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	<title>Nord Italia &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Nord Italia &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Fashion Week 2026, la mappa della moda italiana: Milano prima per ricavi, Napoli per numero di imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 14:07:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Milano, 23 settembre 2026 – In occasione della Milano Fashion Week 2026, che&#160;si svolgerà dal 22 al 28 settembre (sette giorni con oltre duecento appuntamenti tra cui spiccano sessantuno sfilate fisiche e prestigiosi eventi internazionali come Vogue World Milano), ReportAziende, piattaforma specializzata nelle informazioni sulle imprese italiane, ha analizzato (*) oltre 210 [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Milano, 23 settembre 2026 – In occasione della Milano Fashion Week 2026, che&nbsp;si svolgerà dal 22 al 28 settembre (sette giorni con oltre duecento appuntamenti tra cui spiccano sessantuno sfilate fisiche e prestigiosi eventi internazionali come Vogue World Milano), <strong>ReportAziende,</strong> piattaforma specializzata nelle informazioni sulle imprese italiane, ha analizzato (*) oltre 210 mila aziende per fotografare la struttura economica e produttiva della moda italiana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi attraversa l’intera filiera – dal tessile all’abbigliamento, dalla pelle alle calzature fino al commercio – e mette a confronto territori, imprese e ultimi dati economici disponibili per capire dove si concentra oggi il sistema moda italiano e come sta cambiando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne emerge una geografia meno scontata di quella suggerita dalle passerelle. Milano resta il principale centro economico della moda italiana, ma non è il territorio con il maggior numero di imprese. La manifattura, inoltre, continua a trovare nei distretti specializzati alcuni dei suoi punti di maggiore concentrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Milano vale quasi un quarto dei ricavi, Napoli guida per numero di imprese</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella provincia di Milano ha sede il 4,8% delle imprese italiane della moda, ma alle imprese milanesi fa capo il 24,3% dei ricavi del settore. Un peso economico che conferma il ruolo del capoluogo lombardo ben oltre la sua centralità creativa e internazionale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="651" height="434" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/09/Fashion-week_1-1.jpg" alt="" class="wp-image-315163" style="aspect-ratio:1.50001800180018;width:560px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/09/Fashion-week_1-1.jpg 651w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/09/Fashion-week_1-1-300x200.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/09/Fashion-week_1-1-324x216.jpg 324w" sizes="(max-width: 651px) 100vw, 651px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La classifica cambia se, invece del fatturato, si guarda al numero di aziende. In questo caso è Napoli a occupare il primo posto in Italia, con l’8,7% delle imprese censite. Due primati diversi, che mostrano come presenza imprenditoriale e capacità di generare ricavi seguano geografie differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E c’è un terzo territorio che spicca: Prato. Nel solo comune di Prato, infatti, hanno sede 5.114 imprese manifatturiere della moda, più di quelle dei comuni di Milano, Roma e Napoli messi insieme (4.418). Il distretto toscano non è un caso isolato: l’analisi fotografa specializzazioni molto nette anche nel Fiorentino per la pelletteria, nel Fermano per le calzature e nei poli della concia distribuiti tra Toscana, Campania e Veneto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tante imprese, ma il fatturato si concentra in poche mani</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La moda italiana è quindi molto diffusa sul territorio, ma il suo peso economico è decisamente più concentrato. Tra le società considerate nell’analisi dei bilanci, 294 aziende – appena l’1% – generano da sole il 51,4% dei ricavi complessivi. All’altra estremità, la metà delle società con i fatturati più bassi contribuisce per appena il 2,6%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dietro ai grandi nomi emerge così una base molto ampia di realtà di dimensioni più contenute, spesso legate a territori e specializzazioni produttive precise. Una caratteristica che aiuta a spiegare perché la mappa imprenditoriale della moda italiana sia molto più capillare di quella del suo fatturato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli ultimi bilanci: dopo il calo, primi segnali di stabilità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La fotografia realizzata nel 2026 permette anche di guardare all’evoluzione economica recente attraverso gli ultimi bilanci disponibili. Sulle stesse società analizzate nel periodo 2021-2024, il 2024 ha segnato una contrazione dei ricavi del 5,5% rispetto all’anno precedente. Il calo ha interessato il 58,6% delle società, mentre la quota di aziende in perdita è salita dal 19,7% del 2023 al 24,7% del 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il calo più diffuso ha riguardato le calzature: nel 2024 i ricavi sono diminuiti del 13,9%, il 74,4% delle società ha registrato una flessione e la quota di aziende in perdita è salita dal 17,6% al 29,6%. Un arretramento diffuso che ha interessato anche territori storicamente legati al comparto, tra cui Fermo, Macerata e Pisa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="620" height="413" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/09/Fashion-Week_2-1.jpg" alt="" class="wp-image-315165" style="aspect-ratio:1.5012674510990882;width:564px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/09/Fashion-Week_2-1.jpg 620w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/09/Fashion-Week_2-1-300x200.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/09/Fashion-Week_2-1-323x215.jpg 323w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Dai primi bilanci 2025 emerge invece una maggiore stabilità: al netto di un caso anomalo, i ricavi delle società già confrontabili segnano un +0,5%. Il dato è ancora parziale e non consente di parlare di una ripresa consolidata, ma offre un primo segnale di assestamento dopo il rallentamento dell’anno precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il commento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«I dati restituiscono l’immagine di un comparto molto articolato: da un lato pochi grandi operatori concentrano una parte significativa del fatturato, dall’altro esiste una rete estremamente capillare di imprese e specializzazioni territoriali. Il rallentamento registrato nel 2024 ha interessato una parte ampia del settore, mentre i primi dati 2025 suggeriscono una fase di maggiore stabilità, che dovrà essere confermata con la disponibilità di un numero più ampio di bilanci»,</em> commenta <strong>Vincenzo Augurio, Chairman &amp; Group CEO di Media Asset S.p.A</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le conclusioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026, mentre Milano torna a essere la vetrina internazionale del settore, l’analisi di ReportAziende porta quindi in primo piano la dimensione imprenditoriale della moda italiana: un sistema che concentra una parte importante del valore in pochi grandi operatori, ma che continua a poggiare su una rete molto più ampia di imprese, distretti e competenze distribuite sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Metodologia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">(*) <em>L’analisi di ReportAziende considera 210.100 imprese con sede in Italia, individuate attraverso 55 codici ATECO 2025. I dati economici si riferiscono alle società con bilancio disponibile; i confronti sull’andamento dei ricavi sono effettuati sulle stesse società negli anni considerati.</em></p>
