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	<title>Economia &#8211; Sestopotere</title>
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	<description>Online dal 1999</description>
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	<title>Economia &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Guerra in Iran, Bankitalia: l’inflazione aumenterà al 2,6%. Codacons: In arrivo stangata da 860 euro annui a famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 13:34:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; Gli esperti della Banca d’Italia hanno elaborato le ultime proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026-28. In base allo studio di stima che il PIL dell’Italia aumenti dello 0,5 per cento sia quest’anno sia il prossimo e dello 0,8 per cento nel 2028. L’ attività economica [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 4 aprile 2026 &#8211; Gli esperti della Banca d’Italia hanno  elaborato le ultime proiezioni macroeconomiche per l’Italia nel triennio 2026-28. In base allo studio di stima  che il PIL dell’Italia aumenti dello 0,5 per cento sia quest’anno sia il prossimo e dello 0,8 per cento nel 2028. </p>



<p>L’ attività economica risente soprattutto quest’anno dell’indebolimento della domanda interna, frenata dal repentino rincaro dell’energia, dall’ulteriore aumento dell’incertezza e dal deterioramento della fiducia; essa tornerebbe a rafforzarsi gradualmente nel prossimo biennio.</p>



<p>L’inflazione al consumo aumenterà al 2,6 per cento nel 2026, principalmente per effetto del brusco rialzo dei prezzi delle materie prime, per poi tornare poco al di sotto del 2,0 per cento nel biennio 2027-28.</p>



<p>I consumi risentiranno dell’erosione del reddito reale connessa con la maggiore inflazione e del peggioramento della fiducia, in un contesto di accentuata incertezza; si stima che la crescita della spesa delle famiglie rimanga debole quest’anno e il prossimo, per recuperare vigore nel 2028.</p>



<p>Più nel dettaglio l’incremento dell’inflazione nell’anno in corso è in larga misura riconducibile alla componente energetica, che risente del brusco rialzo delle quotazioni delle materie prime. La trasmissione dei rincari energetici ai salari e ai prezzi degli altri beni e dei servizi è graduale, anche per via della ridotta quota di contratti di lavoro in attesa di rinnovo: al netto delle componenti alimentare ed energetica, l’inflazione aumenta solo leggermente nella media dell’anno in corso, al 2,0 per cento, per riportarsi all’1,8 per cento nel biennio 2027-28.<br>Rispetto alle previsioni pubblicate in dicembre, l’inflazione è rivista al rialzo, in misura più significativa quest’anno.</p>



<p>L’andamento dell’attività economica e dell’inflazione dipenderà in misura cruciale dalla durata del conflitto in Medio Oriente e dalle conseguenze sulla produzione e sui flussi di trasporto delle materie prime.</p>



<p>&#8220;Una inflazione al 2,6% equivarrebbe, a parità di consumi, ad una stangata da +860 euro annui a famiglia&#8221;:  afferma il Codacons, commentando l’allarme lanciato da Bankitalia.</p>



<p>&#8220;Anche la Banca d’Italia conferma le nostre stime secondo cui i rincari dei prodotti energetici rischiano di far balzare al rialzo l’inflazione, con effetti a cascata sui listini al dettaglio di una moltitudine di beni e servizi&#8221;: spiega il Codacons.<br>&#8220;Nello specifico un tasso di inflazione al 2,6% come quello previsto da Bankitalia equivarrebbe ad una maggiore spesa da +860 euro annui per la famiglia “tipo” dell’Istat, conto che salirebbe in media a +1.187 euro annui per un nucleo con due figli. Ma ricadute negative si registrerebbero anche sul fronte dei consumi: un eventuale balzo dell’inflazione e un rincaro generalizzato di prezzi e tariffe spingerebbe le famiglie a contrarre la spesa, con danni enormi per l’economia nazionale&#8221;: conclude il Codacons.</p>
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		<title>Guerra in Iran, Codacons: in autostrada il gasolio costa 2,137 euro al litro e la benzina 1,822 euro. Il gasolio supera 2,1 euro al litro in 9 regioni</title>
		<link>https://sestopotere.com/guerra-in-iran-codacons-in-autostrada-il-gasolio-costa-2137-euro-al-litro-e-la-benzina-1822-euro-il-gasolio-supera-21-euro-al-litro-in-9-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 09:45:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 3 aprile 2026 &#8211; Con la nuova ondata di rialzi registrati oggi lungo la rete, il prezzo medio del gasolio torna a superare la soglia psicologica di 2,1 euro al litro in ben 9 regioni italiane. Lo afferma il Codacons, che come ogni giorno rielabora i dati forniti dal Mimit. [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 3 aprile 2026 &#8211; Con la nuova ondata di rialzi registrati oggi lungo la rete, il prezzo medio del gasolio torna a superare la soglia psicologica di 2,1 euro al litro in ben 9 regioni italiane. <br>Lo afferma il Codacons, che come ogni giorno rielabora i dati forniti dal Mimit.</p>



<p>I listini più elevati si registrano a Bolzano, dove il diesel al self costa 2,134 euro al litro, seguita da Calabria (2,116 euro/litro), Friuli Venezia Giulia (2,113 euro al litro), Liguria e Lombardia (2,108 euro/litro), Puglia e Valle d’Aosta (2,104 euro/litro), Basilicata (2,102 euro/litro), Piemonte (2,100 euro/litro): rileva il Codacons.</p>



<p>In autostrada il gasolio costa invece oggi 2,137 euro al litro, la benzina 1,822 euro/litro.</p>



<p>A questi livelli dei listini, come purtroppo previsto dal Codacons nei giorni scorsi, l’effetto dello sconto sulle accise disposto dal governo è stato totalmente annullato dai rincari alla pompa, con i prezzi del gasolio che sono oramai tornati ai valori precedenti la misura fiscale: denuncia l’associazione che, per tale motivo, si aspetta oggi dal governo non solo una proroga al taglio alle accise, ma anche un potenziamento dello sconto fiscale per riportare i prezzi del gasolio a livelli accettabili.</p>



<p>E in mattinata consiglio dei ministri ha approvato uno schema di decreto legge con disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, nonché in favore delle imprese, che prorogia il taglio delle accise fino al 1° maggio ed estende alle aziende agricole il taglio delle imposte già adottato per il settore pesca.</p>



<p>A questo provvedimento replica il Codacons che commenta così: &#8220;La proroga del taglio alle accise deciso oggi dal governo non è sufficiente a riportare i listini dei carburanti a livelli accettabili&#8221;. </p>



<p>A causa dei continui rincari alla pompa il prezzo del gasolio, e nonostante la riduzione delle accise disposta dal governo lo scorso 18 marzo, è tornato ai livelli precedenti la misura fiscale, e alla data odierna supera quota 2,1 euro al litro in ben 9 regioni italiane – spiega l’associazione.</p>



