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	<title>Modena &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Modena &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Distretto biomedicale di Mirandola ed Emilia-Romagna, forum Confindustria</title>
		<link>https://sestopotere.com/distretto-biomedicale-di-mirandola-ed-emilia-romagna-forum-confindustria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 14:37:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Mirandola (Modena) &#8211; 15 giugno 2026 &#8211; Sono 512 le imprese del settore dei dispositivi medici con sede in Emilia-Romagna, per un totale di oltre 14.500 occupati e oltre 131 milioni di euro investiti in ricerca e innovazione.Un ecosistema industriale ad alta intensità tecnologica, dove oltre la metà degli addetti possiede un titolo universitario [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Mirandola (Modena) &#8211; 15 giugno 2026 &#8211; Sono <strong>512 le imprese del settore dei dispositivi medici</strong> con sede in Emilia-Romagna, per un totale di oltre 14.500 occupati e oltre 131 milioni di euro investiti in ricerca e innovazione.<br>Un ecosistema industriale ad alta intensità tecnologica, dove oltre la metà degli addetti possiede un titolo universitario o post-universitario e il 9% degli occupati è impiegato in attività di ricerca e innovazione.<br>Numeri che confermano il ruolo strategico dell’Emilia-Romagna e del distretto biomedicale di Mirandola come il principale polo europeo del settore, capace di coniugare manifattura avanzata, innovazione, competenze e integrazione tra imprese, ricerca e territorio.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dati illustrati nei giorni scorsi nel corso dell’incontro <em>“Emilia-Romagna motore d’innovazione. Futuro e competitività del distretto biomedicale”</em>, promosso da <strong>Confindustria Dispositivi Medici</strong>, in collaborazione con <strong>Confindustria Emilia-Romagna</strong> e <strong>Confindustria Emilia Area Centro</strong> presso l’Auditorium Rita Levi Montalcini, grazie al patrocinio del <strong>Comune di Mirandola.  </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro, che ha rappresentato anche l’ultima iniziativa pubblica della Presidente di Confindustria regionale Annalisa Sassi, ha visto più di trecento presenti tra imprenditori, manager e rappresentanti delle Istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Negli ultimi quattro anni, durante il mio mandato alla guida di Confindustria Emilia-Romagna </em>– ha dichiarato l&#8217;allora p<strong>residente di Confindustria regionale Annalisa Sassi</strong><em> (adesso il nuovo  presidente regionale di Confindustria è Riccardo Fava) </em>concludendo l’incontro –<em> le nostre imprese hanno dimostrato una capacità straordinaria. Hanno gestito la crisi energetica, ricostruito dopo l’alluvione, navigato l’inflazione, iniziato a integrare l’intelligenza artificiale, ripensato le supply chain.  Oggi l’unica variabile certa è l’instabilità: per questo è fondamentale garantire condizioni che favoriscano davvero gli investimenti e la crescita, liberare energie, valorizzare il potenziale delle nostre aziende e dei nostri lavoratori. Occorrono politiche più incisive a tutti i livelli per l’attrattività, lo sviluppo e la competitività del territorio”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il distretto biomedicale di Mirandola rappresenta una delle espressioni più avanzate della capacità industriale italiana: un territorio che ha saputo costruire nel tempo una filiera altamente specializzata, competitiva sui mercati internazionali e capace di generare innovazione, occupazione qualificata e valore per il sistema salute. Oggi, in uno scenario globale segnato da profonde trasformazioni tecnologiche e geopolitiche, il biomedicale è chiamato ad affrontare sfide decisive legate alla competitività industriale, all’autonomia strategica europea, alla resilienza delle filiere e alla capacità di attrarre competenze e investimenti. Per questo Mirandola non è soltanto un’eccellenza territoriale, ma un asset strategico nazionale ed europeo da valorizzare e rafforzare attraverso politiche industriali, innovazione e collaborazione tra imprese,</em>&nbsp;<em>istituzioni e mondo della ricerca”,&nbsp;</em>ha dichiarato&nbsp;<strong>Fabio Faltoni, Presidente di Confindustria Dispositivi Medici.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il distretto di Mirandola è un hub tecnologico globale, terzo polo biomedicale al mondo e vero “cuore manifatturiero d’Europa”. Con un tasso di innovazione del 41,7%, quasi triplo rispetto alla media nazionale, le nostre imprese non si limitano a produrre, ma generano valore reale e soluzioni d’avanguardia per la salute. La nostra forza risiede nella capacità di fare rete e in una proiezione internazionale che vede oltre la metà delle nostre associate esportare con successo. Per restare il motore d’innovazione del Paese, dobbiamo ora puntare tutto sul capitale umano e sulla sostenibilità, trasformando le sfide globali in nuove opportunità di crescita, per questo bisogna investire nell’alta formazione e colmare i gap strutturali su mobilità ed energia. È necessario quindi che le istituzioni a livello nazionale credano in questo distretto quanto ci credono gli investitori esteri, collaborando con noi per snellire la burocrazia e potenziare i servizi. Solo così il “motore” emiliano potrà continuare a guidare la competitività del Paese”</em>, ha aggiunto&nbsp;<strong>Marco Fantoni, Presidente della Filiera Salute di Confindustria Emilia area Centro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“L’intelligenza artificiale è già una realtà diffusa: il 77% dei lavoratori ha avuto un’esperienza diretta con queste tecnologie. Oggi però il tema non è più adottarla, ma trasformarla in valore concreto su ricavi, costi e qualità. In Emilia-Romagna, e nel distretto biomedicale, la sfida è passare dalla sperimentazione all’integrazione nei processi produttivi, per rafforzare un vantaggio competitivo già distintivo. La vera differenza la faranno quelle imprese capaci di tradurre l’AI in applicazioni industriali concrete, dentro la filiera e nei processi core”,&nbsp;</em>ha affermato&nbsp;<strong>Gianluca Focaccia</strong>, Partner EY, Responsabile ufficio di Bologna e dell’Emilia-Romagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro ha visto gli interventi del Presidente della Regione Emilia-Romagna <strong>Michele de Pascale</strong>, del Vice Presidente <strong>Vincenzo Colla </strong>e della <strong>Vice Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Elena Lorenzini.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Didascalia: nella foto in alto, da sinistra a destra: Marco Fantoni, Presidente Filiera Salute Confindustria Emilia area Centro; Annalisa Sassi, già presidente Confindustria Emilia-Romagna; e Fabio Faltoni, Presidente Confindustria Dispositivi Medici.</p>
