Carcere di Parma, detenuto magrebino aggredisce 8 poliziotti penitenziari

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carcere di Parma

(Sesto Potere) – Parma – 4 febbraio 2020 – Ieri pomeriggio, nel carcere di Parma, un detenuto magrebino si è barricato in cella, impedendone l’accesso al personale di Polizia Penitenziaria e tentando di dare fuoco ad alcuni oggetti presenti nella stessa.

carcere di Parma

A questo punto, il personale è stato invitato ad intervenire per ristabilire l’ordine e la sicurezza all’interno del reparto.

Durante le operazioni di “sbarricamento”, il personale intervenuto si è trovato ad affrontare la furia incontrollabile del detenuto, che grazie ad un fisico possente ed atletico, si è difeso con violenza contro chiunque provasse ad avvicinarsi alla sua camera.

Successivamente, il detenuto – ridotto alla calma – ha continuato ad offendere verbalmente e fisicamente gli agenti che lo scortavano e conducevano nel reparto d’isolamento.

Il bilancio di questo ennesimo “pomeriggio di fuoco” sarebbe estremamente grave con ben 8 colleghi finiti in ospedale, di cui uno, immobilizzato dalla testa ai piedi, trasportato in ambulanza presso il Pronto Soccorso del nosocomio cittadino: si parla di sospetto trauma cranico e lesioni agli arti inferiori”: commenta Gianluca Giliberti , segretario regionale del SiNAPPe.

Il sindacato, oltre a sollecitare l’immediato trasferimento del detenuto responsabile dell’evento critico, continua a chiedere agli Uffici preposti di farsi carico della problema relativo alla gestione dei detenuti facinorosi e/o psichiatrici, ribadendo l’urgenza di predisporre sezioni chiuse presso ogni Istituto della Regione, creando circuiti detentivi differenziati per la gestione e la cura dei detenuti psichiatrici che non sia possibile trasferire alle Rems.

“Che costituiscono, a nostro avviso, una delle soluzioni più fallimentari messe in atto dalla nostra Amministrazione. Chiediamo anche di dotare il personale di Polizia Penitenziaria di strumenti più efficaci per domare l’aggressività di tali detenuti, di avviare specifici percorsi di aggiornamento professionale in merito alle ultime modifiche alle modalità di custodia e quanto altro possa essere messo in atto per sostenere le donne e gli uomini del Corpo di Polizia penitenziaria in un contesto storico così problematico e rischioso per il personale in divisa”: conclude il segretario       SiNAPPe Gianluca Giliberti.

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