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	<title>Bologna &#8211; Sestopotere</title>
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	<title>Bologna &#8211; Sestopotere</title>
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		<title>TTG Travel Experience di Rimini, presentato il Rapporto Nexi sulla spesa turistica e la nuova geografia dei mercati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 13:35:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Rimini &#8211; 15 ottobre 2026 – Verrà presentata oggi al TTG Travel Experience 2026 in corso in Fiera a Rimini, il Rapporto Nexi (*) sulla spesa turistica, un focus analitico che Nexi ha preparato proprio in occasione dell&#8217;evento di riferimento del settore. Lo studio monitora ed elabora le transazioni fisiche in-store effettuate [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Rimini &#8211; 15 ottobre 2026 – Verrà presentata oggi al TTG Travel Experience 2026 in corso in Fiera a Rimini, il Rapporto Nexi (*) sulla spesa turistica, un focus analitico che Nexi ha preparato proprio in occasione dell&#8217;evento di riferimento del settore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo studio monitora ed elabora le transazioni fisiche in-store effettuate con carte di pagamento estere in Italia, offrendo a istituzioni e operatori una mappatura unica e strategica delle preferenze merceologiche, dei canali di spesa e della mobilità dei viaggiatori globali sul territorio. La fotografia che ne emerge è quella di un&#8217;Italia che si conferma meta sempre più desiderata e valorizzata dai flussi turistici internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei primi otto mesi del 2026, i turisti stranieri hanno speso nel nostro Paese 16,2 miliardi di euro, consolidando un trend positivo (+5%) rispetto allo stesso periodo del 2025. Rispetto all&#8217;anno precedente, il Rapporto evidenzia una ritrovata regolarità e stabilità nei consumi complessivi, che certifica la piena ripartenza dell’incoming italiano su tutto il territorio nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ristorazione e alberghi: le voci principali del budget turistico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;analisi dettagliata delle categorie merceologiche rivela come l&#8217;esperienza e l&#8217;accoglienza siano i veri motori degli acquisti sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Il ristorante è la prima voce di spesa per i turisti (24,9%): Sedersi a tavola rappresenta l&#8217;abitudine più diffusa. Il peso di questa categoria sale a circa un terzo del budget per i turisti del Nord Europa (30,8%), del Mediterraneo (30%) e di Australia e Nuova Zelanda (29,5%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli alberghi sono la seconda voce (20,4%): Questa percentuale misura esclusivamente le transazioni fisiche e i pagamenti digitali effettuati direttamente sul posto (come il saldo della camera e i servizi extra consumati in hotel), escludendo i soggiorni interamente prepagati online prima della partenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nuova geografia dei mercati: la Germania insidia gli USA, cresce l&#8217;Europa di prossimità</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Pur confermando gli Stati Uniti al primo posto assoluto per spesa con 2,55 miliardi di euro (+7,3%), il rapporto evidenzia come la Germania stia insidiando da vicino il primato americano, raggiungendo quota 2,42 miliardi, in crescita del 10,5%. Il divario tra il primo e il secondo mercato si è ridotto in un solo anno da 190 a 134 milioni di euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I quattro Paesi confinanti (Germania, Svizzera, Austria e Francia) generano il 31% della spesa complessiva, rappresentando un solido elemento di stabilità poiché meno esposti a shock geopolitici o del trasporto aereo. Oltre alla performance tedesca, l’Austria segna infatti un +9,8% e la Svizzera un +7,6%. Insieme, i tre mercati valgono circa 3,7 miliardi di euro, quasi un quarto del totale nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si assiste, infine, a un profondo cambiamento geopolitico dei flussi che influenza anche le abitudini di acquisto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per asiatici e turisti del Golfo, l’Italia si conferma una meta di acquisti di lusso. In media i gioielli valgono il 2,2% della spesa globale, ma per il Sud-Est asiatico salgono al 13,7% (sei volte la media) e per la Penisola Araba all’8,1%. Per i turisti del Golfo, abbigliamento e gioielli insieme arrivano al 26,5% del budget (3,1 volte più degli europei).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi viaggia dall&#8217;Europa si sposta più spesso in auto e predilige l&#8217;autogestione. I turisti dell’Est Europa destinano il 13% del budget ai supermercati e il 6% a carburanti e pedaggi, mentre quelli dell’Europa occidentale vi dedicano rispettivamente il 10,1% e il 7,7%. In tutti i casi, queste voci superano ampiamente la media globale dei turisti stranieri (ferma al 7,5% per i supermercati e al 4,7% per carburanti e pedaggi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi affronta lunghe tratte tende a spostarsi molto di più tra le diverse località italiane. Per i turisti di India, America Latina e Asia orientale i trasporti interni valgono l’8-10% del budget complessivo (contro una media del 5,5%), confermando la centralità dei treni e dei collegamenti locali per i viaggi multi-tappa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si registra, infine, una crescita delle presenze da Brasile, Ungheria, Cina, Canada e Messico. Calano invece i mercati del Medio Oriente e dell&#8217;Asia-Pacifico, in particolare Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud e Australia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Destinazioni a confronto: il Mezzogiorno corre, Venezia tallona Firenze</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre Roma vive una fase di stabilizzazione (con 2,13 miliardi di euro, pari al 13,2% del totale, risentendo del confronto con lo straordinario anno giubilare del 2025), le destinazioni più dinamiche si spostano decisamente a Sud.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Palermo emerge come la destinazione che cresce di più in Italia (+26,9%), superando una piazza storica come Torino per volume di consumi (137 milioni di euro contro 118). Anche la Puglia attrae fortemente i flussi internazionali, con Bari che cresce del 19,2% e il Salento del 18%, capaci di calamitare l&#8217;attenzione più di capitali storiche del turismo come Bologna e Verona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si fa invece serrata la sfida tra le città d&#8217;arte: Venezia mostra una forte ripresa del turismo internazionale con 791 milioni di euro (+12,3%) e accorcia le distanze da Firenze (+1,8% a 809 milioni), con la prospettiva concreta di insidiarne il terzo posto nazionale entro la fine dell’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il commento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;In un mercato turistico globale altamente competitivo, l&#8217;intelligence transazionale di Nexi rappresenta un asset strategico per l&#8217;intera filiera dell&#8217;ospitalità,&#8221; spiega Erika Fattori, Group Brand &amp; Marketing Communication Director di Nexi. &#8220;Oggi il successo dell&#8217;incoming non si misura più solo sui volumi, ma sulla capacità di comprendere le diverse anime dei viaggiatori. Integrando i nostri dati di spesa transazionali con le strategie di sviluppo del territorio, Nexi agisce come abilitatore di sistema: forniamo l&#8217;infrastruttura digitale e gli insight comportamentali necessari per permettere a commercianti, hotel e destinazioni locali di intercettare le nuove abitudini d&#8217;acquisto e valorizzare al massimo l&#8217;attrattività dell&#8217;offerta italiana su scala internazionale.&#8221;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Info</strong>  <strong>Nexi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">(*) Nexi è la PayTech europea, presente in mercati europei ad alta crescita, attraenti e in paesi tecnologicamente avanzati. Quotata all&#8217;Euronext Milan, Nexi ha la scala, la portata geografica e le capacità per guidare la transizione verso un’Europa senza contanti. Grazie al suo portafoglio di prodotti innovativi, competenze ecommerce e soluzioni specifiche per il settore, Nexi è in grado di fornire un supporto flessibile per l&#8217;economia digitale e l&#8217;intero ecosistema dei pagamenti a livello globale attraverso una vasta gamma di canali e metodi di<br>pagamento diversi. La piattaforma tecnologica di Nexi e le competenze professionali best-in-class nel settore, consentono alla società di operare al meglio in tre segmenti di mercato: Merchant Solutions, Issuing Solutions e Digital Banking Solutions.  (<a href="http://www.nexi.it">www.nexi.it</a>) </p>
