(Sesto Potere) – Forlì, 5 ottobre. L’interrogazione con carattere di urgenza appena depositata in vista dell’aula di martedì a firma del consigliere ragionala della Lega, Massimiliano Pompignoli, non lascia spazio a interpretazioni.

Il consigliere chiede alla giunta Bonaccini “di sospendere, per quest’anno, il divieto – contenuto nel Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) – di utilizzo per fini domestici di camini aperti, caminetti, stufe a legna o pellet aventi classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle, nei comuni sotto i 300 metri di altitudine, in ragione dei rincari attesi sulle bollette del gas e poiché tale misura rischierebbe di gravare troppo sulle tasche dei cittadini. Vietare l’utilizzo di questa fonte energetica in un periodo storico come quello che stiamo attraversando è illogico ed antieconomico”.

Bonaccini

La premessa è nota ma quest’anno lo scenario è molto diverso. La Regione Emilia-Romagna, con propria delibera del 25 settembre 2017, n. 1412 ha adottato misure per il miglioramento della qualità dell’aria in attuazione del Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) e del nuovo Accordo di Bacino Padano 2017.

“La Lega ha contestato fin da subito le disposizioni contenute nel PAIR 2020” – esordisce il consigliere regionale – “lo abbiamo definito uno strumento troppo complesso, privo di buon senso e altamente restrittivo per le nostre comunità. Oggi ci troviamo a ridiscutere di un tema molto controverso e fortemente divisivo.”

“Per quanto riguarda il riscaldamento domestico” – spiega Pompignoli – “tale delibera impone infatti il divieto di utilizzo di camini aperti, caminetti, stufe a legna o pellet, aventi classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle, nei comuni sotto i 300 metri di altitudine, nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 dicembre, con possibilità di ulteriore inasprimento dei divieti in casi di eventuali misure emergenziali. Quest’anno, tuttavia, è atteso un periodo di forte crisi energetica con aumenti esponenziali delle bollette del gas che metterà in grande difficoltà migliaia di famiglie e cittadini più fragili. Accendere il caminetto di casa potrebbe quindi aiutare a mantenere una condizione di calore negli ambienti domestici, risparmiando sulla bolletta del gas.”

Viste tali premesse alcuni Sindaci, quali ad esempio quello di Rimini e di Sassuolo, hanno previsto con propria ordinanza una deroga a tale misura eliminando, di fatto, tale divieto.

Pompignoli conclude definendo i provvedimenti dei sindaci di Rimini e Sassuolo “un bel gesto di responsabilità che tuttavia va oltre le loro competenze perché è la Regione l’organo deputato ad intervenire in materia, chiarendo e uniformando la situazione su tutto il territorio regionale. Ci aspettiamo dunque da parte dell’Assessore Priolo e di Bonaccini una decisione forte che vada incontro alle famiglie emiliano romagnole perché è giusto tenere in considerazione le esigenze di natura ambientale, ma è ancora più giusto e urgente ragionare ed intervenire a beneficio di famiglie, enti e imprese vessate dalla crisi energetica.”