Caserma di Settecamini, Di Giovine: lettera al prefetto

(Sesto Potere) – Roma – 20 febbraio 2019 – In seguito alla chiusura della caserma dei carabinieri di Settecamini per lavori di ristrutturazione e relativo trasferimento dei militari dell’arma  a Guidonia sono aumentati gli episodi  di microcriminalità nel quartiere e i cittadini lamentano maggiore insicurezza.

di giovine

Con una lettera aperta  Paolo Di Giovine, presidente dell’associazione IV Municipio Case Rosse e  responsabile del Care- Coordinamento associazioni Roma Est,  sollecita il prefetto a risolvere la situazione evidenziando che la soluzione adottata in questa fase –   sul posto resta soltanto una stazione mobile e i carabinieri si limitano a compiti di  pattuglia – non è sufficiente a limitare l’escalation di furti ed aggressioni.

“Da fine 2018 , con il trasferimento a Guidonia dei carabinieri di Settecamini, il territorio del nostro quartiere è stato di fatto sguarnito. E il pattugliamento di mezzi a ore  non può sopperire alla presenza di una stazione dell’arma”: afferma Paolo Di Giovine.

L’effetto di questa assenza del presidio dell’arma è stato da fine novembre ad oggi un aumento di scippi e maggiori furti nei locali commerciali della zona. Una farmacista è stata anche aggredita fisicamente.

“E non basta tutto questo , nella zona c’è anche la criticità del campo nomadi più grande d’Europa”: ricorda  ancora il  presidente dell’associazione IV Municipio Case Rosse e  responsabile del Care- Coordinamento associazioni Roma Est .

caserma settecamini
caserma settecamini

Una mozione del IV Municipio riunito in seduta straordinaria impegna le istituzioni locali a trovare una sede alternativa.
Ma, intanto,   Comune e IV Municipio non si trovano d’accordo a  trasferire i carabinieri al Tecnopolo Tiburtino , sede ideale, così che , per ora, il trasferimento più plausibile resta Guidonia, almeno fino al termine dei lavori: ovvero non meno di due anni.

“All’atto pratico il senso di insicurezza ed disagio dei cittadini  vittime dei reati che devono recarsi a Roma centro o a Guidonia è grande. Lo stallo fra IV Municipio  e Campidoglio ha generato la paralisi e dunque non ci resta altra scelta che coinvolgere a prefettura”:  spiega Paolo Di Giovine.

La proposta del presidente dell’associazione IV Municipio e  responsabile del Care- Coordinamento associazioni Roma Est è di inserire questa problematica nell’apposito Tavolo metropolitano della sicurezza onde arrivare ad una soluzione definitiva che possa garantire la sicurezza dei cittadini e possa individuare in tempi brevi una  struttura  ubicata nello stesso territorio qualora non si riuscisse ad operare un cambio di sede contestuale. La sicurezza per noi è una priorità!” : conclude il  presidente dell’associazione IV Municipio Case Rosse e  responsabile del Care- Coordinamento associazioni Roma Est, Paolo Di Giovine.

Con lui hanno firmato la lettera aperta indirizzata al prefetto di Roma anche Lidia Creanga dell’  associazione IV Municipio Case Rosse, e Franco Pirina , presidente del Caop.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *