strong>&nbsp;fin dalla nascita con un unico&nbsp;<strong>obiettivo</strong>: intercettare e sostenere – entro il 2028 – almeno&nbsp;<strong>22.000 bambini in povertà</strong>&nbsp;(uno su tre di quelli che si trovano in situazione di povertà assoluta nel territorio di riferimento), mobilitando risorse, competenze e alleanze per un &#8220;investimento&#8221; complessivo di&nbsp;<strong>20 milioni di euro</strong>.</p>
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		<title>Inaugurata la nuova Casa della Comunità di Collecchio</title>
		<link>https://sestopotere.com/inaugurata-la-nuova-casa-della-comunita-di-collecchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Collecchio (Parma) &#8211; 12 maggio 2026 &#8211;  Aperta 7 giorni su 7, 24 ore al giorno. Con la presenza di due pediatri di libera scelta, medici di famiglia e a breve anche l’infermiere di famiglia e di comunità, oltre al servizio di guardia medica. Ha aperto al pubblico la nuova Casa della Comunità di [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Collecchio (Parma) &#8211; 12 maggio 2026 &#8211;  Aperta 7 giorni su 7, 24 ore al giorno. Con la presenza di due pediatri di libera scelta, medici di famiglia e a breve anche l’infermiere di famiglia e di comunità, oltre al servizio di guardia medica.</p>



<p>Ha aperto al pubblico la nuova Casa della Comunità di Collecchio, nel Parmense. A tagliare il nastro il pomeriggio dell&#8217;8 maggi il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi. Con loro anche la sindaca, Maristella Galli, il presidente della Provincia, Alessandro Fadda, e il direttore delle aziende sanitarie di Parma, Anselmo Campagna.</p>



<p>La nuova struttura ospiterà professionisti di entrambe le realtà sanitarie di Parma e del comune di Collecchio, in stretta collaborazione con le associazioni di volontariato.</p>



<p> I lavori hanno visto la ristrutturazione del piano terra e la realizzazione di un nuovo edificio su due piani di circa 300 metri quadrati ciascuno, con un investimento economico complessivo di 3,7 milioni di euro: oltre 2,6 milioni di fondi Pnrr, 818mila euro provenienti dal Fondo opere indifferibili e i restanti 280mila euro di contributo regionale.</p>



<p>“In giorni in cui il dibattito sul futuro della nostra sanità pubblica si è riacceso- afferma <strong>de Pascale</strong>-, noi contribuiamo con fatti concreti: questa inaugurazione, come le tante di strutture analoghe già avvenute o in programma in tutta la regione, consegna a questa comunità una struttura all’avanguardia, che diventa un punto di riferimento per Collecchio e questo territorio. L’Emilia-Romagna sta lavorando per concludere nei tempi previsti tutte le infrastrutture finanziate con i fondi Pnrr che, in particolare per la sanità, rappresentano un’occasione irripetibile per migliorare l’assistenza alle cittadine e ai cittadini. In attesa che il Governo dia ascolto alle richieste di un maggiore finanziamento al sistema sanitario pubblico, di fronte a uno scenario che ci vede fanalino di coda in Europa e che sta mettendo a repentaglio la tenuta di uno dei pilastri della nostra democrazia”, ha concluso il <strong>presidente</strong> della Regione.</p>



<p>“Questa struttura rappresenta un modello di quella medicina di territorio che vogliamo garantire a tutti i cittadini emiliano-romagnoli- aggiunge&nbsp;<strong>Fabi</strong>-: una sanità pubblica più vicina alle persone, sempre disponibile, in grado di garantire capillarità e prossimità, migliorando la presa in carico e la prescrizione di visite ed esami. Un maggior accesso è la chiave per ridurre le liste di attesa e restituire una cura più efficace, grazie alla stretta collaborazione tra i nostri professionisti e i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le associazioni. Siamo vicini a centrare l’obiettivo delle 187 Case di Comunità realizzate grazie ai fondi del Pnrr- spiega ancora&nbsp;<strong>l’assessore</strong>-: un impegno che avevamo preso con gli emiliano-romagnoli e che stiamo portando a termine grazie a un eccezionale lavoro di squadra tra l’assessorato e le aziende sanitarie”.</p>



<p>“Strutture come la Casa della Comunità di Collecchio sono essenziali per offrire servizi sempre più a misura di persona, che vanno dalla promozione di programmi di prevenzione, alla gestione delle cronicità, passando per la medicina proattiva. Un modello che si fonda sull’integrazione di competenze differenti- conclude&nbsp;<strong>Campagna</strong>-. Nel quadro della programmazione regionale, questa provincia ha utilizzato con efficacia i fondi del Pnrr e ora possiamo accelerare in questo percorso di crescita della sanità territoriale, sempre più vicina alle persone”.</p>



<p>Prima dell’inaugurazione di Collecchio, de Pascale e Fabi hanno visitato&nbsp;<strong>anche l&#8217;ospedale Santa Maria di Borgotaro</strong>, sempre nel parmense,&nbsp;dove hanno incontrato i professionisti, gli amministratori locali, le direzioni di Presidio ospedaliero, Distretto e delle Aziende sanitarie di Parma.</p>



<p><strong>I servizi della nuova Casa della Comunità</strong></p>



<p>Già operativa, la struttura di via Berlinguer ospiterà a breve anche il servizio di continuità assistenziale, la sede amministrativa di Azienda pedemontana sociale e lo sportello comunale per accedere ai suoi servizi. </p>



<p>Inoltre, avrà sede un <strong>Pua (Punto unico di accesso)</strong>, che svolge la funzione di accoglienza qualificata e di supporto amministrativo alle persone, garantendo un accesso facile in base alle singole esigenze. Centrale anche la figura dell’Infermiere di famiglia e di comunità che valuterà i bisogni di salute degli utenti, sia per quanto riguarda la loro condizione clinica, sia per il contesto familiare e sociale.</p>



<p>Nella Casa della Comunità, che già oggi ospita il&nbsp;<strong>Centro diurno</strong>, prossimamente troveranno posto anche lo Sportello sociale e la&nbsp;<strong>sede amministrativa di Pedemontana Sociale</strong>, l’azienda che eroga i servizi alla persona per i Comuni dell’Unione Pedemontana Parmense (<strong>Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Sala Baganza e Traversetolo</strong>). Si configura così come nodo strategico della rete territoriale, dove il coordinamento tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali consente di garantire percorsi di presa in carico coerenti e tempestivi.</p>
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		<item>
		<title>Salone del Restauro di Ferrara 2026: protagonista il settore del Patrimonio culturale dell&#8217;Emilia-Romagna</title>
		<link>https://sestopotere.com/salone-del-restauro-di-ferrara-2026-protagonista-il-settore-del-patrimonio-culturale-dellemilia-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:29:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Ferrara &#8211; 12 maggio 2026 &#8212; ‘Restauro’. Basta una sola parola per identificare il Salone internazionale dei Beni culturali e ambientali che riapre i battenti a Ferrara dal 12 al 14 maggio, dedicato al mondo della conservazione, del recupero e della tutela. In questa vetrina internazionale, giunta alla XXXI edizione, dove saperi antichi e tecnologie emergenti [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Ferrara &#8211; 12 maggio 2026 &#8212; ‘<strong>Restauro’</strong>. Basta una sola parola per identificare il <strong>Salone internazionale dei Beni culturali e ambientali </strong>che riapre i battent<strong>i a Ferrara dal 12 al 14 maggio</strong>, dedicato al mondo<strong> della </strong>conservazione, del recupero e della tutela.</p>



<p>In questa vetrina internazionale, giunta alla XXXI edizione, dove saperi antichi e tecnologie emergenti si incontrano, il&nbsp;<strong>Settore Patrimonio culturale della Regione&nbsp;</strong>sarà protagonista negli spazi di&nbsp;<strong>Ferrara Expo</strong>&nbsp;(padiglione 3 B5) con un ricco programma che va dalla&nbsp;<strong>conservazione e restauro</strong>, alla&nbsp;<strong>catalogazione digitale</strong>&nbsp;&#8211; con il rinnovato&nbsp;<strong>portale PatER</strong>&nbsp;&#8211; fino alle&nbsp;<strong>reti museali</strong>&nbsp;e alle&nbsp;<strong>pratiche partecipative</strong>&nbsp;di conoscenza e fruizione del patrimonio culturale e naturalistico che coinvolgono comunità e territori.</p>



<p>Nello spazio espositivo un pannello e un video metteranno in mostra alcuni dei principali restauri promossi dalla Regione: dalla&nbsp;<strong>Reggia di Colorno&nbsp;</strong>alla<strong>&nbsp;Camera di San Paolo</strong>&nbsp;a Parma, dall&#8217;<strong>antico casello del formaggio di Calerno</strong>&nbsp;(Re), alla&nbsp;<strong>Delizia Estense del Verginese</strong>&nbsp;in provincia di Ferrara. Anche le esperienze di fruizione del patrimonio saranno protagoniste: è il caso delle&nbsp;<strong>Passeggiate Patrimoniali</strong>, tra natura e cultura, realizzate ogni anno nel nostro territorio.</p>



<p>“La presenza della Regione a Restauro, ormai consolidata negli anni, si inserisce in modo organico nell’alto livello qualitativo della manifestazione- afferma l’assessora regionale alla Cultura,&nbsp;<strong>Gessica Allegni</strong>-. Non solo esposizione, ma laboratorio di idee e pratiche dove il patrimonio culturale viene interpretato come risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile, la coesione sociale e la costruzione del futuro. In questa vetrina internazionale presentiamo progetti innovativi su infrastrutture verdi e blu, servizi museali, digitalizzazione del patrimonio culturale e tanto altro.Vogliamo ragionare di un modello in cui paesaggio, cultura e tecnologia dialogano in modo sempre più integrato. Il nostro obiettivo è rendere il patrimonio accessibile, sicuro e capace di guardare al futuro”.</p>



