Casco in bici per gli under 12, plauso Osservatorio sicurezza stradale dell’E-R

(Sesto Potere) – Bologna – 11 luglio 2019 – “Come Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale dell’Emilia Romagna siamo molto soddisfatti dell’inserimento, anche se in extremis, dell’emendamento che riguarda l’obbligo di indossare il casco in bici per gli under 12, tra le modifiche al Codice della Strada approvate in prima lettura in Commissione trasporti alla Camera”: il commento è del presidente Mauro Sorbi,  nella foto, assieme al presidente della Repubblica, Mattarella, che ha incontrato nell’estate del 2018.

sorbi e mattarella

Da tempo, lo stesso Osservatorio e la Regione Emilia-Romagna portano  avanti la campagna pluriennale “Col casco non ci casco”, lanciata iniziata nel 2016 in occasione della partita di calcio Bologna-Empoli dove i piccoli entravano in campo col caschetto.

La campagna è proseguita negli anni successivi con la distribuzione gratuita di caschetti di varie migliaia di caschetti, attivando un sistema a rete in primis con le istituzioni scolastiche e poi con enti locali e associazioni pubbliche e private che a vario titolo operano sul territorio nei campi dello sport, del tempo libero.

“Ci pare non secondario che questa campagna abbia avuto l’attenzione inaspettata del Presidente della Repubblica al quale abbiamo donato al Palazzo del Quirinale un caschetto, ricevendo un incoraggiamento che si è concretizzato nel maggio 2019 con il ricevimento di una medaglia in occasione della distribuzione di caschetti ai bambini presenti alle

medaglia quirinale

varie tappe del nostro territorio del Giro d’Italia. Come promotori dell’iniziativa “Col casco non ci casco”  siamo stati invitati in Vaticano dal Santo Padre ed il 18 settembre 2019. Negli anni abbiamo più volte inviato alle Autorità governative competenti per la sicurezza stradale la nostra proposta, che trova la sua ratio nella salvaguardia dei piccoli dai traumi causati da cadute in bici”: spiega ancora il presidente Mauro Sorbi.

Studi dimostrano che gli shock cranici dei bambini possono avere conseguenze più gravi rispetto agli adulti e che il casco diminuisce il rischio di lesioni serie del 70% e di lesioni minori nella misura del 31%, oltre a ridurre del 28% il pericolo di cicatrici al viso.

Sorbi e Campagna Col casco non ci casco

Indossarlo significa abbassare drasticamente il numero di casi di perdita di coscienza, tanto che procedendo a velocità prossima a 10 km/h il rischio passa dal 98% in caso di testa “nuda” allo 0,1% per i bambini protetti.

“Obiettivo centrale della nostra campagna è infatti acquisire la consapevolezza sulla sicurezza stradale e sull’uso dei dispositivi di protezione individuale proprio in un contesto di promozione all’uso della bicicletta anche tra i giovanissimi come soluzione di mobilità alternativa nelle città. Siamo quindi d’accordo nel tutelare i più deboli (i bambini) fra gli utenti deboli della strada (i ciclisti) veicolando il messaggio che l’uso del caschetto riduce il danno cerebrale in caso di incidente. Vogliamo rendere i minori dei comunicatori per raggiungere e sensibilizzare anche gli adulti per diminuire, educando, l’incidentalità dell’utenza più vulnerabile, come incontrovertibilmente continuano ad attestare i dati raccolti per tipologia di veicoli di morti e feriti.  Auspichiamo l’approvazione in sede parlamentare dell’obbligo del caschetto per i piccoli ciclisti e che venga esteso poi agli adulti.”: conclude il presidente dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale Mauro Sorbi.

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