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		<title>Rifiuti, a Modena prosegue la posa dei cassonetti per carta e plastica in altre tre zone della città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 13:24:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 13 giugno 2026 &#8211; Il percorso di posa dei nuovi cassonetti per carta e plastica, intrapreso dall’amministrazione comunale di Modena in collaborazione con il Gruppo Hera, interesserà nelle prossime tre settimane oltre 7.500 utenze delle zone residenziali centrali. In particolare, sarà completata la riorganizzazione nelle zone Crocetta-Torrenova, Leonardo da Vinci-San [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 13 giugno 2026 &#8211; Il percorso di posa dei nuovi cassonetti per carta e plastica, intrapreso dall’amministrazione comunale di Modena in collaborazione con il Gruppo Hera, interesserà nelle prossime tre settimane oltre 7.500 utenze delle zone residenziali centrali. In particolare, sarà completata la riorganizzazione nelle zone Crocetta-Torrenova, Leonardo da Vinci-San Faustino e infine Nicoli-Rainusso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A partire da&nbsp;<strong>lunedì</strong>&nbsp;<strong>15 giugno&nbsp;</strong>è infatti prevista l’installazione dei nuovi cassonetti, apribili gratuitamente con carta Smeraldo, nella zona compresa tra via Ciro Menotti, via Nonantolana (lato nord tangenziale Carducci) strada Albareto, via Pisacane, parco XXII Aprile, via del Lancillotto, completando le vie Nonantolana, Cuboni e Manara. Saranno interessate circa 2.650 utenze, di cui 2.450 domestiche e 200 attività commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da<strong>&nbsp;lunedì 22 giugno</strong>&nbsp;i cassonetti arriveranno nell’area compresa tra strada San Faustino, via Marconi, via Corassori, via Giardini, strada degli Schiocchi, via Saragat, strada Formigina, viale Leonardo da Vinci, concludendo su via Newton. &nbsp;Qui saranno coinvolte circa 2.500 utenze, di cui 2.100 domestiche e 400 attività commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da<strong>&nbsp;lunedì 29 giugno&nbsp;</strong>è prevista l’installazione dei cassonetti a completamento della zona Nicoli-Rainusso, compresa tra viale Italia, via Emilia Ovest, viale Barozzi, via Caula, via Luosi, strada San Faustino. Saranno interessate circa 2.550 utenze, di cui 2.250 domestiche e 300 attività commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ambito della riorganizzazione e in prossimità di alcune zone, sono state individuate anche alcune aree urbane che, per le loro caratteristiche, manterranno il servizio porta a porta per carta e plastica, ma con carrellati o bidoncini (niente più sacchi a terra). Rimarrà comunque attiva, per tutti i cittadini, la possibilità di utilizzare i cassonetti stradali</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni volta che i nuovi cassonetti per carta e plastica arriveranno in un quartiere, i cittadini saranno avvisati tramite comunicazione in buchetta e cartelli affissi nelle isole ecologiche di base. Anche chi proseguirà col porta a porta, sarà avvisato e gli saranno consegnati a seconda delle necessità bidoncini o carrellati. Si ricorda inoltre che nei nuovi cassonetti apribili con tessera i rifiuti di carta e plastica vanno conferiti sfusi (in particolare la carta senza sacchetto di plastica) e che il loro conferimento è illimitato e gratuito. Nulla cambia per chi abita nel forese o nelle Zai (zone artigianali industriali) dove continuerà il porta a porta con sacchi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per informazioni sulle nuove modalità di conferimento di carta e plastica è attivo il numero dedicato 320 5762417 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17).</p>
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		<title>Tentano di rapinare una banca travisati con maschere. Tre arresti</title>
		<link>https://sestopotere.com/tentano-di-rapinare-una-banca-travisati-con-maschere-tre-arresti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 13:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Sassuolo (Modena) &#8211; 13 giugno 2026 &#8211; Nella mattinata di ieri 12 giugno 2026 i Carabinieri della Compagnia di Sassuolo (Modena) hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di tentata rapina aggravata in concorso tre uomini originari della Campania, rispettivamente di 42, 63 e 67 anni, tutti gravati da precedenti penali [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211;  Sassuolo (Modena) &#8211; 13 giugno 2026 &#8211; Nella mattinata di ieri 12 giugno 2026 i Carabinieri della Compagnia di Sassuolo (Modena) hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di tentata rapina aggravata in concorso tre uomini originari della Campania, rispettivamente di 42, 63 e 67 anni, tutti gravati da precedenti penali e di polizia. Uno di loro risulta, in passato, essere stato domiciliato nel Comune di Marano sul Panaro.<br>L&#8217;intervento si è sviluppato con straordinaria rapidità alle ore 11.00 circa, quando il sistema di allarme installato presso la filiale del Monte dei Paschi di Siena di Sassuolo, ubicata in via Manin n. 5, ha segnalato la presenza di intrusi all&#8217;interno dell&#8217;istituto di credito.<br>Ricevuta la segnalazione dall&#8217;istituto di vigilanza, che gestisce gli impianti di sicurezza della banca, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Sassuolo – attraverso il Numero Unico di Emergenza 112 – ha immediatamente coordinato l&#8217;invio sul posto di tre autoradio con personale operativo equipaggiato con giubbotti antiproiettile ed armamento d&#8217;ordinanza.<br>Determinante si è rivelata la prontezza di intervento della prima pattuglia dell&#8217;Aliquota Radiomobile, giunta sul posto nell&#8217;arco di pochissimi secondi dalla segnalazione. I militari hanno immediatamente individuato i tre uomini all&#8217;interno dell&#8217;area interessata dall&#8217;evento criminoso, procedendo alla loro rapida immobilizzazione ed al successivo arresto prima che il piano delittuoso potesse essere portato a compimento.<br>Gli arrestati erano completamente travisati mediante l&#8217;utilizzo di maschere integrali in lattice (&#8220;full face&#8221;), idonee ad alterarne totalmente le sembianze. Particolarmente significativo appare altresì il fatto che i medesimi avessero le mani integralmente cosparse e ricoperte di colla istantanea a base cianoacrilica, verosimilmente nel tentativo di ostacolare eventuali attività di identificazione tecnico-scientifica e, in particolare, il rilevamento delle impronte papillari.<br>All’interno dell’istituto di credito erano presenti 10 impiegati e 14 clienti, tutti rimasti illesi grazie alla tempestività e professionalità dei carabinieri che hanno proceduto ad immobilizzare ed arrestare i tre rapinatori. Sono tuttora in corso le indagini.<br>L&#8217;operazione costituisce un importante risultato investigativo ed operativo conseguito grazie all&#8217;efficienza del sistema di allarme, alla tempestiva comunicazione al numero unico di emergenza 112 e, soprattutto, alla rapidità ed alla professionalità dei Carabinieri della Compagnia di Sassuolo, il cui intervento ha consentito di interrompere l&#8217;azione criminale in corso e di assicurare immediatamente i responsabili alla giustizia.<br>Ovviamente, il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono ritenersi presunti innocenti sino a sentenza irrevocabile di condanna.</p>