<p>Cuore della presenza regionale sarà il&nbsp;<strong>convegno del 13 maggio</strong>, dal titolo “Dalla città spugna alle Digital Humanities: progetti in corso per paesaggio, musei e patrimonio culturale” (dalle 10 alle 13.30, nella Sala Rossetti). Con un focus sulle progettazioni delle cosiddette ‘città spugna’e la realizzazione delle infrastrutture verdi e blu: parchi fluviali, giardini della pioggia, boschi urbani e corridoi ecologici. Un percorso articolato, finanziato dal&nbsp;<strong>Programma regionale di fondi europei</strong>&nbsp;<strong>Fesr 2021-2027</strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong>Pnrr,</strong>&nbsp;che restituisce una mappa concreta delle azioni in corso come&nbsp;<strong>risposta sostenibile alle sfide climatiche</strong>.</p>



<p>Si parlerà poi del <strong>restauro dell’orto botanico</strong> e dei <strong>giardini di via Filippo Re</strong> a Bologna, e sempre nell’ambito del<strong> Fesr 2021-2027</strong> troveranno spazio i contributi relativi ad alcuni progetti frutto di veri e propri percorsi di esplorazione e innovazione del patrimonio culturale nel campo della digitalizzazione del patrimonio, le cosiddette<strong> Digital Humanitas.</strong> </p>



<p>Verranno presentati i <strong>progetti dell’Unione della Romagna Faentina</strong>, <strong>dei Musei Civici di Carpi</strong> edel <strong>Comune di Bagnacavallo</strong>. </p>



<p>Il convegno proseguirà con le <strong>esperienze del Pnrr</strong>, come il progetto pilota ‘Da Campolo l’arte fa Scola’, e con le azioni dedicate alla qualità dei dati e dei servizi museali, fino al progetto ‘Egida Psem’, che introduce una nuova cultura della sicurezza attraverso l’innovazione digitale nella gestione delle collezioni.</p>



<p>Nel pomeriggio dello stesso giorno, dalle 14 alle 16.30, il Patrimonio regionale sarà inoltre protagonista dell’incontro promosso da Clust-ER Build&nbsp;<strong>‘Un futuro necessario. AI, cultura e creatività: visioni condivise, processi ed ecosistemi in evoluzione’</strong>&nbsp;dedicato al ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi culturali e creativi.</p>



<p>A questo link il programma in dettaglio <a href="https://patrimonioculturale.regione.emilia-romagna.it/novita/notizie/in-evidenza/il-settore-patrimonio-culturale-al-salone-del-restauro-2026" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il Settore Patrimonio culturale al Salone del Restauro 2026 &#8211; Patrimonio culturale</a></p>



<p><em>In alto foto della conservazione, restauro e valorizzazione della Reggia di Colorno</em> </p>
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		<title>TuttoFood (by Fiere di Parma) prende il via a Milano Rho Fiera</title>
		<link>https://sestopotere.com/tuttofood-by-fiere-di-parma-prende-il-via-a-milano-rho-fiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 17:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Milano, 11 maggio 202 – Accesi i motori di TUTTOFOOD Milano 2026, l’unica manifestazione agroalimentare in Italia di dimensione e carattere internazionali, già leader nel Sud Europa. Alle 11.00 di oggi, con il saluto del Ministro Adolfo Urso e alla presenza del Ministro Francesco Lollobrigida, l’inaugurazione ufficiale nella Tuttofood Hall in Corso Italia a Rho Fiera Milano ha sancito in [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Milano, 11 maggio 202 – Accesi  i motori di TUTTOFOOD Milano 2026, l’unica manifestazione agroalimentare in Italia di dimensione e carattere internazionali, già leader nel Sud Europa. Alle 11.00 di oggi, con il saluto del <strong>Ministro Adolfo Urso</strong> e alla presenza del <strong>Ministro Francesco Lollobrigida</strong>, l’inaugurazione ufficiale nella Tuttofood Hall in Corso Italia a Rho Fiera Milano ha sancito in modo netto il riconoscimento istituzionale per una manifestazione che porta l’Italia in un comparto strategico come l’agroalimentare a competere con fiere di settore storicamente leader nel Mondo.</p>



<p>Nel suo videomessaggio il <strong>Ministro Urso</strong> ha ricordato che “<em>in un contesto sfidante come quello attuale, l’agroalimentare resta una colonna portante del nostro sistema produttivo</em> <em>una delle cinque eccellenze, delle “cinque A” del Made in Italy, riconosciuta nel mondo per qualità, identità, capacità di innovazione. I dati parlano chiaro: un export di oltre 70 miliardi, leadership europea per valore aggiunto agricolo, un primato mondiale nella produzione DOP e IGP— con circa 900 prodotti certificati che generano nel complesso oltre 20 miliardi di valore e oltre 12 miliardi di export. Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità”. </em></p>



<p>Il ministro ha poi sottolineato come in<em> “un comparto così dinamico il sistema fieristico rimane una leva strategica per lo sviluppo e l’internazionalizzazione soprattutto per le imprese più piccole che si aprono a nuovi mercati”. </em>In questa direzione si colloca<em> “l’intesa storica tra AEFI e IT-EX che valorizza le fiere come strumenti di politica industriale”, </em>e ha aggiunto che<em> “il Governo è al fianco delle imprese per sostenere l’innovazione, la sicurezza degli approvvigionamenti e per ampliare la presenza sui mercati esteri”. </em>In particolare, ha concluso,<em> “con il Piano Transizione 5.0 accompagniamo la doppia transizione Digitale e Green”.</em></p>



<p><em>“TuttoFood&nbsp;è una vetrina internazionale che racconta la capacità dell’Italia di affermarsi nel mondo come patria del bello, del buono e della qualità”&nbsp;</em>ha affermato il&nbsp;<strong>Ministro Lollobrigida</strong>.<em>&nbsp;“Attraverso l’incontro tra produttori, trasformatori, distributori e buyer internazionali,&nbsp;Tuttofood&nbsp;valorizza l’intera filiera agroalimentare italiana, contribuendo alla crescita dell’export, alla promozione del Made in Italy e alla creazione di nuove opportunità economiche. È quanto mai strategico fare sistema, creando sinergie tra le fiere italiane e rafforzando la competitività della nostra nazione sui mercati globali. In un contesto internazionale complesso,&nbsp;Tuttofood&nbsp;si conferma così un punto di riferimento fondamentale per promuovere innovazione, qualità e visione strategica dell’agroindustria italiana.</em></p>



<p>La presenza all’inaugurazione dei&nbsp;<strong>Presidenti di Fiere di Parma e di Fiera Milano, Franco Mosconi e Carlo Bonomi</strong>, suggella una chiave importante di questo risultato: la capacità di due soggetti fieristici in Italia, espressioni del meglio dei territori che rappresentano, di allearsi portando a sistema la competenza quarantennale acquisita da Parma con CIBUS, salone di riferimento per l’Agroalimentare Made in Italy, e l’attrattività internazionale, la potenza relazionale, la capacità logistica di Milano, snodo strategico per business, innovazione, cultura e incubatore di futuro.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="709" height="474" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/TUTTOFOOD-2026-INAUGURAZIONE.png" alt="" class="wp-image-304751" style="aspect-ratio:1.4957969342343826;width:601px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/TUTTOFOOD-2026-INAUGURAZIONE.png 709w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/TUTTOFOOD-2026-INAUGURAZIONE-300x201.png 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/TUTTOFOOD-2026-INAUGURAZIONE-628x420.png 628w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/TUTTOFOOD-2026-INAUGURAZIONE-696x465.png 696w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></figure>
</div>


<p><em>“Per Fiere di Parma –&nbsp;</em>ha affermato il&nbsp;<strong>Presidente Mosconi</strong><em>&nbsp;&#8211; è un onore e, al tempo stesso, una responsabilità lavorare &#8211; come si sta facendo da alcuni anni &#8211; alla costruzione di una piattaforma autenticamente internazionale per le imprese del food and beverage. Significativamente, la direttrice Parma-Milano-Colonia abbraccia le due più importanti manifatture dell’Unione Europea e &#8211; ne siamo profondamente convinti &#8211; rappresenta un esempio di collaborazione sovra-regionale fra attori pubblici e privati”.</em></p>



<p><em>“Nel nuovo equilibrio economico globale, segnato da instabilità geopolitica e crescente frammentazione dei mercati, è essenziale costruire piattaforme internazionali capaci di accompagnare le imprese nei processi di crescita e internazionalizzazione”&nbsp;</em>ha dichiarato&nbsp;<strong>Carlo Bonomi<em>,&nbsp;</em>presidente di Fiera Milano</strong><em>. “In questo scenario,&nbsp;Tuttofood&nbsp;2026 si conferma un punto di riferimento globale per l’agroalimentare e per il Made in Italy, favorendo innovazione, relazioni e nuove opportunità di sviluppo sui mercati internazionali”.</em></p>



<p>Alleanze che aggregano risorse ed energie che si uniscono alla partnership più che decennale tra Parma e&nbsp;<strong>Koelnmesse, organizzatore a Colonia di Anuga</strong>, vero gigante tra i saloni del mondo agroalimentare.</p>



<p>Parte integrante di questo sistema,&nbsp;<strong>ICE-Agenzia</strong>&nbsp;che con l’importante&nbsp;<em>Buyer’s Program</em>assicura a&nbsp;Tuttofood&nbsp;la&nbsp;<em>crème&nbsp;</em>internazionaletra i buyers del cibo operanti sia presso il retail che presso la ristorazione a cui&nbsp;Tuttofood&nbsp;dedica quest’anno ampio spazio tra food service e mixology.</p>