<p>   </p>



<p><a href="https://codacons.it/carburanti-prezzo-medio-gasolio-torna-a-superare-21-euro-al-litro-in-9-regioni-italiane/#"> </a></p>
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		<item>
		<title>Lavoro e sanità, sindacato Nursing Up: «Mancano oltre 20mila infermieri di famiglia in tutta Italia»</title>
		<link>https://sestopotere.com/lavoro-e-sanita-sindacato-nursing-up-mancano-oltre-20mila-infermieri-di-famiglia-in-tutta-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 14:20:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 2 aprile 2026 -– &#8220;La riforma della sanità territoriale rischia di finire su un binario morto prima ancora di arrivare a destinazione&#8221;. A pochi mesi dalla scadenza del PNRR, Nursing Up (Associazione Nazionale Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica autonomo di categoria) denuncia quello che definisce &#8220;il corto circuito della Missione [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 2 aprile 2026 -– &#8220;La riforma della sanità territoriale rischia di finire su un binario morto prima ancora di arrivare a destinazione&#8221;. A pochi mesi dalla scadenza del PNRR, Nursing Up (Associazione Nazionale Sindacato Professionisti Sanitari della Funzione Infermieristica autonomo di categoria)  denuncia quello che definisce &#8220;il corto circuito della <strong>Missione 6</strong> con oltre <strong>20mila infermieri mancanti</strong> all&#8217;appello&#8221; per rendere operative le nuove strutture, in un Paese che già soffre una carenza strutturale di 175mila professionisti rispetto agli standard europei.</p>



<p><em>«Siamo di fronte a un paradosso pericoloso»</em>, dichiara&nbsp;<strong>Antonio De Palma, Presidente Nazionale di Nursing Up</strong>.&nbsp;<em>«Stiamo correndo per completare i cantieri, ma la verità è che non abbiamo il personale per farli funzionare. Inaugurare Case e Ospedali di Comunità senza infermieri di famiglia significa consegnare ai cittadini dei gusci vuoti. Non si cura la gente con il cemento e i rendering, servono professionisti in carne e ossa»</em>.</p>



<p>I dati Agenas confermano lo sbandamento: oltre il 70% degli Ospedali di Comunità attivi è concentrato al Nord, mentre il Mezzogiorno – con la Campania in testa – resta impantanato in una rete frammentata e con livelli di operatività minimi. Anche dove le strutture esistono, <strong><em><a href="https://sestopotere.com/sanita-territoriale-case-della-comunita-a-regime-solo-66-su-1-715-in-italia-rapporto-gimbe/" data-type="link" data-id="https://sestopotere.com/sanita-territoriale-case-della-comunita-a-regime-solo-66-su-1-715-in-italia-rapporto-gimbe/">le ultime rilevazioni della Fondazione Gimbe di Bologna evidenziano servizi multidisciplinari spesso incompleti o puramente formali.</a></em></strong></p>



<p>Il fabbisogno stimato è raddoppiato rispetto alle previsioni della Legge 77/2020. Il problema non è solo la formazione, ma la capacità di&nbsp;<strong>trattenere il talento</strong>: tra turni massacranti e stipendi non competitivi, gli infermieri scelgono la libera professione o l’estero.</p>



<p><em>«Il sistema sta espellendo le sue eccellenze»</em>, avverte De Palma.&nbsp;<em>«Senza un piano per rendere di nuovo attrattiva la professione, il PNRR si trasformerà nel più grande spreco di risorse della storia recente»</em>.</p>



<p>Per evitare il default della Missione Salute, Nursing Up indica una strada immediata: lo&nbsp;<strong>sblocco del vincolo di esclusività</strong>&nbsp;per infermieri e ostetriche.</p>



<p><em>«È l&#8217;unica leva concreta per recuperare subito forza lavoro oggi dispersa e rafforzare l&#8217;assistenza sul territorio senza attendere i tempi biblici dei concorsi o della formazione universitaria»</em>, spiega il Presidente. <em>«Serve un elettroshock agli organici e alle condizioni di lavoro»</em>, conclude De Palma. <em>«Il rischio concreto è arrivare al 31 dicembre 2026 con una sanità sulla carta modernissima, ma nei fatti paralizzata. Senza personale, la riforma non decolla: resta ferma su quel binario morto che condanna i pazienti, specialmente i più fragili e gli anziani, all&#8217;abbandono»</em>.</p>
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		<item>
		<title>Cooperazione Banca d’Italia e Guardia di Finanza per scambio informativo per la protezione dalle minacce cyber</title>
		<link>https://sestopotere.com/cooperazione-banca-ditalia-e-guardia-di-finanza-per-scambio-informativo-per-la-protezione-dalle-minacce-cyber/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 aprile 2026 &#8211; La Banca d’Italia e la Guardia di Finanza hanno siglato un accordo di collaborazione in materia di cybersicurezza che mira a rafforzare l’efficacia delle azioni di prevenzione e protezione dagli attacchi informatici, valorizzando le competenze e le capacità delle due istituzioni.L’accordo – sottoscritto dal Direttore Generale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 aprile 2026 &#8211; La Banca d’Italia e la Guardia di Finanza hanno siglato un accordo di collaborazione in materia di cybersicurezza che mira a rafforzare l’efficacia delle azioni di prevenzione e protezione dagli attacchi informatici, valorizzando le competenze e le capacità delle due istituzioni.<br>L’accordo – sottoscritto dal Direttore Generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, e dal Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza, Gen. D. Giuseppe Arbore – prevede lo scambio di informazioni finalizzate a prevenire e contrastare incidenti informatici che riguardano gli ambiti di interesse delle rispettive Istituzioni, anche attraverso la definizione di campagne di sensibilizzazione sulle tematiche di cybersecurity.<br>L’intesa prevede, inoltre, la condivisione di report informativi relativi a tecniche, tattiche e procedure di attacco o tecnologie di prevenzione e protezione dalle minacce cyber. <br>È altresì prevista la partecipazione di rappresentanti di ciascuna Istituzione alle attività formative e agli eventi di reciproco interesse, finalizzati allo sviluppo di competenze specialistiche in materia di evoluzione dei rischi informatici e delle connesse attività di prevenzione e contrasto</p>
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		<item>
		<title>Made in Italy, Agri&#038;FoodTech, nel 2025 investimenti in startup 120 milioni: presentato Rapporto Federalimentare </title>
		<link>https://sestopotere.com/made-in-italy-agrifoodtech-nel-2025-investimenti-in-startup-120-milioni-presentato-rapporto-federalimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 14:51:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 31 marzo 2026 &#8211; La startup economy nell&#8217;Agri&#38;FoodTech è un ecosistema in evoluzione su cui è fondamentale investire. Questo è il dato principale emerso dal Rapporto 2026 &#8216;La Trasformazione tecnologica dell&#8217;agroalimentare Made in Italy: il contributo delle startup e la sfida dell&#8217;intelligenza artificiale&#8216; promosso da Federalimentare e presentato alla Camera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 31 marzo 2026 &#8211; La startup economy nell&#8217;Agri&amp;FoodTech è un ecosistema in evoluzione su cui è fondamentale investire. Questo è il dato principale emerso dal Rapporto 2026 &#8216;<em>La Trasformazione tecnologica dell&#8217;agroalimentare Made in Italy: il contributo delle startup e la sfida dell&#8217;intelligenza artificiale</em>&#8216; promosso da Federalimentare e presentato alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, sostenuto da Confagricoltura e realizzato dal Centro di Ricerca Luiss-X.ITE, con la collaborazione degli esperti di Linfa AgriFoodTech Fund. </p>