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		<title>Accoglienza rifugiati, a Bologna la IV edizione della &#8220;City to City Visit&#8221;</title>
		<link>https://sestopotere.com/accoglienza-rifugiati-a-bologna-la-iv-edizione-della-city-to-city-visit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; È iniziata a Bologna la quarta edizione della &#8220;City to City Visit”, la due-giorni di incontri fra i Comuni italiani che, insieme all’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, hanno elaborato e sottoscritto la Carta per l’Integrazione delle persone rifugiate. L&#8217;evento è anche l&#8217;occasione per lanciare il terzo Report [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; È iniziata a Bologna la quarta edizione della <strong>&#8220;City to City Visit”</strong>, la due-giorni di incontri fra i Comuni italiani che, insieme all’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, hanno elaborato e sottoscritto la Carta per l’Integrazione delle persone rifugiate. L&#8217;evento è anche l&#8217;occasione per lanciare il <strong>terzo Report della Carta per l’Integrazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Organizzata da Comune di Bologna, ASP Città di Bologna e UNHCR, l’iniziativa segue i precedenti incontri di Torino e Milano, Roma e Napoli, riunendo rappresentanti di 21 comuni italiani, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani per consolidare e valorizzare i percorsi di inclusione delle persone rifugiate a livello locale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’evento itinerante arriva nel capoluogo emiliano per affrontare sfide cruciali per l&#8217;integrazione. Al centro dell&#8217;agenda vi sono tre temi strategici: la&nbsp;<strong>partecipazione attiva delle persone rifugiate</strong> alla vita sociale e pubblica, la&nbsp;<strong>governance della rete dei comuni</strong> aderenti alla Carta per l&#8217;Integrazione e l&#8217;<strong>accesso all&#8217;abitare</strong>, una delle principali sfide per l&#8217;inclusione secondo lo&nbsp;Studio sulla condizione socioeconomica&nbsp;delle persone rifugiate dell&#8217;UNHCR, che rileva come quasi una persona rifugiata su dieci viva in condizioni di estrema fragilità abitativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;apertura istituzionale si è tenuta  a Palazzo d&#8217;Accursio. Sono intervenute, tra gli altri, la vicesindaca di Bologna <strong>Emily Marion Clancy</strong>, l&#8217;assessora al Welfare <strong>Matilde Madrid</strong>, la Rappresentante dell&#8217;UNHCR per l&#8217;Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino, <strong>Francesca Bonelli</strong>, il Delegato ANCI all&#8217;immigrazione <strong>Gianguido D&#8217;Alberto</strong> e il dirigente della DG per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>Raffaele Ieva</strong><strong>.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il lavoro con UNHCR e con la rete della Carta per l&#8217;integrazione dei rifugiati è un&#8217;occasione per mettere in relazione competenze istituzionali diverse, Terzo settore e comunità migranti, in direzione di un&#8217;evoluzione del sistema pubblico di servizi per le persone richiedenti asilo e rifugiate.”</em> &#8211; dichiara l&#8217;<strong>assessora al Welfare del Comune di Bologna Matilde Madrid</strong> &#8211; <em>&nbsp;“L&#8217;obiettivo è superare la frammentazione delle competenze e rendere più accessibili le opportunità di integrazione creando uno Spazio Comune, che non è solo un servizio aggiuntivo. Bologna non è partita da zero. Ha scelto di innestare Spazio Comune in un servizio pubblico già strutturato, quello del Servizio Protezioni Internazionali di ASP, valorizzando l&#8217;esperienza dell&#8217;accoglienza diffusa, del SAI metropolitano, della consulenza legale, della mediazione e dell&#8217;accompagnamento sociale. Il nuovo programma rafforza soprattutto i servizi di supporto e orientamento su tematiche quali il ricongiungimento familiare, il diritto di cittadinanza, l’accesso ai corsi di lingua italiana L2, l’accesso qualificato al mondo del lavoro tramite procedure chiare e tempestive per il riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’incontro, aperto alla rete territoriale della città di Bologna, viene presentato il nuovo <strong>Report della Carta per l&#8217;Integrazione</strong>. Il rapporto evidenzia come la rete dei comuni aderenti sia cresciuta fino a includere 8 delle 10 città più grandi d’Italia e come nelle loro province vivano oltre <strong>167.000</strong> persone richiedenti asilo o titolari di protezione, circa il <strong>39%</strong> del totale nazionale. Nel solo 2025, i comuni partecipanti alla rilevazione hanno gestito quasi 14.000 prese in carico e oltre 32.000 accessi ai servizi di front office.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Le città della Carta dimostrano ogni giorno che l&#8217;integrazione è un processo che genera benefici condivisi. Quando una persona rifugiata trova un lavoro, una casa e riacquista la propria autonomia, non solo le restituiamo dignità, ma arricchiamo l&#8217;intera comunità,&#8221;&nbsp;</em>afferma&nbsp;<strong>Francesca Bonelli, Rappresentante dell&#8217;UNHCR per l&#8217;Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino</strong><em><strong>.&nbsp;</strong>&#8220;Siamo orgogliosi di sostenere questo network, un vero laboratorio nazionale dove le amministrazioni locali, con visione e pragmatismo, trasformano l&#8217;accoglienza in un motore di sviluppo e coesione sociale. L&#8217;incontro di Bologna è la testimonianza di questa straordinaria collaborazione, un investimento nel futuro delle nostre comunità affinché nessuno venga lasciato indietro.&#8221;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma proseguirà con tre workshop tematici dedicati ad approfondire le sfide e a elaborare proposte concrete, con il contributo di esperti, amministratori locali e associazioni di rifugiati. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda giornata includerà una visita allo <strong>Spazio Comune</strong> del Servizio Protezioni Internazionali dell’ASP Città di Bologna, un esempio concreto di hub multifunzionale per l&#8217;integrazione che, insieme agli altri sette centri, fa parte della rete nazionale promossa dall’UNHCR insieme ai comuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa è cofinanziata dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 attraverso il il progetto&nbsp;<strong>&#8220;FAre SIstema: reti per l&#8217;Inclusione (FA.SI.)&#8221;</strong> dell’UNHCR, che rafforza il lavoro della rete attraverso attività di capacity building, gruppi di lavoro tematici e sperimentazioni condivise.</p>
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		<title>Crisi, in povertà assoluta: 2,1 milioni di famiglie italiane  (5,4 milioni di individui). Alta incidenza al Sud</title>
		<link>https://sestopotere.com/crisi-in-poverta-assoluta-21-milioni-di-famiglie-italiane-54-milioni-di-individui-alta-incidenza-al-sud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:23:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Società, cultura, sport]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; Nel 2025, si stima che siano oltre 2,1 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta, per un totale di 5,4 milioni di individui. In termini percentuali, l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie è pari all’8,0%, stabile rispetto al 2024 (+8,4%), e al 9,3% tra [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; Nel 2025, si stima che siano oltre <strong>2,1 milioni le famiglie</strong> in condizione di <strong>povertà assoluta,</strong> per un totale di <strong>5,4 milioni di individui</strong>. In termini percentuali, l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie è pari all’8,0%, stabile rispetto al 2024 (+8,4%), e al 9,3% tra le persone, anch’essa stabile rispetto all’anno precedente (+9,8%). </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidenza della povertà assoluta per le <strong>famiglie composte solamente da italiani</strong> è pari al <strong>5,9%</strong>, sale al <strong>26,7% tra quelle con almeno uno straniero</strong> e raggiunge il <strong>29,4%</strong> tra le famiglie <strong>composte esclusivamente da stranieri</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stabile</strong> anche l’incidenza della <strong>povertà relativa,</strong> che tra le <strong>famiglie</strong> si attesta al <strong>10,8%,</strong> dal 10,9% del 2024, e tra gli <strong>individui</strong> al <strong>14,8%</strong> (dal 14,9%). Sono oltre <strong>2,8 milioni le famiglie in povertà relativa</strong>, per un totale di quasi <strong>8,7 milioni di individui.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre 5,4 milioni di individui in povertà assoluta in Italia nel 2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025 si stimano poco più di 2,1 milioni di famiglie in povertà assoluta; l’incidenza, pari all’8,0% sul totale delle famiglie residenti, risulta stabile rispetto al 2024. Gli individui in povertà assoluta sono oltre 5,4 milioni, rappresentano il 9,3% del totale dei residenti, quota che risulta anch’essa stabile rispetto a quella dell’anno precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stabilità del fenomeno rispetto al 2024 conferma anche la più alta incidenza nel Mezzogiorno (coinvolge 813mila famiglie, il 9,6% delle residenti nella ripartizione), seguito dal Nord-ovest (568mila famiglie, 7,7%) e dal Nord-est (386mila famiglie, 7,4%); il Centro mostra, anche nel 2025, i valori più bassi (338mila famiglie, 6,3%).</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Tra le famiglie assolutamente povere, il 38,6% risiede nel Mezzogiorno (39,8% nel 2024), il 45,3% al Nord (44,5% nel 2024) e il restante 16,1% al Centro (15,7% nel 2024).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche tra gli individui i valori più elevati dell’incidenza di povertà assoluta (oltre l’11%) si osservano nel Sud e nelle Isole; seguono il Nord-ovest (8,8%) e il Centro (7,4%). L’incidenza di povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età, passando dal 12,5% fra i minori (per un totale di 1 milione 136mila), al 12,1% fra i giovani di 18-34 anni (quasi 1 milione 198mila), all’8,9% per i 35-64enni e al 6,1% fra gli over 65 (oltre 891mila).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intensità della povertà assoluta, che misura in termini percentuali quanto la spesa mensile delle famiglie povere sia mediamente al di sotto della linea di povertà (cioè “quanto poveri sono i poveri”), si conferma stabile a livello nazionale (18,5%), nel Nord (18,2%, con valori pari al 18,5% nel Nord-ovest e 17,8% nel Nord-est) e nel Centro (18,2%), mentre nel Mezzogiorno si segnala un lieve incremento: le stime salgono al 19,0%, dal 18,5% del 2024, per effetto dell’aumento nelle Isole (dove dal 17,0% si sale al 19,0%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Segnali di miglioramento rispetto al 2024, a livello nazionale, si osservano nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti (diversi dai comuni periferia area metropolitana), dove l’incidenza di povertà assoluta scende al 7,4% dall’8,9%. La povertà assoluta è invece stabile nei comuni sopra i 50mila abitanti, nei comuni periferici delle aree metropolitane, dove l’incidenza è pari all’8,9%, e nei comuni centro di area metropolitana, dove si attesta all’8,1%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le dinamiche sono tuttavia differenziate nelle ripartizioni: la stabilità nei comuni centro di area metropolitana è la sintesi di una flessione dell’incidenza nel Nord, dove dall’8,2% scende al 5% (nel Nord-ovest al 4,2%), e di un aumento nel Centro dove sale all’8,3% (dal 4,1% del 2024). Il miglioramento nei comuni più piccoli (non periferici delle aree metropolitane) è invece trainato dal Centro, con valori pari al 5,4% (dal 7,9% del 2024), e dal Mezzogiorno, dove l’incidenza raggiunge l’8,2% (dall’11,0% del 2024).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Si conferma critica la condizione delle famiglie più ampie</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidenza di povertà assoluta si conferma più alta tra le famiglie con un elevato numero di componenti: raggiunge il 19,2% tra quelle che ne hanno cinque o più e il 10,5% tra quelle con quattro, mentre scende all’8,4%, un valore comunque superiore alla media, tra le famiglie di tre componenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le coppie con tre o più figli, quasi una su sei è in povertà assoluta (16,9%); anche per le famiglie di “altra tipologia”, dove spesso coabitano più nuclei familiari e/o sono presenti membri aggregati, l’incidenza è elevata (16,4%). Superiori alla media i valori dell’incidenza per le famiglie monogenitore tra le quali più di una su 10 (11,5%) è in povertà assoluta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La povertà assoluta tra le famiglie con persona di riferimento (p.r.) con almeno 65 anni risulta più contenuta (6,1%) rispetto a quelle con p.r. più giovane: l’incidenza supera il 10% tra le famiglie<br>con p.r. entro i 34 anni e tra quelle con età compresa fra i 45 e 54 anni, si attesta all’8,7% tra le famiglie con p.r. 35-44enne (in calo rispetto al 10,6% del 2024) e scende al 7,2% tra le famiglie di 55-64enni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Istruzione e lavoro rappresentano fattori di protezione contro la povertà</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: se quest’ultima ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore, l’incidenza è pari al 4,4%; è oltre due volte più elevata (11,9%) se la p.r. ha al massimo la licenza di scuola media e aumenta ulteriormente, salendo al 12,3%, per le famiglie in cui la persona di riferimento ha conseguito al massimo la licenza di scuola elementare. Per queste ultime, concentrate tra le famiglie di anziani, si registra un miglioramento dei valori dell’incidenza rispetto al 2024 (quando era pari al 14,4%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le famiglie con persona di riferimento occupata, l’incidenza di povertà è pari all’8,5% nel caso la p.r. sia lavoratore dipendente, arrivando al 14,3% se la persona di riferimento è inquadrata come operaio e assimilato. Fra le famiglie con persona di riferimento lavoratore indipendente, i valori più elevati dell’incidenza (6,6%) si registrano per le famiglie inquadrate come “altro indipendente” (indipendenti che non sono imprenditori né liberi professionisti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, l’incidenza rimane su valori più elevati per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (20,7%), mentre tra le famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro risulta contenuta e pari al 5,2%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Segnali di miglioramento tra i minori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, la povertà assoluta coinvolge oltre 1 milione 136mila minori (il 12,5% dei minori residenti), variando dal 10,7%, per il Centro al 15,2% del Mezzogiorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rispetto al 2024, si osserva una sostanziale stabilità dell’incidenza della povertà assoluta, con segnali di miglioramento per la classe di età 7-13 anni (12,1%, dal 14,9% del 2024).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minori, oltre 656mila (11,2%), l’incidenza più elevata, pari al 19,4%, si osserva per quelle di “altra tipologia” (dove convivono più nuclei familiari e/o sono presenti membri aggregati); tra le coppie, la diffusione del fenomeno aumenta al crescere del numero di figli minori (7,8% per le coppie con un figlio minore, 10,0% per quelle con due figli minori e 17,7% se i figli minori sono almeno tre), attestandosi su valori elevati anche tra le famiglie monogenitore (11,6%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intensità della povertà per le famiglie con minori, pari al 21,6%, è più elevata di quella calcolata sul totale delle famiglie (18,5%), evidenziando la diffusa condizione di disagio economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per le famiglie con minori si conferma l’associazione tra diffusione della povertà assoluta e condizione lavorativa/posizione nella professione della persona di riferimento (p.r.): tra le famiglie di occupati, l’incidenza più elevata si rileva se il p.r. è operaio e assimilato (15,5%), seguite da quelle con p.r. inquadrato come “altro indipendente” (10,5%). Arriva al 21,1% per le famiglie con minori in cui la p.r. non è occupata e per quelle in cui la p.r. è in cerca di occupazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei comuni centro dell’area metropolitana, rispetto alle altre tipologie comunali, si registrano i valori più elevati dell’incidenza per le famiglie con minori (13,4%). Nei comuni più piccoli, fino a 50mila abitanti le stime arrivano al 9,9% e nei comuni periferia dell’area metropolitana e i comuni di oltre i 50mila abitanti sono pari al 12,3%.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il legame tra cittadinanza e condizione socio-economica si evidenzia anche tra le famiglie con minori: tra quelle composte solamente da italiani l’incidenza si attesta al 7,8% e diventa quattro volte più elevata (31,4%) se composte unicamente da stranieri (si ferma al 27,8% nel caso della famiglia con minori in cui sia presente almeno un componente straniero). Rispetto al 2024, le famiglie con minori dove sono presenti stranieri (sia quelle costituite solamente da stranieri sia quelle in cui è presente almeno uno straniero) registrano comunque una riduzione dei valori dell’incidenza di povertà assoluta.</p>