<p>Presente all’inaugurazione il&nbsp;<strong>Presidente, Matteo Zoppas</strong>, che ha dichiarato “<em>Il 2025 ha confermato la forza strutturale dell’agroalimentare italiano con un export in crescita del 5% sull’anno precedente e un valore record di 72,5 miliardi nonostante un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e incertezze. Il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’UNESCO – frutto anche dell’impegno del Governo e in particolare del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida – rafforza il posizionamento e il valore percepito del nostro agroalimentare funzionando da soft power per l’intero Made in Italy”.&nbsp;</em>Ha poi continuato<em>&nbsp;“Ci sono certamente criticità da affrontare: la crisi in Medio Oriente incide direttamente su costi energetici e delle materie prime e i dazi americani stanno producendo effetti tangibili con un -21,9%di export verso gli Stati Uniti nei primi due mesi del 2026. Il governo, soprattutto attraverso la Diplomazia della crescita promossa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che coordina l’azione del Sistema Italia, sta lavorando per aprire nuovi canali commerciali verso aree emergenti per consentire alle imprese italiane di conquistare nuovi mercati. Il ruolo di ICE è strategico: nel 2025 abbiamo supportato oltre 2.200 aziende italiane nel solo settore agroalimentare e coinvolto più di 2.000 operatori esteri in missioni in Italia. A&nbsp;Tuttofood&nbsp;abbiamo portato oltre 200 operatori provenienti da 36 Paesi tra cui Arabia Saudita, Sud America, Canada, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia e Singapore. Nel 2026 abbiamo in programma 258 iniziative dedicate al Food &amp; Wine tra cui azioni di e‑commerce, accordi con la grande distribuzione internazionale, partecipazione a fiere in Italia e all’estero. In un mondo che cambia rapidamente, ICE continua a essere un punto di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane contribuendo a consolidare la crescita di un settore che rappresenta il 15% del Pil nazionale”.</em></p>



<p>La dimensione internazionale acquisita da&nbsp;Tuttofood&nbsp;in sole due edizioni gestite da Fiere di Parma è confermata dalla partecipazione attiva di siglerappresentative dei più importanti sistemi di rappresentanza europei del food &amp; beverage, come&nbsp;<strong>Food&amp;Drink Europe</strong>,&nbsp;<strong>EDA</strong>&nbsp;(European Dairy Association),&nbsp;<strong>AREPO</strong>&nbsp;(Associazione delle Regioni Europee per i Prodotti di Origine),&nbsp;<strong>AIM</strong>&nbsp;(Association des Industries de Marque),&nbsp;<strong>COPA-COGECA.</strong></p>



<p>Intervenendo all’inaugurazione, <strong>Dirk Jacobs, Presidente Food&amp;Drink Europe</strong>*, ha dichiarato: <em>“In un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica, interruzioni degli scambi commerciali e crescente frammentazione dei mercati, le piattaforme internazionali come TUTTOFOOD assumono un&#8217;importanza più che mai fondamentale per il settore agroalimentare. Offrono uno spazio indispensabile per rafforzare le relazioni commerciali, promuovere il dialogo e mantenere aperti i flussi commerciali agroalimentari oltre i confini nazionali. Nell&#8217;odierno, complesso, contesto globale, la collaborazione e gli scambi internazionali rimangono essenziali per costruire un sistema alimentare resiliente, competitivo e sostenibile”.</em></p>



<p>A delineare il futuro&nbsp;<strong>Antonio Cellie, AD Fiere di Parma</strong>: “<em>Abbiamo inaugurato un&nbsp;Tuttofood&nbsp;record a Milano grazie ad un modello fieristico nato e cresciuto a Parma con Cibus. Negli anni abbiamo sviluppato specifiche competenze nella profilatura e gestione di top buyers nei diversi canali ai quali dal 2025 siamo in grado di offrire, ogni anno, un evento fieristico che diventa imperdibile per qualità e quantità dei prodotti esposti. Ora&nbsp;Tuttofood, che tornerà nel 2028, e dal 2027 in tutti gli anni dispari Cibus. L’obiettivo è costruire un dialogo e una piattaforma permanenti per discutere e costruire, tra tutti i soggetti, un futuro del Cibo che sia sostenibile, sano ed accessibile.&nbsp; Tutto questo attraverso eventi fieristici leggibili e immersivi per i visitatori professionali di tutto il mondo, privilegiando i prodotti di qualità e quelli legati ai territori non solo italiani. Così come a Cibus sono protagoniste le Marche iconiche e le DOP alfieri del made in Italy a&nbsp;Tuttofood&nbsp;troveremo sia i protagonisti internazionali dell’industria alimentare sia le IG Europee e non. Girando per i padiglioni di&nbsp;Tuttofood&nbsp;si percepisce chiaramente l’intenzione degli espositori, indipendente dalla loro provenienza o dimensione, di comunicare che il Cibo non è solo merce con un valore economico ma progetto culturale in grado di garantire giustizia, sostenibilità e longevità condivisa”.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="676" height="396" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2019/09/fiere-di-parma.jpg" alt="" class="wp-image-126295" style="aspect-ratio:1.7070986071104446;width:608px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2019/09/fiere-di-parma.jpg 676w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2019/09/fiere-di-parma-300x176.jpg 300w" sizes="(max-width: 676px) 100vw, 676px" /><figcaption class="wp-element-caption">fiere di parma</figcaption></figure>
</div>


<p>Significativo anche il cerimoniale del Taglio del nastro a cui hanno partecipato anche 60 rappresentanti di Regioni italiane e TPO presenti in fiera schierati sul palco della cerimonia.</p>



<p>Al termine, il Ministro Lollobrigida e gli altri notabili hanno fatto visita alla fiera, in un percorso che ha scrupolosamente toccato tutti i 10 Padiglioni espositivi.</p>



<p><strong>NEXT</strong></p>



<p>Tra gli&nbsp;<strong>highlights</strong>&nbsp;del primo giorno, nel pomeriggio dell’11, il&nbsp;<strong>primo Forum Internazionale della Cucina Italiana,&nbsp;</strong>alle 16 presso l’Auditorium Centro Congressi Stella Polare. Organizzato in collaborazione con il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (presente il Min. Lollobrigida, che chiuderà il forum), affronterà il tema della cucina italiana, oggi patrimonio immateriale UNESCO, come strumento di diplomazia culturale e potente&nbsp;<em>soft power</em>&nbsp;del nostro Paese per promuovere lo sviluppo economico.</p>



<p>In occasione del Forum, l’AD Fiere di Parma&nbsp;<strong>Antonio Cellie</strong>&nbsp;presenterà ufficialmente a espositori e visitatori il&nbsp;<em>Food Manifesto</em>, Carta dei Valori del futuro del Cibo (<a href="https://www.tuttofood.it/wp-content/uploads/2026/04/Manifesto-Food-ITA.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.tuttofood.it/wp-content/uploads/2026/04/Manifesto-Food-ITA.pdf</a>) che si ispira proprio al complesso di valori che permeano il nostro Made in Italy Agroalimentare e che si traducono nella nostra cucina oggi celebrata a livello universale.</p>



<p>Alle 15.30 alla Fruit &amp; Veg Arena del Pad 4&nbsp;<strong>“Fresh &amp; Produce Retail Europe workshop”</strong>, presentazione ufficiale di “<strong><em>AOP Unione Quarta Gamma”</em></strong>e dei dati della ricerca condotta dall’Osservatorio omonimo,sviluppato da&nbsp;<strong>TUTTOFOOD&nbsp;</strong>con<strong>&nbsp;Agroter&nbsp;</strong>e<strong>&nbsp;Toluna</strong>, su 9 Paesi europei (Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera, Ungheria), coinvolgendo 7.000 intervistati, clienti di 250 insegne europee, per l’assegnazione del primo Fresh &amp; Produce Retail Award alle migliori insegne a livello europeo nella gestione dei freschi.</p>



<p>Sempre alle 15.30 al Pad. 3 all’area Federalimentare si svolgerà l’incontro&nbsp;<strong><em>The New Food Order: geopolitical shock and European Agrifood Resilience</em></strong>, con gli interventi del Ministro Lollobrigida, di Maurizio Martina, vice presidente FAO, di Massimiliano Giansanti, presidente COPA, di Dirk Jacobs, presidente Food&amp;Drink Europe, e di Paolo Mascarino, presidente Federalimentare. Atteso anche Raffaele Fitto.</p>



<p>Da segnalare, alle 14.00 all’AREPO Vision Arena, Pad. 3, l’incontro&nbsp;<strong><em>DOP Economy: il valore europeo delle Indicazioni Geografiche tra competitività e territori</em></strong>&nbsp;che offrirà una lettura aggiornata della “DOP Economy” come leva di crescita sostenibile, alla luce delle recenti evoluzioni normative e dell’Action Plan europeo sulle IG. Esordiscono infatti a&nbsp;Tuttofood&nbsp;le IG europee con una premiere per i prodotti del territorio a livello internazionale: una novità assoluta nel contesto delle fiere globali dell’agroalimentare.</p>



<p><em>Per il programma completo consultare&nbsp;<a href="https://www.tuttofood.it/convegni-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.tuttofood.it/convegni-2026/</a></em></p>



<p><strong>I NUMERI di&nbsp;TUTTOFOOD&nbsp;2026</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Espositori</strong>: + 20% pari a5.000 brand di cui circa il 30% esteri.</li>



<li><strong>Buyers</strong>: + 33 % pari a 4.000 top buyer. Provengono da Europa 42%, America Latina (9%), Far East e Asean (15%), Middle East (6%), Nord America (21%), 7% Resto del Mondo.</li>



<li><strong>Superficie netta: </strong>+15%, pari a 85mila metri<sup>2</sup>.</li>