<p>Il Rapporto 2026 ha evidenziato come il settore, pur presentando <strong>segnali di rafforzamento </strong>rispetto al 2025, necessita ancora di un importante sforzo per consolidare e potenziare la leadership italiana in quest&#8217;era di forti cambiamenti. Il comparto, sottolinea il Rapporto 2026, richiede uno sforzo immediato e rilevante per accelerare la trasformazione tecnologica in capacità industriale, elaborando nuovi modelli di investimento idonei a coinvolgere tutti gli attori del settore, a cominciare dalle imprese, grandi, medie e piccole. </p>



<p>Uno sforzo che deve indirizzarsi anche verso la sfida dell&#8217;intelligenza artificiale: fattore abilitante della trasformazione tecnologica per tutte le imprese.</p>



<p> Se l&#8217;edizione 2025 del Rapporto aveva evidenziato un ecosistema dell&#8217;innovazione guidato dalle startup AgriFoodTech effervescente, ma ancora molto sottodimensionato rispetto ai benchmark europei, nel 2026 si registra uno sviluppo e una<strong> riduzione del gap con Germania, Francia e Spagna</strong>. Gli investimenti sulle startup hanno superato i 120 milioni di euro (122 milioni di euro e +18% nel 2025 rispetto al 2024).</p>



<p> È cresciuto anche il numero delle startup AgriFoodTech operanti in Italia lungo tutta la filiera &#8216;dal campo alla tavola&#8217;: sono 571 quelle attive mappate nel Rapporto 2026, erano 550 quelle mappate nel Rapporto 2025. Nell&#8217;ecosistema operano, inoltre, 20 centri di ricerca e 15 fra fondi specializzati, incubatori e acceleratori. Numeri destinati ad aumentare significativamente se si considera che il valore di tutta la filiera agroalimentare &#8211; &#8216;from farm to fork&#8217; &#8211; in Italia <strong>ha superato i 700 miliardi di euro </strong>con un peso pari al 32% del PIL nazionale.</p>



<p> L&#8217;AI si sta affermando innanzitutto come tecnologia abilitante diffusa, capace di migliorare efficienza e performance nei diversi segmenti della filiera. Le potenzialità offerte dalla AI, con competenze sempre più avanzate e profonde, sono destinate a giocare un ruolo sempre più rilevante nella trasformazione strutturale del settore.</p>



<p> Nel complesso, l&#8217;Intelligenza Artificiale rappresenta già oggi una tecnologia centrale anche per il futuro dell&#8217;agroalimentare e le imprese, grandi, medie o piccole, dovranno ridisegnare il loro business intorno alle soluzioni di AI. Nel complesso, si delinea un ecosistema in evoluzione che, pur mostrando segnali di rafforzamento, richiede uno sforzo deciso e immediato per accelerare la trasformazione della ricerca e della tecnologia in innovazione, capacità industriale e modelli di investimento, così da consolidare e rafforzare la leadership dell&#8217;agroalimentare Made in Italy.</p>



<p>&nbsp;Il&nbsp;<strong>ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso</strong>, in un videomessaggio, ha osservato che l&#8217;edizione 2026 della Giornata Nazionale del Made in Italy &#8216;segna un nuovo primato. In due anni le iniziative sono più che raddoppiate ed è la prova vitale di una rete che racconta la ricchezza e la dinamicità del nostro sistema produttivo. Il<strong>&nbsp;Made in Italy poggia su solide filiere, le 5 A</strong>: alimentazione, abbigliamento, arredo, automotive e automazione, e si amplia a settori dal più elevato valore aggiunto come abbiamo indicato anche nel Libro Bianco &#8216;Made in Italy 2030&#8242;: l&#8217;economia della salute, lo spazio e la difesa, l&#8217;economia blu, il turismo, le industrie culturali e creative. Questi comparti, crescenti, rafforzano la presenza internazionale delle nostre imprese e sostengono la crescita delle esportazioni. Oggi siamo diventati, accanto al Giappone, il quarto esportatore a livello mondiale. La forza del Made in Italy risiede nelle competenze e nella capacità di saper trasmettere i saperi. Vogliamo costruire una infrastruttura del sapere che valorizzi le eccellenze produttive anche attraverso il passaggio generazionale delle competenze nelle aziende per rafforzare la competitività nazionale&#8217;.</p>



<p>&nbsp;Secondo&nbsp;<strong>Giorgio Salvitti,</strong>&nbsp;Consigliere del Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida: &#8216;Il Masaf punta in maniera decisiva sull&#8217;innovazione tecnologica: non è affatto un ossimoro accostarla all&#8217;agricoltura, ma piuttosto uno strumento fondamentale per sviluppare un settore determinante non solo sotto il profilo economico, ma anche sociale per il Paese. Si tratta di un comparto che va sostenuto attraverso investimenti, per accompagnare la fase di transizione in atto. L&#8217;intelligenza artificiale può sostenere questo processo, in particolare nella capacità di predisporre conoscenze anticipate. Basti pensare, ad esempio, alla possibilità di ottimizzare l&#8217;uso delle risorse idriche. Anche sul fronte del ricambio generazionale registriamo numeri molto significativi, che contribuiscono all&#8217;incremento della produttività. La qualità dei nostri prodotti è inattaccabile: disponiamo di unicità, a partire dalla biodiversità, che devono essere tutelate attraverso investimenti mirati. Dobbiamo inoltre sfruttare il riconoscimento UNESCO della cucina italiana, avendo la capacità di trasformare questo risultato in una concreta leva economica&#8217;.</p>



<p>&nbsp;Per&nbsp;<strong>Paolo Mascarino</strong>&nbsp;Presidente di Federalimentare &#8216;l&#8217;industria alimentare italiana, che nel 2025 ha segnato nuovi record con oltre 200 miliardi di fatturato e 59 miliardi di export, si conferma un successo globale perché rappresenta quello che il mondo cerca: qualità, gusto, tradizione, fiducia. Per sostenere il suo sviluppo anche in futuro, l&#8217;innovazione sarà alla base della competitività del settore, anche per seguire i nuovi trend dell&#8217;alimentazione mondiale. Per questo abbiamo voluto dare alta priorità alla costruzione di un ecosistema nazionale dell&#8217;innovazione del settore agroalimentare, che favorisca l&#8217;incontro tra centri di ricerca e industrie, in particolare le PMI, e alla promozione della conoscenza e dello sviluppo delle start-up innovative in Italia&#8217;.</p>