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		<title>Traffico illecito di Farmaci Anabolizzanti: Operazione del NAS, arresti e sequestri in tutta Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 09:28:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Trento &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; In data odierna, nelle province di Napoli, Caserta, Pavia e Milano, i Carabinieri del NAS di Trento, coadiuvati da militari dei Gruppi NAS competenti per territorio, da personale dell&#8217;Arma locale, della Sezione Anticrimine di Roma e della Sezione Criptovalute di Roma, hanno dato esecuzione ai seguenti [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Trento &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; In data odierna, nelle province di Napoli, Caserta, Pavia e Milano, i Carabinieri del NAS di Trento, coadiuvati da militari dei Gruppi NAS competenti per territorio, da personale dell&#8217;Arma locale, della Sezione Anticrimine di Roma e della Sezione Criptovalute di Roma, hanno dato esecuzione ai seguenti provvedimenti dell&#8217;Autorità Giudiziaria, giunti alla conclusione di un&#8217;articolata indagine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partita nel 2024, l&#8217;indagine condotta dalla Procura di Bolzano per mezzo del NAS di Trento accertava che due nuclei familiari — rispettivamente di 4 e di 2 persone —, avvalendosi di una decina di collaboratori (per un totale complessivo di 16 soggetti, di cui 15 residenti in provincia di Napoli e uno in provincia di Pavia), gestivano <strong>la spedizione giornaliera di centinaia di chili di farmaci anabolizzanti e stupefacenti in Alto Adige, su tutto il territorio nazionale e all&#8217;estero</strong>, riciclando poi gli ingentissimi profitti dell&#8217;illecito traffico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indagine è stata particolarmente difficile per l&#8217;utilizzo di app di messaggistica anonima e per la gestione dei pagamenti mediante l&#8217;invio di pacchi con mittenti e destinatari fittizi, all&#8217;interno dei quali erano occultati contanti o criptovalute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Carabinieri operanti eseguivano n. 17 decreti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica di Bolzano nei confronti dei 16 indagati e di un soggetto al momento non indagato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, nel corso delle perquisizioni, i Carabinieri del NAS di Trento sono riusciti a individuare un grande box garage in provincia di Napoli, nella disponibilità di uno dei principali indagati, dove lo stesso aveva occultato 560 pacchi contenenti anabolizzanti e stupefacenti, per un totale di più di 400.000 dosi e un valore complessivo di vendita al dettaglio stimato in almeno 30 milioni di euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I farmaci erano celati all&#8217;interno di confezioni apparentemente destinate a giochi per bambini, prodotti di bellezza o per la casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Numerosi indagati sono stati trovati in possesso di cospicue cifre di denaro contante, che i Carabinieri hanno sequestrato e versato al FUG (Fondo Unico Giustizia); a uno in particolare sono stati rinvenuti 70.000 euro in contanti, mentre complessivamente il denaro contante sequestrato supera i 125.000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> Altri indagati sono stati trovati in possesso di numerosi orologi Rolex — sequestrati in quanto acquistati con i proventi dell&#8217;attività illecita — oltre che di numerosissime carte di debito utilizzate per i pagamenti dell&#8217;illecito traffico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei confronti di un indagato residente in provincia di Pavia, i Carabinieri hanno rinvenuto 42.000 euro in contanti e un ulteriore magazzino contenente 4.400 confezioni di anabolizzanti, per un valore stimato di 250.000 euro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Contestualmente, i militari eseguivano un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Bolzano avente a oggetto  dodici  unità immobiliari e il denaro presente sui conti correnti, in considerazione dei profitti dell&#8217;illecito traffico calcolati dagli investigatori in circa 6 milioni di euro complessivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, i Carabinieri notificavano a 11 dei suddetti 16 indagati il decreto del G.I.P. il quale, vista la richiesta del Pubblico Ministero di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere o degli arresti domiciliari, fissava per essi l&#8217;interrogatorio preventivo per l&#8217;applicazione delle misure cautelari personali presso il Tribunale di Bolzano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>
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		<title>Operazione nazionale dei carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale: sgominata rete di tombaroli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 09:18:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Nord Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; I militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Roma, supportati dai colleghi dei Nuclei TPC di Venezia, Udine, Monza e Bologna e dai Comandi Provinciali dell’Arma territoriale di Verona, Rovigo, Mantova e Rimini, hanno dato esecuzione a otto decreti di perquisizione nei confronti di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; I militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Roma, supportati dai colleghi dei Nuclei TPC di Venezia, Udine, Monza e <strong>Bologna </strong>e dai Comandi Provinciali dell’Arma territoriale di Verona, Rovigo, Mantova e<strong> Rimini</strong>, hanno dato esecuzione a otto decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di <strong>furto e ricettazione di beni culturali</strong> e di <strong>ricerche archeologiche non autorizzate</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le perquisizioni costituiscono l’atto finale di un&#8217;articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, finalizzata a disarticolare una fitta rete criminale dedita al traffico illecito di reperti archeologici e numismatici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impianto investigativo è scaturito nel marzo 2026 dal costante monitoraggio web svolto dai Carabinieri del TPC di Roma, i quali avevano riscontrato l&#8217;attività anomala di un utente su una nota piattaforma di <strong>vendita online</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;indagato, creando inserzioni con diciture generiche per mascherare le transazioni illecite, riusciva a spedire in totale anonimato lotti di monete antiche appena scavate, aggirando le normative vigenti e servendo acquirenti sia italiani che stranieri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La svolta decisiva per mappare l&#8217;intero sodalizio risale allo scorso 15 giugno 2026, quando la perquisizione del Nucleo TPC presso l&#8217;abitazione dell&#8217;utente ha consentito il rinvenimento e il sequestro di vari reperti archeologici ed attrezzature tecniche da scavo.