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	<title>Società, cultura, sport &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Società, cultura, sport &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Giornata Mondiale della Celiachia, in Italia 265.102 diagnosi (13mila nuove), in aumento intolleranza e allergie alimentari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:44:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 14 maggio 2026 &#8211; In Italia cresce costantemente il numero di persone che convivono con celiachia, allergie alimentari e intolleranza al lattosio. Un fenomeno che coinvolge ormai una platea vastissima: le diagnosi di celiachia hanno raggiunto quota 265.102, con oltre 13mila nuove diagnosi nel solo 2023. Si stima tuttavia che tra [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 14 maggio 2026 &#8211; In Italia cresce costantemente il numero di persone che convivono con celiachia, allergie alimentari e intolleranza al lattosio. Un fenomeno che coinvolge ormai una platea vastissima: le diagnosi di celiachia hanno raggiunto quota <strong>265.102, con oltre 13mila nuove diagnosi nel solo 2023</strong>. </p>



<p>Si stima tuttavia che tra le 300/400 mila persone siano ancora non diagnosticate, considerando che la patologia interessa circa l&#8217;1% della popolazione; le allergie alimentari coinvolgono una quota crescente della popolazione: secondo i dati del ministero della Salute e dell&#8217;Istituto superiore di sanità interessano circa il 3% degli adulti e fino al 5% dei bambini, con manifestazioni che possono arrivare fino allo shock anafilattico; molto diffusa anche l&#8217;intolleranza al lattosio che, nelle aree mediterranee e in Italia, interessa tra il 40 e il 50% della popolazione, con percentuali più elevate nelle regioni meridionali. </p>



<p>Patologie e condizioni che richiedono oggi una strategia integrata di salute pubblica capace di rafforzare prevenzione, diagnosi precoce, appropriatezza clinica, sicurezza alimentare e uniformità delle prestazioni sul territorio nazionale.</p>



<p>È questo l&#8217;obiettivo del convegno &#8216;<em>Celiachia, intolleranza al lattosio e allergie alimentari: un approccio integrato per la salute pubblica</em>&#8216;, che si è tenuto a Roma presso Palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica), in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia che si celebrerà il 16 maggio. Un evento promosso dall&#8217;Intergruppo Parlamentare Celiachia, Allergie Alimentari, Lattosio e Afms con la partnership editoriale della rivista Italian Health Policy Brief.</p>


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<figure class="alignleft size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="512" height="384" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/image-4.png" alt="" class="wp-image-305104" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/image-4.png 512w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/image-4-300x225.png 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/image-4-80x60.png 80w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure>
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<p>&#8216;Una necessaria occasione di confronto tra Parlamento, istituzioni sanitarie, comunità scientifica associazioni dei pazienti e stakeholder del settore alimentare- ha affermato la senatrice <strong>Elena Murelli</strong>, presidente dell&#8217;Intergruppo Parlamentare- con l&#8217;obiettivo prioritario di approfondire le criticità emergenti, individuando possibili indirizzi di policy, nella convinzione che solo un&#8217;azione sinergica tra decisori pubblici, professionisti sanitari e società civile possa garantire equità di accesso alle cure, sicurezza alimentare e piena inclusione sociale&#8217;.</p>



<p>&#8220;Celiachia, intolleranza al lattosio e allergie alimentari- ha detto il ministro della Salute,&nbsp;<strong>Orazio Schillaci,</strong>&nbsp;in un messaggio inviato ai partecipanti- richiedono oggi un approccio integrato, capace di unire prevenzione, diagnosi, assistenza e sicurezza alimentare. Poche settimane fa il ministero della Salute ha pubblicato la Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia 2024, uno strumento che testimonia in modo concreto il lavoro portato avanti su questo ambito&#8221;.</p>



<p>L&#8217;esponente del governo ha poi ricordato che &#8220;in Italia, nel 2024, le persone con celiachia hanno raggiunto quasi quota 280 mila. I dati evidenziano un aumento delle diagnosi e una ripresa dei percorsi di presa in carico, insieme al rafforzamento delle misure di supporto per i pazienti, dall&#8217;erogazione degli alimenti senza glutine in esenzione alla distribuzione dei pasti senza glutine nelle mense pubbliche, fino alla formazione degli operatori del settore alimentare&#8221;.</p>



<p>&#8220;Sul fronte della prevenzione- ha continuato il ministro- l&#8217;Italia è oggi l&#8217;unica Nazione ad aver approvato una legge che introduce un programma di screening nazionale sulla popolazione pediatrica per la celiachia e il diabete di tipo 1. In questa direzione si inserisce il progetto pilota realizzato insieme all&#8217;Istituto superiore di sanità, già avviato in quattro regioni.</p>



<p>I primi risultati mostrano una partecipazione elevata da parte delle famiglie e forniscono indicazioni utili per un&#8217;estensione progressiva dello screening su tutto il territorio nazionale.</p>



<p>Allo stesso tempo, con l&#8217;ultima legge di bilancio è stata introdotta la circolarità dei buoni digitali per l&#8217;acquisto di prodotti senza glutine, che potranno essere utilizzati anche al di fuori della regione di residenza. Una misura che semplifica la quotidianità e contribuisce a rendere più uniforme l&#8217;accesso alla terapia dietetica&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma- ha tenuto a precisare<strong>&nbsp;Schillaci- l&#8217;attenzione del ministero</strong>&nbsp;riguarda tutte le reazioni avverse al cibo. Per una persona allergica o intollerante, la sicurezza alimentare non è un principio astratto, ma una condizione necessaria nella vita di ogni giorno. Per questo stiamo lavorando per rafforzare i controlli e la vigilanza lungo la filiera alimentare: etichettature sempre più chiare, informazioni corrette sugli ingredienti e prevenzione delle contaminazioni crociate sono elementi indispensabili per vivere con serenità i momenti di socialità, dentro e fuori casa, e per favorire una piena inclusione in ogni contesto di vita&#8221;.</p>



<p>&#8220;Una giornata eccezionale- ha dichiarato a margine del convegno il senatore&nbsp;<strong>Guido Quintino Liris,</strong>&nbsp;componente della Commissione Bilancio del Senato- che accende i riflettori su una patologia importante, quella della celiachia, che abbiamo affrontato anche a livello normativo in sede parlamentare, e su intolleranze che oggi sono le nuove situazioni invalidanti che molto spesso riguardano anche l&#8217;età adulta. Certamente coinvolgono l&#8217;età giovanile ma insorgono molto spesso in età adulta, forse per una vita che viviamo differentemente dal passato, per un&#8217;alimentazione diversa dal passato, per i prodotti che molto spesso sviluppano delle resistenze. Una Nazione come l&#8217;Italia deve occuparsi di prevenzione primaria per quanto riguarda l&#8217;educazione e la formazione dei nostri concittadini a partire dai più piccoli, e poi diagnosi precoce, la più precoce possibile, per riconoscere i sintomi, quindi formazione di medici e informazione dei potenziali pazienti per poi diagnosticare precocemente, trattare e gestire quelli che possono essere dei pazienti che, però, non debbano poi essere invalidati socialmente&#8221;.</p>



<p>Negli ultimi tempi, come è stato rilevato nel corso del convegno, si sono registrati alcuni importanti passi avanti nel rafforzamento della risposta sanitaria nell&#8217;ambito dei disturbi alimentari. Anzitutto è stato sottolineato il valore della Legge 130 del 2023 che ha introdotto in Italia un programma sperimentale nazionale di screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia nella popolazione infantile. Una misura innovativa che punta a favorire diagnosi precoci. Inoltre, con l&#8217;articolo 77 della Legge di Bilancio 2026, sono state introdotte importanti semplificazioni grazie alla dematerializzazione dei buoni per l&#8217;acquisto di prodotti senza glutine, rendendo anche possibile la loro piena circolarità su tutto il territorio nazionale.</p>



<p>&#8216;La piena attuazione delle misure previste dall&#8217;articolo 77- ha sottolineato in proposito il capo dipartimento della Programmazione, dei Dispositivi Medici, del Farmaco e delle Politiche in favore del Ssn, del ministero della Salute, Francesco Saverio Mennini- rappresenta un passaggio fondamentale verso un sistema più equo, efficiente e vicino ai bisogni dei pazienti la digitalizzazione e l&#8217;interoperabilità degli strumenti di erogazione dei benefici consentiranno infatti di superare le disomogeneità territoriali, migliorando concretamente l&#8217;accesso su tutto il territorio nazionale&#8217;.</p>