<p>&nbsp;Il presidente della Commissione Agricoltura della Camera,<strong>&nbsp;Mirco Carloni</strong>&nbsp;ha dichiarato che l&#8217;agricoltura è &#8216;un asset fondamentale e, in tale settore, la capacità di attrarre finanziamenti e la ricerca assumono un ruolo centrale. Occorre passare sempre di più da una logica assistenzialistica a una cultura che punti a generare innovazione, per saper stare sui mercati e incrementare gli investimenti tecnologici. Quello che il Governo sta facendo per il comparto non ha precedenti, in termini di misure e risorse. Il compito della politica è migliorare il valore economico e la redditività delle imprese agricole, che competono sempre più sui mercati globali. In questo contesto, il trasferimento tecnologico è fondamentale: aziende più efficienti hanno costi più bassi e riescono a generare maggior valore. È una condizione essenziale per la sopravvivenza del sistema agricolo. Serve inoltre favorire il ricambio generazionale, che spesso porta con sé anche innovazione e nuove competenze. In questo senso, le start-up rappresentano un motore centrale dell&#8217;accelerazione tecnologica e uno strumento chiave per il trasferimento di conoscenze e tecnologie&#8217;.</p>



<p>Secondo&nbsp;<strong>Luca Brondelli di Brondello</strong>, Vicepresidente nazionale di Confagricoltura &#8216;l&#8217;innovazione nell&#8217;agroalimentare è ormai imprescindibile, sia in agricoltura che nella trasformazione industriale. In Italia si investe nel settore Agri-food, ma non abbastanza rispetto all&#8217;estero. Nel 2025 gli investimenti hanno raggiunto 122 milioni di euro. Per essere davvero competitivi dovremmo almeno raddoppiarli. Una delle sfide principali è rendere queste innovazioni &#8211; dall&#8217;intelligenza artificiale alla digitalizzazione dei processi &#8211; accessibili anche alle piccole medie imprese, che costituiscono gran parte del nostro tessuto produttivo. Un&#8217;altra sfida fondamentale è il rientro dei talenti: molti giovani oggi fondano start-up all&#8217;estero e per riportarli in Italia non bastano incentivi fiscali, serve coinvolgerli in un vero progetto di innovazione del Paese. Le applicazioni dell&#8217;intelligenza artificiale sono già molteplici, dall&#8217;ottimizzazione dei processi produttivi all&#8217;analisi dei costi, fino alla gestione dei dati meteo e dell&#8217;irrigazione. Tuttavia, restano due ostacoli principali: la carenza di competenze e la frammentazione aziendale, che rallentano una diffusione più ampia di queste tecnologie&#8217;.</p>



<p>&nbsp;Per<strong>&nbsp;Alberto Gusmeroli,</strong>&nbsp;presidente della Commissione Attività produttive della Camera: &#8216;Come Commissione Attività produttive abbiamo lavorato sia sulla nuova legge sul Made in Italy, che tutela le nostre eccellenze, sia sul tema dell&#8217;intelligenza artificiale. Sappiamo quanto stia già incidendo &#8211; e quanto inciderà ancora di più in futuro &#8211; sul mondo delle piccole e medie imprese e sulle filiere d&#8217;eccellenza. La politica deve restare al fianco di questo sistema: il Made in Italy rappresenta un punto di forza anche di fronte a sfide come i dazi. Nonostante le difficoltà geopolitiche degli ultimi mesi, le aziende italiane continuano a ottenere risultati positivi sui mercati esteri. Per questo è fondamentale continuare a valorizzare e sostenere il nostro tessuto produttivo&#8217;.</p>



<p>&nbsp;Secondo Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati la Giornata nazionale del Made in Italy che si festeggia il 15 aprile &#8216;è l&#8217;occasione per dire ancora una volta grazie alle nostre imprese, al nostro settore manifatturiero e alla capacità tutta italiana di saper fare, produrre ed esportare nel mondo il nostro genio. Il Made in Italy è la somma perfetta di ciò che l&#8217;Italia rappresenta nel mondo: identità, cultura, storia, tradizione, ricerca e innovazione. Le attuali sfide globali, ci impongono di saper gestire come risorsa preziosa le nuove tecnologie. Molta della nostra competitività nei mercati esteri passerà proprio dalla capacità che avremo di guidare i cambiamenti in atto e di saperli cogliere, riconoscendo le grandi opportunità di sviluppo della transizione digitale. L&#8217;Italia, grazie all&#8217;azione del Governo e al dialogo costante con il settore produttivo, è già sulla buona strada e i numeri crescenti dell&#8217;export, con l&#8217;obiettivo di arrivare al 2027 ai 700 miliardi, ci dicono che il percorso intrapreso è quello giusto&#8217;.</p>



<p>Per&nbsp;<strong>Laura Mongiello</strong>, Presidente del Consiglio dell&#8217;Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari (OTAN) &#8216;in un&#8217;epoca di trasformazioni radicali, l&#8217;intelligenza artificiale e le nuove frontiere dell&#8217;AgriFoodTech non rappresentano più una semplice opzione, ma una necessità operativa che ridefinisce i confini della sicurezza alimentare predittiva e della tracciabilità. Il nostro compito istituzionale non è limitato all&#8217;osservazione, ma consiste nel governare l&#8217;algoritmo con l&#8217;etica della competenza: dobbiamo garantire che l&#8217;innovazione serva a formulare alimenti sempre più sicuri, sani e &#8216;clean label&#8217;, rispondendo alla domanda di trasparenza che arriva dai cittadini. Il rapporto odierno parla chiaro: investire nelle startup innovative non significa solo rincorrere il profitto, ma blindare il valore sociale e l&#8217;integrità del nostro Made in Italy. Ogni euro investito in tecnologia è uno scudo contro le contraffazioni e una garanzia per la salute delle future generazioni&#8217;.</p>



<p>&nbsp;Per&nbsp;<strong>Michele Costabile,</strong>&nbsp;Direttore del Centro di Ricerca Luiss X.ITE su Tecnologie e Comportamenti di mercato &#8216;ciò che emerge con chiarezza dal Rapporto 2026 è che la sfida principale non risiede solo nella disponibilità di tecnologie per il settore agroalimentare ma nella capacità di tradurle in applicazioni scalabili e adottate dal mercato. Emerge con forza il potenziale di impatto dell&#8217;AgriFoodTech, in grado di influenzare ambiti diversi e rilevantissimi quali clima e risorse ambientali, salute e benessere, energia e nuovi materiali. In questa prospettiva, le politiche di sostegno all&#8217;ecosistema delle startup AgriFoodTech assumono un ruolo strategico, agendo come veri e propri moltiplicatori della trasformazione tecnologica di molteplici settori chiave per l&#8217;economia del Paese. In continuità con il Rapporto 2025, si conferma il ruolo strategico di iniziative imprenditoriali e istituzionali &#8211; quali agri&amp;food technopole, programmi di open innovation e meccanismi di matching pubblico-privato per investimenti e integrazione fra gli attori dell&#8217;ecosistema dell&#8217;innovazione &#8211; insieme alla necessità di attrarre talenti e startup dall&#8217;estero, anche attraverso la creazione di una &#8216;zona franca&#8217; per l&#8217;innovazione AgriFoodTech&#8217;.</p>



