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	<title>Società, cultura, sport &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Società, cultura, sport &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Ferie 2026: gli italiani dicono addio alle partenze agostane e si indebiteranno per sostenere la vacanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 07:51:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 17 luglio 2026 &#8211; Se fino a qualche anno fa la maggior parte degli italiani faceva le vacanze estive durante il mese di agosto, tra chi partirà quest’anno ben 1 su 2 lo farà a luglio e/o settembre. La durata media delle vacanze sarà di soli 11 giorni e più di 1 vacanziere su 2 raggiungerà la destinazione finale [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211;  17 luglio 2026 &#8211; Se fino a qualche anno fa la maggior parte degli italiani faceva le vacanze estive durante il mese di agosto, tra chi partirà quest’anno ben 1 su 2 lo farà a luglio e/o settembre. La durata media delle vacanze sarà di soli 11 giorni e più di 1 vacanziere su 2 raggiungerà la destinazione finale in auto. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine di Facile.it commissionata all’istituto di ricerca <em>EMG</em> (*).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le vacanze degli italiani</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio – realizzato su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta – ha indagato a&nbsp;<strong>360 gradi come saranno le vacanze estive degli italiani</strong>. Come detto,&nbsp;<strong>non siamo più il popolo delle ferie di agosto</strong>, tanto che quest’anno saranno quasi&nbsp;<strong>16 milioni</strong>&nbsp;coloro che si concederanno un viaggio durante i mesi di&nbsp;<strong>luglio e/o settembre</strong>&nbsp;e poco più di 4,1 milioni quelli che le ferie estive le hanno già fatte a giugno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando più nel dettaglio i risultati dello studio, emerge che&nbsp;<strong>luglio</strong>&nbsp;sia il periodo prediletto dai rispondenti con un’età compresa tra&nbsp;<strong>i 45 e i 54 anni</strong>; se a livello nazionale, tra chi partirà, questo mese è scelto dal 28,4% degli intervistati, nel sottocampione analizzato la percentuale arriva addirittura al 37%.&nbsp;<strong>Settembre</strong>, invece, è il mese preferito dai&nbsp;<strong>65-74enni</strong>&nbsp;(42,1% vs 28,8% Italia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda la&nbsp;<strong>durata delle vacanze</strong>, dall’indagine emerge che, in media, gli italiani rimarranno fuori casa per&nbsp;<strong>11 giorni</strong>. Quasi 1 rispondente su 4, vale a dire circa&nbsp;<strong>7 milioni di persone</strong>, ha ammesso di aver deciso di&nbsp;<strong>accorciare il proprio soggiorno</strong>&nbsp;rispetto all’idea iniziale e, di questi, oltre&nbsp;<strong>5,2 milioni</strong>&nbsp;lo hanno fatto&nbsp;<strong>a causa del rincaro dei costi</strong>&nbsp;generali della vita o del viaggio stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dove soggiorneranno</strong>&nbsp;i nostri connazionali durante le ferie? Fra le sistemazioni predilette, si certifica un vero e proprio boom delle case vacanze che, da sole, raccolgono&nbsp;<strong>il 26,9% delle preferenze</strong>&nbsp;(ovvero più di 7,6 milioni di viaggiatori). Per fare meglio delle case, strutture tipiche della vacanza fai da te, alberghi, hotel, agriturismi e B&amp;B devono unire le forze e solo sommando le quattro voci del&nbsp;<strong>turismo “professionale”</strong>&nbsp;si arriva ad una percentuale del 38,2%, pari a poco meno di&nbsp;<strong>11 milioni di individui.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le mete preferite</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se la maggior parte dei rispondenti, per queste vacanze, resterà in Italia, saranno oltre&nbsp;<strong>6,2 milioni</strong>&nbsp;coloro che viaggeranno in&nbsp;<strong>Europa</strong>; tra di loro il 22,4% in Spagna, il 14,5% in Grecia e il 10,8% in Francia. Guardando ai&nbsp;<strong>viaggi a lunga percorrenza</strong>, invece, il 2,1% andrà in Asia, l’1,9% in America Latina, l’1,4% in Medio Oriente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Appena l’1% ha dichiarato che andrà in Nord America</strong>, un dato fortemente in calo se si considera che secondo l’Istat, nel 2022, gli italiani che hanno trascorso una vacanza negli Stati Uniti erano quasi il 3%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando, invece, al&nbsp;<strong>mezzo di trasporto, l’automobile rimane quello preferito</strong>, indicata da più di&nbsp;<strong>15,8 milioni di vacanzieri</strong>&nbsp;(55,5%), in particolar modo dai 45-54enni (66,6%) e dagli abitanti del Nord Est (67,2%). Al secondo posto&nbsp;<strong>l’aereo</strong>, mezzo che verrà utilizzato da oltre&nbsp;<strong>8,7 milioni di italiani</strong>&nbsp;(30,7%), soprattutto fra i più giovani; nella fascia anagrafica 25-34 anni la percentuale raggiunge il 54%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come scelgono la destinazione</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ma&nbsp;<strong>come hanno scelto la destinazione</strong>&nbsp;e la tipologia del viaggio gli italiani prossimi alla vacanza? Il 36,1% ha dichiarato di&nbsp;<strong>esserci già stato</strong>, 1 su 4 è stato&nbsp;<strong>consigliato da amici/parenti/colleghi</strong>&nbsp;mentre per più di 7 milioni è stato il&nbsp;<strong>budget a guidare la decisione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante oggi i&nbsp;<strong>social network e gli influencer</strong>&nbsp;ci accompagnino durante la quotidianità in non poche occasioni, quando si parla di vacanze&nbsp;<strong>il loro potere, in qualche modo si affievolisce</strong>; solo il 9,7% dei rispondenti ha ammesso di essersi fatto ispirare da quanto visto sui profili social dei content creators.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La spesa media</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine ha anche indagato <strong>quanto si spenderà per le vacanze 2026</strong>: gli italiani hanno dichiarato che, considerando solo <strong>trasporti e alloggio</strong>, gli italiani spenderanno mediamente <strong>939 euro a testa</strong>, valore che spiega come mai in tanti abbiano scelto di ricorrere ad un <strong>prestito personale</strong> per far pesare il meno possibile questa uscita sul budget familiare; secondo le stime di Facile.it (**) nei primi cinque mesi del 2026, per questa finalità sono stati <strong>erogati finanziamenti</strong> per un valore totale che arriva a circa <strong>170 milioni di euro</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nota metodologica</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">(<em>*) Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">(**) <em>Analisi sui prestiti condotta da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 400.000 richieste di prestiti personali raccolte online da gennaio a maggio 2025 e 2026.</em></p>
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		<title>Sette lettori su 10 nel tempo libero leggono esclusivamente libri cartacei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 07:26:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; Secondo l’Indagine “I cittadini e il tempo libero” realizzata nel 2024 e pubblicata in questi giorni dall&#8217;Istat, è pari al 57,1% la percentuale di persone di sei anni e più che dichiarano di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (nel tempo libero, per [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 13 luglio 2026 &#8211; Secondo l’Indagine “I cittadini e il tempo libero” realizzata nel 2024 e pubblicata in questi giorni dall&#8217;Istat, è pari al 57,1% la percentuale di persone di sei anni e più che dichiarano di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (nel tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici o per altri motivi), quota in lieve diminuzione rispetto al 2015 (59,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i bambini fino a cinque anni, il 51,9% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, secondo l’Indagine “Aspetti della vita quotidiana”, il 14,9% delle persone di sei anni e più si è recata in biblioteca almeno una volta, dato stabile rispetto a 10 anni fa (15,1%).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lettura di libri, prelettura e fruizione delle biblioteche</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La lettura di libri, la familiarizzazione con la lettura dei bambini in età prescolare (prelettura) e la frequentazione delle biblioteche costituiscono aspetti fondamentali delle pratiche culturali della popolazione. Negli ultimi anni le modalità di fruizione hanno subito profonde trasformazioni, influenzate anche dalla diffusione di Internet e delle tecnologie digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le Indagini Multiscopo sulle Famiglie “I cittadini e il tempo libero” (CTL) e “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) approfondiscono anche i comportamenti e gli atteggiamenti legati al tempo libero e alla partecipazione culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i principali temi oggetto di analisi rientrano le modalità con cui le persone accedono ai contenuti culturali, considerando sia i mezzi tradizionali sia quelli digitali. Ciò consente di cogliere all’interno dell’evoluzione dei comportamenti e degli stili di consumo culturale il ruolo sempre più rilevante delle nuove tecnologie, ormai componente significativa della vita quotidiana e nei processi di accesso all’informazione e all’intrattenimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quasi sei persone su 10 hanno letto almeno un libro nell’anno</strong><s></s></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, secondo l’indagine CTL, è del 57,1% la quota di persone di sei anni e più che dichiarano di avere letto almeno un libro nel corso dell’anno durante il tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici (non considerando i libri di testo obbligatori) o per altri motivi, per un totale di circa 32 milioni di persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi per età evidenzia come la lettura sia particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, fascia in cui si registra il valore più elevato (78,9%) mentre con l’avanzare dell’età tale abitudine tende progressivamente a diminuire (37,5% tra gli individui di 75 anni e più).