Caporalato e manodopera in agricoltura, Di Maio (Iv): “Se non si vogliono i voucher, si dia una risposta”

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marco di maio

(Sesto Potere) – Forlì – 15 aprile 2020 – Il deputato romagnolo di Italia Viva, Marco Di Maio, a proposito dell’inchiesta della polizia che ha portato all’arresto di quattro persone e alla denuncia di alcune aziende romagnole, per via dello sfruttamento di 45 richiedenti asilo (per lo più afghani e pachistani) , porta i suoi migliori complimenti alla Squadra Mobile di Forlì per aver sgominato “un’organizzazione criminale vergognosa, che faceva soldi sulla pelle delle persone usando la peggior forma di “caporalato”.

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“Un fatto che suscita molte considerazioni – afferma -, ma che squarcia il velo di silenzio che copre il problema della carenza di manodopera in agricoltura: o lo Stato lo affronta e lo risolve o, purtroppo, ci penseranno le organizzazioni criminali a dare le risposte (sbagliate) a questa esigenza”. 

Per Marco Di Maio va identificato lo strumento, senza ideologie. “Una risposta va data – afferma -. Non si vogliono usare i voucher? Non si vogliono regolarizzare gli stranieri legalmente presenti in Italia? Non si vogliono impegnare i percettori del reddito di cittadinanza? Ok, se nulla di tutto questo va bene, scegliete un’altra soluzione – se l’avete; ma lo si faccia in fretta. Altrimenti quello della manodopera non sarà solo un problema per l’agricoltura italiana (e romagnola in particolare), ma rischierà di diventare anche un grande problema di legalità”. 

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