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	<title>Bologna &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Bologna &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>Exposanità 2026 al via, confronto sul futuro del servizio sanitario nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 17:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026  &#8211; Ha aperto oggi, entrando subito nel vivo della questione, Exposanità2026, la fiera che da oltre 40 anni è il punto di riferimento del mondo della sanità e del settore sociosanitario, nei locali di BolognaFiere. La tecnologia è la grande protagonista dei 200 convegni che si alternano tra i padiglioni. [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026   &#8211; Ha aperto oggi, entrando subito nel vivo della questione, <strong>Exposanità2026</strong>, la fiera che da oltre 40 anni è il punto di riferimento del mondo della sanità e del settore sociosanitario, nei locali di BolognaFiere. </p>



<p>La <strong>tecnologia</strong> è la grande protagonista dei 200 convegni che si alternano tra i padiglioni. Dall’Intelligenza Artificiale applicata alla diagnosi assistita, alla medicina personalizzata e all’analisi predittiva, passando per le soluzioni della telemedicina che riducono le distanze territoriali, fino alla nuova generazione di dispositivi diagnostici indossabili, l’innovazione digitale traccia la strada per la sanità del futuro, offrendo soluzioni &#8211; <strong>Planning Solutions</strong>, come recita il claim &#8211; che hanno il compito di rispondere a una grande sfida: il <strong>digitale salverà la salute come diritto universale</strong>?</p>



<p>È questo il tema affrontato nel convegno inaugurale&nbsp;<em>“</em><em><strong>Sfide socio-sanitarie e soluzioni tech. Nuove risposte per garantire il diritto alla cura</strong></em><em>”</em>, che ha dato il via alla prima giornata.</p>



<p>Tra i primi ostacoli che il nostro Servizio sanitario nazionale deve affrontare, certamente la mancanza strutturale di fondi. Con il 3,1% di deficit del Pil, sarà difficile immaginare nuovi finanziamenti. A questo ha provato a rispondere l’Assessore alle Politiche per la Salute dell’Emilia Romagna,&nbsp;<strong>Massimo Fabi:</strong>&nbsp;«Non esiste una soluzione unica. La prima scelta è culturale e politica: investire sulla promozione della salute e sulla prevenzione. Prevenire è meglio che curare, salva vite e rende il sistema più sostenibile. Poi c’è il rafforzamento concreto della sanità territoriale. L’Emilia-Romagna è tra le regioni benchmark sugli obiettivi della Missione 6 del PNRR: passeremo da 140 a 192 Case della Comunità, con 600 posti letto in più negli Ospedali di Comunità, investimenti in tecnologie innovative e digitalizzazione. Oggi il 92% dei cittadini aderisce al Fascicolo Sanitario Elettronico», spiega Fabi, che oltre a essere medico reumatologo vanta una lunga esperienza manageriale come Direttore Generale dell&#8217;Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.</p>



<p>Un altro tema centrale di Exposanità2026 &#8211; come di tutte le precedenti edizioni del Salone &#8211; è quello delle&nbsp;<strong>risorse umane</strong>, che tengono letteralmente in piedi il nostro Servizio Sanitario. «Abbiamo 68.500 operatori, di cui 28.000 infermieri: non sono ancora sufficienti, ma stiamo lavorando per rafforzare il sistema e valorizzare chi ci lavora. Il 2025 è stato un anno difficilissimo, con un sottofinanziamento senza precedenti: la spesa era quasi doppia rispetto alle risorse disponibili. Per evitare il collasso abbiamo chiesto sacrifici ai cittadini: addizionale IRPEF, IRAP, bollo auto e reintroduzione del ticket sui farmaci. Scelte dolorose, ma necessarie. Non solo per salvare il sistema: nei prossimi tre anni investiremo 135 milioni nel Fondo regionale per la non autosufficienza, che arriva a 600 milioni, più del fondo nazionale. Infine &#8211; chiude l’assessore &#8211; un passaggio chiave: l’accordo integrativo regionale con la medicina generale, che rappresenta una leva fondamentale per rafforzare i servizi territoriali e avvicinare la sanità ai cittadini».</p>



<p>Concorde anche&nbsp;<strong>Nino Cartabellotta</strong>, presidente della&nbsp;<strong>Fondazione Gimbe</strong>, secondo il quale «il Servizio Sanitario Nazionale si trova oggi di fronte a tre criticità principali. La prima è appunto il finanziamento: negli ultimi anni si è creato un divario significativo rispetto alla media europea, con circa 700 euro in meno di spesa pubblica pro capite, che si traducono in oltre 40 miliardi complessivi. La seconda riguarda le diseguaglianze, che non sono più solo territoriali tra Nord e Sud, ma sempre più trasversali: tra aree urbane e periferiche, tra diverse condizioni socio-economiche e generazionali. Questo si riflette in un dato preoccupante: milioni di persone rinunciano alle cure. La terza criticità è il personale. Non manca tanto il numero di medici, quanto la capacità del sistema pubblico di trattenerli, a causa di una scarsa attrattività e condizioni di lavoro difficili. A questi problemi si aggiunge un uso inefficiente delle risorse: da un lato si registra un eccesso di prestazioni inappropriate, dall’altro una carenza grave in ambiti fondamentali come la prevenzione. Infine, c’è il tema dell’innovazione: la tecnologia avanza rapidamente, ma il sistema fatica ad adattarsi, anche per limiti normativi, organizzativi e di competenze digitali. Basti pensare che meno del 50% degli italiani ha competenza digitale di base, mentre i Paesi scandinavi stanno all&#8217;80%, la media europea intorno al 60%. Solo il 45% degli italiani ha dato il consenso al trattamento dei dati del proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, l’Emilia-Romagna raggiunge il top col 92%, ma molte regioni del Sud stanno sostanzialmente al 3-4%, la Calabria addirittura al due».</p>



<p>Ma la soluzione c’è: «Per affrontare queste sfide non basta aumentare le risorse: è necessario utilizzarle meglio, ridurre le diseguaglianze e rendere il sistema più attrattivo, moderno e capace di integrare l’innovazione. E naturalmente, la formazione».</p>



<p>La tecnologia digitale e le competenze, dicevamo: «Oggi ad Exposanità abbiamo parlato di come digitale e Intelligenza artificiale possano avere un impatto importante sul sistema sanitario e come questo possa essere veramente un fattore determinante per il futuro. Il problema sono le competenze», è intervenuto il manager&nbsp;<strong>Andrea Fortuna</strong>, partner PwC Italia, Healthcare Pharmaceuticals &amp; Life Sciences Leader. «In Italia l’AI in sanità è già usata in diversi progetti pilota, ma non è ancora parte strutturale del sistema. Il limite principale non è tecnologico, ma di competenze, organizzazione e capacità di cambiamento delle aziende sanitarie. Senza una regia chiara rischia di aumentare la complessità invece di semplificare. Il vero obiettivo è portare i progetti pilota dalla sperimentazione alla scala, integrandole nei processi clinici e amministrativi. La tecnologia deve comunque restare uno strumento a supporto di medici e pazienti, non una loro sostituzione».</p>



<p>Un altro aspetto emerso nel convegno è l’importanza di una medicina che sia più vicine e, perché no, proattiva. In che direzione possiamo andare, ce lo fa intravedere il professor&nbsp;<strong>Giuseppe Andreoni</strong>, ordinario al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano dove è Direttore del Laboratorio “Tecnologia e Design per la Sanità (TeDH)”: «La medicina si sta evolvendo verso la cosiddetta medicina delle “5 P”: predittiva, preventiva, personalizzata, partecipatoria e psicosociale. L’obiettivo è passare da un approccio reattivo (curare la malattia) a uno proattivo (prevenirla e anticiparla), considerando la salute come benessere complessivo della persona. Questo è possibile grazie alla medicina di precisione, che integra dati genetici, clinici e comportamentali per costruire profili personalizzati e modelli predittivi».</p>



