(Sesto Potere) – Forlì – 15 gennaio 2022 – In una nota,  Daniela Avantaggiato, segretaria generale della FP (Funzione Pubblica) della CGIL Forlì, rinnova l’invito a risolvere il problema – già “denunciato da anni” dal sindacato della “grave carenza di personale maschile” di Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Forlì.

Un problema che permane “senza che l’Amministrazione Penitenziaria cerchi di porvi rimedio, rimandando il problema alla gestione dell’emergenza nel territorio confidando sul grande senso di responsabilità degli agenti di Polizia Penitenziaria. Disponibilità che si è trovata a dover far fronte anche a scelte organizzative del Ministero pressoché incompatibili con una gestione di un Istituto penitenziario già in emergenza, stante la mancanza di personale”: ribadisce la segretaria della Funzione Pubblica della CGIL Forlì.

“Presso la Casa Circondariale di Forlì, oltre a detenuti in attesa di giudizio ed ai giudicati con condanna breve, esistono tipologie di ristretti molto delicate che richiedono sorveglianze speciali come chi affetto da patologie psichiatriche o da coloro che stante la tipologia di reato non possono essere messi a contatto con gli altri detenuti. Tutto ciò richiede un notevole sforzo operativo allo già scarso personale, molte volte anche impiegato in attività di piantonamento esterno del detenuto che necessita di cure sanitarie. Il personale di Polizia Penitenziaria, è ormai ridotto allo stremo delle forze, i livelli di attenzione richiesti per svolgere le attività ordinarie e straordinarie sono elevatissimi”: scrive nella nota Daniela Avantaggiato.

E poi – continua il sindacato – c’è anche la situazione della sicurezza sia degli operatori penitenziari che della popolazione detenuta.

Un problema che “si infrange purtroppo sulla burocrazia di un Ministero che pare in alcun modo aver cura di un tema importante: condizioni di lavoro vivibili e sicurezza della propria persona. È recente, grazie al grande impegno profuso dal personale di Polizia, svolgendo con massima responsabilità il proprio compito, l’episodio di salvataggio di una vita, avendo sventato un tentativo di suicidio messo in atto da un detenuto. Molteplici invece gli episodi di aggressione a carico del personale da parte della popolazione detenuta, che oltre allo stress lavorativo cumulato causa l’enorme carico di lavoro, si trova a dover subire il disinteresse di un Ministero che lascia soli i propri dipendenti, anche a rischio della propria vita. Molteplici gli episodi di suicidio anche tra gli agenti di Polizia Penitenziaria”: elenca la FP CGIL che, per concludere, chiede: “oltre alla solidarietà, all’attenzione che periodicamente viene rivolta verso questi lavoratori e verso gli Istituti penitenziari, che si facciano delle scelte urgenti e fondamentali. Occorre personale, occorrono condizioni di lavoro sostenibili….null’altro”.