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		<title>Rapporto AlmaLaurea 2026: tasso di occupazione al 90% a un anno dal titolo, ma disallineamenti fra laurea e giuste competenze nel lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 16:57:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Matera, 12 giugno 2026 – È stato presentato presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Basilicata il “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione” nell’ambito del convegno dal titolo Efficacia della formazione universitaria: rappresentanti di atenei e mondo produttivo si sono ritrovati nella sede universitaria ad affrontare e discutere il tema del [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Matera, 12 giugno 2026 – È stato presentato presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Basilicata il “XXVIII Rapporto AlmaLaurea su Laurea e Occupazione” nell’ambito del convegno dal titolo Efficacia della formazione universitaria: rappresentanti di atenei e mondo produttivo si sono ritrovati nella sede universitaria ad affrontare e discutere il tema del valore del titolo di studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell&#8217;occasione si sono svolte due tavole rotonde. La prima, dedicata al tema «Laurea e domanda di lavoro» e la seconda, dedicata a «Laurea e lavoro all’estero».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due rilevazioni hanno preso in esame, per i Percorsi di laurea, quasi<strong><em> 335 mila persone laureate nel 2025 in 81 atenei aderenti al Consorzio AlmaLaura (che in Emilia-Romagna comprende: Università degli Studi di Ferrara, Università di Bologna e Campus della Romagna,  Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e Università di Parma); per gli Esiti occupazionali della laurea, quasi 700 mila persone laureate di primo e secondo livello di 81 atenei, intervistate a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo</em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>CHI SONO LE PERSONE LAUREATE: PIÙ DONNE, ORIGINE SOCIALE FAVORITA</strong> <br>Le donne hanno confermato la propria maggioranza, rappresentando il 59,6% di chi si è laureato nel 2025. Permane però il forte squilibrio nelle discipline STEM, dove la componente femminile si è fermata al 40,5%, quota stabile da dieci anni: le donne sono maggioranza netta nei gruppi educazione e formazione, linguistico e psicologico e nettamente minoranza nell’informatica e tecnologie ICT e nell’ingegneria industriale e dell’informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte dell’origine sociale, l’università continua ad attrarre studentesse e studenti da contesti relativamente più favoriti: la quota di chi ha almeno un genitore laureato è salita al 34,7% e tocca il 46,3% tra le persone laureate nei corsi magistrali a ciclo unico. Un dato che conferma la persistente disuguaglianza nell’accesso all’istruzione terziaria, in un Paese che, secondo i recenti dati Eurostat, resta in fondo alle classifiche europee per quota di persone laureate tra i 25-34enni (31,1%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL PERCORSO DI STUDI: ESPERIENZE SUL CAMPO DIFFUSE E VOTI ELEVATI</strong><br>Il percorso universitario si è confermato sempre molto ricco di esperienze pratiche. Il 60,9% ha svolto un tirocinio curriculare riconosciuto dal corso e il 68% ha lavorato durante gli studi. Le esperienze di studio all’estero riconosciute hanno coinvolto il 10,2% delle persone laureate. La regolarità negli studi ha riguardato il 60,4% delle persone laureate, mentre l’età media alla laurea si è attestata a 26,3 anni e<br>il voto medio di laurea a 102,8 su 110.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elevata la soddisfazione complessiva per l’esperienza universitaria, espressa dall’89,1% delle persone laureate, e il 72,1% ripeterebbe senza esitazioni la stessa scelta, confermando corso e ateneo. <br>A questa soddisfazione si accompagna una rinnovata fiducia nelle competenze acquisite: oltre il 60% delle persone laureate riconosce infatti che il proprio corso ha fornito gran parte delle competenze trasversali indagate. Tra queste ci sono l’adattabilità e flessibilità, la capacità di risolvere problemi e di lavorare in gruppo, le tre competenze che le laureate e i laureati hanno indicato come le più importanti per un efficace inserimento nel mercato del lavoro: sono esattamente le competenze che le imprese segnalano come le più ricercate nei candidati da assumere. <br>È anche su questa consapevolezza che si fonda il diverso atteggiamento con cui laureate e laureati si presentano oggi al mercato del lavoro: più sicuri del proprio bagaglio formativo, cercano un’occupazione all’altezza di quel bagaglio e si mostrano meno disposti che in passato ad accettare lavori sottopagati o non coerenti con gli studi. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>LAUREE PROFESSIONALIZZANTI: ANCORA POCHE PERSONE LAUREATE, MA OCCUPAZIONE OLTRE IL 90% A UN ANNO DAL TITOLO</strong><br>Per la prima volta, quest’anno sono disponibili i dati occupazionali, a un anno dal conseguimento del titolo, delle lauree professionalizzanti, i corsi triennali (classi di laurea in Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio, L-P01; Professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali, L-P02; Professioni tecniche industriali e dell’informazione, L-P03) pensati per formare figure tecniche pronte a un inserimento immediato nel mercato del lavoro: la fotografia scattata da AlmaLaurea ha restituito un primo, seppur ancora molto contenuto, segnale positivo su questa tipologia di lauree.<br>Pur trattandosi ancora di un collettivo ridotto, i primi risultati sono incoraggianti: il tasso di occupazione supera il 90% già a un anno dal titolo, i tempi di ingresso nel mercato del lavoro sono mediamente più brevi e l’attività lavorativa svolta valorizza in misura elevata le competenze acquisite all’università. Queste persone laureate dichiarano inoltre, più della media dei triennali, di aver sviluppato competenze trasversali come il lavoro di gruppo, l’intraprendenza e la capacità di risolvere problemi. È il primo segnale che il modello dei percorsi professionalizzanti, ancora agli esordi, può funzionare proprio sul terreno dell’efficacia del titolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ESITI OCCUPAZIONALI: OCCUPAZIONE IN CRESCITA, A CINQUE ANNI DAL TITOLO OLTRE IL 90%</strong><br>Il quadro occupazionale ha mostrato un generale miglioramento. A un anno dal titolo il tasso di occupazione ha raggiunto l’81,2% tra chi ha conseguito una laurea di primo livello e l’80,8% nel secondo livello (rispettivamente +2,6 e +2,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente). A cinque anni dalla laurea l’occupazione ha superato il 90%, toccando il 91,7% nel primo livello e il 94,4% nel secondo.