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	<title>Modena &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Modena &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Premio a Modena &#8216;città amica degli animali&#8217;. Legambiente: livello ‘eccellente’ nella performance complessiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 17:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 1 agosto 2026 &#8211; Modena ancora premiata come città amica degli animali alla XV edizione del premio nazionale Animali in città, riconoscimento che Legambiente assegna a quelle realtà virtuose, tra Comuni, istituzioni e società civile, che si distinguono per l’offerta di servizi ai cittadini che hanno animali d’affezione e, in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 1 agosto 2026 &#8211; Modena ancora premiata come città amica degli animali alla <strong><em><a href="https://sestopotere.com/premio-animali-in-citta-di-legambiente-ai-primi-posti-san-giovanni-in-persiceto-modena-e-piacenza/" data-type="link" data-id="https://sestopotere.com/premio-animali-in-citta-di-legambiente-ai-primi-posti-san-giovanni-in-persiceto-modena-e-piacenza/">XV edizione del premio nazionale Animali in città, riconoscimento che Legambiente</a></em></strong> assegna a quelle realtà virtuose, tra Comuni, istituzioni e società civile, che si distinguono per l’offerta di servizi ai cittadini che hanno animali d’affezione e, in generale, per la migliore convivenza in città con animali padronali e selvatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come lo scorso anno, anche quest&#8217;anno Modena si colloca al primo posto nella valutazione del Quadro delle regole (da quelle per una corretta gestione degli animali domestici e per la tutela e il recupero di quelli selvatici fino alle ordinanze che limitano l’uso di botti e fuochi pirotecnici per salvaguardare il benessere animale) e conquista il livello ‘eccellente’ nella classifica della performance complessiva, unico Comune insieme a San Giovanni in Persiceto a conseguire questo prestigioso riconoscimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il premio è stato consegnato giovedì scorso, presso la Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio in piazza del Campidoglio a Roma, nell’ambito della p<strong><em><a href="https://sestopotere.com/premio-animali-in-citta-di-legambiente-ai-primi-posti-san-giovanni-in-persiceto-modena-e-piacenza/" data-type="link" data-id="https://sestopotere.com/premio-animali-in-citta-di-legambiente-ai-primi-posti-san-giovanni-in-persiceto-modena-e-piacenza/">resentazione nazionale della quindicesima edizione del rapporto “Animali in città”</a></em></strong>, a Francesca Maletti, vicesindaca e assessora al Benessere animale del Comune di Modena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il benessere animale è una scelta precisa di questa Amministrazione, tradotta in politiche, servizi e regole concrete”, ha detto la vicesindaca. “Questo premio, ormai una tradizione per la città, valorizza un lavoro costruito insieme alle operatrici e alla dirigente dell’Ufficio diritti animali del Comune di Modena, alle quali va il mio profondo ringraziamento, con associazioni, volontari e tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a rendere Modena una città più attenta, inclusiva e rispettosa nei confronti dei nostri amici a quattro zampe. Continueremo su questa strada, nella consapevolezza che la qualità di una comunità si misura anche dalla capacità di prendersi cura degli animali che vivono e condividono con noi gli spazi della città”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il XV rapporto nazionale Animali in città di Legambiente dal titolo <em>“Il Costo dell’inazione. Prendersi cura prima: animali, persone e comunità nelle politiche di prevenzione”,</em> presentato a Roma in occasione delle premiazioni, analizza i dati 2025 di 221 comuni italiani, su un totale di 447, e di 43 aziende sanitarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le azioni promosse dal Comune di Modena per il benessere animale &#8211; tramite l’Ufficio diritti animali che, a Roma, era rappresentato da Miriam Palazzi &#8211; figurano il costante ampliamento e la manutenzione delle aree di sgambamento per cani presenti sul territorio comunale, 29 quelle presenti in città, oltre alle attività dedicate alla tutela della popolazione canina e felina: dall’accettazione delle spoglie di animali da compagnia per i residenti alle ordinanze che vietano l&#8217;utilizzo di fuochi d&#8217;artificio e giochi pirotecnici, itinerari didattici nelle classi delle scuole primarie e passeggiate a sei zampe.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Modena operano il Canile intercomunale di via Nonantolana e il Gattile intercomunale di strada Pomposiana 292/a, gestito dall&#8217;associazione Felix, che in collaborazione con l&#8217;Ausl segue il controllo delle colonie feline e i programmi di sterilizzazione. In città, inoltre, è presente il centro di recupero “Il Pettirosso” per quanto riguarda la fauna selvatica in difficoltà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Didascalia foto: da sinistra Miriam Palazzi dell&#8217;ufficio Diritti animali, la vicesindaca Francesca Maletti e Giorgio Zampetti di Legambiente</em><br></p>
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		<title>“Premio Animali in Città” di Legambiente: ai primi posti San Giovanni in Persiceto, Modena e Piacenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 17:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 agosto 2026 &#8211; In Italia nel 2025 oltre due cani su dieci (circa 3mila), di quelli che sono entrati nei canili rifugio di 221 comuni mappati da Legambiente, non sono stati né adottati, né restituiti ai proprietari, né adottati dalla comunità come cani di quartiere. Parliamo di incroci di diverse razze che rischiano di vivere per lungo tempo e/o a vita in queste strutture.  Legambiente, partendo dal dato ricevuto direttamente dai Comuni, stima che, a livello nazionale, possano essere oltre [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 agosto 2026 &#8211; In Italia nel 2025 oltre due cani su dieci (circa 3mila), di quelli che sono entrati nei canili rifugio di 221 comuni mappati da Legambiente, non sono stati né adottati, né restituiti ai proprietari, né adottati dalla comunità come cani di quartiere. Parliamo di incroci di diverse razze che rischiano di vivere per lungo tempo e/o a vita in queste strutture. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Legambiente, partendo dal dato ricevuto direttamente dai Comuni, stima che, a livello nazionale, possano essere oltre 14mila i cani che, nel 2025 e ad ora, rischiano questa sorte. Tra le cause principali e più frequenti che fanno riempire i canili rifugio, più dell’abbandono estivo, ci sono le cucciolate casalinghe incontrollate, le conseguenze del crescente mercato online, la mancata iscrizione all’anagrafe (con cani che restano invisibili al sistema finché non finiscono vaganti in un canile) insieme ad una diffusa mancata formazione di base da parte di chi vuole avere un animale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Tutto ciò costa molto caro non solo agli animali ma anche alla collettività. Mantenere un cane in canile rifugio per un anno costa intorno ai 1.900 euro (tra 1.300 e 2.550 secondo la retta applicata), e per un animale divenuto inadottabile quella cifra si ripete ogni anno. Insegnare, invece, al proprietario a prendersi cura del proprio cane costa, una sola volta, tra 100 e 250 euro: da otto a diciannove volte di meno. Un’azione preventiva che riduce moltissimo le rinunce alle prime difficoltà di gestione e aumenta di molto il benessere degli animali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A scattare questa fotografia, è il XV rapporto nazionale Animali in Città di Legambiente dal titolo <em>“Il Costo dell’inazione. Prendersi cura prima: animali, persone e comunità nelle politiche di prevenzione</em>”, presentato  a Roma  pochi giorni prima della Giornata internazionale del cane randagio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, stando ai dati del report di Legambiente, la spesa pubblica di settore è scesa <strong>a 193,6 milioni di euro, il 22% in meno rispetto all’anno precedente</strong>, e vale appena il 3,65% di un mercato degli animali da compagnia da 5,3 miliardi, di cui 4,2 miliardi per i soli alimenti, in crescita a un tasso medio annuo del 6,9%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Preoccupano anche i dati della Corte dei conti che a fine 2024 ha certificato 1.001 Comuni in crisi finanziaria. Un campanello d’allarme importante che ha ricadute anche sulla tutela degli animali e la loro gestione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dove l’ente locale non riesce a garantire i servizi or­dinari vengono a mancare le sterilizzazioni, i controlli e la gestione dei canili, e in quel vuoto il randagismo si radica con più facilità. Non è un caso che le regioni con la più alta concentrazione di Comuni in crisi finanziaria certificata dalla Corte dei conti, ovvero Sicilia, Calabria e Campania, sono le stesse in cui il randagismo raggiunge i livelli più elevati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella classifica di Legambiente il premio ai Comuni ha visto al primo posto <strong>San Giovanni in Persiceto (BO)</strong>, unico insieme a <strong>Modena </strong>a raggiungere il livello eccellente, seguite da <strong>Piacenza </strong>e Bolzano, nuove new entry, e tra le grandi città si conferma  Napoli. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le Aziende sanitarie si conferma al top della classifica ASL Napoli 1 Centro, davanti alle agenzie lombarde di Brescia, Bergamo e della Montagna e le aziende toscane. Novità di quest’anno il nuovo premio alla collaborazione istituzionale, legato all’indice ICU, va al territorio in cui Comune e Azienda sanitaria ottengono insieme i risultati migliori e si ritira congiuntamente: in questa edizione il riferimento più alto è Napoli con l’ASL Napoli 1 Centro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I premi al progresso, di pari rilievo, vanno a Grignasco (NO) tra i Comuni (+3 livelli di performance in un anno) e all’ATS Val Padana, competente per Cremona e Mantova, tra le Aziende sanitarie (da sufficiente a ottima).</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Tre attestati valorizzano poi la partecipazione: 57 Comuni e 6 Aziende sanitarie al debutto, 220 Comuni e 13 Aziende come partner fedeli, 104 Comuni e 11 Aziende per la lunga fedeltà.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il report completo su&nbsp;<a href="https://www.legambiente.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.legambiente.it</a></p>
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		<title>Polizia locale Modena, controlli nei parcheggi di parchi e centri commerciali: allontanati 67 veicoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 16:56:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 1 agosto 2026 &#8211; Sono stati circa 80 i controlli mirati al contrasto del degrado urbano e all&#8217;occupazione abusiva di aree pubbliche, principalmente nei parcheggi dei centri commerciali e dei parchi cittadini, effettuati da gennaio ad oggi dalle pattuglie del Comando di Polizia locale. Un&#8217;attività che ha visto gli agenti impegnati soprattutto [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211;  1 agosto 2026 &#8211; Sono stati circa 80 i controlli mirati al contrasto del degrado urbano e all&#8217;occupazione abusiva di aree pubbliche, principalmente nei parcheggi dei centri commerciali e dei parchi cittadini, effettuati da gennaio ad oggi dalle pattuglie del Comando di Polizia locale. Un&#8217;attività che ha visto gli agenti impegnati soprattutto nella zona del centro commerciale I Portali, portando a 17 sanzioni per violazione del Regolamento di Polizia Urbana e diverse sanzioni per violazioni al codice della strada. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso, sono state identificate 43 persone, controllati e allontanati 67 veicoli tra camper, roulotte ed autovetture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le attività di controllo e monitoraggio da parte delle nostre pattuglie sono rigorose”, ha dichiarato l&#8217;assessora alla Sicurezza urbana e Polizia locale Alessandra Camporota. “I nostri agenti intervengono applicando gli strumenti normativi a loro disposizione per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza dei cittadini. Nonostante i blocchi fisici installati in passato e i ripetuti interventi, la natura nomade e la rapidità di spostamento di questi gruppi rendono però le operazioni di sgombero una misura a tempo determinato. Non posso nascondere un sentimento di forte esasperazione, condiviso sia dai residenti sia da chi si trova a gestire l&#8217;ordine pubblico, di fronte a un meccanismo che rischia di apparire come il gioco del gatto col topo. Parlo del continuo ritorno sul posto di queste carovane di camminanti. Le allontaniamo oggi, applichiamo i verbali, e dopo pochi giorni, se non poche ore, ce le ritroviamo esattamente nello stesso identico punto o a poche centinaia di metri di distanza. È una situazione snervante, che risucchia moltissime risorse della nostra Polizia locale, costretta a intervenire ciclicamente sullo stesso problema”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assessora ha infine ribadito la necessità di un coordinamento sempre più stretto con la Prefettura e la Questura nel tavolo del Comitato per l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica: “La Polizia locale continuerà a fare la sua parte senza sosta, perché il controllo del territorio non venga mai meno. Ma è evidente che servono strumenti più incisivi per spezzare questa catena di ritorni continui, che mina il senso di sicurezza della comunità e vanifica il lavoro quotidiano delle forze di polizia&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Per questo stiamo ragionando su come intervenire sul Regolamento di Polizia Urbana affinché si amplino le aree di intervento previste dal vigente articolo 6, ovvero la possibilità di applicare ordini di allontanamento (i cosiddetti mini Daspo) anche nelle aree adiacenti a parchi, centri commerciali, impianti sportivi e zone ospedaliere, affinché restino fruibili dai cittadini”, la   conclusione dell&#8217; assessora alla Sicurezza urbana e Polizia locale del Comune di Modena.</p>
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		<item>
		<title>Fer-Ferrovie dell&#8217;Emilia-Romagna, nel secondo trimestre 2026 puntuali 92% dei convogli</title>
		<link>https://sestopotere.com/fer-ferrovie-dellemilia-romagna-nel-secondo-trimestre-2026-puntuali-92-dei-convogli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 13:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 31 luglio 2026 &#8211; Nel secondo trimestre del 2026 la puntualità dei treni in circolazione sulla rete gestita da Fer (Ferrovie dell&#8217;Emilia-Romagna) registra un netto miglioramento. Il 92% dei 17.962 convogli circolanti è infatti giunto a destinazione nei tempi previsti. Si tratta del risultato più alto, per il trimestre di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 31 luglio 2026 &#8211;  Nel secondo trimestre del 2026 la puntualità dei treni in circolazione sulla rete gestita da Fer (Ferrovie dell&#8217;Emilia-Romagna) registra un netto miglioramento. Il 92% dei 17.962 convogli circolanti è infatti giunto a destinazione nei tempi previsti. Si tratta del risultato più alto, per il trimestre di riferimento, registrato dal 2023. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I dati, pubblicati nel report periodico curato dal gestore dell&#8217;infrastruttura (responsabile del contratto di servizio con l&#8217;impresa Trenitalia Tper), mostrano un trend positivo in tutte le fasce orarie rispetto ai primi tre mesi dell&#8217;anno. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Significativo il risultato registrato nella fascia pendolari 6.00-9.00, utilizzata da studenti e lavoratori, dove la puntualità si è attestata al 91,8%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda i treni giunti in ritardo l&#8217;82,9% ha accumulato un ritardo contenuto tra i sei e i 15 minuti, mentre soltanto il 3,5% dei convogli ritardatari ha superato i 30 minuti di attesa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il miglioramento si distribuisce in modo omogeneo sull&#8217;intera rete regionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La linea più virtuosa si conferma la Sassuolo Radici-Reggio Emilia (97,3%), seguita dalla Bologna-Portomaggiore (97,2%) e dalla Modena-Sassuolo Terminal (95,8%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"> In ripresa anche la Suzzara-Ferrara, che sale all&#8217;89,6%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Permangono invece alcune criticità sulla Casalecchio-Vignola (87,2%), penalizzata da problemi infrastrutturali, di servizio e dai nodi di ingresso e uscita a Bologna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In coda la Ferrara-Codigoro (73,6%), il cui monitoraggio si è interrotto lo scorso 14 giugno a causa della sospensione della circolazione per i lavori di elettrificazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto Fer, con 364 chilometri di rete regionale in concessione, stazioni e impianti di carico/scarico merci, si conferma dal 2012 il secondo gestore Infrastruttura in Italia per estensione.</p>
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		<item>
		<title>Modena, due indagati per reati tributari. Finanza confisca disponibilità patrimoniali per 300.000 euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:53:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 30 luglio 2026 &#8211; Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Modena hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Modena, su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di denaro e [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 30 luglio 2026 &#8211; Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Modena hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Modena, su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di denaro e disponibilità patrimoniali, per un importo complessivo di circa 300.000 euro, nei confronti di due indagati per i reati tributari di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e occultamento o distruzione di documenti contabili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A ciò si aggiunge anche l’esecuzione di una misura interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese per la durata di 8 mesi a carico dei medesimi due indagati per il reato di abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività d’indagine, delegata alla Compagnia di Sassuolo, ha riguardato una ditta individuale gestita da due coniugi, operante nel settore delle sale giochi (sala slot e VLT). Le investigazioni, scaturite da un controllo antiriciclaggio, hanno disvelato una attività abusiva di servizi di pagamento, fondata