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		<title>Traffico di migranti e droga, smantellate 3 organizzazioni criminali attive al Nord. 20 custodie cautelari</title>
		<link>https://sestopotere.com/traffico-di-migranti-e-droga-smantellate-3-organizzazioni-criminali-attive-al-nord-20-custodie-cautelari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Trento &#8211; 23 settembre 2026 &#8211; Conclusa ieri, nelle province di Trento, Bolzano, Vicenza, Verona, Rovigo, Varese, Roma, Frosinone e Ragusa, la maxioperazione &#8211; denominata:  &#8220;Aquila Nera&#8221; &#8211; ad opera dei Carabinieri del Comando Provinciale di Trento che, in collaborazione con i reparti territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Trento &#8211; 23 settembre 2026 &#8211; Conclusa ieri, nelle province di Trento, Bolzano, Vicenza, Verona, Rovigo, Varese, Roma, Frosinone e Ragusa, la maxioperazione &#8211; denominata:  &#8220;Aquila Nera&#8221; &#8211; ad opera dei Carabinieri del Comando Provinciale di Trento che, in  collaborazione con i reparti territorialmente competenti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trento, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia della Repubblica, nei confronti di 20 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico -anche internazionale- e spaccio di sostanze stupefacenti e di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di migranti clandestini. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine, avviata al fine di contrastare lo spaccio di cocaina nella provincia trentina, è stata svolta tra giugno 2021 e novembre 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trento (anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche) sotto la direzione della locale Direzione Distrettuale Antimafia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;operazione che, nel complesso, ha consentito di:  interrompere canali d’importazione di cocaina dal Paraguay e dal Perù (attraverso la Spagna) utilizzati da cittadini sudamericani per far giungere ingenti quantità di stupefacente nel Nord Italia;  disarticolare 3 distinti sodalizi criminali composti da soggetti prevalentemente stranieri e dediti al traffico di cocaina;  e  arrestare in flagranza 7 persone (5 in Italia e 2 in Perù e Paraguay) per reati in materia di stupefacenti, sequestrando complessivamente 82 kg di cocaina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Importanti sequestri di stupefacente destinato in Italia sono stati effettuati in Paraguay (60 Kg.) e in Perù (8 Kg.). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’attività investigativa sono state arrestate in flagranza 7 persone per reati in materia di stupefacenti e sono stati sequestrati complessivamente circa 82 kg di cocaina, in parte trasformata in crack, ricostruendo oltre 1300 cessioni di droga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del tutto peculiari, inoltre, sono emerse alcune modalità di gestione dell’attività di spaccio da parte di una figura di vertice di uno dei 3 sodalizi, che, durante un periodo di detenzione in un carcere, riusciva a curare tali affari illeciti impartendo ordini ai propri sodali utilizzando un cellulare introdotto clandestinamente all’interno dell’istituto di pena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, è stato acclarato un grave episodio che ha portato anche alla contestazione del delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione commesso da due indagati, avvenuto nel marzo 2023 tra Verona e Trento nei confronti di un soggetto che aveva maturato dei debiti di droga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le investigazioni hanno inoltre riguardato un connesso filone investigativo, che ha visto emergere un ulteriore business illecito condotto dai medesimi sodalizi e relativo al traffico internazionale di migranti, fatti giungere in Italia clandestinamente, dietro compensi in denaro, attraverso la “rotta balcanica”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A riscontro di tale circostanza, nel dicembre 2022 in Slovacchia, sono stati tratti in arresto nella flagranza 2 degli indagati mentre trasportavano 15 migranti clandestini provenienti dalla Siria, che avevano corrisposto – per l’ultimo tratto &#8211; 700 euro cadauno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’indagine è emerso che i sodali coinvolti nel traffico di migranti noleggiavano, in provincia di Trento, con pagamenti non tracciati, autocarri adibiti a trasporto merci che poi utilizzavano per trasportare gli stranieri dalla Slovacchia al territorio nazionale, attraverso Ungheria e Austria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella fase esecutiva, svolta anche con il supporto del 3° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bolzano e del Nucleo Cinofili CC di Laives (BZ), che ha visto impiegare complessivamente 121 militari dell’Arma, sono state effettuate perquisizioni domiciliari che hanno consentito di sequestrare ulteriori 700 gr. cocaina e 70 gr. di hashish.</p>
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		<item>
		<title>Sgominati gruppi criminali dediti a furti in hotel di lusso e traffico di cocaina al Nord</title>