<p>Come fare? Grazie alle nuove tecnologie, naturalmente: «Le tecnologie stanno cambiando ruolo: dai wearable (indossabili), si passa a soluzioni più integrate &#8211; “phygital” e sistemi embedded &#8211; che vanno oltre l&#8217;indossabile per essere ancora più integrati all&#8217;interno del nostro corpo in una simbiosi tra fisiologia e tecnologia. Oppure i gemelli digitali: modelli virtuali del paziente che replicano perfettamente i suoi dati e la sua fisiologia». C’è un aspetto che è particolarmente determinante, in questo cambio di paradigma di una salute che viene indagata prima di diventare malessere, ed è «la medicina partecipatoria», spiega Andreoni, «che coinvolge attivamente il cittadino nella gestione della propria salute, mettendo a disposizione dell&#8217;individuo delle tecnologie che egli stesso può utilizzare in maniera semplice ma efficace per misurare alcuni processi o parametri fisiologici e orientare le scelte relative allo stato di salute &#8211; per esempio tramite chioschi diagnostici e piattaforme di monitoraggio -, rappresentando un modello fondamentale per il futuro».</p>



<p>Sono intervenuti inoltre:&nbsp;<strong>Franco Baraldi</strong>, consigliere di BolognaFiere,&nbsp;<strong>Ivo A. Nardella&nbsp;</strong>Presidente e AD Gruppo Tecniche Nuove,&nbsp;<strong>Elena Menichini</strong>, Confindustria Dispositivi Medici,&nbsp;<strong>Barbara Mangiacavalli</strong>, presidente FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche),&nbsp;<strong>Piero Ferrante</strong>, presidente FNOFI (Federazione Nazionale Ordini Fisioterapisti),&nbsp;<strong>Giuseppe Jurman</strong>, Fondazione Bruno Kessler,&nbsp;<strong>Antonio Vittorino Gaddi</strong>&nbsp;– SIT (Società Italiana Telemedicina),&nbsp;<strong>Alessandro Palombo</strong>, ISS CN IATIS (Centro Nazionale Intelligenza Artificiale e Tecnologie Innovative per la Salute) e&nbsp;<strong>Irene Aprile</strong>, Fondazione Don Gnocchi.</p>
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		<item>
		<title>Sanità, Ordine infermieri Emilia-Romagna: &#8220;Malessere sul lavoro mina cure&#8221;. Presentata indagine a Exposanità</title>
		<link>https://sestopotere.com/sanita-ordine-infermieri-emilia-romagna-malessere-sul-lavoro-mina-cure-presentata-indagine-a-exposanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 17:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Carichi di lavoro eccessivi, aggressioni e turni logoranti non danneggiano solo i singoli infermieri. Ma diventano una &#8220;minaccia diretta alla sicurezza delle cure e alla tenuta stessa del servizio sanitario&#8221;. A certificarlo è un&#8217;indagine sul benessere professionale e di vita degli infermieri, realizzata dal Coordinamento degli [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Carichi di lavoro eccessivi, aggressioni e turni logoranti non danneggiano solo i singoli infermieri. Ma diventano una &#8220;minaccia diretta alla sicurezza delle cure e alla tenuta stessa del servizio sanitario&#8221;.</p>



<p> A certificarlo è un&#8217;indagine sul benessere professionale e di vita degli infermieri, realizzata dal Coordinamento degli Ordini degli infermieri dell&#8217;Emilia-Romagna, in collaborazione con la federazione nazionale Fnopi e il Comitato unitario delle professioni dell&#8217;Emilia-Romagna. </p>



<p>Il progetto è stato presentato oggi nel corso di <strong><em><a href="https://sestopotere.com/exposanita-2026-al-via-confronto-sul-futuro-del-servizio-sanitario-nazionale/" data-type="link" data-id="https://sestopotere.com/exposanita-2026-al-via-confronto-sul-futuro-del-servizio-sanitario-nazionale/"> Exposanità 2026, in corso nei padiglioni della Fiera di Bologna</a></em></strong>.</p>



<p> Il convegno ha analizzato i principali motori del fenomeno che porta gli infermieri ad abbandonare la professione, supportato dalla relazione di Francesca Coin, sociologa e autrice del saggio &#8216;Le grandi dimissioni&#8217;, pubblicato da Einaudi.</p>



<p>L&#8217;analisi evidenzia appunto come carichi di lavoro eccessivi, aggressioni e una turnistica logorante &#8220;non rappresentino solo una crisi individuale, ma una minaccia diretta alla sicurezza delle cure e alla tenuta stessa del servizio sanitario&#8221;. </p>



<p>Per invertire questa rotta, il gruppo Benessere dell&#8217;Opi Emilia-Romagna ha indicato alcune leve su cui investire. &#8220;Il benessere lavorativo si manifesta attraverso diversi indicatori chiave&#8221;, si spiega. </p>



<p>A livello individuale, ad esempio, fanno la differenza &#8220;il senso di appartenenza, la valorizzazione professionale unita a una giusta retribuzione, l&#8217;equilibrio tra vita privata e lavoro sono fondamentali&#8221;.<br>A livello di squadra, invece, &#8220;la condivisione dei valori e le relazioni interpersonali positive giocano un ruolo cruciale&#8221;.</p>



<p>Al contrario, sottolinea l&#8217;Opi Emilia-Romagna, &#8220;la mancanza di benessere si traduce in indicatori negativi come il desiderio di cambiare lavoro, sentimenti di inutilità, risentimento verso l&#8217;organizzazione e, nei casi più gravi, l&#8217;insorgere di mobbing e patologie relazionali. La confusione di ruoli e responsabilità aggrava ulteriormente queste problematiche&#8221;.</p>



<p> L&#8217;Ordine degli infermieri lancia dunque un &#8220;messaggio alle Istituzioni e alle Aziende sanitarie: investire nel benessere organizzativo è l&#8217;unica via per rendere il sistema sanitario resiliente. Investire nel benessere e nel miglioramento della qualità della vita professionale e lavorativa non deve essere considerato un costo marginale, ma un investimento strategico. Un infermiere che lavora in un ambiente sano e supportivo garantisce infatti performance migliori e, di conseguenza, una maggiore sicurezza per tutti i cittadini&#8221;.</p>



<p>Come comitato centrale della Fnopi, annuncia la presidente Barbara Mangiacavalli, &#8220;abbiamo deciso di rendere il progetto di respiro nazionale e di farlo nostro. Perché con questo lavoro siete riusciti a cogliere in primis l&#8217;essenza del malessere che stanno vivendo le colleghe e i colleghi, per andare oltre ad una narrazione superficiale e indagare sui perché gli infermieri stanno male, al di là delle tematiche puramente economiche, e trovare delle soluzioni&#8221;.</p>
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		<item>
		<title> Accademia Nazionale di Agricoltura: inaugurato il 219° Anno Accademico</title>
		<link>https://sestopotere.com/accademia-nazionale-di-agricoltura-inaugurato-il-219-anno-accademico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:14:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna, 22 aprile 2026 – Si è tenuta nella mattinata di mercoledì 22 aprile, presso la Sala dello Stabat Mater di Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna, l’inaugurazione del 219° Anno Accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. La cerimonia, che ha visto la partecipazione del corpo accademico e di numerose autorità civili e politiche, dopo i [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna, 22 aprile 2026 – Si è tenuta nella mattinata di mercoledì 22 aprile, presso la Sala dello Stabat Mater di Palazzo dell’Archiginnasio di Bologna, l’inaugurazione del 219° Anno Accademico dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. </p>