<p>Le disposizioni dell&#8217;articolo 77 della Legge di Bilancio 2026 sono state al centro di numerosi commenti che hanno riconosciuto come il provvedimento sia stato il frutto di un dialogo costruttivo tra Parlamento e Governo, nella consapevolezza che, tuttavia, molto resta ancora da fare per migliorare il livello complessivo delle risposte sanitarie in materia di sicurezza alimentare, lungo tre direttrici fondamentali: sensibilizzazione, semplificazione organizzativa e informazione.</p>



<p>Proprio in relazione al tema della centralità dell&#8217;informazione al consumatore e della trasparenza è intervenuto il direttore della Direzione generale dell&#8217;igiene e della sicurezza alimentare del ministero della Salute, Ugo Della Marta, sottolineando che &#8216;un&#8217;etichettatura chiara, completa e scientificamente corretta rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione e tutela della salute pubblica perché consente ai cittadini di compiere scelte consapevoli e sicure. La Direzione sta partecipando attivamente ai lavori europei di armonizzazione dell&#8217;etichettatura precauzionale sugli allergeni (Precautionary Allergen Labelling), decisivi per rafforzare la credibilità dell&#8217;informazione soprattutto per le persone in condizioni che richiedono una gestione dietetica rigorosa, come la celiachia&#8217;.</p>



<p>&#8220;A cinque anni dalle nuove linee guida che ci hanno consentito di evitare la gastroscopia in un sottogruppo di bambini con sospetto di celiachia- ha spiegato il professor&nbsp;<strong>Giovanni Di Nardo,&nbsp;</strong>direttore Uoc dí Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell&#8217;ospedale pediatrico Santobono-Pausillipon di Napoli- è il momento di fare un bilancio. Tra i vantaggi c&#8217;è sicuramente una migliore gestione delle risorse: il 10% dei bambini che afferisce nella mia struttura complessa fa una gastroscopia per celiachia. Probabilmente, non ci fossero state queste linee guida i numeri sarebbero raddoppiati. Ma soprattutto c&#8217;è un impatto psicologico minore sulle famiglie: è molto bello poter dire a una mamma, a un papà preoccupati di dover fare un esame invasivo che possiamo avere la certezza che il loro figlio sia celiaco evitando la gastroscopia&#8221;.</p>



<p>Ci sono, però, alcuni aspetti importanti da considerare che emergono proprio dalla letteratura. &#8220;Senza la gastroscopia- aggiunge l&#8217;esperto- non possiamo escludere che il bambino abbia anche altre patologie, come l<strong>&#8216;Helicobacter o l&#8217;esofagite eosinofila.</strong>&nbsp;I bambini e la famiglia percepiscono quasi la loro diagnosi come meno importante: le famiglie sfuggono di più ai controlli, fanno meno bene la dieta e questo, ovviamente, comporta una guarigione più rallentata per questi bambini&#8221;.</p>



<p>Secondo Di Nardo è necessario &#8220;personalizzare l&#8217;approccio quando si fa la prima visita: chiarire molto bene ai pazienti che fare o non fare la gastroscopia non implica avere una patologia meno importante, che se dobbiamo fare una diagnosi con le biopsie a distanza di tempo, questo sarà molto più complicato, in modo tale che i genitori capiscano qual è il danno di non fare immediatamente la biopsia&#8221;.</p>



<p>Altra cosa fondamentale è&nbsp;<strong>lavorare in gruppo</strong>. &#8220;Lavorare con nutrizionisti e psicologi- ha chiarito- è molto importante perché ci possono aiutare nell&#8217;ottimizzare la dieta non solo da un punto di vista del senza glutine, ma anche nella qualità della dieta e come rendere la dieta più confortevole. Gli psicologi, infine, ci possono permettere di identificare tutta una serie di situazioni sulle quali intervenire nel contesto familiare&#8221;.</p>



<p>LE VOCI DEL MONDO ADVOCAY</p>



<p>Le rivendicazioni e il richiamo alla tutela dei diritti dei pazienti in materia di corretta comunicazione ai consumatori, di evidenza sui bisogni che queste patologie producono e sull&#8217;urgenza di risposte incisive sono state al centro degli interventi e delle sottolineature delle associazioni dei pazienti.</p>



<p>&#8216;Informazione, consapevolezza, contrasto delle fake news- le parole della presidente dell&#8217;Associazione italiana celiachia (Aic),<strong>&nbsp;Rossella Valmarana</strong>&#8211; sono strumenti fondamentali per rispondere ai bisogni delle persone celiache: proprio in questi giorni si svolge, in tutta Italia, la dodicesima edizione della Settimana Nazionale della Celiachia, una iniziativa di sensibilizzazione istituita da Aic e costruita intorno alla Giornata Mondiale della Celiachia, 16 maggio, celebrata dalle associazioni pazienti in tutto il mondo&#8217;.</p>



<p>&#8216;Riguardo le allergie alimentari- ha informato la presidente Alama-Aps e vicepresidente Federasma e Allergie Odv, Federazione Italiana Pazienti,&nbsp;<strong>Sandra Frateiacci-</strong>&nbsp;ci muoviamo su tre direttrici: garantire norme e leggi per l&#8217;accesso all&#8217;assistenza e alla cura, agli alimenti a fini medici speciali e alle misure di prevenzioni in ogni ambito di vita; assicurare pasti sicuri a scuola agli alunni/studenti con allergie alimentari; garantire ad ogni alunno/studente con allergia alimentare, in tutta Italia, la somministrazione appropriata e tempestiva dei farmaci durante l&#8217;orario scolastico&#8217;.</p>



<p>&#8216;La condizione di intolleranza al lattosio- ha concluso la presidente dell&#8217;Associazione italiana latto-intolleranti Aps (Aili),&nbsp;<strong>Maria Sole Facioni</strong>&#8211; rappresenta oggi un gravoso onere economico e sociale, con ritardi diagnostici che superano i tre anni. A questo quadro si aggiunge un&#8217;etichettatura dei prodotti senza lattosio spesso confusionaria e scarsamente controllata, che espone a rischi la salute degli intolleranti. Questo incontro deve essere il volano per una campagna nazionale di sensibilizzazione che sradichi anche la confusione tra allergie e intolleranze&#8217;.</p>



<p>Elemento comune ai numerosi interventi che si sono susseguiti è stato il riconoscimento del fatto che la gestione delle patologie correlate all&#8217;alimentazione debba essere considerata una priorità strutturale di salute pubblica, in grado di incidere concretamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. È stata inoltre ribadita la necessità di proseguire lungo un percorso condiviso tra istituzioni, comunità scientifica e stakeholder, affinché le innovazioni normative e organizzative possano tradursi in benefici concreti, omogenei e duraturi per tutti i cittadini.</p>



<p>In questo senso, si è registrato grande interesse e attesa per l&#8217;avanzamento dell&#8217;iter parlamentare del Disegno di Legge 623 &#8211; Protezione dei soggetti malati di celiachia e disposizioni per la prevenzione e l&#8217;informazione in merito alla malattia – un provvedimento, di cui è prima firmataria la senatrice Murelli, che trasformerebbe la gestione della celiachia, consentendo il passaggio da un approccio assistenziale a uno più inclusivo, digitale e semplificato, oltre a ridurre gli ostacoli burocratici per i pazienti.</p>
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		<item>
		<title>Unicef Italia: 1 bambino su 4 sotto la soglia di povertà e al 12° posto per il benessere dei bimbi su 37 paesi</title>
		<link>https://sestopotere.com/unicef-italia-1-bambino-su-4-sotto-la-soglia-di-poverta-e-al-12-posto-per-il-benessere-dei-bimbi-su-37-paesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 12 maggio 2026 &#8211; Secondo un&#8217;analisi pubblicata oggi dall&#8217;UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti, la disuguaglianza economica nei paesi ricchi è associata a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e a risultati scolastici peggiori tra i bambini. La Report Card 20: Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica esamina il [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 12 maggio 2026 &#8211;   Secondo un&#8217;analisi pubblicata oggi dall&#8217;UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti, la disuguaglianza economica nei paesi ricchi è associata a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e a risultati scolastici peggiori tra i bambini.</p>



<p>La Report Card 20: <em>Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica</em> esamina il rapporto tra le disuguaglianze economiche e il benessere dei bambini in 44 paesi dell&#8217;OCSE e ad alto reddito e rileva che, nella maggior parte di questi paesi, i livelli di disuguaglianza di reddito e di povertà infantile rimangono ostinatamente elevati. </p>



<p>In media, in tutti i paesi, le famiglie che rientrano nel 20% più ricco guadagnano oltre cinque volte di più rispetto al 20% più povero, mentre, in media nei paesi, quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito, il che significa che i suoi bisogni primari potrebbero non essere soddisfatti.</p>