<br>I successivi accertamenti hanno provato l&#8217;esistenza di <strong>una vera e propria rete criminale</strong> collegata all&#8217;indagato, caratterizzata da un modus operandi ben strutturato con ruoli specifici: dai &#8220;tombaroli&#8221; (esecutori materiali degli scavi) fino agli intermediari e ai ricettatori finali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fase di scavo clandestino, concentrata al Nord tra il veronese, il mantovano e l&#8217;asta del Canal Bianco nel rodigino, era preceduta da un&#8217;attenta pianificazione. I membri dell&#8217;organizzazione studiavano volumi storici specializzati e incrociavano coordinate GPS per<strong> individuare antichi siti non ancora vincolati</strong>. Le battute notturne venivano condotte con sofisticati metal detector e strumentazioni da scavo, avvalendosi della collaborazione di &#8220;basisti&#8221; locali incaricati di segnalare i terreni agricoli appena arati (condizione ideale per la ricerca) e di indicare le zone &#8220;cieche&#8221; per eludere i controlli delle Forze dell&#8217;Ordine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al<strong> canale di smistamento online</strong>, le indagini hanno individuato un ulteriore canale sul mercato numismatico locale. I reperti venivano infatti conferiti presso un compiacente esercizio commerciale del mantovano, che fungeva da canale privilegiato per la stima, lo stoccaggio e la monetizzazione del materiale illecito, dissimulandone la provenienza delittuosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intera operazione ha consentito il recupero dei seguenti beni di rilevante interesse archeologico: 400 tessere musive, riconducibili a pavimentazione in mosaico di età romana; 311 monete antiche in metallo di varia natura e dimensione; una scultura in bronzo raffigurante la divinità maschile di Giove; 489 reperti archeologici in metallo e materiale fittile tra cui fibule, borchie, anelli e frammenti ceramici; 30 selci lavorate di interesse archeologico; 5 metal detector, 3 pin pointer e arnesi da scavo.</p>
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		<title>L&#8217;Emilia Romagna protagonista della quattordicesima edizione di Maker Faire Rome </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; Ricercatori, innovatori e maker dell&#8217;Emilia Romagna sono protagonisti della quattordicesima edizione di Maker Faire Rome – The European Edition. La manifestazione che racconta l&#8217;innovazione tecnologica e connette persone e idee, si terrà a Roma, negli spazi del Gazometro Ostiense, dal 23 al 25 ottobre 2026 ed [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Roma &#8211; 15 ottobre 2026 &#8211; Ricercatori, innovatori e maker dell&#8217;Emilia Romagna sono protagonisti della quattordicesima edizione di <strong>Maker Faire Rome – The European Edition</strong>. La manifestazione che racconta l&#8217;innovazione tecnologica e connette persone e idee, si terrà a Roma, negli spazi del Gazometro Ostiense, <strong>dal 23 al 25 ottobre 2026</strong> ed è promossa e organizzata dalla <strong>Camera di Commercio di Roma</strong>, che punta a valorizzare e far conoscere le attività di ricerca e sperimentazione di centinaia di maker, provenienti da tutta Italia e da decine di stati esteri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In particolare l&#8217;Emilia-Romagna sarà presente con i seguenti 11 progetti:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ALISEAS BOX</strong> <br>Una valigetta intelligente che misura automaticamente lunghezza e peso dei singoli pesci e ne riconosce la specie, anche a bordo di barche in movimento, grazie a computer vision, machine learning e celle di carico. Trasforma una procedura manuale delle campagne di monitoraggio in mare in uno strumento digitale rapido e portatile. L&#8217;hanno ideata Alberto ed Elena Piccioni, di Bologna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Applicazione di nidi artificiali per formiche</strong> <br>Il primo nido artificiale per formiche ispirato alle galle di quercia, progettato con la morfometria 3D e stampato in materiali biodegradabili. Le formiche lo colonizzano spontaneamente e, sugli ulivi, hanno ridotto in modo significativo i danni dei parassiti: una nuova strada per la lotta biologica. Lo presentano Daniele Giannetti e Donato A. Grasso del laboratorio IEES dell&#8217;Università di Parma.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ArtuRobot® – Il robot educativo che cresce con te</strong> <br>Una piattaforma educativa che accompagna bambini e ragazzi nella robotica crescendo con loro: si comincia con i pulsanti sul robot, si passa alla programmazione a blocchi nel browser e si arriva al codice vero con Arduino, sempre con lo stesso hardware. A corredo, tre volumi didattici per età diverse. L&#8217;ha ideata Emanuele Frisoni, di Bologna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E-Horizon Project</strong> <br>Un progetto educativo che unisce mondo maker e motorsport per avvicinare i giovani alle materie STEM con simulatori professionali, telemetria, elettronica, realtà virtuale e prototipi automotive. In fiera esperienze interattive e la nuova hypercar sperimentale costruita dal team. Lo presenta l&#8217;Associazione Italiana Makers Automotive di Forlì.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Elettronici Entusiasti</strong> <br>Un gruppo di maker e youtuber italiani che fa divulgazione di elettronica, informatica, robotica e riparazione attraverso i propri canali social. Tra loro Pier Aisa, Paolo Aliverti, Davide Gatti, Massimiliano Ferrari, Emanuele Solferino, Alessandro Torrisi, Niki Luciano ed Emanuele Frisoni. In fiera portano progetti, dimostrazioni e la loro passione per le materie tecniche. Il gruppo ha sede a Granarolo (Bologna).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Guida autonoma e mobilità sostenibile</strong> <br>Due prototipi italiani a guida autonoma nati nel Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile: BOXì, sviluppato con Poste Italiane per le consegne dell&#8217;ultimo miglio, e una Fiat 500e a guida autonoma realizzata da Eni nel progetto FULLROAD, che si riposiziona da sola nei servizi di car sharing. Li presenta l&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IANUMIND – Il tuo corpo ha un ritmo. Ascoltalo</strong> <br>QUI è un dispositivo da indossare come collana, bracciale o portachiavi che rileva i segnali fisiologici e, con l&#8217;intelligenza artificiale, mostra in tempo reale cosa ci fa scattare emotivamente, affiancato da un coach virtuale. Allo stand si prova una tecnica di respirazione e il &#8220;notetaker emozionale&#8221;. Lo sviluppa la startup Ianunai di Parma, con un team guidato da Luca Ascari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Orion PDA</strong> <br>Un piccolo palmare open source con tastiera fisica, pensato per prendere appunti, ascoltare musica e leggere ebook senza cloud, algoritmi e notifiche: un&#8217;alternativa minimale allo smartphone per chi cerca concentrazione. È pensato per essere espanso dalla community. L&#8217;ha progettato Matteo Villani, maker di Formigine (Modena).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Precious Plastic Romagna</strong> <br>Un laboratorio della rete open source Precious Plastic che dà nuova vita alla plastica usa e getta con macchinari autocostruiti, trasformando quello che consideriamo uno scarto in oggetti belli, utili e destinati a durare, riducendo rifiuti ed emissioni. Lo guida Davide Venturini, di Cesena. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>RECOVER: CBT online per bambini con ansia</strong> <br>Un software di terapia cognitivo-comportamentale online per bambini dagli 8 ai 12 anni con ansia lieve o moderata: un percorso di dodici settimane con video, illustrazioni ed esercizi per bambini e genitori, seguito a distanza dagli specialisti. Aiuta a superare liste d&#8217;attesa e barriere economiche. Lo ha sviluppato l&#8217;Università di Parma con DataRiver, insieme alle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>SWITCH</strong> <br>Un progetto europeo Horizon Europe che studia su base scientifica modelli di dieta sana e sostenibile, considerando nutrizione, ambiente, aspetti economici e specificità territoriali, e sperimenta soluzioni per cambiare le abitudini alimentari attraverso sei Food Hub in Europa. Lo presenta la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), con sede a Bologna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Informazioni e biglietti: <a href="http://makerfairerome.eu/" target="_blank" rel="noopener">makerfairerome.eu</a></em></p>
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		<title>Accademia Nazionale di Agricoltura, a Bologna convegno sulla qualità dei prodotti alimentari dal suolo alla tavola</title>