<p>La cerimonia, che ha visto la partecipazione del corpo accademico e di numerose autorità civili e politiche, dopo i saluti istituzionali, ha visto la consegna della targa storica al Prof. Giorgio Cantelli Forti, il quale ha retto la presidenza per quattro mandati dal 2014 al 2026, attestante la carica di “Presidente onorario dell’Accademia Nazionale di Agricoltura”.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>Prof. Giorgio Cantelli Forti ha</strong>&nbsp;dichiarato: “<em>Mi sento molto onorato del prezioso riconoscimento che il Consiglio Direttivo e l’Assemblea mi hanno dato. Per l’onore che mi avete rivolto ho il piacere di mettermi a disposizione del Presidente e del Consiglio Direttivo, offrendo le mie forze e la mia mente, su quanto mi vorranno chiedere di fare”.</em></p>



<p>Successivamente il<strong>&nbsp;Prof. Federico Magnani</strong>, Presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, nella sua Relazione inaugurale&nbsp;<strong>“Discussione, riferimento, divulgazione: il ruolo dell’Accademia per un’agricoltura che cambia”,&nbsp;</strong>ha fornito gli orientamenti per il mandato 2026-2028:&nbsp;<em>“</em><em>In un mondo sempre più frammentato l’ANA ha un importante ruolo da svolgere, come punto di incontro e di confronto interdisciplinare, sereno e non schierato, che raccolga le conoscenze scientifiche e tecniche e le esigenze del mondo agricolo, per discuterle e riferirle sia alla società che ai decisori politici. Un luogo di discussione aperta e informata, sulle principali tematiche emergenti nel settore, che coinvolga&nbsp;</em><em>al nostro fianco i giovani ricercatori e professionisti, che possono dare un grande contributo di innovazione e di entusiasmo, insieme alle istituzioni e agli enti, sia del territorio che nazionali, con i quali poter lavorare insieme per sviluppare temi di interesse comune per la crescita dell’agricoltura italiana.</em><em>&nbsp;Infine, oggi abbiamo la responsabilità di divulgare e formare il vasto pubblico, che talvolta di agricoltura, alimentazione e ambiente ha una percezione falsata e irrealistica, essendo settori in rapida e costante trasformazione, dove l’innovazione e l’evolversi della ricerca scientifica sono i cardini su cui basare l’oggi e il domani.</em><em>&nbsp;</em><em>Una sfida importante, che l’Accademia affronterà nei prossimi anni con spirito di servizio e di condivisione.”</em></p>



<p><strong>A seguire la parola è passata all’Ing. Fabrizio Curcio,&nbsp;</strong>Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione verificatasi in Emilia-Romagna, Toscana e Marche che, nella sua Prolusione inaugurale “<strong>Eventi alluvionali 2023-2024: emergenza, ricostruzione e riduzione del rischio”</strong><strong>&nbsp;</strong>ha detto:&nbsp;<em>&#8220;A partire dal gennaio 2025 abbiamo avviato,&nbsp;in raccordo con le Regioni, un’intensa e strutturata attività di ascolto dei territori che ha coinvolto le rappresentanze istituzionali, le principali categorie produttive, la società civile e i Comitati delle comunità colpite, dando vita ad oltre 40 incontri con i Sindaci, sia in forma aggregata sia in forma singola, ai quali hanno preso parte anche tecnici, rappresentanti dei Comitati e cittadini dei territori interessati. Questa governance partecipata ha permesso di orientare in modo più efficace i circa tre miliardi che il Governo ha destinato per la ricostruzione pubblica dei territori colpiti e di tradurre, grazie al lavoro del Parlamento, le esigenze di semplificazione delle procedure in scelte normative concrete, a partire dal decreto-legge n. 65/2025. La governance definita va nella direzione di armonizzare la fase della ricostruzione con quella della mitigazione del rischio che richiede una programmazione strutturale e di lungo periodo:&nbsp;la prima è affidata alla Struttura commissariale, la seconda alle Regioni anche nell&#8217;ambito di un Programma straordinario pluriennale dotato dall’Esecutivo di un ulteriore miliardo di euro per il periodo 2027–2038. Questa modalità garantisce chiarezza decisionale e una visione di lungo periodo per la sicurezza dei territori che possono avvalersi, in questo percorso, del supporto di istituzioni di carattere tecnico-scientifico, quali l’Accademia Nazionale di Agricoltura, che, in ragione del patrimonio di conoscenze in ambito agrario, tutela e valorizzazione del territorio, del paesaggio e dell’ambiente, possono offrire elementi utili di approfondimento, nel rispetto dei diversi ambiti di competenza&#8221;.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="399" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Magnani-e-Curcio_Credits-EMkey.jpg" alt="" class="wp-image-303278" style="aspect-ratio:1.503818288623458;width:515px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Magnani-e-Curcio_Credits-EMkey.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/Magnani-e-Curcio_Credits-EMkey-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Credits foto EMkey</figcaption></figure>
</div>


<p>Al termine del suo intervento l’Ing. Curcio ha ricevuto&nbsp;<strong>la targa d’onore dell’Accademia Nazionale di Agricoltura</strong>.</p>



<p>La cerimonia è poi proseguita con la parte centrale della Cerimonia, ovvero la consegna dei titoli ai nuovi Accademici Ordinari e Accademici Corrispondenti, alla quale è seguita la consegna dei premi, che l’Accademia Nazionale di Agricoltura organizza annualmente con i partner di riferimento. La <strong>VII edizione del “Premio Filippo Re”</strong>, insieme ad Image Line, è stata vinta dal Dott. <strong>Andrea Vitali</strong>, phd dell’Università di Torino con lo studio “<em>The environmental and agronomic benefits and trade-offs linked with the adoption alternate wetting and drying in temperate rice paddies”</em> ha studiato come i cambiamenti climatici, ed in particolar modo la diminuzione della disponibilità della risorsa idrica e la competizione per il suo utilizzo tra l’agricoltura e gli altri settori, impongono alla risicoltura di allinearsi ai principi dell’agricoltura rigenerativa. </p>



<p>La<strong> IV edizione del “Premio Nazionale Giuseppe Loizzo”</strong>, insieme alla famiglia dell’accademico scomparso, è stata vinta dalla Dott.ssa <strong>Benedetta Terramoccia</strong>, Università degli Studi della Tuscia, con lo studio “<em>Tolleranza allo stress idrico in linee ricombinanti di frumento duro-Thinopyrum spp.: analisi del fenotipo e dell’espressione del gene LRD”.</em></p>



<p><strong>Ivano Valmori,&nbsp;</strong>Ceo di Image Line, ha detto&nbsp;<strong>sulla VII edizione del Premio Filippo Re</strong>:<em>&nbsp;“Con la premiazione delle pubblicazioni vincitrici, il Premio Filippo Re sottolinea l’importanza di due risorse fondamentali come suolo e acqua, elementi che rappresentano la base stessa della nostra agricoltura. In un momento in cui l’agricoltura è chiamata a una gestione sempre più attenta e lungimirante per rispondere alle sfide climatiche, le ricerche premiate dimostrano come sia possibile tradurre i principi della sostenibilità e dell’uso responsabile delle risorse in scelte agronomiche misurabili, con ricadute concrete sul campo e per la competitività delle imprese. Per noi è particolarmente significativo che queste proposte nascano da approcci multidisciplinari e dal talento di giovani ricercatrici e ricercatori capaci di dialogare con chi l’agricoltura la fa ogni giorno: è da questo confronto che nascono le innovazioni che contribuiscono a costruire un’agricoltura rigenerativa, consapevole e capace di guardare al futuro con responsabilità.”</em></p>