<li><strong>10 padiglioni</strong>. In una visita ideale a TUTTOFOOD 2026, si potrà passare dai <em>Dairy Products</em> del pad. 1, attraverso <em>Meat, Proteins &amp; Cured Meat</em> del Pad 3 e parte del 4, al <em>Grocery</em> dei pad. 7, 5, 10 e poi nel 6 che ospita la <em>Italian Specialty Selection</em> e la <em>Mixology Experience</em>, area che annovera i grandi produttori di acque, soft drink e bevande alcoliche, proponendone nuove modalità di offerta e presentazione ispirate al concetto di beverage pairing. Continuando con il <em>Deli, Frozen &amp; SeaFood</em> ai pad. 2 e 4, dove troviamo anche <em>Tutto Fruit &amp;Veg</em>, area del fresco che racconta le traiettorie evolutive dei prodotti ortofrutticoli freschi e processati, chiudendo con <em>Bakery &amp; Snacks</em> al pad. 8 e <em>Confectionary &amp; Coffee</em> al Pad. 12.</li>



<li><strong>Visitatori pre-accreditati: </strong>100.000 da Italia ed Estero.</li>



<li><strong>Media</strong>: oltre 1.200 giornalisti accreditati, di cui il 10% esteri.</li>



<li><strong>Convegni ufficiali: </strong>250, oltre a quelli degli espositori.</li>



<li><strong>6 Awards Ceremony</strong>: tra cui, per la prima volta in Italia, anche il prestigioso riconoscimento internazionale dedicato ai prodotti di eccellenza, il <em>Great Taste in Italy</em> e l’assegnazione del primo Fresh &amp; Produce Retail Award alle migliori insegne a livello europeo nella gestione dei freschi</li>



<li><strong>Organizzazione:</strong> Fiere di Parma che ha preso in gestione la manifestazione da Fiera Milano, puntando sull&#8217;internazionalizzazione.<br><strong>Location:</strong> Rho Fiera Milano.</li>
</ul>



<p>*<em>principale organizzazione e associazione non-profit con sede a Bruxelles che rappresenta l&#8217;industria alimentare e delle bevande in Europa. Fondata nel 1982, rappresenta 26 federazioni nazionali, 25 associazioni di settore e numerose aziende leader, fungendo da portavoce del più grande settore manifatturiero dell&#8217;UE.</em></p>
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		<title>Guerra in Iran, Codacons: in autostrada prezzo benzina  supera il gasolio e sfonda soglia dei 2,5 euro al litro</title>
		<link>https://sestopotere.com/guerra-in-iran-codacons-in-autostrada-prezzo-benzina-supera-il-gasolio-e-sfonda-soglia-dei-25-euro-al-litro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 07:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 9 maggio 2026 &#8211; In autostrada il prezzo della benzina torna a superare quello del gasolio, una circostanza che non si verificava da fine 2025. Lo denuncia il Codacons, che sottolinea come negli ultimi cinque mesi i listini alla pompa della verde siano stati costantemente inferiori rispetto al diesel. Sulla [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 9 maggio 2026 &#8211; In autostrada il prezzo della benzina torna a superare quello del gasolio, una circostanza che non si verificava da fine 2025. Lo denuncia il Codacons, che sottolinea come negli ultimi cinque mesi i listini alla pompa della verde siano stati costantemente inferiori rispetto al diesel.</p>



<p>Sulla rete autostradale si registrano negli ultimi giorni sensibili rincari per la benzina, che su alcune tratte supera la soglia psicologica dei 2,5 euro al litro in modalità servito – analizza l’associazione sulla base dei dati Mimit.</p>



<p> In particolare sulla A4 Venezia-Trieste un litro di verde costa oggi 2,539 euro, mentre nello stesso impianto il gasolio è venduto ad un prezzo più basso pari a 2,522 euro al litro. Anche al self la verde costa di più: 2,289 euro/litro, il diesel 2,272 euro/litro.<br>Situazione analoga sull’autostrada A28: al servito la benzina costa più del gasolio, 2,489 euro al litro contro 2,472 euro/litro; al self 2,289 euro la verde, 2,272 euro il diesel: rivela, ancora, il Codacons.</p>



<p>Ma i prezzi della benzina tornano a raggiungere in autostrada record stratosferici, al punto che oggi al servito si supera la soglia dei 2,4 euro al litro su numerose tratte: 2,442 euro sulla A22 Brennero-Modena, 2,419 euro sulla A21 Torino-Piacenza, 2,406 euro sulla A15 Parma-La Spezia. </p>



<p>Poco sotto la A1, e le A11 con 2,399 euro/litro: conclude il Codacons.</p>
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		<title>Nuovamente operativo l&#8217;ufficio postale di Bedonia dopo i lavori del Progetto Polis</title>
		<link>https://sestopotere.com/nuovamente-operativo-lufficio-postale-di-bedonia-dopo-i-lavori-del-progetto-polis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:56:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Parma &#8211; 7 maggio 2026 &#8211; Domani riapre al pubblico l’ufficio postale di Bedonia dopo i lavori di ristrutturazione secondo la tipologia Polis.Sono terminati, infatti, gli interventi di ammodernamento e ristrutturazione della sede, finalizzati ad accogliere anche tutti i principali servizi della pubblica amministrazione grazie a Polis, l’iniziativa di Poste Italiane per promuovere la [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Parma &#8211; 7 maggio 2026 &#8211;   Domani riapre al pubblico l’ufficio postale di Bedonia dopo i lavori di ristrutturazione secondo la tipologia Polis.<br>Sono terminati, infatti, gli interventi di ammodernamento e ristrutturazione della sede, finalizzati ad accogliere anche tutti i principali servizi della pubblica amministrazione grazie a Polis, l’iniziativa di Poste Italiane per promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei 7mila comuni con meno di 15mila abitanti contribuendo al loro rilancio.<br>L’ufficio postale di Bedonia è stato completamente rinnovato. La sala che accoglie i clienti è stata dotata di nuovi arredi e colori oltre a una corsia per ipovedenti e gli ambienti sono stati migliorati con soluzioni a basso impatto ambientale e una nuova illuminazione a basso consumo energetico; è stato inoltre realizzato uno sportello ribassato per richiedere in comodità i servizi della pubblica amministrazione oltre<br>ai tradizionali prodotti e servizi.<br>Disponibili in sede i certificati anagrafici oltre ai servizi INPS come, ad esempio, il cedolino della pensione, la certificazione unica e il modello “OBIS M”. Inoltre, grazie alla convenzione firmata tra Poste Italiane, Ministero dell’Interno e Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i cittadini possono richiedere o rinnovare il passaporto presentando la documentazione direttamente allo sportello, senza doversi recare in questura, con la possibilità di riceverlo a domicilio.<br>L’ufficio postale di Bedonia di Bedonia è a disposizione dei cittadini con il consueto orario.</p>
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		<title>Scuola e lavoro: 6 studenti su 10 non si sentono preparati a scegliere il proprio percorso futuro</title>
		<link>https://sestopotere.com/scuola-e-lavoro-6-studenti-su-10-non-si-sentono-preparati-a-scegliere-il-proprio-percorso-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 11:59:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 6 maggio 2026 &#8211; 6 maggio 2026 – Il 60% dei giovani non si sente sufficientemente informato per scegliere il proprio futuro, il 75% fatica a comprendere concretamente il mondo del lavoro. È quanto emerge dall’Indagine sull’educazione alla scelta 2023-2026, realizzata nell’ambito del progetto “Le scelte possibili”, promosso da Città [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 6 maggio 2026 &#8211; 6 maggio 2026 – Il 60% dei giovani non si sente sufficientemente informato per scegliere il proprio futuro, il 75% fatica a comprendere concretamente il mondo del lavoro. </p>



<p>È quanto emerge dall’Indagine sull’educazione alla scelta 2023-2026, realizzata nell’ambito del progetto “Le scelte possibili”, promosso da Città metropolitana di Torino in collaborazione con La Fabbrica Società Benefit del Gruppo Spaggiari Parma con sede a Parma.</p>



<p> Il lavoro quadriennale ha coinvolto circa 250 scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio e centinaia di docenti e studenti, con l’obiettivo di comprendere come accompagnare ragazze e ragazzi nei momenti di scelta e prevenire fenomeni di dispersione scolastica e disallineamento tra formazione e lavoro.</p>



<p><strong>Studenti e docenti: cosa raccontano i dati</strong></p>



<p>Dall’indagine emerge con forza il bisogno di esperienze concrete e di un accompagnamento più continuativo. Oltre l’82% degli studenti indica, infatti, come prioritario l’accesso a laboratori, attività pratiche e momenti di confronto diretto con professionisti e mondo del lavoro. Allo stesso tempo, il 60% non ritiene adeguate le informazioni ricevute per orientarsi tra studio e professione.</p>



<p>Accanto agli aspetti informativi emerge anche una dimensione emotiva spesso trascurata. Studenti e studentesse raccontano incertezza e disorientamento rispetto al futuro, soprattutto nei momenti di transizione tra un ciclo scolastico e l’altro, evidenziando la necessità di un accompagnamento più continuativo e strutturato.</p>



<p>Nelle scuole secondarie di secondo grado si osserva, inoltre, un divario tra informazione e realtà professionale. Il 75% degli studenti dichiara difficoltà nel comprendere concretamente le professioni, mentre il 57% ritiene che le esperienze di Formazione Scuola-Lavoro non siano state sufficienti a colmare questo divario.</p>



<p>Anche i docenti mettono in luce alcune criticità, in particolare nel rapporto con le famiglie e nel dialogo con il mondo del lavoro. Il 33% evidenzia la necessità di una formazione più strutturata, mentre il 65% sottolinea l’urgenza di percorsi più inclusivi, capaci di supportare studenti con bisogni educativi speciali e disabilità.</p>



<p>Nel complesso, l’analisi restituisce un quadro che, pur partendo da un’esperienza territoriale, intercetta una criticità diffusa a livello nazionale: l’accompagnamento alla scelta non può più limitarsi alla trasmissione di informazioni, ma deve evolvere in un processo continuo, esperienziale e relazionale.</p>



<p><strong>Dai risultati alle azioni: sportello e Centro C.I.A.O.</strong></p>



<p>Parallelamente alla raccolta dei dati e delle interviste, il progetto “Le scelte possibili” ha sperimentato e sviluppato proposte di attivazione per studenti e comunità educante basate sulle metodologie della facilitazione delle conversazioni, del coaching e del life design, attraverso strumenti partecipativi come unconference e laboratori.</p>



<p>Questo lavoro di ascolto e attivazione trova oggi una prima applicazione concreta, come sottolinea la consigliera delegata all’Istruzione Caterina Greco annunciando che Città metropolitana di Torino aprirà due nuovi spazi dedicati a questo tema. </p>



<p>A maggio, presso la sede dell’Ente, verrà inaugurato un nuovo sportello dedicato all’educazione alla scelta: un punto di riferimento per studenti e famiglie, pensato per offrire supporto e strumenti utili ad affrontare uno dei momenti più delicati del percorso formativo.</p>



<p> Accanto allo sportello è già in fase di progettazione il Centro Incontro Apprendimento Opportunità (C.I.A.O.), che avrà sede all’interno di un istituto scolastico del territorio e che sarà aperto a studenti, famiglie e docenti. Uno spazio permanente di confronto e accompagnamento, in cui ragazze e ragazzi potranno esplorare le proprie attitudini e costruire in modo più consapevole il proprio percorso.</p>



<p>Le due iniziative rappresentano l’evoluzione del progetto “Le scelte possibili” e saranno sviluppate e gestite da La Fabbrica Società Benefit, che continuerà ad affiancare Città metropolitana di Torino nello sviluppo delle metodologie e nella costruzione di un modello innovativo di educazione alla scelta.</p>



<p><strong>Un modello replicabile</strong></p>



<p>L’esperienza avviata a Torino si propone oggi come un modello replicabile, in grado di offrire indicazioni concrete per rafforzare il ruolo dell’educazione alla scelta e contribuire a ridurre dispersione e disallineamento tra formazione e lavoro.</p>



<p> “La collaborazione con Città metropolitana di Torino ci ha permesso di sperimentare e perfezionare un approccio all’educazione alla scelta che tiene conto della complessità del presente e del futuro e che sposta la domanda orientativa dal cosa fare al chi sono”, spiega Angela Mencarelli, amministratrice delegata di La Fabbrica, sottolineando come accompagnare alla scelta oggi significhi aiutare le e i giovani a leggere il cambiamento, riconoscere i propri talenti e trasformare le incertezze in possibilità. “Il nostro impegno sul tema riconosce l’urgenza di supportare i giovani nel diventare adulti che sanno decidere e agire in un mondo che cambia e nel quale devono poter immaginare un futuro”.</p>
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		<item>
		<title>Castelli del Ducato: presentato il Bilancio Sociale del circuito no profit più esperienziale d&#8217;Italia</title>
		<link>https://sestopotere.com/castelli-del-ducato-presentato-il-bilancio-sociale-del-circuito-no-profit-piu-esperienziale-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 09:53:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Parma / Piacenza / Guastalla / Pontremoli – 6 maggio 2026 &#8211; Castelli da visitare, pubblici e privati aperti al pubblico, ma soprattutto un ampio sistema culturale vivo, capace di generare valore economico, sociale e identitario per un intero territorio, promosso e narrato a marca d&#8217;area. L’Associazione Castelli del Ducato di Parma, Piacenza, [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Parma / Piacenza / Guastalla / Pontremoli – 6 maggio 2026 &#8211; Castelli da visitare, pubblici e privati aperti al pubblico, ma soprattutto un ampio sistema culturale vivo, capace di generare valore economico, sociale e identitario per un intero territorio, promosso e narrato a marca d&#8217;area. L’Associazione Castelli del Ducato di Parma, Piacenza, Guastalla e Pontremoli ha redatto il proprio <strong>Bilancio Sociale</strong>, uno strumento strategico che restituisce in modo trasparente e misurabile l’impatto prodotto dalla rete nel 2024, a venticinque anni dalla sua fondazione, con alcune note 2025 e anticipazioni sul futuro.</p>



<p>Il documento – il secondo nella storia dell’Associazione dopo quello pubblicato dieci anni fa – rappresenta una vera e propria&nbsp;<strong>narrazione verificabile del valore pubblico generato</strong>: dai flussi turistici alla didattica, dalle collaborazioni istituzionali alle buone pratiche di sostenibilità, fino alla solidità economico-finanziaria.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Una rete culturale che produce economia reale</h3>



<p>I numeri raccontano un sistema maturo e strutturato. Nel 2024 i Castelli del Ducato hanno registrato&nbsp;<strong>circa 660.000 visitatori</strong>, con&nbsp;<strong>oltre 28.000 pernottamenti</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>più di 200 matrimoni</strong>&nbsp;ospitati nei manieri della rete. Applicando i dati di spesa media regionale per il turismo culturale (79 euro al giorno), l’impatto economico complessivo stimato sul territorio raggiunge&nbsp;<strong>circa 52 milioni di euro</strong>, con ricadute dirette su ristorazione, accoglienza, commercio locale, servizi culturali e filiere turistiche.</p>



<p>Un risultato che evidenzia come il turismo culturale ed enogastronomico, se organizzato in rete e governato con visione, possa essere una&nbsp;<strong>leva economica strutturale</strong>, non episodica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="600" height="605" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18.jpg" alt="" class="wp-image-304331" style="aspect-ratio:0.9917212518195051;width:453px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18-298x300.jpg 298w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18-150x150.jpg 150w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/CastelliDelDucato18-417x420.jpg 417w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>


<p>«Il Bilancio Sociale non è un documento contabile, ma la traduzione concreta della nostra capacità di fare rete dal 1999, la capacità di cambiare così come evolvono i tempi, ampliare e strutturare sempre più il circuito», sottolinea il presidente&nbsp;<strong>Orazio Zanardi Landi</strong>. «Mostra come la collaborazione continua ed importante tra soggetti pubblici e privati produca ricadute economiche, occupazionali e culturali tangibili per le comunità locali, nel rispetto di ogni ruolo e con il riconoscimento del valore che ciascuno apporta per peculiarità e particolarità».</p>



<p>«La cultura ed il turismo generano ricchezza. Il bilancio sociale dei Castelli del Ducato ce lo ricorda mettendo in fila numeri importanti: 660mila visitatori nel 2024 e 52 milioni di euro di impatto positivo sul territorio &#8211; commenta&nbsp;<strong>Alessandro Fadda</strong>, presidente della Provincia di Parma -. Ma, soprattutto, il bilancio sociale ci ricorda che cultura e turismo generano ricchezza quando le attività di promozione e di valorizzazione dei territori sono inserite in una rete di relazioni così come avviene grazie ai Castelli del Ducato, da oltre 25 anni. Far vivere un castello, una rocca, un borgo non è solo un’opportunità economica, ma anche il primo modo, efficace, per preservare un bene e valorizzarlo. Nel contesto, già ben strutturato, dei Castelli del Ducato, la Provincia di Parma conferma il proprio ruolo di facilitatore e promotore della crescita di quelle fondamentali relazioni tra Bassa ed Appennino, valore culturale ed artistico, impegno pubblico e privato che sono state la carta vincente in questi oltre 25 anni di attività”.</p>



<p><strong>Lorenzo Lavagetto</strong>, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Parma e Vice Presidente di Destinazione Turistica Emilia ha evidenziato come &#8220;la forza di un singolo stia propria nella rete di insieme, così come una città d&#8217;arte abbia attorno il contesto significativo della sua provincia ed in questo i Castelli del Ducato siano i grandi attrattori&#8221;.</p>



<p><strong>Christian Fiazza</strong>, Assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Piacenza, ha elogiato &#8220;il lavoro svolto sul website dei Castelli del Ducato con i tre milioni e mezzo di visualizzazioni e la crescita dei social, soprattutto Instagram che conferma l&#8217;interesse per le nuove generazioni verso il prodotto culturale Castelli e Borghi&#8221;.</p>



<p>Il Bilancio Sociale è stato redatto da&nbsp;<strong>Sistema Susio srl</strong>&nbsp;&#8211; consulenti di management.</p>



<p><strong>Bruno Susio</strong>, Amministratore Unico ed&nbsp;<strong>Emanuele Barbagallo</strong>– Socio e Responsabile di Progetto, nell’illustrare il Bilancio Sociale 2025, ne evidenziano «le caratteristiche di strumento strategico e di responsabilità condivisa, finalizzato a facilitare la conoscenza delle attività e delle iniziative realizzate dall’Associazione, del valore prodotto e del loro contributo per la&nbsp;<strong>competitività del territorio</strong>. Elemento centrale del documento è l’identificazione del&nbsp;<strong>valore pubblico prodotto dall’Associazione</strong>, che è stato declinato -in coerenza con la mission e le attività svolte- secondo tre prospettive</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Finanziario verso soci e sostenitori (Castelli e altri luoghi), creando quindi un benessere economico “diretto”</li>



<li>Finanziario verso le Comunità e i territori del circuito – creando un benessere economico “indiretto”</li>



<li>Didattico e culturale verso le Comunità e i territori del circuito – creano benessere sociale e culturale.</li>
</ul>



<p>Per condividere la strategia di sviluppo con Soci e sostenitori e farla conoscere a nuovi potenziali stakeholder, il bilancio non è stato inteso solo come documento di rendicontazione ma anche di&nbsp;<strong>visione</strong>, comunicando le iniziative previste e le attività che l’Associazione intende mettere in campo nei prossimi mesi».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cultura,&nbsp;formazione,&nbsp;comunità:&nbsp;il&nbsp;valore che spesso resta invisibile</h3>



<p>Accanto ai dati economici, il Bilancio Sociale mette in luce ciò che difficilmente entra nelle statistiche tradizionali e fa la vera differenza apprezzata dai visitatori e dai turisti: Castelli del Ducato con oltre mille eventi è un circuito esperienziale dove una pleiade di eventi ed iniziative animano ogni weekend le roccaforti e i borghi, ed evolve anche la proposta infrasettimanale per i visitatori di prossimità.</p>



<p>Inoltre, solo 2024, i Castelli del Ducato hanno ospitato&nbsp;<strong>oltre 600 convegni</strong>, con circa&nbsp;<strong>7.000 partecipanti</strong>, e&nbsp;<strong>più di 200 attività didattiche</strong>, coinvolgendo&nbsp;<strong>42.000 studenti e studentesse</strong>.</p>



<p>Un patrimonio educativo che trasforma i castelli in&nbsp;<strong>luoghi di apprendimento attivo</strong>, ricerca, inclusione e cittadinanza culturale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="599" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Castello-Rivalta-AI-personaggi-calendario-2026.jpg" alt="" class="wp-image-304332" style="aspect-ratio:0.6677970523020739;width:452px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Castello-Rivalta-AI-personaggi-calendario-2026.jpg 400w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Castello-Rivalta-AI-personaggi-calendario-2026-200x300.jpg 200w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Castello-Rivalta-AI-personaggi-calendario-2026-280x420.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>
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<p>«L’obiettivo è rendere visibile quanto spesso resta invisibile», spiegano il Presidente Orazio Zanardi Landi ed il direttore&nbsp;<strong>Maurizio Pavesi</strong>. «Ci siamo saputi distinguere per la capacità di non inseguire mai “mero marketing” ma abbiamo saputo dare attenzione alla cultura, al valore pubblico delle relazioni, dei processi, delle competenze condivise. Il Bilancio Sociale diventa così uno strumento vivo, utile per consolidare la fiducia degli stakeholder e migliorare continuamente».</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un modello riconosciuto e replicabile</h3>



<p>Fondata nel 1999 e con sede nella Rocca Sanvitale di Fontanellato, l’Associazione Castelli del Ducato riunisce oggi&nbsp;<strong>37 castelli e luoghi storici</strong>&nbsp;come soci e sostenitori, affiancati da&nbsp;<strong>enti pubblici e privati</strong>, per un totale che la rende la&nbsp;<strong>più grande rete di castelli dell’Emilia-Romagna e del nord Italia, così strutturata</strong><strong>.</strong></p>



<p>Il modello di gestione integrata e promozione condivisa ha ispirato la nascita del portale&nbsp;<strong>Castelli Emilia-Romagna</strong>, che oggi collega 85 manieri, e Castelli del Ducato è stato riconosciuto altresì dal&nbsp;<strong>Touring Club Italiano</strong>&nbsp;come best practice nazionale. Non mancano collaborazioni e scambi con altri territori italiani ed europei, a conferma della&nbsp;<strong>replicabilità del sistema e risulta molto significativo il legame con la Regione Emilia Romagna, Apt Servizi &#8211; Regione Emilia Romagna e Destinazione Turistica Emilia.</strong></p>



<p><strong>Tutto questo promosso e raccontato su un website in crescita continua che regista in primavera 2026 il 6,7% sul 2025.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">Sostenibilità e inclusione: dai principi alle pratiche</h3>



<p>Il Bilancio Sociale documenta anche l’allineamento dell’Associazione agli&nbsp;<strong>Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ONU</strong>, con progetti concreti su educazione, accessibilità, turismo lento, mobilità sostenibile e riduzione dell’impatto ambientale.</p>



<p>Dai laboratori didattici inclusivi ai percorsi multisensoriali per persone con disabilità, dalla certificazione&nbsp;<strong>Bandiera Lilla</strong>&nbsp;di Fontanellato – sede ufficiale del circuito &#8211; alle ciclovie tematiche e agli eventi ecofriendly, i castelli diventano&nbsp;<strong>laboratori di sostenibilità applicata</strong>, capaci di parlare a pubblici diversi.</p>



<p>Soci e sostenitori dell’Associazione condividono e promuovono la Carta di Qualità, un impegno formale a garantire precisi e determinati standard di accoglienza, manutenzione, informazioni e iniziative culturali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un’Associazione solida, con lo sguardo al futuro</h3>



<p>“Le prospettive delineate guardano a itinerari tematici transregionali, esperienze immersive, collaborazioni internazionali e a un ruolo sempre più centrale di Castelli e Borghi, Piazze e Luoghi d&#8217;Arte in rete – tutti con pari dignità &#8211; come&nbsp;<strong>cerniere vive tra storia e contemporaneità” conclude il presidente Orazio Zanardi Landi</strong>.</p>



<p>Il Bilancio Sociale dei Castelli del Ducato si chiude con una visione che va oltre i numeri: castelli e borghi come luoghi da abitare culturalmente, non solo da visitare. Spazi in cui la bellezza diventa strumento di coesione, sviluppo e futuro condiviso.</p>



<p>Perché, come ricorda l’Associazione,&nbsp;<strong>ogni castello custodisce una storia che merita di essere raccontata e vissuta, oggi e domani</strong>.</p>



<p><a href="http://www.castellidelducato.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.castellidelducato.it</a></p>
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		<title>Musei, quasi 1,4 milioni di ingressi nei fine settimana del 25 aprile e 1° maggio in tutta Italia</title>
		<link>https://sestopotere.com/musei-quasi-14-milioni-di-ingressi-nei-fine-settimana-del-25-aprile-e-1-maggio-in-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 15:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 5 maggio 2026 &#8211; Straordinaria partecipazione nei luoghi della cultura statali dal 25 aprile al ponte del 1° maggio.  Quasi 1,4 milioni i visitatori registrati in musei, parchi archeologici e siti culturali su tutto il territorio nazionale. &#160;Il risultato evidenzia come i weekend festivi rappresentino un’occasione privilegiata di accesso al [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 5 maggio 2026 &#8211; Straordinaria partecipazione nei luoghi della cultura statali dal 25 aprile al ponte del 1° maggio. </p>



<p>Quasi 1,4 milioni i visitatori registrati in musei, parchi archeologici e siti culturali su tutto il territorio nazionale.</p>



<p>&nbsp;Il risultato evidenzia come i weekend festivi rappresentino un’occasione privilegiata di accesso al patrimonio culturale, favorendo una fruizione diffusa e partecipata, anche grazie alle aperture straordinarie e alle iniziative promosse su scala nazionale.</p>



<p>Il dato conferma il forte interesse per l’offerta culturale italiana e l’efficacia delle iniziative di valorizzazione e promozione, in conformità con le linee strategiche indicate dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.&nbsp;</p>



<p>In particolare, il 25 aprile si sono registrati 320.879 ingressi; il 1° maggio 249.431 e la “Domenica al museo” del 3 maggio ha fatto segnare 372.790 ingressi.&nbsp;Complessivamente, il 25 e 26 aprile si contano 542.986 visitatori. Nel ponte del 1° maggio (1–3 maggio) gli accessi sono stati 870.241.</p>



<p>Di seguito si riportano i primi dati fin qui pervenuti del fine settimana del 25 aprile:</p>



<p>Parco archeologico del Colosseo &#8211; Colosseo. Anfiteatro Flavio 46.598; Parco archeologico del Colosseo &#8211; Foro Romano e Palatino 37.707; Parco archeologico di Pompei &#8211; Area archeologica di Pompei 29.185; Reggia di Caserta 26.552; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 26.363; Musei Reali di Torino 26.289; Gallerie degli Uffizi &#8211; Gli Uffizi 23.586; Galleria dell&#8217;Accademia di Firenze 17.626; Castel Sant&#8217;Angelo 12.231; Castel Sant&#8217;Elmo e Museo del Novecento a Napoli 11.237; Gallerie degli Uffizi &#8211; Palazzo Pitti 10.243; Villae &#8211; Villa d&#8217;Este 10.035; Palazzo Reale di Napoli 7.639; Museo archeologico nazionale di Napoli 6.185; Parco archeologico di Ercolano 6.055; Pinacoteca di Brera 5.874; Parco archeologico di Paestum e Velia &#8211; Museo e area archeologica di Paestum 5.580; Musei del Bargello &#8211; Complesso di Orsanmichele 5.098; Musei del Bargello &#8211; Cappelle Medicee 5.026; Terme di Caracalla 4.993; Castel del Monte 4.960; Villae &#8211; Villa Adriana 4.910; Gallerie degli Uffizi &#8211; Loggia dei Lanzi 4.900; Castello Svevo di Bari 4.273; Palazzo Ducale di Mantova 4.182; Galleria Borghese 3.880; Musei del Bargello &#8211; Museo nazionale del Bargello 3.737; Parco archeologico di Ostia antica &#8211; Area archeologica di Ostia antica 3.683; Castello Scaligero di Sirmione 3.655; Museo storico del Castello di Miramare 3.602; Cenacolo Vinciano 3.440; Castello Ducale e parco di Agliè 3.222; Palazzo Farnese di Caprarola 3.192; Museo e Real Bosco di Capodimonte &#8211; Museo di Capodimonte 3.140; Gallerie Nazionali di Arte Antica &#8211; Palazzo Barberini 3.057; Complesso monumentale e Museo della Certosa di Pavia 3.027; Certosa di San Martino 3.012; Rocca demaniale di Gradara 2.847; Grotta Azzurra 2.826; Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea 2.649; Castello e Parco di Racconigi 2.610; Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria 2.553; Museo nazionale romano &#8211; Terme di Diocleziano 2.416; Museo archeologico nazionale di Taranto 2.201; Gallerie dell&#8217;Accademia di Venezia 2.200; Museo di San Marco 2.032; <strong>Complesso monumentale della Pilotta di Parma 1.993</strong>; Museo archeologico di Venezia 1.936; Complesso Monumentale e Biblioteca dei Girolamini 1.835; Villa della Regina 1.799; Galleria nazionale delle Marche 1.791; Galleria nazionale dell&#8217;Umbria 1.741; Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia &#8211; Necropoli dei Monterozzi e Museo archeologico nazionale di Tarquinia 1. 654; Museo nazionale d&#8217;Abruzzo dell&#8217;Aquila 1.649; Castello Svevo di Trani 1.647; Museo archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 1.640; Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia &#8211; Necropoli della Banditaccia e Museo nazionale archeologico Cerite a Cerveteri 1.581; Museo nazionale romano &#8211; Palazzo Massimo 1.486; Museo di Palazzo Grimani 1.480; Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes 1.450; Museo nazionale di Villa Pisani – Stra 1.447; Rocca Albornoz &#8211; Museo nazionale del Ducato di Spoleto 1.394; Castello di Torrechiara 1.187; Parco archeologico di Siponto 1.172; Museo nazionale romano &#8211; Palazzo Altemps 1.168; Museo della Casa Fiorentina Antica &#8211; Palazzo Davanzati 1.091; Museo archeologico nazionale Mario Torelli e Parco archeologico di Venosa 1.059; Anfiteatro campano &#8211; Santa Maria Capua Vetere 1.040.</p>



<p>A questi dati si aggiungono i 29.493 visitatori del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e i&nbsp; 19.442 ingressi delle Gallerie degli Uffizi &#8211; Giardino di Boboli.</p>



<p>Di seguito si riportano i primi dati fin qui pervenuti&nbsp; del fine settimana del 1° Maggio:</p>



<p>Parco archeologico del Colosseo &#8211; Colosseo. Anfiteatro Flavio 79.245; Parco archeologico del Colosseo &#8211; Foro Romano e Palatino 63.823; Parco archeologico di Pompei &#8211; Area archeologica di Pompei 54.172; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 41.044; Gallerie degli Uffizi &#8211; Gli Uffizi 38.556; Reggia di Caserta 37.334; Galleria dell&#8217;Accademia di Firenze 28.688; Musei Reali di Torino 23.571; Castel Sant&#8217;Angelo 16.524; Gallerie degli Uffizi &#8211; Palazzo Pitti 16.500; Castel Sant&#8217;Elmo e Museo del Novecento a Napoli 15.549; Villae &#8211; Villa d&#8217;Este 15.221; Parco archeologico di Paestum e Velia &#8211; Museo e area archeologica di Paestum 10.818; Parco archeologico di Ercolano 10.485; Museo archeologico nazionale di Napoli 9.572; Palazzo Reale di Napoli 8.758; Terme di Caracalla 8.696; Palazzo Ducale di Mantova 8.365; Gallerie degli Uffizi &#8211; Loggia dei Lanzi 8.236; Musei del Bargello &#8211; Cappelle Medicee 7.858; Villae &#8211; Villa Adriana 7.589; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 7.351; Parco archeologico di Ostia antica &#8211; Area archeologica di Ostia antica 6.907; Castel del Monte 6.409; Castello Svevo di Bari 6.311; Musei del Bargello &#8211; Museo nazionale del Bargello 5.805; Galleria Borghese 5.790; Museo archeologico di Venezia 5.632; Museo e Real Bosco di Capodimonte &#8211; Museo di Capodimonte 5.579; Museo storico del Castello di Miramare 5.276; Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria 5.269; Gallerie Nazionali di Arte Antica &#8211; Palazzo Barberini 5.189; Palazzo Farnese di Caprarola 5.038; Musei del Bargello &#8211; Complesso di Orsanmichele 4.961; Certosa di San Martino 4.748; Museo nazionale romano &#8211; Terme di Diocleziano 4.674; Complesso monumentale e Museo della Certosa di Pavia 4.425; Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea 4.311; Galleria nazionale delle Marche 4.311; Castello e Parco di Racconigi 4.271; Castello Ducale e parco di Agliè 4.198; <strong>Complesso monumentale della Pilotta 4.165</strong>; Museo nazionale di Villa Pisani – Stra 4.158; Gallerie dell&#8217;Accademia di Venezia 4.049; Pinacoteca di Brera 4.018; Castello Scaligero di Sirmione 3.900; Galleria nazionale dell&#8217;Umbria 3.793; Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia &#8211; Necropoli dei Monterozzi e Museo archeologico nazionale di Tarquinia 3.381; Museo nazionale romano &#8211; Museo dell&#8217;arte salvata 3.329; Museo archeologico nazionale del Melfese Massimo Pallottino e Castello svevo di Melfi 3.286; Villa della Regina 3.112; Rocca demaniale di Gradara 3.011; Castello di Torrechiara 2.892; Complesso Monumentale e Biblioteca dei Girolamini 2.887; Museo nazionale romano &#8211; Palazzo Massimo 2.804; Museo nazionale d&#8217;Abruzzo dell’Aquila 2.733; Museo archeologico nazionale di Taranto 2.596; Museo nazionale romano &#8211; Palazzo Altemps 2.315; Museo archeologico nazionale di Sperlonga e Villa di Tiberio 2.236; Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia &#8211; Necropoli della Banditaccia e Museo nazionale archeologico Cerite a Cerveteri 2.127;<strong> Pinacoteca nazionale di Bologna 2.105</strong>; Museo archeologico nazionale Mario Torelli e Parco archeologico di Venosa 2.051; Musei nazionali di Genova &#8211; Palazzo Reale di Genova 1.952; Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes 1.760; Cenacolo Vinciano 1.720; Rocca Roveresca di Senigallia 1.709; Museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.637; Rocca Albornoz &#8211; Museo nazionale del Ducato di Spoleto 1.545; Parco archeologico dei Campi Flegrei &#8211; Museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.502; Museo di Palazzo Grimani 1.487; Castello Svevo di Trani 1.484; <strong>Gallerie Estensi &#8211; Palazzo Ducale di Sassuolo 1.442</strong>; Museo d&#8217;Arte Orientale Venezia 1.387; Museo archeologico nazionale di Aquileia 1.353; Parco archeologico dei Campi Flegrei &#8211; Parco archeologico di Cuma 1.352; Museo della Casa Fiorentina Antica &#8211; Palazzo Davanzati 1.342; Parco archeologico dell&#8217;Appia antica&nbsp; &#8211; Mausoleo di Cecilia Metella e Chiesa di San Nicola 1.313; Musei nazionali di Genova &#8211; Palazzo Spinola di Genova 1.303; Area archeologica del Teatro romano di Benevento 1.260; Anfiteatro e Teatro Romano di Lecce 1.249; Gallerie Nazionali di Arte Antica &#8211; Galleria Corsini 1.212; Casa Museo Hendrik Christian Andersen 1.202; Parco archeologico di Ostia antica &#8211; Castello Giulio II 1.197; Parco archeologico dei Campi Flegrei &#8211; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli 1.182; Abbazia di Vezzolano 1.155; Castello Piccolomini &#8211; Collezione Torlonia 1.137; Museo d&#8217;Arte Sacra della Marsica 1.137; Parco archeologico dell&#8217;Appia antica &#8211; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.031.</p>



<p>A questi dati si aggiungono i 70.284 visitatori del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia e i&nbsp; 30.613 ingressi delle Gallerie degli Uffizi &#8211; Giardino di Boboli.</p>
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		<title>Analisi dei test di accesso alle università: calo generalizzato, report  su  scelte e interessi</title>
		<link>https://sestopotere.com/analisi-dei-test-di-accesso-alla-universita-calo-generalizzato-report-su-scelte-e-interessi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 11:18:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 5 maggio 2026 &#8211; “Una dialettica da conoscere e da capire”. È così che il professor Giovanni Betta, presidente CISIA (il Consorzio universitario che cura e gestisce i test di accesso all&#8217;università) definisce il rapporto fra studenti e conoscenze di base. L&#8217;occasione è quella della presentazione dello studio “I risultati [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 5 maggio 2026 &#8211; “Una dialettica da conoscere e da capire”. È così che il professor Giovanni Betta, presidente CISIA (il Consorzio universitario che cura e gestisce i test di accesso all&#8217;università) definisce il rapporto fra studenti e conoscenze di base. L&#8217;occasione è quella della presentazione dello studio “I risultati delle prove TOLC 2025”, che analizza a fondo i test di accesso all&#8217;università dello scorso anno, rilevando alcune criticità su cui l&#8217;intero sistema dell&#8217;istruzione è chiamato a riflettere.<br> Le università che aderiscono al Consorzio Interuniversitario Sistemi Integrati per l&#8217;Accesso (che da oltre 15 anni guarda al futuro) sono 63, tra queste Bologna, Parma, Ferrara e Modena-Reggio Emilia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I campanelli d&#8217;allarme: competenze linguistiche e matematica</strong></h2>



<p>I punteggi medi in comprensione del testo (italiano) e matematica segnano il calo più rilevante. Andando a fondo nei dati si nota che nel TOLC-SU, quello che serve per i corsi di laurea umanistica, la comprensione del testo registra un -2,2% nel triennio 2023-25; nel TOLC-E (corsi di economia, statistica e scienze sociali) è la matematica a diminuire in modo più sensibile: -3%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conoscenze di base: un calo generalizzato</strong></h2>



<p>Rispetto al 2024 quasi tutti i TOLC evidenziano un calo del punteggio medio: -1.2 punti nel TOLC-LP, -1.1 nel TOLC-F, -0.6 nel TOLC-AV, -0.4 nel TOLC-PSI e TOLC-SU, -0.2 nel TOLC-E, nessuna variazione nel TOLC-I e nel TOLC-B.</p>