		<link>https://sestopotere.com/sgominati-gruppi-criminali-dediti-a-furti-in-hotel-di-lusso-e-traffico-di-cocaina-al-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 07:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211;  Bressanone (BZ) &#8211; 14 settembre 2026 &#8211; I Carabinieri della Compagnia di Bressanone, coadiuvati dai militari della Compagnia di Merano, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare e applicativa di misure coercitive. Il provvedimento è collegato all’esecuzione di misura cautelare avvenuta lo scorso 10 luglio, nell’ambito della quale sono state colpite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; <em> </em>Bressanone (BZ) &#8211; 14 settembre 2026 &#8211; I Carabinieri della Compagnia di Bressanone, coadiuvati dai militari della Compagnia di Merano, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare e applicativa di misure coercitive. Il provvedimento è collegato all’esecuzione di misura cautelare avvenuta lo scorso 10 luglio, nell’ambito della quale sono state colpite 19 persone (12 custodie cautelari in carcere, 5 arresti domiciliari, 2 obblighi di presentazione alla P.G.), tutte di nazionalità albanese, ritenute responsabili, a vario titolo, di plurimi furti aggravati presso strutture alberghiere e private dimore, nonché di spaccio di sostanze stupefacenti di cocaina. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito di tale esecuzione, il Tribunale del Riesame ha annullato, per motivi formali, l’ordinanza di misura cautelare limitatamente ai 9 ricorrenti. Mentre la Procura della Repubblica di Bolzano ha quindi reiterato la richiesta di misura cautelare per 7 persone, a seguito della quale il GIP del Tribunale di Bolzano ha emesso un nuovo provvedimento nei confronti delle suddette persone: nei confronti di 4 persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere, nei confronti di 2 persone è stato disposto l’arresto domiciliare e nei confronti di una persona è stata disposta l’obbligo di presentazione alla P.G.. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo stato, sono state eseguite quattro misure cautelari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività d’indagine è stata avviata nella primavera del 2025 dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Bressanone. Gli accertamenti investigativi hanno permesso di cristallizzare l’esistenza di tre distinti gruppi criminali, di cui uno con le caratteristiche stabili dell’associazione per delinquere prevista dall’art. 416 c.p.: associazione per delinquere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo gruppo, strutturato come associazione per delinquere, operava in modo stabile in tutta la Provincia di Bolzano, estendendo le proprie attività illecite anche alle province di Belluno e Trento. Il sodalizio era dedito ai furti aggravati in strutture ricettive e private dimore, con ben 65 episodi delittuosi accertati e contestati. I componenti del gruppo disponevano di un’elevata organizzazione logistica, avvalendosi di basisti e di contatti per l’approvvigionamento di veicoli e di strumentazione idonea alla commissione dei reati; una volta terminati i raid, i sodali trasferivano i proventi illeciti in Albania, nazione dalla quale operavano in regime di pendolarismo criminale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo gruppo era finalizzato sia alla commissione di furti presso esercizi ricettivi e abitazioni (con 10 episodi dettagliatamente ricostruiti), sia allo spaccio continuativo e altamente redditizio di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” in tutta la provincia, con particolare incidenza nella zona del Meranese e nelle valli limitrofe. Le attività eseguite hanno permesso di appurare che i sodali erano profondi conoscitori del territorio, anche in virtù di impieghi stagionali occasionali (quali la raccolta delle mele).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il terzo gruppo, con base operativa a Bressanone, occupava una posizione di rilievo nel mercato locale della cocaina (condividendo peraltro due membri con il primo gruppo), come dimostrato dai sequestri complessivi di circa 3 kg lordi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e dalle varie cessioni documentate. Anche tale fazione ha dimostrato una perfetta conoscenza del territorio e un&#8217;elevata capacità organizzativa nella gestione delle proprie attività illecite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alle misure citate, già nel corso delle indagini, l&#8217;attività di contrasto immediato sul territorio da parte dei Carabinieri ha consentito di conseguire importanti risultati operativi; nello specifico, durante l&#8217;attività investigativa sono state arrestate 6 persone in flagranza di reato per furto aggravato presso esercizi ricettivi e 4 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”. Sono state denunciate 3 persone in stato di libertà per furto aggravato presso esercizi ricettivi e 4 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa operazione si pone in diretta continuità con la precedente, assestando e confermando un durissimo colpo alla criminalità predatoria e allo spaccio nelle note località turistiche e residenziali del territorio.</p>
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		<title>Riunite Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per la creazione del &#8216;Distretto manifatturiero del Nord&#8217;</title>
		<link>https://sestopotere.com/riunite-emilia-romagna-liguria-lombardia-piemonte-e-veneto-per-la-creazione-del-distretto-manifatturiero-del-nord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 19:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Torino &#8211; 3 settembre 2026 &#8211; Oggi a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, le regioni del Nord: Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, e Veneto hanno avviato una nuova fase di collaborazione con l&#8217;obiettivo di istituire il Distretto unico della manifattura del Nord, attraverso una ‘Cabina di Regia delle Regioni del Nord’, con l’obiettivo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Torino &#8211; 3 settembre 2026 &#8211; Oggi a <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Torino</mark></strong>, nel Palazzo della Regione Piemonte, le regioni del Nord:  Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, e Veneto hanno avviato una nuova fase di collaborazione con l&#8217;obiettivo di istituire <strong>il Distretto unico della manifattura del Nord</strong>, attraverso una ‘<strong>Cabina di Regia delle Regioni del</strong> <strong>Nord</strong>’, con l’obiettivo di coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e, soprattutto, di rendere più strutturato ed efficace il confronto con il Governo e con la Commissione europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta &#8211; a parere di <strong>Vincenzo Colla</strong>, Vicepresidente Regione Emilia-Romagna con deleghe a: sviluppo economico, energia, formazione, università e ricerca &#8211; di: &#8220;una grande scommessa su cui si lavorerà da subito: l’istituzione del Distretto unico della manifattura del Nord, con l’intento di essere propositivi nelle relazioni con il Governo italiano e nei confronti della Commissione Europea. Non una semplice interlocuzione tra territori, ma il tentativo di costruire una voce comune del sistema economico e produttivo del Nord. L&#8217;obiettivo è evitare la competizione fra Regioni ma pensare, progettare, proporre come unico distretto, in modo da fare economie di scala ed essere più forti nell&#8217;interlocuzione col Governo e l&#8217;UE e di fronte ai competitor di Cina e Usa&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Lavorare assieme &#8220;non contro qualcuno, dunque, ma &#8220;per&#8221;. Sempre a partire dalle proposte, a maggior ragione considerando che il Pnrr è finito. La posta in gioco è significativa. Nel loro insieme, le nostre 5 Regioni contribuiscono a più della metà del Pil nazionale e già oggi sono il più grande distretto manifatturiero europeo&#8221;: spiega, ancora, <strong>Vincenzo Colla</strong>, nei suoi canali social.