<p><strong>IN ITALIA &#8211; </strong>L&#8217;Italia occupa il 12° posto nella classifica sul benessere dei bambini su 37 paesi. Si trova nel primo terzo della classifica per quanto riguarda il benessere mentale (10° posto), mentre si colloca nella fascia media per quanto riguarda la salute fisica (17° posto) e le competenze (25° posto).</p>



<p>Tra I paesi con dati comparabili inclusi nel rapporto, l’Italia si colloca al 22° posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito, con il quintile più ricco della popolazione che guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più povero. </p>



<p>Si colloca al 30° posto per quanto riguarda la povertà infantile, con un tasso pari al 23,2%.  </p>



<p>Tra i paesi per cui il rapporto fornisce dati comparabili, l’Italia si colloca al 15° posto su 41 per quanto riguarda l&#8217;entità del divario nelle competenze di base in matematica e lettura tra i bambini provenienti dalle famiglie più ricche e quelli provenienti dalle famiglie più povere: l’84% dei bambini appartenenti al quintile delle famiglie più ricche ha competenze di base in matematica e lettura, rispetto a poco meno del 45% dei bambini appartenenti al quintile più povero.</p>



<p><strong>IL RAPPORTO &#8211; </strong>Secondo il rapporto, esiste una chiara correlazione tra livelli più elevati di disuguaglianza economica e la salute dei bambini. I bambini che crescono nei paesi con il maggior livello di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso rispetto a quelli che vivono nei paesi con minor livello di disuguaglianza, il che potrebbe essere dovuto a un&#8217;alimentazione di qualità inferiore e al fatto di saltare i pasti.</p>



<p>Mettendo in evidenza i dati relativi ai paesi dell&#8217;Unione Europea, il rapporto sottolinea inoltre che solo il 58% dei bambini appartenenti a famiglie che rientrano nel quintile più povero della popolazione gode di ottima salute, rispetto al 73% di quelli appartenenti al quintile più ricco.</p>



<p>Il rapporto evidenzia una relazione tra disuguaglianza economica e rendimento scolastico. Osserva che i paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è più ampio tendono a registrare, nel complesso, risultati scolastici inferiori. Nei paesi con il più alto livello di disuguaglianza, il 65% dei bambini rischia di lasciare la scuola senza aver acquisito competenze di base in lettura e matematica, rispetto al 40% dei bambini nei paesi con il più basso livello di disuguaglianza.</p>



<p>Queste disparità tra i vari paesi si riscontrano anche all&#8217;interno dei singoli paesi, dove si registrano notevoli differenze nei risultati dei voti scolastici tra i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti e quelli provenienti dalle famiglie più povere.</p>



<p> In media, l&#8217;83% dei quindicenni appartenenti al quintile più ricco della popolazione possiede competenze di base in matematica e lettura, rispetto al 42% di quelli appartenenti al quintile più povero.</p>



<p>Il rapporto esorta i governi e le parti interessate ad adottare misure in diversi ambiti politici per ridurre al minimo l&#8217;impatto delle disuguaglianze sul benessere dei bambini, in particolare attraverso la riduzione della povertà infantile.</p>



<p><strong>IL COMMENTO</strong> &#8211; «La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la vita» ha dichiarato Bo Viktor Nylund, Direttore dell’UNICEF Innocenti. «Per limitare gli effetti più gravi della disuguaglianza, dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella nutrizione e nell’istruzione dei bambini delle comunità più vulnerabili». </p>
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		<title>Cibo, la pizza amata dall’82% degli italiani, poi pasta  (65%) e lasagne (43%): rapporto TheFork</title>
		<link>https://sestopotere.com/cibo-la-pizza-amata-dall82-degli-italiani-poi-pasta-65-e-lasagne-43-rapporto-thefork/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 05:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Milano, 12 maggio 2026 – In vista della Giornata della ristorazione, in programma il 16 maggio, TheFork – piattaforma leader nelle prenotazioni online di ristoranti e nei gestionali per la ristorazione con TheFork Manager (*) – presenta una fotografia aggiornata del rapporto tra italiani, tavola e ristoranti. Secondo i dati TheFork, nel 2025 le prenotazioni [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Milano, 12 maggio 2026 – In vista della <em>Giornata della ristorazione</em>, in programma il 16 maggio, TheFork – piattaforma leader nelle prenotazioni online di ristoranti e nei gestionali per la ristorazione con <em>TheFork Manager</em> (*) – presenta una fotografia aggiornata del rapporto tra italiani, tavola e ristoranti.</p>



<p>Secondo i dati TheFork, nel 2025 le prenotazioni nei ristoranti di cucina italiana sono cresciute del +27% anno su anno, mentre le pizzerie segnano un +24%, sopra la media generale.</p>



<p>All’interno della grande famiglia “italiana” spiccano alcune cucine regionali che interpretano al meglio il piacere di stare a tavola e che hanno registrato picchi di crescita anno su anno particolarmente elevati: pugliese (+32% YoY), veneziana (+28% YoY) e toscana (+20% YoY).</p>



<p>L’indagine, realizzata in collaborazione con YouGov su un campione rappresentativo di 1.018 italiani over 24 anni, ha l’obiettivo di capire quali siano oggi i piatti simbolo della tradizione e come vengano scelte le esperienze a tavola fuori casa.</p>



<p>Dalla ricerca emerge che la&nbsp;<strong>pizza</strong>&nbsp;si conferma il piatto simbolo della tradizione italiana, indicato come uno dei piatti “più amati in assoluto dagli italiani” dall’<strong>82%&nbsp;</strong>degli intervistati (89% tra le donne). Subito dietro si collocano la&nbsp;<strong>pasta</strong>&nbsp;(<strong>65%</strong>) e le&nbsp;<strong>lasagne</strong>&nbsp;(<strong>43%</strong>), a completare un podio di classici intramontabili che parlano a tutte le generazioni e raccontano l’identità gastronomica del Paese.</p>



<p>La tavola resta anche uno dei principali luoghi di socialità: per molte persone la cena fuori rappresenta il momento privilegiato per condividere ricorrenze e occasioni speciali. In occasione di San Valentino, ad esempio, tra chi lo festeggia (72% degli italiani over 24), il 56% considera la cena il cuore della ricorrenza. </p>



<p>In questo contesto, la qualità del cibo (65%) e l’atmosfera del locale (56%) si confermano gli elementi più importanti nella scelta del ristorante, mentre il prezzo si colloca in ultima posizione (34%).</p>



<p>Quando si tratta di scegliere dove mangiare, il percorso passa sempre più spesso dal digitale: circa 8 italiani su 10 over 24 (80%) dichiarano di consultare almeno un sito o una piattaforma online prima di scegliere un ristorante e, tra questi, il 94% legge le recensioni prima di prendere la decisione finale.</p>



<p>Al momento dell’ordine, gli italiani continuano a seguire criteri molto concreti: i driver principali nella scelta di un piatto sono la qualità degli ingredienti (65%) e la freschezza (62%), soprattutto tra gli over 55, insieme al prezzo (56%). Fattori come l’origine locale o sostenibile degli ingredienti (33%), la porzione abbondante (24%) o la velocità di preparazione (11%) risultano invece meno centrali nelle decisioni, pur contribuendo a completare l’esperienza al tavolo.</p>



<p> (*) <strong>A proposito di TheFork </strong> </p>



<p>TheFork, brand di Tripadvisor®, è la principale piattaforma per le prenotazioni online di ristoranti in Europa. In prima linea nel sostenere e promuovere la cultura della ristorazione, TheFork utilizza la tecnologia per favorire le connessioni reali tra clienti e ristoratori e per avviare questi ultimi al successo. </p>



<p>Con una rete di circa 55.000 ristoranti partner in 14 Paesi, quasi 40 milioni di download dell&#8217;app e più di 20 milioni di recensioni verificate.</p>



<p>TheFork emerge come la piattaforma percepita come più coerente, con il 97% degli utenti che la giudica “molto” o “abbastanza” coerente rispetto all’esperienza reale, e come quella che ispira il maggior livello di fiducia tra le principali piattaforme considerate (93% di fiducia “molta” o “abbastanza” tra chi la utilizza).</p>
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		<title>Pensioni e previdenza complementare: il 30% degli over 55 fa i conti con il costo del rimpianto</title>
		<link>https://sestopotere.com/pensioni-e-previdenza-complementare-il-30-degli-over-55-fa-i-conti-con-il-costo-del-rimpianto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 08:40:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 8 maggio 2026 &#8211; – Tra coloro che hanno sottoscritto una soluzione di previdenza complementare, quasi un over 55 su tre (30%) prova rimpianto per averla sottoscritto troppo tardi. Lo rileva la prima wave 2026 dell’Osservatorio Look to the Future (1) di Athora Italia, Compagnia assicurativa vita del Gruppo Athora. Tra gli italiani [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 8 maggio 2026 &#8211; – Tra coloro che hanno sottoscritto una soluzione di previdenza complementare, quasi un over 55 su tre (<strong>30%</strong>) prova rimpianto per averla sottoscritto troppo tardi. Lo rileva la prima wave 2026 dell’<em>Osservatorio</em> <em>Look to the Future</em><sup> (1)</sup> di <strong>Athora Italia</strong>, Compagnia assicurativa vita del Gruppo Athora.</p>