<p>La cerimonia si è conclusa con la firma dei protocolli d’intesa con&nbsp;<strong>l’Accademia del Lazio Meridionale</strong>, rappresentata dal Prof. Roberto Giardino, e il&nbsp;<strong>Collegio Nazionale Periti Agrari e Periti Agrari Laureati</strong>, rappresentato dal Dott. Igor Bombardi, che certificano le numerose collaborazioni, a livello nazionale, tenute dall’Accademia Nazionale di Agricoltura nell’ultimo anno.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="600" height="399" src="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/autorita-e-corpo-accademico-durante-la-cerimonia_Credits-EMkey.jpg" alt="" class="wp-image-303279" style="aspect-ratio:1.503818288623458;width:600px;height:auto" srcset="https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/autorita-e-corpo-accademico-durante-la-cerimonia_Credits-EMkey.jpg 600w, https://sestopotere.com/wp-content/uploads/2026/04/autorita-e-corpo-accademico-durante-la-cerimonia_Credits-EMkey-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Credits fotp EMkey</figcaption></figure>
</div>


<p></p>
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		<item>
		<title>Bologna, al via 2^ fase restauro e nuova illuminazione per il Voltone del Podestà</title>
		<link>https://sestopotere.com/bologna-al-via-2-fase-restauro-e-nuova-illuminazione-per-il-voltone-del-podesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:08:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Sono partite a fine gennaio le indagini preliminari finalizzate alla prima fase del restauro conservativo del Voltone del Podestà relativa al tratto di portico compreso tra piazza del Nettuno e piazza Re Enzo. L’intervento prevede la pulitura e il consolidamento delle superfici decorate, la conservazione degli [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Sono partite a fine gennaio le indagini preliminari finalizzate alla prima fase del restauro conservativo del Voltone del Podestà relativa al tratto di portico compreso tra piazza del Nettuno e piazza Re Enzo.</p>



<p>L’intervento prevede la pulitura e il consolidamento delle superfici decorate, la conservazione degli affreschi e delle sculture e la valorizzazione complessiva dello spazio monumentale, uno dei luoghi più rappresentativi della città di Bologna.</p>



<p>Tra le operazioni previste rientra la rimozione dei corpi illuminanti esistenti, ormai in disuso, e delle relative linee elettriche e telefoniche, che saranno sostituite da un nuovo sistema di illuminazione dedicato al quadriportico e alle campate adiacenti al corpo centrale.<br>Il progetto della luce, curato da Viabizzuno, prevede l&#8217;installazione di nuovi corpi illuminanti sui quattro pilastri centrali, con l&#8217;obiettivo di migliorare la leggibilità della volta affrescata con i quattro evangelisti, delle coperture lignee e delle quattro statue dei santi protettori della città.<br>Per garantire una migliore conservazione delle sculture, sono attualmente in fase di valutazione sistemi integrati di allontanamento dei volatili, compatibili con il contesto di edifici di interesse storico-monumentale, quali, ad esempio, i sistemi FlyAway e Bird Fire, in alternativa alle reti attualmente presenti.</p>



<p>La seconda fase di intervento, relativa al tratto compreso tra piazza Maggiore e via Rizzoli, prenderà avvio a fine giugno e si concluderà indicativamente entro novembre 2026.</p>



<p>Il restauro del&nbsp;<strong>Voltone del Podestà</strong>&nbsp;si inserisce nell&#8217;ambito di un più ampio programma di manutenzione del complesso monumentale &#8220;Palazzo Re Enzo &#8211; Palazzo del Podestà&#8221;, avviato a fine 2025. L&#8217;intervento è finalizzato alla conservazione, alla messa in sicurezza e alla valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico, completando il progetto di restauro conservativo realizzato tra il 2015 e il 2018 sui restanti fronti del complesso.</p>



<p>Le opere sui fronti comprendono il consolidamento dei 17 merli sommitali di&nbsp;<strong>Palazzo Re Enzo</strong>&nbsp;e la manutenzione del coperto ligneo della Torre del Capitano. A seguito dell&#8217;installazione dei ponteggi, è stata avviata una campagna di indagini diagnostiche, tra cui rilievi architettonici e verifiche con tecnologia georadar, finalizzate a valutare lo stato di conservazione delle strutture e a definire gli interventi più idonei. Gli interventi prevedono la pulitura e il consolidamento delle superfici murarie, il ripristino delle parti degradate e la protezione degli elementi architettonici.</p>



<p>A breve, ottenuta l&#8217;autorizzazione della Soprintendenza, si procederà inoltre alla sostituzione dei&nbsp;<strong>tendoni parasole</strong>&nbsp;negli ultimi occhi di portico di Palazzo del Podestà, attualmente in cattive condizioni.</p>



<p>Una seconda tranche di lavori, programmata per l&#8217;estate 2026, interesserà alcune&nbsp;<strong>porzioni interne di Palazzo Re Enzo</strong>, con interventi di manutenzione ordinaria e risanamento conservativo. In particolare è prevista la realizzazione di una nuova impermeabilizzazione di una porzione della pavimentazione del primo loggiato, al fine di prevenire infiltrazioni, oltre al restauro delle volte e dei paramenti murari del locale al piano terra che ospita il bookshop della Cineteca di Bologna e della volta del cortile interno.</p>



<p>L&#8217;intervento rappresenta un&#8217;importante operazione di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e architettonico della città, contribuendo alla conservazione e alla fruizione pubblica di uno dei complessi monumentali più significativi di Bologna.<br><br>La realizzazione delle opere è resa possibile grazie alla collaborazione tra il Condominio, la&nbsp; Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, il Comune di Bologna e ICA S.p.A.&nbsp; L&#8217;autorizzazione alla gestione degli spazi pubblicitari sui ponteggi, l&#8217;esenzione della quota millesimale del Canone Unico Patrimoniale da parte del Comune e l&#8217;applicazione delle agevolazioni previste per gli edifici di interesse storico-artistico consentono la<strong>&nbsp;copertura economica integrale degli interventi (il cui costo ammonta a 809.227 euro),</strong>&nbsp;garantendo la sostenibilità dell&#8217;operazione e la salvaguardia del complesso monumentale.<br><br>Gli interventi relativi ai fronti si concluderanno nei primi mesi del 2027, mentre per le opere interne e il restauro del Voltone del Podestà lo smontaggio dei ponteggi è previsto entro la fine del 2026.</p>
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		<title>Bologna. Il sindaco Lepore ha consegnato la Turrita d’argento a Neffa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:01:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Questa mattina, il sindaco Matteo Lepore ha consegnato in sala Rossa a Palazzo d&#8217;Accursio la Turrita d&#8217;argento al cantautore e produttore discografico Giovanni Pellino, in arte Neffa. Tra le motivazioni lette dall&#8217;assessore alla Cultura Daniele Del Pozzo si evidenzia che Neffa (nome d&#8217;arte di Giovanni Pellino) [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Questa mattina, il sindaco Matteo Lepore ha consegnato in sala Rossa a Palazzo d&#8217;Accursio la Turrita d&#8217;argento al cantautore e produttore discografico Giovanni Pellino, in arte Neffa.</p>