<p>&nbsp;Secondo&nbsp;<strong>Marco Gaiani</strong>, Founder &amp; Partner Fondo LINFA &#8216;l&#8217;osservatorio Luiss Federalimentare restituisce un ecosistema AgriFoodTech che respira, anche in momenti di grande incertezza geopolitica: gli investimenti tornano a crescere, il numero di fondi e acceleratori si rinforza, le startup proliferano. Questi sono segnali solidi. Ma il dato che ci preoccupa è la traiettoria di crescita delle startup: il 58% rimane in fase seed, il 28% in post-seed. Abbiamo un problema di scalabilità, non di innovazione di partenza. Parallelamente, l&#8217;AI sta cominciando a impattare concretamente l&#8217;agroalimentare &#8211; il 31% delle startup mappa AI come driver &#8211; ma la maturità è ancora eterogenea. Questa è la grande opportunità da cogliere, e per coglierla serve ancora infrastruttura: dati standardizzati, banda rurale, piattaforme condivise. Per questo crediamo che il prossimo passo non sia moltiplicare i fondi seed, ma costruire capacità di growth. Come Linfa, il primo fondo italiano focalizzato su late-stage AgriFoodTech, vediamo ogni giorno cosa significa accompagnare una startup dalla validazione di mercato alla scalabilità: non è solo capital, è governance, accesso alla distribuzione, integrazione di filiera. Questo è il vero collo di bottiglia oggi&#8217;.</p>



<p>&nbsp;<strong>Fabio Menichini</strong>, Senior Manager Brembo Solutions ha dichiarato che l&#8217;Intelligenza Artificiale &#8216;è sempre più una leva strategica per la competitività delle filiere industriali. In Brembo ne sfruttiamo appieno il potenziale, sviluppando soluzioni avanzate che applichiamo ai nostri processi e prodotti e che portiamo anche ad altri settori attraverso la business unit Brembo Solutions. Un esempio è ALCHEMIX, la nostra soluzione di Intelligenza Artificiale sviluppata per accelerare l&#8217;innovazione digitale anche in ambiti come il Food &amp; Beverage, dove la formulazione riveste un ruolo chiave nelle attività di Ricerca e Sviluppo&#8217;.</p>
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		<title>Guerra in Iran, Arera aumenta il prezzo dell&#8217;elettricità dell&#8217;8,1%. Codacons: dal 1° aprile bolletta sale a 605 euro annui </title>
		<link>https://sestopotere.com/guerra-in-iran-arera-aumenta-il-prezzo-dellelettricita-dell81-codacons-dal-1-aprile-bolletta-sale-a-605-euro-annui/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 08:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 31 marzo 2026 &#8211; Nel secondo trimestre del 2026, la bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in regime di &#8216;Maggior Tutela&#8217; aumenterà dell’8,1%. L’aggiornamento riguarda unicamente i 3 milioni circa di clienti vulnerabili attualmente serviti in Maggior Tutela. Si ricorda che tutti i clienti cosiddetti vulnerabili che si trovano [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 31 marzo 2026 &#8211; Nel secondo trimestre del 2026, la bolletta elettrica per il ‘cliente tipo’ vulnerabile servito in regime di &#8216;Maggior Tutela&#8217; aumenterà dell’8,1%. L’aggiornamento riguarda unicamente i 3 milioni circa di clienti vulnerabili attualmente serviti in Maggior Tutela. Si ricorda che tutti i clienti cosiddetti vulnerabili<a href="https://www.arera.it/comunicati-stampa/dettaglio/elettricita-maggior-tutela-81-nel-ii-trimestre-2026per-i-clienti-vulnerabili#_ftn2"> </a>che si trovano nel mercato libero hanno il diritto di passare alla Maggior Tutela.</p>



<p>Lo comunica Arera, l&#8217;Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.</p>



<p>L’incertezza sulla durata del conflitto in Medioriente ha causato un inaspettato innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali con una ricaduta diretta sulle bollette di energia elettrica, in cui l’aumento della spesa per la materia energia è solo parzialmente compensato da una riduzione del 2,2% del prezzo di dispacciamento. </p>



<p>Attualmente rimane ancora invariata, la componente degli oneri di sistema, grazie ad una gestione ottimizzata della liquidità attualmente disponibile. Inoltre, in attuazione del<em> DL Bollette</em> <em> </em>varato dal governo, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha previsto una riduzione dell’aliquota applicata all’energia prelevata della componente tariffaria ASOS per gli utenti non domestici (non energivori). </p>



<p>La spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile in regime di Maggior Tutela si attesterà a 589,34 euro nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, in aumento del 4,5% rispetto ai 563,76 euro registrati nel periodo precedente (1° luglio 2024 – 30 giugno 2025).</p>



<p>Con le nuove tariffe decise  da Arera la bolletta media della luce per gli utenti vulnerabili salirà dal 1° aprile a quota 605 euro annui (a prezzi costanti e con un consumo da 2.000 kWh), con una maggiore spesa da +46 euro su base annua rispetto ai prezzi del primo trimestre. Considerando anche le forniture di gas (1.208 euro annui), la bolletta energetica totale per un utente vulnerabile sale a complessivi 1.813 euro.</p>



<p>Calcola il Codacons, commentando l’aggiornamento tariffario disposto dall’Autorità per l’energia.</p>



<p>Come purtroppo previsto dal Codacons la crisi in Medio Oriente si è riversata sulle tariffe energetiche praticate ai consumatori, portando ad una sensibile impennata delle bollette: rispetto allo stesso periodo del 2021, le tariffe della luce del II trimestre risultano più care addirittura del +49%, pari ad un aggravio di spesa da +200 euro ad utenza.</p>



<p>A fronte di questi dati, è evidente come il <em>Decreto bollette </em>varato dal governo non sia in grado di intervenire sulla situazione attuale né di calmierare l’impatto negativo della guerra in Medio Oriente sulle bollette degli italiani: conclude il Codacons.</p>
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		<title>Le filiere Food, Fashion e Forniture insieme per raccontare il Made in Italy e ispirare i talenti di domani </title>
		<link>https://sestopotere.com/le-filiere-food-fashion-e-forniture-insieme-per-raccontare-il-made-in-italy-e-ispirare-i-talenti-di-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 19:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma- 30 marzo 2026 &#8211; Si è svolta in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, la seconda edizione del Forum “Creare Futuro”, dal tema “Competenze e Formazione per il Made in Italy di domani”. L’evento, che si è tenuto nella prestigiosa cornice della Sala del Parlamentino del MIMIT e che ha visto l’intervento [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma- 30 marzo 2026 &#8211; Si è svolta in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, la seconda edizione del Forum “Creare Futuro”, dal tema “Competenze e Formazione per il Made in Italy di domani”. L’evento, che si è tenuto nella prestigiosa cornice della Sala del Parlamentino del MIMIT e che ha visto l’intervento di Valentino Valentini, Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy, è stato promosso dai presidenti dei Gruppi di Giovani Imprenditori di Confindustria Accessori Moda, Federalimentare e FederlegnoArredo, comparti strategici che contribuiscono con il loro know-how industriale a circa il 20% del PIL nazionale.</p>