<p>In prospettiva pluriennale la diminuzione dei punteggi appare ancora più significativa:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>TEST</strong></td><td><strong>2025 vs 2024</strong></td><td><strong>2025 vs 2023</strong></td><td><strong>2025 vs 2022</strong></td><td><strong>Punteggio medio 2025/punteggio max</strong></td></tr><tr><td>TOLC-AV</td><td>-0.6</td><td>-0.9</td><td>-1.7</td><td>17.8 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-B</td><td>0</td><td>-0.2</td><td>-1.7</td><td>17.9 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-E</td><td>-0.2</td><td>-0.8</td><td>-1.3</td><td>15.2 / 36</td></tr><tr><td>TOLC-F</td><td>-1.1</td><td>-2.3</td><td>-4.8</td><td>22.6 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-I</td><td>0</td><td>-0.3</td><td>-1.1</td><td>22.2 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-LP</td><td>-1.2</td><td>-3.2</td><td>non erogato</td><td>12.5 / 30</td></tr><tr><td>TOLC-PSI</td><td>-0.4</td><td>-0.6</td><td>-0.8</td><td>22.0 / 50</td></tr><tr><td>TOLC-S</td><td>+0.5*</td><td>-0.2*</td><td>-0.7*</td><td>20.9 / 55</td></tr><tr><td>TOLC-SPS</td><td>+0.2</td><td>non erogato</td><td>non erogato</td><td>18.1 / 40</td></tr><tr><td>TOLC-SU</td><td>-0.4</td><td>-0.6</td><td>-1.7</td><td>25.9 / 50</td></tr></tbody></table></figure>



<p>* il TOLC-S è stato aggiornato nel 2025 con una nuova struttura, per questo motivo i dati non sono comparabili con quelli degli anni precedenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il confronto fra i tipi di scuola</strong></h2>



<p>Chi ha frequentato i licei scientifico e classico ottiene performance migliori, anche se a seconda del tipo di test le cose variano. Questi i dati puntuali relativi al 2025:</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>TEST</strong></td><td><strong>Scuola di provenienza con punteggio più alto</strong></td><td><strong>Punteggio</strong></td><td><strong>Scuola di provenienza con secondo punteggio più alto</strong></td><td><strong>Punteggio</strong></td></tr><tr><td>TOLC-AV</td><td>Liceo scientifico</td><td>22.2</td><td>Liceo classico</td><td>19.8</td></tr><tr><td>TOLC-B</td><td>Liceo scientifico</td><td>21.7</td><td>Liceo tecnico o tecnologico</td><td>17.1</td></tr><tr><td>TOLC-E</td><td>Liceo scientifico</td><td>18.7</td><td>Liceo classico</td><td>16.1</td></tr><tr><td>TOLC-F</td><td>Liceo scientifico</td><td>25.2</td><td>Liceo classico</td><td>23.2</td></tr><tr><td>TOLC-I</td><td>Liceo scientifico</td><td>26.2</td><td>Liceo classico</td><td>22.1</td></tr><tr><td>TOLC-LP</td><td>Liceo scientifico</td><td>14.8</td><td>Liceo classico</td><td>14.3</td></tr><tr><td>TOLC-PSI</td><td>Liceo scientifico</td><td>26.6</td><td>Liceo classico</td><td>23.8</td></tr><tr><td>TOLC-S</td><td>Liceo scientifico</td><td>27.9</td><td>Liceo classico</td><td>20.1</td></tr><tr><td>TOLC-SPS</td><td>Liceo scientifico</td><td>21.3</td><td>Liceo classico</td><td>20.9</td></tr><tr><td>TOLC-SU</td><td>Liceo classico</td><td>31.8</td><td>Liceo scientifico</td><td>29.7</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Nord a Sud, risultati e tendenze</strong></h2>



<p>I punteggi non si distribuiscono in maniera uniforme per area di provenienza: chi frequenta una scuola del Nord-Est o Nord-Ovest ottiene punteggi mediamente più alti rispetto a chi ha studiato nel resto d’Italia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I TOLC: caratteristiche, funzione e numeri</strong></h2>



<p>Il TOLC si fa via computer, nelle aule universitarie oppure a casa, e consiste in una serie di domande a cui si deve rispondere entro un tempo stabilito. Le domande sono raggruppate per materia e ricalcano i cosiddetti “sillabi”, vale a dire le conoscenze di base richieste da ciascun corso di laurea.</p>



<p>Le università usano i TOLC per verificare le conoscenze di base ed eventualmente assegnare gli OFA (Obblighi di Formazione Aggiuntivi), le attività di recupero da seguire durante l’anno per mettersi in pari. In alcuni casi, nei corsi ad accesso programmato, i TOLC sono test di selezione.</p>



<p>Già al penultimo anno delle superiori è possibile fare un TOLC e comprendere punti di forza e aree su cui è possibile migliorare. Il TOLC è quindi uno strumento “diagnostico” per gli studenti, che possono avere una fotografia dettagliata delle proprie conoscenze di base. Il test, in questo senso, è uno straordinario tool di orientamento, sempre più usato per comprendere le attitudini e progettare il futuro.</p>



<p>Durante lo scorso anno 1.199 corsi (quasi la metà del totale) hanno adottato un TOLC; 234.596 persone, di cui l’8,4% dall’estero, ne hanno fatto almeno uno, per un totale di 324.026 test erogati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il sondaggio orientarsi dopo la scuola</strong></h2>



<p>CISIA, che è molto attiva anche per l’orientamento, come negli scorsi anni ha realizzato “Orientarsi dopo la scuola”, sondaggio per capire le dinamiche della scelta universitaria. Al questionario di quest’anno hanno risposto oltre 3.500 persone fra iscritti a un corso di laurea, iscritti a scuola e diplomati non iscritti all’università.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come e quando si sceglie l’università?</strong></h2>



<p>La grande maggioranza di chi si iscrive all’università, il 71%, decide a quale corso iscriversi durante l’ultimo anno di scuola; quasi la metà di questi lo fa dopo la maturità. Il 17.8% decide, invece, prima del penultimo anno.</p>



<p>Al primo posto, per distacco, fra i motivi per cui si sceglie un determinato corso c’è l’amore per ciò che si studia; questa tendenza “vocazionale” si conferma anche con la voce che figura in seconda posizione: “Per poter fare il lavoro de miei sogni”.</p>



<p>Chi non si iscrive lo fa principalmente perché non ha rispettato i requisiti previsti dal bando universitario, al secondo posto la scelta di rimandare la decisione seguita dalla decisione di lavorare e dalla constatazione di non potersi permettere gli studi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi influenza la scelta universitaria?</strong></h2>



<p>Podio assoluto per famiglia e amicizie. Il peso dei docenti di scuola è meno rilevante. Chi non si iscrive afferma, invece, di decidere in autonomia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una volta all’università, cosa succede?</strong></h2>



<p>Il sondaggio rivela che gli aspetti relazionali, anche il rapporto con i docenti, sono fra le cose più facili da gestire una volta immatricolati. Passare al nuovo metodo di studio, comprendere la burocrazia e gestire gli appelli le cose più problematiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’orientamento: cosa e quando si fa</strong></h2>



<p>L’orientamento avviene in oltre il 90% dei casi durante l’anno scolastico. Le principali attività sono gli open-day degli atenei, gli incontri sulle alternative all’università e le lezioni in aula. Gli studenti dimostrano di gradire ma ritengono scarsamente efficaci le lezioni in aula, mentre vorrebbero vivere una giornata in università, simulando la vita accademica.</p>



<p>La scuola, specie grazie ai docenti delle materie scientifiche, è al primo posto per far conoscere le attività di orientamento, e quando non organizza alcuna attività, gli studenti non fanno orientamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’orientamento serve davvero?</strong></h2>



<p>Sì, a giudicare dalla soddisfazione di chi si è iscritto, in particolare quella di chi ha considerato il TOLC anche come strumento di orientamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conoscenze di base, orientamento e futuro universitario: le conclusioni</strong></h2>



<p>Affinché la dialettica (come l’ha definita il presidente CISIA) fra generazione Z e conoscenze di base, possa portare a un’evoluzione positiva, è necessario studiare a fondo i ragazzi e le ragazze di oggi, i loro stili cognitivi, le loro esigenze formative. Ruolo strategico, in questo senso, è quello dell’orientamento, che deve passare da attività di fine scuola a progetto continuo che accompagna chi studia già dai primi anni e lo segue anche dopo l’inizio dell’università.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>CISIA: cosa farà il consorzio nei prossimi anni</strong></h2>



<p>“<em>Ci aspetta un futuro in cui dobbiamo consolidare il ruolo dell’orientamento, ritenuto sempre più strategico dai vari attori in gioco; per farlo sarà necessario sviluppare in modo ancor più organico gli studi che raccordano esito dei test di ingresso e carriera universitaria</em>”, afferma <strong>il professor Betta,</strong> che precisa: “<em>Altro grande scenario da sviluppare è quello di chi, dall’estero, vuole iscriversi all’università italiana, fronte su cui amplieremo in maniera significativa i servizi</em>”.</p>



<p>“<em>Guardare al futuro è la nostra ragion d’essere, lo facciamo da oltre 15 anni assieme alle università e a chi studia. Nei prossimi anni, ma già da oggi, punteremo sul dialogo fra i soggetti che animano il sistema-istruzione e sulle innovazioni. Contribuire in maniera concreta a rendere più consapevoli i progetti di futuro delle nuove generazioni, è il ruolo che ci assegnano gli atenei e che vogliamo fare al meglio delle nostre possibilità</em>” suggella <strong>l’ingegner Giuseppe Forte, direttore CISIA</strong>.</p>
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