<p>Tra gli italiani che hanno sottoscritto strumenti come&nbsp;<strong>fondi pensione e PIP</strong>, il livello di soddisfazione è pressoché totale (<strong>91%</strong>). Emerge, tuttavia, un elemento critico legato al timing: il&nbsp;<strong>26%</strong>&nbsp;ritiene di aver aderito troppo tardi, con una percezione più diffusa nel Centro Italia (<strong>30%</strong>).</p>



<p>L’indagine, realizzata in collaborazione con&nbsp;<strong>Nomisma</strong>, evidenzia come genere, età e residenza geografica siano fattori determinanti nel definire gli approcci degli italiani verso la longevità e la previdenza pubblica e integrativa, mostrando sostanziali differenze sia nei sentimenti, sia nei comportamenti, così come nella percezione del loro presente e futuro.</p>



<p>La prospettiva di una vita più lunga genera emozioni contrastanti che variano sensibilmente lungo la penisola e tra le generazioni. Se la gioia e l’ottimismo (dichiarati dal&nbsp;<strong>27%&nbsp;</strong>del totale) sono più diffusi tra gli uomini (<strong>30%</strong>) e nel Centro Italia (<strong>30%</strong>), i giovani under 35 appaiono i più vulnerabili, registrando i livelli più alti di ansia (<strong>15%</strong>) e preoccupazione (<strong>22%</strong>)<strong>.</strong>&nbsp;Questa fragilità generazionale si riflette anche nelle preoccupazioni economiche, sentite dal&nbsp;<strong>33%</strong>&nbsp;della fascia più giovane (18-34 anni) e con un picco del&nbsp;<strong>34%</strong>&nbsp;tra i 35-54enni, contro appena il&nbsp;<strong>19%</strong>&nbsp;degli over 55, segnale di una maggiore precarietà percepita nelle fasi centrali della vita.</p>



<p>Il timore della non autosufficienza emerge come una questione prioritaria per il&nbsp;<strong>73%</strong>&nbsp;degli italiani, soprattutto per la componente femminile (<strong>81%</strong>) e per i più anziani (<strong>76%</strong>&nbsp;degli over 55). A destare le maggiori preoccupazioni è il peso dell’assistenza sui familiari (<strong>72%</strong>) e i costi correlati (<strong>68%</strong>). Per contrastare questi rischi e prepararsi all’avanzare dell’età, i comportamenti divergono tra aree geografiche e fasce d’età: se&nbsp;<strong>la cura della salute fisica</strong>&nbsp;è la strategia principale per gli over 55 (<strong>75%</strong>) e per i residenti al Centro Italia (<strong>67%</strong>), chi vive al Nord è più propenso all’accumulo di risorse economiche (<strong>50%</strong>), così come gli over 55 (<strong>52%</strong>). Malgrado ciò, gran parte della popolazione rimane inattiva, e in particolare il<strong>&nbsp;23%</strong>&nbsp;dei giovanissimi tende a rimandare il tema al futuro.</p>



<p>Tra chi non accumula risorse, le barriere finanziarie restano un ostacolo insormontabile per il&nbsp;<strong>53%</strong>&nbsp;degli italiani, in particolare per il&nbsp;<strong>64%</strong>&nbsp;delle donne e della fascia 35-54 anni.</p>



<p>Il divario demografico si conferma netto anche nell’ambito della previdenza. La sfiducia nel sistema pubblico accomuna il&nbsp;<strong>66%</strong>&nbsp;degli italiani, ma l’attivazione di strumenti complementari resta una prerogativa maschile e degli&nbsp;<strong>over 55</strong>&nbsp;(<strong>31%</strong>) e geograficamente localizzata al Nord (<strong>34%</strong>). Al contrario, i giovani mostrano un forte ritardo nell’adesione a strumenti di lungo periodo (solo il&nbsp;<strong>18%</strong>), pur manifestando l’interesse potenziale più alto: il&nbsp;<strong>49%</strong>&nbsp;degli under 35 ha infatti valutato soluzioni integrative senza ancora concretizzarle.</p>



<p>Anche le aspettative sulla rendita variano per area geografica e fascia d’età tra coloro che conoscono gli strumenti di previdenza complementare: se nel Sud Italia e nella fascia tra i 35-54 anni si auspica una pensione integrativa superiore ai 700 euro mensili -rispettivamente,&nbsp;<strong>41%</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>39%</strong>&nbsp;– la capacità di versamento effettivo è ridotta a meno di 100 euro al mese, soprattutto tra le donne (<strong>42%</strong>) e gli over 55 (<strong>43%</strong>).</p>



<p>I dati dell’Osservatorio evidenziano come la previdenza complementare non sia più un’opzione, ma una necessità strutturale per garantire la tenuta del proprio tenore di vita negli anni della pensione. Eppure, persistono ancora&nbsp;<strong>comportamenti “primitivi”</strong>, che portano a non avere un’idea di futuro e a non costruire un progetto concreto di lungo periodo.</p>



<p>Il paradosso tra l’elevata soddisfazione di chi ha già sottoscritto un piano e il diffuso rimpianto per averlo fatto troppo tardi deve quindi incoraggiare, specialmente le giovani generazioni, a uscire dall’inerzia e riconoscere che il momento per iniziare a&nbsp;<strong>disegnare il proprio domani è adesso</strong>.</p>



<p>Aderire il prima possibile a strumenti di lungo periodo permette infatti di massimizzare i benefici del tempo, creando&nbsp;<strong>antidoti all’incertezza</strong>&nbsp;e trasformando la longevità da fonte di ansia a opportunità di vita protetta e pianificata.</p>



<p><strong><em><sup>[1]</sup> 1.200 interviste complete e validate, popolazione 18-75 anni, periodo di rilevazione gennaio 2026</em></strong></p>
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		<item>
		<title>Il 42% dei 50-70enni non conosce l&#8217;impatto economico del pensionamento sul proprio tenore di vita, il 64% sogna la pensione a breve</title>
		<link>https://sestopotere.com/il-42-dei-50-70enni-non-conosce-i-limpatto-economico-del-pensionamento-sul-proprio-tenore-di-vita-il-64-sogna-la-pensione-a-breve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 09:48:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 7 maggio 2026 &#8211; Al via il nuovo progetto di Credem e ALMED (Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) indagine statistica su “Longevità e informazione” con l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei “Longennials” (termine che unisce longevità e millennials per definire [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Reggio Emilia &#8211; 7 maggio 2026 &#8211; Al via il nuovo progetto di Credem e ALMED (Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) indagine statistica su “Longevità e informazione” con l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei “Longennials” (termine che unisce longevità e millennials per definire i nuovi over 50 attivi) (*).  </p>



<p>L’<strong>81%</strong> degli over 50 intervistati considera fondamentale il benessere mentale e psicofisico, <strong>il 60% </strong>di chi ha figli<strong> </strong>dichiara di sentirne il peso della responsabilità, il <strong>42%</strong> dei soggetti afferma di provare ansia guardando al futuro, il <strong>74%</strong> dichiara di essere molto  informato, il <strong>42% </strong>dei lavoratori over 50 ignora quale sarà la reale differenza tra ultimo stipendio e pensione e il <strong>44%</strong> del campione riterrebbe utile una consulenza sulla pianificazione finanziaria per il proprio domani. </p>



<p>Per approfondire questi temi, spesso sottostimati, <strong>Credem </strong>all’interno dell’<strong>Osservatorio Opinion Leader 4 Future</strong>, progetto sull’informazione consapevole nato dalla collaborazione tra <strong>Credem </strong>e <strong>ALMED </strong>(Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’<strong>Università Cattolica del Sacro Cuore</strong>, sede centrale a Milano)<strong>, </strong>lancia una nuova iniziativa dedicata ad indagare le sfide, le opportunità e gli stati d’animo legati alla <strong>longevità </strong>in Italia che prende il via dai dati della nuova ricerca* dell’Osservatorio.</p>