		<link>https://sestopotere.com/accademia-nazionale-di-agricoltura-a-bologna-convegno-sulla-qualita-dei-prodotti-alimentari-dal-suolo-alla-tavola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:33:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna 14 ottobre 2026 – Si è svolto il convegno “Qualità dei prodotti alimentari. Dal suolo alla sicurezza in tavola”,organizzato da Accademia Nazionale di Agricoltura e Regione Emilia-Romagna, che ha trattato i temi della corretta trasformazione degli alimenti dal punto di vista nutrizionale. Gli esperti dell’Università di Bologna hanno puntato l’attenzione sulla [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna 14 ottobre 2026 – Si è svolto il convegno “Qualità dei prodotti alimentari. Dal suolo alla sicurezza in tavola”,organizzato da Accademia Nazionale di Agricoltura e Regione Emilia-Romagna, che ha trattato i temi della corretta trasformazione degli alimenti dal punto di vista nutrizionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esperti dell’Università di Bologna hanno puntato l’attenzione sulla certezza della provenienza delle materie prime utilizzate nei prodotti commerciali tipici del Made in Italy, concludendo con l’analisi del delicato tema della sicurezza alimentare e delle pratiche sleali, a livello internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le tecnologie alimentari: tutto quello che mangiamo è processato per la nostra salute</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La necessità di conservare gli alimenti e di trasformare materie prime in alimenti hanno contraddistinto l’attività dell’uomo già dalla preistoria (cottura, macinazione, essiccamento, fermentazione). Oggi, tutti i metodi che si utilizzano per conservare e trasformare le materie prime, cioè i prodotti dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca, in alimenti e bevande, costituiscono nel loro insieme le tecnologie alimentari. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento tecnologico o processo, applicato agli alimenti garantisce la sicurezza alimentare, come assenza di sostanze dannose per l’uomo (microrganismi patogeni e alteranti, contaminanti, sostanze estranee), la disponibilità e l’accessibilità al cibo, l’accettabilità sensoriale e la appetibilità. Per ottenere la più elevata sicurezza con il minor impatto sulle caratteristiche sensoriali e nutrizionali del prodotto, riducendo la formazione di sostanze indesiderate e al contempo gli sprechi alimentari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“La conservazione degli alimenti ha lo scopo di inibire la degradazione dell’alimento, non modificando, o modificando di poco, le caratteristiche del prodotto. Praticamente &#8211;</em> <strong>ha affermato la Prof.ssa Maria Caboni</strong>, <strong>Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro Alimentari Università di Bologna</strong> &#8211; tutto ciò di cui l’uomo si nutre è un alimento processato, anche quando identifichiamo l’alimento come prodotto fresco. Il processo permette di consumare un alimento sicuro e di poterne disporre nel tempo e nello spazio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La nostra idea di preparazione alimentare è errata: anche la naturalità del cibo è un rischio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La classificazione NOVA, sviluppata a partire dal 2009 dal gruppo di ricerca di Carlos Augusto Monteiro, epidemiologo nutrizionale, presso l’Università di San Paolo, ha posto al centro del dibattito gli alimenti ultra-processati. L’intenzione è buona, ovvero, ridurre il consumo di alimenti che possono nuocere alla salute, ma chi finanzia desidera giungere ad un risultato che restituisca un impatto mediatico e chi fa ricerca potrebbe cedere sul rigore scientifico per essere capito.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Fenomeni mediatici come il successo del termine ultra-processato seppur demagogici, approssimativi e polarizzanti (processo sì, o processo no), esprimono, in qualche modo un tentativo di difesa di chi consuma, utilizzando la stessa lingua del mercato. Alla potenza di fuoco della pubblicità di alimenti &#8211;</em> <strong>ha proseguito la Prof.ssa Tullia Gallina Toschi, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro Alimentari Università di Bologna &#8211;</strong> <em>spesso non sani e neppure sostenibili, ma gustosi e studiati per stimolare il piacere, che possono portare ad un consumo compulsivo, la scienza ha risposto con un messaggio protettivo che però è arrivato sfuocato”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può dire che se il termine ultra processato risponde, in qualche modo, alla volontà di ridurre il consumo di cibi mal formulati, percepire la “naturalità” come sicura è un rischio ancora più grande. In tutti e due i casi le trasformazioni vengono negate e la comunicazione di massa promuove un’immagine della preparazione alimentare che non ha nulla di reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Qualità del sistema suolo-pianta: presidio per la sicurezza alimentare</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La sicurezza alimentare in termini di quantità e qualità dipende dalle caratteristiche del suolo, in altri termini dal sistema suolo-pianta. Il suolo è un vero e proprio sistema vivente, un ecosistema, dove batteri e funghi prevalgono e deve essere garantita la presenza di ossigeno molecolare (O<sub>2</sub>) per permettere la respirazione dei microrganismi e delle radici come fattore indispensabile. E’ dovere di qualsiasi agricoltore per avere non solo un suolo fertile, ma anche per assicurarne la funzionalità e le funzioni ecosistemiche, contrastare l’erosione e mantenere la biodiversità, garantendo il carbonio organico almeno all’1%. Alimentare il sistema suolo-pianta è un dovere di ogni agricoltore, al pari dei principi che regolano l’alimentazione, e lo si fa utilizzando i fertilizzanti necessari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Gli alimenti per il sistema suolo-pianta si chiamano genericamente fertilizzanti. I prodotti –</em> <strong>ha sostenuto il Prof. Claudio Ciavatta</strong> <em>&#8211; <strong>già</strong></em> <strong>Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro Alimentari Università di Bologna &#8211;</strong> <em>a disposizione degli agricoltori necessari al miglioramento delle caratteristiche fisico-chimiche-biologiche dei suoli o semplicemente per apportare nutrienti al sistema suolo-pianta non rappresentano, alle dosi agronomiche d’impiego, un rischio per la salute umana, animale o vegetale, per la sicurezza o per l’ambiente fissate e garantite per legge”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un nuovo ruolo per la Dieta Mediterranea? Non solo il prodotto ma il processo fino a tavola&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi decenni, in linea con le raccomandazioni globali di FAO, OMS e Agenda ONU 2030, un crescente numero di ricerche ha evidenziato come l&#8217;aderenza alla dieta mediterranea sia collegata a un ridotto rischio di malattie croniche. Contemporaneamente, si sono intensificate le preoccupazioni circa l&#8217;impatto ambientale del sistema alimentare, soprattutto considerando la crescita demografica prevista nei prossimi anni. Oggi un nuovo modello pone l&#8217;accento sugli alimenti di origine vegetale, tra cui frutta, verdura, cereali integrali, legumi e olio extravergine di oliva, riflettendone il significato storico e scientifico nella dieta mediterranea. I prodotti di origine animale, in particolare le carni rosse e lavorate, vengono ridimensionati, ma non demonizzati, mentre latticini, carni bianche e uova sono raccomandati per un consumo moderato settimanale. La piramide raccomanda di limitare zuccheri aggiunti, sale e alcol, seguendo il principio di “less is more”, sottolineando l’importanza di un consumo consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“La dieta mediterranea</em> <em>favorisce il consumo di prodotti vegetali, stagionali e locali, contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale e degli sprechi alimentari. R</em><em>appresenta quindi</em> – <strong>ha detto la Prof.ssa Silvana Hrelia, Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, Università di Bologna</strong> &#8211; <em>un modello alimentare capace di coniugare <strong>benessere delle persone e sostenibilità del pianeta:</strong> <strong></strong><strong>u</strong></em><em>n modello da condividere con i consumatori nell’ottica di una sempre maggiore tutela della propria salute”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le norme per la sicurezza alimentare: pratiche sleali e reciprocità commerciali</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità dei prodotti alimentari nasce dalla ricerca agronomica, dalle tecnologie di produzione e trasformazione e dai controlli scientifici; il diritto ha il compito di garantire che questa qualità sia riconoscibile dal consumatore e non venga penalizzata dal mercato. Oggi la sfida è far sì che la qualità scientificamente verificata sia anche adeguatamente tutelata e valorizzata negli scambi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il quadro europeo</em> &#8211; <strong>ha concluso il</strong> <strong>Prof. Enrico Al Mureden</strong>, <strong>Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università di Bologna &#8211;</strong> <em>distingue la sicurezza sanitaria degli alimenti, la correttezza delle informazioni rese al consumatore e l’equilibrio dei rapporti contrattuali nella filiera. Particolare attenzione va riservata ai produttori che sostengono i costi di standard elevati e competono con merci ottenute in condizioni normative differenti. La reciprocità, da perseguire nel rispetto del diritto dell’Unione e degli accordi internazionali, non coincide con l’imposizione indiscriminata di regole identiche, ma richiede trasparenza, controlli efficaci e condizioni di concorrenza eque”.</em></p>
