Carabiniere di leva ucciso nel 1987, il NSC si costituisce parte civile

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aula tribunale

(Sesto Potere) – Ravenna – 10 novembre 2020 – Inizierà nel nuovo anno il processo in Corte di Assise presso il Tribunale di Ravenna , volto all’accertamento dei fatti e dei responsabili della morte di Pier Paolo Minguzzi, il 21enne di Alfonsine, studente universitario e carabiniere di leva alla caserma di Mesola (Ferrara), sequestrato il 21 aprile 1987 mentre stava rincasando e probabilmente ucciso quasi subito dai rapitori.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri comunica la propria intenzione di costituirsi parte civile nel processo e il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Ravenna ha espressamente autorizzato il NSC a prendere cognizione del fascicolo.

Per l’omicidio di Pier Paolo Minguzzi la Procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio di tre persone a cui vengono contestati i reati in concorso di sequestro di persona, occultamento di cadavere e omicidio pluriaggravato. Tra loro due ex carabinieri all’epoca in servizio alla caserma di Alfonsine. A cui si aggiunge un idraulico di 64 anni.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri ha deciso di presentarsi al processo formulando specifica richiesta di costituzione di parte civile, in virtù di due ragioni ritenute “fondamentali”: “da un lato l’efferatezza dell’omicidio, che induceva gli autori a strangolare la vittima, incaprettarla, tentando poi di occultarne le spoglie legandola da una pesantissima grata, gettata poi nel fiume Po. Ma anche la necessità di tutelare e perseguire gli obiettivi per cui il sindacato è nato indipendentemente dall’epoca in cui il fatto è avvenuto. La tutela della professionalità e del valore sociale e morale degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri si realizza infatti anche mediante l’accertamento della responsabilità di coloro che, pur indossando la stessa divisa, tradiscono in modo così assoluto i valori che questa rappresenta”: si legge in una nota spedita ai mass media dal segretario provinciale di Ravenna del NSC , Giovanni Morgese, per conto  della segreteria nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri (nella foto il segretario generale nazionale NSC Massimiliano Zetti)

“Il NSC è consapevole dei possibili limiti giuridici che incombono su questa scelta, tuttavia, il Sindacato non intende tirarsi indietro di fronte a possibili ostacoli, volendo comunque far sentire la propria voce in rappresentanza di tutti coloro che quotidianamente onorano la divisa che indossano. E’ doveroso poi evidenziare che il NSC ha informato la famiglia di Pier Paolo Minguzzi in ordine alla predetta volontà di costituirsi parte civile nel processo che inizierà a breve, la quale ha condiviso pienamente la decisione. Il NSC infatti mai avrebbe intrapreso alcuna iniziativa giudiziaria laddove non fosse stata gradita ai famigliari del militare”: conclude il comunicato del Nuovo Sindacato Carabinieri.