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lettura di libri, inoltre, presenta una marcata differenza di genere: le donne mostrano una maggiore propensione rispetto agli uomini: il 62,6% contro il 51,2%. Il divario interessa tutte le classi di età, cresce progressivamente dall’adolescenza fino all’età adulta, raggiungendo il massimo tra i 45 e i 54 anni (+17,4 punti percentuali), per poi ridursi nelle età successive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’andamento nel tempo evidenzia una progressiva diminuzione della quota complessiva di lettori di libri, che passa dal 60,0% nel 2000 al 57,1% nel 2024. Il calo ha interessato sia gli uomini sia le donne (tra gli uomini la quota di lettori passa dal 54,9% al 51,2%, tra le donne dal 64,9% al 62,6%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emergono forti disuguaglianze territoriali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione contro il 47% del Mezzogiorno. Anche istruzione e reddito influenzano significativamente le abitudini di lettura: le persone con titolo di studio elevato leggono molto più di chi possiede un basso livello di istruzione, con un rapporto di 3 a 1. Analogamente, considerando i quinti di reddito, i lettori passano dal 43,9% nelle famiglie più povere al 72,5% in quelle economicamente più agiate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quattro lettori nel tempo libero su 10 leggono con frequenza settimanale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, il 37,4% dei lettori nel tempo libero legge generalmente con frequenza settimanale, il 42,4% con frequenza più sporadica (mensilmente o più raramente), mentre meno di due persone su 10 leggono tutti i giorni (17,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La frequenza con cui si legge varia sensibilmente con l’età. Bambini e ragazzi, infatti, leggono prevalentemente una o più volte a settimana (tra i 6 e i 10 anni questa quota raggiunge il 47,0%) o con una frequenza più sporadica, mentre la lettura quotidiana aumenta progressivamente nelle età adulte e anziane, arrivando al 27,8% tra i 65-74enni e al 29,9% tra gli over 75enni, sebbene in questa fascia d’età, come già indicato, si riduca il numero di lettori. Le donne registrano frequenze dedicate alla lettura più elevate: leggono più frequentemente tutti i giorni (19,1% contro 15,5%) e meno sporadicamente (20,9% contro 25,0%) rispetto agli uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando il numero di libri letti nel tempo libero, emerge come la maggior parte dei lettori rientri nella categoria dei “lettori deboli”, ossia persone che leggono da uno a tre libri all’anno (42,8%). I “lettori forti”, che leggono tra 13 e 30 libri annui, rappresentano circa il 10% della popolazione, mentre i “lettori fortissimi”, che superano i 30 libri all’anno, sono soltanto il 3,2%. Oltre a essere più spesso dedite alla lettura degli uomini, le donne si caratterizzano per essere maggiormente lettrici forti e fortissime; il 10,6% legge da 13 a 30 libri l’anno e il 3,7% supera i 30 libri contro, rispettivamente, il 9,3% e il 2,5% degli uomini. Gli uomini risultano invece più concentrati tra coloro che leggono da uno a tre libri all’anno (47,3% contro il 39,6% delle donne).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda il tempo medio dedicato alla lettura, prevale la lettura compresa tra mezz’ora e un’ora (32,0%), soprattutto tra gli uomini (34,1% contro 30,4%). Gli uomini dedicano, inoltre, più frequentemente meno di mezz’ora alla lettura (18,3% contro il 12,6% delle donne). Le quote di chi legge oltre due ore rimangono più contenute tra i più giovani, ma aumentano nelle età anziane (arrivando al 16,0% tra gli ultra 75enni).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una parte consistente dei lettori dichiara di dedicare più tempo alla lettura in particolari momenti della settimana o dell’anno, come nel fine settimana o durante le vacanze. Questa abitudine riguarda oltre la metà delle donne (55,1%) e quasi un uomo su due (48,5%), con valori particolarmente elevati nelle età adulte e centrali della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un lettore su due nel tempo libero legge romanzi e racconti di autori italiani</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, considerando il totale dei lettori nel tempo libero, i generi più scelti sono romanzi, racconti, poesie e testi teatrali di autori italiani (48,1%), seguiti dai romanzi e racconti di autori stranieri (37,0%), dai gialli/<em>noir</em>&nbsp;(30,6%), dai libri di scienze sociali, filosofia e politica (22,3%) e dai libri di&nbsp;<em>fantasy</em>&nbsp;e fantascienza (21,1%). Quote elevate si registrano anche per le guide turistiche, i libri per bambini e ragazzi (17,9%) e i romanzi e libri a fumetti (17,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne scelgono più frequentemente narrativa italiana (55,5% contro 37,9% degli uomini), narrativa straniera (42,5% contro 29,3%), libri rosa (20,1% contro 1,8%) e libri per la casa (19,3% contro 6,6%). Gli uomini si orientano invece maggiormente verso&nbsp;<em>fantasy</em>&nbsp;e fantascienza (28,2% contro 16,0%), romanzi e libri a fumetti (23,0% contro 13,1%), libri scientifici e tecnici (13,0% contro 4,5%) e libri di scienze sociali o umane (26,2% contro 19,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’età incide fortemente sulle preferenze di lettura. Tra bambini e adolescenti prevalgono&nbsp;<em>fantasy</em>, fumetti e libri per ragazzi: tra i maschi di 6-10 anni i libri per bambini e ragazzi raggiungono l’80,8% e i romanzi e libri a fumetti il 55,2%, mentre tra le femmine della stessa età i libri per bambini e ragazzi arrivano al 78,4%. Tra le ragazze di 15-17 anni emerge inoltre una forte diffusione dei libri rosa (31,2%), mentre tra i coetanei maschi risultano particolarmente diffusi&nbsp;<em>fantasy</em>&nbsp;e fantascienza (48,6%) e fumetti (37,1%). Nelle età adulte aumentano soprattutto la narrativa (italiana e straniera), i gialli e i libri di attualità. Tra le donne di 45-54 anni la narrativa italiana raggiunge il 57,6% e i gialli/<em>noi</em>r il 33,2%, mentre tra gli uomini della stessa età i gialli/<em>noir</em>&nbsp;arrivano al 37,3%. Tra gli anziani si mantiene elevata la lettura di narrativa e libri per la casa, soprattutto tra le donne, che mantengono livelli elevati di lettura narrativa anche nelle età più avanzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso, la ragione principale che spinge alla lettura è il piacere o la passione personale, indicata dal 66,3% dei lettori, seguita dal desiderio di rilassarsi o distrarsi (33,6%), il passare il tempo (28,9%) e il desiderio di imparare nuove cose o approfondire temi di interesse (26,0%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne dichiarano molto più frequentemente degli uomini di leggere per piacere o passione (70,0% contro 61,2%) e per rilassarsi o distrarsi (37,9% contro 27,7%). Gli uomini mostrano invece quote più elevate nella lettura finalizzata ad apprendere nuove cose o approfondire temi specifici (30,9% contro 22,5%) e leggono più spesso per il piacere della scoperta (18,1% contro 15,8%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’età influisce notevolmente sulle motivazioni della lettura. Tra i giovani sono più elevate le motivazioni legate allo studio, all’obbligo o alla scoperta: tra gli 11 e i 14 anni il 17,2% dichiara di leggere perché deve farlo, quota che scende progressivamente nelle età adulte. Nelle fasce adulte prevale invece una lettura legata al piacere personale e al relax: tra i 45 e i 64 anni il 71,5% legge per piacere e il 38,0% per rilassarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sette lettori su 10 nel tempo libero leggono esclusivamente libri cartacei</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni anche in Italia si è diffusa la lettura in formato digitale, ma il libro cartaceo continua a mantenere un ruolo predominante. Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, i lettori di libri cartacei sono oltre 20 milioni, pari al 36,9% della popolazione di 6 anni e più e all’88,7% dei lettori nel tempo libero. Quasi 6 milioni di persone hanno invece letto&nbsp;<em>e-book</em>&nbsp;o libri&nbsp;<em>online</em>&nbsp;(10,7% della popolazione e 25,7% dei lettori), mentre gli audiolibri, pur in forte crescita rispetto al 2018, coinvolgono ancora una quota limitata: circa 1 milione 400mila persone, pari al 2,5% della popolazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la graduale diffusione dei formati digitali, le abitudini di lettura restano fortemente associate alla carta. Dopo il lieve aumento registrato durante il periodo pandemico, dal 2022 si osserva una flessione della lettura digitale. Nel 2025 oltre sette lettori su 10 (71,5%) leggono esclusivamente libri cartacei, contro il 10,2% che utilizza solo&nbsp;<em>e-book</em>&nbsp;o libri&nbsp;<em>online</em>&nbsp;e appena lo 0,6% che ascolta esclusivamente audiolibri. Cresce invece, seppur lentamente, la quota di lettori “ibridi”, che alternano diversi supporti (17,6%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’utilizzo del digitale, esclusivo o combinato con il cartaceo, è più diffuso tra i ragazzi e i giovani adulti (15-44 anni soprattutto), mentre diminuisce nelle età più avanzate. La lettura esclusivamente cartacea resta invece predominante sia tra i bambini fino a 10 anni (90,8%) sia tra gli over 65enni (83,6%). Tuttavia, anche tra gli over 65enni la quota di lettori esclusivamente in digitale è più che raddoppiata dal 2018 al 2025, passando dall’1,8% al 5,5%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emergono, inoltre, differenze significative a livello di genere, territorio e istruzione. Le donne leggono più spesso libri in formato esclusivamente cartaceo (73,3% contro il 69,2% degli uomini), viceversa gli uomini utilizzano maggiormente gli&nbsp;<em>e-book</em>/libri&nbsp;<em>online</em>&nbsp;in modalità esclusiva (13,0% contro 8,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lettura digitale è più diffusa nel Nord (11,9%) e nel Centro (11,1%) rispetto al Mezzogiorno (8,7%). Ancora più marcato è il divario legato al titolo di studio: legge in formato digitale il 23,4% delle persone di 25 anni e più con livelli di istruzione elevati, contro appena l’1,3% di chi possiede al massimo la licenza elementare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La preferenza per il formato cartaceo si conferma anche nella lettura per motivi professionali e/o scolastici: nel 2024, il 59,0% dei lettori dichiara infatti di utilizzare esclusivamente libri cartacei. Il 31,7% combina invece supporti cartacei e digitali, mentre solo il 7,3% legge esclusivamente in formato digitale (fonte CTL 2024).</p>



<p class="wp-block-paragraph">La diffusione della lettura digitale ha favorito anche nuove forme di condivisione culturale. Il cosiddetto&nbsp;<em>social reading</em>&nbsp;permette ai lettori di commentare libri, scambiare opinioni e pubblicare recensioni attraverso piattaforme&nbsp;<em>online</em>&nbsp;come, ad esempio,&nbsp;<em>Wattpad</em>&nbsp;o&nbsp;<em>aNobii</em>. Sebbene questa pratica coinvolga ancora una minoranza della popolazione (nel 2024 è pari al 2,3% della popolazione di 6 anni e più, fonte CTL 2024) risulta più diffusa tra le donne (2,9% contro 1,6%) e tra i giovani (tra 11 e 17 anni è pari al 5,2%).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una persona che non legge su tre riferisce noia o disinteresse</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2024, oltre 23 milioni di persone di sei anni e più dichiarano di non aver letto nessun libro nell’ultimo anno. I non lettori sono soprattutto uomini (il 46,8% rispetto al 35,7% delle donne) e adulti (oltre il 42% nella popolazione di 55 anni e più, con un picco del 59,8% tra gli anziani di 75 anni e più); prevalgono tra le persone con basso titolo di studio (il 72,1% delle persone di 25 anni e più che possiedono la licenza elementare o nessun titolo non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista contro il 17,9% dei laureati) e tra chi risiede nel Mezzogiorno (il 50,2% contro il 35,8% del Nord).