sul sistema del c.d. “card to cash” (“carta a contante”), sulla base del quale gli indagati, ponendosi abusivamente come operatori di servizio di pagamento, fornivano denaro contante al cliente interessato a fronte del rispettivo addebito sulla carta di debito (mediante l’utilizzo di un dispositivo POS) pari all’importo richiesto. L’operatività in questione consentiva ai vari frequentatori della sala slot di continuare a giocare senza interruzioni, costituendo un incentivo dei fenomeni di ludopatia con indebito incremento dei volumi di gioco che favorivano i guadagni del gestore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> I titolari della sala slot, privi di qualsivoglia autorizzazione da parte delle Autorità finanziarie (Banca d’Italia e Organismo agenti e mediatori), sono indagati, altresì, per esercizio abusivo dell’attività di servizi di pagamento ai sensi dell’art. 131ter del vigente Testo Unico Bancario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’esito del controllo amministrativo, i Finanzieri hanno altresì rilevato sistematiche violazioni alla normativa antiriciclaggio  per le quali il gestore è stato segnalato alla Ragioneria Territoriale dello Stato di Bologna ai fini dell’irrogazione di una sanzione amministrativa prevista dalla normativa vigente da un minimo di 2.000 euro ad un massimo di 20.000 euro. Dai riscontri effettuati, inoltre, la Guardia di Finanza ha rilevato 17 violazioni all’ordinanza del Comune di Sassuolo in materia di fascia oraria di funzionamento degli apparecchi slot e VLT.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le successive indagini di polizia giudiziaria hanno consentito, tra l’altro, di individuare un sistema di frode fiscale utilizzato dai gestori della sala slot in grado di generare, grazie all’utilizzo strumentale di fatture per operazioni inesistenti nelle relative dichiarazioni fiscali, elementi passivi fittizi, conseguendo ad un’evasione fiscale di imposta complessiva pari a 226.314 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In esecuzione del decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Modena, sono stati sequestrati disponibilità finanziarie, denaro contante, monili, altri beni di valore ed un’autovettura per un ammontare complessivo quantificato in oltre 220.000 euro.</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="477" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/finanza-modena.jpg" alt="" class="wp-image-311306" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/finanza-modena.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/finanza-modena-300x239.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/07/finanza-modena-528x420.jpg 528w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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		<title>Finanza scopre frode fiscale internazionale da 1,5 miliardi di euro. 204 società coinvolte e 190 denunciati, anche in Emilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:45:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Savona &#8211; 30 luglio 2026 &#8211; Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, nell’ambito delle proprie attribuzioni istituzionali, tese all’individuazione e alla repressione delle più gravi fenomenologie di frode fiscale, hanno dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica di Savona, a decreti di sequestro preventivo, anche per equivalente, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Savona &#8211; 30 luglio 2026 &#8211; Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, nell’ambito delle proprie attribuzioni istituzionali, tese all’individuazione e alla repressione delle più gravi fenomenologie di frode fiscale, hanno dato esecuzione, su delega della Procura della Repubblica di Savona, a decreti di sequestro preventivo, anche per equivalente, emessi dal G.I.P. presso il locale Tribunale, nei confronti di   22 imprenditori, in prevalenza di origine cinese, attivi nel settore dell’abbigliamento all’ingrosso e al dettaglio e operanti in 14 regioni italiane,<strong> anche in Emilia-Romagna</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività di polizia economico-finanziaria in parola sono scaturite da una verifica fiscale nei confronti di un centro estetico di Albenga (SV), gestito da un individuo di origine sinica, il quale, pur del tutto privo di magazzino, dipendenti, capacità manageriali ed economiche, aveva emesso fatture per la vendita di abbigliamento all’ingrosso a 204 società operanti in tutta Italia e anche all’estero per un ammontare di circa 20 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seguito della verifica, l’imprenditore è stato segnalato alla locale Procura della Repubblica per emissione di fatture per operazioni inesistenti e distruzione e occultamento della contabilità  , così come sono state denunciate 192 persone fisiche, risultate, all’esito delle indagini esperite, beneficiarie delle false fatture emesse, successivamente confluite nelle rispettive dichiarazioni dei redditi ovvero nelle dichiarazioni delle società a loro riconducibili, in qualità di utilizzatori di fatture per operazioni inesistenti .</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso delle indagini di polizia giudiziaria, dirette dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona, sono state svolte nei confronti dei principali utilizzatori delle fatture attività di acquisizione documentale, di analisi dei conti, di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche e di interrogatorio sono emersi elementi che hanno consentito di ipotizzare che numerose imprese, attive nel settore del commercio di abbigliamento e bigiotteria all’ingrosso e al dettaglio, annotassero nelle rispettive contabilità numerose fatture per operazioni inesistenti emesse non soltanto dal soggetto albenganese, ma anche da numerosi altri soggetti emittenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le fatture attestanti cessioni di beni, in particolare, presentavano un oggetto del tutto vago e generico, quale ad esempio “Shoes”/“Bijoux”/“Jeans”, senza indicare quantità, prezzo e modello del bene ceduto; le fatture relative a prestazioni di servizi (massaggi/trattamenti per il corpo ecc.) presentavano aspetti critici sia per gli importi dichiarati sia in quanto rivolte a persone giuridiche esercenti attività di commercio all’ingrosso ovvero al dettaglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo l’ipotesi d’accusa gli apparenti cessionari dei beni – tramite la annotazione nella propria contabilità delle fatture per operazioni inesistenti emesse dalla medesima – avrebbero ottenuto cospicui ed illeciti vantaggi sia dal punto di vista fiscale – attraverso la deduzione del costo e la detrazione dell’IVA indicata in fattura – sia commerciale, attraverso la possibilità di perfezionare acquisti dal reale fornitore, totalmente “in nero” e per importi di assoluta convenienza, e quindi di rivendere (spesso anche a soggetti estranei alla frode) a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato con ovvi e ulteriori effetti distorsivi della concorrenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Le imprese e società oggetto di sequestro preventivo da parte dell’Autorità Giudiziaria, in quanto seriali utilizzatrici di fatture per operazioni inesistenti, sono state in grado di movimentare, negli anni dal 2017 al 2025, volumi d’affari pari a circa<strong> 700 milioni di euro</strong>. Complessivamente, le somme movimentate dalle società segnalate sono state pari a circa <strong>un miliardo e mezzo di euro</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel medesimo contesto, sono state condotte numerose e mirate ispezioni fiscali nei confronti di soggetti economici, sedenti nel Lazio, in Lombardia, in Piemonte e in Toscana, risultati tra i principali utilizzatori delle fatture per operazioni inesistenti rilevate; le attività ispettive, condotte in deroga rispetto agli ordinari criteri di competenza amministrativo-tributaria, hanno permesso di contestare, allo stato delle indagini, basi imponibili evase, ai fini delle imposte dirette e dell’I.V.A. per circa 116 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione di servizio ha consentito, inoltre, di rilevare come sovente le aziende investigate fossero intestate a soggetti “prestanome”, che non parlavano la lingua italiana e non avevano né alcuna cognizione d’impresa né disponibilità economiche per gestire società di medie dimensioni e, in qualche caso, dimoravano addirittura all’interno dei capannoni delle società.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Fondamentali sono state le indagini finanziarie delegate dall’Autorità Giudiziaria e le interlocuzioni con clienti e fornitori delle imprese che hanno consentito di individuare quali fossero i reali amministratori, soggetti talvolta formalmente dipendenti delle imprese o, in altri casi, del tutto estranei alle stesse, ma con la piena titolarità dei conti correnti societari, un’ottima comprensione della lingua italiana, delle vicende aziendali e titolari di rilevantissimi beni mobili e immobili a loro intestati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emblematici i casi di un quarantenne cinese, residente in Milano e titolare di una decina di società, sui cui conti correnti sono stati rinvenuti circa 6 milioni di euro e di un’impresa, intestata a una sessantenne cinese non più presente sul territorio italiano dal 2022, i cui autoveicoli di lusso, a marchio Audi e Tesla, venivano utilizzati quotidianamente da un nucleo familiare sinico formalmente del tutto estraneo all’azienda o, ancora, quello di due catene di supermercati e “mercatoni”, rispettivamente, nelle Marche e i<strong>n Emilia Romagna</strong>, formalmente amministrate da un diciannovenne pachistano e da una cinquantenne di Casalnuovo di Napoli (NA), entrambi nullatenenti e privi di abilità manageriali, ma i cui conti correnti erano gestiti da un soggetto cinese, cinquantenne, il quale, pur non avendo mai dichiarato redditi in Italia, era proprietario di immobili e autoveicoli di lusso del valore di oltre 3 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla base degli elementi raccolti il GIP, su richiesta della Procura della Repubblica di Savona, ha ritenuto sussistenti gli indizi di reato di emissione ed utilizzazione di false fatture nei confronti dei soggetti considerati amministratori di fatto, veri utilizzatori delle fatture per operazioni inesistenti emesse, ed ha emesso sequestri preventivi, anche per equivalente, eseguiti dalla Guardia di Finanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> I sequestri hanno avuto per oggetto disponibilità finanziarie liquide, azioni, quote sociali, fondi comuni e polizze assicurative per oltre un milione di euro, su preziosi, gioielli, borse e orologi di lusso a marchio Patek Philippe, Van Cleef e Arpels, Hermès, Chanel, Delvaux, Gucci e Prada del valore, stimato da qualificati periti, in circa 500 mila euro, su 8 immobili di lusso, tra i quali un appartamento nel noto complesso milanese del “Bosco verticale”, una villa di 21 vani dotata di piscina, sauna e centro bellezza nel comune di Guidonia Montecelio (RM), un attico con piscina nel quartiere romano dell’Eur, un appartamento di pregio di 7 vani nel quartiere romano di Monte Sacro, un appartamento di dieci vani in Prato, un appartamento a Milano in quartiere Loreto, un villino a Vigevano (PV) e <strong>un appartamento di otto vani in Reggio Emilia</strong>, per un valore che, allo stato, è quantificabile in oltre 7 milioni di euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali sequestri hanno trovato conferma a seguito delle impugnazioni proposte dagli indagati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine delle attività di indagine, acquisito il previsto nulla osta dell’Autorità Giudiziaria, sono state segnalate agli Uffici competenti dell’Agenzia delle Entrate e, da questi ultimi, <strong>cessate, d’ufficio,</strong>  <strong> 105 partite I.V.A.</strong> emerse nel contesto della frode e caratterizzate da plurime irregolarità amministrativo-tributarie, in numerosi casi vere e proprie società “apri e chiudi”, intestate a soggetti prestanome, gravate da ingenti debiti da riscossione, prive di magazzino e beni e il cui unico scopo era l’emissione, dietro compenso, di fatture false. In tal modo, è stato scongiurato ogni ulteriore, possibile utilizzo illecito delle partite IVA in argomento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>