<p>Nata in continuità con il successo del primo appuntamento del 2025, l’edizione di quest’anno ha voluto ribadire l’importanza del ruolo delle 3 “F” simbolo del Made in Italy &#8211;&nbsp;<strong>Food, Fashion &amp; Furniture</strong>&nbsp;&#8211; rafforzando il dialogo tra imprese, istituzioni e mondo della formazione e affrontando temi cruciali come innovazione, transizione digitale, qualità produttiva e competitività internazionale.</p>



<p>In uno scenario globale sempre più complesso, il rafforzamento dei comparti produttivi passa attraverso le nuove generazioni, che rappresentano un ponte tra imprese, istituzioni e mondo della formazione. A loro è riservato il compito di essere il motore dello sviluppo strategico per il Paese, con l’obiettivo di rafforzare sempre più a livello internazionale il Made in Italy.&nbsp;</p>



<p>In base alle proiezioni di&nbsp;<em>Unioncamere &#8211; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior</em>, nel quinquennio 2025-2029 le imprese italiane avranno bisogno di assumere tra 3,3 e 3,7 milioni di lavoratori. Su base annua, ciò si traduce in una domanda di circa 247-268 mila laureati o diplomati ITS Academy, 185-216 mila diplomati di scuola secondaria superiore tecnico-professionale o liceale e circa 125-126 mila persone con qualifica di formazione o formazione professionale.&nbsp;</p>



<p>La formazione si conferma elemento centrale anche nelle politiche di recruiting delle aziende, che chiedono oggi in prevalenza figure tecniche che tuttavia si trovano con difficoltà.&nbsp;</p>



<p>Come evidenziato dalle analisi condivise da&nbsp;<strong>UMANA</strong>, partner dell&#8217;iniziativa, un’efficace sinergia tra il mondo del lavoro e quello della formazione, come il sistema duale, rappresenta una delle risposte più efficaci a questa carenza: gli ITS, per esempio, esprimono un placement che arriva al 90% a un anno dal diploma, pur non riuscendo ancora a colmare interamente il gap del mercato.&nbsp;</p>



<p><strong>Valentino Valentini,</strong><strong>Vice Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha commentato:</strong><em>&nbsp;“Il Made in Italy non è una celebrazione &#8211; è una missione. Questi giovani lo dimostrano ogni giorno: non hanno aspettato che qualcuno aprisse loro la strada, hanno aperto le fabbriche, cambiato il linguaggio, fatto sistema tra filiere diverse. L’esempio è il motore più potente dell’imprenditorialità, e loro ne sono già la prova. Il nostro compito come istituzioni è semplice: non ostacolare questa energia, ma moltiplicarla &#8211; con formazione più rapida, strumenti digitali accessibili e la consapevolezza che piccolo, dentro un ecosistema coeso, diventa grande.”</em></p>



<p>“<em>Le nuove generazioni, cresciute in un contesto sempre più orientato all&#8217;immediatezza, faticano oggi a cogliere appieno il valore, la cura e il lavoro che caratterizzano il Made in Italy</em>&nbsp;&#8211; ha evidenziato nel suo intervento&nbsp;<strong>Carlo Briccola</strong>,&nbsp;<strong>Presidente Gruppo Giovani Confindustria Accessori Moda</strong>&nbsp;-.&nbsp;<em>Per questo è necessario far evolvere il linguaggio con cui il settore si racconta, rendendolo più efficace e vicino ai giovani. Non si tratta solo di un tema culturale: molti ragazzi non conoscono i processi produttivi e, soprattutto, non percepiscono la ricchezza e la complessità di ciò che avviene ogni giorno all&#8217;interno delle imprese &#8211; le sfaccettature, e le operatività a tutti i livelli che rendono possibile creare un prodotto di qualità. Spesso, inoltre, non immaginano il ruolo attivo che potrebbero ricoprire loro stessi in questa filiera. Ma è proprio nel lavoro quotidiano che risiede il cuore del Made in Italy: ogni attività operativa, anche la più concreta, contribuisce alla riuscita del prodotto finale. Per questo, oggi più che mai, è fondamentale rafforzare il dialogo tra imprese e nuove generazioni. Il Made in Italy non ha bisogno di reinventarsi, ma di raccontarsi meglio e parlare soprattutto ai giovani, come protagonisti attivi nella costruzione del suo futuro”.</em></p>



<p>Per<strong>&nbsp;Guglielmo Gennaro Auricchio</strong>,&nbsp;<strong>Presidente Giovani Imprenditori di Federalimentare</strong>: &#8220;<em>Nel contesto economico attuale, parlare di impresa significa sempre più parlare di filiera e sistema, non di singole realtà isolate. La competitività non si costruisce da soli, ma attraverso modelli strutturati, capaci di integrare competenze, risorse e visione strategica lungo tutta la catena del valore. Per i giovani imprenditori questo implica un cambio di mentalità: superare l’individualismo che storicamente caratterizza il nostro Paese e contribuire alla costruzione di un vero Sistema Italia. È solo creando un circolo virtuoso&nbsp;tra tutti gli attori &#8211; imprese, scuola, istituzioni e territorio &#8211; che si può generare valore duraturo e diffuso, con benefici concreti per ogni parte coinvolta. In questo scenario, la collaborazione tra scuola, impresa e territorio&nbsp;diventa un fattore chiave. La sfida per la nuova generazione imprenditoriale è chiara: fare sistema non è un’opzione, ma una responsabilità. Solo così sarà possibile rafforzare la competitività del Paese e costruire un futuro in cui crescita e valore siano realmente condivisi</em>.&#8221;</p>



<p>“<em>Il Made in Italy non è solo un asset economico, ma un patrimonio culturale e produttivo che contribuisce in modo determinante alla crescita del Paese</em>&nbsp;– ha commentato&nbsp;<strong>Filippo Santambrogio</strong>,&nbsp;<strong>Presidente Gruppo Giovani Imprenditori</strong>&nbsp;FederlegnoArredo &#8211; .&nbsp;<em>Per continuare a essere un’eccellenza riconosciuta a livello globale, però, dobbiamo investire con decisione sulle nuove generazioni, costruendo percorsi concreti che avvicinino i giovani al mondo dell’impresa. Il Forum Creare Futuro rappresenta in questo senso un momento fondamentale: uno spazio di confronto tra imprese, giovani e istituzioni sui temi chiave della competitività del Made in Italy – dalla formazione alle nuove competenze, dall’attrattività dei nostri settori alla capacità di evolvere senza perdere identità. indipendentemente dall’evoluzione dello scenario economico, avremo bisogno di migliaia di giovani formati e pronti a entrare nelle nostre imprese per portare visione, energia e nuovi linguaggi. Non si tratta solo di garantire continuità, ma di accompagnare una trasformazione necessaria. Creare Futuro nasce proprio con questo obiettivo</em>”.</p>



<p>&nbsp;I settori rappresentati costituiscono una colonna portante dell’economia italiana, sia per valore generato che per impatto occupazionale. La filiera legno-arredo registra un fatturato annuo superiore ai 51 miliardi di euro, mentre la filiera Accessori Moda si attesta intorno ai 29 miliardi. Il settore alimentare, vero gigante del Made in Italy, raggiunge invece la soglia dei 204 miliardi di euro.</p>