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;agenda condivisa da Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, e Veneto non si limita a un singolo dossier ma abbraccia alcuni dei principali nodi che riguardano oggi la competitività del sistema produttivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Tra i temi individuati &#8211; spiega<strong> Colla </strong>&#8211; le aree di accelerazione industriale, il credito, la moratoria sui mutui, le certificazioni delle PMI e delle filiere industriali, l&#8217;innovazione, la ricerca, i talenti. Ancora, il terreno delle regole: ad esempio, la revisione del regime degli aiuti di Stato, a partire dal de minimis, insieme alla questione del dimensionamento delle imprese&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La costituzione della Cabina di Regia arriva dopo l’incontro del 30 giugno a<strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color"> Milano</mark></strong> tra gli assessori allo Sviluppo economico delle cinque Regioni: <strong>Andrea Tronzano</strong> (Piemonte), <strong>Vincenzo Colla</strong> (Regione Emilia-Romagna), <strong>Alessio Piana</strong> (Liguria), <strong>Guido Guidesi</strong> (Lombardia) e <strong>Massimo Bitonci </strong>(Veneto). </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;incontro di oggi è proseguito con i presidenti e i rappresentanti delle Confindustrie regionali, ma la Cabina di Regia vuole allargarsi a tutte le rappresentanze&#8221;: assicura <strong>Vincenzo Colla</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi individuati ci sono innanzitutto le aree di accelerazione industriale, insieme agli strumenti territoriali come le <strong>Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS)</strong><em>, </em>la<em> </em><strong>Zona Logistica Semplificata (ZLS)</strong><em> </em>e le<em> </em><strong>Reti innovative regionali (RIR)</strong><em>, </em>senza dimenticare:  il rafforzamento delle filiere industriali e le misure di sostegno agli investimenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La road map, intanto, prevede un prossimo incontro ad ottobre a <strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-vivid-red-color">Milano</mark></strong> e entro l&#8217;anno a <strong>Bologna</strong> con i presidenti delle cinque Regioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>Sequestrati orologi e occhiali di lusso per oltre 80.000 euro al confine italo-svizzero</title>
		<link>https://sestopotere.com/sequestrati-orologi-e-occhiali-di-lusso-per-oltre-80-000-euro-al-confine-italo-svizzero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Tubre, 21 agosto 2026 – Nel corso di un controllo doganale ordinario presso il valico italo-svizzero di Tubre, comune italiano della provincia autonoma di Bolzano, in entrata nel territorio dello Stato, il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, congiuntamente ai militari della Guardia di Finanza – Tenenza di Tubre, ha sottoposto [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Tubre, 21 agosto 2026 – Nel corso di un controllo doganale ordinario presso il valico italo-svizzero di Tubre, comune italiano della provincia autonoma di Bolzano, in entrata nel territorio dello Stato, il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, congiuntamente ai militari della Guardia di Finanza – Tenenza di Tubre, ha sottoposto a ispezione un’autovettura con targa francese proveniente dalla Svizzera.<br>Nel corso delle verifiche effettuate sul mezzo e sugli effetti personali dei due viaggiatori, entrambi di nazionalità francese, sono stati rinvenuti due orologi di lusso e due paia di occhiali da sole, per un valore complessivo di 80.507 euro.<br>In particolare, sono stati sottoposti a sequestro un orologio da uomo del valore di 59.920 euro, due paia di occhiali da sole del valore complessivo di 1.327 euro, nonché un orologio da donna del valore di 19.260 euro. I proprietari ammettevano di aver acquistato i beni in Svizzera senza aver assolto i relativi obblighi doganali.<br>Per la violazione delle disposizioni di cui alla norma che disciplina il reato di contrabbando per omessa dichiarazione si è proceduto al<br>sequestro amministrativo dei beni e all’irrogazione delle sanzioni amministrative   per l’importo complessivo di 17.760 euro.<br>L’intervento rientra nell’ambito delle attività quotidiane di controllo passeggeri svolte presso il valico di confine di Tubre a tutela della legalità e al fine di contrastare le violazioni della normativa doganale.</p>
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		<title>Tech Made in Italy, la robotica supera il miliardo di euro. Lombardia, Toscana, Puglia, Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna guidano il settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 09:01:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 6 agosto 2026 &#8211; Se fino a ieri l’eccellenza italiana nel mondo era percepita prevalentemente attraverso la moda, il cibo o il design, oggi il paradigma sta subendo un’accelerazione decisiva: la scienza e la tecnologia sono, a tutti gli effetti, la nuova frontiera del “Made in Italy”. A confermarlo sono i numeri [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere)  &#8211; Roma &#8211; 6 agosto 2026 &#8211; Se fino a ieri l’eccellenza italiana nel mondo era percepita prevalentemente attraverso la moda, il cibo o il design, oggi il paradigma sta subendo un’accelerazione decisiva: la scienza e la tecnologia sono, a tutti gli effetti, <strong>la</strong> <strong>nuova frontiera del “Made in Italy”</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A confermarlo sono i numeri reali di un settore, quello della robotica, che sta vivendo un nuovo ciclo vitale in cui la creazione di valore si sposta dalla precisione meccanica ai livelli di intelligenza artificiale, percezione e autonomia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong><em>Italian Tech Landscape 2026</em></strong>, lo studio realizzato da <strong><em>La Tech Made in Italy</em></strong> in collaborazione con <strong><em>Altermind</em></strong>, che dal 2024 mappa, classifica e valorizza l’eccellenza tecnologica italiana con l’obiettivo dichiarato di renderla visibile e competitiva a livello globale, fotografa un ecosistema robotico che vanta una maturità commerciale di livello, raggiungendo <strong>1,1 miliardi di euro di ricavi totali</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il settore è supportato da una forza lavoro specializzata di <strong>2.954 dipendenti</strong>, impiegati nello sviluppo di <strong>22 soluzioni censite</strong>. Un dato che spicca e che testimonia l’alto valore aggiunto del comparto italiano è la sua redditività e forza commerciale: il ricavo medio per singola soluzione si attesta infatti a <strong>21,9 milioni di euro</strong>, accompagnato da un rendimento medio per addetto pari a <strong>356.000 euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello geografico, la distribuzione dell’innovazione mostra un asse consolidato che vede protagoniste assolute <strong>tre regioni</strong>. La <strong>Lombardia</strong> guida il settore confermandosi il vero polo propulsore della robotica italiana: domina sia per numero di soluzioni (<strong>6</strong>) sia per giro d’affari, generando <strong>187 milioni di euro</strong>, pari al <strong>26,1%</strong> dei ricavi nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Segue la <strong>Toscana</strong>, che con <strong>5 soluzioni</strong> sviluppate sul territorio genera <strong>132 milioni di euro</strong> (il <strong>21,7%</strong> dei ricavi). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al terzo posto la <strong>Puglia</strong>, con <strong>3 soluzioni</strong> attive, un fatturato di <strong>30 milioni di euro</strong> e un impatto del <strong>13%</strong> sul totale.  Pari merito per incidenza percentuale (<strong>13%</strong>) è la <strong>Liguria</strong>, sostenuta da <strong>2 soluzioni</strong> per un valore di <strong>23,4 milioni di euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Completano il panorama dell’innovazione territoriale il <strong>Piemonte </strong>(<strong>23,7 milioni di euro </strong>e <strong>8,7%</strong> dei ricavi con <strong>2 soluzioni</strong>), l’<strong>Emilia Romagna </strong>(<strong>9,4 milioni di euro</strong> e <strong>8,7%</strong> con <strong>1 soluzione</strong>), le <strong>Marche</strong> (<strong>5,7 milioni di euro </strong>e <strong>4,3%</strong> con <strong>1 soluzione</strong>), il <strong>Veneto</strong> (<strong>4,5 milioni di euro</strong> e <strong>4,3%</strong> con <strong>1 soluzione</strong>) e la <strong>Campania</strong> (<strong>1 soluzione</strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph"> “La robotica non è più soltanto una questione di eccellenza ingegneristica o hardware, ma un ecosistema deep-tech guidato dal software, dalla percezione e dall’autonomia decisionale. – spiega <strong>Max Brigida</strong>, Founder de <strong><em>La Tech Made in Italy</em></strong> – Assistiamo a una trasformazione radicale in cui le imprese del settore si evolvono in vere e proprie software house, capaci di integrare computer vision, edge computing e digital twin. In questo contesto, che rispecchia appieno la traiettoria della Transizione 5.0, la vera sfida non è l’adozione passiva della tecnologia, ma il passaggio da una produzione programmata a una produzione adattiva. Il dato diventa il cuore pulsante della fabbrica e l’intelligenza artificiale l’infrastruttura decisionale di riferimento. Per l’Italia e per l’Europa l’obiettivo non è più solo la fattibilità tecnica, ma la costruzione di ecosistemi interoperabili e regolamentati, capaci di coniugare etica antropocentrica, conformità normativa e impatto sociale sia nell’industria manifatturiera che nella sanità e nei servizi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte dei top player, il mercato è saldamente ancorato a campioni nazionali di grande portata: la classifica dei ricavi è guidata da <strong>Comau</strong> (187 milioni di euro), <strong><em>System Logistic SPA</em></strong> (132 milioni di euro) e <strong><em>Indeva Group</em></strong> (30 milioni di euro). Seguono <strong><em>Oppent</em></strong> (23,7 milioni), <strong><em>Campetella Robotic Center</em></strong> (23,4 milioni), <strong><em>Roboze</em></strong> (9,4 milioni), <strong><em>CRP Tecnology </em></strong>(5,7 milioni), <strong><em>Oversonic</em></strong> (4,5 milioni), <strong><em>Capio Robotics</em></strong> (2,8 milioni), e <strong><em>Euclid Labs Video And Robotic</em></strong> (2,5 milioni). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questi numeri solidi e la presenza di un’azienda leader con oltre un miliardo di fatturato complessivo, lo studio evidenzia come il settore stia attraversando una fase di transizione profonda. La convergenza tra AI, <em>computer vision</em>, <em>edge computing</em> e <em>digital twins</em> sta trasformando la robotica in un comparto definibile come “<strong><em>deep-tech stack</em></strong>&#8221; guidato dal software.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> “Siamo di fronte a un passaggio storico in cui la scienza e la tecnologia diventano a tutti gli effetti la nuova frontiera del Made in Italy, affiancando e potenziando la nostra radicata tradizione industriale – prosegue <strong>Brigida</strong> – L’Italia e l’Europa dispongono del patrimonio ingegneristico e del know-how necessario per costruire una leadership globale differenziata, fondata sull’etica e sulla centralità dell’uomo. Trasformando la nostra forza manifatturiera in infrastrutture intelligenti e piattaforme industriali avanzate, dimostreremo al mondo che la robotica e il software non sono un’alternativa alla nostra identità, ma il suo pilastro più solido, competitivo e strategico per il futuro”.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<title>Finanza scopre frode fiscale internazionale da 1,5 miliardi di euro. 204 società coinvolte e 190 denunciati, anche in Emilia</title>
		<link>https://sestopotere.com/finanza-scopre-frode-fiscale-internazionale-da-15-miliardi-di-euro-204-societa-coinvolte-e-190-denunciati-anche-in-emilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:45:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Savona &#8211; 30 luglio 2026 &#8211; Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, nell’ambito delle proprie attribuzioni istituzionali, tese all’individuazione e alla repressione delle più gravi fenomenologie di frode fiscale, hanno dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica di Savona, a decreti di sequestro preventivo, anche per equivalente, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Savona &#8211; 30 luglio 2026 &#8211; Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, nell’ambito delle proprie attribuzioni istituzionali, tese all’individuazione e alla repressione delle più gravi fenomenologie di frode fiscale, hanno dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica di Savona, a decreti di sequestro preventivo, anche per equivalente, emessi dal G.I.P. presso il locale Tribunale, nei confronti di   22 imprenditori, in prevalenza di origine cinese, attivi nel settore dell’abbigliamento all’ingrosso e al dettaglio e operanti in 14 regioni italiane,<strong> anche in Emilia-Romagna</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività di polizia economico-finanziaria in parola sono scaturite da una verifica fiscale nei confronti di un centro estetico di Albenga (SV), gestito da un individuo di origine sinica, il quale, pur del tutto privo di magazzino, dipendenti, capacità manageriali ed economiche, aveva emesso fatture per la vendita di abbigliamento all’ingrosso a 204 società operanti in tutta Italia e anche all’estero per un ammontare di circa 20 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito della verifica, l’imprenditore è stato segnalato alla locale Procura della Repubblica per emissione di fatture per operazioni inesistenti e distruzione e occultamento della contabilità  , così come sono state denunciate 192 persone fisiche, risultate, all’esito delle indagini esperite, beneficiarie delle false fatture emesse, successivamente confluite nelle rispettive dichiarazioni dei redditi ovvero nelle dichiarazioni delle società a loro riconducibili, in qualità di utilizzatori di fatture per operazioni inesistenti .