<p>Tra le motivazioni lette dall&#8217;assessore alla Cultura Daniele Del Pozzo si evidenzia che Neffa (nome d&#8217;arte di Giovanni Pellino) è nato a Scafati, in Campania, il 7 ottobre 1967. Napoletano per parte di padre e salernitano per parte di madre, bolognese d’adozione dall’età di 8 anni. Cresce in un contesto culturalmente vivace e stimolante come quello della Bologna della seconda metà degli anni ’80, crocevia di<br>esperienze artistiche e musicali innovative.</p>



<p>La svolta professionale di Neffa è stata all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 quando, frequentando il centro sociale bolognese Isola nel Kantiere,  si avvicina alla cultura hip hop.</p>



<p>Artista eclettico e in continua evoluzione, nel corso degli anni Neffa ha collaborato con numerosi artisti di primo piano, tra cui J-Ax, Fabri Fibra e Giuliano Palma, dimostrando una grande apertura e capacità di dialogo tra generi diversi. Parallelamente, si è distinto anche come autore e produttore, contribuendo alla realizzazione di colonne sonore, tra cui quella del film Saturno contro del regista Ferzan Özpetek.</p>



<p>Nelle motivazioni della premiazione si legge che: &#8220;La sua carriera non è una serie di cambiamenti superficiali, ma una metamorfosi profonda che passa dalla sua straordinaria capacità di attraversare tre mondi apparentemente distanti: il punk estremo, il rap sotterraneo e il soul pop. Neffa non si è mai limitato a interpretare un genere, ma, sempre nutrendosi di quello che lo circonda, si è comportato come un artigiano, plasmando ogni progetto con una visione personale incentrata sulla produzione e sulla qualità ritmica&#8221;.</p>



<p>.</p>
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		<item>
		<title>UPI Emilia-Romagna mette il partenariato pubblico-privato al centro del dibattito</title>
		<link>https://sestopotere.com/upi-emilia-romagna-mette-il-partenariato-pubblico-privato-al-centro-del-dibattito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:36:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Si è svolto oggi, nell’Aula Magna della Regione Emilia-Romagna, a Bologna, il convegno “Il partenariato pubblico-privato: nuovi scenari normativi e prospettive di sviluppo”, promosso da UPI Emilia-Romagna in collaborazione con Poleis e IFEL, che ha registrato oltre 150 iscritti, confermando l’attenzione crescente su uno dei temi più rilevanti [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Si è svolto oggi, nell’Aula Magna della Regione Emilia-Romagna, a Bologna, il convegno<em> “Il partenariato pubblico-privato: nuovi scenari normativi e prospettive di sviluppo”</em>, promosso da UPI Emilia-Romagna in collaborazione con Poleis e IFEL, che ha registrato oltre 150 iscritti, confermando l’attenzione crescente su uno dei temi più rilevanti per il futuro degli investimenti pubblici.</p>



<p>L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, tecnici ed esperti del settore per un confronto approfondito sul nuovo quadro normativo del PPP, anche alla luce delle recenti pronunce della Corte dei conti e degli sviluppi europei in materia di project financing.</p>



<p>Ad aprire i lavori è stato l’assessore regionale <strong>Davide Baruffi</strong>, seguito dagli interventi istituzionali e da una serie di contributi tecnici che hanno affrontato, tra gli altri, i temi della sostenibilità economico-finanziaria, dell’equilibrio dei contratti, dell’allocazione dei rischi e delle prospettive applicative nei servizi pubblici e nella rigenerazione urbana.</p>



<p>“In un tempo di stagnazione economica e bassi investimenti, il partenariato pubblico-privato rappresenta uno strumento prezioso per sostenere la crescita – ha dichiarato l’assessore regionale<strong> Davide Baruffi </strong>–. La recente giurisprudenza impone un riallineamento nell’approccio allo strumento ed è quanto mai utile questa occasione di confronto con tutti gli attori.”</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata alle recenti indicazioni della Corte dei conti, che stanno contribuendo a ridefinire alcuni aspetti chiave del PPP, a partire dal tema della prelazione nelle procedure di project financing, oggi al centro del dibattito nazionale.</p>



<p>Il convegno ha rappresentato anche un momento di confronto tra esperienze concrete, con la presentazione di casi applicativi legati a illuminazione pubblica, servizi cimiteriali e impianti sportivi, a testimonianza delle potenzialità dello strumento nei diversi ambiti di intervento degli enti locali .</p>



<p>“L’ampia partecipazione registrata conferma &#8211; ha dichiarato <strong>Massimo Paradisi</strong>, (<em>nella foto</em>) delegato UPI Emilia-Romagna &#8211; quanto sia centrale il tema del partenariato pubblico-privato per gli enti locali, che ne colgono oggi appieno le potenzialità per lo sviluppo dei propri territori. Il ruolo delle Province è quello di accompagnare le comunità locali in questo percorso, contribuendo a costruire competenze e strumenti che rendano il PPP realmente efficace e sostenibile per i territori.”</p>



<p>“Le recenti pronunce della Corte dei conti si inseriscono in un percorso di chiarimento e consolidamento del quadro normativo &#8211; ha sottolineato <strong>Marcovalerio Pozzato</strong>, presidente della Sezione di controllo della Corte dei conti dell’Emilia-Romagna -. L’obiettivo è garantire un corretto equilibrio tra interesse pubblico, sostenibilità economico-finanziaria e rispetto dei principi di concorrenza.”</p>



<p>UPI Emilia-Romagna conferma così il proprio impegno nel promuovere occasioni di aggiornamento e confronto su temi di forte attualità istituzionale, con l’obiettivo di supportare gli enti locali nell’affrontare le trasformazioni normative e operative in corso.</p>
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		<title> Giornata dell’Europa, a Ravenna la cerimonia di apertura </title>
		<link>https://sestopotere.com/giornata-delleuropa-a-ravenna-la-cerimonia-di-apertura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:38:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Ravenna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Ogni anno il 9 maggio si celebra la Festa dell’Europa, giornata simbolo di pace, cooperazione e unità tra i popoli europei. Questa data è l’occasione per ricordare la Dichiarazione Schuman, la storica proposta che il 9 maggio 1950 ha posto le basi per la nascita dell’Unione [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Ravenna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Ogni anno il 9 maggio si celebra la Festa dell’Europa, giornata simbolo di pace, cooperazione e unità tra i popoli europei. Questa data è l’occasione per ricordare la Dichiarazione Schuman, la storica proposta che il 9 maggio 1950 ha posto le basi per la nascita dell’Unione europea. </p>



<p>L’impegno delle istituzioni locali, dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, delle scuole di ogni ordine e grado, dell’associazionismo, delle organizzazioni culturali e sociali si traduce in un ricco programma di iniziative rivolte a tutte le età che coinvolge diversi comuni della Romagna, dal 2 al 31 maggio: incontri, laboratori, mostre, spettacoli e momenti di confronto diffusi su tutto il territorio. </p>



<p>Dal dialogo e dal confronto sui diritti e sulle politiche europee, a letture e giochi per bambini e giovani, dalla simulazione del Parlamento europeo alle passeggiate urbane, dalla presentazione di progetti alla celebrazione di gemellaggi tra città. Ogni evento è pensato per avvicinare la cittadinanza ai valori fondanti dell’Unione europea, alla conoscenza e al dibattito sull’attualità e sul futuro dell’Europa.</p>