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 24,7% dei non lettori (pari a circa 5 milioni e 680mila persone) dichiara di essere stato lettore in passato ma di aver successivamente smesso di leggere. Il fenomeno interessa soprattutto le donne, che rappresentano il 30,5% rispetto al 19,9% degli uomini. Una quota significativa di abbandono della lettura si registra già tra gli 11 e i 17 anni, dove il 13,7% dei non lettori afferma di averci rinunciato. La percentuale cresce progressivamente con l’età, raggiungendo il 28,5% tra i non lettori di 65 anni e più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Noia e mancanza di interesse sono le motivazioni principali (35,0%) dichiarate tra chi non legge; seguono la mancanza di tempo libero (26,3%), il preferire altri svaghi (17,1%), altre forme di comunicazione (15,1%, tra cui TV, radio, cinema,&nbsp;<em>social media</em>), i problemi di vista o di salute uniti all’età anziana (12,4%), il costo di acquisto dei libri (8,3%). Una quota residuale dei non lettori (pari al 3,5%, poco più di 800mila persone) dichiara come motivazione della “non lettura” il non saper leggere o il leggere male; in particolare, questa motivazione raggiunge il massimo tra i bambini da 6 a 10 anni (19,6%), si riduce notevolmente nelle fasce di età successive e risale tra gli anziani di 75 anni e più raggiungendo il 5,6%. Rispetto al passato si riduce molto questa motivazione della non lettura, nel 2006 riguardava l’8,3% dei non lettori e raggiungeva il 16,1% tra la popolazione di 75 anni e più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La graduatoria delle motivazioni della “non lettura” è simile tra uomini e donne ma, mentre primi indicano più il fatto di annoiarsi (38,5% contro 30,6%), di preferire altri svaghi (19,6% rispetto al 14,1% delle donne) o altre forme di comunicazione (16,4% dei maschi rispetto al 13,4% delle femmine), le seconde segnalano maggiormente i motivi di salute e l’età anziana come impedimento alla lettura (17,2% contro l’8,5% degli uomini).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi per età evidenzia che tra i ragazzi prevale soprattutto il disinteresse verso la lettura: il 52,5% degli 11-14enni e il 52% dei 15-17enni dichiara che leggere lo annoia o non lo appassiona. In queste fasce di età incidono anche la preferenza per altri svaghi (22,9%) e per altre forme di comunicazione (14,0%). Tra i giovani adulti di 18-34 anni emerge anche la mancanza di tempo libero, indicata dal 29,8%, ma resta alta anche la quota di chi si annoia leggendo (42,8%) e di chi preferisce altre forme di svago (19,9%). Nelle età adulte (35-64 anni) diventa preponderante il peso degli altri impegni: il 39,2% dichiara di avere poco tempo libero e il 9,4% si dice troppo stanco dopo il lavoro o le faccende domestiche. Infine, tra gli over 65enni assumono peso rilevante le difficoltà legate all’età, come i problemi di vista o salute, segnalate dal 13,6% dei 65-74enni e dal 49,1% degli over 75enni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Più di un bambino di 0-5 anni su due legge o sfoglia libri ogni giorno</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il coinvolgimento dei bambini in attività legate alla lettura fin dalla prima infanzia rappresenta un elemento fondamentale per favorire lo sviluppo dell’interesse verso i libri e consolidare future abitudini di lettura. Nel 2024, il 51,9% dei bambini tra 0 e 5 anni dichiara di leggere, colorare o sfogliare libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico: si tratta di 1 milione e 266mila bambini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Emergono differenze significative di genere: le bambine risultano maggiormente coinvolte rispetto ai bambini, con una percentuale pari al 54,8% contro il 49,2% dei maschi. Sul piano del territorio le percentuali più elevate di bambini dediti alla lettura si registrano nel Centro (59,6%) e nel Nord (52,3%), mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 47,3%, evidenziando un divario territoriale ancora marcato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ruolo centrale è svolto dai genitori nell’incentivare i figli alla lettura. Il 39,3% dei bambini svolge quotidianamente attività legate alla lettura insieme alla madre, mentre il 25,4% lo fa con il padre. Accanto ai genitori, anche altre figure contribuiscono frequentemente a queste attività: il 22,1% dei bambini legge o sfoglia libri ogni giorno insieme ad altri bambini, mentre il 18,5% lo fa con altri adulti (come nonni, zii,&nbsp;<em>babysitter</em>, ecc.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto familiare e culturale influenza le abitudini di lettura dei bambini. In particolare, la frequenza delle pratiche legate alla lettura risulta strettamente connessa al livello di istruzione dei genitori: svolge attività di lettura quotidiane il 56,0% dei bambini che vivono in famiglie con un alto titolo di studio, contro il 43,7% di quelli appartenenti a famiglie con un basso livello di istruzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I generi più diffusi tra i bambini sono i libri e gli albi di fiabe e favole, scelti dal 69% dei più piccoli, con una preferenza particolarmente marcata tra le femmine (74,1%) rispetto ai maschi (64%). Seguono i libri che raccontano storie con poche parole e molte immagini, letti dal 51% dei bambini e anche in questo caso più diffusi tra le bambine (il 54,4% contro il 47,7%). Molto apprezzati risultano i libri dedicati alla natura e agli animali, scelti dal 50,8% dei bambini, con percentuali quasi uguali tra maschi e femmine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ampia diffusione hanno i libri pensati per favorire l’apprendimento di concetti e abilità quotidiane, come numeri, parole o semplici regole di comportamento (vestirsi, attraversare la strada, ecc.), che coinvolgono il 45,8% dei bambini.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quasi un terzo dei giovani fino a 24 anni è un utente delle biblioteche</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le biblioteche rappresentano un importante presidio culturale e sociale che offre spazi per lo studio, la lettura, la ricerca e la partecipazione ad attività culturali. Secondo l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane (ICCU), in Italia nel 2024 il numero di biblioteche è risultato pari a 13.636.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, il 15,1% della popolazione di tre anni e più si è recato in biblioteca almeno una volta nell’anno. Superata la pandemia, le cui costrizioni alla mobilità avevano fatto scendere la quota di frequentatori al 7,4% nel 2021, oggi si è tornati a un livello analogo a quello del 2019 (15,3%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le donne frequentano le biblioteche più degli uomini (17,4% contro 12,6%). In base all’età emerge come siano i giovani fino ai 24 anni gli utenti più assidui, con una quota pari al 30,9%, più del doppio rispetto alla media nazionale. In particolare, tra i bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni una persona su tre si reca in biblioteca almeno una volta all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si osservano forti differenze territoriali: il Nord registra i livelli più alti di frequentazione (20,3%) seguito dal Centro (13,0%), mentre il Mezzogiorno presenta valori molto più bassi. Le biblioteche sono maggiormente frequentate da persone con titolo di studio elevato: la quota degli utenti è pari al 22,8% tra i laureati di 25 anni e più e si attesta appena al 2,8% tra chi possiede al massimo la licenza elementare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi utilizza le biblioteche tende a farlo con una certa regolarità. In media gli utenti vi si recano<br>circa nove volte all’anno; il 41,5% frequenta la biblioteca almeno sei volte e il 30,7% 10 o più volte nel corso dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le principali attività svolte sono il prestito di libri (50,9%), la lettura e lo studio (36,0%) e la ricerca di informazioni (21,2%). I giovani tra i 15 e i 24 anni utilizzano soprattutto la biblioteca come luogo di studio, con percentuali che superano l’80% tra i 20-24enni, mentre bambini e anziani la frequentano prevalentemente per prendere libri in prestito. Tra i più giovani emerge anche una funzione sociale e aggregativa: il 19,8% dei giovani di 11-24 anni frequenta la biblioteca anche per incontrare amici. Inoltre, in questa fascia di età circa il 10% si reca in biblioteca per partecipare a lezioni o corsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando i ragazzi di 6-16 anni, nel 2024, secondo l’Indagine CTL circa sei su 10 dichiarano di frequentare scuole dotate di una biblioteca o di uno spazio dedicato alla lettura, dove è possibile consultare o prendere libri e svolgere attività legate ai libri. Emergono forti differenze territoriali, in linea con il più generale divario nella diffusione delle biblioteche: la presenza di questi spazi viene infatti riferita maggiormente dai ragazzi residenti nelle regioni del Nord (66,0%) e nel Centro (63,2%) rispetto a chi vive nel Mezzogiorno (54,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più della metà dei ragazzi (il 55,4%) che dichiarano di avere a disposizione una biblioteca scolastica afferma di utilizzarla. A usufruire maggiormente di questa opportunità sono soprattutto le ragazze (il 58,7% contro il 52,4% dei ragazzi) e i bambini di 6-10 anni, dove la quota raggiunge il 66,6%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un utente su sei accede alle biblioteche anche in modalità&nbsp;<em>online</em></strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla fruizione tradizionale, negli ultimi anni si è sviluppato anche l’accesso&nbsp;<em>online</em>&nbsp;ai servizi bibliotecari. Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, la quota di utenti di sei anni o più che hanno usufruito di servizi bibliotecari&nbsp;<em>online</em>&nbsp;(per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro) è del 6,6% (per un totale di 3 milioni 683mila utenti). Tra questi, il 2,8% ha avuto un accesso esclusivamente&nbsp;<em>online</em>, mentre il 3,8% ha avuto una frequentazione mista sia&nbsp;<em>online</em>&nbsp;sia con accesso fisico. Considerando congiuntamente l’accesso fisico e quello&nbsp;<em>online</em>&nbsp;a una biblioteca, la quota di utenti si è attestata nel 2025 al 17,7%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La quota di chi si collega&nbsp;<em>online</em>&nbsp;è più bassa tra i bambini di 6-10 anni (3,7%) e tra le persone anziane di 75 anni e più (1,5%), mentre è più diffusa tra i ragazzi di 11-19 anni (9,1%) e tra i giovani adulti di 25-34 anni (10,8%). Le differenze di genere sono in linea con quanto riscontrato per la fruizione in presenza: tra gli uomini la quota di utenti&nbsp;<em>online</em>&nbsp;è del 5,8% mentre tra le donne è del 7,2%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per l’accesso&nbsp;<em>online</em>&nbsp;alle biblioteche si osservano livelli più elevati al Centro-Nord rispetto al Mezzogiorno (7,4% contro 4,9%). Tuttavia, se si considera solo l’accesso in modalità esclusivamente virtuale, si osserva come i livelli siano equidistribuiti su tutto il territorio, suggerendo quanto l’accesso digitale riesca a superare le barriere strutturali e territoriali che limitano la partecipazione fisica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un volano alla fruizione&nbsp;<em>online</em>&nbsp;dei servizi bibliotecari è stato esercitato dalla pandemia da Covid-19. Durante il periodo di emergenza sanitaria l’accesso&nbsp;<em>online</em>&nbsp;alle biblioteche ha posto rimedio valido alle difficoltà di fruizione in presenza. Nel 2021, ad esempio, la quota di persone di 6 anni e più che ha effettuato un accesso “in presenza” o “virtuale” alle biblioteche è stata dell’11,7%. Di queste persone, il 6,8% ha effettuato almeno un accesso&nbsp;<em>online</em>&nbsp;collegandosi a un sito Internet per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro, mentre il restante 4,8% ha usufruito dei servizi bibliotecari recandosi fisicamente nella struttura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2022, con il più ampio ripristino della possibilità di accedere fisicamente alle biblioteche, l’accesso complessivo ha registrato un aumento di 1,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente, attestandosi al 13,5%. Ad aumentare nel 2022 sono stati gli accessi fisici, passati dal 4,8% del 2021 al 7,2% del 2022 mentre la quota di coloro che hanno usufruito di servizi bibliotecari&nbsp;<em>online</em>, pari al 6,4%, è rimasta stabile. Anche negli anni successivi, fino al dato più recente del 2025, si osserva una situazione analoga, con un aumento progressivo dell’accesso esclusivamente fisico che nel 2025 sale all’11,1% e una complessiva stabilità dell’accesso&nbsp;<em>online</em>.</p>