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle indagini di polizia giudiziaria, dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona, sono state svolte nei confronti dei principali utilizzatori delle fatture attività di acquisizione documentale, di analisi dei conti, di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche e di interrogatorio sono emersi elementi che hanno consentito di ipotizzare che numerose imprese, attive nel settore del commercio di abbigliamento e bigiotteria all’ingrosso e al dettaglio, annotassero nelle rispettive contabilità numerose fatture per operazioni inesistenti emesse non soltanto dal soggetto albenganese, ma anche da numerosi altri soggetti emittenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fatture attestanti cessioni di beni, in particolare, presentavano un oggetto del tutto vago e generico, quale ad esempio “Shoes”/“Bijoux”/“Jeans”, senza indicare quantità, prezzo e modello del bene ceduto; le fatture relative a prestazioni di servizi (massaggi/trattamenti per il corpo ecc.) presentavano aspetti critici sia per gli importi dichiarati sia in quanto rivolte a persone giuridiche esercenti attività di commercio all’ingrosso ovvero al dettaglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’ipotesi d’accusa gli apparenti cessionari dei beni – tramite la annotazione nella propria contabilità delle fatture per operazioni inesistenti emesse dalla medesima – avrebbero ottenuto cospicui ed illeciti vantaggi sia dal punto di vista fiscale – attraverso la deduzione del costo e la detrazione dell’IVA indicata in fattura – sia commerciale, attraverso la possibilità di perfezionare acquisti dal reale fornitore, totalmente “in nero” e per importi di assoluta convenienza, e quindi di rivendere (spesso anche a soggetti estranei alla frode) a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato con ovvi e ulteriori effetti distorsivi della concorrenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese e società oggetto di sequestro preventivo da parte dell’Autorità Giudiziaria, in quanto seriali utilizzatrici di fatture per operazioni inesistenti, sono state in grado di movimentare, negli anni dal 2017 al 2025, volumi d’affari pari a circa<strong> 700 milioni di euro</strong>. Complessivamente, le somme movimentate dalle società segnalate sono state pari a circa <strong>un miliardo e mezzo di euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel medesimo contesto, sono state condotte numerose e mirate ispezioni fiscali nei confronti di soggetti economici, sedenti nel Lazio, in Lombardia, in Piemonte e in Toscana, risultati tra i principali utilizzatori delle fatture per operazioni inesistenti rilevate; le attività ispettive, condotte in deroga rispetto agli ordinari criteri di competenza amministrativo-tributaria, hanno permesso di contestare, allo stato delle indagini, basi imponibili evase, ai fini delle imposte dirette e dell’I.V.A. per circa 116 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione di servizio ha consentito, inoltre, di rilevare come sovente le aziende investigate fossero intestate a soggetti “prestanome”, che non parlavano la lingua italiana e non avevano né alcuna cognizione d’impresa né disponibilità economiche per gestire società di medie dimensioni e, in qualche caso, dimoravano addirittura all’interno dei capannoni delle società.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Fondamentali sono state le indagini finanziarie delegate dall’Autorità Giudiziaria e le interlocuzioni con clienti e fornitori delle imprese che hanno consentito di individuare quali fossero i reali amministratori, soggetti talvolta formalmente dipendenti delle imprese o, in altri casi, del tutto estranei alle stesse, ma con la piena titolarità dei conti correnti societari, un’ottima comprensione della lingua italiana, delle vicende aziendali e titolari di rilevantissimi beni mobili e immobili a loro intestati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emblematici i casi di un quarantenne cinese, residente in Milano e titolare di una decina di società, sui cui conti correnti sono stati rinvenuti circa 6 milioni di euro e di un’impresa, intestata a una sessantenne cinese non più presente sul territorio italiano dal 2022, i cui autoveicoli di lusso, a marchio Audi e Tesla, venivano utilizzati quotidianamente da un nucleo familiare sinico formalmente del tutto estraneo all’azienda o, ancora, quello di due catene di supermercati e “mercatoni”, rispettivamente, nelle Marche e i<strong>n Emilia Romagna</strong>, formalmente amministrate da un diciannovenne pachistano e da una cinquantenne di Casalnuovo di Napoli (NA), entrambi nullatenenti e privi di abilità manageriali, ma i cui conti correnti erano gestiti da un soggetto cinese, cinquantenne, il quale, pur non avendo mai dichiarato redditi in Italia, era proprietario di immobili e autoveicoli di lusso del valore di oltre 3 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base degli elementi raccolti il GIP, su richiesta della Procura della Repubblica di Savona, ha ritenuto sussistenti gli indizi di reato di emissione ed utilizzazione di false fatture nei confronti dei soggetti considerati amministratori di fatto, veri utilizzatori delle fatture per operazioni inesistenti emesse, ed ha emesso sequestri preventivi, anche per equivalente, eseguiti dalla Guardia di Finanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> I sequestri hanno avuto per oggetto disponibilità finanziarie liquide, azioni, quote sociali, fondi comuni e polizze assicurative per oltre un milione di euro, su preziosi, gioielli, borse e orologi di lusso a marchio Patek Philippe, Van Cleef e Arpels, Hermès, Chanel, Delvaux, Gucci e Prada del valore, stimato da qualificati periti, in circa 500 mila euro, su 8 immobili di lusso, tra i quali un appartamento nel noto complesso milanese del “Bosco verticale”, una villa di 21 vani dotata di piscina, sauna e centro bellezza nel comune di Guidonia Montecelio (RM), un attico con piscina nel quartiere romano dell’Eur, un appartamento di pregio di 7 vani nel quartiere romano di Monte Sacro, un appartamento di dieci vani in Prato, un appartamento a Milano in quartiere Loreto, un villino a Vigevano (PV) e <strong>un appartamento di otto vani in Reggio Emilia</strong>, per un valore che, allo stato, è quantificabile in oltre 7 milioni di euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali sequestri hanno trovato conferma a seguito delle impugnazioni proposte dagli indagati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine delle attività di indagine, acquisito il previsto nulla osta dell’Autorità Giudiziaria, sono state segnalate agli Uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate e, da questi ultimi, <strong>cessate, d’ufficio,</strong>  <strong> 105 partite I.V.A.</strong> emerse nel contesto della frode e caratterizzate da plurime irregolarità amministrativo-tributarie, in numerosi casi vere e proprie società “apri e chiudi”, intestate a soggetti prestanome, gravate da ingenti debiti da riscossione, prive di magazzino e beni e il cui unico scopo era l’emissione, dietro compenso, di fatture false. In tal modo, è stato scongiurato ogni ulteriore, possibile utilizzo illecito delle partite IVA in argomento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>
