Cassa integrazione, Di Maio (Iv) interroga il ministro: “Ritardi inaccettabili”

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marco di maio

(Sesto Potere) – Forlì – 14 luglio 2020 – “Erogare al più presto tutti gli strumenti di sostegno al reddito previsti dalla legislazione vigente”. Lo chiede una interrogazione urgente che il deputato Marco Di Maio ha presentato assieme ai colleghi di Italia Viva alla Camera. Un testo rivolto al ministero del Lavoro col quale si pongono al centro le esigenze di milioni di lavoratori, imprese e famiglie.

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“Attualmente più di 7 milioni di persone, poco più di un terzo dei 23 milioni di lavoratori, sono in cassa integrazione – fa notare Marco Di Maio -: un lavoratore su tre ha, dunque, lo stipendio ridotto dal 20% al 40%. Di questi quasi 10 mila, che hanno presentato domanda prima del 31 maggio, non hanno ancora ricevuto neanche 1 euro, mentre altri 165.576 sono stati pagati solo in parte”.

Secondo i dati emanati dall’INPS attualmente ci sarebbero dunque 100 mila persone che non sono state ancora pagate, circa 100 mila domande che non sono state ancora esaminate e 165 mila lavoratori che stanno avendo problemi con la regolarità dell’erogazione; “ciò a fronte delle dichiarazioni del presidente dell’INPS Pasquale Tridico che aveva promesso il pagamento della cassa integrazione per tutti entro il 10 giugno”, fa notare il deputato che chiede anche una “assunzione di responsabilità” da parte del presidente.

Tra le cause dei ritardi – aggiunge il parlamentare romagnolo – vi sono sicuramente anche l’alto numero di circolari e regolamenti che rende difficile per le aziende presentare correttamente le richieste. Dal 12 marzo sono stati emanati ben 26 atti dall’INPS oltre ad un numero imprecisato di comunicazioni e circolari interne del Ministero del Lavoro. L’ultima circolare INPS, la numero 78 del 27 giugno, ha fornito indicazioni operative sulle disposizioni del Decreto Rilancio.

“Si è dunque ancora ben lontani dalla copertura completa di tutti i lavoratori – conclude Marco Di Maio – che attualmente dovrebbero usufruire degli strumenti di sostegno al reddito. Una situazione inaccettabile e che va prontamente sanata”.  

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