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		<title>Vacanze: 6,3 milioni di italiani viaggeranno con il loro amico a 4 zampe</title>
		<link>https://sestopotere.com/vacanze-63-milioni-di-italiani-viaggeranno-con-il-loro-amico-a-4-zampe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 14:07:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 11 luglio 2026 &#8211; Sono oltre 6,3 milioni i padroni di cani e gatti in partenza per le vacanze estive che hanno deciso di portare con sé il proprio amico a quattro zampe. Se nel caso di Fido, più di 1 proprietario su 2 (56,9%) partirà con l’animale al seguito, nel caso di Micio la percentuale si abbassa [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 11 luglio 2026 &#8211; Sono oltre 6,3 milioni i padroni di cani e gatti in partenza per le vacanze estive che hanno deciso di portare con sé il proprio amico a quattro zampe. Se nel caso di Fido, più di 1 proprietario su 2 (56,9%) partirà con l’animale al seguito, nel caso di Micio la percentuale si abbassa sensibilmente (32,3%). </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine di Facile.it commissionata all’istituto di ricerca EMG.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le paure quando si viaggia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si viaggia, però,&nbsp;<strong>gli imprevisti possono essere dietro l’angolo</strong>&nbsp;tanto che dallo studio – realizzato su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta – emerge che&nbsp;<strong>le paure dei proprietari in procinto di partire con il proprio amico a 4 zampe</strong>&nbsp;sono&nbsp;<strong>parecchie.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Più di 5,2 milioni</strong>&nbsp;di padroni (38,8%) sono preoccupati che&nbsp;<strong>l’animale si possa perdere</strong>, percentuale che raggiunge addirittura il 50,9% tra i rispondenti con un’età compresa tra i 45-54 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo timore più diffuso tra i proprietari è che&nbsp;<strong>Fido o</strong>&nbsp;<strong>Micio stiano male durante il viaggio</strong>, preoccupazione condivisa da quasi&nbsp;<strong>4,9 milioni di padroni</strong>&nbsp;(36,3%), in particolar modo dagli uomini (39,5%) e dagli abitanti del Sud e delle Isole (43,7%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul gradino più basso del podio c’è la paura che&nbsp;<strong>l’amico a 4 zampe non si ambienti ai nuovi spazi</strong>&nbsp;(28,5%); il valore sale al 36,3% tra i 35-44enni e raggiunge addirittura il 42,3% tra i residenti del Centro Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non manca, però, la preoccupazione che, in caso di necessità,&nbsp;<strong>non ci sia vicino una struttura veterinaria</strong>&nbsp;(22,2% &#8211; 34,7% tra i 25-34enni),&nbsp;<strong>la paura che l’animale si ammali o si faccia male</strong>&nbsp;una volta giunti a destinazione (18%) o il timore che&nbsp;<strong>faccia danni alla struttura</strong>&nbsp;<strong>che li ospita</strong>&nbsp;(13,6%).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le polizze per gli amici a 4 zampe</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia sono solo&nbsp;<strong>6,2 milioni</strong>&nbsp;i proprietari che hanno deciso di&nbsp;<strong>tutelare l’animale domestico con una polizza</strong>&nbsp;che li metta al riparo da eventuali imprevisti (<strong>47,3%</strong>&nbsp;in totale,&nbsp;<strong>40,9%</strong>&nbsp;tra i proprietari di&nbsp;<strong>un cane, appena 17,3%</strong>&nbsp;tra chi possiede&nbsp;<strong>un gatto</strong>) e questo nonostante abbiano dichiarato di vivere con qualche preoccupazione la partenza e il viaggio con l’amico a 4 zampe. Partenza e viaggio che sarebbero tutelate proprio da una polizza contro gli imprevisti che potrebbero occorrere all’animale mentre si è lontani da casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Avere un’assicurazione può rivelarsi fondamentale per tutelare noi e il nostro animale, soprattutto quando si viaggia perché i rischi possono moltiplicarsi», spiega&nbsp;<strong>Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it</strong>&nbsp;«Le polizze disponibili sul mercato si differenziano a seconda delle coperture incluse e con esse i premi medi, ma i costi sono contenuti soprattutto se confrontati con i benefici; ad esempio, per un’assicurazione che comprende spese veterinarie, danni a terzi e tutela legale, le tariffe partono da circa 10 euro al mese per una copertura base e dai 22 euro mensili per una con massimali più elevati».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre alla garanzia per il rimborso delle spese veterinarie, alla responsabilità civile contro eventuali danni arrecati a terzi e alla tutela legale, oggi esistono sul mercato&nbsp;<strong>prodotti</strong>&nbsp;<strong>pensati specificamente per le vacanze</strong>&nbsp;che offrono servizi ad hoc, come ad esempio la presenza di una&nbsp;<strong>centrale operativa specializzata</strong>&nbsp;nell’organizzazione di&nbsp;<strong>viaggi a misura di “cane e gatto”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune polizze sostengono i&nbsp;<strong>costi necessari a cercare l’animale disperso</strong>, altre mettono a disposizione una&nbsp;<strong>linea telefonica</strong>&nbsp;dedicata per la raccolta delle&nbsp;<strong>segnalazioni di avvistamento</strong>; questi servizi dimostrano come la sottoscrizione di un’assicurazione possa fare la differenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando che&nbsp;<strong>l’11,1% dei padroni</strong>&nbsp;è preoccupato che il proprio animale domestico si possa&nbsp;<strong>far male durante un sinistro stradale</strong>, è bene sapere che, nel caso in cui l’incidente sia con colpa, l’amico a 4 zampe non è tutelato dalla polizza RC auto del proprietario. Per ovviare al problema, alcune compagnie assicurative offrono una&nbsp;<strong>garanzia opzionale che tutela l’animale</strong>, ma queste coperture sono valide solo se l’animale è trasportato secondo le norme del Codice della Strada e quindi, ad esempio, non lasciato libero nell’abitacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso in cui il cane o il gatto stiano male mentre si è lontani di casa, le coperture assicurative offrono un <strong>aiuto a distanza</strong>, ad esempio tramite <strong>assistenza e consulenza veterinaria telefonica</strong> o, anche, segnalando i centri veterinari e le cliniche specializzate più vicini al luogo delle vacanze. Alcune compagnie arrivano persino a <strong>consegnare a domicilio i medicinali necessari</strong> e a rimborsare i costi extra di alloggio sostenuti qualora il proprietario dovesse prolungare la permanenza a causa dello stato di salute dell’animale.  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le conclusioni </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Quando si decide di sottoscrivere una copertura assicurativa per l’animale domestico, bisogna prestare particolare attenzione ai fogli informativi che indicano nel dettaglio la presenza di franchigie, scoperti od esclusioni», continua <strong>Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it</strong> «È bene sapere che alcune polizze escludono determinate razze, perché considerate pericolose, e che &#8211; affinché la polizza sia valida e possa intervenire in caso di necessità – il cane o il gatto devono essere dotati di microchip (o tatuaggio), possedere il libretto sanitario ed essere regolarmente vaccinati».</em>  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Metodologia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>* Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.</em></p>
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		<title>Energia, il 34% degli italiani le vuole, sì, ma ad oltre 100 km di distanza</title>
		<link>https://sestopotere.com/energia-il-34-degli-italiani-le-vuole-si-ma-ad-oltre-100-km-di-distanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 07:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Piacenza]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 7 luglio 2026 &#8211; Dalle ondate di calore agli eventi meteo estremi, dal caro bollette a quello dei carburanti, in Italia i cittadini e le cittadine hanno le idee chiare. Per contrastare la crisi climatica, ridurre la dipendenza dall’estero e il costo della bolletta, e al tempo stesso fronteggiare la [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 7 luglio 2026 &#8211; Dalle ondate di calore agli eventi meteo estremi, dal caro bollette a quello dei carburanti, in Italia i cittadini e le cittadine hanno le idee chiare. Per contrastare la crisi climatica, ridurre la dipendenza dall’estero e il costo della bolletta, e al tempo stesso fronteggiare la “cooling poverty”, ovvero la “povertà da raffrescamento” dovuta all&#8217;impossibilità di acquistare un climatizzatore o di sostenerne i costi di utilizzo. La Penisola dovrebbe accelerare su rinnovabili, accumuli e reti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chiederlo al Governo è il 44% dei cittadini secondo i quali l’Esecutivo deve incentivare la produzione e l’impiego delle fonti pulite (è la risposta più caldeggiata dal campione), mentre il 69% si dichiara favorevole ad avere impianti eolici o fotovoltaici nelle vicinanze: in particolare il 38% dice che li accetterebbe entro i 10 km da casa, e il 31% li accoglierebbe entro i 50 km di distanza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una risposta importante alla cosiddetta “sindrome NIMBY” (&#8220;Not In My Back Yard&#8221;, ovvero &#8220;non nel mio giardino&#8221;), promossa da minoranze rumorose che condizionano spesso le politiche nazionali, regionali e locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sondaggio Ipsos</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge in estrema sintesi dal nuovo sondaggio Ipsos “Rigenerare il futuro” realizzato per la XIII edizione dell&#8217; “Ecoforum nazionale sull’economia circolare” di Legambiente, Kyoto Club, Nuova Ecologia e presentato   a Roma il 1 luglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Legambiente dice che sul fronte delle azioni politiche, serve un lavoro corale e di squadra da parte di Governo e amministrazioni locali: quest’ultime per il 35% degli intervistati devono snellire i processi autorizzativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Bocciato il Governo Meloni su fossili</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Bocciata, invece, la politica energetica pro fossili e nucleare del Governo. Per il 65% del campione l’Italia paga lo scotto di una forte dipendenza dal petrolio e dalle fonti fossili, uno dei principali motivi che creano instabilità politica e conflitti nel mondo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sui potenziali benefici del nucleare, per oltre il 50% degli intervistati l’atomo non porterà benefici immediati ma proiettati a lungo termine (tra i 10 e i 20 anni) non rispondendo così alle urgenze del presente per famiglie e imprese. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, la stragrande maggioranza del campione (66%), conferma di non volere centrali nucleari: il 32% non le vuole per niente, mentre il 34% le vuole oltre i 100 km di distanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Economia circolare altra leva strategica</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A questi dati si aggiungono quelli sull’economia circolare, altra leva strategica per il Paese su cui, però, occorre accelerare il passo recuperando i ritardi accumulati e sciogliendo le questioni irrisolte. In generale cresce la conoscenza dei cittadini sull’economia circolare che passa dal 70% dello scorso anno all’attuale 78%. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, per il 45% degli intervistati andrebbe valorizzato il primato UE dell’Italia, paese con la più alta percentuale di riciclo dei rifiuti totali (urbani e speciali, pari al 92,6%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un dato in generale importante, anche se non bisogna dimenticare che ad oggi l’Italia, denuncia Legambiente, è ancora lontana dal target del 65% di avvio al riciclo dei rifiuti urbani entro il 2035 dettato dalle normative europee e questo si traduce in una mancanza di materiali per far lavorare a regime gli impianti e in un inadeguato recupero di materie prime critiche strategiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I nodi da sciogliere per Legambiente</strong> <strong>e le proposte al Governo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questo quadro, l’associazione ambientalista, torna a chiedere al Governo interventi e politiche concrete ed efficaci sia sul fronte delle rinnovabili &#8211; snellendo gli iter burocratici, investendo su reti e accumuli, per realizzare tanti impianti, a partire da quelli di taglia grande &#8211; sia nell’ambito dell’economia circolare, in particolare su due priorità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima è il completamento degli interventi previsti dal PNRR (impianti per prodotti assorbenti per la persona, per il riciclo dei RAEE, etc), sciogliendo i diversi nodi e velocizzando gli iter di autorizzazione e realizzazione degli interventi avviati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A tal proposito è urgente che tutte le Regioni adeguino il proprio Piano regionale rifiuti al Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (la scadenza era a fine 2023), così da poter renderlo coerente con le normative europee e poter accedere ad ulteriori fondi, come quelli di coesione per poter portare avanti interventi e investimenti sull’economia circolare anche oltre il PNRR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda priorità è favorire l&#8217;impiego delle materie prime seconde, passando per il continuo miglioramento dei sistemi di raccolta differenziata e completando la rete degli impianti di riciclo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, su questo fronte occorre in primis semplificare l’iter tortuoso di approvazione dei decreti <em>End Of Waste (EOW) e </em>ampliare il mercato incrementando il loro utilizzo nei cicli industriali. Una specifica attenzione lo meritano le materie prime critiche da ottenere attraverso il riciclo dei RAEE, combinando la presenza impiantistica con un’efficace e capillare sistema di raccolta dedicato, sotto la regia di Palazzo Chigi.</p>
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		<title>Furti in casa: in Italia 1 ogni 3 minuti, e 64% cittadini tema l’abitazione venga svaligiata durante l’assenza estiva</title>
		<link>https://sestopotere.com/furti-in-casa-in-italia-1-ogni-3-minuti-e-64-cittadini-tema-labitazione-venga-svaligiata-durante-lassenza-estiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 07:38:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 7 luglio 2026 &#8211; Secondo gli ultimi dati ufficiali, in un anno in Italia vengono svaligiati più di 155mila appartamenti, praticamente uno ogni 3 minuti, con un rapporto di quasi 264 furti ogni centomila abitanti, valore che fa guadagnare al nostro Paese il sesto posto nella classifica europea degli Stati dove il fenomeno è [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 7 luglio 2026 &#8211; Secondo gli ultimi dati ufficiali, in un anno in Italia vengono svaligiati più di 155mila appartamenti, praticamente uno ogni 3 minuti, con un rapporto di quasi 264 furti ogni centomila abitanti, valore che fa guadagnare al nostro Paese il sesto posto nella classifica europea degli Stati dove il fenomeno è più diffuso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numeri che spiegano il motivo per cui, come emerso dall’indagine commissionata da <strong>Facile.it</strong> all’istituto di ricerca <em>EMG (*)</em>, il 64% degli italiani, pari a circa <strong>27 milioni di persone</strong>, sia <strong>preoccupato che durante l’assenza estiva l’abitazione venga svaligiata.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, ancora&nbsp;<strong>pochi si tutelano con una copertura assicurativa ad hoc</strong>; meno del 20% del campione intervistato, mentre in molti preferiscono affidare la sicurezza della propria abitazione a vicini o sistemi di videosorveglianza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le paure prima di partire</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parte per le vacanze, come detto,&nbsp;<strong>la paura più diffusa è di subire un furto in casa</strong>&nbsp;durante l’assenza; timore sentito&nbsp;<strong>soprattutto dai più giovani</strong>, nella fascia&nbsp;<strong>18-24 anni</strong>, dove la percentuale arriva al&nbsp;<strong>73,1%</strong>&nbsp;e dai residenti nelle regioni del Centro Italia (70%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non è l’unica; altra grande preoccupazione, condivisa da quasi 14 milioni di cittadini, è che durante la propria assenza l’abitazione possa&nbsp;<strong>subire danni da maltempo o, peggio, da calamità naturali</strong>. Un timore che impensierisce in misura maggiore i rispondenti con età compresa tra i 45 e i 54 anni (41% a fronte di una media nazionale pari al 33%) e i residenti nelle regioni del Nord Italia (44%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo”,</em>&nbsp;recita una celebre massima molto diffusa in Italia che forse spiega come mai tanti cittadini abbiano paura che durante l’assenza estiva possano verificarsi&nbsp;<strong>guasti domestici</strong>; il&nbsp;<strong>21%</strong>&nbsp;dei rispondenti, pari a quasi 8,9 milioni di individui, teme&nbsp;<strong>perdite idriche</strong>&nbsp;che possano danneggiare l’appartamento proprio o altrui, mentre 7,5 milioni hanno&nbsp;<strong>paura di fughe di gas</strong>&nbsp;(17,5%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ultima, ma non meno importante, la preoccupazione di partire&nbsp;<strong>dimenticando luci o elettrodomestici accesi</strong>; in questo caso sono 6,6 milioni gli italiani che si fidano poco della propria memoria.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ecco come gli italiani si tutelano dai topi di appartamento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La paura dei furti in casa è la più diffusa e per questo tre italiani su quattro, prima di partire, adottano&nbsp;<strong>strategie per ridurre i rischi</strong>. L’indagine ha messo in evidenza che la più comune è quella di affidarsi al “<strong>controllo di vicinato</strong>”: 18 milioni di italiani incaricano un vicino, o una persona fidata, di controllare periodicamente l’appartamento e verificare così che sia tutto a posto, una modalità diffusa in particolare nel Nord Italia dove praticamente 1 su 2 adotta questa strategia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco meno di un italiano su tre, pari a circa 12 milioni di individui, ha invece deciso di affidarsi alla tecnologia e di installare un&nbsp;<strong>sistema di videosorveglianza</strong>, mentre l’11% dei rispondenti ha dotato l’abitazione di&nbsp;<strong>grate antintrusione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Circa 4,7 milioni di italiani chiedono a vicini o conoscenti fidati di&nbsp;<strong>svuotare regolarmente la cassetta delle lettere</strong>&nbsp;così da ridurre al minimo i segnali di assenza prolungata; 2,7 milioni, invece, preferiscono&nbsp;<strong>lasciare accese TV, radio o alcune luci di casa</strong>&nbsp;per dare l’idea che l’abitazione sia abitata. Poco più di 2 milioni, infine, puntano sui vigilantes privati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le polizze casa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante la paura dei furti in abitazione, sono ancora relativamente pochi gli italiani che scelgono di tutelarsi con una&nbsp;<strong>polizza assicurativa ad hoc</strong>: lo fa, secondo l’indagine, meno del&nbsp;<strong>20%</strong>&nbsp;del campione intervistato. Ancor meno gli italiani che, invece, tutelano la propria abitazione dai danni causati da catastrofi naturali come alluvioni e terremoti; secondo gli ultimi dati ufficiali*, appena il 7% delle abitazioni è coperto da questo tipo di evento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Le polizze casa multirischio consentono di tutelare la propria abitazione da una vasta serie di sinistri, che vanno dai danni procurati dall’abitazione a terzi fino a quelli subiti in caso di furto o evento naturale estremo»,</em>&nbsp;spiegano gli esperti di Facile.it. «I&nbsp;<em>costi sono tutt’altro che proibitivi soprattutto se confrontati ai benefici in caso di sinistro; per una polizza casa “base”, che comprende i danni al fabbricato da acqua condotta, incendio e scoppio ed eventi atmosferici, si parte da un premio inferiore ai 10 euro al mese, mentre se si vuole aggiungere la garanzia accessoria contro il furto, il premio mensile parte dai 18 euro».</em>&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I consigli per partire in serenità e ridurre i rischi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per aiutare i consumatori a partire per le vacanze in serenità, ecco i cinque consigli di Facile.it su quali comportamenti tenere e quali evitare prima della partenza: attivare sistemi antintrusione; la partenza meglio rimanga un segreto fra pochi; non divulgare i tempi di vacanza (e l&#8217;assenza da casa) sui profili social network; trovare un buon nascondiglio per gli oggetti di valore; anche le assicurazioni possono fare la differenza.  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nota metodologica </strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">(*) <em>Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per i dati sui furti in abitazione: numero furti in abitazione denunciati dalle forze di polizia all&#8217;autorità giudiziaria, Istat (2026, anno di riferimento 2024) ed Eurostat (2026, anno di riferimento 2024).</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per i dati sulle coperture assicurative contro le calamità naturali: Ania (L’Assicurazione italiana 2024-2025).</em></p>
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		<title>Turismo, al via vacanze a luglio per 13,5 milioni di italiani. Mare in testa alle destinazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:12:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