<br>Parallelamente, il tasso di disoccupazione a un anno è sceso al 9,2% nel primo livello e al 9,3% nel secondo. A cinque anni dal titolo la disoccupazione è scesa fino al 2,6%.<br>Più in difficoltà il fronte retributivo. A un anno dalla laurea la retribuzione mensile netta si è attestata in media a 1.491 euro nel primo livello e a 1.495 euro nel secondo; al netto dell’inflazione, le retribuzioni reali sono risultate in lieve calo nell’ultimo anno (rispettivamente -1,4% e -0,9%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RESTANO I DIVARI OCCUPAZIONALI E RETRIBUTIVI: IL GENERE E IL MEZZOGIORNO</strong><br>L’indagine ha confermato l’esistenza di divari di reddito sul fronte territoriale e del genere. A parità di condizioni, gli uomini hanno mostrato il 13,7% di probabilità in più di essere occupati rispetto alle donne e una retribuzione superiore in media di 67 euro netti al mese. Forti anche le differenze territoriali: chi risiede al Nord ha avuto il 34,8% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi risiede nel Mezzogiorno, divario che sale al 55,9% considerando l’area dell’ateneo. Sul piano retributivo, chi lavora al Nord ha percepito in media 68 euro netti in più al mese rispetto a chi è occupato nel Mezzogiorno.<br>Il divario di genere si accentua in presenza di figli. A fronte di carriere universitarie mediamente migliori delle donne, più regolari negli studi e con voti di laurea più alti, permane quindi una loro minore valorizzazione nel mercato del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>SMART WORKING STRUTTURALE, EFFICACIA DEL TITOLO STABILE</strong><br>Proprio l’attenzione crescente alla qualità del lavoro e all’equilibrio tra vita privata e professione trova un riscontro concreto nella diffusione dello smart working, ormai una modalità di lavoro strutturale: a un anno dal titolo coinvolge il 17,1% di chi ha una laurea di primo livello e sale al 32,0% tra le persone laureate di secondo livello, con valori ancora più elevati a cinque anni dalla laurea (fino<br>al 37,6% nel secondo livello).<br>Quanto all’efficacia della laurea, la coerenza percepita tra studi e lavoro, il 60,4% tra chi lavora con una laurea di primo livello e il 67,4% nel secondo livello l’ha giudicata “molto efficace o efficace”.<br>AlmaLaurea misura anche il disallineamento tra studi e lavoro, la quota di chi, nel proprio impiego, utilizza poco le competenze acquisite all’università e svolge un’attività per cui il titolo non è formalmente richiesto: a un anno dal titolo riguarda il 39,4% di chi ha una laurea di primo livello e il 32,5% del secondo livello, e a cinque anni resta stabile nel primo livello (39,2%) mentre scende al 25% nel secondo. Questo disallineamento è un fenomeno multidimensionale, che dipende dall’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma anche dalle esperienze svolte nel percorso universitario, dalle scelte di orientamento e dall’origine sociale: i figli di genitori laureati vi sono meno esposti, soprattutto quando conseguono il titolo nello stesso ambito disciplinare dei genitori, segno di quanto reti e contatti familiari incidano sull’ingresso nel mercato del lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>PIÙ SELETTIVITÀ: MENO DISPONIBILITÀ VERSO LAVORI SOTTOPAGATI O INCOERENTI</strong><br>Di fronte a questo rischio di disallineamento, laureate e laureati reagiscono con un approccio sempre più selettivo alla ricerca del lavoro, filo conduttore di entrambe le indagini. Alla vigilia del titolo, la quota di chi rifiuterebbe lavori non coerenti con il proprio percorso è cresciuta di 10,8 punti percentuali dal 2016 al 2025 (la disponibilità ad accettarli è scesa dall’87,2% al 76,4%).<br>Sul versante economico, il 66,9% di chi stava per laurearsi è disposto ad accettare una retribuzione netta mensile non inferiore a 1.500 euro per un impiego a tempo pieno: una quota più che raddoppiata rispetto al 24,4% del 2016, con un divario di genere ancora marcato (75,0% gli uomini, 61,6% le donne). Su questo aumento incide non solo la maggiore selettività, ma anche la riduzione del potere d’acquisto<br>registrata negli ultimi anni, a fronte di una soglia di 1.500 euro rimasta invariata.</p>



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		<title>Regione E-R rafforza la rete contro le cefalee, anche grazie al contributo delle associazioni dei pazienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 15:58:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 11 giugno 2026 &#8211; Un&#160;nuovo portale dedicato alle cefalee croniche, con informazioni preziose per pazienti e professionisti. E un&#160;innovativo percorso di presa in carico&#160;per chi soffre di queste patologie, diffuso in modo capillare sul territorio, che parte dal contatto con i&#160;medici di medicina generale&#160;fino a permettere l’accesso alle&#160;terapie più avanzate [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 11 giugno 2026 &#8211; Un&nbsp;<strong>nuovo portale dedicato alle cefalee croniche</strong>, con informazioni preziose per pazienti e professionisti. E un&nbsp;<strong>innovativo percorso di presa in carico</strong>&nbsp;per chi soffre di queste patologie, diffuso in modo capillare sul territorio, che parte dal contatto con i&nbsp;<strong>medici di medicina generale</strong>&nbsp;fino a permettere l’accesso alle&nbsp;<strong>terapie più avanzate e moderne</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono gli strumenti messi in campo dalla <strong>Regione Emilia-Romagna</strong> per l’assistenza alle persone affette da <strong>Cefalea primaria cronica</strong>, grazie a un <strong>finanziamento biennale di 841mila euro</strong> concesso dal ministero della Salute a seguito del riconoscimento di questa patologia come “malattia sociale”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A esporli, in <strong>conferenza stampa</strong> oggi in viale Aldo Moro a Bologna, l’assessore alle Politiche per la salute, <strong>Massimo Fabi</strong>, insieme ad <strong>Alessandra Sorrentino</strong>, presidente dell’Alleanza cefalalgici. Presenti le responsabili di tre dei quattro centri territoriali di riferimento: <strong>Simona Guerzoni</strong>, direttrice del Centro Cefalee Aou di Modena, <strong>Sabina Cevoli</strong>, responsabile Programma Cefalee ed Algie facciali Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, e <strong>Maria Grazia Piscaglia</strong>, direttrice dell’Unità operativa della Neurologia di Ravenna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione aveva approvato già a dicembre 2023 il progetto ‘<strong>Innova-Er-Cef’</strong>. Un approccio innovativo che ha visto il coinvolgimento attivo delle Aziende sanitarie, del territorio e delle associazioni dei pazienti, a partire&nbsp;<strong>dall’Alleanza cefalalgici</strong>. Il progetto prevede la sperimentazione di metodi innovativi di presa in carico, il&nbsp;<strong>potenziamento della telemedicina</strong>, l’implementazione di nuovi Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e la realizzazione di un portale dedicato: ‘<strong>Emicare’</strong>, raggiungibile al sito&nbsp;<a href="https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.emicare.it%2F&amp;e=672f7c66&amp;h=393fca08&amp;f=y&amp;p=y&amp;m=4gbgmr1v0PzSlTR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.emicare.it</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">‘Emicare’ rappresenterà il punto di riferimento in Emilia-Romagna per la gestione e il trattamento delle&nbsp;<strong>cefalee primarie croniche</strong>, offrendo risorse specifiche sia per i pazienti che per i professionisti sanitari. Il sito include, infatti, una&nbsp;<strong>mappatura dettagliata dei centri cefalee sul territorio</strong>, documenti clinici, linee guida e aggiornamenti sul progetto. Il sito, come l’intero progetto, è nato da un&nbsp;<strong>processo collaborativo</strong>&nbsp;che ha coinvolto attivamente&nbsp;<strong>i pazienti e le pazienti</strong>&nbsp;che convivono con l’emicrania o altre forme di cefalea: non a caso il nome ‘Emicare’ unisce il riferimento all’emicrania con il concetto inglese di “care”, che va ben oltre la semplice cura medica. Questo termine abbraccia dimensioni di&nbsp;<strong>attenzione, assistenza e presa in carico globale della persona</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per troppo tempo, purtroppo, il mal di testa cronico è stato sottovalutato o considerato un disturbo minore, mentre per molte persone significa convivere quotidianamente con dolore, limitazioni e isolamento- sottolinea&nbsp;<strong>Fabi</strong>-. Le cefalee, infatti, hanno un impatto significativo sulla qualità della vita di chi ne soffre e, di riflesso, sulla nostra società e per questo la Regione Emilia-Romagna ha voluto potenziare il percorso di presa in carico, con nuovi strumenti e maggiori competenze partendo dal contributo delle associazioni dei pazienti, un coinvolgimento che non è stato solo simbolico, ma che riflette il nostro impegno a mantenere la persona al centro di ogni intervento assistenziale. Oggi- prosegue&nbsp;<strong>l’assessore</strong>&#8211; la gestione della cefalea non può essere affidata esclusivamente all’emergenza o alla risposta episodica, ma si inserisce in una rete strutturata che mette al centro la persona e favorisce la collaborazione tra medicina territoriale, specialisti e strutture ospedaliere”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Convivere con l&#8217;emicrania significa vivere con una malattia neurologica invalidante che, quando non viene gestita e trattata correttamente, ruba tempo e qualità di vita- aggiunge&nbsp;<strong>Sorrentino</strong>-. L&#8217;emicrania, infatti, non è soltanto un banale mal di testa come spesso viene percepita da chi non conosce la malattia. È una patologia complessa e comorbida che grava profondamente su ogni aspetto della vita di chi ne soffre e per questo necessita di diagnosi e trattamento tempestivo, con un approccio multidisciplinare che consideri la persona nella sua interezza e che integri terapie farmacologiche e strategie non farmacologiche. Fondamentale è una rete di assistenza che parte dal medico di assistenza primaria, coinvolge i neurologi del territorio e supporta i centri specialistici nella gestione dei pazienti, con attenzione sia alle forme episodiche in un&#8217;ottica di prevenzione, sia alle forme croniche nell&#8217;ottica di ridurre il prima possibile il burden della patologia sulle persone e sul sistema sociale e sanitario”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>cefalea primaria cronica nel 2020 è stata riconosciuta come</strong>&nbsp;<strong>malattia sociale</strong>&nbsp;(Legge 81/2020) per l’elevata prevalenza nella popolazione e della disabilità che causa nelle persone che ne soffrono. Secondo diversi studi condotti in Emilia-Romagna, il&nbsp;<strong>4% della popolazione soffre di cefalea cronica</strong>, mentre il&nbsp;<strong>69% (quasi 7 emiliano-romagnoli su 10) ha sofferto di cefalea almeno una volta nella vita</strong>. L’età media di esordio è di 26 anni (25 per le donne, 28 per gli uomini), mentre tra il 25 e il 34% delle persone eccede nell’utilizzo di farmaci analgesici. Le persone prese in carico a pieno titolo dai centri di terzo livello in Emilia-Romagna sono&nbsp;<strong>oltre 10mila</strong>, un numero in costante aumento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il percorso Cefalea in Emilia-Romagna</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È articolato in&nbsp;<strong>tre livelli</strong>. Il primo contatto avviene con il proprio medico di medicina generale, che gestisce autonomamente i pazienti affetti da cefalea primaria dal punto di vista terapeutico secondo le indicazioni delle linee guida condivise. Un passaggio&nbsp;<strong>che permette di trattare con successo il 90% dei cefalalgici</strong>. In caso di maggiori complicazioni o dubbio diagnostico, il medico di medicina generale si avvale della consulenza neurologica territoriale o di uno specialista in cefalee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per i casi di maggiore gravità, infatti, sono presenti in ogni provincia&nbsp;<strong>centri di secondo livello</strong>&nbsp;che permettono un accesso alle terapie più avanzate: Azienda Usl di&nbsp;<strong>Piacenza</strong>&nbsp;(Uo Neurologia), Azienda Ospedaliero-Universitaria di&nbsp;<strong>Parma</strong>&nbsp;(Centro Cefalee), Ausl Parma-Ospedale di Fidenza (Uo Neurologia), Soc di Neurologia dell’Azienda Usl Irccs di&nbsp;<strong>Reggio Emilia</strong>, Policlinico di&nbsp;<strong>Modena</strong>&nbsp;(Centro Cefalee ed Abuso di Farmaci &#8211; Laboratorio di Farmacologia Clinica e Farmacogenomica), Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di&nbsp;<strong>Bologna</strong>, (Programma Cefalee e Algie facciali), Ausl di&nbsp;<strong>Ferrara</strong>&nbsp;(Ambulatorio Cefalee) e Azienda Ospedaliero-Universitaria di&nbsp;<strong>Ferrara</strong>&nbsp;(Uo Neurologia), Ospedale S. Maria delle Croci di&nbsp;<strong>Ravenna</strong>&nbsp;(Uo Neurologia), Ospedale Bufalini&nbsp;<strong>Cesena</strong>&nbsp;e Ospedale G.B. Morgagni L. Pierantoni&nbsp;<strong>Forlì</strong>&nbsp;(Uo Neurologia), Ospedale Infermi di&nbsp;<strong>Rimini</strong>&nbsp;(Uo Neurologia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, è presente un&nbsp;<strong>terzo livello per programmi di ulteriori specializzazione</strong>&nbsp;che coprono il territorio