(Sesto Potere) – Roma – 11 gennaio 2022 – A novembre 2021 l’Istat stima un calo congiunturale per le vendite al dettaglio (-0,4% in valore e -0,6% in volume). Sono in diminuzione le vendite dei beni alimentari (-0,9% in valore e -1,2% in volume), mentre quelle dei beni non alimentari risultano pressoché stazionarie (0,0% in valore e -0,1% in volume).

Commentando i dati forniti oggi dall’Istat il Codacons afferma: “I numeri sul commercio non sono affatto incoraggianti, e confermano le nostre preoccupazioni – spiega il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – La riduzione delle vendite su base mensile è il segnale che le famiglie hanno iniziato a contrarre i consumi a fronte della crescita dei prezzi al dettaglio e dei rincari delle bollette di luce e gas”.

Sempre nelle stime Istat si registra nel trimestre settembre-novembre 2021 un aumento delle vendite al dettaglio dell’1,2% in valore e dello 0,9% in volume, mentre su base tendenziale, a novembre 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 12,5% in valore e dell’11,7% in volume

Ma a parere del Codacons “è irrilevante l’aumento delle vendite su base annua. Una illusione ottica legata alle chiusure che hanno interessato molti esercizi commerciali nel mese di novembre 2020”.

“Il rischio concreto è che l’emergenza prezzi e bollette che sta investendo il paese metta in ginocchio il commercio, determinando una forte contrazione dei consumi nel corso del 2022 – prosegue Rienzi – A fronte di tale situazione i provvedimenti adottati dal Governo appaiono insufficienti, e servono ulteriori sforzi per contrastare l’avanzata di prezzi e tariffe e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie che si sta erodendo giorno dopo giorno”: conclude il presidente del Codacons.