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		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma &#8211; 3 luglio 2026 &#8211; Sono&#160;13,5 milioni gli italiani&#160;che hanno scelto di partire per le vacanze nel mese di luglio, un dato in calo rispetto allo scorso anno principalmente a causa di una rimodulazione dei periodi di ferie, come dimostra l’aumento delle partenze già registrato a giugno. È quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Ixè, diffusa in [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Roma &#8211; 3 luglio 2026 &#8211; Sono&nbsp;<strong>13,5 milioni gli italiani</strong>&nbsp;che hanno scelto di partire per le vacanze nel mese di luglio, un dato in calo rispetto allo scorso anno principalmente a causa di una rimodulazione dei periodi di ferie, come dimostra l’aumento delle partenze già registrato a giugno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge da un’indagine <strong>Coldiretti/Ixè</strong>, diffusa in occasione del primo weekend estivo caratterizzato dai bollini rossi sulla rete autostradale, con l’esodo verso le località di villeggiatura che è iniziato dopo giorni segnati da caldo record alternato a maltempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Mare in testa tra le destinazioni</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>mare</strong>&nbsp;si conferma la destinazione principale, seguito da montagna, campagna, parchi e città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte di chi andrà in vacanza (28%) trascorrerà fuori casa un periodo compreso tra quattro giorni e una settimana, mentre il 25% si concederà da una a due settimane. Un ulteriore 13% limiterà la pausa a non oltre tre giorni. La durata media delle ferie si attesta oggi a circa 10 giorni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Italia prima scelta per le vacanze</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le destinazioni prevalgono quelle nazionali: il 28% resterà all’interno della propria regione e il 61% rimarrà comunque in Italia. Le mete estere vedono l’Europa come area più richiesta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l’alloggio, alberghi e bed &amp; breakfast restano tra le soluzioni più utilizzate, insieme a seconde case e abitazioni di parenti e amici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Agriturismi e turismo esperienziale in crescita</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Cresce l’attenzione verso forme di turismo sostenibile e responsabile, che favoriscono il successo degli agriturismi: oltre <strong>26mila strutture</strong> presenti sul territorio nazionale secondo <strong>Campagna Amica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto all’enoturismo si stanno affermando nuove forme di turismo esperienziale come birraturismo, oleoturismo e percorsi legati ai formaggi, con attività che includono corsi di cucina, laboratori artigianali e proposte di benessere e sport all’aria aperta come yoga e pilates.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cammini rurali e turismo lento</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">In crescita anche i cammini rurali, percorsi a piedi, in bicicletta o a cavallo che permettono di vivere il territorio in modo lento, sostenibile e autentico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il turismo enogastronomico, ricorda Coldiretti, rappresenta una leva strategica per valorizzare le produzioni tipiche, sostenere l’economia e l’occupazione delle aree rurali e rafforzare il legame tra vacanza ed eccellenze agroalimentari italiane.  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Faq-Le domande più frequenti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quanti italiani vanno in vacanza a luglio 2026?</strong><br><br>Secondo Coldiretti/Ixè sono circa 13,5 milioni gli italiani in partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qual è la destinazione più scelta?</strong><br><br>Il mare resta la prima scelta, seguito da montagna, campagna e città.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quante persone restano in Italia?</strong><br><br>Circa il 61% degli italiani in vacanza resta sul territorio nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qual è la durata media delle ferie?</strong><br><br>La durata media si attesta intorno ai 10 giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali forme di turismo stanno crescendo?</strong><br><br>Crescono agriturismi, turismo esperienziale (enoturismo, oleoturismo, birraturismo) e cammini rurali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>(fonte notizia coldiretti.it)</em></p>
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		<title>C&#8217;è crisi, gli italiani ricorrono ai prestiti per le vacanze estive: già erogati 170 milioni di euro</title>
		<link>https://sestopotere.com/ce-crisi-gli-italiani-ricorrono-ai-prestiti-per-le-vacanze-estivi-gia-erogati-170-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 luglio 2026 &#8211; Più di 28 milioni di italiani, nonostante il clima generale di incertezza, hanno intenzione di concedersi una vacanza quest’anno e non mancano le famiglie che, per far pesare il meno possibile sui budget mensili il costo del viaggio, scelgono di ricorrere ad un prestito personale. Secondo le stime del portale  Facile.it, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 1 luglio 2026 &#8211; Più di 28 milioni di italiani, nonostante il clima generale di incertezza, hanno intenzione di concedersi una vacanza quest’anno e non mancano le famiglie che, per far pesare il meno possibile sui budget mensili il costo del viaggio, scelgono di ricorrere ad un prestito personale. Secondo le stime del portale  Facile.it, nei primi cinque mesi del 2026, per questa finalità sono stati erogati finanziamenti per un valore totale che arriva a circa 170 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’importo &#8211; si legge nell’analisi realizzata su un campione di oltre 400.000 richieste di prestito personale &#8211; risulta però in calo rispetto allo scorso anno, quando nello stesso periodo, era superiore ai 200 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato va letto alla luce dello scenario internazionale, che sta inevitabilmente influenzando le scelte di chi partirà, <strong>spiegano gli esperti di Facile.it</strong>. Il conflitto in Iran, l’aumento del costi della vita e la paura che i voli vengano cancellati a causa della scarsità del carburante hanno spinto molti italiani se non a rinunciare del tutto alla vacanza, quantomeno a preferire una destinazione più vicina abbandonando mete a lungo raggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questo, il costo di un viaggio si conferma comunque non trascurabile; secondo l’indagine * commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca <em>EMG</em>, gli italiani hanno dichiarato che per le vacanze estive quest’anno spenderanno, <strong>solo per trasporto e alloggi</strong>, in media <strong>939 euro a testa</strong>, valore che spiega come mai in tanti abbiano scelto di ricorrere ad un prestito personale per far pesare il meno possibile questa uscita sul budget familiare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>prestiti per le vacanze</strong>&nbsp;stanno cominciando ad&nbsp;<strong>assumere una discreta rilevanza in Italia</strong>&nbsp;e, ormai, rappresentano oltre l’1% delle richieste totali di prestiti personali; basti pensare che la quota di questi prestiti è&nbsp;<strong>salita del 42%</strong>&nbsp;dal 2019 ad oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Identikit del richiedente</strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chi, nei primi cinque mesi del 2026, si è rivolto ad una società di credito per un&nbsp;<strong>prestito personale da destinare alle spese di viaggio</strong>&nbsp;ha puntato ad ottenere, in media,&nbsp;<strong>5.400 euro</strong>&nbsp;da restituire in&nbsp;<strong>50 rate mensili</strong>&nbsp;del valore di 132 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando al profilo dei richiedenti emerge che questa tipologia di finanziamento è&nbsp;<strong>particolarmente diffusa tra i giovani</strong>. Se, in generale, chi si rivolge ad una società di credito in Italia ha, in media, più di 46 anni, quando si tratta di prestiti per le vacanze l’età dei richiedenti scende a&nbsp;<strong>38 anni</strong>. Un valore su cui hanno un ruolo determinante la fascia con età compresa tra i&nbsp;<strong>25 e i 30 anni</strong>, ai quali fa capo più del&nbsp;<strong>20% della domanda</strong>&nbsp;di prestiti per viaggi. Il dato si spiega anche con il fatto che sovente si ricorra ad un finanziamento di questo tipo per viaggi di nozze o simili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A presentare richiesta è stato nel <strong>69% dei casi un uomo c</strong>he ha puntato ad ottenere 5.626 euro, vale a dire il 15% in più rispetto al campione femminile. Un dato che va letto anche alla luce dello stipendio medio dichiarato dai richiedenti, che per gli uomini è pari a 2.338 euro, il 36% più altro rispetto alle donne. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il commento</strong>            </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«La consapevolezza degli italiani verso le opportunità offerte dal credito al consumo sta aumentando e questo è un dato positivo. Se una volta il prestito veniva vissuto come soluzione per affrontare costi altrimenti insostenibili, oggi tanti consumatori lo utilizzano come strategia per far pesare il meno possibile sul budget mensile alcune spese, ad esempio una vacanza, e per non intaccare i propri risparmi</em>», spiegano gli esperti di Facile.it. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nota metodologica</strong>            </h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Analisi sui prestiti condotta da Facile.it e Prestiti.it su un campione di oltre 400.000 richieste di prestiti personali raccolte online da gennaio a maggio 2025 e 2026.</em> <em>Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.</em><br><a href="https://www.facile.it/"><em>https://www.facile.it/</em></a></p>
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		<title>Vacanze: 4,3 milioni di italiani truffati in un anno</title>
		<link>https://sestopotere.com/vacanze-43-milioni-di-italiani-truffati-in-un-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 24 giugno 2026 &#8211; Che siano case vacanza inesistenti, escursioni fantasma o biglietti aerei falsi, con l’inizio dell’estate si moltiplicano le truffe ai danni dei viaggiatori tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata dal portale Facile.it all’istituto di ricerca EMG (*), nel solo ultimo anno sono stati più di 4,3 milioni gli italiani vittima di truffa o [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 24 giugno 2026 &#8211; Che siano case vacanza inesistenti, escursioni fantasma o biglietti aerei falsi, con l’inizio dell’estate <strong>si moltiplicano le truffe ai danni dei viaggiatori</strong> tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata dal portale <strong>Facile.it</strong> all’istituto di ricerca <em>EMG (*</em>), nel solo ultimo anno sono stati più di <strong>4,3 milioni gli italiani</strong> vittima di truffa o di un tentativo di frode, per un danno economico complessivo di oltre <strong>195 milioni di euro.