<p>Il coordinamento del Centro Europe Direct della Romagna (centro di informazione sull’Unione europea e uno spazio di confronto e dibattito sul presente e sul futuro dell’Europa gestito dal Comune di Ravenna e sostenuto dall’Unione europea) consente di raccogliere e presentare il “Maggio europeo 2026 – L’Europa in Romagna”, una raccolta di circa 100 iniziative che rafforzano l’impegno verso un’Europa sempre più democratica, inclusiva, sostenibile e vicina alle persone. Il programma esprime il lavoro di squadra e la collaborazione tra le antenne territoriali del Centro Europe Direct della Romagna, che contribuiranno ad avvicinare le cittadine e i cittadini alle istituzioni europee, attive da quest’anno nell’ambito delle Amministrazioni comunali di Cattolica, Cervia, Cesena, Forlì, Rimini, Russi, l’Unione della Romagna Faentina, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, il GAL L’Altra Romagna e numerosi altri enti del territorio.</p>



<p>Il 9 maggio, Giornata dell’Europa, sarà il cuore del programma: a Ravenna la cerimonia di apertura si terrà in piazza del Popolo con il sindaco Alessandro Barattoni e la presidente della Provincia Valentina Palli e animazioni a cura dei volontari Europe Direct. Ogni territorio romagnolo propone feste e programmi, ad esempio a Faenza la Mappa del Cuore al Museo Carlo Zauli, a Bagnacavallo la sfilata delle bandiere in piazza della Libertà, a Russi l’aperitivo europeo al Giardino della Rocca, a Cervia la visita guidata ai bunker della Seconda Guerra Mondiale, a Forlì attività con le scuole al Campus e a Rimini l’assemblea a staffetta al Liceo Einstein. A suggellare la giornata, tra l’8 e il 13 maggio saranno illuminati di blu i monumenti simbolo della Romagna: il Teatro Alighieri, il Mausoleo e il Palazzo di Teodorico a Ravenna; Castel Sismondo a Rimini; la Fontana Masini e il Palazzo Comunale di Cesena; il Trionfo della Resistenza di Alfonsine; i Palazzi Comunali di Cervia, Cattolica e Bagnacavallo.</p>



<p>Una parte centrale del programma del mese è dedicata a scuole e adolescenti. Si terranno le repliche dello spettacolo teatrale “L’Europa non cade dal cielo” a Cesena (5 maggio) e a Rimini (13 maggio), la simulazione del Parlamento europeo a Ravenna (7 maggio). Particolarmente attive saranno le scuole faentine con Europe Comes to Schools e sempre a Faenza, PiGreco – SEMI di Intercultura propone aperitivi linguistici con French night, Linguistic Pic-nic e Greek night. Si susseguiranno laboratori e visite guidate a Lugo, Cervia, Milano Marittima, mentre Bagnacavallo svolgerà lo scambio culturale con gli studenti della città gemellata di Neresheim.</p>



<p>Il programma propone molte occasioni di approfondimento e dibattito. A Ravenna, con l’Università di Bologna, Dipartimento dei beni culturali Campus di Ravenna, il 9 maggio in Biblioteca Oriani si presenta il libro “Perché l’Ucraina combatte” con l’autrice e il 15 maggio la Biblioteca Classense ospiterà la tavola rotonda “L’Europa nel disordine globale” con ambasciatori e docenti. Il Punto Europa dell’Università di Bologna al Campus di Forlì propone un programma con gli incontri con Silvio Gonzato, Ambasciatore UE in Albania (5 maggio), una conferenza sulla competitività europea nel mondo multipolare (6 maggio), una tavola rotonda sul progetto ENLARGE sull’allargamento UE (8 maggio), un incontro con Alexandre Stutzmann, rappresentante UE in Cisgiordania e Gaza (19 maggio), e un seminario sull’Estonia nell’UE (20 maggio). A Russi (5 maggio) si terrà un incontro aperto in piazza Dante con la sindaca Valentina Palli e docenti UniBo.</p>



<p>Il Maggio europeo 2026 da un lato coinvolge la cittadinanza con momenti di festa e attività (a Cotignola e a Faenza le feste dell’Europa si celebreranno il 16 e 17 maggio con le ormai immancabili competizioni ludico-sportive di vetture a pedali) e dall’altro operatori pubblici e privati con incontri e co-progettazioni: a Lugo, il 14 maggio un convegno sulla programmazione europea 2028-2034 e il 25 un incontro di co-progettazione strategica con il Comitato Europeo delle Regioni, mentre il GAL l’altra Romagna dà avvio ad un percorso di animazione territoriale con i Comuni aderenti.</p>



<p>Il Maggio europeo diventa un tutt’uno con festival ed eventi di Ravenna e del territorio: POLIS Teatro Festival di Ravenna (5-10 maggio), con direzione artistica di ErosAntEros, che dedica la sua nona edizione a un Nordic Focus sul teatro contemporaneo baltico e scandinavo, propone due tavole rotonde il 9 maggio; il Waste Festival (8-10 maggio), oltre a portare musica e sport ai Giardini pubblici di Ravenna, accoglierà un punto informativo Europe Direct, come pure a Bagnacavallo il Sonora Radio Fest (8-9 maggio) dedicato ai linguaggi giovanili e alle web radio. Dal 9 al 31 maggio Arte in vetrina animerà il borgo San Rocco con opere di artisti ravennati dedicate all’Europa.</p>



<p>Guardando oltre la Ue, a Ravenna il 9 e 10 maggio si celebreranno i 30 anni amicizia con la città di Chichester (UK) mentre il 16 maggio a Lugo è prevista la firma del nuovo Patto d’amicizia con Belsh (Albania).</p>
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		<title>&#8216;Settimana Verde&#8217; di Ami: 30 eventi e oltre 60.000 cittadini coinvolti in 15 regioni italiane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 09:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Si conclude, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, la quarta edizione della Settimana Verde di Ambiente Mare Italia-Ami, grande mobilitazione nazionale dedicata all&#8217;ambiente, alla sostenibilità e alla partecipazione civica, svoltasi dal 10 al 22 aprile in tutta Italia. Per tredici giorni, migliaia di volontari, studenti, [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Si conclude, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, la quarta edizione della Settimana Verde di Ambiente Mare Italia-Ami, grande mobilitazione nazionale dedicata all&#8217;ambiente, alla sostenibilità e alla partecipazione civica, svoltasi dal 10 al 22 aprile in tutta Italia.</p>



<p>Per tredici giorni, migliaia di volontari, studenti, famiglie, amministratori locali, associazioni e cittadini hanno animato territori grandi e piccoli con iniziative concrete di tutela ambientale, formazione, inclusione e valorizzazione del patrimonio naturale italiano.</p>



<p>Il bilancio dell&#8217;edizione 2026 conferma la crescita costante della manifestazione con questi numeri: 130 eventi realizzati in 15 regioni italiane;  oltre 60.000 cittadini coinvolti nelle attività territoriali; 20.000 studenti partecipanti; 100 Comuni aderenti o partecipanti;  oltre 100 scuole di ogni ordine e grado attive; 72.000 mq di spiagge monitorate secondo criteri scientifici, pari a oltre 10 campi da calcio; 45 quintali di rifiuti raccolti;  3.600 kg di plastica avviata a corretto recupero, con una stima di oltre 5.400 kg di CO2 equivalente evitata; oltre 600 realtà associative e civiche locali coinvolte; e 40 Bandiere AmiGreen assegnate ai Comuni distintisi per collaborazione concreta e sensibilità ambientale.</p>



<p>I 130 eventi della Settimana Verde Ami si sono sviluppati lungo quattro grandi direttrici strategiche, espressione di una moderna cultura ecologica capace di unire ambiente, persone e territori.</p>