<p>Più in dettaglio, il progetto ha l’obiettivo di fotografare la situazione in Italia dei “<strong>Longennials</strong>” (termine che unisce longevità e millennials per definire i nuovi over 50 attivi), segnata da incertezza e pressione dell’assistenza (caregiving), per trasformarla in un percorso di consapevolezza informativa. L&#8217;iniziativa<strong> </strong>parte da un <strong>approfondito lavoro di ricerca </strong>,<strong> </strong>condotta nelle scorse settimane dai ricercatori dell’Università Cattolica e in collaborazione con l’istituto di ricerca <strong>Bilendi,</strong> di cui oggi è rilasciata parte dei risultati e che continuerà con iniziative all’interno di <strong>tre incontri</strong> presso la sede <strong>dell&#8217;Ateneo</strong>, tra aprile e novembre 2026, dove docenti e studiosi analizzano le diverse dimensioni della longevità.</p>



<p><strong>LA RICERCA</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img decoding="async" width="400" height="599" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Giglioli-Condirettore-Centrale-di-Credem.jpg" alt="" class="wp-image-304405" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Giglioli-Condirettore-Centrale-di-Credem.jpg 400w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Giglioli-Condirettore-Centrale-di-Credem-200x300.jpg 200w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/05/Maurizio-Giglioli-Condirettore-Centrale-di-Credem-280x420.jpg 280w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>
</div>


<p>Il “day by day” degli over 50 intervistati dai ricercatori è caratterizzato da una <strong>forte centralità delle relazioni e della cura</strong>. In particolare, l&#8217;82% degli intervistati giudica positivamente i rapporti familiari e il 73% quelli amicali, tuttavia, il <strong>60% degli intervistati con figli sente il peso della responsabilità verso di loro e il 66% verso i genitori anziani</strong>. Quest’ultimo aspetto è avvertito maggiormente nelle fasce di popolazione con redditi medio-alti, dove la preoccupazione per i genitori in vita tocca il <strong>78%.</strong></p>



<p>In questo scenario, i pilastri del benessere individuale si spostano verso una dimensione più consapevole e salutista: l’<strong>alimentazione sana</strong> è un valore guida per l&#8217;<strong>85%</strong> del campione, seguita dalla ricerca dell’<strong>equilibrio psicofisico (81%)</strong> e dalla coltivazione di <strong>hobby e passioni (76%)</strong>. Per quanto riguarda la gestione del tempo libero, a fronte di una generale soddisfazione per lo spazio dedicato agli affetti (71%), circa <strong>quattro intervistati su dieci (38%)</strong> esprimono il <strong>desiderio di dedicare maggior tempo per i consumi culturali</strong> <strong>e mediali</strong>. Tale esigenza colpisce soprattutto le <strong>donne </strong>(<strong>45%</strong>) e chi è impegnato nella cura dei genitori (43%).</p>



<p>Sulla <strong>visione del futuro</strong> gli over 50 sono divisi tra curiosità (40%) e ansia (42%), con il 36% preoccupato dalla prospettiva di vivere oltre gli 85 anni. Mentre per i <strong>bisogni informativi</strong> i Longennials si autodichiarano come soggetti attenti all’informazione (74%) e si muovono con facilità tra canali digitali e tradizionali: il 35% predilige i canali tradizionali, il 36% quelli digitali e il 35% non esprime una preferenza, utilizzandoli in egual misura. </p>



<p>Per quanto riguarda le <strong>aspettative sulla pensione</strong> si evidenzia una forte differenza tra il desiderio di andare in pensione (64% vorrebbe il ritiro entro 5 anni) e la possibilità di farlo (30% potrà farlo).</p>



<p>Inoltre, dalla ricerca emerge che il 42% dei lavoratori over 50 ignora quale sarà l’effettiva differenza tra l&#8217;ultimo stipendio percepito e l&#8217;importo della futura pensione, tema che alimenta il timore per il 31% del campione che l&#8217;assegno pensionistico non sia sufficiente a coprire i propri progetti di vita. </p>



<p>In questo scenario, la pianificazione finanziaria diventa una priorità: circa il 60% dei Longennials esprime il bisogno di ricevere maggiori e migliori informazioni su investimenti e previdenza integrativa, cercando strumenti per tutelare il proprio tenore di vita futuro. Per orientarsi in queste scelte, il 47% del campione riconosce nel consulente della propria banca la figura di riferimento, preferendo per il 60% dei casi una consulenza guidata e di persona rispetto alle soluzioni interamente digitali. </p>



<p><strong>I COMMENTI</strong></p>



<p>“<em>Oltre</em> <em>20 anni è l’aspettativa media di vita dopo il pensionamento anche se spesso si sottovaluta l&#8217;impatto che una vita più lunga può avere sulle abitudini e sulle necessità del presente e anche del futuro</em>”, ha dichiarato <strong>Maurizio Giglioli</strong>, Condirettore Centrale di Credem. <em>“L’evidenza che il 42% dei Longennials guardi al domani con ansia, e che altrettanti non abbiano piena consapevolezza di quanto la riduzione del reddito al momento del pensionamento possa incidere sulla sostenibilità del proprio stile di vita, ci ha spinto a riflettere sull’importanza di una corretta informazione e sul ruolo consulenziale che la nostra banca deve mettere in campo a favore dei propri clienti. La ricerca conferma il bisogno rilevante delle persone&nbsp; essere&nbsp; orientati su questi temi e avvalora il percorso intrapreso da Credem: alzare la cifra della relazione “human” penetrando a fondo nelle dinamiche familiari, confermarsi guida nelle scelte previdenziali e finanziarie dei clienti, favorire il benessere personale e finanziario nel lungo periodo, in totale coerenza con la nostra promessa di Wellbanking”, </em>ha concluso Giglioli<em>.&nbsp;</em></p>



<p><em>“Prestare attenzione ai Longennials significa riconoscere una generazione che porta sulle spalle un forte carico emotivo, economico e organizzativo. Sono adulti ancora nel pieno della vita lavorativa, spesso con figli ancora giovani e genitori che iniziano ad aver bisogno di supporto costante. Questa doppia responsabilità li espone a stress, difficoltà finanziarie e una costante mancanza di tempo per sé. Ignorare questa realtà significa trascurare un segmento cruciale della società che tiene insieme famiglie, comunità e spesso anche pezzi di welfare informale. In questo scenario l’informazione ha un ruolo decisivo. Senza informazioni chiare, accessibili e affidabili, i Longennials rischiano di affrontare da soli un labirinto di burocrazia, scelte sanitarie, decisioni economiche e gestione emotiva. Con l’informazione giusta, invece, possono trasformare il peso in competenza, il caos in organizzazione, la solitudine in network e possibilità di collaborazione”, </em>ha dichiarato <strong>Sara Sampietro</strong><em>, </em>coordinatrice Osservatorio Opinion Leader 4 Future, Credem e Università Cattolica.</p>



<p>Queste evidenze sono state alla base di un incontro organizzato dall’Osservatorio il 30 aprile 2026 presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Largo Gemelli 1 a Milano. In particolare l&#8217;iniziativa, attraverso i contributi di esperti e docenti, ha approfondito il fenomeno dei “Longennials” analizzando come l’informazione consapevole e il benessere psicofisico siano elementi correlati in grado di trasformare le sfide dell&#8217;invecchiamento in opportunità di crescita individuale e sociale.&nbsp;</p>



<p>(*) <strong>NOTA METODOLOGICA </strong></p>



<p><em>Survey online CAWI (Computer Aided Web Interview), primo trimestre 2026, su panel proprietario Bilendi: 800 soggetti rappresentativi della popolazione italiana 50-70enne per genere, età e zona di residenza.</em></p>



<p><strong>DIDASCALIA</strong></p>



<p><em>Nella</em> <em> foto a lato  Maurizio Giglioli, Condirettore Centrale di Credem</em></p>
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		<item>
		<title>Ponte lungo del 1° maggio, 4 milioni di italiani in viaggio e 2 milioni di arrivi dall&#8217;estero</title>
		<link>https://sestopotere.com/ponte-lungo-del-1-maggio-4-milioni-di-italiani-in-viaggio-e-2-milioni-di-arrivi-dallestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 14:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 2 maggio 2026 &#8211; Il lungo ponte del 1° maggio, che unisce il fine settimana del 2 e 3 maggio, si conferma come un vero e proprio avvio anticipato della stagione estiva. CNA Turismo e Commercio stima circa 16 milioni di presenze complessive, concentrate su tre pernottamenti medi, che corrispondono a oltre [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 2 maggio 2026 &#8211; Il lungo ponte del 1° maggio, che unisce il fine settimana del 2 e 3 maggio,  si conferma come un vero e proprio avvio anticipato della stagione estiva. CNA Turismo e Commercio stima circa 16 milioni di presenze complessive, concentrate su tre pernottamenti medi, che corrispondono a oltre 6,5 milioni di arrivi sull’intero territorio nazionale.</p>