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		<title>Cgia Mestre, entro il 2029 lasceranno l’impiego 3 milioni di lavoratori italiani. In Emilia-Romagna in uscita il 50% degli addetti</title>
		<link>https://sestopotere.com/cgia-mestre-entro-il-2029-lasceranno-limpiego-3-milioni-di-lavoratori-italiani-in-emilia-romagna-uscite-al-50/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:33:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Mestre &#8211; 28 luglio 2026 &#8211; Negli ultimi dieci anni i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di quasi 550 mila unità, effetto diretto della crisi demografica che sta interessando il nostro Paese. Un dato che desta forte preoccupazione, poiché mette a rischio, tra le altre cose, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Mestre &#8211; 28 luglio 2026 &#8211; Negli ultimi dieci anni i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di quasi 550 mila unità, effetto diretto della crisi demografica che sta interessando il nostro Paese. Un dato che desta forte preoccupazione, poiché mette a rischio, tra le altre cose, anche la tenuta del sistema occupazionale nazionale. Entro il 2029, infatti, oltre 3 milioni di lavoratori usciranno dal mercato del lavoro per raggiunti limiti d’età e/o di anzianità contributiva. Un dato che apre una domanda destinata a diventare centrale nel dibattito economico e sociale dei prossimi anni: chi sostituirà questi lavoratori?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A porla, per primo, è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entro il 2029 lasceranno l’impiego quasi 3 milioni di lavoratori</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 2025 e il 2029, secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, quasi 3 milioni di italiani lasceranno fabbriche e uffici. Si tratta per lo più di baby boomer che andranno in pensione. Un problema già oggi difficile da gestire e che rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi anni: per molti imprenditori, trovare personale è una missione quasi impossibile. A farne le spese sono soprattutto le piccole imprese, che hanno una capacità attrattiva nei confronti dei giovani nettamente inferiore rispetto alle aziende di dimensioni maggiori. Di questi 3 milioni di addetti, poco più di 1,6 milioni sono dipendenti del settore privato, 768.200 dipendenti pubblici e 665.500 lavoratori autonomi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello territoriale, gli imprenditori che molto probabilmente si troveranno più in difficoltà a rimpiazzare coloro che andranno in quiescenza saranno i lombardi che “subiranno” una incidenza delle uscite dei dipendenti privati sul totale del 64,6 per cento, <strong>gli emiliano-romagnoli con il 58,6</strong> e i veneti con il 56,5.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli immigrati sono la soluzione?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi sostiene che gli immigrati possano, nel tempo, colmare i vuoti occupazionali che si creeranno nel nostro Paese si sbaglia clamorosamente. Tuttavia, nel breve periodo, l’ingresso di nuovi extracomunitari può rappresentare uno strumento per affrontare questa sfida: è il parere della Cgia di Mestre, a condizione di riuscire a preparare adeguatamente le persone nei Paesi di origine che intendono entrare in Italia. Così come previsto anche dal cosiddetto Piano Mattei, dobbiamo accelerare sulla realizzazione di corsie preferenziali nell’assegnazione delle quote di ingresso, riservandole a chi, nel proprio Paese natale, abbia frequentato un corso di lingua italiana e ottenuto una qualifica che attesti il possesso delle competenze professionali richieste dalle nostre imprese. A queste ultime, però, spetta il compito di garantire a queste maestranze un’occupazione stabile e un aiuto concreto nella ricerca di un alloggio dignitoso e a prezzo accessibile: sempre secondo la Cgia di Mestre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con meno giovani e più anziani è a rischio tenuta del sistema pensionistico?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre a mettere in difficoltà molte imprese, il progressivo invecchiamento della popolazione italiana rischia di minare la tenuta dei conti del sistema pensionistico? Per i prossimi decenni, le proiezioni di Istat e Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) indicano che l’incidenza della spesa previdenziale sul Pil nazionale subirà un aumento transitorio, passando dall’attuale 15,4 per cento a un picco stimato intorno al 17 per cento verso il 2040, per poi scendere gradualmente sotto il 14 per cento entro il 2070. <br>Sebbene in Italia la fascia anagrafica tra i 15-34 anni presente nel nostro Paese sia stabile dal 2023 e pari a 12,1 milioni di persone, nel 2035 dovrebbe scendere a 11,8 e nel 2045 crollare a 10,1: praticamente 2 milioni di giovani in meno rispetto a oggi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di previsioni di lungo periodo, quindi soggette a margini di errore che potrebbero non essere trascurabili; tuttavia, sembra che nel tempo il sistema sia in grado di autosostenersi. Resta però aperto il problema dell’entità degli importi che verranno erogati agli aventi diritto nei prossimi decenni: ai giovani d’oggi, che spesso hanno carriere lavorative discontinue e retribuzioni relativamente basse, l’Inps corrisponderà assegni contenuti, difficilmente sufficienti a garantire una vita dignitosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Visto che fino ad ora l’adesione da parte dei lavoratori dipendenti alla previdenza complementare è stata molto contenuta, la questione va affrontata subito, come hanno già fatto alcuni paesi in UE, introducendo, ad esempio, la possibilità di aderire, su base volontaria, a un risparmio previdenziale nominativo presso l’Inps.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Spopolamento giovanile al top in Calabria</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando all’andamento della popolazione giovanile (15-34 anni) negli ultimi 10 anni, la Calabria è la regione che ha registrato la contrazione percentuale più marcata con il -18 per cento, a seguito di una diminuzione in termini assoluti di quasi 85.000 unità. Seguono la<br>Sardegna con il -17,2 per cento (-59.070) e la Basilicata con il -16,6 (-21.905). Tra le realtà geografiche più virtuose – grazie all’aumento del numero degli stranieri e dei giovani provenienti dal Mezzogiorno &#8211; segnaliamo la Liguria con il +4,6 per cento (+12.464 giovani), la<br>Lombardia con il +4,9 (+98.916) e l’<strong>Emilia Romagna con il +8,4 (+70.438)</strong>.<br>A livello provinciale, infine, la realtà che negli ultimi 10 anni ha registrato la diminuzione più importante è stata la Sud Sardegna con il -24 per cento (-17.905 giovani). Seguono Oristano con il -22,7 (- 7.543), Isernia con il -20,8 (-4.018) e Reggio Calabria con il -19,5 (-<br>26.366). In contro tendenza, invece, 41 province su 107. Le più virtuose sono state Trieste con il +10,7 per cento (+4.248), Gorizia con<br>il +11 (+2.650) e<strong> Bologna con il +14 (+25.868)</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Immigrazione clandestina, operazione dei cc in tutta Italia: sgominata associazione a delinquere trasnazionale</title>