<p>35 eventi di educazione ambientale e nuove generazioni, con il coinvolgimento di scuole e studenti in percorsi di formazione, sensibilizzazione e cittadinanza attiva, per costruire una nuova consapevolezza ecologica nelle giovani generazioni.</p>



<p>30 eventi di intervento ambientale e monitoraggio ecosistemico, con azioni concrete di pulizia di spiagge e parchi cittadini, oltre ad attività di monitoraggio e analisi degli ecosistemi, grazie al contributo di volontari, subacquei e cittadini.</p>



<p>29 eventi di ambiente, rigenerazione urbana e inclusione attiva, caratterizzati dalla partecipazione di persone con disabilità, cittadini in condizioni di fragilità sociale e realtà del terzo settore, per un ambiente che diventa occasione di integrazione, dignità, comunità e crescita collettiva.</p>



<p>36 eventi di divulgazione e cultura, tra convegni, confronti pubblici, attività di scoperta della biodiversità, iniziative di riqualificazione e cura degli spazi urbani, escursioni e visite guidate dedicate alla valorizzazione dei territori italiani.</p>



<p>Numeri importanti che raccontano non soltanto un calendario di appuntamenti, ma un&#8217;Italia viva, generosa e pronta a mettersi in gioco per il bene comune. Dalle spiagge ai centri urbani, dalle scuole ai porti turistici, dai piccoli Comuni alle grandi città, la Settimana Verde Ami ha unito generazioni diverse attorno a un obiettivo semplice e potente: prendersi cura del Pianeta attraverso gesti concreti.</p>



<p>Il claim scelto per il 2026 &#8211; &#8216;Sorridi al Pianeta, sorridi al futuro. La Natura ci sorride, impariamo a rispondere&#8217; &#8211; si è trasformato in azione reale: nel sorriso dei bambini impegnati nei laboratori ambientali, nell&#8217;entusiasmo degli studenti durante i monitoraggi, nella passione dei volontari, nella disponibilità delle istituzioni locali e nella partecipazione di migliaia di cittadini.</p>



<p>&#8220;La Settimana Verde rappresenta sempre di più un grande movimento nazionale positivo, capace di trasformare la sensibilità ambientale in partecipazione concreta- ha dichiarato il presidente di Ambiente Mare Italia, l&#8217;avvocato Alessandro Botti- In giorni in cui spesso prevalgono sfiducia e divisioni, migliaia di italiani hanno scelto invece di rimboccarsi le maniche, collaborare e sorridere al futuro. Questo è il messaggio più bello che consegniamo oggi al Paese, nella Giornata Mondiale della Terra&#8221;.</p>



<p>&#8220;L&#8217;edizione 2026 ha rappresentato un ulteriore slancio per una iniziativa giunta alla sua quarta edizione- ha proseguito- La collaborazione fattiva di oltre 600 realtà associative e civiche locali, insieme al sostegno di importanti organizzazioni nazionali come l&#8217;Associazione Nazionale Marinai d&#8217;Italia, la Federazione Italiana Vela, la Lega Navale Italiana, la Guardia Costiera e la Fidapa Bpw Italy, conferma che la Settimana Verde è ormai sempre di più una vera festa nazionale dell&#8217;ambiente, sentita come un momento di riflessione e partecipazione di cui l&#8217;Italia avverte un profondo bisogno&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questa è stata inoltre la prima Settimana Verde senza il nostro amato maestro Peppe Vessicchio- ha aggiunto il presidente di Ambiente Mare Italia- Eppure, in ciascuna iniziativa realizzata in tutta Italia, abbiamo avvertito viva la sua presenza ideale. I principi di armonia, efficacia e delicatezza che ci ha sempre indicato continuano a ispirare il nostro cammino e resteranno parte essenziale dell&#8217;anima della Settimana Verde Ami&#8221;.</p>



<p>La Settimana Verde Ami si conferma così una delle più diffuse esperienze italiane di cittadinanza ecologica partecipata, capace di unire tutela ambientale, educazione delle nuove generazioni, inclusione sociale e amore per i territori.</p>



<p>Con la chiusura dell&#8217;edizione 2026 non termina il cammino di Ami: proseguiranno nei prossimi mesi attività nelle scuole, monitoraggi e interventi ambientali, campagne di sensibilizzazione e nuove iniziative territoriali. Perché proteggere l&#8217;ambiente non è un gesto di un giorno, ma una scelta quotidiana.</p>
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		<item>
		<title>Centri estivi convenzionati con il Comune e attività di Scuole aperte tutto l’anno: 7.106 le domande di contributo</title>
		<link>https://sestopotere.com/centri-estivi-convenzionati-con-il-comune-e-attivita-estive-di-scuole-aperte-tutto-lanno-7-106-le-domande-di-contributo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Il Comune di Bologna informa che lunedì 20 aprile si sono chiusi i bandi per richiedere i contributi economici per far partecipare bambini e bambine, ragazzi e ragazze a un servizio estivo. I due bandi, uno dedicato alla partecipazione ai servizi estivi (centri estivi e Scuole [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Il Comune di Bologna informa che lunedì 20 aprile si sono chiusi i bandi per richiedere i contributi economici per far partecipare bambini e bambine, ragazzi e ragazze a un servizio estivo.</p>



<p>I due bandi, uno dedicato alla partecipazione ai servizi estivi (centri estivi e Scuole aperte tutto l’anno &#8211; Estate) rivolti alla fascia 3-14 anni, e uno ai soggiorni estivi rivolti alla fascia 11-17 anni, permettevano, grazie al sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, alle famiglie residenti nel Comune di Bologna e con un’ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente) in corso di validità fino a 35 mila euro di richiedere un contributo fino a 300 euro per i centri estivi e fino a 550 per i soggiorni.</p>



<p>I dati raccolti alla chiusura dei due bandi confermano che, rispetto alla scorsa estate c’è stato un incremento nel numero di richieste, soprattutto per il bando dedicato ai soggiorni estivi.</p>



<p>Per quanto riguarda il bando dedicato ai Centri estivi convenzionati con il Comune e alle attività estive di Scuole aperte tutto l’anno &#8211; Estate, sono arrivate&nbsp;<strong>7.106 domande</strong>&nbsp;di contributo, a fronte delle 7.089 arrivate nel 2025.</p>



<p>Per il bando dedicato ai contributi per partecipare ai soggiorni estivi, le domande sono state&nbsp;<strong>180</strong>&nbsp;a fronte di 22 nel 2025. Questo aumento significativo è dovuto all’ampliamento non solo della fascia di età (quest’anno rivolti non solo a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 14 e i 17 anni che abbiano frequentato la scuola secondaria di secondo grado ma anche a chi ha frequentato la scuola secondaria di primo grado) ma anche dell’offerta del numero di soggiorni.</p>



<p>Si ricorda che fino a tutta la giornata di&nbsp;<strong>lunedì 27 aprile</strong>&nbsp;è ancora possibile presentare domanda online di<strong>&nbsp;iscrizione ai Centri estivi convenzionati con il Comune per chi ha da 3 a 14 anni</strong>. Si possono scegliere fino a due alternative di Centri estivi per ogni turno indicato e che la domanda è modificabile solo nella versione bozza: dopo l’invio definitivo non si potranno più apportare modifiche. Con la presentazione della domanda si riceveranno via email un link e un codice richiedente, che serviranno per la conferma nella fase successiva, dal 5 all’8 maggio 2026.</p>