<p>Anche sotto il profilo occupazionale i numeri sono rilevanti: quasi 300mila addetti operano nel legno-arredo, oltre 135 mila nella filiera Accessori Moda e ben 470 mila nel settore alimentare.</p>



<p>Sul fronte dell’export, il 2025 è stato un anno da record per il comparto alimentare, che ha superato i 59 miliardi di euro, con un tendenziale dell’4,2% rispetto al 2024. La filiera Accessori Moda ha totalizzato 24,2 miliardi di euro di esportazioni, mentre il settore legno-arredo ha raggiunto quota 19,4 miliardi.&nbsp;</p>



<p>Tra gli altri, hanno preso parte all&#8217;evento:<strong>&nbsp;Guglielmo Gennaro Auricchio</strong>, Gruppo Giovani Imprenditori Federalimentare;&nbsp;<strong>Carlo Briccola</strong>, Presidente Gruppo Giovani Confindustria Accessori Moda;&nbsp;<strong>Filippo Santambrogio</strong>, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori FederlegnoArredo;&nbsp;<strong>Maria Raffaella Caprioglio</strong>, Presidente UMANA;&nbsp;<strong>Elisabetta Armiato</strong>, Presidente Fondazione Culturale PENSARE oltre ETS e già Etoile del Teatro alla Scala, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per impegno Umanitario.</p>



<p><strong>Confindustria Accessori Moda</strong></p>



<p>Confindustria Accessori Moda è la Federazione che riunisce le associazioni cui fanno riferimento i comparti chiave della filiera pelle italiana: calzaturiero (Assocalzaturifici), pelletteria (Assopellettieri), abbigliamento in pelle e pellicceria (AIP), concia (Unic concerie italiane). La Federazione tutela quella filiera di eccellenza che ha reso l’industria degli accessori moda Made in Italy grande nel mondo. Il suo ruolo è la difesa e la valorizzazione di tutto quel saper fare, creativo e tecnico, che in Italia produce ricchezza, cultura e crescita sociale.</p>



<p><strong>Federalimentare</strong></p>



<p>Federalimentare è la Federazione italiana dell’industria alimentare e delle bevande. Fondata nel 1982, rappresenta e tutela gli interessi delle imprese del settore, a livello nazionale, europeo e internazionale. La Federazione promuove qualità, sicurezza alimentare e competitività del food and beverage Made in Italy, nonché un modello alimentare equilibrato e sostenibile, nell&#8217;ambito di corretti stili di vita. Federalimentare sostiene la vocazione all&#8217;export delle aziende e preserva le produzioni alimentari italiane da imitazioni (Italian sounding) e contraffazioni, rispondendo alle esigenze del mercato e dei consumatori e favorendo la ricerca e l’innovazione, nel pieno rispetto della tradizione.</p>



<p><strong>FederlegnoArredo</strong></p>



<p>FederlegnoArredo è la Federazione italiana delle industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’illuminazione e dell’arredamento. Dal 1945 difende il saper fare italiano, sostiene lo sviluppo delle imprese, ed è ambasciatrice del gusto italiano dell’abitare in tutto il mondo. All’interno di FederlegnoArredo sussistono varie articolazioni merceologiche, che rappresentano tutte le componenti della filiera legno-arredo, dalla materia prima al prodotto finito. FederlegnoArredo partecipa all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato, sostenibile e capace di promuovere la crescita economica, sociale, civile e culturale del Paese. FederlegnoArredo controlla al 100% Federlegno Arredo Eventi Spa che organizza il Salone del Mobile di Milano.</p>
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		<title>Guerra in Iran, il gasolio raggiunge il prezzo di 2,059 euro al litro e la benzina sale a 1,750 euro/litro</title>
		<link>https://sestopotere.com/guerra-in-iran-il-gasolio-raggiunge-il-prezzo-di-2059-euro-al-litro-e-la-benzina-sale-a-1750-euro-litro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 08:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 30 marzo 2026 &#8211; Lievi assestamenti al rialzo oggi per i listini dei carburanti, con il gasolio che raggiunge un prezzo medio di 2,059 euro al litro, mentre la benzina sale a 1,750 euro/litro. Sulle autostrade il diesel costa oggi 2,118 euro al litro, la benzina 1,813 euro. Lo afferma [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 30 marzo 2026 &#8211; Lievi assestamenti al rialzo oggi per i listini dei carburanti, con il gasolio che raggiunge un prezzo medio di 2,059 euro al litro, mentre la benzina sale a 1,750 euro/litro. Sulle autostrade il diesel costa oggi 2,118 euro al litro, la benzina 1,813 euro. </p>



<p>Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati regionali del Mimit.</p>



<p>Prosegue, anche se a ritmo meno sostenuto rispetto la scorsa settimana, la crescita dei listini alla pompa, con il gasolio che tocca il prezzo medio più alto a Bolzano con 2,094 euro al litro, seguita da Trento (2,076 euro/litro), Valle d’Aosta (2,075 euro/litro), Molise (2,072 euro/litro): analizza il Codacons.</p>



<p>La benzina più cara è venduta in Basilicata con una media di 1,779 euro al litro, seguita da Bolzano (1,775 euro/litro), Sicilia (1,769 euro/litro), Calabria (1,767 euro/litro).</p>



<p>E tra pochi giorni, esattamente il 7 aprile, scadrà il taglio delle accise disposto dal governo: una misura che, se non rinnovata, alla sua scadenza farà schizzare immediatamente il prezzo medio del gasolio sopra la media dei 2,3 euro al litro sulla rete ordinaria, la benzina a 1,99 euro, con immensi danni per le tasche degli italiani: ricorda il Codacons.</p>



<p>Si parla delle misure approvate il 18 marzo scorso dal Consiglio dei ministri per mitigare gli effetti dei rincari dei prezzi energetici  come prima conseguenza della guerra in Iran: il taglio delle accise di 25 centesimi al litro per diesel e 12 per il GPL, per 20 giorni, e credito d’imposta per gli autotrasportatori.</p>



<p>Il ministro per l&#8217;ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha dichiarato che il rinnovo del taglio delle accise è allo studio del governo.</p>
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		<title>Guerra in Iran e aumento prezzi. Cia mobilita le Regioni e chiede &#8220;patto di ferro contro le speculazioni&#8221;</title>
		<link>https://sestopotere.com/guerra-in-iran-e-aumento-prezzi-cia-mobilita-le-regioni-e-chiede-patto-di-ferro-contro-le-speculazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:58:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 25 marzo 2026 &#8211; &#8220;L’escalation militare in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico rischiano di assestare un duro colpo all’agricoltura italiana. L’onda d’urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 25 marzo 2026 &#8211; &#8220;L’escalation militare in Iran, la chiusura dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico rischiano di assestare un duro colpo all’agricoltura italiana. L’onda d’urto globale si sta traducendo in un significativo aumento dei costi del gasolio agricolo, con rincari fino al 50%, e incertezze pesanti sui fertilizzanti che vedono l’urea su del 35%. Stronchiamo le speculazioni a danno degli agricoltori, di tutti i cittadini, della nostra sovranità alimentare&#8221;. A dirlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, (<em>nella foto</em>), che annuncia: “Chiediamo ai Consigli Regionali un intervento concreto, a partire dalla nostra proposta di Ordine del Giorno”.</p>