con questa suddivisione: l’Area Vasta Nord tramite il&nbsp;<strong>Centro Cefalee del Dipartimento di Medicina generale e specialistica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma</strong>&nbsp;(per Area di Parma e Piacenza); la&nbsp;<strong>Struttura semplice dipartimentale di Medicina digitale e predittiva, farmacologia e tossicologia clinica e metabolica</strong>&nbsp;(Centro cefalee e abuso di farmaci &#8211; Laboratorio di farmacologia clinica e farmacogenomica) per l’area di Modena e Reggio-Emilia; l’area Vasta Centro tramite il&nbsp;<strong>Programma cefalee e algie facciali dell’Uoc NeuroMet all’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna</strong>&nbsp;(per l’area di Bologna, Imola e Ferrara);&nbsp;<strong>l’Area Vasta Romagna tramite il Centro cefalee dell’Uo Neurologia dell’Ospedale di Ravenna&nbsp;</strong>(per l’area di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il medico del terzo livello, in caso di cefalea primaria cronica e farmaco resistente, mette in contatto il paziente con il Centro di riferimento regionale per la neurochirurgia funzionale, che ha sede all’Irccs delle Scienze neurologiche di Bologna, o al Centro della terapia del dolore di riferimento.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>In alto nella foto: da sinistra a destra Piscaglia, Cevoli, Fabi, Guerzoni e Sorrentino<br></em></p>
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		<title>Trasformazione digitale, il modello Modena sul palco nazionale di ForumPA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 11 giugno 2026 &#8211; Dai primi passi della rete civica Mo-net alla metà degli anni Novanta ai progetti più attuali di cittadinanza digitale sviluppati dal Comune di Modena grazie ai finanziamenti del Pnrr. Memoria e visione futura si mescolano sul palco del ForumPA (Roma, 9-11 giugno) dove, per la prima [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 11 giugno 2026 &#8211; Dai primi passi della rete civica Mo-net alla metà degli anni Novanta ai progetti più attuali di cittadinanza digitale sviluppati dal Comune di Modena grazie ai finanziamenti del Pnrr. Memoria e visione futura si mescolano sul palco del ForumPA (Roma, 9-11 giugno) dove, per la prima volta, un sindaco di Modena è salito, giovedì 11 giugno, per raccontare la trentennale esperienza cittadina nel campo della transizione digitale in occasione della tavola rotonda “Dalla smart alla wise city”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Una città oggi non può essere competitiva se non investe su innovazione, dati e servizi digitali. Però il punto centrale è capire perché si fa innovazione – ha spiegato il sindaco Massimo Mezzetti intervenendo all’evento nazionale dedicato alla Pubblica Amministrazione in corso a Roma – Come sindaco non mi interessa una città piena di tecnologia soltanto per motivi di immagine. Ma una città in cui il digitale migliori concretamente la qualità della vita delle persone, renda i servizi più accessibili e aiuti a governare fenomeni complessi come mobilità, turismo, sostenibilità ambientale e politiche abitative”. “La tecnologia – ha aggiunto &#8211; deve diventare uno strumento di inclusione e non di esclusione. Anche per questa ragione abbiamo sviluppato una collaborazione strutturata con Lepida, la società in-house di 450 Pubbliche Amministrazioni dell’Emilia-Romagna, per fare di Modena un Laboratorio di innovazione”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio, quello modenese alle nuove tecnologie, che negli anni ha fatto della città un punto di riferimento sui temi dell’innovazione anche grazie ad eventi come lo Smart Life Festival, la cui 11sima edizione è in programma dal 15 al 18 ottobre e che, grazie anche alla collaborazione di ForumPA, sposterà proprio l’attenzione da un prevalente paradigma tecnologico (la smart city) a uno che rimette davvero al centro le persone, la società, la sostenibilità, l’inclusione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo una ricetta che vede da anni Modena tra le realtà italiane con la più elevata maturità digitale (Fonte: Indagine Ca.Re di Deda Next) per quanto riguarda l’offerta di servizi online, l’integrazione con le principali piattaforme nazionali e la maturità su open data e interoperabilità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Basti pensare agli oltre 11 milioni di accessi al Fascicolo Sanitario Elettronico, ai 700mila utenti unici che a Modena si sono collegati almeno una volta a Emilia-Romagna Wi-Fi, alle oltre 65mila identità Spid rilasciate solo su Lepida, alle 145 sedi connesse a banda ultra, alla recente infrastruttura di Internet of things avviata grazie all’accordo pluriennale siglato con Lepida.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una costruzione progressiva e costante, quella della “Modena digitale”, con un importante sviluppo nell’attuale legislatura, dove si sono da poco conclusi ben 13 progetti finanziati, per oltre 3 milioni di euro, dal Pnrr sulle misure relative alla digitalizzazione, innovazione, competitività e turismo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Progetti, come ha spiegato sempre a ForumPA la dirigente del servizio Trasformazione digitale Antonella Buja, intervenendo alla tavola rotonda “Italia digitale 2026, tra bilanci e nuove politiche per l’innovazione”, che hanno consentito al Comune di Modena di accelerare il suo percorso di trasformazione digitale attraverso il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, la migrazione di applicativi, servizi e infrastrutture verso ambienti cloud e l’integrazione con le principali piattaforme nazionali della Pubblica amministrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, i progetti realizzati grazie ai fondi Pnrr hanno riguardato il rinnovo del sito istituzionale e dei servizi online, il miglioramento dell’accessibilità digitale, l’integrazione dei servizi comunali con l’App IO, l’adozione delle notifiche digitali con valore legale e l’integrazione dei sistemi anagrafici e territoriali con le banche dati nazionali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono stati inoltre attivati sette punti di facilitazione digitale per supportare i cittadini nell’utilizzo dei servizi online, mentre specifici interventi hanno interessato la digitalizzazione dei procedimenti relativi agli sportelli Suap e Sue, l’integrazione degli enti coinvolti nelle pratiche autorizzative e il rafforzamento dell’interoperabilità dei sistemi gestionali comunali. In tutto con l’obiettivo di rendere i servizi del Comune di Modena sempre più semplici, accessibili, sicuri ed efficienti, riducendo tempi e adempimenti per cittadini, imprese e professionisti.</p>
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		<title>Open day al Gattile intercomunale di Modena</title>