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		<title>Maxioperazione dei carabinieri del Nas di Parma: sequestrate 9 tonnellate di salumi privi di rintracciabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:30:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Parma &#8211; 30 luglio 2026 &#8211; Nell&#8217;ambito dell&#8217;attività di vigilanza finalizzata alla tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare, i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) di Parma hanno recentemente effettuato un&#8217;ispezione presso uno stabilimento di lavorazione di prodotti a base di carne, situato a Modena. Nel corso del controllo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Parma &#8211; 30 luglio 2026 &#8211; Nell&#8217;ambito dell&#8217;attività di vigilanza finalizzata alla tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare, i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) di Parma hanno recentemente effettuato un&#8217;ispezione presso uno stabilimento di lavorazione di prodotti a base di carne, situato a Modena. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso del controllo sono state riscontrate numerose irregolarità di natura igienico-sanitaria e amministrativa. In particolare, i militari hanno proceduto al sequestro amministrativo di circa 8.100 kg di salumi di varia tipologia, tra cui prosciutti crudi e cotti, mortadella, arrosti e roast beef, per un valore commerciale stimato in circa 80.000 euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I prodotti sequestrati risultavano, in parte, stoccati all&#8217;interno dell’attività privi delle necessarie indicazioni per garantirne la rintracciabilità e, in parte, recanti un Termine Minimo di Conservazione (T.M.C.) ormai decorso, oltre ad essere conservati in promiscuità con prodotti conformi, in violazione delle disposizioni previste dalla normativa vigente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ispezione ha inoltre evidenziato diffuse carenze igienico-sanitarie all&#8217;interno dello stabilimento, caratterizzate dalla presenza di sporcizia vetusta nelle aree di lavorazione e di stoccaggio, nelle celle frigorifere e sulle infrastrutture, risultate bisognose di manutenzione e di adeguati interventi di pulizia. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulteriori irregolarità hanno riguardato la non corretta gestione delle lavorazioni dei prosciutti crudi, mantenuti fuori dalle celle frigorifere per periodi prolungati, nonché lo stoccaggio dei sottoprodotti di origine animale in contenitori anonimi e privi della prevista identificazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I carabinieri del N.A.S. hanno inoltre accertato l&#8217;omessa attuazione delle procedure di autocontrollo previste dal piano HACCP in relazione al monitoraggio degli infestanti, rilevando la presenza di insetti striscianti sulla pavimentazione dello stabilimento. Al legale rappresentante dell&#8217;azienda sono state contestate violazioni amministrative che comportano sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di 19.000 euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attività si inserisce nell&#8217;ambito dei costanti controlli svolti dall&#8217;Arma dei Carabinieri, attraverso i N.A.S., a tutela della sicurezza della filiera agroalimentare, con l&#8217;obiettivo di garantire ai consumatori il rispetto degli standard igienico-sanitari e della normativa in materia di sicurezza degli alimenti.</p>
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		<title>Sicurezza, tutti gli interventi di Fer sulle stazioni ferroviarie dell&#8217;Emilia-Romagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:46:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 29 luglio 2026 &#8211; Parallelamente al Piano della sicurezza dentro e fuori le stazioni destinato ai Comuni capoluogo dell&#8217;Emilia-Romagna, Fer (Ferrovie Emilia-Romagna) realizzerà un programma pluriennale di interventi sulle stazioni e sulle fermate della rete ferroviaria regionale, finanziato con oltre 4 milioni di euro nel prossimo triennio. Le risorse saranno [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 29 luglio 2026 &#8211; Parallelamente al<strong><em><a href="https://sestopotere.com/sicurezza-e-stazioni-ferroviarie-da-regione-20-milioni-di-euro-ai-comuni-capoluogo-per-riqualificare-il-dentro-e-fuori/" data-type="link" data-id="https://sestopotere.com/sicurezza-e-stazioni-ferroviarie-da-regione-20-milioni-di-euro-ai-comuni-capoluogo-per-riqualificare-il-dentro-e-fuori/"> Piano della sicurezza dentro e fuori le stazioni destinato ai Comuni capoluogo dell&#8217;Emilia-Romagna</a></em></strong>, Fer (Ferrovie Emilia-Romagna) realizzerà un programma pluriennale di interventi sulle stazioni e sulle fermate della rete ferroviaria regionale, finanziato con oltre 4 milioni di euro nel prossimo triennio. Le risorse saranno destinate a interventi di sicurezza, manutenzione straordinaria, accessibilità, decoro e riqualificazione delle infrastrutture ferroviarie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi principali figura il progetto &#8220;Stazioni sicure&#8221;, che prevede il potenziamento dell&#8217;illuminazione, sistemi di videosorveglianza intelligente, il controllo degli accessi ai locali ferroviari e alle sale d&#8217;attesa, la protezione delle aree sensibili e nuovi sistemi di comunicazione per le emergenze, dai totem Sos ai collegamento diretto con una control room dedicata.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">In prospettiva il sistema sarà completato da una piattaforma tecnologica integrata con una dashboard basata sull&#8217;intelligenza arficiale, applicazioni dedicate alle guardie giurate e strumenti che consentiranno ai viaggiatori di segnalare in tempo reale situazioni di emergenza, trasmettendo anche posizione e contenuti multimediali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> L&#8217;obiettivo è passare da un modello di controllo passivo a una gestione attiva, predittiva e proattiva della sicurezza, integrando tecnologia e presidio umano, prevedendo anche il restyling dei fabbrica. delle stazioni e delle aree per.nenziali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La prossima programmazione interessa numerose località della rete ferroviaria regionale. Sono previsti interventi a Budrio (Bo); alla fermata di Casalecchio Palasport (Bo); a Bazzano (Bo); a Savignano Mulino (Mo); a Savignano Comune (Mo); a Casalecchio Garibaldi (Bo); a Guastalla (Re); nelle stazioni di Chiozzola (Pr), Gualtieri (Re), Luzzara (Re), Pieve Saliceto (Re), Codisotto (Re) e Sorbolo (Pr); a Brescello (Re) e Boretto (Re). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Completano il programma l&#8217;adeguamento della segnaletica nelle stazioni e fermate della rete Fer e per il rinnovo degli impianti di illuminazione, con i primi interventi concentrati sulla linea Suzzara-Ferrara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È inoltre in corso di approvazione il Protocollo d’Intesa per un percorso condiviso tra Regione Emilia-Romagna, Comune di Sassuolo, Fer e Amo per ripensare il ruolo delle stazioni ferroviarie di Sassuolo, oggi considerate un punto di riferimento del Distretto Ceramico.</p>