<p>Al centro del documento Cia per le Regioni, l’input all’impegno per lo stop alle speculazioni, attivando tavoli di monitoraggio permanenti per fermare i rincari ingiustificati sui carburanti e lungo la filiera, difendendo sia i produttori che i consumatori al supermercato.</p>



<p>L’appello, poi, per un’azione nazionale, sollecitando il Governo, tramite la Conferenza Stato-Regioni, a stanziare immediatamente risorse e misure compensative per i comparti in sofferenza.</p>



<p> Il pressing, infine, per alzare la voce con le istituzioni europee, affinché adottino politiche eccezionali nell’immediato, scorporando le risorse anticrisi energetica dai rigidi vincoli del Patto di stabilità e crescita.</p>



<p>L’impatto dei rincari energetici è pesante per il settore primario, in particolare se si pensa alla serricoltura, al comporto cerealicolo e alla zootecnia da latte -precisa Cia- e sconta, in aggiunta, il peso consistente della crisi degli input tecnici, con i fertilizzanti quasi irreperibili e dai costi proibitivi. Uno scenario con ripercussioni importanti anche sulla tenuta economica, sociale e ambientale dei territori rurali.</p>



<p>“Siamo a primavera, periodo di semine e lavorazione della terra. Questa crisi non ferma solo i trattori, compromette l’agricoltura e la sicurezza alimentare&nbsp;-commenta Fini-. E gli agricoltori sono sempre l’anello più esposto e debole dell’intera filiera, con l’aggiunta dell’impossibilità strutturale a trasferire i rincari sul prezzo di vendita. Produrre in perdita significa chiudere. Con questo Ordine del Giorno chiediamo alle Regioni -conclude- un patto di ferro per assicurare al Paese, partendo dai territori, controlli anti-speculazione subito e pressioni sull’Europa perché intervenga con risorse adeguate, in deroga al Patto di stabilità”.</p>



<p>L’appello di Cia, infine, ai capi di Stato e di Governo dell&#8217;Unione europea  Bruxelles di attuare le ipotesi di misure anticrisi eccezionali annunciate dalla presidente von der Leyen, misure che: &#8220;devono essere veloci e concrete&#8221;.</p>



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		<title>Guerra in Iran: materie prime e trasporti alle stelle. Anie Confindustria lancia l’allarme: &#8220;imprese sotto pressione&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 10:54:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Milano, 20 marzo 2026 &#8211; Le recenti tensioni geopolitiche nel Golfo di Hormuz iniziano a produrre effetti concreti anche sulle filiere tecnologiche italiane. A segnalarlo è ANIE Confindustria (che rappresenta oltre 1.100 imprese ad alta e medio-alta tecnologia attive nelle filiere dell’elettrotecnica e dell’elettronica e i General Contractor industriali), che evidenzia un quadro sempre più complesso [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Milano, 20 marzo 2026 &#8211; Le recenti tensioni geopolitiche nel Golfo di Hormuz iniziano a produrre effetti concreti anche sulle filiere tecnologiche italiane. A segnalarlo è ANIE Confindustria (che rappresenta oltre 1.100 imprese ad alta e medio-alta tecnologia attive nelle filiere dell’elettrotecnica e dell’elettronica e i General Contractor industriali), che evidenzia un quadro sempre più complesso per le imprese, alle prese con rincari, ritardi e difficoltà nella gestione degli approvvigionamenti.</p>



<p>Dai primi risultati di una survey in corso su un campione di oltre duecento aziende associate emergono criticità diffuse: più della metà delle imprese registra un aumento significativo dei costi di trasporto (57%) e delle materie prime (53%), mentre circa il 74% segnala ritardi nelle consegne. Una situazione che si riflette direttamente sull’operatività quotidiana e sulla gestione dei cantieri.</p>



<p>Le maggiori tensioni riguardano la filiera petrolchimica, dove gli aumenti possono arrivare fino al 30% dei costi complessivi delle lavorazioni. Tra i materiali più colpiti figurano conglomerati bituminosi e asfalti, calcestruzzi, materiali per ripristini provvisori e definitivi, oltre ad altre materie prime e semilavorati legati al ciclo del petrolio.</p>



<p>In questo contesto si inserisce anche la dinamica dei prezzi delle termoplastiche — ampiamente utilizzate in ambito infrastrutturale, impiantistico ed elettronico — che registrano incrementi superiori al 30%, contribuendo ad aggravare ulteriormente il quadro dei costi.</p>


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<figure class="alignleft size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="599" height="501" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/Backdrop_ANIE_Vincenzo_de_Martino_press.jpg" alt="" class="wp-image-300778" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/Backdrop_ANIE_Vincenzo_de_Martino_press.jpg 599w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/Backdrop_ANIE_Vincenzo_de_Martino_press-300x251.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/03/Backdrop_ANIE_Vincenzo_de_Martino_press-502x420.jpg 502w" sizes="(max-width: 599px) 100vw, 599px" /></figure>
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<p>Sul fronte della filiera elettronica, al momento non si registrano criticità rilevanti nella disponibilità di materiali strategici, compreso l’elio, grazie a canali di approvvigionamento diversificati e alle scorte ancora presenti. Restano però elementi di attenzione legati all’aumento dei costi logistici e all’allungamento dei tempi di consegna.</p>



<p>Le difficoltà non si limitano ai costi: molte imprese segnalano anche problemi nella continuità delle forniture, con l’impossibilità di garantire stabilità sia nelle consegne sia nelle condizioni economiche. Una situazione che rende più complessa la programmazione delle attività e rischia di compromettere l’equilibrio economico dei contratti in essere.</p>



<p><em>“Alla luce delle criticità che quotidianamente le imprese ci stanno segnalando, abbiamo avviato un confronto con i committenti per individuare soluzioni che consentano di preservare l’equilibrio contrattuale e garantire la continuità operativa dei cantieri, anche alla luce dei principi previsti dalla normativa vigente per eventi straordinari e imprevedibili” &#8211; ha dichiarato il Presidente di ANIE Confindustria, Vincenzo de Martino</em> (nella foto a lato).</p>



<p><em>“Resta tuttavia necessario un intervento a livello governativo per sostenere il settore e fronteggiare le criticità in atto: il solo confronto tra le parti non appare sufficiente a garantire la tenuta dei comparti industriali e la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche per il Paese. Garantire la prosecuzione degli interventi programmati, nel rispetto di condizioni economiche sostenibili per le imprese, rappresenta oggi una priorità condivisa &#8211; ha concluso de Martino.</em></p>



<p>Federazione ANIE aderente a Confindustria, con 1.100 aziende associate e circa 480.000 addetti, rappresenta uno dei comparti industriali più strategici e avanzati del Paese, con un fatturato aggregato di 112 miliardi di euro e 27 miliardi di export per le tecnologie elettrotecniche ed elettroniche nel 2024. Le aziende aderenti ad Anie investono mediamente in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&amp;S effettuato dal settore privato in Italia.</p>
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