		<link>https://sestopotere.com/open-day-al-gattile-intercomunale-di-modena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 11 giugno 2026 &#8211; Ciop, Afrodite, Renato, Zeus, Renè: sono loro i protagonisti sabato 13 giugno, giornata in cui il Gattile intercomunale di Modena apre al pubblico con un open day dalle 13 alle 16 per offrire alla cittadinanza l’occasione di visitare la struttura di strada Pomposiana 292/A e conoscere [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 11 giugno 2026 &#8211; Ciop, Afrodite, Renato, Zeus, Renè: sono loro i protagonisti sabato 13 giugno, giornata in cui il Gattile intercomunale di Modena apre al pubblico con un open day dalle 13 alle 16 per offrire alla cittadinanza l’occasione di visitare la struttura di strada Pomposiana 292/A e conoscere da vicino gli ospiti in cerca di una casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della giornata, i gestori dell’associazione Felix&amp;co Odv e i volontari spiegheranno le attività che si svolgono nella struttura e daranno informazioni sulle adozioni dei gatti ospitati. In programma anche tanti gadget a disposizione dei visitatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Gattile ospita (per i comuni di Modena, Bastiglia, Castelfranco Emilia, Castelnuovo Rangone e Nonantola) gatti con evidenti abitudini domestiche, rinunciati o recuperati in stato di pericolo o malessere ed in ogni caso non reimmissibili in stato di libertà. Negli anni ha permesso di gestire al meglio le emergenze legate a sequestri per maltrattamento o collocazioni di emergenza &#8211; emblematico il caso risalente al 2015 di un’anziana deceduta che aveva 25 gatti domestici &#8211; di dare disponibilità ad altri Comuni in difficoltà, come è accaduto nel 2012 a seguito del sisma, e di dare una risposta alle richieste di rinuncia di proprietà dei cittadini, evitando così gli abbandoni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ingresso alla struttura nella giornata di sabato è libero e gratuito. La cittadinanza è invitata a partecipare per sostenere le attività del Gattile Intercomunale e promuovere il contrasto all&#8217;abbandono degli animali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni contattare i numeri 059/7160407 o 3517467365.</p>
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		<title>Vertenza Gambro-Vantive: confermato al Mimit il percorso di reindustrializzazione del sito di Medolla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma &#8211; 11 giugno 2026 &#8211; Nuovo tavolo al Mimit dedicato al futuro del sito produttivo di&#160;Medolla&#160;di&#160;Gambro-Vantive, azienda biomedicale modenese che ha avviato un processo di cessione della propria attività globale nel settore dell’emodialisi, coinvolgendo lo stabilimento e i suoi circa 500 dipendenti. Nel corso dell’incontro, che s&#8217;è svolto il 9 giugno, l’azienda ha confermato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Roma &#8211; 11 giugno 2026 &#8211; Nuovo tavolo al Mimit dedicato al futuro del sito produttivo di&nbsp;<strong>Medolla</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Gambro-Vantive</strong>, azienda biomedicale modenese che ha avviato un processo di cessione della propria attività globale nel settore dell’emodialisi, coinvolgendo lo stabilimento e i suoi circa 500 dipendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell’incontro, che s&#8217;è svolto il 9 giugno, l’azienda ha confermato il proseguimento del percorso di <strong>reindustrializzazione</strong>, avviato su impulso del Ministero, con l’obiettivo di individuare un acquirente. L’azienda ha inoltre riferito di aver ricevuto varie richieste di interesse, un dato che confermerebbe la forte attrattività delle attività oggetto della procedura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“È necessario che l’azienda individui una soluzione industriale solida e affidabile che garantisca continuità produttiva e tutela dell’occupazione. Il percorso di reindustrializzazione avviato deve assicurare un futuro stabile e sostenibile ai lavoratori e al territorio”</em>,ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo&nbsp;<strong>Urso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Mimit ha ribadito la necessità che ogni eventuale proposta industriale venga preventivamente presentata e discussa nell’ambito del&nbsp;<strong>tavolo istituzionale</strong>, affinché la scelta finale sia orientata non solo a criteri economici, ma soprattutto alla tutela dei livelli occupazionali, delle competenze presenti sul territorio e delle prospettive produttive dello stabilimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ministero ha inoltre richiamato la disponibilità degli strumenti previsti dall’ordinamento, incluso il&nbsp;<strong>Golden Power</strong>, per garantire la salvaguardia degli asset strategici nazionali e accompagnare un percorso concreto in grado di assicurare un futuro stabile e sostenibile al sito di Medolla e ai suoi lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tavolo al Mimit &#8211; spiega il Ministero &#8211; tornerà a riunirsi entro luglio con l’obiettivo di presidiare l’evoluzione della procedura e valutare le <strong>proposte industriali</strong> che emergeranno dal mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte notizia e foto: Ministro delle Imprese e del Made in Italy &#8211; www.mimit.gov.it &#8211; Notiziario per i Media</em></p>
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		<title>Scontri tra baby gang a Modena. Il Comune: &#8220;Negli ultimi 15 mesi 160 controlli complessivi nell’area di Torrenova&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:54:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 10 giugno 2026 &#8211; Dibattito in consiglio comunale, lunedì 8 giugno, a Modena sui gravissimi episodi di violenza innescati da alcune baby gang che si sono sfidate il 30 marzo scorso nel piazzale antistante il Centro Torrenova a colpi di machete, cocci di bottiglia usati come arma, calci, pugni e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 10 giugno 2026 &#8211; Dibattito in consiglio comunale,  lunedì 8 giugno, a Modena  sui gravissimi episodi di violenza innescati da alcune baby gang che si sono sfidate  il 30 marzo scorso nel piazzale antistante il Centro Torrenova a colpi di  machete, cocci di bottiglia usati come arma, calci, pugni e schiaffi&#8230; terrorizzando gli avventori dei locali e i cittadini del quartiere sempre più esasperati che hanno allertato i carabinieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’area di Torrenova (<em>un polo di servizi sanitari, commerciali e ricreativi, ndr</em>) è costantemente monitorata dalla Polizia locale con controlli in orario sia diurno che notturno. Negli ultimi quindici mesi si stima che la zona sia stata interessata da oltre 160 controlli complessivi. Inoltre, dall’inizio dell’anno sono già stati effettuati 41 monitoraggi pianificati, durante i quali sono state identificate nove persone”: ha dichiarato l’assessora a Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale, <strong>Alessandra