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		<title>Bologna, ok del Comune a nuovo &#8216;Piano Oasi&#8217; e &#8216;del Benessere felino&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 11:58:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 14 ottobre 2026 &#8211; La Giunta comunale di Bologna ha approvato il nuovo Piano Oasi e del benessere felino nel territorio cittadino di Bologna. L’obiettivo del piano è quello di riordinare e valorizzare un sistema di accoglienza, gestione e cura dei gatti domestici e liberi.Si intende infatti rafforzare il ruolo [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 14 ottobre 2026 &#8211; La Giunta comunale di Bologna ha approvato il nuovo Piano Oasi e del benessere felino nel territorio cittadino di Bologna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo del piano è quello di riordinare e valorizzare un sistema di accoglienza, gestione e cura dei gatti domestici e liberi.<br>Si intende infatti rafforzare il ruolo del Comune di regia e accompagnamento, nel rispetto dell’autonomia e delle competenze delle associazioni e del mondo della cittadinanza attiva, ma con una visione unitaria del sistema che promuova un modello di gestione moderno, sostenibile e rispettoso delle esigenze dei gatti liberi e prepara il sistema locale alle evoluzioni normative nazionali ed europee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il piano riconosce la <strong>finalità di pubblico interesse</strong> perseguita dalle oasi e del servizio svolto a favore della collettività da parte delle associazioni che le gestiscono e prevede il mantenimento delle oasi feline esistenti, ove possibile, come “Colonie particolarmente strutturate”, in attesa di indicazioni operative ministeriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Verrà adottato uno schema di convenzione uguale per tutte le oasi, diretto a garantire equità di trattamento, e nella massima collaborazione possibile tra Associazioni animaliste, Enti del Terzo Settore e Istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Comune concederà a titolo gratuito l’area dell’oasi, nonché la fornitura di luce e acqua</strong>. È prevista anche la concessione della Carta smeraldo, o card analoga, per la corretta gestione e raccolta differenziata dei rifiuti.<br>Saranno inoltre a carico del Comune le manutenzioni del verde più significative, come la potatura alberi e la manutenzione una tantum.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, compatibilmente con la disponibilità del bilancio comunale, verrà assegnato un budget specifico a supporto dell’attività di censimento continuo, monitoraggio, accompagnamento alla sterilizzazione, cattura e reimmissione sul territorio, nonché campagne di sensibilizzazione della comunità locale e di formazione per volontari e operatori di settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente, sul territorio di Bologna insistono <strong>tre tipologie diverse di accoglienza e gestione dei felini liberi</strong>: <strong>colonie feline</strong>, <strong>oasi feline</strong> e gattile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Colonie feline</strong>: sono poco meno di <strong>140,</strong> censite e georeferenziate, e consistono in aree, pubbliche o private, nel quale risultino vivere stabilmente due o più gatti in stato di libertà. Il censimento stabilisce un punto stabile di alimentazione dei felini che compongono la colonia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oasi feline</strong>: sono <strong>6</strong>, su terreno pubblico, nate nel corso degli ultimi 20 anni. Grazie al supporto dei Quartieri, nel corso degli anni le oasi si sono strutturate  con casette permanenti per offrire ricovero ai gatti presenti, oltre a punti acqua, luce e alimentazione. Svolgono una funzione essenziale quale struttura intermedia tra colonie e gattile, riducendo il ricorso al ricovero in gattile. Tutelano inoltre gatti non immediatamente reinseribili sul territorio, garantiscono condizioni di vita più stabili a soggetti particolarmente fragili e supportano il Comune nell&#8217;attività di sensibilizzazione della comunità cittadina ai temi della promozione della salute e del corretto rapporto persona-animale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Gattile: è la struttura pubblica comunale per eccellenza destinata al ricovero dei gatti; è gestito dall’assegnatario di un servizio pubblico di gestione, tramite bando ad evidenza pubblica, per conto del Comune</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento qualificante del modello bolognese è rappresentato dalla <strong>collaborazione strutturata</strong> tra il Comune e gli altri attori competenti, come il <strong>Servizio Veterinario dell’AUSL</strong> di Bologna; la <strong>Polizia Locale</strong>; le <strong>Guardie Zoologiche Volontarie</strong>; le <strong>associazioni animaliste</strong> e gli <strong>enti del Terzo Settore</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa rete ha consentito ad oggi di attuare controlli igienico-sanitari efficaci, garantire percorsi di sterilizzazione e cura, migliorare il monitoraggio della popolazione felina, intervenire tempestivamente in situazioni di criticità.<br> </p>
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		<title>Bologna, Prati di Caprara: firmato il protocollo d’Intesa tra Comune di Bologna e Invimit Sgr </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 11:53:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 14 ottobre 2026 &#8211; La giunta comunale di Bologna ha approvato ieri un protocollo d’intesa con Invimit Sgr, siglato oggi tra le parti, per la rigenerazione dei Prati di Caprara. La sottoscrizione del protocollo segna l’avvio del percorso di confronto tecnico-amministrativo finalizzato alla definizione condivisa di un eventuale accordo operativo. [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna &#8211; 14 ottobre 2026 &#8211; La giunta comunale di Bologna ha approvato ieri un protocollo d’intesa con Invimit Sgr, siglato oggi tra le parti, per la rigenerazione dei Prati di Caprara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sottoscrizione del protocollo segna l’avvio del percorso di confronto tecnico-amministrativo finalizzato alla definizione condivisa di un eventuale accordo operativo. A questo scopo è prevista l’istituzione di un gruppo di lavoro a cui potranno partecipare, oltre a Comune e Invimit Sgr, anche ulteriori soggetti pubblici e privati qualificati interessati allo sviluppo dell’area, che risponderanno ad un apposito avviso predisposto congiuntamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo schema di Protocollo individua le direttrici fondamentali per l’elaborazione di un nuovo progetto di rigenerazione dei Prati di Caprara, in linea con gli obiettivi strategici del PUG e i documenti di indirizzo urbanistico approvati dalla Giunta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I risultati principali del Protocollo sono: la tutela del bosco urbano a Prati Est e la rigenerazione della parte ovest lavorando su volumetrie e sedimi esistenti, per funzioni di interesse pubblico, con la tutela del verde esistente. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio, per il compendio est sono previsti interventi volti alla tutela e alla valorizzazione del bosco urbano esistente, da riconoscere quale area a prevalente vocazione naturalistica e a libera evoluzione, per favorirne anche la fruizione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il compendio ovest la riqualificazione avverrà anche recuperando gli edifici e le volumetrie esistenti, concentrandosi sulle aree già edificate. Gli insediamenti saranno caratterizzati da un mix funzionale, prevalentemente costituito da funzioni e usi di interesse pubblico, con particolare riferimento agli ambiti della salute, della formazione, della cultura e della ricerca. A questi usi si affiancheranno funzioni residenziali e ricettive di supporto, sia a canone convenzionato a supporto degli operatori sanitari e dei lavoratori dei servizi pubblici essenziali, sia come quote di Ers in locazione permanente e come strutture ricettive per soggiorni temporanei a servizio dell&#8217;Ospedale Maggiore. Si conferma così l&#8217;impegno di Invimit Sgr allo sviluppo di soluzioni abitative a canone calmierato, come da missione del Piano Casa. Potrà essere ammessa, in quota minoritaria, anche la presenza di ulteriori funzioni residenziali, commerciali e direzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aderiscono inoltre al gruppo di lavoro Fondazione Golinelli e Azienda USL di Bologna che hanno già comunicato a Invimit manifestazioni di interesse per la parte ovest del compendio, coerenti con i principi e gli obiettivi del progetto, relative, rispettivamente, allo sviluppo di attività negli ambiti della cultura, educazione, ricerca e innovazione e alla realizzazione di un polo dedicato all’integrazione logistica e tecnologica delle Aziende Sanitarie metropolitane.</p>
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		<title>Nell’house organ di Confcooperative Emilia Romagna focus su nuovo Patto per il lavoro e futura legge sull’economia sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sestopotere MC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 11:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia-Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì - Cesena]]></category>
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					<description><![CDATA[(Sesto Potere) &#8211; Bologna, 14 ottobre 2026 – “Non vogliamo una legge costruita dall’alto, ma uno strumento che nasca dall’ascolto e dal confronto con chi ogni giorno lavora nei territori”. È uno dei passaggi centrali dell’intervista al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, pubblicata sul nuovo numero di Lettera dalla Cooperazione, l’house organ di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">(Sesto Potere) &#8211; Bologna, 14 ottobre 2026 – “Non vogliamo una legge costruita dall’alto, ma uno strumento che nasca dall’ascolto e dal confronto con chi ogni giorno lavora nei territori”. È uno dei passaggi centrali dell’intervista al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, pubblicata sul nuovo numero di Lettera dalla Cooperazione, l’house organ di Confcooperative Emilia Romagna, che dedica uno speciale al <strong><em>Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale</em></strong>, sottoscritto lo scorso 8 settembre da 59 soggetti tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali, università e Terzo settore. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la firma del Patto, uno dei prossimi passaggi sarà la costruzione di<strong><em> una legge regionale dedicata all’economia sociale</em></strong>, accompagnata dalla definizione di una specifica Strategia regionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Due strumenti previsti dall’accordo per tradurre il riconoscimento dell’economia sociale in politiche e interventi concreti, attraverso un percorso condiviso con i firmatari. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Il primo passo sarà trasformare quanto abbiamo scritto nel Patto in un percorso di lavoro concreto – spiega <strong>de Pascale</strong> nell’intervista –. Il documento indica con chiarezza la necessità di costruire una Strategia regionale per l’Economia sociale e una legge regionale, elaborandole insieme ai firmatari del Patto”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è promuovere un modello nel quale istituzioni, imprese, cooperazione, Terzo settore, ricerca e comunità possano collaborare attraverso strumenti di co-programmazione e co-progettazione, con l’obiettivo di promuovere un modello economico più inclusivo e partecipato. Un ruolo centrale in questo percorso è riconosciuto al movimento cooperativo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Le imprese cooperative producono valore, occupazione e servizi, ma allo stesso tempo mantengono una forte relazione con le comunità e con i territori”, sottolinea <strong>de Pascale</strong> nel dialogo su <em>Lettera dalla Cooperazione</em>, richiamando le esperienze già attive nei settori del welfare, dell’abitare, delle comunità energetiche, della rigenerazione urbana e delle aree interne. “Per questo considero il mondo cooperativo un interlocutore strutturale del Patto; per ciò che rappresenta nella nostra economia e per la capacità di tenere insieme impresa, lavoro, mutualità e comunità”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il riconoscimento dell’economia sociale nel nuovo Patto rappresenta anche il risultato di un percorso sostenuto con forza dalla cooperazione regionale, attraverso il <strong>lavoro condiviso delle sue organizzazioni di rappresentanza</strong>, per affermarne il ruolo non soltanto nelle politiche sociali, ma nelle strategie complessive di sviluppo dell’Emilia-Romagna. Una prospettiva che, per <strong>de Pascale</strong>, &#8220;segna un cambiamento rispetto agli accordi del 2015 e del 2020 e che si accompagna alla volontà di rafforzare il metodo della concertazione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> “Oggi il Patto è molto più che un semplice documento programmatico, è una sede viva di indirizzo, verifica e co-progettazione delle politiche – osserva <strong>de Pascale</strong> –. La concertazione non significa rallentare le decisioni, significa arrivare alle decisioni con una maggiore consapevolezza, assumendo insieme una parte di responsabilità”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La centralità attribuita all’economia sociale trova riscontro anche nella delega specifica affidata al vicepresidente regionale <strong>Vincenzo Colla</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio <strong>Colla</strong>, nel suo intervento su <strong><em>Lettera dalla Cooperazione</em></strong>, si concentra sulle prime misure operative, a partire dal <strong>bando regionale da 5 milioni di euro per la realizzazione di ecosistemi territoriali innovativi</strong>, che coinvolge gli enti locali come promotori di partenariati tra organizzazioni dell’economia sociale, imprese, università e centri di ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> L’obiettivo è mobilitare anche investimenti privati per affrontare sfide che vanno dalla rigenerazione urbana al welfare territoriale, dalle comunità energetiche al contrasto dello spopolamento delle aree interne. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questa sinergia attiverà una leva finanziaria potente per attrarre capitali privati da investire in sfide cruciali”, sottolinea il vicepresidente <strong>Colla</strong>, indicando nella collaborazione tra soggetti diversi una delle condizioni per dare concretezza alla strategia regionale. “La coesione, il benessere condiviso e la qualità sociale di una comunità sono il valore aggiunto indispensabile per il successo delle imprese e per la loro competitività globale”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo speciale ripercorre inoltre l’evoluzione dei Patti regionali dal 2015 a oggi, approfondendo gli obiettivi del nuovo accordo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sottolineare il valore politico del Patto e la responsabilità che ora attende le organizzazioni firmatarie è infine il presidente di <strong>Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza</strong>. “Nel nuovo Patto c’è un’idea di regione che sentiamo nostra. Quella di un’Emilia-Romagna che prova a governare le trasformazioni tenendo insieme crescita economica, qualità del lavoro, sostenibilità e coesione delle comunità. È questo, prima ancora delle singole misure, il valore politico dell’accordo”. La firma, conclude Milza, rappresenta però soltanto l’inizio: “Ora gli impegni condivisi devono diventare scelte concrete”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nuovo numero di Lettera dalla Cooperazione è consultabile su</strong> <a href="https://www.letteracooperazione.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.letteracooperazione.it/</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>In foto un&#8217;immagine di de Pascale, Milza e Colla in occasione della firma del Patto </em></strong></p>
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