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		<title>Sicurezza e Stazioni Ferroviarie, da Regione 20 milioni di euro ai Comuni capoluogo per riqualificare il dentro e fuori</title>
		<link>https://sestopotere.com/sicurezza-e-stazioni-ferroviarie-da-regione-20-milioni-di-euro-ai-comuni-capoluogo-per-riqualificare-il-dentro-e-fuori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 14:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 29 luglio 2026 &#8211; Bologna – Sono le porte di accesso alle città. Luoghi di passaggio, ma anche spazi in cui si concentrano servizi, relazioni e vita urbana. Le aree delle stazioni ferroviarie sono molto più che infrastrutture per la mobilità: rappresentano uno dei principali luoghi pubblici, dove si intrecciano trasporti, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 29 luglio 2026 &#8211; Bologna – Sono le <strong>porte di accesso alle città</strong>. Luoghi di passaggio, ma anche spazi in cui si concentrano servizi, relazioni e vita urbana. Le aree delle stazioni ferroviarie sono molto più che infrastrutture per la mobilità: rappresentano uno dei principali luoghi pubblici, dove si intrecciano trasporti, commercio e vita quotidiana. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È da qui che prende avvio il <strong>nuovo Piano della Regione Emilia-Romagna</strong>, che individua nella loro <strong>riqualificazione</strong> il punto di partenza di una strategia più ampia per <strong>rafforzare la sicurezza delle città</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una strategia sostenuta, in questo primo passo, da <strong>20 milioni di euro di risorse regionali</strong> destinati ai <strong>Comuni capoluogo</strong> (<strong>Bologna</strong>, <strong>Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio nell&#8217;Emilia e Rimini</strong>) per realizzare interventi migliorativi dentro e fuori gli scali ferroviariper rafforzarne <strong>sicurezza</strong>, <strong>vivibilità</strong>, <strong>accessibilità</strong> e <strong>integrazione con il tessuto urbano</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Favorendo l&#8217;insediamento di <strong>servizi</strong>, anche pubblici, <strong>attività economiche</strong>, <strong>culturali</strong> e <strong>sociali</strong>, la riqualificazione dei percorsi pedonali, il potenziamento dell&#8217;illuminazione e della <strong>videosorveglianza</strong>, il recupero degli immobili inutilizzati per nuove funzioni di interesse pubblico e il <strong>presidio del territorio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piano&nbsp;è affiancato dagli interventi già programmati da&nbsp;<strong>Fer – Ferrovie Emilia-Romagna</strong>&nbsp;sulle stazioni e sulle fermate della rete ferroviaria regionale:&nbsp;<strong>oltre 4 milioni di euro di risorse regionali</strong>, distribuiti tra il 2026 e il 2028, destinati alla manutenzione straordinaria, al decoro, all&#8217;accessibilità e al potenziamento della sicurezza, anche attraverso il&nbsp;<strong>programma &#8220;Stazioni Sicure&#8221;</strong>, che prevede nuovi sistemi di illuminazione, videosorveglianza intelligente e tecnologie per la gestione della sicurezza. Interventi che completano la strategia regionale, affiancando alla riqualificazione urbana delle aree esterne il miglioramento delle infrastrutture ferroviarie e dei sistemi tecnologici dedicati alla sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A presentare il nuovo Piano, il presidente della Regione Emilia-Romagna, <strong>Michele de Pascale</strong>, e l&#8217;assessora regionale a Mobilità e Trasporti, <strong>Irene Priolo</strong>. Presenti la sottosegretaria alla Presidenza, <strong>Manuela Rontini</strong>, sindache e sindaci dei Comuni capoluogo (<em>nella foto in alto</em>).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" width="600" height="399" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/02/polfer-bologna.jpg" alt="" class="wp-image-211483" style="aspect-ratio:1.503818288623458;width:531px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/02/polfer-bologna.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/02/polfer-bologna-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La sicurezza è uno dei diritti fondamentali delle persone e richiede un approccio integrato, che affianchi al controllo del territorio interventi sulla qualità dello spazio pubblico e sulla rigenerazione urbana- afferma il presidente della Regione,&nbsp;<strong>Michele de Pascale</strong>-. Per questo abbiamo scelto di partire dalle stazioni ferroviarie nelle città più grandi dell’Emilia-Romagna, luoghi attraversati ogni giorno da migliaia di cittadine e cittadini e vere porte di accesso ai nostri capoluoghi. Dobbiamo affrontare il tema della sicurezza in modo organico, mettendo insieme il lavoro delle Forze dell&#8217;ordine, la riqualificazione urbana, la qualità dei servizi ferroviari e gli investimenti sulle stazioni. Con questo Piano sosteniamo i Comuni nella realizzazione di interventi necessari a rendere questi spazi ancora più accessibili, vivi e sicuri, rafforzando la presenza di servizi, attività economiche, culturali e sociali e favorendo una maggiore frequentazione da parte delle persone. Perché città più curate, vissute e accessibili sono anche città più sicure”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A questo investimento si affianca il lavoro già avviato da Fer sulle stazioni e sulle fermate della rete ferroviaria regionale, con un programma pluriennale di manutenzione, accessibilità, decoro e innovazione tecnologica che consentirà di intervenire concretamente anche sulle infrastrutture ferroviarie- aggiunge l&#8217;assessora regionale a Mobilità e Trasporti,&nbsp;<strong>Irene Priolo</strong>-. Vogliamo restituire alle stazioni il ruolo che