(Sesto Potere) – Roma – 15 marzo 2022 – Presentato lo studio “La Sicurezza nel Retail in Italia 2021” (*) a cura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (qui il video con la presentazione del report).

Dallo studio emerge che i furti fra gli scaffali sfiorano i 3,5 miliardi di euro con i prodotti alimentari che sono la categoria più colpita nel 2020.

Più nel dettaglio, le cosiddette “differenze inventariali” – la fase in cui si ci accorge anche della merce rubata – hanno causato una perdita per le aziende italiane del settore Retail e GDO di 3,48 miliardi di euro, pari all’1,41% del loro fatturato.
Le differenze riscontrate derivano complessivamente da furti, tra i quali prevale il taccheggio, e frodi, ma anche da errori amministrativi, scarti, rotture e altre inefficienze operative.
A questo valore va aggiunta la spesa che le aziende sostengono in misure di sicurezza o contrasto alle perdite, raggiungendo un costo economico totale pari a 4,97 miliardi di euro, l’equivalente di 84 euro per ogni cittadino italiano. 

C’è un aumento dei cosiddetti ‘furti di necessità”, che riguarda quasi i 2/3 della merce rubata a causa dell’incertezza sociale ed economica provocata dalla guerra e dalla pandemia.

Ettore Prandini

“A spingere i furti nei supermercati è il caro prezzi con l’inflazione che colpisce il carrello della spesa e mette a rischio alimentare ben 5,6 milioni di italiani che si trovano in una condizione di povertà assoluta, cioè con una spesa mensile pari o inferiore a una soglia minima corrispondente all’acquisto di un paniere di beni e servizi considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile” : afferma in una nota la Coldiretti che commenta la ricerca dell’Università Cattolica.

Per effetto dei rincari è destinato ad aumentare – sottolinea la Coldiretti – il numero di quanti non riescono più a garantirsi un pasto adeguato ma anche di quanti sono tentati dalla ricerca di soluzioni illegali.

Si tratta della punta dell’iceberg della situazione di crisi in cui si trova un numero crescente di persone molte delle quali sono costrette a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente – sottolinea la Coldiretti – ai pacchi alimentari, anche per la crisi generata dalla pandemia. Persone e famiglie che mai prima d’ora – precisa la Coldiretti – avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche.

“E’ necessario sbloccare al più presto i 200 milioni di euro dei fondi del Ministero delle Politiche Agricole per acquistare alimenti di base di qualità Made in Italy da consegnare agli indigenti” – chiede il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che – “è bisogna accelerare la presentazione dei bandi per gli aiuti agli indigenti con le risorse stanziate per acquistare cibi e bevande Made in Italy di qualità da distribuire ai nuovi poveri”.

(*) Lo studio “La Sicurezza nel Retail in Italia 2021 – Uno studio su perdite, furti e misure di sicurezza” realizzato da Crime&tech, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il supporto di Checkpoint Systems Italia, fornitore globale di soluzioni verticalmente integrate per il retail, e la collaborazione del Laboratorio per la Sicurezza.