Camporota</strong> (<em>nella foto</em>),  in risposta a due interrogazioni dedicate al tema del grave episodio del piazzale del Centro Torrenova e trattate congiuntamente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella prima interrogazione, presentata da <strong>Piergiulio Giacobazzi </strong>di Forza Italia, dal titolo “Insicurezza Torrenova- Quali azioni per tutelare residenti, attività commerciali e di servizio alla criminalità diffusa”, si chiedeva conto all’Amministrazione comunale delle attività effettuate in zona negli ultimi mesi e di quali si intendano attivare per la prevenzione futura, se l’area sia coperta da videosorveglianza pubblica, se sia previsto un potenziamento dell’illuminazione pubblica e se sia ancora attivo un gruppo di vicinato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguire, anche <strong>Maria Grazia Modena </strong>di Modena per Modena ha presentato un’interrogazione ponendo l’accento su illuminazione pubblica e videosorveglianza, chiedendo se in zona ci siano telecamere attive e collegate alle forze dell’ordine, quali valutazioni siano state effettuate in merito all’adeguatezza dell’illuminazione pubblica del piazzale, se siano stati attivati presidi di comunità (della Polizia locale o dei carabinieri) e, più in generale, quali azioni l’Amministrazione intenda adottare per garantire sicurezza e fruibilità del quartiere “con particolare attenzione alla tutela delle famiglie con bambini che accedono quotidianamente ai servizi sanitari presenti nella struttura”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’analisi dei dati di Polizia Giudiziaria e del sistema Ril.fe.de.ur restituisce un quadro che non evidenzia un aggravio endemico della sicurezza nell’area, ma piuttosto la presenza di fenomeni episodici. Presso il Comando non risultano infatti denunce o querele riferibili alla zona, né accompagnamenti o denunce per reati legati agli stupefacenti. L’unico episodio di rilievo registrato riguarda il rinvenimento di un veicolo rubato in via Cervino”, ha spiegato l’assessora <strong>Alessandra Camporota</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le richieste di intervento relative ad aggregazioni giovanili, “su ventitré segnalazioni ricevute, soltanto sette hanno avuto riscontro positivo e le problematiche rilevate si concentrano inoltre quasi esclusivamente nel periodo di chiusura delle scuole, tra giugno e settembre, mentre durante la stagione invernale non sono pervenute richieste di intervento per disturbo – le parole di <strong>Comporta</strong> &#8211; Parallelamente, il personale di quartiere svolge regolarmente servizi di controllo nelle ore pomeridiane, mantenendo un contatto diretto e costante con gli esercenti della zona, tra cui farmacia, bar e supermercato Conad. Gli operatori economici non hanno segnalato problematiche gravi legate alla criminalità, evidenziando principalmente situazioni di degrado dovute all’abbandono di rifiuti, come gli imballaggi degli snack consumati nella piazza. Una parte significativa delle segnalazioni registrate attraverso il sistema Ril.fe.de.ur, circa quarantanove in totale, riguarda infatti interventi di manutenzione ordinaria, sui quali l’Amministrazione è già attiva”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le richieste relative al potenziamento dei controlli, alla videosorveglianza, all’illuminazione pubblica e al supporto del Controllo del Vicinato,  l’assessora alla Sicurezza urbana, <strong>Alessandra Camporota</strong>, conferma che “è in corso una verifica tecnica sull’efficacia del sistema di videosorveglianza esistente e sulla copertura dell’area del parchetto Torrenova. Attualmente nella piazza sono presenti due telecamere dotate di tre ottiche ciascuna; a queste si aggiunge un’ulteriore telecamera collocata tra via Nonantolana e via Cimone, a controllo dell’accesso dell’area”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, è stata confermata l’importanza del gruppo di Controllo del vicinato già istituito, “che continua a rappresentare un interlocutore fondamentale per la Polizia locale. L’Amministrazione non sottovaluta l’episodio del machete, ma ribadisce che i dati operativi descrivono un quartiere costantemente presidiato, nel quale gli episodi verificatisi appaiono riconducibili prevalentemente a fenomeni di inciviltà giovanile piuttosto che a una deriva criminale del rione”, la conclusione dell’assessora <strong>Camporota</strong>.</p>
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		<title>Immigrato ruba in un esercizio commerciale di Modena: la Polizia locale lo ferma dopo un inseguimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 08:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 10 giugno 2026 &#8211; Nei giorni scorsi, nel corso di un servizio in via Emilia Ovest, una pattuglia della Polizia locale di Modena ha notato il personale di un esercizio commerciale della zona impegnato nell’inseguimento di una persona che si stava allontanando rapidamente con uno zaino in spalla. Gli agenti [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 10 giugno 2026 &#8211; Nei giorni scorsi, nel corso di un servizio in via Emilia Ovest, una pattuglia della Polizia locale di Modena ha notato il personale di un esercizio commerciale della zona impegnato nell’inseguimento di una persona che si stava allontanando rapidamente con uno zaino in spalla. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli agenti si sono posti a loro volta all’inseguimento dell’uomo, riuscendo a fermarlo dopo poche centinaia di metri, in una strada laterale, senza che questi opponesse resistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Raggiunti gli operatori, gli addetti del negozio hanno riferito che l’uomo aveva appena sottratto diversi prodotti dagli scaffali dell’esercizio, allontanandosi senza procedere al pagamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il successivo controllo ha consentito di rinvenire, all’interno dello zaino, oltre trenta bombolette di deodorante, risultate essere state prelevate poco prima dal punto vendita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La persona fermata è stata quindi identificata: si tratta di un uomo di circa trent’anni, senza fissa dimora, originario del sud est asiatico, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A suo carico risultava inoltre un provvedimento di divieto di dimora nel territorio di Modena e provincia, disposto a seguito di un precedente arresto per fatti analoghi. La merce recuperata è stata restituita. Considerato il valore economico complessivo non elevato dei beni sottratti, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Autorità giudiziaria valuterà un eventuale aggravamento della misura cautelare già in essere, alla luce della commissione di un nuovo reato della stessa natura in un territorio interdetto all’autore del furt</p>
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