<p>Il turismo domestico rappresenterà l’asse portante del ponte, con circa 4 milioni di turisti italiani e 11 milioni di presenze, a conferma di una scelta orientata a vacanze vissute per l’intero periodo disponibile, di prossimità e ad alto valore esperienziale, nonostante il caro‑vita e l’aumento dei costi energetici. </p>



<p>Il contributo dei turisti stranieri, pur risentendo delle tensioni geopolitiche, resta comunque significativo, con circa 2 milioni di arrivi e 5 milioni di presenze, concentrate soprattutto nelle città d’arte, nei principali poli culturali e nelle destinazioni a maggiore attrattività internazionale.</p>



<p>Il giro d’affari complessivo generato dal ponte del 1° maggio viene stimato sui 2,5 miliardi di euro, includendo ricettività, ristorazione, trasporti, shopping, attività esperienziali e culturali, visite a musei e siti archeologici, oltre ai circuiti delle vie del vino, del gusto e delle eccellenze artigianali.</p>



<p>Sul fronte delle destinazioni, dominano le località marine, in particolare nel Centro‑Sud, seguite da città d’arte, montagna, borghi, terme e turismo open‑outdoor, con una crescente diffusione dei flussi anche nelle aree interne e nei piccoli comuni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Ecco le top 30 destinazioni più amate dagli italiani per il ponte del 1° maggio, la classifica di Holidu: Roma regina</title>
		<link>https://sestopotere.com/ecco-le-top-30-destinazioni-piu-amate-dagli-italiani-per-il-ponte-del-1-maggio-la-classifica-di-holidu-roma-regina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 13:09:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 28 aprile 2026 &#8211; Il Primo Maggio cade di venerdì quest’anno e ciò significa avere la possibilità di approfittare di un piacevole weekend lungo per visitare luoghi vecchi e nuovi: ma quali sono quelli più gettonati quest’anno? Holidu, portale di prenotazione di case e appartamenti vacanza tra i più rilevanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 28 aprile 2026 &#8211; Il Primo Maggio cade di venerdì quest’anno e ciò significa avere la possibilità di approfittare di un piacevole weekend lungo per visitare luoghi vecchi e nuovi: ma quali sono quelli più gettonati quest’anno?<a href="https://www.holidu.it/"> <u>Holidu</u></a>, portale di prenotazione di case e appartamenti vacanza tra i più rilevanti d’Europa, ha realizzato la classifica delle top 30 destinazioni più amate dagli italiani per il ponte del primo maggio, indicando, inoltre, anche il prezzo medio delle case vacanze per ciascuna località.<br></p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td><strong>Posizione</strong></td><td><strong>Città</strong></td><td><strong>Regione o Paese Estero</strong></td><td><strong>Prezzo medio alloggi a notte a persona</strong></td></tr><tr><td><strong>1</strong></td><td><strong>Roma</strong></td><td><strong>Lazio</strong></td><td><strong>251 €</strong></td></tr><tr><td><strong>2</strong></td><td><strong>Firenze</strong></td><td><strong>Toscana</strong></td><td><strong>266 €</strong></td></tr><tr><td><strong>3</strong></td><td><strong>Napoli</strong></td><td><strong>Campania</strong></td><td><strong>139 €</strong></td></tr><tr><td><strong>4</strong></td><td><strong>Parigi</strong></td><td><strong>Francia</strong></td><td><strong>364 €</strong></td></tr><tr><td><strong>5</strong></td><td><strong>Barcellona</strong></td><td><strong>Spagna</strong></td><td><strong>379 €</strong></td></tr><tr><td><strong>6-29</strong></td><td>…</td><td></td><td><br></td></tr><tr><td><strong>30</strong></td><td><strong>La Spezia</strong></td><td><strong>Liguria</strong></td><td><strong>150 €</strong></td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a> <strong>Italia batte estero.</strong></h2>



<p>Anche per il primo maggio 2026 si conferma la preferenza degli italiani per le mete nostrane: 25 località italiane contro 5 estere compongono la top 30 delle destinazioni più ambite, con un rapporto ancora più marcato a vantaggio delle località italiane rispetto al 2025, quando erano ben 10 le mete estere nella graduatoria. <u><strong>Roma</strong></u> rimane al primo posto: nella città eterna il prezzo medio di un alloggio è di 251 euro a notte per persona.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img decoding="async" width="598" height="414" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2020/04/firenze.jpg" alt="" class="wp-image-139098" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2020/04/firenze.jpg 598w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2020/04/firenze-300x208.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2020/04/firenze-218x150.jpg 218w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /><figcaption class="wp-element-caption">Firenze</figcaption></figure>
</div>


<p>Segue Firenze che fa un balzo di 15 posizioni e va al secondo posto (266 euro), mentre restano invariati il terzo e quarto posto, con <u><strong>Napoli</strong></u> (139 euro) che precede <u><strong>Parigi</strong></u> (364 euro). Perde tre posizioni e scivola al quinto posto <u><strong>Barcellona</strong></u>: per soggiornare nella capitale catalana sono necessari 379 euro a notte in media.</p>



<p>Milano, che era assente nella classifica dello scorso anno, probabilmente spinta dalla settimana del design, occupa un ottimo sesto posto (174 euro). <u>Londra</u> recupera due posizioni e si piazza al settimo posto (292 euro), mentre è Palermo (127 euro) a fare il balzo in avanti più grande: sale di 22 posizioni e si posiziona all’ottavo posto. Altro balzo importante è quello di Assisi (162 euro), che recupera ben 18 posizioni e sale al nono posto, mentre chiude la top 10 Bologna: per soggiornare nel capoluogo emiliano, sono necessari in media 192 euro a notte.</p>



<p><strong>Veneto regina delle regioni, seguono Toscana, Campania e Liguria</strong></p>



<p>Il Veneto ha quattro località presenti nella top 30: si tratta di Venezia all’11mo posto, Verona al 13mo posto, Peschiera del Garda al 26mo e Caorle al 29mo.</p>



<p>Tre le località in classifica per la <u>Toscana</u>: oltre a Firenze (2ª), anche Follonica (25ª), e Lucca (28ª). Tre le mete anche per la <u>Liguria</u>: Varazze (16ª), Genova (17ª) e La Spezia (30ª), così come la <u>Campania</u> che si vede rappresentata in questa speciale classifica, oltre che da Napoli al terzo posto, anche da Sorrento (19ª) e da Santa Maria di Castellabate (27ª). Con due località ciascuna troviamo il Lazio, rappresentato da Roma (1ª) e Sperlonga (18ª); la <u>Sicilia</u> con Palermo (8ª) e Catania (15ª); <strong>l’Emilia-Romagna con Bologna (10ª) e Rimini (24ª)</strong>, oltre alla <u>Puglia</u> con Alberobello (20ª) e Bari (22ª).</p>



<p>Le regioni con una sola località in classifica sono l’Umbria con Assisi al nono posto, la Lombardia con <u>Milano</u> sesta, il Piemonte con <u>Torino</u> 12ma e il Friuli-Venezia Giulia con Lignano Sabbiadoro al 21mo posto.</p>



<p><strong>La Spagna domina tra le località oltreconfine</strong></p>



<p>Tra le destinazioni estere presenti nella top 30, spicca la <strong>Spagna</strong>, con tre località, ossia <strong>Barcellona (5ª)</strong>, <strong>Valencia (14ª)</strong> e <strong>Madrid (23ª)</strong>, a dimostrazione del fascino costante delle sue città balneari o della capitale con tutta la sua maestosità. Parigi e Londra completano il quintetto delle località estere entrambe in top 10, rispettivamente al quarto e settimo posto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a></a> <strong>Le città più costose? Parigi e Barcellona in primis, Sorrento la più costosa tra le italiane.</strong></h2>



<p>Anche quest’anno spiccano alcune mete per i prezzi medi particolarmente elevati. La località più costosa è Barcellona con 379 euro a notte, segue Parigi con 364 euro, davanti a Sorrento con 334: queste tre località sono le uniche a superare la soglia dei 300 euro a notte. Immediatamente dopo ma comunque sopra i 200 euro a notte troviamo Londra con 292 euro, <u>Firenze</u> con 266 euro, Venezia con 262 euro, Roma con 251 euro e infine Madrid con 249 euro.</p>


