Campagna Pro Vita su RU486, Dori e Zanetti: “Giusto intervento opposizione”

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Dori e Zanetti ph Eraldo Taioli

(Sesto Potere) – Forlì – 21 gennaio 2021 – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Marco Dori e Lodovico Zanetti (nella foto in alto) di Tutto a sinistra – la sottile linea rossa:

“Un bel tacer mai scritto fu. Il verso di Jacopo Badoer ben si adatta alla dichiarazione dell’assessora alle dispari opportunità (delega apposita creata per una giunta che , tra le altre cose, cancella un corso a costo zero contro le discriminazioni di genere) Andrea Cintorino. La sua risposta su una interrogazione dell’opposizione, di fronte a un manifesto di una associazione sedicente “per la vita” contro la pillola abortiva RU486 che ha a dir poco “imbrattato” i muri delle nostre città, è irricevibile . La pillola viene  paragonata ad un veleno e l’immagine è quella di una donna abbandonata, ancora con la mela del peccato in mano. Ovviamente si tratta di un falso, senza nessun costrutto scientifico, tale e quale a quelli a cui la destra ci ha ormai abituato. Ora, tale manifesto è stato tolto dai muri di tante città italiane, proprio perchè conteneva una fake news inammissibile su un tema come quello della salute, e invece da noi no.
Quindi, o gli altri Comuni sono retti da pericolosi dittatori, oppure a Forlì c’è un problema. Avremmo apprezzato, da parte dell’Assessora invece della difesa di una presunta libertà d’opinione  e del “riconoscimento della libertà di pensiero e di espressione, che è base di uno stato liberale”, un approfondimento sul tema di sua competenza cioè sul diritto della donna a una maternità consapevole, e sulla correttezza dei messaggi comunicati da pubbliche affissioni. Ci chiediamo, poi se la libertà di opinione valga solo per quelle che piacciono (di affissioni, ovviamente); le destre fecero di tutto per non far girare sui bus la celebre frase di Dawkins: “ la cattiva notizia è che Dio non esiste, la buona è che non ti serve” per altro opinione legittima, a differenza della bufala.
Viene il dubbio , legittimo , che in fondo quel messaggio piaccia alla assessora e alla giunta non dispiaccia che si cerchi di limitare un sacrosanto diritto conquistato.
Il diritto delle donne ad abortire è sancito dalla legge 194, e pagato con la vita di migliaia di donne uccise dalle mammane. Le donne che abortiscono, qualsiasi siano le loro motivazioni, affrontano un percorso difficilissimo, irto di ostacoli e drammi personali; tutto a loro serve meno, che i manifesti di “Provita in famiglia”. Evidentemente, nel solco del “tu partorirai con dolore”, vogliono far pagare alle ree del peccato di abortire, il dolore di finire sotto i ferri. Mi spiace, non ci stiamo
Bene ha fatto l’opposizione a far sentire la sua voce forte e chiara, ma ci aspettiamo che la mobilitazione continui  anche con azioni eclatanti  contro questo che è da considerarsi come l’ennesimo (ma non ultimo, purtroppo) scempio della democrazia e della valorizzazione della condizione femminile. Noi crediamo che queste siano, tra le altre, le battaglie sociali per cui schierarsi e combattere per l’affermazione (finalmente) delle “pari opportunità” tanto declamate e mai agite”.