		<link>https://sestopotere.com/immigrazione-clandestina-operazione-dei-cc-in-tutta-italia-sgominata-associazione-a-delinquere-trasnazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 09:41:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Salerno &#8211; 27 luglio 2026 &#8211; I Carabinieri per la Tutela del Lavoro e i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno, nella mattinata odierna, da Nord a Sud, nelle province di Salerno, Napoli, Avellino Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, Savona e Brescia, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, hanno eseguito un&#8217;ordinanza applicativa di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Salerno &#8211;  27 luglio 2026 &#8211; I Carabinieri per la Tutela del Lavoro e i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno, nella mattinata odierna, da <strong>Nord </strong>a Sud, nelle province di Salerno, Napoli, Avellino Benevento, Campobasso, Roma, Ancona, Pisa, <strong>Savona e Brescia</strong>, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, hanno eseguito un&#8217;ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal GIP sede, nei confronti di 22 persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Persone (di cui 18 agli arresti domiciliari e 4 con l&#8217;obbligo di firma)  gravemente indiziate, a vario titolo, anche del delitto di associazione per delinquere transnazionale dedita al favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esecuzione delle misure cautelari odierne ha riguardato, in particolare, un&#8217;associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina, alla cui individuazione si è pervenuti all&#8217;esito di complesse indagini, svolte anche con ausilio di intercettazioni telefoniche e telematiche, che avevano già portato all&#8217;esecuzione di alcuni fermi ed al sequestro di ingenti somme di denaro contante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le misure hanno attinto pure componenti dell&#8217; associazione, capaci di operare in Italia ed all&#8217;estero, nonché in grado di generare un volume di affari illeciti di diversi milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> In particolare, viene contestato al sodalizio di aver presentato, in favore di centinaia di cittadini extracomunitari (provenienti prevalentemente dal Marocco, dal Bangladesh e dall&#8217;India) &#8211; disposti a pagare elevate somme di denaro pur di ottenere un valido titolo di soggiorno in Italia &#8211; altrettante fittizie richieste di nullaosta al lavoro nell&#8217;ambito dei decreti flussi ed emersione, avvalendosi di aziende compiacenti, o create ad hoc, e di liberi professionisti ed intermediari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle attività di indagine sono stati ricostruiti i vari ruoli dei soggetti coinvolti nell&#8217;associazione: stranieri che avrebbero assunto la veste di intermediari nei confronti di connazionali desiderosi di giungere o permanere nel territorio dello Stato; datori di lavoro compiacenti che, dietro compenso, avrebbero falsamente attestato il possesso dei requisiti previsti per l&#8217;inoltro delle domande; vari intermediari, tra cui anche liberi professionisti, che si sarebbero occupati di reperire e formare la falsa documentazione per il buon esito delle istanze; e soggetti privati che, dietro compenso, nel corso dei cosiddetti click day, avrebbero inoltrato telematicamente le richieste di rilascio di nullaosta al lavoro in favore di cittadini extracomunitari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il provvedimento cautelare è stato emesso sulla base degli elementi probatori acquisiti nella fase delle indagini preliminari e le accuse così come formulate saranno sottoposte al vaglio del giudice nelle fasi ulteriori del procedimento. </p>
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		<title>Controllo delle frontiere a Nord, vertice Agenzie dogane Italia-Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Savona, 27 luglio 2026 – Si è svolto presso la sede di Savona dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli un importante incontro di coordinamento tra il direttore del Dipartimento Alpi Marittime della Dogana francese, Mikaël Le Pimpec, e il dirigente dell’Ufficio Locale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Liguria 3, Nicola Massa, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Savona, 27 luglio 2026 – Si è svolto presso la sede di Savona dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli  un importante incontro di coordinamento tra il direttore del Dipartimento Alpi Marittime della Dogana francese, Mikaël Le Pimpec, e il dirigente dell’Ufficio Locale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli  Liguria 3, Nicola Massa, la cui competenza è oggi estesa alle province di Savona e Imperia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">All’incontro hanno preso parte anche il Comandante Provinciale della Guardia di finanza di Savona, Col. (ISSMI) Aldo Noceti, e il dirigente dell’Ufficio Antifrode della Direzione Territoriale Liguria, Francesco F. Pittaluga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro, inserito nell’ambito della cooperazione transfrontaliera tra le autorità doganali dei due Paesi, sviluppata attraverso le attività del Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Ventimiglia, ha avuto come principale oggetto il coordinamento degli interventi nelle aree di<br>confine, anche mediante l’eventuale costituzione di pattuglie miste, nonché lo scambio di informazioni di intelligence finalizzate a migliorare l’analisi dei rischi e il contrasto dei fenomeni illeciti, talvolta di matrice criminale.<br>Fenomeni che interessano le zone di frontiera e di retrovalico e, più in generale, i territori delle province di Savona e Imperia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro è poi proseguito con un gradito momento conviviale e con la visita al moderno Cruise Terminal di Savona e alla struttura portuale di Vado Ligure, presso la quale sono state recentemente individuate e poste sotto sequestro due ingenti partite di stupefacenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della visita, i doganieri francesi hanno potuto osservare le moderne procedure di movimentazione dei container impiegate dal terminalista e le attività di verifica ispettiva adottate da Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.</p>
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