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<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="449" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/12/statua-nettuno-bologna.jpg" alt="" class="wp-image-233835" style="aspect-ratio:1.336349399686793;width:579px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/12/statua-nettuno-bologna.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2023/12/statua-nettuno-bologna-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<p>All’estremo opposto della classifica, tra le località più accessibili troviamo Catania, la più economica in assoluto con i suoi 103 euro a notte, un euro in meno di <u>Lignano Sabbiadoro</u>, cui segue Caorle con 113 euro, Follonica con 118, <u>Santa Maria di Castellabate</u> con 122 euro e <u>Palermo</u> con 127 euro a notte.</p>



<p>Da notare come la convenienza economica non escluda l’attrattiva turistica: molte di queste destinazioni sono infatti tra le preferite dagli italiani, segno che qualità e prezzo possono andare di pari passo.<strong> </strong></p>



<p><strong>Metodologia:</strong></p>



<p>Nella graduatoria sono state indicate le destinazioni più cercate sul sito Holidu.it per soggiorni aventi arrivo compreso tra il 28 e il 30 aprile 2026 e partenza compresa tra il 3 e il 4 maggio 2026. Per ciascuna destinazione sono poi stati indicati i prezzi delle case vacanze (in media a notte per alloggio). I dati sono stati estratti lunedì 27 aprile 2026.</p>



<p><strong>A proposito di Holidu</strong></p>



<p>La missione di Holidu è rendere l’ospitalità e la prenotazione di case vacanze senza pensieri e piena unicamente della gioia che ogni viaggio sa regalare. Attraverso il portale di prenotazione, gli ospiti possono prenotare la loro sistemazione per le vacanze con totale tranquillità e in completa sicurezza. Inoltre, con la sua piattaforma di software e servizi, Holidu consente agli host di attirare più prenotazioni riducendo al minimo lo sforzo necessario. I fratelli Johannes e Michael Siebers hanno fondato Holidu nel 2014. La società, in rapida crescita, impiega oltre 500 professionisti e ha sede a Monaco di Baviera. Può inoltre contare su uffici locali nelle destinazioni turistiche più gettonate d’Europa. <br>Per ulteriori informazioni visita il sito <a href="https://www.holidu.it/"><u>www.holidu.it</u></a></p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2022/03/rimini-porta.jpg" alt="" class="wp-image-186728" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2022/03/rimini-porta.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2022/03/rimini-porta-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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		<title>Restituzione opere d’arte dagli Usa con il ministro Giuli e l’ambasciatore Usa Fertitta</title>
		<link>https://sestopotere.com/restituzione-opere-darte-dagli-usa-con-il-ministro-giuli-e-lambasciatore-usa-fertitta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 06:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 25 aprile 2026 &#8211; Il 29 aprile 2026, alle ore 17:00, a Roma, nel Chiostro della caserma “La Marmora” si terrà la presentazione di alcune opere d’arte rimpatriate dagli Stati Uniti. Interverranno: il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli; l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America, Tilman J. Fertitta; il Comandante Carabinieri Comando [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 25 aprile 2026 &#8211; Il 29 aprile 2026, alle ore 17:00, a Roma, nel Chiostro della caserma “La Marmora” si terrà la presentazione di alcune opere d’arte rimpatriate dagli Stati Uniti.</p>



<p>Interverranno: il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli; l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America, Tilman J. Fertitta; il Comandante Carabinieri Comando Unità Mobili e Specializzate “Palidoro”, Generale di Corpo d&#8217;Armata Massimo Mennitti e il Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Antonio Petti.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di recupero e contrasto al traffico illecito di beni culturali condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in collaborazione con le autorità statunitensi.</p>



<p> In particolare, la sinergia con il Manhattan District Attorney’s Office, l’FBI e l’Homeland Security Investigations ha consentito, dal 2021 ad oggi, il rimpatrio in Italia di centinaia di opere d’arte.</p>
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		<title>Per il weekend del 25 aprile circa 4,7 milioni di pernottamenti stimati nelle strutture ricettive</title>
		<link>https://sestopotere.com/per-il-weekend-del-25-aprile-circa-47-milioni-di-pernottamenti-stimati-nelle-strutture-ricettive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 12:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 24 aprile 2026 &#8211; Non sarà il “grande ponte” dei calendari favorevoli, ma il 25 aprile resta una data simbolica per il turismo italiano: l’avvio della stagione dei viaggi primaverili e, insieme, la prima prova generale in vista dell’estate. Per il weekend del 25 aprile, il tasso medio di saturazione [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 24 aprile 2026 &#8211; Non sarà il “grande ponte” dei calendari favorevoli, ma il 25 aprile resta una data simbolica per il turismo italiano: l’avvio della stagione dei viaggi primaverili e, insieme, la prima prova generale in vista dell’estate.</p>



<p>Per il weekend del 25 aprile, il tasso medio di saturazione della ricettività disponibile sui portali online si attesta all’80%, con circa 4,7 milioni di pernottamenti stimati nelle strutture ricettive italiane. Saranno soprattutto micro-vacanze, di breve durata e verso mete vicine, ma sufficienti a dare una spinta ai consumi turistici di primavera. </p>



<p> quanto emerge dal monitoraggio realizzato dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti.</p>



<p>La domanda si concentrerà soprattutto sulle destinazioni di prossimità: città d’arte, borghi, località outdoor, mare e montagna. Le performance migliori si registrano nelle aree montane, dove la saturazione dell’offerta disponibile online raggiunge l’89%, seguite dalle città e dai centri d’arte all’85% e dalle località marine all’84%. Più contenuti i valori per laghi, 75%, località termali, 74%, e aree rurali e di collina, 73%.</p>



<p>Anche sul piano territoriale emergono andamenti differenziati. I tassi più elevati sono rilevati nel Nord Est e nel Nord Ovest, entrambi all’83%, trainati in particolare da Trentino-Alto Adige e Lombardia. Il Centro si attesta all’80%, con la Toscana in evidenza, mentre Sud e Isole si fermano al 75%, con risultati migliori per Sardegna, Puglia e Sicilia.</p>



<p>Il quadro resta però segnato da una forte incertezza. Le tensioni geopolitiche, la crisi energetica e la volatilità dei prezzi dei trasporti stanno incidendo sulle scelte dei viaggiatori e potrebbero ridisegnare i comportamenti turistici nei prossimi mesi. La tendenza già visibile è quella di soggiorni più brevi, maggiore attenzione al budget e preferenza per mete considerate più sicure e raggiungibili anche con mezzo proprio.</p>



<p>In questo scenario, le imprese turistiche e della ristorazione sono già impegnate nella pianificazione della stagione estiva, in particolare nell’organizzazione dei servizi e nel reclutamento del personale. Secondo i dati Unioncamere-Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, su oltre 224mila imprese horeca con dipendenti interpellate, il 36,2% prevede nuove entrate di personale e collaboratori nel trimestre aprile-giugno 2026: in totale 418mila unità, oltre 20mila in più rispetto allo stesso periodo del 2025.</p>



<p>La domanda di lavoro si concentra soprattutto nella ristorazione e somministrazione, con 301mila entrate previste. Le figure più richieste sono camerieri di sala, pari a circa il 39% del totale, banconieri di bar, aiuto cuoco, cuochi di ristorante, camerieri di bar, banconieri di gelateria e baristi. Per il 44% dei profili ricercati le imprese prevedono difficoltà di reperimento, soprattutto per il ridotto numero di candidati disponibili.</p>



<p>Nella ricettività le entrate previste sono 22,5mila. Le figure più richieste sono addetti alla reception, circa il 78% del totale, portieri notturni, portieri d’albergo, responsabili del ricevimento e della portineria, addetti al customer service, responsabili delle prenotazioni alberghiere e addetti alla pulizia delle camere. Anche in questo comparto le difficoltà di reperimento restano elevate: riguardano il 41% delle figure ricercate, per carenza numerica o inadeguatezza dei candidati.</p>



<p>“<em>Per ora i dati del 25 aprile sono incoraggianti, anche se fotografano una domanda ancora breve e di prossimità, per motivi di calendario”,&nbsp;</em>commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti.<em>&nbsp;“Il turismo italiano si conferma reattivo, ma il contesto rimane complicato. Anche se le previsioni più di lungo periodo sono difficili, le tensioni geopolitiche, la crisi energetica e la volatilità dei prezzi dei trasporti potrebbero modificare i comportamenti dei viaggiatori nei prossimi mesi, aprendo scenari nuovi per il nostro Paese. Molti italiani stanno già programmando vacanze estive più brevi e orientate verso mete nazionali percepite come più sicure; allo stesso tempo, molti europei guardano con maggiore interesse alle destinazioni a breve raggio. Molto dipenderà dall’evoluzione dello scenario internazionale, ma ci attendiamo un rafforzamento del turismo di prossimità, anche per la possibilità di spostarsi con mezzo proprio e mantenere un controllo più diretto sul budget della vacanza. Le imprese, intanto, stanno lavorando per preparare la stagione, organizzare i servizi e trovare i profili professionali necessari</em>”.</p>
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		<title>Sicurezza alimentare e nazionale: 6 italiani su 10 non si sentono pronti a una crisi di lungo periodo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 08:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Modena, 21 aprile 2026 – La sicurezza alimentare non è più solo una questione di filiera, ma una leva strategica per la tenuta economica e sociale del Paese. Eppure, il 61% degli italiani dichiara di non sentirsi preparato ad affrontare una crisi alimentare strutturale e di lungo periodo. È uno dei dati [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Modena, 21 aprile 2026 – La sicurezza alimentare non è più solo una questione di filiera, ma una leva strategica per la tenuta economica e sociale del Paese. Eppure, il 61% degli italiani dichiara di non sentirsi preparato ad affrontare una crisi alimentare strutturale e di lungo periodo. </p>