meritano: essere il primo volto delle nostre città, luoghi accoglienti, inclusivi e funzionali, capaci di migliorare la qualità della vita dei quartieri e di rendere il trasporto pubblico una scelta sempre più semplice, sicura e attrattiva per tutte e tutti”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nuovo Piano regionale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Venti milioni di euro per sostenere i Comuni capoluogo nella realizzazione di interventi integrati di riqualificazione delle aree delle stazioni ferroviarie, attraverso progetti capaci di tenere insieme sicurezza urbana, rigenerazione dello spazio pubblico e mobilità. Le risorse finanzieranno progetti per&nbsp;<strong>migliorare la qualità e accessibilità degli spazi pubblici</strong>, dalla riqualificazione di piazze, percorsi pedonali, fermate del trasporto pubblico, aree verdi e spazi di sosta al potenziamento dell&#8217;illuminazione, della visibilità e dell&#8217;accessibilità, fino all&#8217;eliminazione delle&nbsp;<strong>barriere architettoniche&nbsp;</strong>e al recupero di&nbsp;<strong>immobili inutilizzati</strong>&nbsp;da destinare a&nbsp;<strong>servizi</strong>,&nbsp;<strong>attività economiche</strong>,&nbsp;<strong>culturali e sociali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo è rafforzare il ruolo delle aree intorno alle stazioni come spazi vissuti e pienamente integrati con il tessuto urbano, favorendo l&#8217;insediamento di nuove funzioni e una presenza più continua di persone durante tutto l&#8217;arco della giornata, così da migliorarne sicurezza, qualità urbana e attrattività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Piano offre ai&nbsp;<strong>Comuni</strong>&nbsp;un&nbsp;<strong>quadro strategico e operativo</strong>&nbsp;per sviluppare questi interventi insieme agli&nbsp;<strong>operatori ferroviari</strong>, alle&nbsp;<strong>attività economiche</strong>, alle&nbsp;<strong>associazioni</strong>&nbsp;e alle&nbsp;<strong>comunità locali</strong>, integrando gli interventi con gli strumenti regionali di pianificazione e sviluppo già disponibili, a partire dalle&nbsp;<strong>Agende trasformative urbane per lo sviluppo sostenibile (Atuss)</strong>&nbsp;e dalle&nbsp;<strong>leggi regionali sulla rigenerazione e la sicurezza urbana</strong>. L&#8217;obiettivo è favorire&nbsp;<strong>progetti condivisi e coordinati</strong>, capaci di migliorare in modo stabile la qualità delle aree ferroviarie e di rafforzarne il ruolo di porte di accesso alle città, attraverso interventi che tengano insieme sicurezza, sviluppo urbano, mobilità e inclusione sociale.</p>
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		<item>
		<title>Tariffa corrispettiva puntuale gestione dei rifiuti: a Modena aumenti medi attorno al 5% per le utenze domestiche</title>
		<link>https://sestopotere.com/tariffa-corrispettiva-puntuale-gestione-dei-rifiuti-a-modena-aumenti-medi-attorno-al-5-per-le-utenze-domestiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 13:55:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 29 luglio 2026 &#8211; La Giunta comunale di Modena, nella seduta di oggi, mercoledì 29 luglio, ha approvato le nuove tariffe Tcp (la Tariffa Corrispettiva Puntuale per la gestione dei rifiuti) per l’annualità 2026, con aumenti medi attorno al 5% per le utenze domestiche e compresi tra il 3,86 e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Modena &#8211; 29 luglio 2026 &#8211; La Giunta comunale di Modena, nella seduta di oggi, mercoledì 29 luglio, ha approvato le nuove tariffe Tcp (la  Tariffa Corrispettiva Puntuale per la gestione dei rifiuti) per l’annualità 2026, con aumenti medi attorno al 5% per le utenze domestiche e compresi tra il 3,86 e il 5% per le utenze non domestiche a seconda delle categorie economiche di appartenenza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Amministrazione comunale, inoltre, è intervenuta in favore di parrocchie, luoghi di culto, polisportive e associazioni, correggendo i parametri che determinano la loro tariffa e adeguandoli alla tipologia di attività svolta, producendo così una riduzione del -33,6% in confronto al 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Rispetto alle previsioni circolate in queste settimane, ci troviamo di fronte ad incrementi praticamente dimezzati – commenta l’assessore all’Ambiente Vittorio Molinari – Come avevo anticipato anche nell’ultima seduta di Consiglio, infatti, l’aumento dell’8,8% del Piano economico finanziario non si è trasferito tale e quale agli utenti”. Per arrivare al “montante tariffario” su cui viene calcolata la Tariffa, spiega ancora Molinari, “dai 42,8 milioni del Pef vanno infatti detratte e aggiunte diverse componenti, tra cui conguagli, contributi e agevolazioni, come previsto dalla normativa. Si arriva così al montante di circa 40.5 milioni di euro su cui sono state calcolate le tariffe Tcp per il 2026”. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ci tengo inoltre a ricordare – aggiunge l’assessore &#8211; che il cantiere per la revisione della Tariffa corrispettiva puntuale sta andando avanti e, sicuramente, dal 2028 entrerà in vigore un nuovo sistema di tariffazione che terrà conto di parametri diversi e con metriche, come quella dei metri quadri, il cui peso nella composizione della tariffa sarà rivisto in modo che il cittadino arrivi a pagare una cifra più corrispondente al numero effettivo dei suoi conferimenti di rifiuto indifferenziato. Il mio obiettivo però &#8211; conclude Molinari &#8211; è quello di riuscire ad anticipare almeno parte di questi cambiamenti già al 2027”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Entrando nel dettaglio delle casistiche più diffuse tra le utenze domestiche, per un nucleo di una sola persona che vive in 70 metri quadri, la tariffa Tcp 2026 aumenterà di 7,01 euro all&#8217;anno, pari a 0.58 euro al mese. <br>Mentre per due persone in un appartamento di 100 metri quadri, l’aumento sarà di 11,81 euro in più all&#8217;anno ossia 0.98 euro al mese. <br>Nel caso di un nucleo familiare di 3 persone sempre in 100 metri quadri, invece, la Tcp incrementerà di 14.12 euro in più all&#8217;anno, cioè 1,18 euro al mese. <br>Per quanto riguarda le utenze non domestiche, invece, nel 78% dei casi si avranno aumenti tra il 3,86 e il 3,98% e per un altro 19% tra il 4 e il 5%.</p>
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