Caldo: con +1,5° è la 2^ estate più bollente in Ue. Fiume Po e produzione frutta estiva in sofferenza

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(Sesto Potere) – Ferrara – 8 luglio 2021 – Con una temperatura superiore di 1,5 gradi alla media storica l’estate 2021 si classifica fino ad ora dal punto di vista climatologico come la 2^ più calda in Europa ed al 4° posto a livello mondiale. E’ quanto emerge dall’elaborazione Coldiretti su dati Copernicus relativi al mese di giugno 2021 dalla quale si evidenzia anche che in molti Paesi Europei come l’Italia si è registrata una preoccupante riduzione delle precipitazioni.

PO DI PILA

Si conferma la tendenza al surriscaldamento in Europa e nel mondo con il moltiplicarsi peraltro di eventi estremi che – sottolinea la Coldiretti – hanno pesanti effetti sulla vita delle persone ma anche sulle attività produttive come l’agricoltura.

Per effetto dei cambiamenti climatici la produzione europea di frutta estiva ha subito cali nei raccolti stimati – precisa la Coldiretti – pari al 35% per le albicocche mentre per le pesche e nettarine si stima il raccolto più basso degli ultimi 30 anni, nei principali paesi produttori, con una produzione inferiore di quasi il 20% a quella già molto bassa dello scorso anno. Non va meglio per le ciliegie in Italia dove – precisa la Coldiretti – è sparito quest’anno quasi un frutto su due. Il ripetersi di eventi estremi sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è infatti l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli.

PO MONFERRATO

Sul versante idrico, vista la scarsità di piogge sommata all’innalzamento delle temperature, a giugno s’è registrato un calo della portata del fiume Po del 25- 30% in diverse zone del bacino padano. 
L’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha riscontrato dall’inizio dell’anno un deficit di piogge medio regionale del 34%, con punte picchi nel versante romagnolo e nei rilievi bolognesi del 50%.

“A pochi giorni dalle ultime rilevazioni che registrano le diverse portate lungo l’asta del Po la situazione generale del distretto del “Grande Fiume”, pur beneficiando solo parzialmente delle ultime precipitazioni cadute nei giorni scorsi, resta particolarmente deficitaria. Se è vero infatti che il fiume ha guadagnato qualche cm in più è vero anche che molte aree prese in esame, già particolarmente caratterizzate da mancanza prolungata di piogge da oltre 50 giorni, non hanno ricevuto il minimo sollievo peggiorando così notevolmente lo stress del territorio, delle colture e dell’habitat. Le alte temperature di questi giorni (+1 / +3°C rispetto alle medie del periodo) in tutta la pianura Padana stanno influendo negativamente su tutte le forme di approvvigionamento idrico e sulla traspirazione del suolo e in alcuni sottobacini i valori si attestano alla soglia dell’emergenza quando non toccati dalla risorsa idrica del Po o serviti dalle acque dei Grandi Laghi Alpini che, pur diminuendo repentinamente viste le necessità, restano sufficientemente invasati”: si legge in una nota dell ’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po.