<p>Dalle ore 13 del 5 fino a tutto l’8 maggio, infatti, bisognerà confermare l’iscrizione: per farlo sarà necessario collegarsi al link ricevuto via email al momento dell’invio della domanda e inserire il codice richiedente. Il link rimanda a una pagina, ospitata in un Cloud dedicato, creata appositamente per gestire le conferme delle domande di iscrizione.</p>



<p><a href="https://www.comune.bologna.it/servizi/educazione-formazione/iscrizione-servizi-estivi">https://www.comune.bologna.it/servizi/educazione-formazione/iscrizione-servizi-estivi</a></p>



<p>Sempre a partire dalle ore 13 del 5 maggio sarà possibile presentare le domande di iscrizione ai soggiorni estivi: in questo caso le domande non andranno presentate attraverso il portale Iperbole ma direttamente online sul sito dei soggetti gestori dei singoli soggiorni estivi.</p>



<p><a href="https://www.comune.bologna.it/servizi/educazione-formazione/iscrizione-soggiorni-estivi">https://www.comune.bologna.it/servizi/educazione-formazione/iscrizione-soggiorni-estivi</a></p>
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		<title>Conclusa l’8^ edizione di Bologna Ambassador, premiato chi ha portato visibilità internazionale al territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Si è conclusa in Cappella Farnese l’ottava edizione della Premiazione Bologna Ambassador, l’appuntamento annuale del Comune di Bologna e di Fondazione Bologna Welcome che celebra il&#160;capitale intellettuale&#160;del territorio e il suo impatto strategico sul settore congressuale. Alla presenza delle principali autorità cittadine, sono state&#160;14 le personalitàdi [&#8230;]]]></description>
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<p>(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 22 aprile 2026 &#8211; Si è conclusa in Cappella Farnese l’ottava edizione della Premiazione Bologna Ambassador, l’appuntamento annuale del Comune di Bologna e di Fondazione Bologna Welcome che celebra il&nbsp;<strong>capitale intellettuale</strong>&nbsp;del territorio e il suo impatto strategico sul settore congressuale. Alla presenza delle principali autorità cittadine, sono state&nbsp;<strong>14 le personalità</strong><strong>di spicco</strong>&nbsp;insignite del riconoscimento quest’anno.</p>



<p>L’iniziativa valorizza figure autorevoli del mondo accademico, medico, scientifico e imprenditoriale che, sostenendo la candidatura di Bologna per <strong>grandi eventi internazionali</strong>, ne favoriscono la visibilità e la crescita economica. </p>



<p>Non solo eventi, però: è stato nominato Bologna Ambassador anche <strong>Carlo Gherardi</strong>, fondatore e amministratore delegato di CRIF, premiato per una strategia di internazionalizzazione aziendale che ha saputo portare il nome di Bologna nel mondo.</p>



<p>Con i premiati di questa edizione, sale a&nbsp;<strong>114 il numero totale di professionisti</strong>&nbsp;che, dal 2018 a oggi, hanno ricevuto questo prestigioso titolo.</p>



<p>Il progetto, nato nel 2018 su iniziativa del&nbsp;<strong>Bologna Convention Bureau&nbsp;</strong>(business unit di Fondazione Bologna Welcome), dà merito a chi si impegna a promuovere la città come sede d&#8217;eccellenza per eventi, sapere e business. È proprio grazie a questo straordinario capitale umano che Bologna è oggi una destinazione di altissimo profilo: secondo gli ultimi ranking ICCA (International Congress and Convention Association), la città è stabilmente nella&nbsp;<strong>Top 30 in Europa e sul podio a livello nazionale</strong>.</p>



<p>Durante la cerimonia, i rappresentanti istituzionali hanno sottolineato il momento di forte espansione della destinazione. Sono intervenuti:&nbsp;<strong>Mattia Santori</strong>, presidente del Territorio Turistico Bologna-Modena;&nbsp;<strong>Maria Letizia Guerra</strong>, delegata per l’impegno pubblico dell’Università di Bologna;&nbsp;<strong>Daniele Ravaglia</strong>, presidente della Fondazione Bologna Welcome, e&nbsp;<strong>Marinella Maggiori</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Mariagrazia Baroni</strong>, nominate Ambassador per il 18th World Congress of Music Therapy – WCMT.</p>



<p>Di seguito, l’elenco dei Bologna Ambassador 2026 premiati:</p>



<p><strong>1. Susanna Esposito</strong><br>professoressa Ordinaria di Pediatria, Università di Parma<br>direttrice della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma<br>premiata per 44th Annual Meeting of the European Society for Paediatric Infectious Diseases &#8211; ESPID</p>



<p><strong>2. Marinella Maggiori</strong><br>docente di Musicoterapia Applicata al Conservatorio B. Maderna &#8211; G. Lettimi di Cesena Rimini<br>presidente AIM Associazione Italiana Professionisti della Musicoterapia<br>presidente Associazione Diapason Progetti Musicali APS<br>musicoterapeuta Centro Terapeutico di Antoniano (Bo)<br>premiata per 18th World Congress of Music Therapy – WCMT</p>



<p><strong>3. Mariagrazia Baroni</strong><br>professoressa di Musicoterapia, Conservatorio A. Vivaldi di Alessandria&nbsp;<br>supervisore DIN, Musicoterapia e Neuroscienze, Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto<br>musicoterapeuta, Hospice Casa Madonna dell’Uliveto (RE)<br>premiata per 18th World Congress of Music Therapy – WCMT</p>



<p><strong>4. Nicola Barban</strong><br>professore ordinario di Demografia, Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna<br>premiato per European Population Conference 2026 &#8211; EPC 2026</p>



<p><strong>5. Roberto Tuberosa</strong><br>professore ordinario di Biotecnologie agrarie e Genetica agraria, Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna<br>premiato per 4th International Wheat Congress – IWC</p>



<p><strong>6. Silvia Romagnoli</strong><br>professoressa ordinaria di Finanza quantitativa, Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna<br>coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Greening Energy Market and Finance<br>premiata per 13th Bachelier World Congress of the Bachelier Finance Society</p>



<p><strong>7. Paolo Guasoni</strong><br>professore ordinario di Matematica finanziaria, Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna<br>premiato per 13th Bachelier World Congress of the Bachelier Finance Society</p>



<p><strong>8. Renato Seracchioli</strong><br>professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia, Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna<br>direttore dell’U.O. Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna<br>premiato per European Endometriosis Congress &#8211; EEC 2026</p>



<p><strong>9. Antonio Nanetti</strong><br>primo ricercatore, CREA Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente<br>premiato per EurBee 11 – 11th European Conference of Apidology</p>



<p><strong>10. Chiara Berteotti</strong><br>professoressa Associata di Fisiologia, Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna<br>premiata per ISAN2026 &#8211; 14th Congress of the International Society for Autonomic Neuroscience</p>



<p><strong>11. Davide Martelli</strong><br>professore Associato di Fisiologia, Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna<br>Honorary Associate Professor, The Florey Institute, Parkville, Australia<br>premiato per ISAN2026 &#8211; 14th Congress of the International Society for Autonomic Neuroscience</p>



<p><strong>12. Chiara Faenza</strong><br>chief sustainability officer, Coop Italia<br>premiata per Agraya Summit 2026</p>



<p><strong>13. Andrea Bartolini</strong><br>professore associato di Architetture dei calcolatori, Alma Mater Studiorum &#8211; Università di Bologna<br>premiato per RISC-V Summit Europe 2026</p>



<p><strong>14. Carlo Gherardi</strong><br>fondatore e amministratore delegato di CRIF<br>imprenditore<br>premiato per strategia di internazionalizzazione e posizionamento globale di CRIF.</p>
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