<p>È uno dei dati chiave che emergono dalla ricerca “Sicurezza alimentare in Europa: la percezione dei consumatori italiani” [1], realizzata da Excellera Intelligence e presentata da Tetra Pak il 17 aprile scorso nella propria sede di Modena.</p>



<p>La presentazione si è svolta nel contesto del confronto “Made in Italy e resilienza. Il ruolo della filiera agroalimentare nelle strategie di sicurezza nazionale”, inserito nelle celebrazioni per la Giornata Nazionale del Made in Italy e in una fase di rinnovata attenzione istituzionale sul tema, anche alla luce della crisi in corso in Medio Oriente.</p>



<p>In apertura dei lavori, Paolo Maggi, (<em>nella foto</em>) Presidente e Managing Director Tetra Pak South Europe, ha sottolineato come oggi food safety e food security siano sempre più interconnesse: “Oggi food safety e food security sono inscindibili: garantire il cibo significa assicurarne igiene e qualità, ma anche accesso e disponibilità, soprattutto quando il sistema è sotto stress. Molte crisi alimentari non nascono dalla mancanza di cibo, ma dalle interruzioni delle infrastrutture che ne rendono possibile la conservazione e la distribuzione. Come Tetra Pak abbiamo voluto promuovere questo confronto proprio per mettere attorno a un tavolo istituzioni, industria e filiera e contribuire a soluzioni concrete e implementabili. La sicurezza alimentare è un obiettivo permanente e condiviso, che richiede cooperazione e una visione di lungo periodo”.<br>Nel quadro degli interventi istituzionali, Giacomo Vigna, Direttore della Divisione Agroindustria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha ribadito: “Il MIMIT conferma il proprio impegno a sostegno di politiche industriali fondate su strumenti di assessment come il “Food Security Test”, fondamentali per valorizzare e rafforzare la leadership manifatturiera italiana”.</p>



<p><strong>IL SONDAGGIO</strong></p>



<p>La survey, illustrata da Aldo Cristadoro, CEO di Excellera Intelligence, fotografa una consapevolezza diffusa della vulnerabilità del sistema.</p>



<p>Il 65% degli italiani ritiene che la filiera che garantisce la sicurezza alimentare sia esposta a rischi capaci di comprometterne il funzionamento, una quota superiore alla media europea (62%). Tra i rischi percepiti come più rilevanti emergono contaminazione e deterioramento del cibo (67%), malattie degli animali (62%) ed eventi climatici estremi (42%), seguiti dalla mancanza di adeguati sistemi di confezionamento (39%).</p>



<p>Il legame sempre più stretto tra sicurezza alimentare e contesto geopolitico è stato richiamato da Antonella Rossetti, membro del Gabinetto del Commissario europeo per l’Agricoltura e il Cibo: “Come ricordato dal Commissario Christophe Hansen alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, ‘se discutiamo di sicurezza senza includere il cibo, stiamo coprendo solo metà del campo di battaglia’. Oggi serve passare da una logica di reazione a una di preparazione”.</p>



<p>Accanto alle preoccupazioni, emerge una fiducia cauta: il 58% degli italiani ritiene che il sistema possa reggere a crisi gravi o eventi estremi, seppur con difficoltà localizzate. In caso di interruzioni dell’approvvigionamento, le principali preoccupazioni riguardano l’aumento dei prezzi (71%), la scarsità di alcuni prodotti (41%) e la riduzione dell’accesso al cibo per le fasce più fragili (32%). In questo scenario, gli alimenti confezionati sono percepiti come l’opzione più sicura.</p>



<p>Guardando alle politiche europee sugli imballaggi, i consumatori italiani chiedono che il legislatore dia priorità a prevenzione della contaminazione (51%), conservazione nel tempo (43%) e accessibilità economica del cibo (31%). Non a caso, il 76% [2] ritiene che senza soluzioni di packaging adeguate la capacità di affrontare una crisi alimentare sarebbe ridotta, mentre oltre l’80%[3] sottolinea l’importanza di filiera e approvvigionamenti europei per ridurre i rischi di interruzione.</p>



<p><strong>I COMMENTI</strong></p>



<p>Sul ruolo del packaging come infrastruttura strategica è intervenuta Sara Roversi, Founder &amp; President di Future Food Institute: “La sicurezza alimentare si gioca nella capacità di connettere produzione, trasformazione e accesso. In questo spazio, realtà come Tetra Pak sono infrastrutture invisibili ma essenziali, perché rendono possibile l’accesso al cibo anche nei contesti più fragili”.</p>



<p>Nel corso della tavola rotonda “La sicurezza alimentare come chiave per la difesa nazionale”, organizzata durante l’evento Tetra Pak, Michele Barcaiuolo, Senatore della Repubblica e membro della Commissione Affari esteri e Difesa, ha affermato: “Con il disegno di legge sulla sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti alimentari proponiamo strumenti concreti: un piano nazionale, una cabina di regia e sistemi di scorte strategiche. La sicurezza alimentare deve diventare un criterio guida delle decisioni europee, introducendo strumenti come un vero Food Security Test”.</p>



<p>Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato Filiera Italia, ha aggiunto: “Abbiamo chiesto l’attivazione di stock strategici agroalimentari per rendere il Paese meno esposto a shock globali e interruzioni delle supply chain e abbiamo quindi proposto di prevedere nel fondo competitività risorse adeguate per le infrastrutture di stoccaggio europee oggi inesistenti. Accogliamo con favore l’istituzione di un Piano nazionale, da inserire in un quadro comunitario”.</p>



<p>Maurizio Gardini, Presidente Conserve Italia, ha commentato: “La sostenibilità è centrale, ma va perseguita senza compromettere la capacità produttiva. Servono politiche europee che tengano insieme transizione, competitività e sicurezza alimentare”.</p>



<p>A evidenziare il ruolo del packaging è stato Andrea Taglini, Consigliere UCIMA: “Lo studio mostra che la sicurezza alimentare è percepita come un sistema fragile. In questo contesto il packaging non è un dettaglio, ma una leva di sicurezza nazionale”.</p>



<p>A chiudere l’evento, Davide Baruffi, Assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna: “Sicurezza e sostenibilità sono obiettivi irrinunciabili. Per raggiungerli, agricoltura e industria devono camminare insieme, mettendo a sistema imprese, ricerca e competenze”.</p>



<p><strong>INFO E METODOLOGIA</strong></p>



<p>[1: La ricerca “Sicurezza alimentare in Europa: la percezione dei consumatori italiani”, commissionata da Tetra Pak, è stata condotta da Excellera Intelligence in Italia, Germania, Francia e Spagna con 800 interviste per ciascun Paese su popolazione 18–74 anni. Le rilevazioni sono state realizzate con metodologia CAWI su questionario strutturato di circa 12 minuti, su campione casuale stratificato per genere, età, titolo di studio, occupazione e area di residenza. Periodo di esecuzione: fine febbraio – marzo 2026.]</p>



<p>[2: Dato derivante dalla somma tra le risposte “Molto d’accordo” (18%) e “Abbastanza d’accordo” (58%).]</p>



<p>[3: Dato derivante dalla somma tra le risposte “Molto d’accordo” (19%) e “Abbastanza d’accordo” (64%).]</p>



<p><strong>TETRA PAK</strong></p>



<p>Tetra Pak è un’azienda leader a livello mondiale nella lavorazione degli alimenti e nelle soluzioni di confezionamento. In collaborazione con i nostri clienti e fornitori, garantiamo ogni giorno l’accesso a cibi sicuri e nutrienti a centinaia di milioni di persone in oltre 160 Paesi.<br>Con oltre 24.000 dipendenti in tutto il mondo, ci impegniamo a rendere il cibo sicuro e disponibile, ovunque, e promettiamo di proteggere ciò che è buono: il cibo, le persone e il pianeta.</p>


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