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le truffe legate alla struttura ricettiva</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Analizzando nel dettaglio sia i tentativi di truffa che le frodi andate in porto, emerge che la tipologia più comune è quella della&nbsp;<strong>struttura ricettiva inesistente</strong>, fosse essa una casa per le vacanze, un albergo, un Bed&amp;Breakfast o addirittura un villaggio turistico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli scorsi 12 mesi, questa truffa ha colpito più di&nbsp;<strong>3,4 milioni di italiani</strong>; se il 31% delle vittime è riuscito a individuare l’inganno prima di partire, oltre&nbsp;<strong>1 milione</strong>&nbsp;di italiani lo hanno scoperto solo dopo aver raggiunto la destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se la struttura ricettiva esisteva, alcune volte nascondeva una brutta sorpresa; quasi&nbsp;<strong>440 mila viaggiatori</strong>&nbsp;si sono ritrovati un alloggio totalmente&nbsp;<strong>diverso da come appariva</strong>&nbsp;nell’annuncio e circa&nbsp;<strong>389.000</strong>, addirittura,&nbsp;<strong>già occupato da altre persone</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Truffe anche per biglietti, escursioni e noleggio d’auto</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le truffe non riguardano, però, solo le&nbsp;<strong>strutture ricettive</strong>, ma anche altri servizi legati alle&nbsp;<strong>vacanze</strong>&nbsp;come i&nbsp;<strong>biglietti aerei</strong>, le&nbsp;<strong>escursioni</strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>noleggio d’auto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre secondo l’indagine commissionata da Facile.it, nell’ultimo anno&nbsp;<strong>2,5 milioni</strong>&nbsp;di viaggiatori hanno avuto a che fare con questo problema durante&nbsp;<strong>l’acquisto di biglietti aerei</strong>; 2,4 milioni per un noleggio auto e pochi meno, 2,3 milioni, quando hanno prenotato un’<strong>escursione</strong>&nbsp;nel luogo di vacanza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vittime, canali, strutture e denunce</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno delle truffe riguarda trasversalmente un po&#8217; tutti anche se, dati alla mano, i bersagli prediletti risultano essere i più&nbsp;<strong>giovani</strong>&nbsp;tanto che tra i 18-24enni le percentuali di truffe o tentativi di frode sono state pari al 44,6% a fronte di una media nazionale dell’14,0%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda le sole truffe che avevano come oggetto la struttura ricettiva, i canali maggiormente utilizzati dai malviventi sono stati i&nbsp;<strong>portali (veri o falsi) di prenotazione vacanze</strong>; oltre&nbsp;<strong>1,7 milioni di vacanzieri</strong>&nbsp;sono caduti in trappola attraverso questo strumento. Non mancano però le frodi sui&nbsp;<strong>social network</strong>&nbsp;(39,3%) e quelle che passano dai&nbsp;<strong>portali immobiliari o di annunci generalisti</strong>&nbsp;(23,2%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le truffe, però, non vengono portate a termine solo attraverso il web tanto è vero che&nbsp;<strong>33 mila</strong>&nbsp;italiani hanno rischiato di cadere in trappola, o ci sono effettivamente cascati, tramite il classico&nbsp;<strong>cartello di affitto</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per aiutare i viaggiatori a riconoscere le truffe e non cadere in trappola quando si è alle prese con la prenotazione delle vacanze, Facile.it ha redatto un vademecum con cinque consigli: attenzione ai prezzi troppo bassi, rivolgersi a portali autorevoli, meglio verificare prima che pentirsi poi,  utilizzare sempre pagamenti tracciati, e leggere con attenzione i contratti</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nota metodologica</strong> </h2>



<p class="wp-block-paragraph">(*) <em>Indagine condotta da EMG per Facile.it su un campione (1.500 rispondenti) rappresentativo di italiani dai 18 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo di realizzazione: 4/8 giugno 2026.</em></p>
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		<title>Analisi dei fenomeni che interessano la rete stradale. Protocollo d’intesa tra Anas e Società Italiana di Statistica</title>
		<link>https://sestopotere.com/analisi-dei-fenomeni-che-interessano-la-rete-stradale-protocollo-dintesa-tra-anas-e-societa-italiana-di-statistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:43:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://sestopotere.com/?p=308352</guid>

					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma, 23 giugno 2026 &#8211; Rafforzare la cultura del dato, promuovere l’innovazione e sviluppare nuovi strumenti a supporto della sicurezza stradale e della gestione delle infrastrutture. Sono questi gli obiettivi alla base di un protocollo d’intesa tra Anas, società del Gruppo FS, e la Società Italiana di Statistica (SIS), la principale associazione scientifica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma, 23 giugno 2026 &#8211; Rafforzare la cultura del dato, promuovere l’innovazione e sviluppare nuovi strumenti a supporto della sicurezza stradale e della gestione delle infrastrutture. Sono questi gli obiettivi alla base di un <strong>protocollo d’intesa tra Anas, società del Gruppo FS, e la Società Italiana di Statistica (SIS)</strong>, la principale associazione scientifica nazionale nel campo della statistica, che riunisce accademici, ricercatori e professionisti impegnati nella diffusione di metodologie basate sull’analisi dei dati e delle evidenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione tra Anas e SIS trova una concreta applicazione nell’ambito dell’hackathon scientifico “Stats under the Stars – SUS 2026”, tenutosi la scorsa notte, che ha visto giovani ricercatori e studiosi confrontarsi sullo sviluppo di un modello predittivo teorico in grado di supportare l’analisi dei fenomeni che interessano la rete stradale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Dipartimento di Scienze Statistiche di Sapienza università di Roma ha ospitato nelle sale della biblioteca dipartimentale la 9° edizione dell&#8217;evento Stats under the Stars organizzato da young-sis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La premiazione ufficiale è avvenuta nella prestigiosa cornice del Joint Meeting SIS-FENStatS 2026, l&#8217;importante congresso internazionale che unisce la 53ª Riunione Scientifica della Società Italiana di Statistica (SIS) e il 1° Convegno delle Società di Statistica Europee (FENStatS).</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto di altissimo rilievo scientifico, la SIS ha conferito ad Anas la menzione speciale <strong>“Pioneer in Data Culture – Special Mention”</strong> per <em>“aver valorizzato la cultura del dato come strumento di innovazione, integrando analisi, comunicazione strategica e attenzione alla reputazione aziendale nello sviluppo delle infrastrutture pubbliche”</em>. L’ha ritirata a nome dell’azienda il direttore della Comunicazione, Marco Ludovico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La collaborazione con la Società Italiana di Statistica – ha dichiarato l’Amministratore delegato di Anas,&nbsp;<strong>Claudio Andrea Gemme</strong>&nbsp;&#8211; rappresenta un ulteriore passo nel percorso di innovazione che Anas sta portando avanti per rendere la gestione della rete stradale sempre più efficace, sostenibile e orientata alla sicurezza. Oggi i dati costituiscono una risorsa strategica per comprendere i fenomeni della mobilità e supportare decisioni tempestive e fondate su evidenze oggettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lavorare con il mondo accademico e della ricerca – prosegue l’ad di Anas , <strong>Claudio Andrea Gemme</strong>&#8211; ci consente di valorizzare il patrimonio informativo di cui disponiamo e di sperimentare nuovi modelli predittivi capaci di anticipare criticità e individuare soluzioni innovative. Il riconoscimento conferito dalla SIS è per noi motivo di orgoglio e conferma l’impegno di Anas nella diffusione della cultura del dato come leva di sviluppo e miglioramento continuo. Il nostro obiettivo è trasformare conoscenza e innovazione in benefici concreti per i cittadini, contribuendo a una mobilità sempre più sicura, efficiente e moderna”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><u>L’hackathon scientifico “Stats under the Stars – SUS 2026”</u></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida è stata costruita utilizzando dati aggregati messi a disposizione da Anas, relativi ai flussi di traffico, all’incidentalità sulle principali direttrici e ai contatti con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, considerati come indicatore dello stato percepito della rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> L’obiettivo è valutare la capacità di modelli statistici avanzati di correlare tali informazioni per individuare criticità, anticipare possibili situazioni di rischio, migliorare la pianificazione della viabilità e orientare decisioni sempre più efficaci e basate sui dati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sotto la diretta supervisione di&nbsp;<strong>Massimo Carlini</strong>, Responsabile Advertising, Brand Strategy &amp; Digital Communication, la struttura da lui guidata ha interamente sostenuto e coordinato la complessa macchina organizzativa e la gestione della manifestazione per conto di Anas. Per i lavori d&#8217;esame della giuria scientifica dell&#8217;hackathon è stato nominato&nbsp;<strong>Massimo Carlini</strong>, in rappresentanza del quale hanno partecipato&nbsp;<strong>Giuseppina Anatriello</strong>, Responsabile Analisi Statistiche e Reputation Management,&nbsp;<strong>Elisabetta Cicchiello</strong>, Analisi Statistiche e Reputation Management.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida notturna è stata costruita utilizzando dati aggregati messi a disposizione da Anas, relativi ai flussi di traffico, all’incidentalità sulle principali direttrici e ai contatti con l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), considerati come indicatore dello stato percepito della rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al termine di intense ore di analisi, la giuria scientifica ha premiato i team universitari che si sono distinti per l&#8217;eccellenza delle loro soluzioni: &#8220;RCS&#8221; (La Sapienza Università di Roma): <em>Menzione Speciale Anas</em>.<br>&#8220;La fittata è fatta&#8221; (Università di Padova): Premio per la <em>Miglior Previsione</em>. <br>&#8220;Bayesian Chainsaw&#8221; (Università degli Studi di Trieste): Premio <em>Miglior Overall</em>.<br>&#8220;StayimBRUTTIti&#8221; (La Sapienza Università di Roma): Premio per il <em>Miglior Report</em>.</p>
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		<title>Ail: ogni anno 30mila nuovi tumori del sangue, e 500mila persone ci convivono. Progressi nella ricerca scientifica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma, 22 giugno 2026 – Ogni anno in Italia vengono diagnosticate circa 30mila nuove neoplasie ematologiche,di cui oltre 2.100 riguardano bambini e adolescenti. Oggi sono circa 500mila le persone che convivono con un tumore del sangue, ma grazie ai progressi della ricerca scientifica lo scenario è profondamente cambiato: terapie innovative come l’immunoterapia [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma, 22 giugno 2026 – Ogni anno in Italia vengono diagnosticate circa 30mila nuove neoplasie ematologiche,<br>di cui oltre 2.100 riguardano bambini e adolescenti. Oggi sono circa 500mila le persone che convivono con un tumore del sangue, ma grazie ai progressi della ricerca scientifica lo scenario è profondamente cambiato: terapie innovative come l’immunoterapia e i trapianti di cellule staminali emopoietiche hanno aumentato le possibilità di guarigione e consentono a un numero crescente di pazienti di convivere a lungo con la malattia mantenendo una buona qualità di vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In diversi casi l’aspettativa di vita delle persone affette da una patologia ematologica si avvicina sempre più a quella della popolazione generale. Un risultato che testimonia il valore della Ricerca Scientifica e della collaborazione tra associazioni di pazienti, società scientifiche, istituzioni e comunità medicoscientifica, impegnate quotidianamente nello sviluppo di cure sempre più efficaci e accessibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono quasi 60 anni che AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma – è al fianco dei pazienti e delle loro famiglie, sostenendo la Ricerca Scientifica e contribuendo concretamente al miglioramento dell’assistenza ematologica nel nostro Paese. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni AIL ha investito sempre più fondi per il finanziamento della ricerca scientifica indipendente: nel 2025 AIL ha finanziato 206 progetti di ricerca su leucemie, linfomi, mieloma e altre malattie del sangue, supportando studi innovativi finalizzati a comprendere i meccanismi alla base delle patologie, favorire diagnosi sempre più precoci e sviluppare nuove strategie terapeutiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Associazione ha inoltre ampliato il proprio impegno individuando e sostenendo importanti progetti di ricerca guidati dai più autorevoli ematologi italiani, molti dei quali presenti alla conferenza stampa dedicata alla Giornata Nazionale, e dal GIMEMA, punto di riferimento imprescindibile per la ricerca indipendente e luogo nel quale, attraverso i working party, gli ematologi elaborano e sviluppano protocolli di ricerca nelle diverse patologie. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impegno dell’Associazione ben si traduce anche nel sostegno a 111 Centri di Ematologia e di Trapianto di Cellule Staminali distribuiti sul territorio nazionale, attraverso il finanziamento di personale sanitario, apparecchiature, farmaci, ambulatori e reparti dedicati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 AIL rafforza ulteriormente il proprio investimento nella Ricerca indipendente sostenendo, insieme alle principali società scientifiche in ambito ematologico (SIE, SIES, FIL, GITMO e AIEOP), progetti innovativi, presentati proprio in occasione della Giornata Nazionale, che spaziano dall’applicazione del Digital Twin alle sindromi mielodisplastiche, agli studi sulla leucemia linfoblastica acuta pediatrica, fino a nuove ricerche sui linfomi cutanei rari e a programmi di alta formazione per medici e infermieri ematologici e di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 18 giugno a Roma presso la Sala Minerva di Palazzo De Carolis, si è tenuta la Conferenza stampa dedicata alla Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, il tradizionale appuntamento dell’Associazione per sottolineare e condividere i progressi della Ricerca ematologica e per ribadire un messaggio importante rivolto ai pazienti e ai loro familiari: non siete soli. (<em>vedi foto</em>) Tema della conferenza stampa AIL 2026: “Ricerca e cura in ematologia: l’impegno di AIL tra presente e futuro”. Un incontro importante a tema medico-scientifico che vede la partecipazione di illustri ematologi e rappresentanti delle Società scientifiche italiane in ambito ematologico.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="674" height="421" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/06/conf-ail-.jpg" alt="" class="wp-image-308241" style="aspect-ratio:1.6009724232639275;width:586px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/06/conf-ail-.jpg 674w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/06/conf-ail--300x187.jpg 300w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/06/conf-ail--672x420.jpg 672w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">«AIL è nata quasi 60 anni fa con l’obiettivo di essere accanto ai pazienti ematologici e alle loro famiglie in tutte le fasi del percorso di malattia con una vicinanza concreta fatta di ascolto, supporto umano e sostegno alla Ricerca Scientifica e alle cure – spiega Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL-. In questi anni abbiamo continuato a rafforzare questo impegno, mettendo sempre al centro la persona, i suoi bisogni, la qualità della vita e l’avanzamento della ricerca. Oggi AIL, insieme alle sue 83 sezioni provinciali e grazie all’impegno di oltre 18.000 volontari, rappresenta una rete capillare di solidarietà presente su tutto il territorio nazionale, con le Case AIL, le cure domiciliari<br>per adulti e bambini, il supporto psicologico e molti altri servizi per pazienti e caregiver. Nel 2020 è nata La Scuola Nazionale di Formazione AIL per i Volontari che offre percorsi di formazione continua, tenuti da psicologi, medici ed esperti del settore e ha l&#8217;obiettivo di accrescere le competenze necessarie per assistere i malati e le loro famiglie. – E prosegue il Presidente -, nel corso degli anni, anche grazie al costante sostegno di AIL alla ricerca, le terapie per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma sono diventate sempre più mirate ed efficaci».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le terapie CAR-T stanno ridefinendo il paradigma di cura di numerosi tumori ematologici, oltre che i per i risultati ottenuti nei pazienti con malattia refrattaria o resistente, anche per le nuove prospettive di impiego nelle fasi più precoci. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le cellule CAR-T rappresentano una delle frontiere più avanzate dell’immunoterapia – spiega Franco Locatelli, Direttore Area Clinica di Onco-Ematologia Pediatrica, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma – esistono già numerosi prodotti CAR-T approvati per l’uso clinico nel trattamento delle forme refrattarie e resistenti delle leucemie linfoblastiche acute a cellule B, dei linfomi non-Hodgkin a cellule B e del mieloma multiplo. Oggi, però,<br>l’obiettivo si sta spostando progressivamente verso un utilizzo più precoce. Sono infatti in corso, o in fase di attivazione, trial clinici che prevedono l’impiego delle CAR-T già alla prima ricaduta, nei pazienti con caratteristiche di alto rischio, e potenzialmente anche in pazienti neo diagnosticati nei quali esistano evidenze di un’elevata probabilità di fallimento delle terapie tradizionali».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le patologie ematologiche sono malattie rare e alcune come il mieloma multiplo vengono diagnosticate prevalentemente in persone con più di 70 anni. Fino a tempi recenti le opzioni erano limitate, oggi il panorama è cambiato anche grazie all’introduzione di sempre più efficaci anticorpi bispecifici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le neoplasie mieloproliferative croniche sono un gruppo di malattie rare che globalmente hanno un’incidenza inferiore ai 5 casi per 100mila all’anno. Le principali sono tre: trombocitemia essenziale, policitemia vera e mielofibrosi. «La scoperta che la via JAK-STAT è alterata in queste malattie, indipendentemente dalla mutazione presente, ha portato allo sviluppo degli inibitori di JAK – informa Alessandro M. Vannucchi, Presidente SIES, Professore di Ematologia, Direttore della SOD Ematologia, CRIMM, Centro Ricerca e Innovazione delle Malattie Mieloproliferative, Direttore Dipartimento di Oncologia, Direttore Scuola di Specializzazione in Ematologia Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi e Università di Firenze-. Attualmente disponiamo di tre farmaci approvati in Europa e di quattro negli Stati Uniti. Questi trattamenti hanno cambiato radicalmente l’approccio terapeutico, migliorando in modo significativo la qualità di vita dei pazienti. In molti casi  consentono un controllo ottimale dei sintomi e permettono alle persone di tornare a svolgere una vita pressoché normale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La leucemia mieloide acuta riguarda prevalentemente persone con un’età media alla diagnosi di circa 60-70 anni, oggi le terapie target hanno modificato il trattamento. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«Fino a pochi anni fa, chi non era eleggibile a trattamenti chemioterapici intensivi aveva a disposizione principalmente terapie di supporto oppure agenti ipometilanti utilizzati da soli, strategia quest’ultima che spesso garantiva risposte limitate e di breve durata – informa Adriano Venditti, Consiglio direttivo SIE, Professore Ordinario di Ematologia Università di Roma Tor Vergata, Direttore Dipartimento di Onco-Ematologia Azienda Universitaria Policlinico Tor Vergata-. Oggi lo scenario è profondamente mutato grazie<br>all’introduzione delle terapie target, farmaci mirati che agiscono su specifiche alterazioni molecolari della cellula leucemica oppure interferiscono con processi metabolici critici per la sua sopravvivenza».</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, nel 2025 in ematologia sono stati eseguiti 5.259 trapianti e 750 CAR-T.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> «Per quanto riguarda il trapianto autologo nel nostro Paese si osserva una tendenza alla riduzione, specialmente nel trattamento dei linfomi, di oltre il 30%, rispetto a cinque anni fa – aggiunge Massimo Martino, Presidente GITMO, Direttore Centro unico regionale trapianti CSE e terapie cellulari, Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria-. Questo calo è dovuto a un sempre maggior utilizzo della terapia CAR-T. L’aspetto positivo da sottolineare è che è in aumento l&#8217;uso di questo approccio in pazienti sopra i 60 e 70 anni. Il mieloma multiplo è la patologia più trattata con trapianto autologo e rappresenta il 63% delle procedure. Al contrario dell&#8217;autologo, il numero di trapianti allogenici è in costante crescita. Nel 2025 sono stati effettuati 2.152 trapianti in Italia, con un incremento di oltre il 7% rispetto a due anni prima. Le patologie principali sono la leucemia mieloide acuta, seguita dalla linfoblastica, ma cresce l&#8217;uso anche per mielodisplasie e mielofibrosi».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni anno in Italia si registrano circa 15.5001 nuovi casi di linfoma, tra forme non-Hodgkin e Hodgkin, le innovazioni terapeutiche stanno cambiando l’approccio terapeutico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le immunoterapie, in particolare le CAR-T e gli anticorpi bispecifici, rappresentano una vera rivoluzione nel trattamento dei linfomi, soprattutto dei linfomi nonHodgkin &#8211; comunica Luigi Rigacci, Responsabile Commissione Linfoma di Hodgkin FIL, Comitato Direttivo FIL, Direttore UOC Ematologia e Centro Trapianto Cellule Staminali Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico e Professore Associato di Ematologia Università Campus Bio-Medico di Roma -. I risultati ottenuti finora sono estremamente incoraggianti. Nei pazienti affetti da forme particolarmente aggressive di linfoma, queste terapie consentono di raggiungere lunghe sopravvivenze e potenziali guarigioni in circa il 40% dei casi. Prima dell&#8217;avvento di queste strategie terapeutiche, la stessa categoria di pazienti aveva una sopravvivenza mediana di poco superiore ai sei mesi e soltanto l&#8217;8-10% risultava vivo a due anni».</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tumori ematologici pediatrici sono patologie rare. In Italia si stima che ogni anno vengano diagnosticati circa 1.400 casi di malattie oncoematologiche nei bambini fino a 14 anni e circa 800 negli adolescenti tra i 15 e i 19 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Grazie ai progressi della ricerca e all&#8217;elevata qualità delle cure disponibili nel nostro Paese, queste patologie sono oggi curabili con esiti molto positivi – spiega Angela Mastronuzzi, Presidente AIEOP, Responsabile Unità di NeuroOncologia Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Professore Associato di Pediatria, Università Cattolica del Sacro Cuore-. Oggi, la sfida principale non è soltanto guarire i pazienti, ma garantire loro una qualità e un&#8217;aspettativa di vita il più possibile sovrapponibili a quelle della popolazione generale. Per questo motivo la ricerca si sta orientando verso una medicina sempre più personalizzata. La personalizzazione delle cure si basa su una stratificazione del<br>rischio sempre più accurata, resa possibile dalla valutazione della malattia residua minima e dall&#8217;identificazione delle alterazioni molecolari caratteristiche di ciascuna patologia».</p>
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